Martedì 12 dicembre 2006. - Presidenza del vicepresidente Luisa CAPITANIO SANTOLINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Antonio Gaglione.
La seduta comincia alle 12.45.
7-00070 Palumbo: Situazione sanitaria degli abitanti dell'area industriale di Gela.
7-00075 Burtone: Situazione sanitaria degli abitanti dell'area industriale di Gela.
(Discussione congiunta e rinvio).
La Commissione inizia la discussione congiunta.
Giuseppe PALUMBO (FI), illustra la sua risoluzione, ricordando innanzitutto come nell'area della regione siciliana comprendente i comuni di Gela, Niscemi, Butera, Milazzo, Augusta e Priolo si sia diffusa, negli ultimi anni, una forte preoccupazione per i possibili effetti sulla salute derivanti da esposizioni ambientali, accresciuta dalla recente pubblicazione di dati relativi all'incidenza di patologie dovute all'esposizione ad agenti cancerogeni; sempre in base a recenti notizie di stampa, sarebbero in aumento le morti per cancro tra i lavoratori del petrolchimico ENI di Gela. Ricorda altresì come uno studio condotto dalla regione siciliana in collaborazione con l'E.S.A. (Epidemiologia Sviluppo Ambiente) e con l'ASL Roma/E abbia evidenziato che nell'area di Gela vi sarebbe «un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini sia che nelle donne; che si registra in particolare un aumento dei
tumori dello stomaco, nel colon retto, della laringe, dei bronchi e polmoni, della vescica e dei linfomi non-Hodgkin; un eccesso di ricoveri per le malattie cardiovascolari, per le malattie respiratorie e in particolare per le malattie respiratorie acute, per le malattie polmonari croniche, per l'asma bronchiale e per l'asma dei bambini»; contestualmente, lo studio ha rilevato un eccesso di ricoveri negli uomini per la pneumoconiosi e nelle donne per le malattie del rene. Fa quindi presente che nell'area di Gela si registrano migliaia di casi di malformazioni cardiovascolari, agli arti, all'apparato digerente, ai genitali, e che l'indagine avente ad oggetto le morti sospette tra i dipendenti transitati nei reparti dell'AGIP, dell'ANIC e dell'ENI evidenzia un collegamento tra la presenza del petrolchimico e i tumori. Dopo aver sottolineato l'urgenza di investimenti volti a migliorare la sicurezza ambientale e del lavoro nelle aree interessate, ricorda che la risoluzione di cui è primo firmatario impegna il Governo a costituire una task-force coordinata dal Ministero della salute e alla quale partecipino il Ministero dell'ambiente, il Ministero del lavoro, il Ministero dello sviluppo economico, la regione siciliana, la provincia di Caltanissetta, i comuni di Gela, Butera e Niscemi, nonché i rappresentanti dell'ENI, per giungere in tempi rapidi a proposte operative in termini di risanamento ambientale e occupazionale; a prevedere investimenti finalizzati alla tutela e alla salvaguardia della salute dei cittadini con ospedali specializzati per la cura e lo studio delle patologie più frequenti nell'area; ad invitare l'ENI a predisporre iniziative risarcitorie nei confronti della città di Gela per i danni ambientali provocati.
