XII Commissione - Resoconto di mercoledý 7 novembre 2007


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 7 novembre 2007. - Presidenza del presidente Mimmo LUCÀ. - Interviene il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero.

La seduta comincia alle 9.15.

Mimmo LUCÀ, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-01676 Montani: Interventi volti a garantire l'attuazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990 ed eventuali sperimentazioni delle cosiddette «shooting rooms».

Enrico MONTANI (LNP) illustra l'interrogazione in titolo, volta ad acquisire la


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posizione del Governo sull'ipotesi di sperimentazione delle cosiddette «shooting rooms» o «narcosalas» per la somministrazione controllata di droga.

Il ministro Paolo FERRERO risponde all'interrogazione, precisando che la sperimentazione delle «narcosalas» non rientra, di per sé, nel programma dell'Unione o del Governo. Il Governo intende invece realizzare un sistema complesso di prevenzione e cura, all'interno del quale potranno essere valutati anche interventi volti alla riduzione del danno. In proposito, ricorda che in Europa sono state realizzate (per esempio a Zurigo e a Madrid) esperienze interessanti: non si tratta, in sostanza, di realizzare locali in cui semplicemente sia consentito il consumo di sostanze stupefacenti, quanto di assicurare a chi ne fa uso adeguati controlli igienici e medici. Inoltre, dove queste esperienze sono state realizzate, si è registrata una netta diminuzione della microcriminalità connessa al fenomeno. Ritiene comunque che, in Italia, l'eventuale sperimentazione di soluzioni analoghe, come pure di altri interventi in materia di riduzione del danno, non possa essere oggetto di una scelta politica o, peggio, ideologica, ma debba essere valutata, in sede tecnica, da istituti di carattere medico-scientifico di riconosciuta autorevolezza, come ad esempio l'Istituto superiore di sanità.

Enrico MONTANI (LNP), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatto per la parte della risposta che sembra rimarcare una presa di distanze dall'iniziativa assunta da venti consiglieri comunali di Torino, riferita nell'atto di sindacato. Dichiara invece di non condividere le altre considerazioni del Ministro in materia di riduzione del danno, ritenendo che la lotta al consumo di sostanze stupefacenti debba concentrarsi sulle politiche di prevenzione e recupero, mentre l'eventuale istituzione di «narcosalas» sembrerebbe legittimare il consumo di droghe.

Il ministro Paolo FERRERO, intervenendo per una breve precisazione, dichiara di aver esposto la posizione del Governo sulle questioni sollevate nell'atto di sindacato, pur condividendo e ritenendo utile, a titolo personale, l'iniziativa assunta dai consiglieri comunali di Torino e ricordata dall'interrogante.

5-01677 Poretti: Ripartizione delle spese per la permanenza di soggetti non autosufficienti nelle Residenze sanitarie assistite (RSA).

Donatella PORETTI (RosanelPugno) illustra l'interrogazione in titolo, volta a sapere se il disegno di legge in materia di non autosufficienza, che il Governo sta predisponendo, preveda che le rette di ricovero nelle Residenze sanitarie assistite tengano conto, oltre che del reddito del soggetto interessato, anche di quello dei familiari.

Il ministro Paolo FERRERO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato), precisando che ulteriori elementi al riguardo potranno essere forniti nel corso della successiva audizione.

Donatella PORETTI (RosanelPugno), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatta. Pur riconoscendo, infatti, la correttezza della ricostruzione normativa e giurisprudenziale contenuta nella risposta del Ministro, ritiene che la questione sollevata nell'atto di sindacato debba essere risolta con una decisione di carattere politico, con l'auspicio che tale decisione vada nel senso di escludere il reddito dei familiari interessati dai redditi considerati ai fini della determinazione della retta di ricovero nelle Residenze sanitarie assistite.

Mimmo LUCÀ, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 9.35.


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AUDIZIONI

Mercoledì 7 novembre 2007. - Presidenza del presidente Mimmo LUCÀ. - Interviene il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero.

La seduta comincia alle 9.35.

Audizione del Ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, sulle iniziative legislative del Governo in materia di non autosufficienza.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e rinvio).

Mimmo LUCÀ, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, rimane così stabilito. Introduce quindi l'audizione.

Il ministro Paolo FERRERO svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Luigi CANCRINI (Com.It), Donatella PORETTI (RosanelPugno), Katia ZANOTTI (SDpSE), Giuseppe ASTORE (IdV), Salvatore MAZZARACCHIO (FI), Francesco Paolo LUCCHESE (UDC) e Daniela DIOGUARDI (RC-SE).

Il ministro Paolo FERRERO fornisce alcune precisazioni e dichiara la propria disponibilità a proseguire in altra seduta lo svolgimento dell'audizione.

