II Commissione - Resoconto di mercoledý 4 ottobre 2006


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 4 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Luigi Li Gotti.

La seduta comincia alle 14.10.

Pino PISICCHIO, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-00255 Daniele Farina e Mascia: Sulla posizione dei dipendenti dell'amministrazione penitenziaria sottoposti a procedimento penale a seguito dei fatti di Genova Bolzaneto.

Daniele FARINA (RC-SE) illustra l'interrogazione in titolo, richiamandosi all'«onda lunga» dei fatti avvenuti a Genova dal 20 al 23 luglio 2001 in occasione del vertice del G8 ed alle conseguenze sul piano processuale e parlamentare. Sottolineando il carattere «eufemistico» di alcune espressioni verbali impiegate nel testo dell'interrogazione stessa a fronte di situazioni che richiamano il concetto di tortura, evidenzia come il caso specifico debba inserirsi in tale quadro generale.


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Il sottosegretario Luigi LI GOTTI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Daniele FARINA (RC-SE), replicando, considera tecnicamente esaustiva la risposta fornita, ma ribadisce la diversa impostazione del problema della sua parte politica rispetto all'amministrazione penitenziaria, unitamente alla più generale insoddisfazione per i seguiti della complessiva vicenda genovese.

5-00256 Lussana: Sulla vicenda giudiziaria riguardante Gerlando Alberti junior.

Carolina LUSSANA (LNP) illustra l'interrogazione in titolo, ponendo altresì la questione di quali azioni concrete il Ministero della giustizia intenda promuovere per impedire la scarcerazione di Gerlando Alberti junior, condannato all'ergastolo per omicidio.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2), evidenziando la tempestività dell'intervento ministeriale a seguito delle notizie di stampa, ma stigmatizzando che l'incresciosa situazione sia maturata sin dal 12 marzo 2005, data di scadenza del deposito delle motivazioni della condanna. Quanto all'eventuale blocco della scarcerazione, precisa che la questione è di esclusiva competenza dell'autorità giudiziaria.

Carolina LUSSANA (LNP), replicando, ringrazia della risposta ed apprezza la seria considerazione prestata al caso, che tuttavia, a suo avviso, non si limita ad una dimensione patologica, ma si ricollega all'autoreferenzialità del procedimento disciplinare interno alla magistratura ed all'inadeguatezza delle sanzioni rispetto alla gravità dei fatti. Ribadisce l'opportunità di un intervento straordinario per impedire la scarcerazione del boss mafioso.

La seduta termina alle 14.25.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 4 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Luigi Li Gotti.

La seduta comincia alle 14.25.

Introduzione nell'ordinamento di disposizioni penali in materia di tortura.
C. 915 Pecorella, C. 1206 Forgione, C. 1279 Suppa e C. 1272 De Zulueta.
(Seguito dell'esame e conclusione)

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 3 ottobre 2006.

Pino PISICCHIO, presidente, relatore, avverte che sono stati presentati ulteriori emendamenti, il termine per la cui presentazione è stato riaperto a seguito dei pareri espressi dalle Commissioni competenti in sede consultiva (vedi allegato 3).

Giulia BONGIORNO (AN), in assenza di ragioni d'urgenza dettate dalla programmazione dei lavori dell'Assemblea, chiede una riapertura del termine per la presentazione degli emendamenti, anche in considerazione della loro incidenza sulla formulazione della fattispecie penale, a seguito del parere reso dalla Commissione Affari costituzionali.

Enrico BUEMI (RosanelPugno) concorda con la collega Bongiorno, ritenendo che vi siano ancora margini di incertezza in seno alla Commissione, come dimostra il dibattito di ieri.

Pino PISICCHIO, presidente, relatore, sottolinea che la materia è già stata ampiamente trattata dalla Commissione, oltre che nella precedente legislatura, e che comunque la Commissione sarà presto chiamata ad affrontare un impegnativo calendario. Considera che sia ormai assolutamente chiara a tutti la questione centrale relativa al rapporto tra condotta ed


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evento in relazione alla definizione della fattispecie penale.

Edmondo CIRIELLI (AN) invita comunque a discuterne ulteriormente nel corso dell'esame degli emendamenti.