Giovanni Mario Salvino BURTONE (Ulivo) illustra la sua risoluzione, sottolineando gli elementi che la distinguono da quella presentata dal deputato Palumbo. In particolare, fermi restando la forte preoccupazione per la situazione ambientale e sanitaria delle aree interessate e l'allarme del suo gruppo per le notizie pubblicate sulla stampa, con particolare riferimento alle patologie tumorali e alle malformazioni alla nascita, sottolinea la mancanza di dati certi sull'incidenza di tali patologie, che rende doveroso un approfondimento. Evidenzia altresì la carenza di strutture sanitarie adeguate nella regione siciliana e ricorda come, nel corso del dibattito sulla conversione in legge del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22, recante disposizioni urgenti per l'individuazione della disciplina relativa all'utilizzazione del coke da petrolio (pet-coke) negli impianti di combustione, l'allora opposizione avesse evidenziato i preoccupanti dati relativi all'area di Gela e ad altre aree con problemi analoghi. Rileva quindi come l'attività industriale del petrolchimico abbia certamente un'incidenza elevata sulle condizioni ambientali e sanitarie di tali aree, ma osserva al contempo che si tratta di aree in prevalenza agricole, in cui sono presenti numerose serre e in cui si deve supporre si faccia ampio ricorso a prodotti chimici per l'agricoltura. Ricorda quindi che la risoluzione di cui è primo firmatario impegna il Governo, tra l'altro, a fare una ricognizione delle strutture sanitarie presenti nel territorio e a prevedere l'attivazione di un dipartimento oncologico di terzo livello a Caltanissetta e di uno di secondo livello a Gela. Rileva inoltre che, una volta individuate le cause delle patologie denunciate, sarà necessario individuare e perseguire i responsabili. Osserva quindi che sarebbe importante che la regione siciliana provvedesse rapidamente a impiegare i fondi inutilizzati per il risanamento ambientale. Sottolinea infine, come fatto altamente positivo, che lo stabilimento ENI di Gela abbia adottato una politica di intransigente contrasto di ogni possibile tentativo di infiltrazione mafiosa.
Filippo MISURACA (FI) sottolinea come il dibattito in corso costituisca un importante segnale di attenzione verso l'area di Gela e verso tutti i siti industriali della regione siciliana. Ricorda quindi come le associazioni di cittadini che, a Gela, conducono una battaglia in difesa della salute e dell'ambiente respingano ogni identificazione di carattere politico e
chiedano risposte concrete ai loro gravi problemi. Evidenzia quindi che le risoluzioni in titolo vertono su problemi assai rilevanti anche sotto il profilo ambientale e lavorativo, anche per i rischi di disoccupazione connessi alla chiusura di alcuni impianti, che tuttavia non rientrano tra le competenze primarie della Commissione. Rispondendo al deputato Burtone, osserva come, in realtà, degli studi in materia esistano già, a meno di non voler mettere in discussione gli studi condotti dalla regione siciliana, i cui risultati sono peraltro a disposizione della magistratura. Riconosce quindi come, naturalmente, il petrolchimico non rappresenti certamente l'unica attività industriale dell'area con possibili ricadute ambientali e sanitarie e sottolinea la necessità di fornire risposte efficaci sul piano della salute. Dopo aver evidenziato l'importanza della task-force, di fatto contemplata da entrambe le risoluzioni, auspica che si possa giungere alla predisposizione di un testo unificato delle stesse e rivolge un invito in tal senso al Governo e al collega Burtone. Apprezza altresì la proposta di istituzione di dipartimenti oncologici contenuta nella risoluzione del deputato Burtone e ricorda come il sindaco di Gela, che peraltro non appartiene alla sua parte politica, abbia recentemente invitato tutte le forze politiche a un incontro su questi temi. Ricorda infine che l'VIII Commissione sta svolgendo un'indagine conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall'inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio, nell'ambito della quale proprio oggi procede all'audizione di rappresentanti di organismi tecnici specializzati della regione siciliana.
Daniela DIOGUARDI (RC-SE) osserva preliminarmente come la situazione evidenziata con riferimento all'area di Gela sia risalente nel tempo e come questo fatto costituisca l'ulteriore conferma della distanza che esiste tra i tempi della politica e i tempi della società. Esprime quindi stupore per il fatto che, a fronte di dati come quelli evidenziati nel testo delle risoluzioni in discussione e sebbene il piano sanitario regionale siciliano, approvato nel 2001, prevedesse l'istituzione di un dipartimento oncologico nelle aree interessate, questo non sia stato, ad oggi, ancora realizzato. Pur riconoscendo che la reale soluzione non possa che essere individuata nella bonifica dell'area e in processi di riconversione industriale, osserva come attualmente la risposta sia particolarmente carente anche sotto il profilo strettamente sanitario, al punto che persino i malati oncologici terminali faticano a trovare strutture sanitarie adeguate. Auspica infine che si pervenga all'approvazione di un testo unificato delle risoluzioni in titolo.
