XII Commissione - Resoconto di marted́ 20 febbraio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 20 febbraio 2007. - Presidenza del presidente Mimmo LUCÀ. - Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Antonio Gaglione.

La seduta comincia alle 10.35.

DL 4/2007: Proroga della partecipazione italiana a missioni umanitarie e internazionali.
C. 2193 Governo.
(Parere alle Commissioni riunite III e IV).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Giuseppe ASTORE (IdV), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere un parere alle Commissioni riunite III e IV sul disegno di legge n. 2193, recante «Conversione in legge del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 4, recante proroga della partecipazione italiana a missioni umanitarie e internazionali». Il citato decreto-legge è volto ad assicurare la prosecuzione degli interventi e delle attività destinati a garantire il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni in Afghanistan, Sudan, Libano e Iraq, prevedendo altresì disposizioni per la proroga della partecipazione del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia alle missioni internazionali di pace e di aiuto umanitario. Prima di passare all'illustrazione dell'articolato, ritiene opportuno ricordare che le Forze armate italiane sono attualmente impegnate sull'intero scenario internazionale in missioni di carattere umanitario, per il mantenimento della pace e per la gestione delle crisi, in piena coerenza con quanto previsto dall'articolo 11 della Costituzione. Tale impegno conferma un pacifismo dell'Italia che non deve essere confuso con concezioni neutralistiche o isolazionistiche, ma che si traduce in un impegno attivo al fine di promuovere un ordinamento internazionale di pace e giustizia, nel quadro delle


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istituzioni internazionali delle quali l'Italia fa parte: Nazioni unite, Patto atlantico, Unione europea. Sottolinea al riguardo l'importanza del ritiro delle truppe dall'Iraq, dove l'intervento militare era privo di legittimazione internazionale, che ha consentito di potenziare gli interventi umanitari in favore delle popolazioni locali e, allo stesso tempo, ha segnato una netta discontinuità rispetto all'azione del Governo precedente.
Ricorda quindi che il decreto-legge, suddiviso in tre capi, è composto di otto articoli. L'articolo 1 prevede diverse autorizzazioni di spesa per interventi di cooperazione allo sviluppo in Afghanistan, Sudan e Libano, destinati al miglioramento delle condizioni di vita delle rispettive popolazioni. L'articolo 2 autorizza la spesa di 30 milioni di euro per la prosecuzione della missione umanitaria, di stabilizzazione e ricostruzione in Iraq, con particolare riferimento alle attività di sostegno allo sviluppo socio-sanitario, istituzionale e tecnico, socio economico, nonché nei settori della formazione e della comunicazione. L'articolo 3 reca il differimento del termine della partecipazione italiana alle missioni internazionali delle Forze armate e delle Forze di polizia, nonché le rispettive autorizzazioni di spesa. Per ciascuna di esse il termine temporale del differimento viene stabilito al 31 dicembre 2007, e ciò configura una cadenza annuale e non più semestrale (ad eccezione della missione Altea), come finora sempre avvenuto. L'articolo 4 detta norme in materia di trattamento economico ed assicurativo del personale che partecipa alle predette missioni, nonché di valutazione del servizio prestato e di eventuale richiamo in servizio per esigenze connesse alle missioni medesime. L'articolo 5 reca disposizioni in materia penale, prevedendo l'applicazione del codice penale militare di pace. L'articolo 6 disciplina i profili contabili correlati all'organizzazione delle missioni, prevedendo per l'Amministrazione la possibile attivazione delle procedure d'urgenza previste dalla vigente normativa per l'acquisizione di beni e servizi, nonché la facoltà di ricorrere ad acquisti e lavori da eseguire in economia. L'articolo 7 contiene la clausola di copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'attuazione degli interventi disciplinati dal decreto, in cui si evidenzia l'esaurimento delle disponibilità sul Fondo per le missioni istituito nella legge finanziaria per il 2007, mentre l'articolo 8 dispone l'entrata in vigore del decreto-legge. Ricorda quindi che sulla materia delle missioni internazionali di pace sono stati emanati finora numerosi decreti-legge, che hanno, di volta in volta, autorizzato la partecipazione italiana a nuove missioni militari internazionali ovvero prorogato i termini per ciascuna delle missioni internazionali in corso. Per quanto concerne le norme rientranti nella competenza della Commissione, segnala che l'articolo 1, comma 7, del decreto-legge conferma, nell'ambito degli interventi a favore delle popolazioni in Libano, Afghanistan, Kosovo e Bosnia-Erzegovina, il potere di spesa dei comandanti dei contingenti militari per interventi intesi a fronteggiare, nei casi di necessità ed urgenza, le esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali, entro il limite di spesa autorizzato per ciascun teatro operativo. Si tratta, come si legge nella relazione illustrativa, di attività di cooperazione civile-militare intesa a sostenere, in particolare, i progetti di ricostruzione, comprese le infrastrutture sanitarie, le operazioni di assistenza umanitaria, l'assistenza sanitaria e veterinaria, nonché interventi nei settori dell'istruzione e dei servizi di pubblica utilità. A tal fine, il comma in esame autorizza fino al 31 dicembre 2007 la spesa di 9.172.000 di euro. Segnala altresì che l'articolo 2, comma 2, lettera a), prevede che le attività operative della missione umanitaria, di stabilizzazione e ricostruzione in Iraq sono finalizzate alla realizzazione di iniziative concordate con il Governo iracheno e destinate, tra l'altro, al sostegno dello sviluppo socio-sanitario in favore delle fasce più deboli della popolazione. Più in generale, occorre