Gaetano PECORELLA (FI), richiamandosi all'opzione prospettata dal presidente della Commissione tra condotta ed evento, evidenzia come il parere della Commissione Affari costituzionali si rifaccia prevalentemente al secondo nella parte motiva ed alla prima nell'osservazione finale. Giudica tuttavia prioritariamente riferibile all'evento la questione relativa al principio di tassatività. Insiste sulla forma libera che dovrebbe caratterizzare il reato di tortura, come è del resto desumibile sulla base dell'esperienza storica. La forma vincolata ha il difetto di escludere le condotte non prevedibili e di riproporre la questione sulla singolarità ovvero la pluralità degli atti che configurerebbero la condotta stessa. Conclude rilevando l'opportunità di orientarsi sull'evento e quindi sulla sofferenza inflitta.

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), osservando la tendenziale omogeneità degli emendamenti, sulla scorta del parere della Commissione Affari costituzionali, invita a concludere la discussione ed a passare all'esame degli stessi.

Giuseppe CONSOLO (AN) rileva la sostanziale coincidenza delle proposte emendative degli onorevoli Cirielli e Mormino con quelle delle onorevoli Suppa e Samperi. Pur comprendendo le preoccupazioni del collega Pecorella, ritiene che la Commissione abbia maturato un proprio orientamento e debba dunque procedere speditamente in tal senso.

Nino MORMINO (FI), associandosi alle richieste di concludere la discussione, manifesta perplessità sull'emendamento proposto dall'onorevole Pecorella che introduce tautologicamente nel testo la tortura.

Edmondo CIRIELLI (AN) e Nino MORMINO (FI) dichiarano di sottoscrivere l'emendamento 1.22 delle onorevoli Suppa e Samperi, ritirando i propri emendamenti 1.26 e 1.27.

Carolina LUSSANA (LNP), alla luce del lavoro svolto nella precedente legislatura, comprende le ragioni dell'emendamento del collega Pecorella. Manifesta attenzione, tuttavia, verso l'emendamento del Governo, anche per il richiamo all'intenzionalità.

Manlio CONTENTO (AN), apprezzando l'emendamento del Governo quale contributo all'esame del provvedimento, ne suggerisce comunque il ritiro, ove non rivesta un prioritario carattere politico.

Giulia BONGIORNO (AN) contesta la formulazione dell'emendamento 1.50 del Governo, che - richiamando l'intenzionalità - sembrerebbe lasciare immaginare la possibilità che la tortura sia anche colposa.

Gino CAPOTOSTI (Pop-Udeur) condivide l'emendamento 1.21 Pecorella, dovendosi individuare una nuova fattispecie distinta rispetto a quelle già previste.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI chiarisce che l'emendamento governativo vuole essere un contributo all'esame parlamentare, suscitato dalle osservazioni della Commissione Affari costituzionali e dai successivi rilievi dell'onorevole Pecorella.

Gaetano PECORELLA (FI) esprime il suo assoluto dissenso rispetto all'emendamento 1.22, segnalando che in molti casi - come il procurato patimento della sete e della fame - vi è tortura senza la compresenza di violenze o minacce, almeno sul piano giuridico. Ribadisce la sua contrarietà a vincolare la condotta del reato di tortura che a suo avviso, diversamente da quanto opinato dall'onorevole Mormino, ha una sua chiara ed univoca percezione.

Carolina LUSSANA (LNP) richiamandosi al testo della Convenzione delle Nazioni


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Unite del 1984, prospetta l'eventualità di una riformulazione dell'emendamento dell'onorevole Pecorella.

Rosa SUPPA (Ulivo), lamentando che la Commissione ripeta una discussione già svolta, sottolinea l'esigenza nuova di corrispondere al parere reso dalla Commissione Affari costituzionali al fine di precisare i termini della condotta, mentre l'emendamento dell'onorevole Pecorella riporta la questione al punto di partenza.

Nino MORMINO (FI) ribadisce il rischio di introdurre una norma di troppo ampia portata. Condivide l'indicazione della Commissione Affari costituzionali in merito alla condotta ed invoca un limite rispetto a formulazioni che altrimenti sarebbero generiche e condurrebbero a situazioni paradossali. L'elevata conseguenza sanzionatoria conferma la straordinarietà del reato di tortura. Quanto all'emendamento del Governo, ritiene che allontanerebbe ulteriormente il testo dal parere reso.

