IX Commissione - Resoconto di mercoledý 19 dicembre 2007

TESTO AGGIORNATO AL 17 GENNAIO 2008


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 19 dicembre 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Interviene il Ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi.

La seduta comincia alle 14.10.

Sull'ordine dei lavori.

Egidio Enrico PEDRINI (IdV) rappresenta alla presidenza l'esigenza di procedere ad audizioni sulla vicenda della privatizzazione dell'Alitalia, sia con riferimento ai responsabili delle due aziende che hanno presentato le relative offerte che con riguardo al Governo che, trattandosi di azienda erogatrice di pubblici servizi, sarebbe tenuto, prima di adottare la decisione definitiva in materia, a sottoporre i suoi orientamenti all'esame delle Commissioni parlamentari competenti. Nel merito delle proposte avanzate, rileva come la prevista ipotesi di trasferimento di voli da Milano a Roma sia inattuabile, attesa l'attuale congestione dell'aeroporto di Fiumicino; del pari problematico sarebbe l'incremento immediato del numero di aerei, che richiederebbe il previo addestramento del personale addetto. In secondo luogo, intende sollecitare lo svolgimento, prima dell'interruzione dei lavori parlamentari per la pausa natalizia, dell'audizione informale di rappresentanti dell'IBAR (Italian board airlines representatives) sul funzionamento del sistema di smistamento dei bagagli negli aeroporti italiani. In proposito invita il Ministro dei trasporti ad avviare ogni utile iniziativa, anche di moral suasion, nei confronti dei vettori aerei, dei gestori degli aeroporti e degli handler, affinché non abbiano a


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ripetersi, anche nelle prossime vacanze natalizie, i medesimi disservizi già verificatisi la scorsa estate.

Silvano MOFFA (AN) dopo avere precisato che, pur a fronte di una vicenda Alitalia che presenta molte complessità, la Commissione non deve comunque ridurre il suo livello di attenzione, segnala al Ministro dei trasporti che l'ANPAC ha testé lamentato, come risulta da una recentissimo lancio di agenzia, la mancata convocazione ad un incontro del Ministro stesso con le altre organizzazioni sindacali dei lavoratori del trasporto aereo.

Mario TASSONE (UDC) ritiene fondamentale che, non appena disponibile, il Ministro dell'economia possa essere audito dalla Commissione in ordine all'evolversi della vicenda Alitalia, anche per spiegare le ragioni del fallimento del piano di vendita inzialmente predisposto dal Governo. Quanto allo smistamento dei bagagli negli aeroporti italiani, deve segnalare che le società di gestione sembrano ormai operare fuori controllo, e comunque non corrispondendo agli impegni assunti con la sottoscrizione dei relativi contratti di concessione. È necessario pertanto rafforzare i controlli ed adottare i dovuti provvedimenti che, per i disservizi verificatosi l'estate scorsa, si sarebbe dovuti tradurre nella revoca della concessione a ADR, che è la società di gestione dell'aeroporto di Fiumicino. Ritiene in proposito opportuno che il Ministro dei trasporti faccia chiarezza in ordine a tali questioni e che la Commissione proceda anche all'audizione informale di rappresentanti di Assoaeroporti.

Antonio ATTILI (SDpSE), nel ritenere che sulla vicenda Alitalia la decisione sia questione di pochi giorni, atteso che è a tale fine convocato il consiglio di amministrazione dell'azienda per il 21 dicembre 2007, intende precisare che la Commissione ha seguito la questione in modo molto approfondito, da ultimo procedendo all'audizione del presidente Maurizio Prato. Quanto al problema dello smistamento dei bagagli, che a suo avviso è preoccupante solo con riferimento allo scalo di Fiumicino, ricorda che il disegno di legge n. 2161, il cosiddetto «decreto Nicolais», approvato dalla Camera e attualmente all'esame del Senato, delega il Governo ad emanare disposizioni in materia di sanzioni amministrative pecuniarie a carico dei gestori di servizi aeroportuali. Ciò evidenzia come il Parlamento abbia fatto la sua parte, atteso che, una volta data attuazione a tale norma, sarà possibile sanzionare anche le inadempienze in materia di smistamento dei bagagli.

Paolo UGGÈ (FI), facendo riferimento all'agenzia di stampa citata dal deputato Moffa, segnala che le organizzazioni sindacali dei lavoratori ferroviari hanno indetto uno sciopero per il 26 e 27 dicembre 2007, in ragione della mancata convocazione da parte del Ministro dei trasporti per discutere questioni di interesse per la categoria, che lamenta anche il mancato rispetto degli impegni assunti dal Ministro stesso. Analoghe carenze il Ministro le ha manifestate anche nella gestione della vicenda del blocco dell'autotrasporto, laddove sarebbe stato sufficiente sostenere l'approvazione anche presso la V Commissione (Bilancio) degli appositi emendamenti approvati dalla IX Commissione nella seduta del 27 novembre 2007. Si sarebbe così evitata la legittima protesta degli autotrasportatori. Peraltro segnala che gli imprenditori che guidano le cosiddette «bisarche» hanno annunciato la prosecuzione del blocco. È per il complesso di tali ragioni che invita il Ministro dei trasporti a trarre le conseguenze del suo operato e a dimettersi.

Mario TASSONE (UDC) intende chiedere al Ministro dei trasporti se le informazioni fornite alla Commissione dal deputato Attili, circa una sollecita definizione della vicenda Alitalia debbano essere ritenute fondate.

