VII Commissione - Resoconto di marted́ 18 luglio 2006


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AUDIZIONI INFORMALI

Martedì 18 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il Ministro dell'università e della ricerca Fabio Mussi.

Seguito dell'audizione di rappresentanti delle associazioni di professori universitari e di dottori di ricerca in ordine alle problematiche connesse all'accesso alla carriera universitaria.

L'audizione informale è stata svolta dalle 10.15 alle 11.35.

AUDIZIONI

Martedì 18 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il Ministro dell'università e della ricerca Fabio Mussi.

La seduta comincia alle 11.35.


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Seguito dell'audizione del Ministro dell'università e della ricerca, Fabio Mussi, sulle linee programmatiche del suo dicastero.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e rinvio).

Interviene il deputato Nicola BONO (AN), sull'ordine dei lavori, al quale risponde il presidente Pietro FOLENA.

Pietro FOLENA, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata, oltre che mediante impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.

Interviene per porre domande e formulare osservazioni il deputato Emerenzio BARBIERI (UDC), al quale risponde per alcune precisazioni il ministro Fabio MUSSI.

Dopo ulteriori considerazioni del deputato Emerenzio BARBIERI (UDC), intervengono per formulare domande e osservazioni i deputati Nicola TRANFAGLIA (Com.It), Valentina APREA (FI), Fulvio TESSITORE (Ulivo), Nicola BONO (AN), Titti DE SIMONE (RC-SE), Paola GOISIS (LNP) e il presidente Pietro FOLENA.

Interviene quindi sull'ordine dei lavori il deputato Fabio GARAGNANI (FI), al quale risponde il presidente Pietro FOLENA.

Il presidente Pietro FOLENA rinvia quindi il seguito dell'audizione del Ministro Mussi ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.35.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

RISOLUZIONI

Martedì 18 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il vice ministro per l'istruzione, Mariangela Bastico.

La seduta comincia alle 13.35.

7-00017: Su interventi a favore dei docenti precari, in relazione al buon funzionamento della scuola.
(Discussione e rinvio).

La Commissione inizia la discussione della risoluzione in titolo.

Titti DE SIMONE (RC-SE) illustra la risoluzione di cui è prima firmataria, rilevando che si è principalmente tenuto conto delle indicazioni emerse nel corso delle audizioni informali di rappresentanti delle associazioni di insegnanti precari svolte dalla Commissione cultura nella seduta del 15 giugno 2006. Aggiunge che il precariato nella scuola ha ormai raggiunto livelli critici che, in assenza di radicali interventi correttivi, sarebbero destinati a crescere ulteriormente, con gravissimo danno sia per i diritti di decine di migliaia di precari, sia per la stessa funzionalità del sistema scolastico pubblico.
Ritiene in questo senso opportuno che il Governo, insieme al Parlamento, sia in grado di definire un percorso costruttivo in grado di ridare serenità al mondo della scuola. Ricorda a questo proposito che le dimensioni del fenomeno del precariato hanno conosciuto una crescita esponenziale nella passata legislatura a causa del blocco, totale o parziale del turn over e della politica di tagli indiscriminati agli organici del personale portata avanti dal precedente Governo. È necessario quindi dare un segnale di discontinuità con il passato anche in considerazione del fatto che il numero di immissioni in ruolo programmato dal precedente Governo è del tutto insufficiente a garantire le ordinarie esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche ed è, ancora una volta,


