Commissioni Riunite II e X - Resoconto di marted́ 15 gennaio 2008


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SEDE REFERENTE

Martedì 15 gennaio 2008. - Presidenza del presidente della X Commissione Maurizio TURCO. - Interviene il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico Marco Stradiotto.

La seduta comincia alle 12.35.

Riforma delle professioni.
C. 867 Siliquini, C. 1216 Mantini, C. 1319 Vietti, C. 1442 Laurini, C. 2160 Governo, C. 2331 Naccarato e C. 3277 iniziativa popolare.
(Seguito dell'esame e rinvio - Abbinamento della proposta di legge C. 3277 iniziativa popolare - Adozione del testo base).

Le Commissioni riunite proseguono l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell'11 dicembre 2007.

Maurizio TURCO presidente, avverte che, in data 5 gennaio 2008, è stata assegnata alle Commissioni riunite, in sede referente, la proposta di legge C. 3277 d'iniziativa popolare: «Riforma dell'ordinamento delle professioni intellettuali». Poiché la suddetta proposta di legge verte su materia identica a quella delle proposte di legge C. 867 e abbinate, la presidenza ne ha disposto l'abbinamento ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del regolamento. Ricorda che nella seduta del 7 novembre 2007 i relatori hanno presentato una proposta di testo unificato.

Giuseppe CHICCHI, relatore per la X Commissione, ritiene il testo di iniziativa parlamentare un utile contributo al proseguimento dei lavori; propone quindi che si disponga la fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti.

Giancarlo LAURINI (FI) ritiene che sia possibile fissare un termine per la presentazione degli emendamenti solo dopo che le Commissioni abbiano sviluppato un ampio, organico e approfondito dibattito sulla proposta di testo unificato presentata dai relatori. Rileva, infatti, che nonostante la delicatezza e la complessità della materia trattata, l'esame sin qui svolto sia stato frammentario e caratterizzato da una ridottissima partecipazione dei membri delle Commissioni.

Maurizio TURCO presidente, evidenzia al collega Laurini che le Commissioni sono riunite in seduta plenaria e ciascun deputato è libero di partecipare ai lavori; è comunque evidente che i colleghi non interessati non possono essere obbligati a


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partecipare. Comunica inoltre che il relatore per la II Commissione, il collega Mantini, ha informato la Presidenza della sua impossibilità di partecipare alla seduta odierna a causa di problemi familiari.

