VII Commissione - Resoconto di marted́ 11 luglio 2006

TESTO AGGIORNATO AL 28 SETTEMBRE 2006


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AUDIZIONI

Martedì 11 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Intervengono il ministro per le politiche giovanili e le attività sportive Giovanna Melandri e i sottosegretari per il medesimo dicastero Giovanni Lolli ed Elidio De Paoli.

La seduta comincia alle 11.15.

Seguito dell'audizione del ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, Giovanna Melandri, sulle linee programmatiche del suo dicastero.
(Seguito dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e rinvio).

Pietro FOLENA, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata, oltre che mediante impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce quindi i temi oggetto dell'audizione.

Intervengono il deputato Nicola BONO (AN) a più riprese, il presidente Pietro FOLENA, a più riprese, nonché sull'ordine dei lavori i deputati Giorgia MELONI (AN), Valentina APREA (FI) e Andrea MARTELLA (Ulivo).

Dopo alcune precisazioni del presidente Pietro FOLENA, intervengono i deputati Wladimiro GUADAGNO, detto Vladimir Luxuria (RC-SE), Andrea MARTELLA (Ulivo), Mauro DEL BUE (DC-PS), Fabio GARAGNANI (FI) e Vito LI CAUSI (Pop-Udeur).


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Pietro FOLENA, presidente, propone di sospendere brevemente la seduta e di passare all'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 181 del 2006, sul quale la Commissione è chiamata ad esprimere il parere di competenza alla Commissione affari costituzionali.

La Commissione concorda.

La seduta, sospesa alle 13, è ripresa alle 13.10.

Intervengono quindi, per ulteriori considerazioni, i deputati Paola GOISIS (LNP), Antonio RUSCONI (Ulivo), Fulvio TESSITORE (Ulivo), Giuseppe GIULIETTI (Ulivo) e il presidente Pietro FOLENA.

Risponde il Ministro Giovanna MELANDRI, fornendo ulteriori chiarimenti e precisazioni.

Pietro FOLENA, presidente, ringrazia il Ministro Melandri e rinvia il seguito dell'audizione ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.20.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE CONSULTIVA

Martedì 11 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario per l'università e la ricerca Nando Dalla Chiesa.

La seduta comincia alle 13.

Decreto-legge 181/2006: Riordino delle attribuzioni dei ministeri.
C. 1287 Governo (approvato dal Senato).
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato il 6 luglio 2006.

Andrea MARTELLA (Ulivo), relatore, illustra una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame, di cui raccomanda l'approvazione.

Fabio GARAGNANI (FI) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sulla proposta di parere del relatore. Ritiene si tratti di una creazione di nuovi dicasteri o della riproposizione di vecchi, non volta alla razionalizzazione dell'azione di governo ma ad un aumento degli incarichi, con un aggravio degli oneri finanziari a carico dello Stato.

Paola GOISIS (LNP) preannuncia il voto contrario sulla proposta di parere del relatore. Concorda con le considerazioni espresse dal collega Garagnani, sottolineando che il provvedimento in esame complica, invece di semplificare, la struttura del Governo.

Pietro MARCAZZAN (UDC) preannuncia il voto contrario sulla proposta di parere del relatore.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 13.10.

SEDE REFERENTE

Martedì 11 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 14.20.

Equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia.
C. 28 Boato e C. 522 De Simone.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.


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Nicola BONO (AN), intervenendo sull'ordine dei lavori, rappresenta, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, un giudizio fortemente negativo sul decreto-legge relativo al cosiddetto spacchettamento, sul quale la Commissione ha testè approvato un parere favorevole. Si voleva rendere l'azione di Governo più efficace e funzionale alla realizzazione del programma, si è creata invece unicamente una rete di incarichi e deleghe per assecondare l'esigenza di poltrone di una maggioranza variegata. Ricorda infatti che il Governo Prodi vanta ben 102 incarichi, primato assoluto nella storia della Repubblica italiana. Aggiunge che la divisione tra Ministero della pubblica istruzione e dell'università è proprio nel senso opposto a quello di una sua efficace unificazione voluta dal Governo Berlusconi anche per ragioni di economicità. Sottolinea, infine, che se l'attribuzione della delega sul turismo al Ministro Rutelli va nella giusta direzione, ne appare ancora incerto il coordinamento con il dicastero dei beni culturali, che perde tra l'altro anche la competenza sullo sport. Si tratta quindi del solito intervento improvvisato che rende impossibile qualsivoglia intervento a favore dei settori indicati.

