X Commissione - Resoconto di marted́ 3 aprile 2007


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SEDE REFERENTE

Martedì 3 aprile 2007. - Presidenza del presidente Daniele CAPEZZONE. - Interviene il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Paolo Giaretta.

La seduta comincia alle 14.

Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale.
C. 2272 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Daniele CAPEZZONE, presidente, dà la parola al collega Lulli per lo svolgimento della relazione introduttiva.

Andrea LULLI (Ulivo), relatore, nel sottolineare che il disegno di legge di cui si sta iniziando l'esame fa parte, quale perno centrale, della complessiva strategia del governo finalizzata a considerare le liberalizzazioni quale fattore determinante della politica di rilancio dell'economia del Paese, preannuncia un'apertura totale al confronto e al dialogo, affinché si possa procedere alla modifica e al miglioramento del testo con la cooperazione di tutti. Passando ad una rapida illustrazione del testo, fa presente che il disegno di legge governativo AC 2272, recante «Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale», si compone di 43 articoli, suddivisi in 6 Titoli.
Il Titolo I, denominato «Imprese e professioni più libere», si compone degli articoli da 1 a 8.
L'articolo 1, volto alla rimozione di ostacoli nell'ambito di attività commerciali, vieta qualsiasi limitazione ad un possibile abbinamento nello stesso locale o nella medesima area della vendita di prodotti o di servizi complementari e accessori rispetto a quelli principali (comma 1). Per quanto riguarda, in particolare, l'installazione e l'attività degli impianti di distribuzione dei carburanti, il comma 2 vietata la loro subordinazione a parametri numerici o a distanze minime. L'articolo prevede infine l'abrogazione delle disposizioni in contrasto con quelle riportate nel presente articolo e l'adeguamento delle disposizioni di regioni ed enti locali ai principi riportati nei precedenti commi 1 e 2. L'articolo 2 disciplina, unificandoli nella nuova categoria degli intermediari


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commerciali e di affari, i profili professionali di: agente di affari in mediazione; agente immobiliare; agente di affari; agente e rappresentante di commercio; mediatore marittimo; lo spedizioniere e raccomandatario marittimo.
Provvede, inoltre, alla soppressione dei relativi ruoli ed elenchi, alla cui iscrizione è attualmente subordinato il loro esercizio.
Alle camere di commercio compete la verifica del possesso dei requisiti necessari per l'esercizio delle suindicate attività; l'iscrizione dei relativi dati nel registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative nonché la contestuale attribuzione della qualifica di intermediario distinta per tipologia di attività.
L'articolo 3 reca una semplificazione delle procedure necessarie per modificare le caratteristiche funzionali e costruttive dei veicoli a motore. In particolare, il comma 1 prevede che tali modifiche possano essere consentite senza un preventivo nulla osta della casa costruttrice del veicolo e senza una visita e una prova presso i competenti uffici del Ministero dei trasporti, a condizione che ciascun componente risulti certificato da una relazione tecnica di un ente abilitato, redatta sulla base di collaudi e di prove effettuati in conformità alle disposizioni tecniche previste dai regolamenti internazionali ECE-ONU e dalle direttive comunitarie. Il comma 2 stabilisce che l'entrata in vigore della nuova disciplina è subordinata alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dei trasporti, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge; con medesimo decreto devono essere individuati i casi nei quali la sostituzione necessita anche di una verifica da effettuare a cura degli uffici provinciali dalla Direzione generale per la motorizzazione. Il comma 3 prevede un decreto del Presidente della Repubblica al fine di apportare modifiche al regolamento di attuazione del codice della strada (decreto del Presidente della Repubblica 495/1992), per adeguarlo alle disposizioni recate dall'articolo in esame. Il comma 4 prevede le sanzioni amministrative applicabili a chi circola con un veicolo al quale sono state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione e nella carta di circolazione, oppure con il telaio modificato, senza rispettare le disposizioni recate dall'articolo in esame. Il comma 5 dispone l'abrogazione dell'articolo 78 del codice della strada, che disciplina le modifiche alle caratteristiche costruttive dei veicoli, nonché di ogni altra disposizione legislativa o regolamentare statale di disciplina del settore dei veicoli a motore e loro rimorchi incompatibile con l'articolo 3 in esame.
L'articolo 4 interviene in materia di contratti di locazione dei serbatoi di GPL installati presso gli utenti ai quali il nuovo articolo 16-bis del decreto legislativo 128/06 - introdotto dall'articolo 4 - assicura la facoltà di acquistare il gas liberamente sul mercato senza dover sottostare all'obbligo di rifornirsi presso le aziende distributrici che sono tenute a concedere in locazione i serbatoi di GPL. La nuova norma fissa la durata del contratto di locazione - che è rinnovabile - in cinque anni, decorsi i quali su richiesta del locatario i serbatoi possono essere rimossi a cura e a spese dell'azienda proprietaria. L'eventuale disdetta del contratto deve essere comunicata almeno sei mesi prima della relativa scadenza. Gli adempimenti amministrativi concernenti l'installazione e la gestione dei serbatoi sono posti a carico dell'azienda proprietaria. Fa presente che su questo articolo sono state formulate osservazioni critiche da parte della Conferenza unificata e preannuncia un'attenta riflessione sulla materia.
L'articolo 5 è volto a promuovere l'effettiva liberalizzazione dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti civili situati nel territorio nazionale. A tal fine si prevede che il Ministero dei trasporti, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, verifichi il grado di liberalizzazione raggiunto da tali servizi e predisponga, nel caso di concorrenza insufficiente, misure e correttivi concreti che possano realizzare l'effettiva liberalizzazione nel settore. Su tale articolo, occorre