Maria Grazia SILIQUINI (AN) ritiene opportuno evidenziare che le proposte contenute nella proposta di testo base dei relatori, onorevoli Chicchi e Mantini, non sono assolutamente convincenti, perché il testo, se da una parte avanza alcune proposte irricevibili, dall'altra contiene vere e proprie «trappole», cioè proposte apparentemente positive che, però, prospettano in realtà scenari negativi per tutte le professioni intellettuali italiane.
Sottolinea quindi come lo stesso Governo e, segnatamente, i sottosegretario Luigi Scotti, nelle sedute dell'8 novembre e dell'11 dicembre scorsi abbia affermato più volte che vi sono dei punti «non chiari» per cui sarebbe opportuno «effettuare precisazioni». Se ne deduce pertanto, senza forzare nessun passaggio, che anche secondo il Governo il testo della riforma dei relatori di maggioranza andrebbe riscritto in più parti, poiché è criticabile sia nel merito sia negli strumenti individuati: questo è quanto tristemente emerge, nella sostanza, dalle parole del sottosegretario Scotti, che sono agli atti delle commissioni riunite.
Analogamente, i rappresentanti dei professionisti italiani, tramite il Comitato Unitario Professioni, hanno già dichiarato che la proposta di testo base deve essere «profondamente modificata e rivista», se non del tutto «bocciata», come deve essere assolutamente fermato il decreto legislativo di recepimento della direttiva 36/2005/CE, «al fine di ripristinare la legalità».
Con riferimento alla predetta proposta di testo base dei relatori, in particolare, vi sono molti passaggi non condivisi, che rendono il progetto censurabile sotto diversi aspetti, e foriero di gravi conseguenze per i professionisti italiani.
Tra questi va ricordato, a titolo esemplificativo, come non sia stata sufficientemente chiarita la essenziale, netta distinzione tra professionista intellettuale ed imprenditore, e tale grave stortura va sicuramente corretta, perché è ormai da tutti riconosciuto il principio che la prestazione del professionista è unica e diversa da quella di tutti gli altri lavoratori, proprio perché in essa prevale l'elemento della conoscenza sull'elemento dell'organizzazione. Questa stortura, se non corretta, si rivelerà essere una trappola fatale per i professionisti, che saranno mescolati ed assimilati all'impresa, con tutte le conseguenze del caso, sul versante della perdita di libertà ed indipendenza.
Un altro passaggio insidioso è la previsione che il futuro Esecutivo avrà il compito di «accorpare» gli ordini, in un percorso non meglio precisato di riduzione del numero di essi. Ci si domanda, in particolare, con quali garanzie e con quali previsioni di condivisione di questo processo insieme ai soggetti interessati ciò debba avvenire. Sono tutti interrogativi aperti che, allo stato, non trovano risposta nel dettato normativo che ci accingiamo ad emendare. Occorrerebbe viceversa indicare precisi criteri democratici già da ora, nella legge, da seguire per procedere ad eventuali accorpamenti.
Altro punto censurabile è da individuarsi nella sempre più sfumata linea «grigia» di confine tra ordini e associazioni: non è assolutamente possibile infatti prevedere di «elevare» a professione intellettuale qualunque lavoro intellettuale a prescindere dalla doverosa formazione universitaria, concedendo addirittura alle associazioni il potere di rilasciare attestati di competenza anche sulla base di percorsi formativi alternativi a quelli universitari. La conoscenza è il bene primario che deve essere posto alla base della riconoscibilità di una professione come intellettuale, e tale conoscenza, che deve essere certificata da un titolo di studio di livello universitario avente valore legale nel nostro ordinamento, è un aspetto insuperabile della professione intellettuale, dal quale assolutamente è impossibile prescindere.
Inoltre, mancando totalmente l'indicazione dei criteri oggettivi di identificazione per distinguere le nascenti associazioni di


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attività professionali già organizzate in ordini e le nuove professioni, si domanda come sarà possibile individuare le nuove professioni senza tali strumenti. Si domanda anche come si potrà regolare il rapporto tra la disciplina recata dalla proposta di testo base dei relatori e la normativa, elaborata sempre da questa maggioranza, che ha recepito la cosiddetta direttiva «Zappalà», la quale, in tema di associazioni, si è pronunciata dettando modalità di riconoscimento di associazioni non idonee, senza definirne precisamente gli ambiti di competenza. Ritiene probabile che questa situazione determinerà ulteriori sovrapposizioni di competenze.
Con riferimento alle società tra professionisti, non solo non è condivisibile lo strumento della delega al Governo,così come previsto dai relatori, per dar vita alla disciplina delle società tra professionisti, ma anche nel merito si avanzano numerose critiche, soprattutto con riferimento alla possibilità di prevedere società miste tra professionisti e capitale.
Questi sono alcuni tra i tanti punti non condivisibili presenti nel testo, che richiedono viceversa approfondimento e chiarezza di principi che, se non verranno affrontati e risolti debitamente, potrebbero portare al «collasso» del tanto anelato modello di riforma delle professioni.
È chiaro che, in questo assetto di riforma così poco certo e chiaro, ricco di passaggi insidiosi e affatto condiviso dai professionisti, per i gruppi di opposizione diventa quasi impossibile svolgere il proprio compito istituzionale: non vi è infatti un testo unico sul quale lavorare e confrontarsi, perché non esiste una linea politica univoca, ma non vi è stato neppure un vero dibattito in seno alle commissioni riunite. Pertanto diventa impossibile compiere le necessarie analisi e le doverose attività di confronto e studio nel merito dei problemi.
A questo punto, l'opposizione è obbligata a denunciare lo stato di confusione della maggioranza e l'impossibilità di procedere alla riforma delle professioni attraverso un lavoro serio di confronto e di concerto, proprio a partire dal dato oggettivo che non vi è un testo univoco sul quale lavorare.
Formula quindi un invito alla chiarezza e al dibattito vero e chiedo che venga posta la parola «fine», una volta per tutte, a questa altalena di affermazioni e posizioni, di documenti e controdocumenti, di appendici e «scritti interpretativi», che di fatto hanno solo alimentato la confusione ed il disagio dei professionisti italiani, rendendo arduo il compito dell'opposizione e alimentando anche divisioni nell'ambito del mondo professionale, che invero, a quando è in carica questo Governo, ha dato prova di grande coesione.
Condividendo le osservazioni dell'onorevole Laurini, ed a nome del gruppo di Alleanza Nazionale, chiede che sia garantito presso le Commissioni lo svolgimento di un vero dibattito, che tenga conto anche dell'abbinata proposta di legge di legge di iniziativa popolare n. 3277 e delle proposte e osservazioni del Comitato Unitario delle Professioni. A tal fine ritiene quantomeno opportuno che le Commissioni siano convocate in modo tale da consentire di dedicare un'intera giornata esclusivamente al tema delle professioni, esaminando con attenzione tutte le problematiche poste dal testo base che sarà eventualmente adottato e sollecitando la massima attenzione da parte di tutti i commissari, poiché sinora l'esame del provvedimento si è caratterizzata per una scarsa partecipazione da parte dei colleghi membri delle Commissioni.