Vito LI CAUSI (Pop-Udeur), relatore, ricorda che il provvedimento in esame, di iniziativa parlamentare, è volto ad abrogare l'articolo 1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, che ha recentemente disposto l'equipollenza della laurea in scienze motorie alla laurea in fisioterapia, subordinatamente alla frequenza certificata di un «corso su paziente» da istituire presso le università con un decreto ministeriale; tale decreto, peraltro, non è stato ancora emanato. I due corsi di laurea, di durata triennale, appartenenti rispettivamente alla classe delle lauree in scienze delle attività motorie e sportive (classe 33) e delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione, sono disciplinati - per quanto attiene gli obiettivi formativi qualificanti e le attività formative indispensabili - dal decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca del 4 agosto 2000, recante determinazione delle 42 classi delle lauree universitarie (di primo livello) e dal decreto 2 aprile 2001, adottato di concerto dal ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica con il ministro della sanità, recante le classi dei corsi di laurea per le professioni sanitarie. Sottolinea che la norma introdotta dal decreto-legge ha posto diverse questioni.
Evidenzia, in particolare, che il citato articolo 1-septies del decreto-legge n. 250 del 2005 interviene con una norma di dettaglio sull'esercizio delle professioni sanitarie; tale materia è stata recentemente disciplinata, oltre che dalla legge n. 43 del 2006, che ne prevede la regolazione mediante accordi sanciti in sede di Conferenza Stato-Regioni, anche dalla recente direttiva europea 2005/36/CE.
Aggiunge che, peraltro, la norma, a parte il superamento di un «corso su paziente», di cui non si specifica né la natura né la durata, non introduce alcun requisito, quali ad esempio il superamento dell'esame d'ingresso nell'ambito di una programmazione, la valutazione dei crediti formativi, la frequenza e il superamento del tirocinio triennale, che ritiene importanti ai fini di una corretta programmazione dei corsi universitari e del relativo accesso alle professioni, in una materia particolarmente delicata quale la salute dei cittadini.
Segnala poi che già il precedente governo, nella persona del sottosegretario dell'università e della ricerca, senatrice Siliquini, aveva costituito un tavolo tecnico sulla questione dell'equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie a quello in fisioterapia, ritenendo i due percorsi formativi diversi e la previsione dell'equipollenza «una risposta sbagliata» alla pur condivisibile esigenza di assicurare ai laureati in scienze motorie adeguati sbocchi professionali, che peraltro condivide pienamente.
A tal proposito, intende precisare che, pur essendo vero che i piani di studio di entrambe le lauree presentano percorsi formativi diversi, che hanno, però, rilevanti