Il Ministro dei trasporti Alessandro BIANCHI precisa che la crisi nello smistamento dei bagagli verificatasi nell'aeroporto


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di Fiumicino nei mesi di luglio e agosto scorsi è ormai rientrata e, nel frattempo, non vi sono state situazioni analoghe. Assicura comunque di avere già adottato ogni opportuna iniziativa nei confronti del direttore dell'aeroporto di Fiumicino affinché, nel corso del periodo natalizio, siano assicurati adeguati standard di qualità del servizio, in attesa dell'adozione di interventi di natura strutturale sugli impianti. Quanto invece alla mancata convocazione di rappresentanti dell'ANPAC, precisa che all'incontro in questione sono stati invitati a partecipare i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che ne avevano esplicitamente fatto richiesta e che l'incontro stesso non riguarda la vicenda Alitalia, bensì i trasporti in generale. Si dichiara comunque disponibile a convocare anche tutte le altre organizzazioni che manifesteranno l'intenzione di parteciparvi. Preannuncia con l'occasione di ritenere comunque doveroso procedere ad una sollecita informativa alle organizzazioni sindacali sull'evoluzione della vicenda Alitalia. A tale ultimo proposito, dichiarata la propria disponibilità a svolgere un'audizione non appena la Commissione dovesse avanzare l'apposita richiesta, conferma che la riunione del consiglio di amministrazione dell'azienda è convocata per il 21 dicembre 2007 e che, a seguito di tali deliberazioni, il Governo si è riservato di adottare una decisione in materia, come risulta da un odierno comunicato delle Presidenza del Consiglio. Quanto, infine, al tema delle concessioni aeroportuali, riconosce che nel rapporto tra Stato e concessionari vi siano questioni aperte, che meritano un approfondimento da parte del Governo, anche eventualmente modificando i termini dei contratti di concessione, soprattutto in presenza di società di gestione che privilegiano investimenti non connessi al miglioramento della qualità dei servizi offerti. Fa presente peraltro che la questione forma oggetto anche del disegno di legge in materia di trasporto aereo presentato dal Governo presso il Senato.

Michele Pompeo META, presidente, ritiene senz'altro che l'audizione dell'IBAR possa essere svolta dalla Commissione in tempi solleciti, anche nella seduta di venerdì 21 dicembre 2007. Quanto, invece, alle audizioni relative alla vicenda Alitalia, non ritiene opportuno procedervi prima che il Governo possa avere avuto contezza delle risultanze dell'esame compiuto dal consiglio di amministrazione dell'azienda sulle proposte presentate. Resta inteso, comunque, che ove vi fossero da questo punto di vista rilevanti novità nei prossimi giorni, la presidenza è disponibile a convocare la Commissione anche nel periodo di interruzione dei lavori parlamentari per la pausa natalizia, ad esempio il 27 o il 28 dicembre 2007. Tiene infine a raccomandare, anche per il futuro, di procedere alla richiesta di nuove audizioni nelle forme dovute, e non attraverso lanci di agenzia.

Carlo CICCIOLI (AN) propone al Presidente di anticipare alla seduta di domani, giovedì 20 dicembre 2007, lo svolgimento dell'audizione informale dei rappresentanti dell'IBAR.

Michele Pompeo META, presidente, ritiene che la proposta del deputato Ciccioli possa essere accolta e propone pertanto che, ove autorizzata dal Presidente della Camera, l'audizione informale di rappresentanti dell'IBAR possa avere luogo nella seduta di domani, giovedì 20 dicembre 2007, alle ore 14.30.

La Commissione conviene.

Disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale nonché delega al Governo per la riforma del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
C. 2480-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 7 novembre 2007.


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Michele Pompeo META, presidente e relatore, avverte che sono stati presentati emendamenti e articoli aggiuntivi (vedi allegato n. 1). In proposito, come già anticipato nella seduta del 7 novembre 2007, ai fini dell'esame degli emendamenti al disegno di legge n. 2480-B si pone la questione della loro ricevibilità, atteso che, a norma dell'articolo 70, comma 2, del regolamento «i progetti di legge già approvati dalla Camera e rinviati dal Senato, sono riesaminati dalla Camera la quale, prima della votazione finale, delibera soltanto sulle modificazioni apportate dal Senato e sugli emendamenti ad esse conseguenti che fossero proposti alla Camera stessa». Si tratta di un principio fondamentale che regola la navette nel procedimento legislativo, dal quale consegue che debbono considerarsi irricevibili le proposte emendative volte ad apportare modifiche alle parti dell'articolato sulle quali si è già raggiunta la cosiddetta «doppia conforme» e, comunque, quelle non conseguenti alle modificazioni apportate dal Senato. In applicazione di tale principio, devono considerarsi ricevibili, e sono state pertanto ricomprese nel fascicolo degli emendamenti, le proposte emendative volte a reintrodurre, anche con modifiche, articoli approvati dalla Camera e soppressi dal Senato, a reintrodurre disposizioni recate da partizioni minori dell'articolo approvate dalla Camera e modificate dal Senato, a sopprimere articoli introdotti dal Senato, a sopprimere articoli approvati dalla Camera e modificati dal Senato ove la «doppia conforme» sia relativa al solo alinea, a modificare, in modo consequenziale, articoli introdotti dal Senato, anche prevedendo la modifica di quelle parti del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, che sarà poi richiamato più ampiamente, che incidono sulla stessa materia dei nuovi articoli introdotti dall'altro ramo del Parlamento, ad apportare modifiche conseguenziali alle modifiche apportate dal Senato a disposizioni recate dal testo approvato dalla Camera, nonché, infine, ad aggiungere nuovi principi di delega legislativa rispetto a quelli introdotti dal Senato, ma solo in quanto riconducibili a questioni oggetto di altre disposizioni del provvedimento modificate dal Senato. Devono invece considerarsi irricevibili, e quindi non sono state ricomprese nel fascicolo degli emendamenti, le proposte emendative volte ad aggiungere novelle ad articoli del codice della strada che non formano oggetto del provvedimento neppure dopo le modifiche del Senato, ad aggiungere nuove materie, a sopprimere o modificare articoli, commi o partizioni minori del testo, con riferimento ai quali si è già raggiunta la «doppia conforme», a modificare commi che risultano modificati dal Senato solo per mero coordinamento formale, a prevedere una disciplina secondaria di attuazione di disposizioni non modificate dal Senato, nonché a prevedere modificazioni non consequenziali a quelle introdotte dal Senato. Devono infine considerarsi prive di contenuto normativo, e quindi non state ricomprese nel fascicolo degli emendamenti, le proposte emendative volte a reintrodurre nell'articolato quelle disposizioni presenti nel testo approvato dalla Camera e poi soppresse dal Senato, ma che sono nel frattempo già entrate in vigore perché contenute anche nel predetto decreto-legge n. 117 del 2007 o nella sua legge di conversione n. 160 del 2007. Se queste sono le modalità in base alle quali la presidenza, seguendo la prassi costante in materia, intende applicare l'articolo 70, comma 2, del regolamento, ai fini del vaglio di ricevibilità degli emendamenti, deve essere comunque tenuto in conto che nelle more della formazione della volontà conforme tra i due rami del Parlamento su diverse partizioni del disegno di legge n. 2480, è sopravvenuta una nuova disciplina legislativa nella stessa materia, a seguito dell'entrata in vigore del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117. Ricorda in proposito che della questione è stato investito l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che, nella riunione dell'8 novembre 2007, ha convenuto sulle modalità applicative dell'articolo 70, comma 2, del regolamento proposte dalla presidenza e di seguito