Mimmo LUCÀ, presidente, ringrazia il Ministro per la disponibilità manifestata e, considerata l'imminenza delle votazioni in Assemblea, rinvia il seguito dell'audizione ad altra seduta.

La seduta termina alle 11.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 7 novembre 2007. - Presidenza del presidente Mimmo LUCÀ. - Interviene il viceministro degli affari esteri Franco Danieli.

La seduta comincia alle 14.45.

Disposizioni per l'erogazione di un assegno di solidarietà ai cittadini anziani residenti all'estero.
C. 1291 Bafile, C. 1843 Angeli, C. 2473 Ricardo Antonio Merlo e C. 3008 Bafile.
(Seguito dell'esame e rinvio - Nomina di un Comitato ristretto).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 30 ottobre 2007.

Il Viceministro Franco DANIELI ritiene che il provvedimento in esame rappresenti uno strumento di grande rilevanza al fine di affrontare alcune fondamentali esigenze di cittadini italiani residenti in altri Paesi, nel rispetto di quanto stabilisce l'articolo 3 della Costituzione. L'eventuale approvazione del provvedimento consentirebbe inoltre al Ministero degli affari esteri e alla rete consolare di concentrarsi sulle situazioni di maggiore gravità e complessità. Osserva quindi che le iniziative in esame appaiono interventi meritevoli dal punto di vista sociale, in quanto permetterebbero di fornire un'assistenza economica a molti cittadini italiani anziani residenti all'estero, sotto forme più efficaci rispetto a quelle adottate attualmente. Occorre tuttavia sottolineare che per la copertura finanziaria dei provvedimenti non è possibile utilizzare l'accantonamento del Ministero degli affari esteri, in quanto esso è principalmente destinato a coprire le spese derivanti dagli accordi internazionali. Allo stato attuale, l'assistenza consolare agli italiani indigenti, prevista dal decreto del Presidente della Repubblica n. 200 del 1967 tra le attività usuali degli uffici italiani all'estero, è regolata dalla circolare n. 6 del 2001, parzialmente modificata


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dalla circolare n. 2 del 2007. Tale normativa è incentrata sul principio che l'assistenza venga erogata all'indigente senza continuità e senza alcuna periodicità, nel limite ordinario annuo di 1500 euro, recentemente innalzato rispetto ai 1032 euro precedenti. L'introduzione quindi di un assegno di solidarietà o di un suo corrispondente, permetterebbe alle nostre sedi diplomatico-consolari di concentrarsi sui soli casi più gravi, che richiedono attività di assistenza più articolate e complesse, quali interventi in strutture ospedaliere, sostegno legale e simili, e che sono rivolte non solo agli anziani, ma anche ai minori e a persone affette da gravi patologie. Tale beneficio potrebbe comunque essere consentito nella situazione attuale, prevedendo modifiche delle citate circolari n. 6 del 2001 e n. 2 del 2007 rivolte a dare al titolare dell'ufficio diplomatico-consolare la possibilità di erogare sussidi in forma periodica e con continuità, ove ritenga che le condizioni di indigenza del connazionale interessato lo rendano necessario. Si rileva inoltre che l'articolo 1, comma 2 della proposta di legge n. 1291 (Bafile e altri), prevedendo un limite omogeneo di reddito annuo per caratterizzare lo stato di indigenza, non sembra prendere nella dovuta considerazione le diverse realtà socio-economiche dei Paesi di residenza delle collettività italiane all'estero, che presentano dei costi di vita notevolmente diversificati. Appare inoltre difficile individuare - anche a causa delle gravi carenze di risorse umane della rete diplomatico-consolare - un sistema di controllo su scala mondiale in grado di assicurare che l'assegno di solidarietà sia erogato ai soggettivi effettivamente più bisognosi. Non si hanno inoltre elementi certi per confermare la stima dei beneficiari dei provvedimenti in questione, che dipende dai criteri adottati per conferire il diritto alla percezione dell'assegno (livello di reddito locale, età, nascita esclusivamente in Italia o solo cittadinanza italiana, familiari a carico, abitazione di proprietà, eccetera). La proposta citata, ad esempio, situa tra i 50 e i 60 mila connazionali (con un fabbisogno di 90 milioni di euro, prevedendo 1550 euro all'anno per beneficiario). Analogo importo è previsto dalla proposta n. 2473. La proposta n. 1291 ritiene che circa il 25 per cento dei connazionali ultrasessantacinquenni residenti all'estero potrebbe rientrare tra gli aspiranti all'ottenimento dell'assegno; peraltro, nella proposta di legge n. 3008 si è opportunamente previsto l'erogazione di tale assegno in base all'effettiva emigrazione dall'Italia, limitando quindi i rischi dell'effetto di attrazione che l'introduzione dell'assegno avrebbe avuto tra i discendenti di nostri emigrati, titolari in linea di principio del diritto al riconoscimento della nostra cittadinanza (si ricorda che si tratta di 40 milioni di persone solo in Argentina, Brasile ed Uruguay). Tale previsione avrebbe quindi comportato probabilmente un ulteriore aggravio delle lunghissime liste di attesa per la richiesta della cittadinanza italiana, soprattutto in America Latina. Per quanto infine riguarda il meccanismo di accertamento dei redditi prodotti all'estero, previsto dall'articolo 1, comma 5, della legge n. 289 del 2002 e che potrebbe essere alla base dei limiti richiesti dalla proposta citata, si ricorda che esso è basato su certificazioni rilasciate dalle competenti autorità straniere: non si hanno, per quanto di competenza, particolari osservazioni da formulare. Si riterrebbe peraltro opportuno conoscere dagli organismi competenti - Ministero del lavoro e della previdenza sociale e INPS - una valutazione del seguito di analoghe iniziative, come quella della rivalutazione delle prestazioni pensionistiche realizzata nel corso del 2003 e del 2004. Ad ogni buon fine, si segnala che un'indagine avviata in queste settimane dalla direzione generale competente del Ministero, per individuare gli indigenti residenti all'estero con più di 65 anni di età e nati in Italia, indica che il loro numero non dovrebbe superare le 30 mila unità, per circa l'80 per cento ubicate in America Latina. Se ad ognuno fosse concesso il sussidio ordinario dell'importo massimo, sarebbe da prevedere una spesa complessiva di 54 milioni di euro.


