IX Commissione - Resoconto di giovedý 27 luglio 2006

TESTO AGGIORNATO AL 28 LUGLIO 2006


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 27 luglio 2006. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Andrea Annunziata.

La seduta comincia alle 8.35.

DL 223/06: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.
C. 1475 Governo, approvato dal Senato.

(Parere alle Commissioni riunite V e VI).
(Seguito dell'esame e rinvio).


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La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, iniziato nella seduta del 26 luglio 2006.

Davide CAPARINI (LNP), rinviando per la valutazione complessiva sul provvedimento agli interventi che i deputati della sua parte politica svolgeranno nelle commissioni competenti in sede referente, fa presente che le misure per la liberalizzazione e per lo sviluppo della concorrenza a tutela dei consumatori, adottate con il decreto in esame hanno incontrato la prima grande battuta d'arresto nel compromesso raggiunto tra il Ministro delle attività produttive e le categorie dei tassisti, atteso che il governo è stato costretto a fare una vera e propria marcia indietro in tema di liberalizzazione dell'esercizio del servizio di taxi. Le modifiche, nel corso dell'esame presso il Senato, di alcuni punti qualificanti dell'articolo 6, come il cumulo delle licenze, hanno, di fatto, vanificato il contenuto normativo della disposizione, che non appare rispondere alla necessità di fornire risposta alle distorsioni della concorrenza che emergono nella prestazione del servizio di taxi segnalate dall'Autorità per la concorrenza e il mercato. Quanto alla possibile riduzione delle tariffe, l'aumento dell'offerta del servizio potrebbe essere positivo, anche se rimangono delle perplessità legate alla circostanza che le tariffe stesse continuano ad essere amministrate dall'autorità pubblica. L'articolo 7 prevede invece che l'autenticazione degli atti aventi ad oggetto la vendita di beni mobili registrati possa essere richiesta anche agli uffici comunali e ai titolari degli sportelli telematici dell'automobilista, i quali sono tenuti a rilasciarla gratuitamente. Fa presente in proposito che è stato il precedente governo di centro-destra a proporre per la prima volta una simile procedura di snellimento dell'apparato burocratico relativo al settore automobilistico, nel quadro di una serie di provvedimenti finalizzati, nel complesso, a restituire una maggiore competitività al settore automobilistico. La sua forza politica, in particolare, ha sempre sostenuto la necessità di riformare, rendendolo maggiormente competitivo, il sistema burocratico relativo al settore automobilistico e, durante la scorsa legislatura, ha più volte sollecitato il governo ad adottare gli atti necessari a procedere quanto prima alla riforma del settore. Tuttavia la disposizione in esame desta perplessità in quanto individua una sfera meno ampia di soggetti incaricati di svolgere in forma gratuita l'autenticazione degli atti in questione. Passa quindi all'articolo 12, facendo presente che il comma 1 stabilisce che i comuni possano affiancare al servizio di trasporto di linea passeggeri sulle tratte in ambito comunale e intercomunale sulle quali possono operare soggetti privati in possesso dei necessari requisiti. Gli operatori privati possono fissare autonomamente orari e tariffe relativi al servizio offerto, senza oneri di servizio pubblico, restando quindi esclusi da ogni forma di sussidio pubblico. A tale proposito rileva come il precedente governo di centro-destra, con l'ultima manovra finanziaria, aveva avviato una importante riforma del settore del trasporto pubblico locale, creando i presupposti per l'apertura alla concorrenza, introducendo, in particolare, una parziale privatizzazione del settore che si sarebbe dovuta realizzare attraverso la cessione, mediante procedure ad evidenza pubblica, di una quota del capitale sociale o del servizio esercito in favore di soggetti privati. Ritiene comunque che la semplice competizione con gli operatori privati non sia in grado di risolvere i problemi del settore, attesa la necessità di procedere ad una riforma più ampia e organica, in grado di rimuovere tutti gli ostacoli di natura strutturale che fino ad oggi hanno impedito al comparto di operare con efficienza e competitività. Riconosce in proposito al relatore di avere correttamente evidenziato, nella relazione introduttiva, che la norma in esame non chiarisce quali siano i requisiti tecnico professionali che i soggetti devono possedere per poter erogare il servizio di trasporto di linea passeggeri, nonché


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quali siano le modalità per l'individuazione dei nuovi soggetti chiamati ad erogare il servizio di trasporto. A tale proposito, lamenta le difficoltà, per la Commissione, di potere concretamente incidere sui predetti punti problematici, attesa la vera e propria «blindatura» che sembra caratterizzare il provvedimento. Segnala quindi i possibili profili di incostituzionalità connessi al mancato riferimento alla normativa regionale in materia di trasporto pubblico locale. Non appare altresì chiaro l'obiettivo che si intende perseguire attraverso la disposizione contenuta nel comma 2 dello stesso articolo 12, atteso che i comuni, attraverso il piano urbano del traffico, strumento di pianificazione e gestione redatto in base alle disposizioni del codice della strada, già governano le politiche dei trasporti nelle città. Quanto poi all'autorizzazione all'utilizzo di mezzi di rilevazione delle infrazioni fotografici e telematici, che non hanno quindi bisogno della contestazione immediata, ritiene che tale disposizione non offra serie garanzie agli automobilisti che potrebbero rimanere vittime di errori di rilevazione delle infrazioni. L'articolo 16 modifica, al comma 1, la procedura prevista dall'articolo 1, commi 2 e 3 del decreto-legge 21 febbraio 2005 n. 16, relativa all'intervento finanziario predisposto per il rinnovo del 1o biennio del contratto collettivo 2004-2007 del settore del trasporto pubblico locale. L'intervento dello Stato veniva corrisposto alle regioni nell'importo lordo di 60 milioni e poi recuperato sui trasferimenti statali. La norma in questione, invece, prevede che l'intervento dello Stato venga posto direttamente a carico del bilancio statale, al quale dovrà essere aggiunta direttamente dalle regioni la quota a loro carico. Si tratta di una semplificazione delle procedure finanziarie sulla quale non può non dirsi favorevole. Forti perplessità esprime, invece, sul comma 2 del medesimo articolo 16, volto ad escludere dalle regole del patto di stabilità interno le spese in conto capitale effettuate dal Comune di Roma, relative agli interventi per le linee metropolitane della città. Si tratta di una disposizione che, proprio perché evidentemente volta a favorire una singola realtà territoriale e il suo sindaco, non appare per nulla condivisibile. L'articolo 17 prevede, al comma 1, un aumento dei finanziamenti per Ferrovie dello Stato spa, pari a 1.800 milioni di euro per il 2006, ai fini della prosecuzione degli interventi relativi al sistema alta velocità/alta capacità. Fa presente a tale proposito, che già in occasione dell'ultima legge finanziaria era stato concesso in favore di Ferrovie dello Stato spa un contributo quindicennale di 40 milioni di euro annui, a decorrere dal 2006, per il finanziamento delle attività preliminari ai lavori di costruzione delle linee alta velocità/alta capacità Milano-Genova e Milano-Verona, incluso il nodo di Verona. Il parere su tale disposizione è comunque favorevole. Così come concorda sull'opportunità di fornire ad Anas spa un contributo finanziario aggiuntivo. Chiede tuttavia al governo quali siano, a tale ultimo proposito, le opere interessate da tale finanziamento. L'articolo 17-bis, introdotto durante l'esame del provvedimento al Senato, aumenta i limiti di spesa che le autorità portuali possono sostenere per gli anni 2006 e 2007, in deroga alle regole del patto di stabilità interno. Sul punto, pur precisando che la sua parte politica è stata sempre contraria al finanziamento delle autorità portuali, precisa comunque che le maggiori risorse in tal modo spendibili sono destinate al finanziamento delle infrastrutture portuali. Conclusivamente, dichiara che il parere della Lega Nord in merito al provvedimento in esame è fortemente negativo in quanto si tratta è un evidente passo indietro rispetto al processo di liberalizzazione già intrapreso dal precedente governo.

Mario TASSONE (UDC) fa presente, in primo luogo, che il decreto-legge, nato e conosciuto dall'opinione pubblica come «decreto Bersani», ad un esame più approfondito dovrebbe essere più correttamente


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denominato «decreto Visco-Bersani». Infatti, benché l'enfasi sia stata inizialmente posta solo sulle misure di supposta liberalizzazione recate dal provvedimento, la parte predominante dell'articolato è invece finalizzata ad introdurre interventi di natura fiscale, volti al reperimento di maggiori risorse dai contribuenti. Non si può negare l'esigenza dei nuovi finanziamenti disposti a favore di Ferrovie dello Stato e di ANAS, ma tale opportuna disposizione non appare tuttavia iscrivibile nel quadro di una più chiara e complessiva politica dei trasporti. Del resto, anche la restante parte delle disposizioni non afferenti a problematiche di natura fiscale è meramente volta al riordino di talune competenze già attribuite ai comuni dal vigente ordinamento. È necessaria, tuttavia, una riflessione in ordine alla possibilità, introdotta dall'articolo 12, comma 1, di consentire anche ad operatori privati di competere su tratte di trasporto pubblico locale. In proposito andrebbe infatti chiarito il ruolo delle aziende municipalizzate, alle quali è attualmente affidato lo svolgimento di tale servizio, ma su tale aspetto il decreto-legge tace, laddove invece, sarebbe a suo avviso necessario tenere comunque fermo il ruolo di gestione pubblica di tali servizi, che ha anche un evidente effetto di calmieramento sulle tariffe. Neppure le altre disposizioni, talune delle quali già introdotte dal precedente governo, appaiono in alcun modo in grado di realizzazione le liberalizzazioni tanto enfatizzate, al punto da costituire, a suo avviso, solo una sorta di «cortina fumogena», esclusivamente funzionale a mascherare il vero e forte intervento del governo che è invece recato dalle disposizioni in materia fiscale. Alla luce di tali considerazioni, esprime la contrarietà del suo gruppo al provvedimento in esame, motivata da considerazioni sia di merito, che di metodo. A tale ultimo proposito, lamenta i limitati tempi a disposizione della Commissione per lo svolgimento di un dibattito ancora più approfondito, ferma restando l'evidente mancanza, nel caso di specie, dei requisiti di necessità ed urgenza che l'articolo 77 della Costituzione richiede ai fini dell'approvazione di decreti-legge da parte del governo.

Silvano MOFFA (AN) fa presente che, in termini generali, il provvedimento non delinea un compiuto quadro di interventi di liberalizzazione dei settori economici, atteso che le disposizioni in esame si limitano esclusivamente a colpire talune categorie di lavoratori autonomi e di professionisti che non possono certo essere annoverate tra quelle che detengono effettivi poteri economici nel nostro Paese. Pone quindi, e su questo preannuncia la presentazione, da parte della sua parte politica, di una questione pregiudiziale in Assemblea, il tema della violazione dell'articolo 117 della Costituzione, con particolare riferimento all'articolo 6, in materia di prestazione del servizio di taxi, e all'articolo 12, che reca invece disposizioni in materia di trasporto pubblico locale. In particolare il governo, pur avendo fatto menzione, nella relazione di accompagnamento al provvedimento, della giurisprudenza della Corte costituzionale in ordine alla trasversalità della materia «tutela della concorrenza» che, effettivamente, consente al legislatore statale di intervenire a regolare taluni comparti produttivi, non ha tuttavia rispettato, a suo avviso, i limiti che la Corte stessa ha comunque posto all'esercizio di tale facoltà. Quanto poi alla disposizione recata dal comma 2 dell'articolo 16, in ordine all'esclusione dal Patto di stabilità interno delle spese in conto capitale relative ad interventi per il trasporto su ferro ricadenti nel territorio di Roma, fa presente che gli effetti di tale norma non ricadranno sull'intero sistema territoriale legato ai nodi ferroviari che incidono sulla capitale, atteso che da tale beneficio rimangono inopinatamente escluse tutte le altre realtà locali sulle quali hanno invece insistito molti dei finanziamenti per la costruzione di infrastrutture di mobilità erogati nella precedente legislatura. Tutte le altre misure recate dal provvedimento e rientranti nell'ambito di competenza


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della IX Commissione soffrono poi di una carenza di fondo, consistente nel loro mancato inserimento in una logica di programmazione generale dei trasporti e delle infrastrutture.

Mario RICCI (RC-SE) desidera preliminarmente rilevare, in ordine al provvedimento in esame, come debba essere salvaguardata, da un lato, l'autonomia del governo nel predisporre i suoi interventi normativi, e dall'altro, l'autonomia delle categorie sociali che, direttamente interessate dal provvedimento, hanno reso pubblica la loro posizione contraria. In proposito ritiene che il conflitto sociale che ne è emerso sia fisiologico e non debba destare preoccupazioni. Quanto alla limitatezza dei tempi di esame, fa presente al deputato Tassone che i gruppi di opposizione, come si è testé riscontrato, hanno avuto ampia possibilità di intervenire nel dibattito. In termini generali, giudica il provvedimento positivamente, atteso che lo stesso è in linea con gli indirizzi contenuti nella risoluzione approvata sul DPEF che, a loro volta, guideranno l'impostazione del disegno di legge finanziaria, che, quindi, dovrà essere improntato, coerentemente con il programma elettorale dell'Unione, al raggiungimento dei tre obiettivi del risanamento, della crescita e dell'equità. Entrando poi nel merito delle disposizioni più direttamente attinenti alle competenze della Commissione, esprime talune perplessità in ordine alla possibilità, di cui al comma 1 dell'articolo 12, di consentire anche ad operatori privati di competere su tratte di trasporto pubblico locale. L'evidente interesse degli operatori privati a servire le tratte più remunerative dovrà infatti essere bilanciato con le esigenze del servizio pubblico, garantendo anche che la competizione con gli operatori privati non ponga in difficoltà le aziende pubbliche che già svolgono tale servizio. In termini più generali, nel precisare che la sua parte politica non è affatto contraria pregiudizialmente a qualsiasi ipotesi di liberalizzazione, fermo restando, comunque, che i relativi interventi abbiano effettive ricadute positive a favore degli utenti, giudica complessivamente molto positive le misure di questo tenore recate dal provvedimento. In particolare, rileva che talune di esse rispondono anche, seppure indirettamente, ad una fondamentale esigenza di mobilità sociale. Conclusivamente, fa presente che il suo gruppo sosterrà convintamente il provvedimento.

Mario BARBI (Ulivo), nel dichiarare, a nome del suo gruppo, la completa adesione ai contenuti del provvedimento e della relazione introduttiva del deputato Lovelli, fa presente al deputato Tassone che la maggioranza, date le evidenti difficoltà dei conti pubblici, si sarebbe anche potuta limitare ad adottare le misure fiscali contenute nel decreto. Tuttavia, va dato atto al governo di avere avuto il coraggio di avviare, in questa occasione, anche il primo passo di un percorso di liberalizzazione dei settori economici, che è in piena sintonia con il programma elettorale sottoposto agli elettori, come ha già ricordato il deputato Mario Ricci.

Valter ZANETTA (FI), anche in risposta al deputato Barbi, fa presente che le misure di liberalizzazione recate dal provvedimento si concentrano solo su talune categorie di professionisti, peraltro non certo tra le più amate dalla pubblica opinione. Tale considerazione riduce la portata dell'intervento adottato ad un mero tentativo di recupero di consensi, attesa la mancanza di misure incidenti sui settori dei servizi idrici, dell'energia, della telefonia e delle concessioni autostradali, laddove forte sarebbe invece l'esigenza di aumentare la concorrenza ai fini della riduzione delle tariffe. Non è naturalmente in discussione la bontà delle disposizioni volte a reperire nuove risorse per i cantieri delle Ferrovie dello Stato e di ANAS, la cui importanza, tuttavia, deve essere ridimensionata, atteso che appare assolutamente fisiologica la messa a disposizione, da parte del governo, dei mezzi finanziari per la realizzazione delle infrastrutture avviate. Dichiara


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quindi la netta contrarietà del suo gruppo ai contenuti del provvedimento.

Marco BELTRANDI, presidente, intervenendo in qualità di deputato della Rosa nel Pugno, esprime la sua piena condivisione dei contenuti del provvedimento e della relazione introduttiva svolta dal deputato Lovelli. Intende altresì ringraziare il governo per l'adozione di una prima serie di misure di liberalizzazione, anche se la sua parte politica auspica che a questo intervento ne seguano altri, anche più cospicui. Deve tuttavia manifestare delle perplessità in ordine alle modalità di conclusione della vicenda legata all'articolo 6, che reca una nuova disciplina in materia di prestazione del servizio di taxi. In proposito, ritiene, infatti, che, a fronte di una protesta dai toni così elevati, non abbia rappresentato un segnale positivo per l'opinione pubblica il compromesso poi esplicitato nelle modifiche introdotte dal Senato. Si augura comunque che la disposizione, anche nella nuova formulazione, possa essere comunque in grado di consentire un miglioramento della qualità del servizio a favore dei cittadini.

Il sottosegretario Andrea ANNUNZIATA intende garantire l'impegno del governo a proseguire, anche in futuro, con ulteriori misure di liberalizzazione dei settori economici, segnalando, peraltro, che nella precedente legislatura nulla era stato fatto in proposito. Fatto presente che l'intento del governo è anche quello di eliminare talune situazioni di privilegio, risponde ad una richiesta di chiarimenti formulata dal deputato Caparini con riguardo all'articolo 17, comma 2, facendo in proposito presente che il Senato ha introdotto una modifica appositamente volta a precisare che le risorse integrative di cui al comma 2 dell'articolo 17 devono essere utilizzate esclusivamente per i cantieri aperti.

Davide CAPARINI (LNP) ringrazia il rappresentante del governo per la precisazione testé fornita, facendo tuttavia presente che sarebbe stato opportuno che il medesimo rappresentante del governo avesse provveduto a rispondere anche ai diversi profili problematici evidenziati nella relazione del deputato Lovelli.

Marco BELTRANDI, presidente, non essendoci altri iscritti a parlare, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata per oggi, al termine della seduta antimeridiana dell'Assemblea.

La seduta termina alle 9.35.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 27 luglio 2006. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Intervengono il sottosegretario di Stato per i trasporti, Andrea Annunziata e il sottosegretario di stato per le comunicazioni, Luigi Vimercati.

La seduta comincia alle 14.40.

DL 223/06: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.
C. 1475 Governo, approvato dal Senato.

(Parere alle Commissioni riunite V e VI).
(Seguito dell'esame e conclusione - parere favorevole con condizioni e osservazioni).

Ilario FLORESTA (FI), con riferimento al dibattito svoltosi nella seduta di questa mattina sul provvedimento in titolo, intende intervenire per una precisazione rispetto ad un'affermazione del sottosegretario per i trasporti, Annunziata, il quale aveva rivendicato l'intento del governo, con il provvedimento in titolo, di superare talune situazioni di privilegio. Premesso il favore che la sua parte politica nutre per le vere liberalizzazioni, fa presente che il decreto-legge, lungi dal contrastare presunti previlegi, appare in realtà finalizzato a favorire talune congregazioni che potrebbe definire «pseudo-partitiche». In


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sostanza, si incide in settori nei quali il legislatore non potrebbe intervenire, attesa la ripartizione di competenza legislativa tra Stato e regioni e, nello stesso tempo, non si toccano affatto quei settori economici, di ben maggiore rilievo, che avrebbero effettivamente necessità di liberalizzazione.

Mario LOVELLI (Ulivo), relatore, fa presente di avere predisposto, all'esito del dibattito svoltosi nella odierna seduta, una proposta di parere favorevole con una condizione e alcune osservazioni (vedi allegato 1), che tiene conto, da un lato, di talune perplessità da lui stesso avanzate in sede di relazione illustrativa e, dall'altro, degli orientamenti emersi a seguito degli interventi di deputati sia di maggioranza che di opposizione. Più in particolare, ritiene opportuno apporre alla proposta di parere una condizione che, riprendendo anche il senso di una critica formulata dal deputato Caparini, è volta a rappresentare alle commissioni di merito l'esigenza, all'articolo 12, comma 1, di precisare i requisiti tecnico-professionali che i soggetti privati devono possedere per potere erogare il servizio di trasporto di linea di passeggeri, nonché di specificare quali siano le modalità che i comuni devono seguire per l'individuazione dei nuovi soggetti chiamati ad erogare il servizio di trasporto. Propone poi di esprimere due osservazioni riferite all'articolo 7, comma 1, nel senso di segnalare alle Commissioni di merito l'opportunità di chiarire, con riferimento all'ambito territoriale, la competenza degli uffici comunali e degli sportelli telematici dell'automobilista ai fini dell'attuazione della procedura amministrativa di autenticazione delle sottoscrizioni per i trasferimenti di proprietà dei beni mobili registrati, nonché, con specifico riguardo agli sportelli telematici dell'automobilista, di definire modalità tali da assicurare l'effettiva tracciabilità delle sottoscrizioni ivi autenticate, procedendo altresì alla individuazione dei soggetti che, nell'ambito delle stesse strutture, possono essere incaricati di svolgere l'autenticazione. Con riferimento invece all'articolo 12, comma 1, propone di segnalare alle Commissioni di merito l'opportunità di effettuare un coordinamento del suo contenuto normativo con la disciplina generale sul trasporto pubblico locale di cui al decreto legislativo n. 422 del 1997, mentre con riguardo al comma 2 del medesimo articolo 12, andrebbe chiarita la relazione intercorrente tra il contenuto normativo di tale disposizione e le previsioni del codice della strada relative alla regolamentazione della circolazione nei centri abitati, atteso che le fattispecie ivi contemplate sembrerebbero analoghe. Tale osservazione raccoglie peraltro analoghe perplessità espresse da più deputati nel corso del dibattito. Si suggerisce, infine, alle Commissioni di merito l'opportunità di riformulare l'articolo 14-bis nei termini di una novella al codice delle comunicazioni elettroniche, recato dal decreto legislativo 1o agosto 2003, n. 259, tenuto conto che tale fonte normativa reca già disposizioni che attribuiscono all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) il potere di imposizione di precisi obblighi alle imprese, qualora, in esito all'analisi del mercato, un'impresa venga designata come detentrice di un significativo potere di mercato in un mercato specifico.

Antonio PEZZELLA (AN), nel dichiarare il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, intende evidenziare come il provvedimento governativo appaia punitivo proprio nei confronti di talune delle categorie sociali che non rientrano certamente tra quelle che hanno votato per l'attuale maggioranza, con il risultato di colpire liberi professionisti e lavoratori autonomi, senza invece intervenire nei settori dove maggiore sarebbe stata l'esigenza di liberalizzazione.

Roberto Rolando NICCO (Misto-Min.ling) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, in quanto il suo orientamento complessivo sul provvedimento è positivo, benché non apprezzi una modalità di legiferare che unisce al provvedimento di


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urgenza anche la successiva posizione della fiducia nel corso del dibattito parlamentare. A tal proposito, ritiene che tale modo di procedere possa essere, alla lunga, penalizzante per lo svolgimento di un serio confronto, soprattutto con regioni e parti sociali. Quanto al merito, apprezza, in talune disposizioni, il richiamo al rispetto delle norme di attuazione degli statuti speciali, anche se, sarebbe a suo avviso opportuna una maggiore concertazione tra Stato e autonomie regionali.

Paolo UGGÈ (FI) dichiara il parere contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, atteso che il provvedimento, benché molto efficacemente propagandato come volto ad introdurre liberalizzazioni nei settori economici, sottende in realtà finalità molto diverse, introducendo norme fiscali punitive nei confronti delle imprese, quasi alla stregua di un «grande fratello fiscale». Dalle stesse dichiarazioni del ministro delle attività produttive si evince poi che il decreto-legge in esame costituisce solo il primo passo verso ulteriori e ben più rilevanti interventi volti a colpire la libertà di impresa. Peraltro, la tanto discussa norma in materia di esercizio del servizio di taxi, dettata dall'articolo 6, non introduce affatto una liberalizzazione del settore, atteso che con la medesima non si consente a chiunque abbia i requisiti richiesti di poter intraprendere tale attività senza alcuna altra limitazione.

Mario BARBI (Ulivo) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore. Quanto alla critica testé formulata dal deputato Uggè, tendente a mettere in dubbio l'efficacia della disposizione recata dall'articolo 6, fa presente che in tale materia il governo ha mostrato un forte senso di responsabilità, evitando di procedere ad una sorta di deregolamentazione come auspicato dallo stesso deputato Uggè, ma addivenendo ad una saggia mediazione dopo il confronto con la categoria.

Mario RICCI (RC-SE) nel dichiarare il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore, conferma comunque le perplessità già espresse nel corso del dibattito in ordine ai possibili effetti che potrebbero derivare a carico delle società che attualmente svolgono l'attività di trasporto pubblico locale da quanto previsto ai sensi del comma 1 dell'articolo 12, che consente anche ad operatori privati di competere su tratte di trasporto pubblico locale.

Davide CAPARINI (LNP) dichiara il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2005.
C. 1253 Governo.

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2006.
C. 1254 Governo.

Tabella 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l'anno finanziario 2006 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella 11: Stato di previsione del Ministero delle comunicazioni per l'anno finanziario 2006.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del regolamento, e conclusione - Relazioni favorevoli).

La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti, iniziati nella seduta del 26 luglio 2006.

Michele Pompeo META, presidente, avverte che non sono stati presentati emendamenti al disegno di legge recante l'assestamento del bilancio dello Stato per il 2006.

Marco BELTRANDI (RosanelPugno), relatore, propone che la Commissione si esprima favorevolmente su entrambi i provvedimenti in titolo e sugli stati di previsione di sua competenza.

Ezio LOCATELLI (RC-SE), pur esprimendo forti perplessità in ordine all'opportunità di esprimersi in senso favorevole su un disegno di legge recante il rendiconto del bilancio dello Stato per l'anno 2005, e quindi rientrante pienamente nella gestione del precedente governo e in cui si evidenzia peraltro un saldo finale negativo, che testimonia le scelte erronee del passato esecutivo in materia di evasione e elusione fiscale, dichiara tuttavia che il suo gruppo voterà a favore della proposta di relazione.


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Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva, con distinte votazioni, le proposte di relazione favorevole del relatore con riferimento al disegno di legge recante il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2005 e al disegno di legge recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno 2006, relativamente alla Tabella n. 10, limitatamente alle parti di competenza, e alla Tabella n. 11, (vedi allegato 2).

La seduta termina alle 15.05.

INTERROGAZIONI

Giovedì 27 luglio 2006. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Intervengono il sottosegretario di Stato per i trasporti, Andrea Annunziata e il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, Luigi Vimercati.

La seduta comincia alle 15.05.

Michele Pompeo META, presidente, avverte che, a seguito di accordi intercorsi tra il Governo e i presentatori, lo svolgimento dell'interrogazione Velo n. 5-00118, concernente agevolazioni tariffarie a favore dei residenti nell'arcipelago toscano per l'utilizzo dei servizi di trasporto marittimo e dell'interrogazione Bordo n. 5-00120, relativa alle modifiche delle circoscrizioni territoriali dei compartimenti marittimi e circondari di Pescara, Ortona, Termoli e Manfredonia, è stato rinviato alla prossima settimana.

5-00031 Floresta: Vigilanza del Governo sullo sviluppo, la privatizzazione e la gestione globale dell'aeroporto di Catania.

Il sottosegretario Andrea Annunziata risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Ilario FLORESTA (FI), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del governo. In proposito, comunque, pur prendendo atto della delibera con la quale l'ENAC ha affidato alla SAC spa la gestione totale dell'aeroporto di Catania, invita il ministro dei trasporti a dare tempestivamente seguito a tale procedura, con l'emanazione del prescritto decreto. Ritiene infatti che solo la sollecita conclusione del procedimento potrà consentire alla concessionaria la programmazione dei necessari investimenti. Nel riconoscere all'allora ministro dei trasporti, Burlando, l'adozione, dietro sua sollecitazione, di interventi finanziari per taluni aeroporti, tra i quali quello di Catania, auspica che sia comunque fatta la massima chiarezza nelle questioni inerenti la gestione di tale aeroporto.

5-00068 Caparini: Attività di contrasto dell'evasione fiscale del canone di abbonamento alla televisione da parte della RAI.

Il sottosegretario Luigi VIMERCATI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

Davide CAPARINI (LNP), replicando, fa presente di essere stato indotto a presentare l'atto di sindacato ispettivo in oggetto a seguito del mancato adempimento, da parte della RAI, dei doveri che su di essa incombono, ai sensi della legge n. 1903 del 1975, in ordine alla trasmissione di documentazione all'apposita Commissione di vigilanza. In proposito la Rai non ha trasmesso l'allegato all'esposto presentato da un suo dipendente in relazione alla riscontrata violazione della privacy nell'ambito della procedura per la riscossione dei canoni di abbonamento. Ricorda infine che il predetto dipendente è stato successivamente fatto oggetto di mobbing da parte della stessa azienda.


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Michele Pompeo META, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 15.25.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.25 alle 15.30.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE REFERENTE

Modifiche al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di patente a punti e di confisca dei ciclomotori.
C. 671 Maderloni e 1338 Rossi Gasparrini.