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riportate. In primo luogo, il sopravvenire della nuova disciplina legislativa, di per sé, non appare di portata tale da condurre ad una modifica dei criteri sopra esposti in ordine al vaglio di ricevibilità degli emendamenti presentati. Infatti il Senato, al quale il disegno di legge di conversione del citato decreto-legge è stato presentato in prima lettura, ha proceduto, nella stessa seduta dell'Assemblea del 19 settembre 2007, dapprima alla sua approvazione senza modificazioni e, successivamente, all'approvazione, questa volta con modificazioni, del disegno di legge C. 2480. Pertanto, al momento della formazione della volontà conforme tra i due rami del Parlamento su diverse partizioni del disegno di legge n. 2480, il Senato aveva ben presente che, nel frattempo era sopravvenuta una nuova disciplina legislativa in materia. Ciò, oltre che dalla cronologia sopra ricordata, è attestato soprattutto dalla circostanza che quel ramo del Parlamento, nell'apportare modifiche al disegno di legge n. 2480, ha effettuato un coordinamento normativo, espungendo dal testo approvato dalla Camera tutte quelle disposizioni nel frattempo già entrate in vigore in forza della pubblicazione del decreto-legge n. 117 del 2007. In particolare, le disposizioni recate dal disegno di legge n. 2480, nel testo approvato dalla Camera, che sono dapprima confluite nel decreto-legge 117/2007 e che, successivamente, sono state espunte nel testo approvato dal Senato, sono: l'articolo 3, che novellava l'articolo 116 del codice della strada e il cui contenuto normativo è ora recato dall'articolo 1 del decreto-legge n. 117 del 2007; l'articolo 5, commi 1, lettere a), c) ed d), e 3, che novellava l'articolo 117 del codice della strada e il cui contenuto normativo è ora recato dall'articolo 2, commi 1, lettere a), c) ed d) e 2 del decreto-legge n. 117 del 2007; l'articolo 10, commi 1, lettere a), b), c), limitatamente al capoverso 9-bis, d) e e) e 2, che novellava l'articolo 142 del codice della strada e il cui contenuto normativo è ora recato dall'articolo 3, commi 1, lettere a), b), c), limitatamente al capoverso 9-bis, d) ed e) e 3 del decreto-legge n. 117 del 2007; l'articolo 11, che novellava l'articolo 173 del codice della strada e il cui contenuto normativo è ora recato dall'articolo 4, comma 1 del decreto-legge n. 117 del 2007. Analogamente, anche laddove il Senato ha inteso apportare modificazioni al testo approvato dalla Camera, ha comunque tenuto conto di quanto già recato dal decreto-legge nel frattempo intervenuto in materia. È per il complesso di tali considerazioni che deve ritenersi che il sopravvenire di una nuova disciplina legislativa, il decreto-legge n. 117 del 2007, sulla stessa materia che forma oggetto del disegno di legge n. 2480 non abbia in alcun modo costituito un elemento interruttivo del procedimento di formazione della doppia conforme tra i due rami del Parlamento, con la conseguenza che restano pertanto fermi i criteri sopra esposti in ordine al vaglio di ricevibilità degli emendamenti presentati. Diverso è invece il discorso con riferimento alla legge 2 ottobre 2007, n. 160 che, nel convertito, con modificazioni, il citato decreto-legge n. 117 del 2007, ha altresì apportato ulteriori modificazioni al codice della strada, incidenti su talune delle novelle già recate dal disegno di legge C. 2480-B. Si tratta, in particolare, delle seguenti disposizioni: l'articolo 2, comma 1, lettera b), capoverso 2-bis, che ha novellato l'articolo 117 del codice della strada, norma che è oggetto di modifica anche da parte dell'articolo 5, comma 1, capoverso 2-bis del disegno di legge C. 2480-B; l'articolo 3, comma 1, lettera c), capoverso 9, che ha novellato l'articolo 142 del codice della strada, norma che è oggetto di modifica anche da parte dell'articolo 10, comma 1, lettera b), capoverso 9 del disegno di legge C. 2480-B; l'articolo 3-bis, che ha novellato l'articolo 157 del codice della strada, norma che è oggetto di modifica anche da parte dell'articolo 11 del disegno di legge C. 2480-B; l'articolo 5, che ha novellato gli articoli 186 e 187 del codice della strada, norme che sono oggetto di modifica anche da parte dell'articolo 16 del disegno di legge C. 2480-B. Poiché di tali ulteriori modificazioni il Senato non ha potuto evidentemente essere edotto al momento della