Francesco Paolo LUCCHESE (UDC) premette di voler ampliare l'orizzonte della discussione, trattando della situazione siciliana in generale e ricordando di essersi opposto, già negli anni Settanta del secolo scorso, alla costruzione di raffinerie in altre aree della regione, in quanto già allora erano ben presenti i rischi ad esse connessi. Rileva quindi come la Sicilia sopporti attualmente un'elevata percentuale dell'attività industriale nei settori del raffinamento petrolifero, della produzione di energia elettrica e della rigassificazione. Ricorda inoltre che il Governo regionale siciliano ha chiesto recentemente di poter beneficiare di una compartecipazione al gettito delle accise sulla benzina, per far fronte alle esigenze di carattere ambientale, laddove lo Stato, con il disegno di legge finanziaria attualmente all'esame del Senato, riduce ulteriormente le risorse per la sanità siciliana: ritiene pertanto che sarebbe necessario modificare le risoluzioni in titolo, prevedendo di impegnare il Governo a aumentare tali risorse. Dichiara infine di non essere d'accordo con quanto dichiarato dal deputato Burtone circa la necessità di ulteriori approfondimenti, in quanto i dati disponibili dimostrano a sufficienza un forte aumento di patologie tumorali in Sicilia, nonostante la significativa attività di prevenzione.
Giacomo BAIAMONTE (FI) osserva che, se si intende favorire lo sviluppo
economico, è necessario accettarne anche gli aspetti meno positivi, naturalmente sforzandosi di assumere tutte le precauzioni che si rendano necessarie. Ricorda quindi, a titolo di esempio, come il Governo della regione siciliana si sia da tempo dichiarato favorevole alla realizzazione di termovalorizzatori, scontando l'opposizione dei Verdi: al riguardo, osserva come si tratti di impianti utili, a patto che naturalmente siano garantite le condizioni di sicurezza. Rileva infine che alcune delle patologie la cui incidenza elevata è stata evidenziata nelle aree interessate, quale ad esempio l'ipospadia, sono di origine genetica e pertanto non riconducibili a fattori ambientali.
Giovanni Mario Salvino BURTONE (Ulivo) osserva che, proprio in considerazione della forte preoccupazione delle popolazioni locali, si rende necessario un serio e approfondito studio epidemiologico. Aggiunge che ciò non deve tuttavia risolversi in una procrastinazione degli interventi e anzi ribadisce l'urgenza di procedere alla realizzazione di strutture sanitarie adeguate.
Giuseppe PALUMBO (FI) auspica che, alla luce di quanto emerso dal dibattito, il Governo valuti l'opportunità di riconsiderare la propria decisione contenuta nel disegno di legge finanziaria di sopprimere i finanziamenti all'istituto Rimed di Carini.
Il sottosegretario Antonio GAGLIONE, pur manifestando apprezzamento per quanto emerso dal dibattito e, in particolare, per le considerazioni svolte dai primi firmatari delle due risoluzioni, dichiara che la posizione del Governo sarà espressa dal sottosegretario per la salute Giampaolo Patta nel corso della prossima seduta dedicata alla discussione delle risoluzioni in titolo. Auspica comunque che la Commissione pervenga alla predisposizione di un testo unificato delle stesse.
Luisa CAPITANIO SANTOLINI, presidente, rinvia il seguito della discussione congiunta alla seduta già convocata per domani, mercoledì 13 dicembre 2006.
La seduta termina alle 13.30.
Modifica all'articolo 1 della legge 3 aprile 2001, n. 120, in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero.
C. 780 Di Virgilio e C. 1891 Castellani.
Il Comitato ristretto si è riunito dalle 13.30 alle 14.05.
Nuove norme in materia di parto.
C. 589 Lucchese, C. 1237 Palumbo, C. 1447 Bianchi e Poretti, C. 1611 Poretti, C. 1923 Governo e 1632 Dioguardi.
Audizione informale di rappresentanti di: Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO); Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI); Club italiano anestesisti ostetrici (CIAO), Società Italiana di Pediatria (SIP); Società italiana di medicina perinatale (SIMP); Società italiana di neonatologia (SIN).
Il Comitato ristretto si è riunito dalle 14.05 alle 15.20.