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prevedere il raccordo fra il ruolo del Ministro e quello delle Autorità di settore.
L'articolo 6 reca una serie di principi e misure volti a favorire la prosecuzione del processo di apertura del mercato del trasporto ferroviario avviato in Italia, in attuazione di quanto disposto in sede comunitaria. In particolare, il comma 1 stabilisce che la disciplina del settore ferroviario è informata ai seguenti principi:
separazione fra autorità regolatrice e gestore della rete;
efficiente gestione della rete, anche attraverso l'allocazione non discriminatoria della capacità di rete e dei terminali delle merci e dei passeggeri;
professionalità e capacità organizzativa degli operatori privati che intendono prestare il servizio;
destinazione di una quota parte dei proventi dei contratti di servizio relativi all'utilizzo della rete ferroviaria per la manutenzione del materiale rotabile.

Il comma 2 prevede un'indagine conoscitiva del Ministero dei trasporti, volta a individuare misure idonee a incentivare l'efficienza del gestore della rete ferroviaria, a garantire l'allocazione non discriminatoria della capacità della rete e dei terminali delle merci e dei passeggeri, e ad acquisire elementi sul mercato del materiale rotabile.
Il comma 3 demanda a un regolamento, da emanarsi con decreto del Ministro dei trasporti, il compito di stabilire i requisiti dei titolari dei contratti di servizio e (nel caso in cui le imprese esercenti i servizi sono costituite in forma societaria) dei componenti degli organi di amministrazione e di gestione, nonché i requisiti organizzativi minimi che devono connotare le imprese di trasporto ferroviario.
L'articolo 7 interviene in materia di trasporto pubblico locale, prevedendo forme alternative di trasporto pubblico innovativo e promuovendo lo sviluppo di nuovi servizi di trasporto pubblico individuale e collettivo. A tal fine, si dispone che il rilascio di licenze e di autorizzazioni per la prestazione di servizi di trasporto pubblico locale innovativo non sia soggetto a limitazione numerica. Viene inoltre previsto che i comuni promuovano la diffusione del trasporto pubblico locale innovativo mediante l'incentivazione dei servizi che lo definiscono e predispongano una carta concernente le prestazioni dei servizi innovativi. L'adozione di tali misure costituisce per il comune titolo preferenziale ai fini dell'accesso ai finanziamenti previsti dalla legge finanziaria per il 2007 per fondo per l'acquisto di veicoli adibiti al trasporto pubblico locale. L'articolo in questione deve essere peraltro coordinato con le misure di incentivazione previste dalla legge finanziaria 2007.
L'articolo 8 prevede l'emanazione, entro quattro mesi, di un regolamento per il riordino della disciplina degli incentivi non fiscali in favore delle imprese operanti nel settore del gas naturale, finalizzato a favorire la crescita dimensionale delle imprese di distribuzione e la loro aggregazione, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Il Titolo II, denominato «Impresa più facile» si compone di 2 Capi.
Il Capo I, denominato «Abolizione e semplificazione degli adempimenti amministrativi per gli impianti produttivi», si compone degli articoli da 9 a 18. In relazione agli articoli da 9 a 15 e 18 del disegno di legge, ricorda che il Governo ha espresso la sua disponibilità ad accantonarli per procedere su tale materia direttamente attraverso la discussione in Aula del progetto di legge Capezzone n. 1428; ne propone pertanto la soppressione dal testo.
Gli articoli 16 e 17 recano due deleghe e potrebbero, ad una prima valutazione, essere mantenuti nel testo; in particolare, l'articolo 16 delega il Governo ad adottare, entro quattro mesi dall'entrata in vigore del presente provvedimento, uno o più decreti legislativi destinati a disciplinare i requisiti tecnici, di affidabilità e di indipendenza necessari per accreditare gli enti di certificazione, attenendosi ai criteri e ai principi dettati dallo stesso articolo. L'articolo 17 delega il Governo ad adottare,