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formazione della volontà conforme su alcune parti del testo già approvato dalla Camera, sono da considerarsi ricevibili anche quegli emendamenti incidenti su parti oggetto di «doppia conforme», ma esclusivamente nei termini di seguito precisati. In particolare, con riferimento all'articolo 5, comma 1, capoverso 2-bis, primo periodo, laddove nonostante sulla locuzione «per i primi tre anni» sia stata raggiunta la doppia conforme, la successiva modifica ad opera della legge di conversione del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, con le parole «per il primo anno» rappresenta un quid novi di cui il Senato non ha potuto tenere conto nel corso del suo esame. Alla luce di tale considerazione, gli emendamenti volti a sostituire le parole «per i primi tre anni» con le parole «per il primo anno» potrebbero essere ritenuti ricevibili non nella loro originaria formulazione puntuale, ma solo laddove riformulati nel senso di sopprimere l'intera partizione del testo oggetto di doppia conforme, per esigenze di coordinamento normativo, al fine di mantenere il testo della legge di conversione. Quanto invece all'articolo 16, comma 1, lettera a), capoverso 2, lettera a), primo periodo, ove è stata raggiunta la doppia conforme sulla previsione dell'arresto fino ad un mese in caso di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico fino a 0,8 (g/l), poi venuta meno a seguito dell'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, sono da considerarsi ricevibili anche emendamenti volti a sopprimere o modificare puntualmente la disposizione, in quanto, in questo caso opera anche il criterio della consequenzialità delle modifiche apportate dal Senato. Tale ramo del Parlamento, infatti, alla medesima lettera a), ha comunque modificato, tra gli altri, l'apparato sanzionatorio conseguente alla guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico fino a 0,8 (g/l), variando gli importi pecuniari della relativa ammenda. Non appaiono invece ricevibili le proposte emendative che, al di là di modificare la portata della pena prinicpale di natura detentiva consequenzialmente alle modifiche apportate dal Senato agli importi della pena principale di natura pecuniaria, sono altresì volte a modificare la doppia conforme mediante novella alle sanzioni accessorie già previste dai due rami del Parlamento ovvero attraverso l'introduzione di nuove fattispecie di sanzioni accessorie. Conclusivamente, la presidenza, nell'operare il vaglio di ricevibilità degli emendamenti, pur attenendosi alla costante prassi in materia di applicazione dell'articolo 70, comma 2, del regolamento, ha ritenuto, come pertaltro convenuto nella richiamata riunione dell'Ufficio di presidenza dell'8 novembre 2007, che, per preminenti esigenze di coordinamento normativo, sia comunque possibile considerare ricevibili, nei modi e con le precisazioni sopra richiamati, gli emendamenti volti ad incidere sulle locuzioni: «per i primi tre anni», recata all'articolo 5, comma 1, capoverso 2-bis, primo periodo, e «arresto fino a un mese», di cui all'articolo 16, comma 1, lettera a), capoverso 2, lettera a), primo periodo), del disegno di legge C. 2480-B, benché si tratti di partizioni del testo su cui tra le due Camere è stata raggiunta la doppia conforme.
Passando quindi al merito degli emendamenti presentati, ricorda che nella riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, del 13 novembre 2007, si era fatto carico, in qualità di relatore sul provvedimento e previo accordo con i rappresentanti dei gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione e del Ministro dei trasporti, di individuare proposte emendative volte a rispondere all'esigenza di apportare modifiche all'articolato limitatamente a talune questioni specifiche, con particolare riferimento alla cosiddetta «guida accompagnata», all'inasprimento della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida a carico dei conducenti in stato di ebbrezza, alla previsione di aggravanti per chi, in stato di ebbrezza, provoca morti e feriti, all'abolizione del divieto, per gli esercizi commerciali, di vendere bevande alcoliche dopo le 2 di notte e agli interventi sull'infrastruttura stradale, con particolare riguardo alla sostituzione delle