Edmondo CIRIELLI (AN) conferma il sostegno all'emendamento che ha sottoscritto, opponendosi a quello presentato dall'onorevole Pecorella.

Enrico BUEMI (RosanelPugno) richiama la specificità del reato di tortura.

Pino PISICCHIO, presidente, relatore, precisando i termini della scelta che risulta prioritaria tra l'emendamento Pecorella e quello Suppa ed altri, si rimette alla Commissione.

Carolina LUSSANA (LNP), nel ritirare i suoi emendamenti, si dichiara favorevole all'emendamento 1.22 Suppa e altri, che sottoscrive.

Marilena SAMPERI (Ulivo) presenta un subemendamento all'emendamento 1.22 volto a sostituire le violenze e le minacce con atti e trattamenti, chiedendo all'onorevole Pecorella se tale formula più aspecifica possa venire incontro alle ragioni da lui espresse.

Gaetano PECORELLA (FI) si dichiara assolutamente favorevole alla soluzione avanzata dalla collega Samperi. Rammenta che la Convenzione considera la tortura come un reato a forma libera e invita a riflettere sul fatto che non si sta inventando un reato nuovo, ma tentando di attuare meglio il dettato internazionale.

Francesco FORGIONE (RC-SE) segnala di aver presentato un subemendamento all'emendamento 1.22 che potrebbe conciliare le diverse esigenze emerse nella discussione.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI ritira l'emendamento 1.50 del Governo, invitando comunque la Commissione ad evitare la cristallizzazione della condotta, associandosi alle considerazioni svolte dall'onorevole Pecorella.

Edmondo CIRIELLI (AN) ribadisce l'opportunità di precisare i termini della condotta, preferendo, tuttavia, ove prevalesse l'opzione opposta, la formulazione dell'emendamento dell'onorevole Pecorella.

Sebastiano NERI (Misto-MpA), rammaricandosi per non aver partecipato alle fasi precedenti dell'esame del provvedimento, concorda con il collega Pecorella e con il rappresentante del Governo sull'ipotesi di reato a forma libera. Altrimenti, si escluderebbero più fattispecie rispetto a quelle che vi si includerebbero. Dichiara, pertanto, di sottoscrivere il subemendamento Samperi.

Francesco FORGIONE (RC-SE) ritira il suo subemendamento e sottoscrive quello Samperi.

Gaetano PECORELLA (FI) e Francesco Saverio ROMANO (UDC) dichiarano di sottoscrivere il subemendamento Samperi.

Pino PISICCHIO, presidente, relatore, dichiara di rimettersi alla Commissione in


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ordine agli emendamenti ed al subemendamento presentati.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI dichiara di rimettersi alla Commissione in ordine agli emendamenti ed al subemendamento presentati

La Commissione, con distinte votazioni, respinge il subemendamento 0.1.22.1 Samperi ed approva l'emendamento 1.22 Suppa ed altri.

Pino PISICCHIO, presidente, relatore, avverte che a seguito dell'approvazione dell'emendamento 1.22 Suppa ed altri, non saranno posti in votazione gli emendamenti 1.21 Pecorella, 1.20 del relatore e 1.25 Suppa e Samperi.

La Commissione approva l'emendamento del relatore 2.20 e delibera di conferire il mandato al relatore, onorevole Pisicchio, di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul testo unificato delle proposte di legge C. 915 ed abbinate, così come modificato dagli emendamenti approvati. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Pino PISICCHIO, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche. C. 1164 Migliore, C. 1165 Fabris, C. 1170 Craxi, C. 1344 Mazzoni, C. 1638 Governo, C. 1257 Nan, C. 1587 Brancher e C. 1594 Balducci.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 3 ottobre 2006.

