II Commissione - Resoconto di giovedý 4 ottobre 2007


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COMITATO PERMANENTE PER L'ESAME DEI PROBLEMI PENITENZIARI

Giovedì 4 ottobre 2007.

La seduta comincia alle 9.45.

Comunicazioni del Presidente sul programma dei lavori del Comitato.

Mario PEPE, presidente, ritiene che il Comitato debba in primo luogo acquisire dati e informazioni relative all'amministrazione penitenziaria attraverso le audizioni degli organi sia politici, come il Ministro della giustizia, che amministrativi, quale, ad esempio, il Direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. In seconda battuta sarà opportuno audire i rappresentanti delle associazioni delle categorie di soggetti che prestano la loro attività lavorativa nelle carceri, comprese le associazioni di volontariato. Successivamente il Comitato dovrà effettuare dei sopralluoghi nelle carceri, per verificare lo stato di trattamento dei detenuti.
Invita i componenti del Comitato a proporre integrazioni a tale schema di lavoro.

Marilena SAMPERI (Ulivo) condivide lo schema proposto dal presidente per l'organizzazione dei lavori del Comitato, sottolineando come l'acquisizione di informazioni qualificate costituisca il necessario presupposto per adottare iniziative adeguate.


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Mario PEPE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, constatando l'assenso del Comitato, assicura che sottoporrà l'integrazione del programma all'Ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi

La seduta termina alle 10.

ATTI DEL GOVERNO

Giovedì 4 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Luigi Li Gotti.

La seduta comincia alle 10.

Relazione concernente l'individuazione della destinazione delle disponibilità del Fondo per gli investimenti in materia di edilizia giudiziaria, penitenziaria e minorile del Ministero della giustizia, per l'anno 2007.
Atto n. 151.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato da ultimo nella seduta del 27 settembre 2007.

Gaetano PECORELLA (FI), con riferimento alla destinazione dei fondi disponibili, sottolinea la sussistenza di un enorme squilibrio sul territorio, come peraltro già rilevato in occasione dell'esame della relazione per il 2006. Infatti, su 146 interventi, ben 88 sono destinati al Tribunale di Roma e soltanto uno al Tribunale di Milano. Ritiene, inoltre, palesemente insufficiente e inadeguata la previsione del recupero di 800 nuovi posti detentivi a fronte di una necessità quantificabile in circa 20 mila posti.

Manlio CONTENTO (AN) rileva, innanzitutto, come la relazione in esame abbia completamente trascurato le considerazioni svolte dalla Commissione in occasione dell'esame dell'analoga relazione per il 2006. Nel parere in quell'occasione espresso dalla Commissione, infatti, il Governo era stato invitato a dare tempestivo seguito alle autorizzazioni di spesa derivanti dal piano straordinario pluriennale per l'edilizia penitenziaria di cui al decreto ministeriale 12 gennaio 2004, con particolare riferimento agli istituti di Varese e Pordenone.
La relazione in esame conferma l'assoluto disinteresse del ministero nei confronti del problema del carcere di Pordenone, disinteresse tra l'altro già rilevato anche in seguito a precisi atti di sindacato ispettivi. Cita, a titolo esemplificativo, la risposta del sottosegretario Manconi del 5 dicembre 2006 all'interrogazione n. 5-00466, nella quale testualmente si leggeva: «allo stato, l'unico iter percorribile dal punto di vista legislativo e procedurale per raggiungere tale obiettivo è la previsione di tale opera nel programma ordinario per l'edilizia penitenziaria di competenza congiunta del Ministero delle infrastrutture e del Ministero della giustizia; programma che dispone dei fondi sufficienti alla sua realizzazione. Pertanto il Ministero della giustizia ne sosterrà la necessità e la priorità rispetto ad analoghi interventi nella riunione del Comitato paritetico per l'edilizia penitenziaria istituto presso il Ministero delle infrastrutture». Ritiene superfluo ogni commento ed invita il Comitato permanente per i problemi penitenziari ad inserire, tra le visite agli istituti, anche il carcere di Pordenone.
Passando all'esame della relazione, sottolinea come la stessa denoti molti degli inconvenienti già ravvisati dalla Commissione nel corso dell'esame del programma per il 2006. Gli interventi per l'edilizia penitenziaria non rispondono, infatti, alla richiesta di una coerente programmazione ma risultano improntati a scelte episodiche e discrezionali.
Ancora più evidente è la mancanza di precise informazioni circa il tasso di realizzazione degli interventi inseriti nelle