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barriere stradali e all'adeguamento della segnaletica stradale. Nella successiva riunione dell'ufficio di presidenza del 15 novembre aveva conseguentemente avanzato una proposta fondata sull'opportunità che le modifiche da apportare al testo del Senato fossero circoscritte a quelle ritenute veramente essenziali, in modo da creare le condizioni affinché l'altro ramo del Parlamento condivida le finalità di tale ulteriore attività emendativa e approvi quindi sollecitamente e definitivamente il testo senza rinviarlo nuovamente alla Camera. Nella medesima occasione aveva altresì richiamato l'opportunità che gli emendamenti da approvare fossero sottoscritti da rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, al fine di segnalare una coesione di tutte le forze politiche sui temi della sicurezza stradale e trovarsi nelle migliori condizioni per affrontare l'esame del provvedimento in Assemblea.
Al fine di dare seguito a tale proposta, avverte quindi di avere presentato l'articolo aggiuntivo 1.03 e gli emendamenti 16.17, 24.34 e 27.8 (vedi allegato n. 2), che invita i rappresentanti di tutti i gruppi a sottoscrivere.
Illustra quindi il suo l'articolo aggiuntivo 1.03, volto a reintrodurre la cosiddetta «guida accompagnata», che fa sostanzialmente proprio il contenuto normativo degli identici articoli aggiuntivi *1.01 Tassone e *1.02 Beltrandi, al quale è aggiunta per motivi di coordinamento interno del testo, una parte consequenziale, volta a sopprimere, all'articolo 31, comma 1, lettera g), le parole «nonché eventualmente prevedendo le condizioni alle quali il minore autorizzato, previo adeguato percorso formativo e garantiti idonei requisiti di sicurezza attiva e passiva, possa esercitarsi alla guida», in quanto tale ultima previsione era stata introdotta nel corso dell'esame presso il Senato proprio in conseguenza dell'espunzione dall'articolato della disciplina della guida accompagnata, disposizione che in questa sede si intende invece reintrodurre.
Illustra poi il suo emendamento 16.17, che innalza le sanzioni accessorie a carico dei conducenti in stato di ebbrezza, ferma restando l'esigenza di coordinare tale intervento con quanto già stabilito in proposito dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160, di conversione del decreto-legge n. 117 del 2007, che ha eliminato l'arresto per chi guida con tasso alcolemico non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). L'emendamento dispone poi la sospensione della patente di guida per un periodo da 3 a 12 mesi in caso di tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro (g/l), da 12 a 24 mesi per tasso alcolemico superiore a 0,8 e fino a 1,5 grammi per litro (g/l) e, infine, da 18 a 36 mesi per tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). In proposito intende precisare che il testo attuale del disegno di legge prevede per le tre ipotesi sopra menzionate, una sospensione della patente, rispettivamente, da 3 a 6 mesi, da 6 a 12 mesi e da 12 a 24 mesi.
Illustra inoltre il suo emendamento 24.34 che, facendo comunque salvo l'impianto dell'articolo 24 approvato dal Senato, si limita ad aggiungervi un ulteriore comma, volto a disporre, all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, la soppressione delle parole: «devono interrompere la somministrazione di bevande alcoliche dopo le ore 2 della notte ed assicurarsi che all'uscita del locale sia possibile effettuare, in maniera volontaria da parte dei clienti, una rilevazione del tasso alcolemico; inoltre». Si tratta, per la precisione, di un emendamento analogo agli identici emendamenti *24.32 Beltrandi e *24.33 Pedrini.
Illustra, infine, il suo emendamento 27.8, che ricomprende le identiche proposte emendative *27.2 del relatore e *27. 1 Pedrini, nonché 27.6 Pedrini, in materia di sostituzione delle barriere stradali di sicurezza e di segnaletica stradale.
Con riferimento invece al tema dell'introduzione di aggravanti crescenti a carico dei conducenti in stato di ebbrezza o che hanno assunto sostanze stupefacenti che provochino incidenti stradali, con conseguenti morti e feriti, sono stati ritenuti irricevibili per violazione del principio della «doppia conforme» alcuni emendamenti aventi tale finalità. Rileva peraltro che l'articolato contiene già la risposta a


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tale questione, che forse è passata inosservata ai più, probabilmente perché non oggetto di modifica da parte del Senato. Si tratta dell'articolo 21, recante modifiche agli articoli 589, 590 e 593 del codice penale, concernenti i reati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e omissione di soccorso commessi da conducenti in stato di ebbrezza o che hanno assunto sostanze stupefacenti. In virtù di tali novelle al codice penale si dispongono le seguenti pene: la reclusione da due a sei anni, ovvero da tre a otto anni in caso di recidiva, per chiunque provoca, per colpa, la morte di una persona; la reclusione da quattro a sedici mesi e da sedici mesi a 4 anni, per chiunque provoca, per colpa, rispettivamente, lesioni personali gravi o gravissime; la reclusione da tre a otto anni, ovvero da quattro a dieci anni in caso di recidiva, per chiunque commette il reato di omissione di soccorso. Si tratta come è evidente di pene molto più elevate di quelle che gli stessi emendamenti ritenuti irricevibili intendevano introdurre e quindi, a parte questa considerazione quantitativa, la questione dell'introduzione di aggravanti crescenti a carico dei conducenti in stato di ebbrezza o che hanno assunto sostanze stupefacenti che provochino incidenti stradali si può ritenere già adeguatamente affrontata dall'articolo 21 del provvedimento.
Invita quindi i rappresentanti dei gruppi ad esprimere i loro orientamenti circa le quattro proposte emendative testé illustrate e, quindi, a dichiarare se vi è o meno la disponibilità a procedere al ritiro di tutte gli altri emendamenti e articoli aggiuntivi presentati, ferma restando, naturalmente, la disponibilità del relatore a ritirare le altre sue proposte emendative.

Egidio Enrico PEDRINI (IdV) si dichiara d'accordo sulla proposta formulata, che costituisce una sintesi apprezzabile del lavoro finora compiuto dalla Commissione, e disponibile a ritirare gli emendamenti a sua firma, nonché a sottoscrivere l'articolo aggiuntivo 1.03 e gli emendamenti 16.17, 24.34 e 27.8.

Marco BELTRANDI (RosanelPugno) ritiene che la proposta del relatore rappresenti una buona mediazione nella situazione data. È pertanto disponibile a ritirare gli emendamenti a sua firma, ove anche i rappresentanti di tutti gli altri gruppi facciano altrettanto, nonché a sottoscrivere l'articolo aggiuntivo 1.03 e gli emendamenti 16.17, 24.34 e 27.8. Preannuncia comunque che, in sede di esame del provvedimento in Assemblea, compierà una valutazione più approfondita delle singole questioni, anche ai fini della dichiarazione di voto finale, che dovrà tenere in considerazione anche gli orientamenti più complessivi del suo gruppo.

Davide CAPARINI (LNP), nell'apprezzare lo sforzo compiuto dal presidente e relatore, si dichiara d'accordo sull'articolo aggiuntivo 1.03 e sugli emendamenti 24.34 e 27.8. Ritiene invece opportuno un approfondimento circa il contenuto normativo dell'emendamento 16.17, ritenendo necessario che, a fronte dell'inasprimento della durata della sospensione della patente in caso di guida in stato di ebbrezza, sia comunque consentito, con riferimento alla seconda metà del periodo di applicazione della sanzione, di mettersi alla guida di veicoli in orario diurno. È infine disponibile anch'egli a ritirare gli emendamenti del suo gruppo.