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Domenico DI VIRGILIO (FI) dichiara di condividere le finalità del provvedimento in esame, ma anche le perplessità espresse dal Viceministro in ordine alla possibilità di individuare con esattezza la platea dei possibili beneficiari e di reperire le risorse necessarie. Sottolinea altresì l'opportunità di svolgere un ciclo di audizioni al fine di approfondire le questioni emerse.

Mariza BAFILE (Ulivo), relatore, ringrazia il Viceministro per il suo intervento, ma desidera segnalare che alcune delle questioni sollevate hanno trovato soluzione all'interno della proposta di legge n. 3008. Osserva quindi, rivolta al collega Di Virgilio, che al fine di individuare la platea dei beneficiari la soluzione migliore consiste proprio nell'individuazione dei requisiti e nell'affidamento alla rete consolare dei compiti di gestione della misura in discorso. Pur comprendendo le perplessità espresse da alcuni colleghi, desidera altresì sottolineare che la misura in esame è il frutto di ampi approfondimenti e di una elaborazione che ha impegnato i soggetti interessati negli ultimi decenni: si tratta ora, a suo avviso, di porre in essere interventi concreti.

Il Viceministro Franco DANIELI, rivolto al deputato Di Virgilio, precisa di non aver voluto sostenere che sia difficile individuare la platea dei beneficiari, ma che, naturalmente, il Ministero degli affari esteri potrà procedere all'individuazione di tale platea solo quando saranno stati definiti i requisiti per la concessione del beneficio. Ricorda altresì di aver chiarito come lo stesso Ministero abbia già provveduto a quantificare in 30 mila unità i cittadini italiani indigenti, residenti all'estero e con età pari o superiore a 65 anni.

Mimmo LUCÀ, presidente, ritiene che, alla luce dei chiarimenti forniti dal Viceministro Danieli e dal relatore, che ringrazia, sia chiara l'esigenza di definire con esattezza i requisiti per la concessione del beneficio, e, dunque, la platea dei beneficiari, avuto riguardo ai profili di copertura finanziaria e alle richieste che, verosimilmente, diventeranno assai più numerose a seguito dell'approvazione del provvedimento in esame.

Mariza BAFILE (Ulivo), relatore, propone di procedere alla costituzione di un Comitato ristretto, al fine di elaborare un testo unificato delle proposte di legge in esame.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione delibera la costituzione di un Comitato ristretto.

Mimmo LUCÀ, presidente, si riserva di nominare i componenti del Comitato ristretto sulla base delle designazioni dei gruppi. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 7 novembre 2007. - Presidenza del presidente Mimmo LUCÀ. - Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Serafino Zucchelli.

La seduta comincia alle 15.20.

DL 159/2007: Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale.
C. 3194 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 novembre 2007.

Mimmo LUCÀ, presidente, ricorda che nella seduta di ieri è stata svolta la relazione.