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notare che il comma 2 colloca gli scopi della missione nell'ambito degli obiettivi e delle finalità individuati nella Risoluzione n. 1637 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e prevede, in primo luogo, la prosecuzione degli interventi nei settori indicati dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 10 luglio 2003, n. 165 (Interventi urgenti a favore della popolazione irachena), convertito, con modificazioni, dalla legge 1o agosto 2003, n. 219. L'articolo 1, comma 2, di tale decreto-legge stabilisce che gli interventi nell'ambito della missione umanitaria sono destinati, tra l'altro, al settore sanitario, per la riabilitazione e la riorganizzazione delle strutture clinico-assistenziali e per il potenziamento e la ristrutturazione del sistema di sanità pubblica, con particolare riferimento alla attività di prevenzione e profilassi delle malattie trasmissibili. Secondo quanto si apprende dalla relazione illustrativa, nel corso del 2007, in ambito sanitario è previsto il completamento delle forniture sanitarie per l'ospedale di Nassiriya, il sostegno alla ristrutturazione del sistema sanitario nel Curdistan iracheno, nonché interventi finalizzati alla cura della talassemia e delle più gravi patologie nel campo della cardiologia infantile; si prevede inoltre la formazione di personale sanitario iracheno. Segnala infine che l'articolo 3, comma 2, differisce al 31 dicembre 2007, con una spesa prevista di 310.084.996 euro, il termine per la partecipazione di personale militare alla missione internazionale ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan. Nell'ambito della missione prosegue, come si legge nella relazione illustrativa, l'attività della Cellula di cooperazione civile e militare (CIMIC) che, tra l'altro, supporta i progetti di ricostruzione, anche delle infrastrutture sanitarie; sostiene le operazioni di assistenza umanitaria; presta assistenza sanitaria e veterinaria; effettua interventi richiesti nei settori dell'istruzione e dei servizi di pubblica utilità. Sottolinea quindi come l'articolato contenga indirizzi e previsioni innovativi, soprattutto nel favorire la cooperazione internazionale e i progetti di ricostruzione, con particolare riferimento ai settori dell'amministrazione della giustizia, della sanità e dell'istruzione: questa parte del provvedimento in esame rappresenta a suo avviso, insieme al ritiro dall'Iraq, la vera novità della politica estera italiana, che ha consentito un rilancio della coalizione di maggioranza nonché il recupero di un protagonismo sulla scena internazionale, confermato nella gestione della recente crisi libanese. Nel pieno rispetto della pluralità delle posizioni politiche in materia, auspica pertanto che il provvedimento in esame incontri l'unanimità dei consensi, anche per l'apprezzamento che si deve alla professionalità e alla dedizione delle Forze armate e di tutto il personale civile impegnato nell'ambito delle missioni. Alla luce di quanto esposto, condividendo le finalità generali del provvedimento, e, in particolare, i rilevanti interventi di natura sociale e sanitaria previsti nell'ambito delle missioni umanitarie e internazionali, formula una proposta di parere favorevole.