Mario TASSONE (UDC) condivide l'impostazione dell'articolo aggiuntivo 1.03 e dell'emendamento 27.8, mentre esprime perplessità circa la soluzione adottata dall'emendamento 24.34 circa il divieto di vendita di alcolici da parte degli esercizi pubblici dopo le due di notte. In proposito, in luogo di una soppressione tout court della disposizione, riterrebbe più opportuno procedere all'introduzione di una nuova disciplina in materia.

Silvano MOFFA (AN) si dichiara disponibile a ritirare gli emendamenti del suo gruppo, riservandosi tuttavia di ripresentarli ai fini dell'esame del provvedimento da parte dell'Assemblea. Intende comunque riaffermare che l'introduzione del divieto


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di vendita di alcolici da parte degli esercizi pubblici dopo le due di notte recava in sé un principio di cui non si può disconoscere l'importanza. Si tratta, infatti, di far comprendere ai giovani che nelle discoteche è possibile divertirsi anche senza fare uso di alcool, soprattutto se ci si deve poi mettere alla guida di un veicolo. In proposito, ritiene anch'egli che la mera soppressione della disposizione costituisca una risposta troppo limitata, sia perché il parallelo e forte incremento delle sanzioni amministrative accessorie è riferito ha un ambito di applicazione esteso a chiunque guida in stato di ebbrezza e non appare nel contempo modulato in relazione agli eventuali morti e feriti provocati.

Mario RICCI (RC-SE) ritiene che la proposta del relatore rappresenti una mediazione alta in una materia in cui, come è emerso già in più occasioni, ogni parte politica è chiamata comunque a raggiungere un compromesso rispetto alle posizioni di partenza. Quanto alla proposta del deputato Caparini, volta a consentire che nella seconda metà del periodo di sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza possa essere consentita la guida diurna, ritiene che debba essere attentamente approfondito il caso degli autotrasportatori, ai quali un'eventuale disposizione in tal senso potrebbe essere applicata solo nei periodi in cui costoro non guidano per motivi professionali. Si dichiara quindi pronto a sottoscrivere l'articolo aggiuntivo 1.03 e gli emendamenti 16.17, 24.34 e 27.8, ma solo nel testo formulato dal relatore, ritenendo che qualsiasi modifica che dovesse esservi apportata potrebbe far riaprire tutta la discussione. Precisato che l'abolizione del divieto di vendita di alcolici da parte degli esercizi pubblici dopo le due di notte è volta ad eliminare un limite posto alla libertà individuale, coglie l'occasione per rappresentare al Ministro l'esigenza che siano effettivamente aumentati i controlli di polizia sulle strade, quale principale deterrente all'incidentalità e alla mortalità stradali.

Silvia VELO (PD-U) dichiara, a nome del suo gruppo, di condividere e apprezzare la proposta del presidente Meta, segnalando altresì l'opportunità che il provvedimento sia sollecitamente iscritto nel calendario dei lavori dell'Assemblea.

Karl ZELLER (Misto-Min.ling), con riferimento all'emendamento 24.34, pur ritenendo opportuna l'abolizione del divieto di vendita di alcolici da parte degli esercizi pubblici dopo le due di notte, ritiene che l'articolo 24, introdotto dal Senato, rechi una disposizione di difficile attuazione, consistente nell'obbligo per i gestori dei locali di prevedere «idonei spazi di riposo». Quanto invece all'emendamento 16.17, nel condividere la maggiore severità ivi prevista nei confronti di chi guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 (g/l), ritiene eccessiva una sospensione della patente fino a 12 mesi a carico di chi ha invece un tasso alcolemico inferiore. Ritiene poi che vada approfondita la possibilità di procedere, nell'ambito del provvedimento in esame, alla soppressione dell'articolo 3-bis del decreto-legge n. 117 del 2007, che ha novellato l'articolo 157 del decreto legislativo n. 285 del 1992, introducendo il divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta o fermata del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l'impianto di condizionamento d'aria nel veicolo stesso. Chiede inoltre al relatore se intende ritirare anche il suo emendamento 5.6, ai sensi del quale si intende procrastinare l'entrata in vigore del comma 2-bis dell'articolo 117 del codice della strada, che ha introdotto limiti alla potenza dei veicoli che possono essere guidati dai cosiddetti «neopatentati». Fa presente, infine, che la disponibilità del suo gruppo a ritirare gli emendamenti presentati è connessa alle risposte che il relatore e il Governo daranno in ordine alle questioni da lui testé poste.

Antonio ROTONDO (SDpSE) ritiene che la proposta del relatore sia una buona ipotesi di compromesso e pertanto si dichiara disponibile al ritiro delle proposte emendative presentate dalla sua parte politica.


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Auspica tuttavia che il Governo sia consapevole della necessità di impegnarsi sempre di più nell'opera di prevenzione dell'incidentalità stradale, attraverso una intensificazione dei controlli.

Paolo UGGÈ (FI), pur dichiarandosi a favore dell'articolo aggiuntivo 1.03 e dell'emendamento 27.8, non condivide la soluzione proposta dal relatore con l'emendamento 16.17 in ordine alle sanzioni previste a carico di chi guida con tasso alcolemico ricompreso tra 0,5 e 0,8 (g/l). In proposito, ritiene infatti che, in assenza di incidenti, dovrebbe applicarsi la sola sanzione pecuniaria e non anche la sospensione della patente. Per queste ragioni non può dichiararsi disponibile a ritirare le proposte emendative del suo gruppo.