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Giacomo BAIAMONTE (FI) si sofferma sull'articolo 4 del provvedimento in esame, relativo alla nomina di un commissario ad acta nelle regioni nei cui confronti si prefiguri il mancato rispetto degli adempimenti relativi ai piani di rientro dai deficit sanitari. Al riguardo, osserva che tale misura si concentra esclusivamente sui profili contabili, senza considerare le regioni che sono inadempienti nell'erogazione di servizi sanitari di carattere essenziale. Per giunta, il mancato rispetto dei citati piani di rientro comporta, come unica sanzione, un inasprimento della pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese, confermando la tendenza dell'attuale Governo all'aumento del prelievo fiscale. Ritiene invece che, per contenere la spesa sanitaria, sarebbe necessario rivedere i criteri dell'assistenza sanitaria gratuita, tenendo conto del reddito degli assistiti e, dunque, della loro possibilità di compartecipazione alla spesa. Quanto al problema relativo all'accreditamento delle strutture sanitarie private, spesso indicato come fonte di indebitamento del sistema sanitario, osserva che, al contrario, i meccanismi di accreditamento possono generare risparmi, come dimostra il caso della regione Lombardia, che ha fatto ricorso all'autoaccreditamento. Passando quindi all'articolo 20, che integra per l'anno 2007 l'autorizzazione di spesa relativa al 5 per mille dell'IRPEF, osserva che tale istituto è nato per finanziare il volontariato e la ricerca: la norma in esame, invece, lo estende alle associazioni di carattere sportivo, con il rischio, dunque, di penalizzare proprio la ricerca in campo sanitario. Si sofferma infine sull'articolo 30, il quale dispone il commissariamento della Fondazione Ordine Mauriziano. In proposito, ricorda che tale commissariamento fa seguito a precedenti interventi, con i quali sono stati trasferiti all'azienda ospedaliera Ordine Mauriziano le attività di tipo sanitario dell'originario Ente Ordine Mauriziano, unitamente ai relativi immobili ed attrezzature, mentre i debiti antecedenti alla costituzione dell'azienda gravano sulla Fondazione. Al riguardo, desidera stigmatizzare la gestione che ha determinato il dissesto finanziario dell'attuale Fondazione e, a maggior ragione, la scelta di confermare nella direzione dell'azienda sanitaria il dottor Giampaolo Zanetta, che in quella gestione ha avuto parte non piccola, insieme alla dottoressa Emilia Bergoglio.

Katia ZANOTTI (SDpSE) dichiara, anche a nome del suo gruppo, di condividere la relazione svolta dal collega Casentino, ritenendo che il provvedimento in esame contribuisca a rilanciare lo sviluppo economico e contenga misure significative in materia di politiche sanitarie e sociali. In ambito sanitario, giudica favorevolmente l'intervento complessivo volto a «raffreddare» la spesa sanitaria in un quadro di programmazione di lungo periodo, coniugando tale obiettivo con quello di innalzare la qualità delle prestazioni. In questo quadro, ritiene debbano essere inserite le disposizioni di cui all'articolo 4, relative alla nomina di un commissario ad acta nelle regioni nei cui confronti si prefiguri il mancato rispetto degli adempimenti relativi ai piani di rientro dai deficit sanitari: tale provvedimento, come ha ricordato il relatore, non lede l'autonomia delle regioni, ma mira a garantire il rispetto degli accordi raggiunti tra lo Stato e le regioni medesime. Esprime altresì apprezzamento per le misure relative al contenimento della spesa farmaceutica. Quanto all'intervento in favore dei cosiddetti «incapienti», rileva che non è del tutto chiaro come si possa utilizzare, a tal fine, lo strumento della detrazione fiscale. Ritiene altresì che debba essere chiarita, come richiamato dal collega Baiamonte, l'inclusione delle associazioni sportive tra i possibili beneficiari della destinazione del 5 per mille dell'IRPEF. Quanto ai contributi straordinari di cui all'articolo 31, osserva che sarebbe utile un chiarimento sui criteri che hanno portato all'individuazione dei beneficiari, dal momento che istituzioni altrettanto meritorie ne risultano escluse. Esprime infine apprezzamento per le disposizioni di cui all'articolo 33, in favore di soggetti danneggiati da trasfusioni di sangue infetto,


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da somministrazione di emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie.

Mimmo LUCÀ, presidente, desidera richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che, mentre per l'anno 2007 le associazioni sportive sono incluse - come ricordato dai colleghi Zanotti e Baiamonte - tra i destinatari del 5 per mille dell'IRPEF, esse ne risultano invece escluse, per il 2008, ai sensi dell'articolo 84 del disegno di legge finanziaria all'esame del Senato.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.25 alle 16.45.