Andrea LULLI (PD-U), ritiene che a questo punto ci sia un unico problema reale da chiarire: l'opposizione ha la volontà di discutere seriamente su questo progetto di legge? Rileva che ad ogni seduta vengono poste eccezioni procedurali e sottili distinguo, che ritiene di poco conto. Le valutazioni sulle soluzioni normative, anche radicalmente diverse, attengono alla normalità del confronto parlamentare; quello che non è lecito è bloccare, con qualsiasi ragione, l'iter del provvedimento. Considera quindi opportuno proseguire i lavori, adottando un testo


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base e fissando il termine per gli emendamenti, e concludendo quindi la fase dell'esame in Commissione. Ritiene che non sia nelle prerogative di nessun parlamentare decidere il livello di attenzione verso i provvedimenti dei propri colleghi!

Pino PISICCHIO, presidente della II Commissione, ricorda che le Commissioni stanno esaminando il provvedimento da molto tempo, che è stato svolto un ampio ciclo di audizioni e che ogni argomento è stato ampiamente dibattuto, sia pure con diversi approcci e opinioni. La proposta di legge di iniziativa popolate C. 3277 non introduce, invero, elementi di novità, poiché tutte le istanze in essa contenute sembrano essere già confluite nel lungo dibattito svoltosi presso le Commissioni riunite. Ritiene pertanto che nella seduta odierna le Commissioni possano procedere all'adozione di un testo base e che, in ogni caso, le richieste di un supplemento di dibattito avanzate degli onorevoli Laurini e Siliquini possano essere soddisfatte dalla fissazione già da oggi di un termine adeguatamente ampio per la presentazione degli emendamenti, come potrebbe essere la prima settimana di febbraio, nonché dalla previsione nella prossima settimana di una apposita seduta dedicata ad un ulteriore approfondimento del testo base, che potrà essere propedeutica alla presentazione degli emendamenti.

Giancarlo LAURINI (FI) nel replicare all'onorevole Lulli, sottolinea e precisa come i propri precedenti rilievi, in ordine alla necessità di approfondire l'esame del testo base che sarà adottato, avessero l'unico scopo di facilitare la ricerca della migliore soluzione condivisa e nessun intento dilatorio. Dichiara quindi di condividere le indicazioni del Presidente della II Commissione, che appaiono idonee a garantire il necessario supplemento di discussione e approfondimento che, tuttavia, dovrà avvenire in un contesto di maggiore partecipazione dei membri delle Commissioni.

Giuseppe CHICCHI, relatore per la X Commissione, ritiene del tutto condivisibile e ragionevole la proposta del Presidente Pisicchio, acquisendo già in questa seduta il testo base, prevedendo una seduta dedicata al completamento dell'esame preliminare nella prossima settimana e stabilendo il termine per la presentazione degli emendamenti.

Le Commissioni adottano quindi, con apposita votazione, come testo base la proposta di testo unificato presentata dai relatori (vedi allegato al Bollettino delle Giunte e Commissioni del 7 novembre 2007).

Maurizio TURCO, presidente, concorde il Presidente della II Commissione, fissa il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base alle ore 14 di mercoledì 6 febbraio 2008. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.15.