Michele Pompeo META, presidente e relatore, fa presente al deputato Uggé che sulla previsione della sospensione della patente a carico di chi guida con tasso alcolemico ricompreso tra 0,5 e 0,8 (g/l) è stata ormai raggiunta la cosiddetta «doppia conforme» tra le due Camere. L'unico margine su cui si può pertanto intervenire riguarda la durata massima di tale sanzione.

Paolo UGGÈ (FI) fa presente in proposito che la sua parte politica è favorevole ad una reintroduzione del testo dell'articolo 16 approvato dalla Camera.

Carlo CICCIOLI (AN) sempre con riferimento all'emendamento 16.17, ritiene che, per venire incontro alle osservazioni del deputato Uggé, potrebbe prevedersi che la durata della sospensione della patente a carico di chi guida con tasso alcolemico ricompreso tra 0,5 e 0,8 (g/l) sia limitata ad un periodo compreso tra i tre e i quattro mesi. Quanto poi all'emendamento 24.34, pur rilevando che, com'era ovvio, l'ìntroduzione del divieto di vendita di alcolici da parte degli esercizi pubblici dopo le due di notte ha sollevato un coro di proteste da parte degli imprenditori del settore, rivendica comunque le finalità della disposizione, ritenendo che la sua mera soppressione rappresenti una sconfitta per il Parlamento di fronte alle lobbies scese in campo, laddove a suo avviso sarebbe satto preferibile ridisciplinare la materia, eventualmente differendo il limite alle tre di notte e prevedendo specifiche ipotesi di esenzione rispetto alla sua applicazione.

Davide CAPARINI (LNP) intende precisare al deputato Ciccioli che chi ha presentato, come lui stesso, emendamenti volti all'abolizione del divieto di vendita di alcolici da parte degli esercizi pubblici dopo le due di notte ha semplicemente esercitato un suo diritto costituzionale, mirando ad eliminare un vincolo eccessivo alla libertà dei singoli individui, e ciò non rappresenta affatto una resa di fronte alle iniziative assunte in proposito dagli imprenditori del settore. Peraltro, la questione non sarebbe neppure di competenza della Commissione, che dovrebbe a suo avviso limitarsi a disciplinare la materia della guida di veicoli in stato di ebbrezza.

Marco BELTRANDI (RosanelPugno) alla luce del dibattito testé svoltosi, propone di rinviare ad altra seduta il seguito dell'esame del provvedimento, in modo da poter svolgere ulteriori approfondimenti e verifiche tra i gruppi, tenuto conto che un accordo del tipo di quello proposto dal presidente Meta ha ragione di essere solo ove vi sia su di esso un orientamento unanimemente favorevole. Altrimenti non vi è altra via che procedere all'esame di tutti gli emendamenti presentati. Ritiene tuttavia che vi sia ancora la possibilità di addivenire ad un compromesso.

Michele Pompeo META, presidente e relatore, ritiene sensata la proposta del deputato Beltrandi e, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.40.


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ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 19 dicembre 2007. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il Ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi.

La seduta comincia alle 15.40.

Schema di decreto ministeriale recante riparto dello stanziamento per l'anno 2007 relativo ad interventi finalizzati al potenziamento del trasporto marittimo passeggeri nello Stretto di Messina.
Atto n. 202.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno.

Marco BELTRANDI, presidente, avverte che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere sul provvedimento in titolo entro il 7 gennaio 2008.

Mario RICCI (RC-SE) relatore, ricorda preliminarmente che l'articolo 8 del decreto-legge n. 159 del 2007, ha previsto il finanziamento di una serie di interventi diretti al miglioramento del trasporto in Calabria ed in Sicilia ed in particolare del trasporto che attraversa lo Stretto di Messina, prevedendo, al medesimo scopo, l'istituzione di un'area di sicurezza della navigazione dello Stretto di Messina e di un'Autorità marittima. In particolare, il comma 2 ha autorizzato la spesa di 7 milioni di euro per l'anno 2007 per la messa in sicurezza dell'autostrada A3 nel tratto Bagnara-Reggio Calabria, tenuto conto che l'avvio di tali lavori ha determinato infatti la chiusura della carreggiata Nord, dal km 412,429 al km. 424,100 e la deviazione del traffico, anche pesante, da e per la Sicilia e del traffico locale, su una sola corsia a doppio senso di marcia. Il comma 3 ha autorizzato la spesa di 40 milioni di euro per il 2007 per il potenziamento sia del trasporto ferroviario pendolare sulla tratta Rosarno-Reggio Calabria-Melito Porto Salvo che del collegamento ferroviario con l'aeroporto di Reggio Calabria. Il comma 4, che è oggetto dello schema di provvedimento in esame, ha autorizzato la spesa di 40 milioni di euro per il 2007 per potenziare il trasporto marittimo passeggeri nello Stretto di Messina attraverso: l'acquisto o il noleggio di navi; l'adeguamento e il potenziamento dei pontili e dei relativi servizi; il collegamento veloce dell'aeroporto di Reggio Calabria con Messina ed altri eventuali scali; l'introduzione di agevolazioni tariffarie; l'istituzione del sistema informativo dei servizi di mobilità nello Stretto. In sede di conversione del decreto-legge, è stato modificato il comma 5 dello stesso articolo 8, prevedendo che sui decreti ministeriali di definizione degli interventi e di ripartizione delle risorse siano sentite le competenti Commissioni parlamentari. Alla luce di tale previsione, il Ministro dei trasporti ha trasmesso lo schema di decreto in esame, il cui articolo 1 reca la ripartizione della somma di 40 milioni di euro, stanziata dall'articolo 8, comma 4, del decreto-legge n. 159 del 2007, con riferimento agli interventi per la navigazione dello Stretto di Messina. In particolare, una quota pari a 30 milioni viene destinata, previa stipula di un apposito contratto di servizio della durata di tre anni, alla istituzione di un servizio di collegamento marittimo veloce tra le città di Messina, Reggio di Calabria e Villa San Giovanni e di un servizio di collegamento marittimo rapido tra l'aeroporto di Reggio di Calabria e il porto di Messina. Rende noto che la relazione tecnica allegata allo schema di decreto precisa che la destinazione della somma di 30 milioni di euro per l'istituzione dei predetti collegamenti marittimi è stata definita sulla base del costo medio dei collegamenti esistenti, nonché di specifiche proposte elaborate da Rete Ferroviaria Italiana. La restante quota di finanziamento disponibile, pari complessivamente a 10 milioni di euro, viene invece ripartita come segue: fino a 2,5 milioni per interventi di adeguamento degli scali marittimi di Reggio e Villa San Giovanni e dell'imbarcadero dell'aeroporto