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entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi volti al riassetto normativo delle prescrizioni e degli adempimenti procedurali applicabili alle imprese.
Il Capo II, denominato «Ulteriori misure per le imprese», si compone degli articoli da 19 a 27.
L'articolo 19 è volto a semplificare l'attività di verifica degli impianti a pressione, di cui al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93, nonché delle gru e degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 chilogrammi, di cui all'articolo 194 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, facendo ricorso all'autocertificazione dell'interessato, asseverata da un professionista indipendente.
L'articolo 20 delega il Governo ad adottare, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per semplificare, nel rispetto del mantenimento dei livelli di sicurezza per la collettività, le procedure per il rilascio del certificato di prevenzione incendi (CPI). Anche su questo articolo occorre effettuare una valutazione, poiché potrebbe essere opportuna la sua soppressione ai fini del coordinamento con la proposta in discussione in Aula del collega Capezzone.
L'articolo 21 delega il Governo ad adottare, nel termine di un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti norme dirette a favorire l'intervento da parte di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) nel capitale di rischio delle società, nonché a favorire l'ammissione dei titoli di partecipazione alla quotazione nei mercati regolamentati dell'Unione europea o dei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo.
I principi di delega disegnano a tal fine un sistema di agevolazioni fiscali consistenti in una riduzione dell'aliquota IRES (che dovrà essere non inferiore al 20%), qualora la società provveda ad un aumento di capitale o alla quotazione in mercati regolamentati, ma nella sola ipotesi che tale aumento di capitale ovvero l'acquisto delle azioni in occasione della quotazione sia finanziato da OICVM. Alternativamente alla riduzione dell'aliquota sarà possibile la deduzione dal reddito imponibile della società partecipata di una quota degli utili formatisi successivamente all'ingresso degli OICVM nel capitale e ad essi corrisposti. I principi di delega prevedono inoltre un sostegno alle società per azioni che provvedano a quotarsi sui mercati regolamentati, consentendo la deduzione, in aggiunta a quella già spettante in base alle ordinarie regole dell'imposizione sul reddito d'impresa, delle spese sostenute per l'ammissione alla quotazione in mercati regolamentati.
I decreti legislativi in oggetto dovranno essere emanati in conformità alla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato e pertanto, ove non de minimis, essere notificati alla Commissione europea e da questa autorizzati.
L'articolo 22 sospende per un biennio l'obbligo delle cooperative a mutualità prevalente, che perdono tale requisito, di redigere apposito bilancio per determinare il valore dall'attivo da imputare alle riserve indivisibili (comma 1). Sopprime inoltre l'obbligo, per le società cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi, di presentare una comunicazione annuale relativa alla propria attività svolta nell'anno precedente (comma 2).
L'articolo 23 attribuisce alle imprese di spettacolo l'applicabilità la natura di piccola e media impresa secondo a disciplina comunitaria, consentendo pertanto a queste ultime di essere destinatarie di contributi e finanziamenti agevolati
L'articolo 24 prevede che il Governo, le regioni e gli enti locali promuovano intese o concludano accordi affinché la pubblicazione degli atti nell'albo pretorio sia eseguita anche in via informatica.
L'articolo 25 mira a semplificare gli adempimenti burocratici delle imprese prevedendo la possibilità di sostituire con autocertificazioni le certificazioni dovute per l'ottenimento di una autorizzazione o concessione da parte della pubblica amministrazione o dei concessionari di servizi pubblici e la partecipazione a procedure di evidenza pubblica.


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L'articolo 26 reca disposizioni concernenti il conferimento di poteri di rappresentanza dell'imprenditore e il compimento di operazioni telematiche delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione.
Le disposizioni contenute nell'articolo 27 eliminano l'obbligo di tenuta del libro dei soci delle società a responsabilità limitata (S.r.l.) e l'obbligo di deposito presso il registro delle imprese dell'elenco dei soci delle stesse società, disegnando un nuovo sistema di pubblicità relativo alle quote sociali ed alle loro modificazioni basato unicamente sulla loro iscrizione nel registro delle imprese.
Gli articoli del codice civile interessati dalle modifiche sono l'articolo 2470, l'articolo 2478 e l'articolo 2478-bis.
Il Capo III, denominato «Scuola, imprese e società», si compone degli articoli da 28 a 31.
In relazione a tale parte del disegno di legge, fa presente che è pervenuta una richiesta, tramite lettera inviata in data 13 marzo 2007 dal Ministro della pubblica istruzione Fioroni, di procedere ad uno stralcio ai fini dell'assegnazione delle disposizioni citate alla competente Commissione Cultura e istruzione. Propongo pertanto che si dia seguito a tale richiesta, e che la Commissione approvi la relativa proposta da sottoporre all'Assemblea.
Il Capo IV, denominato «Cittadino e consumatore», si compone degli articoli da 32 a 34.
L'articolo 32 stabilisce, al comma 1, la nullità delle cosiddette clausole di massimo scoperto, stabilite a favore del cliente titolare di conto corrente. Il comma 2 chiarisce che le somme dovute dal cliente alla banca in dipendenza della effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente sono comunque rilevanti ai fini dell'applicazione della normativa in materia di interessi usurari. Ritiene tale articolo uno dei punti qualificanti del provvedimento e auspica su tale punto una valutazione attenta e rigorosa e un confronto costruttivo.
L'articolo 33 conferisce una delega legislativa al Governo finalizzata a favorire la modernizzazione degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e dei titoli di credito cartacei, prevedendo fra l'altro la progressiva introduzione, a carico delle pubbliche amministrazioni e senza ulteriori oneri, dell'obbligo di accettare pagamenti tramite moneta elettronica.
L'articolo 34 semplifica gli adempimenti concernenti la concessione dell'indennità mensile di frequenza di scuole, pubbliche o private, da parte di invalidi civili minori.
Il Capo V, denominato «Semplificazione del regime della circolazione giuridica dei veicoli», si compone degli articoli da 35 a 41.
L'articolo 35 introduce per i veicoli il sistema della targa personale, che realizza un collegamento diretto fra la targa stessa ed il titolare, e sostituisce la vigente normativa che collega la targa all'autoveicolo e ne segue le vicende . La norma precisa che tale innovazione deve avvenire nel rispetto delle finalità di sicurezza, ordine pubblico e certezza delle situazioni giuridiche.
L'articolo 36 reca modifiche alla normativa concernente gli autoveicoli e i motoveicoli, che sono attualmente assoggettati al regime giuridico dei beni mobili registrati, previsto dall'articolo 2683 del codice civile. In particolare, l'articolo in esame dispone che tali veicoli siano sottoposti alla disciplina ordinaria dettata dall'articolo 812 del codice per i beni mobili, e dispone l'abolizione del Pubblico Registro Automobilistico (PRA), con decorrenza dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di attuazione previsti dall'articolo 39 del disegno di legge in esame.
L'articolo 37 dispone che al personale dell'ACI, già adibito al funzionamento del pubblico registro automobilistico di cui si dispone l'abolizione ai sensi del precedente articolo 36, ferma restando la conservazione del rapporto di pubblico impiego, si applicano le disposizioni previste per i lavoratori del settore pubblico in materia di eccedenze di personale, di mobilità collettiva e di collocamento in disponibilità


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di cui agli articoli 33, 34 e 34-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
L'articolo 38, in conseguenza dell'abolizione del pubblico registro automobilistico, disposta dal precedente articolo 36, stabilisce che l'imposta provinciale di trascrizione (IPT), di cui all'articolo 56 del decreto legislativo n. 446 del 1997, si applica agli atti soggetti a registrazione nell'archivio nazionale dei veicoli.
L'articolo 39 prevede l'emanazione, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, di regolamenti di delegificazione, finalizzati all'attuazione della nuova disciplina, introdotta dall'articolo 36, in materia di immatricolazione, di annotazione degli atti, di cessazione della circolazione degli autoveicoli, nonché in materia di procedure concernenti i casi di smarrimento o distruzione della carta di circolazione e per i cambi di residenza dell'intestatario della carta. Con tali regolamenti dovranno essere altresì dettate le eventuali norme transitorie e le ulteriori modalità di attuazione della nuova disciplina.
L'articolo 40 disciplina il quadro sanzionatorio applicabile alle violazioni delle norme concernenti gli adempimenti richiesti per la circolazione degli autoveicoli.
L'articolo 41 reca alcune modifiche e abrogazioni alla normativa vigente in materia di circolazione degli autoveicoli, e stabilisce che le disposizioni introdotte dal Titolo V, unitamente a quelle che verranno emanate con i regolamenti di attuazione di cui all'articolo 39, saranno applicate dalla data di entrata in vigore di tali regolamenti; in pari data avranno effetto le predette modifiche ed abrogazioni.
Il Capo VI recante «Norme finali», si compone degli articoli 42 e 43.
L'articolo 42 dispone in merito alla collaborazione tra Stato e regioni mediante intese e accordi volti alla promozione della concorrenza e alla tutela dei consumatori, nonché a garantire l'applicazione del provvedimento in esame.
L'articolo 43 introduce la clausola dell'invarianza della spesa a carico della finanza pubblica.
Conclude auspicando di nuovo un confronto sereno e costruttivo sia nell'esame in Commissione che in quello che si svolgerà in Aula su questo disegno di legge che ritiene importante e qualificante nel complesso dell'attività parlamentare.