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precedenti relazioni e circa le «esigenze prioritarie verificatesi nel corso dell'esercizio».
Rileva, quindi, la contraddizione evidente tra la scelta annunciata lo scorso anno di privilegiare le nuove costruzioni rispetto agli interventi di ristrutturazione e la relazione attuale, nella quale coesistono entrambi.
Quanto, poi, a talune specifiche previsioni, evidenzia come tra di esse non manchi mai qualche intervento rivolto a strutture ubicate in aree territoriali particolarmente care al Ministro della giustizia. Si domanda, quindi, se anche questo sia un criterio di scelta.
In merito al fondo per l'edilizia giudiziaria, evidenzia il palese squilibrio territoriale degli interventi previsti, dal momento che su un totale di circa 140, oltre un centinaio sono concentrati in uffici giudiziari che hanno sede nel Lazio e, in particolare, a Roma. Chiede, quindi, al Governo un chiarimento diretto a far conoscere quante e quali siano le richieste di intervento provenienti dai diversi uffici giudiziari presenti sul territorio nazionale e sulla base di quali criteri sia stato predisposto il programma.
Richiama, altresì, l'attenzione della Commissione sulla necessità di procedere all'audizione dei dirigenti di vertice preposti alla gestione degli interventi in esame, per ottenere informazioni sui lavori effettuati, su quelli programmati, sugli incarichi affidati e sulle perizie di variante che, sempre più frequenti, registrano una posta di ben 12,5 milioni di euro.

Mario PEPE (FI), relatore, ritiene che un'elevata percentuale delle spese indicate nella relazione si riferisca a lavori che, in realtà, sono stati già eseguiti. Manca, quindi, una programmazione di carattere generale. Sottolinea quindi come il vero problema delle carceri italiane sia rappresentato non solo dalla carenza di strutture, ma anche di personale. Sarebbe anche opportuno accertare in quale percentuale la popolazione carceraria è composta da stranieri ed, eventualmente, realizzare forme di cooperazione giudiziaria che consentano a costoro di scontare la pena nei propri paesi.

Paolo GAMBESCIA (Ulivo) ritiene assolutamente necessario che il Governo e, comunque, i dirigenti preposti alla gestione dell'amministrazione penitenziaria, forniscano dati e informazioni dettagiate, che consentano di delineare un quadro generale, chiaro e preciso, della reale situazione dell'edilizia penitenziaria. Sarebbe importante, in particolare, conoscere la composizione della popolazione carceraria e le caratteristiche dei flussi penitenziari. Dalla relazione in esame, infatti, non è possibile comprendere né il senso dei singoli interventi, né una strategia o una programmazione di carattere generale.

Gaetano PECORELLA (FI) condivide le osservazioni dell'onorevole Gambescia e ribadisce, in particolare, come la distribuzione geografica degli interventi non abbia una logica evidente. Tale logica, ad esempio, non può essere rappresentata dalla necessità di far fronte a situazioni particolarmente disagiate del Mezzogiorno, dal momento che gli interventi previsti in Campania sono minimi.
Con riferimento alle considerazioni dell'onorevole Mario Pepe, sottolinea che la relazione si riferisce ad interventi da realizzare e non ad interventi realizzati.
Ritiene che la previsione della spesa di ottantamila euro per la ristrutturazione del pavimento a mosaico dell'ufficio del Ministro sia del tutto inopportuna e provocatoria, ancor di più se inserita nel contesto della relazione in esame.

Giulia BONGIORNO (AN) concorda con le osservazioni degli onorevoli Contento, Gambescia e Pecorella. Sottolinea quindi il concreto rischio che la popolazione carceraria ritorni presto agli stessi livelli critici esistenti prima della concessione dell'indulto. Chiede quindi se il Governo intenda concedere un secondo indulto, ovvero quando prevede che la popolazione carceraria raggiungerà i predetti


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livelli e cosa intenda fare nel frattempo.

Giuseppe CONSOLO (AN) ricorda come, anche nel corso dell'esame in Commissione del disegno di legge relativo alla concessione dell'indulto, il gruppo di Alleanza Nazionale aveva più volte previsto che nulla sarebbe cambiato nella grave situazione delle carceri italiane. Tale previsione era evidentemente corretta.
Sottolinea, quindi, come il problema abbia natura non solo tecnica ma anche politica e come le iniziative del Governo non stiano contribuendo in alcun modo a risolvere i problemi delle carceri e della giustizia in generale, che sono determinati anche dalla disomogenea ed irrazionale distribuzione delle risorse. Sottolinea, a titolo esemplificativo, l'esistenza di uffici giudiziari che si occupano di soli otto fascicoli all'anno e che dispongono, quindi, di personale in eccesso.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI conferma il dato da ultimo citato dall'onorevole Consolo, precisando che lo stesso si riferisce ad alcuni giudici di pace.

Giuseppe CONSOLO (AN), proseguendo il proprio intervento, ribadisce come la previsione dell'indulto non abbia cambiato nulla e come in ciò sia ravvisabile la responsabilità politica dell'attuale Governo. Critica, in generale, l'atteggiamento di tutti i gruppi politici che apparentemente sembrano convergere sulla necessità di affrontare i problemi delle carceri e della giustizia, e poi non adottano le conseguenti iniziative, contribuendo a mantenere l'attuale situazione di stasi. Poiché molte delle problematiche in esame possono essere affrontate con atti amministrativi, si domanda quali iniziative abbia assunto in tal senso il Ministero della giustizia.

Pino PISICCHIO, presidente, condivide le osservazioni emerse nel corso del dibattito, relative agli effetti concretamente prodotti dall'indulto sul problema della popolazione carceraria, e ricorda che la Commissione dovrà esprimere il parere con urgenza.
In considerazione dell'imminenza dell'inizio delle votazioni in Assemblea e dell'esigenza di esaminare altri punti all'ordine del giorno della Commissione, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.45.

SEDE REFERENTE

Giovedì 4 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Luigi Li Gotti.

La seduta comincia alle 10.45.

Disposizioni in materia di violenza sessuale ed introduzione nell'ordinamento del delitto di molestia insistente.
C. 950 Lussana, C. 1249 Bianchi, C. 1256 Nan, C. 1374 Caparini, C. 1819 Lussana, C. 2033 Brugger, C. 1901 Codurelli, C. 1823 Prestigiacomo, C. 2101 Mura, C. 2169 Governo, C. 2385 Angela Napoli, C. 2066 Incostante, C. 1595 Cirielli, C. 1639 De Simone, C. 1623 Bellillo, C. 212 Fabris, C. 2903 Bimbi, C. 2781 Cirielli e C. 2875 Sanza.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 18 settembre 2007.

Pino PISICCHIO, presidente e relatore, ricorda che nella seduta del 18 settembre scorso ha posto la questione dello stralcio delle disposizioni in materia di molestie insistenti dal disegno di legge n. 2169 del Governo, al fine di consentire una celere approvazione in sede legislativa di tale disposizione, sulla quale si è registrato il consenso unanime dei gruppi in Commissione. Ricorda, altresì, che tale proposta lascia del tutto impregiudicato l'iter legislativo per tutte le disposizioni non oggetto dello stralcio, le quali, su richiesta del Governo, potrebbero essere anche immediatamente


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inserite nel calendario dei lavori dell'Assemblea, determinadosi così una necessaria accelerazione del relativo esame in Commissione.
Ricorda, altresì, che, nella medesima seduta del 18 settembre, gli onorevoli Balducci, a nome del gruppo dei Verdi, e Palomba, a nome del gruppo Italia dei valori, hanno dichiarato di condividere la proposta di stralcio. Inoltre, nella seduta del 19 settembre, gli onorevoli Pecorella, a nome del gruppo di Forza Italia, e Cirielli, a nome del gruppo di Alleanza nazionale, intervenendo sui lavori della Commissione, hanno dichiarato il proprio assenso sia allo stralcio che all'eventuale trasferimento in sede legislativa della disposizione stralciata. Considerata l'urgenza dell'introduzione nell'ordinamento di disposizioni volte a punire la condotta di molestie insistenti, invita tutti i rappresentanti dei gruppi a chiarire la propria posizione circa il predetto stralcio.

Elettra DEIANA (RC-SE) rileva che sono imminenti le votazioni in Assemblea e che, pertanto, la Commissione non è al momento in grado di svolgere un dibattito adeguato sul tema proposto dal Presidente. Preannuncia, quindi, il proprio intervento nella prossima seduta.

Franco GRILLINI (SDpSE) concordando con l'onorevole Deiana sull'esigenza di rinviare il dibattito alla prossima seduta, preannuncia la contrarietà del proprio gruppo all'eventualità di uno stralcio.

Giuseppe CONSOLO (AN), Gaetano PECORELLA (FI) e Federico PALOMBA (IdV) ricordano che i rispettivi gruppi sono favorevoli allo stralcio proposto dal Presidente.

Pino PISICCHIO, presidente, in considerazione dell'esigenza manifestata dall'onorevole Deiana, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Reati contro l'ambiente.
C. 25 Realacci, C. 49 Paolo Russo, C. 283 Pezzella, C. 1731 Balducci, C. 2461 Mazzoni, C. 2569 Franzoso e C. 2692 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 10 luglio 2007.

Pino PISICCHIO, presidente, ricorda che il provvedimento è iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea a partire dal 22 ottobre 2007. Avverte, pertanto, che l'esame preliminare dovrà concludersi nel corso della prossima settimana e che il termine per la presentazione degli emendamenti sarà fissato alle ore 16 di lunedì 15 ottobre 2007. In considerazione dell'imminenza dell'inizio delle votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.55.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2004/80/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa all'indennizzo delle vittime di reato.
Atto n. 130.

SEDE REFERENTE

Disposizioni per l'accelerazione e la razionalizzazione del processo penale, nonché in materia di prescrizione dei reati, recidiva, e criteri di ragguaglio tra pene detentive e pene pecuniarie.
C. 2664 Governo.
Delega al Governo in materia di reati contro il patrimonio culturale.
C. 2806 Governo.