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di gran lunga inferiore al numero di posti e cattedre resi liberi dai pensionamenti, sia per il prossimo anno scolastico, sia a maggior ragione per quelli successivi, nei quali è previsto l'avvio del pensionamento di una intera generazione di docenti. Nel richiamare quindi integralmente gli elementi evidenziati in premessa alla risoluzione di cui è prima firmataria, ribadisce l'impegno al Governo ad incrementare significativamente e progressivamente il numero di immissioni in ruolo previsto, tenendo conto dei massicci pensionamenti già in atto, nonché a predisporre un piano straordinario di assunzioni in considerazione dei posti vacanti, e disponibili nell'arco di un triennio, intervenendo anche sui criteri di definizione degli organici in relazione alle reali esigenze di funzionamento delle scuole. Ritiene inoltre opportuno richiamare il rappresentante del Governo ad adottare le necessarie iniziative idonee, in modo che, prima dell'inizio delle operazioni di conferimento delle supplenze per il prossimo anno scolastico, sia abrogata la lettera h), del punto B.3 della tabella di valutazione dei titoli, allegata alla legge 143 del 2004, nonché sia eliminata la possibilità di valutare master, corsi di perfezionamento e di specializzazione o, almeno, ne sia limitato fortemente il numero. Sottolinea, inoltre, la necessità di predisporre con la massima urgenza un provvedimento che delegifichi la suddetta tabella di valutazione e ne riconduca la definizione ad un atto amministrativo in modo tale che, fermo quanto indicato al punto C, siano fissati i riferimenti generali, assumendo il principio che deve essere fortemente valorizzato il servizio prestato sullo specifico insegnamento per il quale si concorre.

Antonio PALMIERI (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, riterrebbe opportuno procedere ad un approfondimento della discussione della risoluzione in titolo, eventualmente consentendo al rappresentante del Governo di esprimere le proprie valutazioni al riguardo, per rinviarne ad altra seduta il seguito.

Fabio GARAGNANI (FI) concorda con la proposta del deputato Palmieri, ritenendo opportuno ascoltare la posizione del rappresentante del Governo sulla risoluzione in discussione, soprattutto alla luce delle indicazioni fornite su questo tema dal Ministro Fioroni nel corso della risposta fornita nel seguito della sua audizione svolta il 13 luglio scorso in Commissione.

Emerenzio BARBIERI (UDC) concorda con l'esigenza di acquisire la posizione del Governo sulla risoluzione in titolo, rinviando il seguito della discussione ad altra seduta.

Il presidente Pietro FOLENA assicura che, anche in considerazione dei lavori della Commissione e agli impegni del rappresentante del Governo, dopo le indicazioni fornite dal vice ministro Bastico, il seguito della discussione della risoluzione in titolo sarà rinviato ad altra seduta.

Il vice ministro Mariangela BASTICO dichiara preliminarmente di condividere nella sostanza i contenuti della risoluzione in titolo e di confermare la valutazione già data dal Ministro Fioroni, che ha qualificato la situazione del precariato nella scuola come una vera e propria emergenza. Con riferimento agli impegni richiesti alle lettere a) e b) della risoluzione in discussione, procede quindi all'illustrazione dei provvedimenti attivabili dal Governo, tenuto conto del quadro normativo di riferimento, che è rappresentato dalla legge n. 143 del 2004 e dal relativo decreto di attuazione. Fa presente che, conformemente alla citata normativa ed al relativo piano triennale di assunzioni, il Ministro della pubblica istruzione ha firmato il decreto di assunzione a tempo indeterminato di 20 mila docenti e di 3.500 unità di personale ATA da immettere in ruolo il prossimo 1o settembre. Rileva, tuttavia, che ritenendo il numero delle immissioni in ruolo programmato dal precedente Governo del tutto insufficiente, si è altresì avanzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero dell'economia e


