Documenti della Conferenza
PRESIDENT'S SUMMARY
Si è svolta a Roma, nelle giornate del 3 e 4 marzo 2007, nella Aula della Camera dei deputati, la Conferenza internazionale Ruolo dei parlamenti nella promozione di politiche per lo sviluppo della Società dell'Informazione, alla quale hanno preso parte delegazioni di 68 assemblee parlamentari, 16 delle quali guidate dai rispettivi Presidenti. Erano presenti ai lavori, inoltre, delegazioni non parlamentari di altri 8 Paesi, insieme ad esponenti delle Nazioni Unite e di altre importanti organizzazioni ed istituzioni nazionali e internazionali. I relatori e i parlamentari che hanno preso la parola durante il dibattito hanno portato contributi originali che sono stati ascoltati con grande interesse e che hanno offerto i materiali di base di questo Sommario.
La Conferenza è stata organizzata dalla Camera dei deputati italiana - unitamente al Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite e all'Unione Interparlamentare - come contributo alla attività del Global Center for Information and Communication Technologies in Parliament, iniziativa lanciata a Tunisi nel novembre 2005 durante il World Summit on the Information Society. Il Global Centre è stato costituito per essere un network tra i Parlamenti con la finalità di:
- a) promuovere la cooperazione e lo scambio di informazioni in materia di ICT, anche con altri attori,e favorire il collegamento di tutte le iniziative parlamentari in questo settore;
- b) rafforzare il ruolo attivo dei parlamenti sulle politiche per lo sviluppo della Società dell'Informazione con la partecipazione delle diverse componenti delle comunità nazionali rappresentate nei parlamenti stessi;
- c) sostenere l'uso delle nuove tecnologie per rafforzare i parlamenti, con particolare riferimento alle democrazie emergenti.
La Conferenza ha trattato i temi al centro dell'iniziativa del Global Centre. Sono state messe a fuoco, dibattute e condivise idee che ciascuno dei partecipanti potrà mettere a frutto nel proprio specifico ambito di azione. La Presidenza della Conferenza - avvalendosi del contributo delle tre istituzioni che ne hanno sostenuto l'organizzazione - ritiene di interpretarne lo spirito riassumendone le risultanze in sei punti e raccomandando che:
- " i sei punti della Conferenza di Roma costituiscano un utile contributo alla elaborazione di una Carta sul ruolo di garanzia che spetta ai parlamenti nello sviluppo della Società dell'Informazione;
- " l'Unione interparlamentare è la sede rappresentativa più idonea per la elaborazione di tale Carta e il Presidente dell'UIP è invitato a individuare le forme appropriate per valorizzarla nell'ambito delle iniziative delle Nazioni Unite e in particolare del processo più ampio avviato dal World Summit sulla Società dell'Informazione, svoltosi a Ginevra nel 2003 e a Tunisi nel 2005;
- " la Carta sui Parlamenti e la società dell'informazione insieme alla futura attività del Global Centre for ICT in Parliament possa promuovere una specifica e sostanziale dimensione parlamentare nel processo di realizzazione degli indirizzi emersi dai lavori del World Summit;
- " tale dimensione parlamentare dia maggior peso alle grandi implicazioni sociali e politiche della diffusione delle tecnologia dell'informazione e delle comunicazioni nel mondo contemporaneo e contribuisca anche a forme mirate di cooperazione internazionale in questo campo a favore dello sviluppo sociale e civile delle democrazie emergenti.