Domenico DI VIRGILIO (FI) interviene innanzitutto sull'ordine dei lavori, chiedendo di sapere per quali ragioni l'esame in sede consultiva dei due provvedimenti inseriti nell'ordine del giorno della seduta odierna non sia stato discusso nel corso dell'ultima riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi. Chiede comunque che l'esame del provvedimento in titolo non si concluda nella seduta odierna, affinché tutti i gruppi dispongano di tempi più congrui per gli opportuni approfondimenti. Esprime quindi un orientamento favorevole sul provvedimento in esame, sottolineando tuttavia di non condividere il giudizio positivo espresso dal relatore sul ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, e ricorda come, a seguito di tale ritiro, la situazione in Iraq si sia ulteriormente aggravata.

Mimmo LUCÀ, presidente, dopo aver ricordato che l'esigenza di esprimere tempestivamente


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un parere sui provvedimenti all'ordine del giorno è sorta successivamente all'ultima riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, dichiara che la richiesta del deputato Di Virgilio può essere accolta, ferma restando naturalmente la possibilità, per i deputati che lo richiedano, di intervenire nella seduta odierna. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

DL 300/2006: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
C. 2114/B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Mimmo LUCÀ, presidente, ricorda che il decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative, già approvato dalla Camera in prima lettura, è stato modificato dal Senato. Avverte pertanto che, ai sensi dell'articolo 70, comma 2, del regolamento, la Commissione è chiamata ad esaminare unicamente le parti del provvedimento modificate dall'altro ramo del Parlamento. Rammenta infine che l'esame dovrà concludersi entro la mattinata di oggi, poiché il provvedimento è iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea, a partire dalle ore 11.30.

Leopoldo DI GIROLAMO (Ulivo), relatore, ricorda che la Commissione è chiamata ad esaminare, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 2114-B, «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative», approvato dalla Camera e modificato nel corso dell'esame da parte del Senato. Limitatamente alle parti inserite dal Senato e rientranti nell'ambito di competenza della Commissione, segnala anzitutto che il comma 8-undecies dell'articolo 6 del decreto-legge proroga al 31 dicembre 2015 il termine (fissato, da ultimo, al 31 dicembre 2008 dall'articolo 52, comma 12, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 - legge finanziaria per il 2003) relativo all'autorizzazione alla commercializzazione dei farmaci omeopatici già in commercio prima dell'entrata in vigore del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 185. Si ricorda che tale decreto legislativo ha introdotto - in attuazione della direttiva 73/1992/CE - una specifica disciplina per i medicinali omeopatici, ossia i medicinali ottenuti mediante un procedimento di fabbricazione omeopatico descritto dalla farmacopea ufficiale europea o da quelle degli Stati membri; particolarmente complessa è la disciplina dettata dal citato decreto legislativo (e dalle successive modificazioni) per i prodotti omeopatici già in commercio al momento dell'entrata in vigore di esso (avvenuta il 6 giugno 1995). Segnala altresì che l'articolo 6-quater del decreto-legge detta alcune modifiche riguardanti le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 796, lettera p), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007). Più in particolare, il comma 1 del citato articolo prevede che la quota fissa (ticket) di cui alla citata lettera p) trova applicazione fino al 31 marzo 2007 e, in ogni caso, fino all'entrata in vigore delle misure o alla stipulazione dell'accordo di cui al comma 2). Si ricorda che le citate disposizioni della legge finanziaria per il 2007 hanno previsto nuovi ticket, con esclusione dei soggetti esenti: sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale, pari a 10 euro per ricetta (tale importo si somma a quello di 36 euro già previsto dalla legislazione vigente); sulle prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero, classificate con il «codice bianco», ad eccezione dei casi di avvelenamenti acuti e di traumatismi (per tali prestazioni è previsto un ticket pari a 25 euro). Conseguentemente, il comma 2 dell'articolo in esame inserisce, dopo la citata lettera