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analogie; anche, i docenti di varie discipline, di entrambi i corsi di laurea, sono esattamente gli stessi.
Ricorda innanzitutto che gli istituti superiori di educazione fisica in Italia sono stati sostituiti con corsi di laurea in scienze motorie tenuti dalle facoltà di Medicina e Chirurgia, a norma dell'articolo 17, comma 115, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
Aggiunge, altresì, che tra le attività formative della classe delle lauree in scienze motorie, non è previsto specificatamente l'esercizio pratico ma si richiede l'esistenza di competenze relative alla gestione di attività motorie a carattere «adattativo», finalizzandole allo sviluppo, al mantenimento e al recupero delle capacità motorie e del benessere psico-fisico.
Rileva quindi che oggi la riabilitazione ha un ruolo rilevante perché la richiesta di prestazioni cresce con il mutare dei dati epidemiologici della popolazione ed è cambiata anche l'attenzione per le fasce fragili, gli anziani, i bambini, i diversamente abili. L'articolo 5 della legge 43 del 2006 prevede la possibilità di individuare nuove professioni sanitarie, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Piano Sanitario Nazionale o nei Piani Sanitari Regionali, che non trovino rispondenza in professioni già riconosciute.
Ritiene che non sfugga a nessuno che l'esercizio fisico regolare e controllato ha una notevole efficacia nelle patologie cardiovascolari e cerebrovascolari, in quelle osteoarticolari, in particolare l'osteoporosi, in quelle metaboliche, come il diabete, come prevenzione sia primaria che secondaria.
Evidenzia che fisioterapisti e laureati in scienze motorie devono poter condividere alcuni aspetti della loro formazione e mettere da parte le tendenze corporative e garantire al cittadino le migliori prestazioni professionali. Fa notare, inoltre, che le competenze professionali del fisioterapista sono quelle di attuare protocolli che prevedono un importante utilizzo di terapie manuali (massaggi, mobilità passiva); sviluppare protocolli che necessitano dell'utilizzo di apparecchiature di energia fisica di tipo semplice e complesso in presenza della figura medica specialistica ovvero del fisiatra, quali laser, ultrasuoni, ionoforesi. Al contrario, rileva che le competenze professionali del laureato in scienze motorie sono quelle di attuare protocolli di adattamento fisiologico attraverso la prescrizione e la pratica di esercizi di mobilità attiva, anche per categorie quali i cardiopatici, diabetici, obesi gravi; esercizi fatti svolgere anche con macchinari volti agli adattamenti muscolari (macchine isotoniche, isocinetiche) e con macchinari volti all'allenamento cardiovascolare.
Sottolinea quindi che, in conclusione, sono tipici di entrambi i protocolli di attività che possono essere svolti secondo modalità attiva o passiva, a seconda dei casi e delle situazioni e che comunque non richiedono un diretto contatto manuale tra terapista e paziente; protocolli di valutazione e rieducazione degli schemi motori e delle capacità motorie come propriocezione, ginnastica posturale e adattiva. Ribadisce quindi che non ci sono differenze nette fra i due corsi di laurea. Il corso di laurea a scienze motorie prevede materie che vanno dall'anatomia alla fisiologia, dalla neurologia a malattie dell'apparato locomotore, alla medicina fisica e riabilitativa, medicina interna, medicina legale, reumatologia, patologia clinica e altre ancora che indubbiamente contribuiscono a formare una figura professionale esperta anche nel campo sanitario.
Nel campo delle scienze motorie la preparazione, anche quella degli istituti superiori di educazione fisica, è sempre stata di grado universitario, mentre per l'ottenimento del diploma di terapista della riabilitazione era sufficiente il possesso, prima, della licenza di scuola media inferiore, poi del biennio di scuola superiore e soltanto adesso la figura del fisioterapista raggiunge il grado universitario.
Alla luce delle considerazioni sopra esposte raccomanda, pertanto, che la Commissione approvi al più presto il provvedimento in questione. Nel corso dell'esame parlamentare occorrerà poi valutare


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le azioni da intraprendere per assicurare ai tanti giovani laureati in scienze motorie adeguati sbocchi professionali, anche attraverso l'inserimento degli stessi nel settore delle professioni sanitarie.

Pietro FOLENA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.35.

AUDIZIONI

Martedì 11 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi

La seduta comincia alle 20.35.

Seguito dell'audizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con delega per l'editoria, Ricardo Franco Levi, su questioni attinenti la materia dell'editoria.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e rinvio).

Pietro FOLENA, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata, oltre che mediante impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.

Intervengono, sull'ordine dei lavori, i deputati Nicola BONO (AN), a più riprese, Andrea COLASIO (Ulivo), Fabio GARAGNANI (FI), Emerenzio BARBIERI (UDC), Alba SASSO (Ulivo) e Antonio RUSCONI (Ulivo), ai quali risponde, a più riprese, il presidente Pietro FOLENA.

Intervengono per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Giorgio LAINATI (FI), Alba SASSO (Ulivo), Nicola BONO (AN) e il presidente Pietro FOLENA.

Interviene per alcune precisazioni il sottosegretario Ricardo Franco LEVI.

Pietro FOLENA, presidente, ringrazia il sottosegretario Ricardo Franco Levi e rinvia il seguito dell'audizione ad altra seduta.

La seduta termina alle 21.40.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.