Sei Punti per rafforzare il ruolo dei parlamenti nello sviluppo della Società dell' Informazione
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I parlamenti come garanzia politica verso i rischi tecnocratici della Società dell'Informazione
La partecipazione dei Parlamenti alla elaborazione di politiche nazionali mirate allo sviluppo della Società dell'Informazione rappresenta in ciascun paese la più forte garanzia che tali politiche assumano un carattere inclusivo, sostenibile ed equo. L'avvento della Società dell'Informazione propone nuove opportunità e nuovi rischi che esigono scelte politiche generali, cioè dibattito pubblico, indirizzi politici, definizione di architetture istituzionali adeguate: i Parlamenti hanno un ruolo centrale nella determinazione di tali scelte politiche. Anche le grandi opzioni tecnologiche non dovrebbero essere lasciate agli specialisti, in quanto ogni passaggio da un equilibrio tecnologico ad un altro richiede crescenti capacità di governo: fra esse assumono oggi un valore prioritario la diffusione di standard e di software aperti e non proprietari, per lo meno nelle amministrazioni pubbliche, l'adozione di procedure tecnologiche che garantiscano usabilità, sicurezza e segretezza, anche al fine di allargare la partecipazione al voto e alla vita democratica. I Parlamenti devono includere le innovazioni in atto nelle tecnologie delle informazioni e delle comunicazioni all'interno di una visione politica generale delle trasformazioni sociali. Perciò le politiche tecnologiche non possono essere trattate in modo settoriale e separato dagli specialisti, ma devono essere ricomprese nelle politiche di ogni settore e nella nuova dimensione unitaria - politica, sociale ed economica - determinata dallo sviluppo pervasivo di tali tecnologie; -
Il ruolo dei parlamenti come garanzia per i gruppi socialmente più deboli
Una forte azione di parlamenti democraticamente eletti può impedire che il diffondersi delle tecnologie rafforzi i poteri dove già esistono, consolidando così le antiche disuguaglianze e facendone nascere nuove, delle quali il "digital divide" è solo la manifestazione più nota. Nel rapporto fra Società dell'Informazione e sviluppo economico si offrono alla politica nuove opportunità per fare delle nuove tecnologie un volano per il superamento della povertà e delle ineguaglianze Anche nei paesi che devono fronteggiare emergenze economiche e sociali o addirittura minacce alla sicurezza, il ruolo attivo della comunità internazionale e la messa in opera di iniziative mirate di cooperazione interparlamentare possono far si che alle difficoltà già presenti non si sommi un approfondimento del digital divide. All'opposto, proprio in queste realtà l'impiego delle tecnologie può rappresentare una leva per il rafforzamento delle istituzioni democratiche di buon governo e per la creazione di nuove forme di partecipazione e di confronto pacifico fra i cittadini. -
Il ruolo dei parlamenti nella tutela di diritti fondamentali
Nuove problematiche in termini di diritti fondamentali emergono dallo sviluppo della Società dell'Informazione e con esse la necessità di una loro tutela legislativa e costituzionale. La funzione legislativa e costituzionale deve essere esercitata in modo da rafforzare un nuovo quadro dei diritti, a cominciare dal diritto di accesso come elemento costitutivo della nuova cittadinanza e come premessa perché le straordinarie opportunità di produzione e diffusione della conoscenza non vengano subordinate unicamente alle logiche di mercato, ma diano origine ad un nuovo e globale "bene comune". I Parlamenti hanno un ruolo insostituibile nel garantire ai cittadini la qualità, l'obiettività, l'utilità e la integrità delle informazioni pubbliche che li riguardino e in particolare delle "informazioni essenziali", cioè indispensabili all'esercizio dei propri diritti, con il fine ultimo di migliorare la qualità della relazione con il cittadino e l'equità sociale. I Parlamenti devono considerare le nuove forme di partecipazione dei cittadini rese possibili dalle nuove tecnologie e integrarle nel più generale circuito istituzionale, facendo in modo che - soprattutto per le nuove generazioni - la partecipazione diffusa trovi nel Parlamento un adeguato interlocutore. I Parlamenti devono promuovere l'uso delle nuove tecnologie per favorire la migliore informazione dei cittadini, non limitatamente alla attività legislativa e alle altre attività parlamentari, ma come premessa di una loro "cittadinanza attiva"; -