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p), una lettera p-bis) con la quale si consente alle regioni, limitatamente alle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (e non, dunque, di pronto soccorso), fermo restando l'importo di manovra, ovvero il gettito per le casse dello Stato - pari a 811 milioni di euro per l'anno 2007, 834 milioni di euro per l'anno 2008 e 834 milioni di euro per l'anno 2009 - di prendere provvedimenti alternativi all'applicazione della quota fissa di 10 euro, sulla base della stima degli effetti della complessiva manovra sulle singole regioni, come definita dal Ministero della salute di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, vale a dire: di adottare altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie (l'entrata in vigore di queste misure nella regione interessata è tuttavia subordinata alla certificazione del loro effetto di equivalenza per il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e per il controllo dell'appropriatezza da parte del tavolo di verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 dell'Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005); di stipulare con il Ministero della salute e il Ministero dell'economia e delle finanze un accordo per la definizione di altre misure di partecipazione al costo, che siano equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza (nella regione interessata le misure definite dall'accordo si applicheranno poi a decorrere dal giorno successivo alla data di sottoscrizione dell'accordo medesimo). Ricorda che l'articolo 6-quater limita, infine, al 31 marzo 2007 e, in ogni caso, all'entrata in vigore di specifiche misure alternative (da definirsi in sede locale o sulla base di un accordo tra le regioni interessate e i Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze), la vigenza delle disposizioni delle legge finanziaria per il 2007 che hanno introdotto un ticket sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale. Segnala infine il comma 3 dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione, il quale delega il Governo ad adottare, entro il 31 luglio 2007, uno o più decreti legislativi finalizzati a garantire l'adeguamento dell'ordinamento giuridico italiano ai princìpi e alle norme della Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, siglata a Oviedo il 4 aprile 1997, nonché alle disposizioni del Protocollo addizionale del 12 gennaio 1998. In proposito, si ricorda che la legge 28 marzo 2001, n. 145, ha autorizzato la ratifica della citata Convenzione e del relativo Protocollo addizionale del 12 gennaio 1998, stabilendo che piena e intera esecuzione è data a tali atti a decorrere dalla data della loro entrata in vigore. L'articolo 3 della medesima legge, inoltre, ha delegato il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa, uno o più decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni necessarie ad adeguare l'ordinamento italiano sia alla Convenzione sia al Protocollo, previo parere dalle competenti Commissioni parlamentari. Il termine per l'esercizio di tale delega è stato differito al 31 luglio 2003 dall'articolo 49 della legge 16 gennaio 2003, n. 3; allo stato, la delega prevista non è stata esercitata. Si ricorda altresì che l'Italia ha siglato il Protocollo addizionale relativo al trapianto degli organi e di tessuti di origine umana del 24 gennaio 2002 e il Protocollo addizionale relativo alla ricerca biomedica del 25 gennaio 2005. Ritiene utile ricordare che la Convenzione di Oviedo (ratificata ad oggi da 20 Stati ed entrata in vigore a livello internazionale il 1o dicembre 1999) è stata adottata in seno al Consiglio d'Europa e ha per oggetto i rapporti tra i diritti dell'uomo e la biomedicina; il Protocollo addizionale (ratificato ad oggi da 16 Stati ed entrato in vigore a livello internazionale il 1o marzo 2001) reca, invece, il divieto di clonazione degli essere umani. Alla luce di quanto esposto, formula, infine, una proposta di parere favorevole.

Domenico DI VIRGILIO (FI) esprime contrarietà sul provvedimento in esame, pur condividendo le disposizioni relative all'attuazione della Convenzione di Oviedo,


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rilevando innanzitutto l'eccessiva proroga del termine relativo all'autorizzazione alla commercializzazione dei farmaci omeopatici già in commercio prima del 6 giugno 1995, data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 185 del 1995. Ribadisce altresì la ferma contrarietà, già espressa in occasione dell'esame del disegno di legge finanziaria per il 2007, ai nuovi ticket sulle visite ambulatoriali e sulle prestazioni di pronto soccorso, ricordando come questi ultimi non siano serviti allo scopo di ridurre il ricorso improprio alle strutture di pronto soccorso. Rileva quindi che il ticket sulle prestazioni ambulatoriali non viene abolito dal provvedimento in esame, bensì soltanto trasformato in altre e diverse imposizioni, che saranno individuate insieme alle regioni. Stigmatizza infine l'assoluta insufficienza dei tempi a disposizione della Commissione per l'esame del provvedimento in titolo.