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delle finanze una richiesta di autorizzazione all'assunzione di ulteriori 20 mila unità di personale docente e di 3.500 unità di personale ATA per l'anno scolastico 2006/2007, in aggiunta a quelle già autorizzate per il medesimo anno scolastico.
Auspica a tale proposito la piena collaborazione di tutte le forze politiche presenti in Commissione volta a procedere con maggiore forza in direzione della progressiva eliminazione del precariato nella scuola. Sottolinea, inoltre, che è allo studio del ministero anche un piano pluriennale a medio termine, che potrebbe avere la durata di tre o di cinque anni, per la realizzazione di interventi finalizzati alla stabilizzazione progressiva degli insegnanti precari su posti disponibili e su quelli che si libereranno per effetto dei massicci pensionamenti in atto e di quelli ancor più consistenti che fondatamente si prevedono per il futuro. Precisa, inoltre, che il più stretto collegamento tra pensionamenti e nuove assunzioni, attuato nel quadro di linee programmatiche ben definite, potrebbe consentire non solo il raggiungimento dell'obiettivo dell'incremento del numero di docenti non precari, ma anche la realizzazione di consistenti vantaggi economici di carattere generale.
Aggiunge quindi che il Governo intende agire sui criteri di costituzione e assegnazione degli organici, anche attraverso l'ampliamento delle aree disciplinari di riferimento, e su una più razionale gestione delle supplenze brevi da parte delle autonomie scolastiche, in modo da avviare a soluzione il problema della riproduzione ed espansione del fenomeno del precariato. Precisa quindi, con riferimento specifico agli impegni richiesti alle lettere c) e d) della risoluzione - riguardanti la richiesta di abrogazione delle norme che prevedono il raddoppio del punteggio per il servizio prestato nelle scuole di montagna, la richiesta di abrogazione delle disposizioni che prevedono la valutazione di master e di corsi di perfezionamento, nonché la richiesta di delegificazione della tabella di valutazione - che interventi di modifica della tabella di valutazione dei titoli delle graduatorie permanenti devono essere adottati per legge, giacché la tabella in questione è stata approvata con la legge n. 143 del 2004 ed interpretata dalla legge n. 186 del 2004. Sottolinea al riguardo che la fonte legislativa della tabella impedisce l'accoglimento della richiesta di procedere agli interventi modificativi prima dell'inizio delle operazioni di conferimento delle supplenze per il prossimo anno scolastico, in quanto la medesima graduatoria permanente, a norma di legge, è utilizzata tanto per le immissioni in ruolo quanto per il conferimento delle supplenze annuali. Precisa altresì che la graduatoria permanente viene integrata e aggiornata ogni due anni e che quella vigente si riferisce agli anni scolastici 2005/2006 e 2006/2007.
Evidenzia quindi che le procedure di assunzione in ruolo per l'anno scolastico 2006/2007 sono state già avviate in base al decreto ministeriale n. 50 del 30 giugno 2006 e che, pertanto, non sembra possibile prevedere interventi sulla graduatoria permanente che abbiano una portata limitata al conferimento delle supplenze, considerato che le nomine in ruolo devono essere conferite entro il 31 luglio 2006, mentre le supplenze annuali devono essere avviate dai Centri servizi amministrativi, entro il 31 luglio, ovvero entro il 31 agosto da parte dei dirigenti scolastici, come previsto dalla legge n. 333 del 2001. Al riguardo osserva che interventi legislativi in materia, se anche sussistessero i tempi tecnici per la loro adozione, richiederebbero una serie di adempimenti di portata tanto ampia da pregiudicare verosimilmente l'ordinato avvio del prossimo anno scolastico.
Aggiunge quindi, con riferimento alla richiesta di abrogazione della lettera h) della tabella, concernente il raddoppio del punteggio per il servizio prestato nelle scuole di montagna, su cui pende tra l'altro un giudizio di legittimità costituzionale, che il Governo è favorevole all'abrogazione della norma in questione. Si tratta infatti di una disposizione che ha fatto insorgere numerose difficoltà applicative, tanto che in sede di conversione del decreto-legge n. 210 del 2006 l'Esecutivo ha


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accolto come raccomandazione un ordine del giorno in tal senso. Evidenzia, d'altra parte come lo sviluppo della rete stradale, del sistema dei trasporti pubblici e della motorizzazione privata, abbiano di fatto eliminato la gran parte delle condizioni di disagio che giustificavano l'attribuzione di benefici a chi prestava servizio nelle scuole di montagna al momento dell'emanazione della legge n. 90 del 1957. Ribadisce quindi che il Governo è favorevole alla delegificazione della tabella di valutazione, che ne riconduca la definizione ad un atto amministrativo in quanto, in tal modo, sarebbe più agevole rimodulare la tabella stessa in base alle esigenze che via via si manifestino, senza attendere i tempi necessariamente meno brevi per apportare modifiche apportate in via legislativa. Rileva inoltre come, in tale contesto, potranno essere effettuati le valutazioni necessarie per limitare il lamentato eccessivo peso del punteggio per l'abilitazione conseguita presso le Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario, il punteggio per i master e i corsi di perfezionamento e il punteggio per il servizio prestato nelle scuole di montagna, nonché gli approfondimenti volti a razionalizzare il sistema, riconducendo le posizioni degli interessati nell'ambito di un equilibrato quadro di riferimento.
In ordine infine all'equiparazione del servizio prestato nelle scuole paritarie e private a quello prestato nelle scuole statali, ricorda come la legge n. 333 del 2001 preveda che, a decorrere dall'anno scolastico 2002/2003, il servizio prestato dall'1 settembre 2000 nelle scuole paritarie sia valutato nella stessa misura prevista per quello prestato nelle scuole statali, quale naturale sviluppo dei principi insiti nella legge n. 62 del 2000 sulla parità scolastica. Preannuncia, quindi, che il Governo non intende apportare modifiche in tal senso.

Fabio GARAGNANI (FI) chiede al vice ministro Bastico di chiarire ulteriormente la posizione del Governo in ordine ai singoli impegni previsti nella risoluzione.

Il vice ministro Mariangela BASTICO ribadisce di condividere il contenuto della risoluzione con riferimento agli impegni di cui alle lettere a), b) e d). Quanto all'impegno di cui alla lettera c), ribadisce che lo stesso non può essere accolto, non sussistendo i tempi tecnici per operare le modifiche richieste in via legislativa e propone, quindi, che il testo della risoluzione sia conseguentemente riformulato.

Pietro FOLENA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.10.

SEDE CONSULTIVA

Martedì 18 luglio 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca Nando Dalla Chiesa.

La seduta comincia alle 14.10.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2005.
C. 1253 Governo.

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2006.
C. 1254 Governo.

Tabella 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Limitatamente alle parti di competenza).

Tabella 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Tabella 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali.
(Relazione alla V Commissione).
(Rinvio dell'esame congiunto).

Pietro FOLENA, presidente, propone di rinviare l'esame del provvedimento in titolo alla seduta di domani.

La Commissione concorda.


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Sui lavori della Commissione.

Nicola BONO (AN), in considerazione del fatto che la Commissione è convocata ininterrottamente dalle 10 della mattina odierna, riterrebbe opportuno rinviare alla seduta di domani anche l'esame del Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2007-2011.

Emerenzio BARBIERI (UDC) concorda con la proposta del deputato Bono, volta anche a favorire la costruzione di un confronto leale e sereno fra tutte le forze politiche della Commissione.

Fabio GARAGNANI (FI) condivide la proposta di rinvio formulata dai colleghi e si associa alle considerazioni testé svolte dal deputato Barbieri.

Antonio RUSCONI (Ulivo), in considerazione dei tempi particolarmente ristretti dei quali dispone la Commissione per esprimere il parere sul Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2007-2011, già fissati per la giornata di domani, 19 luglio 2006, rappresenta il timore che il rinvio del relativo esame alla seduta di domani possa pregiudicare l'espressione del parere entro i termini programmati. Non vorrebbe peraltro che la richiesta di rinvio fosse giustificata da meri fini ostruzionistici. Propone, pertanto, di incardinare nella seduta odierna l'avvio dell'esame del DPEF, tramite l'illustrazione della relativa relazione, e di rinviarne a domani il seguito con la votazione della proposta di parere che formulerà.

Antonio PALMIERI (FI) concorda con la proposta avanzata dal deputato Rusconi, sottolineando peraltro che la richiesta di rinvio non aveva alcuno scopo ostruzionistico.

Pietro FOLENA, presidente, in considerazione della necessità di esprimere il parere sul DPEF alla Commissione bilancio entro la giornata di domani, mercoledì 19 luglio 2006, valuta positivamente la proposta del deputato Rusconi.

Paola GOISIS (LNP), pur concordando con la proposta del deputato Rusconi, tiene a sottolineare l'esigenza di consentire ai componenti della Commissione di partecipare in modo adeguato e non congestionato ai lavori parlamentari.

Emerenzio BARBIERI (UDC), pur ribadendo la necessità di pervenire alla costruzione di un dialogo costruttivo più sul piano personale che politico tra alcuni componenti della Commissione, accede alla proposta del deputato Rusconi, allo scopo di consentire l'espressione del parere da parte della Commissione nei termini indicati.

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2007-2011.
Doc. LVII, n. 1.
(Parere alla V Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Antonio RUSCONI (Ulivo), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il proprio parere alla Commissione Bilancio sul documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2007-2011 e, prima di analizzare nel dettaglio gli ambiti di competenza propri della Commissione, si sofferma brevemente su alcuni aspetti del quadro generale delineato dal documento in esame. Con riferimento al quadro economico, il DPEF 2007-2011 stima, per il 2006, una


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crescita del PIL reale in Italia dell'1,5 per cento, una leggera riduzione del tasso di disoccupazione (7,6 per cento, rispetto al 7,7 per cento del 2005), un tasso di inflazione del 2,2 per cento. Rileva che per il 2007 la crescita programmata del PIL è pari all'1,2 per cento, mentre il tasso di inflazione programmata è fissato al 2 per cento. Per quanto concerne gli anni successivi, le politiche economiche dovrebbero esplicare effetti positivi sulla crescita del PIL in termini reali, con un aumento di 0,3 punti percentuali nel quadro programmatico rispetto al tendenziale nel 2008 (1,5 a fronte di 1,2) e di 0,4 punti percentuali negli anni successivi fino al 2011 (1,6 a fronte di 1,2 nel 2009 e 1,7 a fronte di 1,3 nel 2010 e 2011).
Quanto al quadro di finanza pubblica, per il 2006, ricorda che il DPEF rivede l'obiettivo di indebitamento netto, fissandolo al 4 per cento del PIL. Per quanto attiene al rapporto debito pubblico/PIL, la previsione per il 2006 passa dal 108,3 per cento, stimato dalla Relazione trimestrale di cassa dell'aprile scorso, al 107,7 nelle nuove previsioni del DPEF 2007-2011, segnando comunque un peggioramento rispetto al valore di consuntivo per il 2005 (106,4 per cento). Secondo le indicazioni fornite nel DPEF, il quadro programmatico dell'intero periodo 2007-2011 confermerebbe l'impegno del Governo ad un risanamento strutturale delle finanze pubbliche, in linea con gli impegni presi con l'Unione europea in occasione della procedura per disavanzo eccessivo nei confronti dell'Italia. Di conseguenza, rispetto all'andamento tendenziale (che indica un indebitamento netto al 4,1 per cento), il DPEF fissa per il 2007 un obiettivo programmatico di indebitamento netto pari al 2,8 per cento del PIL, con un recupero dell'ordine dell'1,3 per cento del PIL rispetto al valore tendenziale, scendendo così al di sotto della soglia del 3 per cento.
Aggiunge che per quanto concerne il rapporto debito pubblico/PIL, il quadro programmatico presentato dal Governo prevede che nel 2007 il rapporto torni a scendere, rispetto alle stime per il 2006, dal 107,7 al 107,5 per cento, con un recupero sull'andamento tendenziale di 1 punto di PIL. Per il 2008, l'obiettivo di indebitamento netto è fissato al 2,2 per cento, con un recupero di circa l'1,9 per cento del PIL rispetto al tendenziale. Nel triennio successivo la riduzione dell'indebitamento netto proseguirà fino a raggiungere una situazione prossima al pareggio (-0,1 per cento) nel 2011. In corrispondenza con la riduzione dell'indebitamento netto, dovrebbe registrarsi, a livello programmatico, un netto incremento dell'avanzo primario fino al 4,9 per cento nel 2011. evidenzia quindi che il rapporto debito pubblico/PIL continuerà a scendere al 107,0 per cento nel 2008, al 105,1 nel 2009, al 102,6 nel 2010 e al 99,7 nel 2011. Sottolinea che la riduzione del debito dovrà essere realizzata prevalentemente attraverso l'aumento dell'avanzo primario, essendo invece da considerarsi limitato il contributo aggiuntivo che potrebbe derivare dai proventi delle privatizzazioni realizzabili nel periodo considerato.
Per quanto concerne i profili di interesse della Commissione cultura, ricorda che il Documento di programmazione economica e finanziaria reca una serie di richiami specifici alle politiche nei settori dell'istruzione e della formazione, dell'università e della ricerca, nonché dei beni culturali, le cui politiche di valorizzazione vengono trattate in stretta connessione con quelle del turismo.
Ricorda al proposito che in linea generale, il documento evidenzia la necessità di porre mano ad una riqualificazione della spesa pubblica per poter destinare più risorse, tra l'altro, alla ricerca e alla valorizzazione della cultura; viene inoltre sottolineato che i previsti interventi strutturali sulle principali voci di spesa del sistema pubblico non intendono impoverire la fornitura di beni primari, tra cui rientra l'istruzione. Al contrario, evidenzia che secondo quanto emerge dal documento, solo nel contesto di una finanza pubblica sana lo stato e i poteri locali possono assicurare - in maniera finanziariamente sostenibile nel tempo - la loro funzione economica e sociale. Con riferimento al settore istruzione, università e


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ricerca, sottolinea che tra gli obiettivi delle politiche rivolte alla crescita, e coerentemente con la strategia europea fissata nel marzo 2000 dall'agenda di Lisbona, il documento indica in primo luogo, il sostegno all'investimento in capitale umano attraverso una migliore formazione e organizzazione professionale e universitaria; un incremento delle spese destinate alla ricerca e sviluppo; un utilizzo diffuso di tecnologie della informazione e della comunicazione. Evidenzia che in tale ambito, tra gli interventi previsti, il documento indica la riforma del sistema di incentivi a livello universitario e, compatibilmente con il quadro di finanza pubblica, il sostegno alle attività di ricerca e sviluppo, alla collaborazione tra imprese e università e centri di ricerca, alla promozione dei processi innovativi. Aggiunge che in tal senso, il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, in corso di conversione, ha già realizzato due interventi di particolare rilevanza a favore degli investimenti in nuove tecnologie, dello sviluppo e della ricerca delle imprese, tra cui una maggiore deducibilità delle quote di ammortamento sul costo dei brevetti industriali, del know how e dell'utilizzazione delle opere dell'ingegno ed il trattamento fiscale più favorevole per le spese relative a studi e ricerche di sviluppo.
Ricorda quindi che la qualità della spesa dovrebbe essere resa più produttiva attraverso un rafforzamento della competizione fra sedi universitarie e l'introduzione di una gestione del sistema universitario che premi maggiormente il merito dei docenti e la ricerca di qualità. La semplificazione e il riordino del sistema di incentivi può costituire uno strumento per favorire, anche attraverso un sistema di crediti di imposta, l'investimento privato in ricerca e sviluppo, senza costi aggiuntivi per il bilancio. Rileva d'altra parte che lo sviluppo del capitale umano va assicurato fin dai primi livelli del processo educativo; nonostante investimenti in istruzione, formazione e ricerca universitaria - nel periodo 1994/2003 - pari al 4,8 per cento del PIL, un ammontare annuo di ore dedicate all'istruzione tra i più elevati in Europa e costi complessivi - spesa per studente, rapporto studenti/docenti - altrettanto elevati, il confronto con gli altri Paesi dell'area UE vede l'Italia in una posizione di svantaggio per quanto riguarda la conoscenza e la professionalità acquisita dagli studenti alla fine della scuola obbligatoria.
Evidenzia quindi che il processo di riforma degli ordinamenti scolastici intende colmare questo divario e soprattutto consentire anche a coloro che non intraprendono gli studi superiori di acquisire una preparazione tecnica e generale adeguata. Sottolinea perciò che l'azione del governo sarà quindi volta al potenziamento del diritto allo studio, attraverso l'estensione progressiva dell'obbligo scolastico; il miglioramento delle funzionalità e delle autonomie scolastiche; la messa a norma del patrimonio edilizio e l'incentivazione all'utilizzo pomeridiano degli edifici. Precisa che in tale contesto, il governo intende altresì affrontare il problema del precariato nella scuola, con un impegno di programmazione di piani per assunzione in ruolo, la cui prima attuazione ha previsto una prima immissione in ruolo di 23.500 persone, di cui 20.000 docenti. Tra le azioni principali da realizzare nell'ambito delle politiche per l'equità, ricorda al proposito che il documento indica, tra l'altro, il rilancio della politica abitativa a sostegno dei giovani studenti fuori sede, da realizzarsi mediante interventi di edilizia residenziale pubblica finalizzati ad una locazione agevolata volta a promuovere la mobilità sul territorio degli studenti universitari. Con riguardo, invece, alle politiche per il Mezzogiorno, il governo intende destinare le risorse addizionali disponibili, anche attraverso i canali comunitari, al miglioramento della qualità dello studio e dell'insegnamento, per il tramite di progetti che coinvolgano tutte le parti, gli studenti, gli insegnanti e il sistema produttivo locale.
Sottolinea quindi che pur riconoscendo i progressi conseguiti in tema di minore dispersione scolastica, il documento segnala come i livelli di competenza degli studenti, indipendentemente dalle condizioni