L'azione dei Parlamenti contro i rischi di omologazione culturale e linguistica e l'emarginazione delle fasce deboli
I parlamenti hanno un ruolo centrale nella tutela delle identità culturali, affinché le nuove tecnologie non rappresentino un nuovo strumento di dominio e un mezzo per marginalizzare e cancellare l'originalità delle comunità più deboli. La capacità di rappresentare ed esprimere i caratteri propri di tutte le comunità presenti in una società fa dei parlamenti i soggetti più idonei a far si che le nuove tecnologie non siano strumento di omologazione culturale, ma al contrario, veicolo dei contenuti originali propri di tutti i gruppi e le comunità e quindi mezzo per tutelare, rafforzare e far progredire le specifiche identità collettive che costituiscono la ricchezza di ogni società. Tra questi, particolare attenzione deve essere riservata ai meno privilegiati, ai disabili, ai migranti, alle persone anziane. I parlamenti possono farsi promotori di una visione del progresso tecnologico in cui non debba essere l'utente a sopportare l'onere di adattarsi alle tecnologie, ma - al contrario - le tecnologie permettano un utilizzo flessibile e possano adattarsi al profilo, alla cultura, al contesto di vita degli utenti. -
Il ruolo dei parlamenti come garanzia istituzionale
Iniziative parlamentari volte a diffondere a tutti i livelli la trasparenza istituzionale, sono urgenti e necessarie in modo da rendere possibile il controllo diffuso dell'azione pubblica e la lotta alla corruzione. I parlamenti possono divenire il luogo istituzionale dove si svolge con continuità la valutazione degli effetti delle nuove tecnologie, non solo in termini di sviluppo economico, ma anche di tutela dei valori della persona e di promozione delle parti più svantaggiate della società; possono inoltre migliorare la qualità della legislazione prevedendo che ciascuna legge identifichi procedure, anche basate sulle nuove tecnologie, per rendere trasparente il monitoraggio sulla sua esecuzione e valutarne l'impatto. L'impegno dei Parlamenti su questi temi può impedire che le esigenze di lotta a terrorismo e criminalità e le richieste del sistema economico portino alla nascita di una società della sorveglianza, della selezione e del controllo, alterando quel carattere democratico dei sistemi politici di cui proprio i parlamenti sono i primi garanti; -
Il ruolo dei parlamenti nello sviluppo della cooperazione internazionale a favore delle democrazie emergenti
La cooperazione internazionale, in questa fase storica, deve avere tra i suoi obiettivi prioritari quello di non tagliare fuori dallo sviluppo della Società dell'Informazione i paesi che subiscono la pressione di emergenze primarie in termini economici, sociali e di sicurezza. A tal fine occorre adeguare i metodi della cooperazione per individuare sulla base delle best practices i tipi di intervento più efficaci ai fini dello sviluppo civile e sociale della intera comunità nazionale .
I Parlamenti possono cooperare con i rispettivi governi e con le organizzazioni internazionali per realizzare forme nuove di cooperazione internazionale che rendano possibile una accurata distribuzione delle risorse verso obiettivi a più alto rendimento sociale e civile e al fine di garantire maggiore equità a tutte le componenti della comunità nazionale. Essi, inoltre, attraverso un impegno in prima persona delle proprie strutture amministrative, devono mettere in campo il loro specifico patrimonio conoscitivo in tutte le iniziative di cooperazione rivolte ad altri parlamenti.
Le organizzazione e assemblee internazionali di parlamenti e di parlamentari - in primo luogo l' Unione interparlamentare - possono giocare un ruolo decisivo nel migliorare i metodi e gli standard di intervento, con particolare riferimento all'obiettivo di rafforzare i parlamenti e le procedure democratiche di comunicazione. La partnership tra l'Unione interparlamentare - con la partecipazione diretta di numerosi parlamenti - e le Nazioni Unite, attraverso il Global Centre ICT in Parliament si propone come strumento vincente per lo scambio di informazioni e conoscenze, nonché di raccordo tra tutte le istituzioni interessate a livello mondiale per queste finalità.