Giacomo BAIAMONTE (FI) esprime netta contrarietà sul provvedimento in esame, ricordando come il ticket sulle prestazioni di pronto soccorso si sia rivelato un totale fallimento e sia largamente inapplicato. Al riguardo, ricorda come la strada da percorrere passi piuttosto per il potenziamento della medicina di base e territoriale. Giudica altresì non condivisibile l'introduzione del ticket sulle visite ambulatoriali, che non viene realmente abolito dal provvedimento in esame, nonché l'ulteriore proroga disposta in materia di commercializzazione dei farmaci omeopatici.

Giovanni Mario Salvino BURTONE (Ulivo) esprime forti perplessità sugli interventi svolti dal collega Di Virgilio in ordine ai tempi a disposizione della Commissione, ricordando come anche nella scorsa legislatura la Commissione si sia spesso trovata a dover esaminare in tempi strettissimi provvedimenti di grande rilevanza. Nel merito del provvedimento in titolo, esprime apprezzamento per la possibilità di cancellazione del ticket sulle visite ambulatoriali, sottolineando come in molte regioni, tra cui la Sicilia, il ticket sia pagato anche da cittadini con redditi decisamente bassi. Con riferimento quindi al ticket sulle prestazioni di pronto soccorso, ricorda come esso fosse stato previsto dalla regione siciliana già prima dell'approvazione della legge finanziaria per il 2007.

Leopoldo DI GIROLAMO (Ulivo), relatore, replicando, ricorda che, sebbene la proroga relativa alla commercializzazione dei farmaci omeopatici possa apparire eccessiva, essa trova giustificazione nell'estrema complessità della disciplina relativa a questo tipo di prodotti. Quanto ai ticket, sottolinea che il provvedimento in esame dispone la sostanziale abolizione del ticket sulle prestazioni ambulatoriali. Ribadisce quindi la sua proposta di parere favorevole.

Domenico DI VIRGILIO (FI) ribadisce che il provvedimento in esame non dispone l'abolizione del ticket sulle prestazioni ambulatoriali, ma soltanto la sua trasformazione in altre misure che graveranno comunque sulle spalle dei cittadini. Rileva altresì che, per quanto concerne le prestazioni di pronto soccorso, sarebbe stato più opportuno provvedere al potenziamento della medicina del territorio.

Giovanni Mario Salvino BURTONE (Ulivo), in riferimento a quanto testé evidenziato dal deputato Di Virgilio, sostiene che il provvedimento in esame abolisce di fatto il ticket sulle prestazioni ambulatoriali, almeno per quelle regioni virtuose che non si troveranno costrette a reintrodurlo. Ritiene invece che altre regioni, anche di centrodestra, si troveranno probabilmente a dover introdurre misure equivalenti, come del resto già avvenne nel corso della passata legislatura. Contesta infine fermamente le affermazioni dei colleghi di opposizione in ordine al ticket sulle prestazioni di pronto soccorso, ricordando che esso trova applicazione solo per i cosiddetti «codici bianchi», ovvero per situazioni non caratterizzate da urgenza.

Mimmo LUCÀ, presidente, avverte che è stata presentata una proposta di parere


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alternativa da parte di deputati appartenenti al gruppo di Forza Italia (vedi allegato), che verrà posta in votazione solo ove respinta la proposta di parere del relatore.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 11.15.

COMITATO RISTRETTO

Nuove norme in materia di parto.
C. 589 Lucchese, C. 1237 Palumbo, C. 1447 Bianchi e Poretti, C. 1611 Poretti, C. 1923 Governo, C. 1632 Dioguardi e C. 1754 Zanotti e Nicchi.

Il Comitato ristretto si è riunito dalle 13.45 alle 15.