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di Reggio; fino a 5 milioni per l'introduzione di agevolazioni tariffarie, della durata di tre anni, in favore degli utenti dei collegamenti marittimi nello Stretto di Messina. Tali agevolazioni dovranno risultare conformi alla normativa comunitaria in tema di aiuti a carattere sociale; fino a 2,5 milioni per l'istituzione di un sistema informativo dei servizi di mobilità nello stretto di Messina. Fa presente, infine, che l'articolo 2 dello schema di decreto prevede che, in relazione alla effettiva utilizzazione delle risorse, con successivi decreti ministeriali si potrà ridefinire la ripartizione delle risorse stesse. Nel preannunciare una proposta di parere favorevole, intende comunque richiedere taluni chiarimenti al Ministro dei trasporti, in primo luogo con riguardo ai tempi di attuazione degli altri interventi previsti dai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 8 del decreto-legge n. 159 del 2007, con riferimento ai quali alla Commissione non è stato presentato alcuno schema di decreto ministeriale. In secondo luogo ritiene opportuno conoscere come saranno ripartiti i 30 milioni di euro previsti tra il collegamento marittimo veloce tra le città di Messina, Reggio di Calabria e Villa San Giovanni e il collegamento marittimo rapido tra l'aeroporto di Reggio di Calabria e il porto di Messina. Chiede infine chiarimenti circa l'impiego dei 5 milioni di euro per agevolazioni tariffarie, anche con riguardo alla defiscalizzazione degli abbonamenti al trasporto pubblico locale prevista nel disegno di legge finanziaria 2008.

Mario TASSONE (UDC) ritiene che il relatore con eccessivo ottimismo abbia inteso preannunciare la sua proposta di parere favorevole senza prima avere udito le risposte ai suoi rilevanti quesiti da parte del Ministro dei trasporti. Peraltro, ove nella seduta odierna lo stesso Ministro non fosse in grado di fornire risposte esaurienti, potrebbe essere valutata l'opportunità di richiedere al Presidente della Camera la proroga del termine per l'espressione del parere, data la sua scadenza nell'ambito del periodo di interruzione dei lavori parlamentari per la pausa natalizia.

Silvano MOFFA (AN) si limita a chiedere al Ministro dei trasporti se la previsione della destinazione delle risorse finanziarie stanziate ai sensi dell'articolo 8, comma 4, del decreto-legge n. 159 del 2007, essendo anche in favore di soggetti privati, come parrebbe evincersi dalla lettura del provvedimento, è compatibile con la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato.

Il Ministro Alessandro BIANCHI, rispondendo al relatore, fa presente che, al momento della sua entrata in vigore il decreto-legge n. 159 del 2007 non prevedeva il parere delle Commissioni parlamentari sui decreti ministeriali di attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 8, commi 1,2,3 e 4. Data l'urgenza del provvedere, è stata quindi data tempestiva attuazione agli interventi di cui ai predetti commi 1,2 e 3, al punto che la successiva introduzione, in sede di conversione del decreto-legge, del parere parlamentare, si è potuta tradurre nella trasmissione alle Camere del solo schema di decreto ministeriale di ripartizione delle risorse di cui all'articolo 8, comma 4. Quanto, invece, alla questione posta dal deputato Moffa, ritiene che il problema della compatibilità delle disposizioni in esame con la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato non si ponga, in quanto l'assegnazione delle relative risorse finanziarie avrà luogo a seguito di gara pubblica. Riferendosi poi al combinato disposto delle agevolazioni tariffarie per l'attraversamento dello Stretto di Messina con la parallela previsione della defiscalizzazione delle spese per abbonamenti al trasporto pubblico locale, recata dal disegno di legge finanziaria 2008, fa presente che la questione è in corso di approfondimento, ma non potrà comunque tradursi che in un beneficio per gli utenti del servizio. Assicura comunque la sua disponibilità a fornire ulteriori e più specifici chiarimenti anche in una successiva seduta.

Mario RICCI (RC-SE), relatore, si dichiara soddisfatto dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo e formalizza la sua proposta di parere favorevole (vedi allegato n. 3).


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Mario TASSONE (UDC) nel prendere atto dell'intervento del Ministro, che ha effettivamente cercato di rispondere alle richieste di chiarimento poste, ritiene comunque che possa essere colta la sua disponibilità a fornire ulteriori e più esaurienti chiarimenti, non procedendo quindi alla votazione della proposta di parere nella seduta odierna.

Marco BELTRANDI, presidente, ritiene che l'obiettivo di concludere l'esame del provvedimento prima dell'interruzione dei lavori parlamentari per la pausa natalizia possa essere comunque conciliato con l'esigenza di procedere all'ulteriore approfondimento richiesto dal deputato Tassone. Pertanto, acquisita la disponibilità del Ministro Bianchi, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani, giovedì 20 dicembre 2007.

La seduta termina alle 16.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI