XIV Commissione - Giovedý 11 ottobre 2007


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ALLEGATO 1

Schema di decreto legislativo recante modifica del decreto legislativo 16 marzo 2006, n. 158, attuativo della direttiva 2003/74/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sul divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali (Atto n. 147).

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La XIV Commissione,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante modifica del decreto legislativo 16 marzo 2006, n. 158, attuativo della direttiva 2003/74/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sul divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali;
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:
valuti il Governo l'opportunità di sostenere adeguatamente l'azione di controllo delle autorità competenti nei settori tuttora più esposti, in particolare la sanità doganale (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera - USMAF).


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ALLEGATO 2

Sulla riunione della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo sulla CIG, svolta a Bruxelles il 2 ottobre 2007.

RELAZIONE DEL PRESIDENTE

Si è svolta a Bruxelles, il 2 ottobre 2007, una seconda riunione della Commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo dedicata alla Conferenza Intergovernativa in corso sulla riforma dei Trattati UE, cui sono stati invitati a prendere parte rappresentanti dei Parlamenti nazionali. Vi ha preso parte per la XIV Commissione la Presidente Bimbi.
Il dibattito ha ripercorso i principali temi all'attenzione della Conferenza, con particolare riguardo alle possibilità di opting out da parte di alcuni paesi rispetto ad alcune questioni affrontate nel Trattato di riforma. In particolare, è stato richiamato tale tema con riguardo alla posizione del Regno Unito sulla Carta dei diritti fondamentali. Peraltro è stato evocato, nel corso della riunione, il rischio che, in tal modo, si possa avere un'Europa à la carte. Tale profilo sembra interessare anche la Polonia.
È stata inoltre richiamata nel dibattito la proposta polacca di ricomprendere nel Trattato i contenuti del cosiddetto «compromesso di Ioannina», ma ciò potrebbe costituire una minaccia per l'efficacia decisionale del Consiglio. A questo fine occorre affrontare la questione con franchezza con la parte polacca.
Quale che sia la soluzione adottata sarà opportuno individuare regole chiare, specie per i meccanismi di opting out. Peraltro, da parte di alcuni è stato sottolineato un ulteriore problema: i paesi dovrebbero scegliere se tirarsi fuori o meno dalla diretta applicabilità della Carta dei diritti o di altre parti dei Trattati, prima di conoscerne gli esatti termini e ciò produce la tendenza a scegliere l'opting out. Negli interventi finali è stato sottolineato, in particolare dall'europarlamentare Andrew Duff, che, sebbene il compromesso di Ioannina possa essere utile in certe circostanze critiche, non dovrebbe essere inserito tra le disposizioni del Trattato.
Altri, infine (l'europarlamentare Brok) hanno paventato che il ricorso all'opting out rispetto alla Carta dei diritti possa determinare un affievolimento dei diritti dei cittadini e, in ultima analisi, possa costituire un indizio di scarsa fiducia nei loro confronti.