Enzo RAISI (AN), prende atto con soddisfazione che con questo provvedimento si può cominciare a parlare in senso proprio di liberalizzazioni, a differenza che in relazione ai due decreti-legge precedenti così definiti in modo non corretto. Apprezza la disponibilità espressa dal relatore al confronto aperto e all'integrazione del testo; in tal senso preannuncia che il gruppo di AN si atterrà ad un atteggiamento chiaro e costruttivo nel confronto sulle singole disposizioni, auspicando che la disponibilità sia non solo annunciata ma anche reale.
Ritiene opportuno sottolineare in questa fase due aspetti preoccupanti in relazione al provvedimento, che è per molte parti condivisibile: anzitutto il gran numero di deleghe «in bianco» che occorrerà trovare il modo di vincolare nella materia e nei tempi; poi, la tempistica dell'esame del disegno di legge. Il suo gruppo si è espresso negativamente sulla dichiarazione di urgenza a suo tempo poiché, come si può facilmente desumere dalla relazione svolta, il provvedimento è ampio e complesso ed occorre tempo per procedere ad una riflessione accurata. Inoltre, il mese che si è appena aperto prevede un calendario dei lavori particolarmente frammentato: spera in conclusione che il governo conceda il tempo necessario per lavorare seriamente sul testo, sottolineando che la disponibilità annunciata dal relatore si verificherà anche in relazione alla tempistica che verrà definita.

Luigi LAZZARI (FI), esprime compiacimento per la disponibilità manifestata dal relatore e spera che tale intenzione sia confermata dai fatti, in modo diverso da quanto verificatosi in relazione all'approvazione del recente decreto-legge. Concorda con il collega Raisi sull'eccessivo numero di deleghe presenti nel disegno di legge, rilevando che in alcuni casi si tratta


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di deleghe per così dire tecniche, ma in altri casi sono in gioco materie ampie che occorre meglio definire. Ritiene inoltre assolutamente prioritario comprendere qual è il ruolo e l'apporto reale che viene riservato al Parlamento, ovvero se, al contrario, il potere decisionale sarà rimesso come accade sovente, solo nelle mani dell'esecutivo. Ci sono infatti nel provvedimento disposizioni che toccano da vicino parti consistenti del corpo sociale del Paese, che chiedono alla politica e al Parlamento di essere ascoltati e ritiene dirimente aprire con essi un confronto da svolgere nel Parlamento. Su questo tipo di decisioni che la Commissione è chiamata a prendere si deciderà anche il concreto atteggiamento che l'opposizione assumerà nell'esame del disegno di legge, che è peraltro in molte parti condiviso.

Marilde PROVERA (RC-SE), sottolinea che la dichiarazione d'urgenza del provvedimento è motivata dal fatto che lo stesso è un provvedimento che reca una serie di norme molto importanti in materia di liberalizzazioni, che avranno effetti rilevanti sui cittadini, evidenziando peraltro che proprio tale fatto implica che le stesse siano esaminate in modo approfondito.
Ritiene fondamentale, al fine di esaminare in modo approfondito le norme del provvedimento, procedere allo svolgimento di una serie di audizioni, al fine di coinvolgere le associazioni rappresentative dei lavoratori, dei consumatori e altre specifiche categorie in relazione ai singoli articoli nel dibattito parlamentare sul provvedimento in esame. Per che riguarda le misure in materia di trasporto innovativo ritiene utile, ad esempio, coinvolgere nel dibattito in Commissione nell'ambito di apposite audizioni rappresentanti dei Comuni, al fine di fare in modo che le norme in questione possono produrre effetti realmente positivi per i cittadini.
Segnala inoltre l'importanza di svolgere una riflessione molto approfondita riguardo le norme che prevedono la soppressione del PRA (pubblico registro automobilistico), al fine di evitare che tale soppressione crei problemi in relazione alla certezza della proprietà e a quella dei rapporti finanziari.
Giudica infine importante apportare alle norme in materia di avvio dell'attività di impresa tutti quei correttivi necessari a far si che venga salvaguardata la sicurezza dei lavoratori, manifestando la propria preoccupazione per il fatto che recentemente si sia verificato un sensibile aumento di episodi di decessi sul luogo di lavoro a seguito del mancato rispetto delle prescrizioni di legge in materia di sicurezza sul lavoro.