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economico-sociali della famiglia, siano molto più bassi che nelle altre aree territoriali e individua la necessità di sostenere la ricerca, da parte sia dell'operatore pubblico sia di quello privato. Tra le strategie per la competitività e il riequilibrio territoriale, il documento individua lo sviluppo dei circuiti della conoscenza, da realizzare mediante interventi per la qualificazione delle risorse umane e delle competenze. Si propone un aumento dell'impegno finanziario in tema di istruzione rispetto a quello destinato negli anni 2000-2006 al Programma nazionale sulla scuola, nonché degli interventi di formazione finalizzati all'apprendimento lungo l'arco della vita.
Aggiunge, per completezza, che le risorse nel campo della ricerca e dell'innovazione saranno indirizzate, con criteri meritocratici a tre linee di intervento finanziamento di centri d'eccellenza di standard internazionale presenti nel territorio meridionale; meccanismi di «mediazione» tra ricerca e mondo imprenditoriale in grado di valorizzare in termini di innovazione e di produttività i progressi della ricerca nazionale; trasformazione della conoscenza in applicazioni produttive, anche valorizzando il ruolo delle tecnologie dell'informazione come fattore essenziale di innovazione.
Quanto al settore beni culturali e turismo, segnala che il Governo considera l'investimento nella cultura tra i compiti prioritari poiché riguarda un fattore principale dell'identità nazionale nonché un elemento significativo per la crescita economica. Aggiunge che l'Esecutivo intende ripristinare gradualmente le risorse finanziarie occorrenti, da una parte rafforzando il contributo dei privati alla tutela e valorizzazione del patrimonio, con forme rinnovate di incentivazione; dall'altra, provvedendo al rifinanziamento del Fondo unico per lo spettacolo, peraltro già in parte realizzato con il decreto legge 223 del 2006 che ha stanziato 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008. In tale contesto, si prospettano interventi volti a rendere più efficienti le spese di gestione e di investimento accompagnati da una riforma dei criteri di finanziamento del cinema e dello spettacolo dal vivo. Ricorda, al riguardo, che il documento dà conto dell'istituzione di una commissione tecnica tra il ministero per i beni e le attività culturali e il ministero dell'economia e finanze per studiare e proporre strumenti volti al reperimento di nuove risorse per il settore.
Aggiunge che nel settore del turismo, infine, il documento in esame intende garantire nel tempo un indirizzo strategico all'attività dell'Esecutivo rispetto ad un settore economico esposto fortemente alla competizione internazionale, mediante un più efficace raccordo con le regioni nel rispetto delle relative prerogative. Con riferimento specifico al settore della cultura, segnala la proposta del Governo di promuovere la qualificazione dell'offerta sotto il profilo culturale, con una particolare attenzione ai piccoli Comuni e agli itinerari storico-culturali-religiosi.
Si riserva quindi di presentare una proposta di parere nel prosieguo dell'esame.

Pietro FOLENA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.40.