Stefano ALLASIA (LNP), giudica il provvedimento in esame un provvedimento che riguarda in maniera più marcata il tema delle liberalizzazioni rispetto ad altri precedenti provvedimenti, esprimendo l'intenzione da parte del suo gruppo di svolgere un confronto costruttivo in Commissione e sottolineando altresì che già nel corso dell'esame dei precedenti provvedimenti in materia di liberalizzazioni l'atteggiamento del proprio gruppo non è mai stato contrassegnato da intenti ostruzionistici.
Preannuncia peraltro la presentazione di una serie di modifiche su punti specifici del provvedimento, al fine di evitare che le misure contenute nel provvedimento possano causare effetti pregiudizievoli per i cittadini, segnalando in particolare la necessità di esaminare con particolare attenzione le misure contenute nell'articolo 3 in materia di componentistica dei veicoli a motore.
Esprime un giudizio positivo per le norme del provvedimento che mirano a snellire le procedure burocratiche necessarie per avviare l'attività di impresa, sottolineando peraltro l'importanza di prevedere interventi normativi anche in materia di albi e ordini professionali.
Giudica inoltre favorevolmente la proposta di stralcio del relatore degli articoli di cui al Titolo III e la proposta di sopprimere una serie di articoli del provvedimento in ragione della stretta connessione


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esistente tra le materie in esse trattate e quelle trattate dalla proposta di legge C.1428 Capezzone.
Esprime invece le proprie perplessità sulle norme relative al PRA e alla «targa personale», considerando le stesse norme un tentativo mal riuscito di imitare sistemi vigenti in altri paesi. Non condivide, infine, la decisione adottata dall'Assemblea della Camera dei deputati di dichiarare l'urgenza del provvedimento, in quanto lo stesso è un provvedimento corposo, composto da un numero rilevante di articoli e che meriterebbe quindi un esame molto approfondito in Commissione.

Maurizio BERNARDO (FI), riconosce la rilevanza del provvedimento, in quanto lo stesso affronta alcune questioni cruciali relative ad aspetti sociali ed economici fondamentali nella vita attuale del nostro sistema politico.
Esprime peraltro la propria preoccupazione per il fatto che sia stata dichiarata l'urgenza del provvedimento, auspicando che sia comunque assicurata la possibilità di esaminare il provvedimento in un numero di sedute direttamente proporzionale alla sua importanza.
Ritiene altrettanto essenziale lo svolgimento di una serie di audizioni, al fine di sviscerare tutti i punti più controversi del provvedimento, auspicando in conclusione che nell'ambito dell'esame del provvedimento la Commissione possa essere investita di un ruolo assolutamente centrale.

Daniele CAPEZZONE, presidente, ricordando che già nella seduta di domani i componenti la Commissione avranno la possibilità di continuare l'approfondimento delle tematiche affrontate dal provvedimento, sottolinea che la decisione dell'Assemblea di attribuire il carattere di provvedimento urgente al provvedimento in questione implica la definizione di un calendario dei lavori della Commissione stringente.
Ricorda inoltre che tale calendarizzazione sarà stabilita nella seduta dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi della giornata di domani, esprimendo peraltro l'auspicio che la discussione di un provvedimento come quello in questione possa costituire un'occasione importante per la Commissione per svolgere un lavoro efficace e che sia improntato a spirito di collaborazione sulle questioni di merito tra i vari schieramenti politici.
Ringrazia infine il relatore per la correttezza dimostrata nel tentativo di conciliare le esigenze portate avanti dal provvedimento con quelle derivanti dalla necessità di dare il giusto rilevo a provvedimenti già discussi e approvati dalla Commissione con riferimento ad alcune delle materie trattate.
Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.