Manlio CONTENTO (AN) illustra la richiesta di dati ed informazioni al Governo presentata dal suo gruppo ai sensi dell'articolo 79, comma 6, del regolamento della Camera, facendo anche riferimento a quanto emerso nel corso dell'indagine conoscitiva avviata presso il Senato. Si sofferma, pertanto, sui singoli elementi da acquisire: dati relativi al numero e al costo delle intercettazioni effettuate dagli uffici giudiziari dei paesi europei che rendono nota tale informazione; richiesta di archiviazione nel procedimento penale n. 25.016.04 del tribunale di Roma, informazioni tecniche sulle modalità utilizzate ed utilizzabili per effettuare le intercettazioni telefoniche anche in relazione alle attività delocalizzate; dati riferiti all'attività delle società di telecomunicazioni, relativi almeno agli ultimi 5 anni e concernenti il numero di prestazioni fornite, distinte per interrogazioni anagrafiche, intercettazioni e localizzazioni, richieste ed autorizzate da ciascuna procura e da ciascun ufficio del GIP, con evidenziazione degli importi fatturati possibilmente suddivisi per tipo di prestazione; dati relativi ai pagamenti effettuati ed ai crediti residui per le prestazioni richieste ed autorizzate, negli ultimi 5 anni, alle società utilizzate nell'ambito delle attività di intercettazione, distinte tra società di telecomunicazione operanti a livello nazionale ed altre società fornitrici di servizi comunque ad essa attività connessi, suddivisi per ufficio di procura; elenco, distinto per procura, delle società fornitrici di servizi relativi all'attività di intercettazione con l'evidenza dei prezzi praticati, negli ultimi 5 anni, per ciascuna prestazione fornita; dati relativi alla durata media delle intercettazioni autorizzate, negli ultimi 5 anni, con un'indicazione dei picchi relativi alla durata massima, distinti per procura; dati concernenti il numero di intercettazioni disposte ed autorizzate, distinte per ufficio giudiziario e con l'indicazione dei «bersagli» individuati, negli ultimi 5 anni e delle proroghe concesse; dati relativi al diniego di autorizzazioni richieste negli ultimi 5 anni, suddivise per ufficio giudiziario o di proroghe respinte; informazioni relative alle attività svolte dagli uomini delle forze di polizia e del relativo costo in seguito a provvedimenti di autorizzazione all'attività di intercettazione e alla conseguente esecuzione nel corso degli ultimi 5 anni, distinti per singola voce e trattamento


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economico; dato concernente il costo sopportato, negli ultimi 5 anni e per singolo procedimento, da ciascun ufficio giudiziario, per l'attività di trascrizione effettuata tramite perizia; dato relativo alle autorizzazioni concesse negli ultimi 5 anni distinte per ufficio giudiziario e per fattispecie di reato

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo), relatore, si riserva di valutare attentamente la richiesta del gruppo di Alleanza nazionale in ordine all'effettiva utilità dei dati ivi contemplati, al fine di evitare che la Commissione possa essere ingolfata da un eccesso di informazioni.

Pino PISICCHIO, presidente, rammenta che l'ufficio di presidenza, integrato dai presidenti dei gruppi, sarà chiamato ad esprimersi sulla essenzialità di tale richiesta per il compimento dell'istruttoria legislativa.

Nino MORMINO (FI) conferma la propria perplessità sull'andamento dei lavori della Commissione e manifesta viva preoccupazione sulle duplicazioni derivanti dal fatto che molti dei dati richiesti da Alleanza nazionale si sovrappongono con gli obiettivi delle proposte di legge relative all'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulle intercettazioni.

Enrico BUEMI (RosanelPugno) riconosce l'esistenza di tali sovrapposizioni, ma sottolinea la maggiore incisività dei poteri della commissione di inchiesta, sollecitandone la rapida istituzione.

Federico PALOMBA (IdV) rammenta che la richiesta di dati formulata dall'onorevole Contento rientra tra le prerogative parlamentari. Ogni altra valutazione potrà essere successivamente svolta.

Pino PISICCHIO, presidente, nel confermare che la richiesta di dati seguirà il suo corso ordinario, ribadisce l'assoluta diversità dell'iter delle proposte di legge relative alla commissione di inchiesta.

Paola BALDUCCI (Verdi) lamenta il fatto che si torni a parlare di pregiudizialità o meno dell'istituzione della commissione di inchiesta, quando si è ormai proceduto alla costituzione di un comitato ristretto per l'esame delle relative proposte di legge.

Francesco FORGIONE (RC-SE) ribadisce la priorità del provvedimento sulle intercettazioni, più volte sottolineata anche dal Presidente della Camera. Altra cosa è ovviamente l'istituzione della commissione di inchiesta che, ove vedesse la luce, non si limiterebbe certo ad acquisire dei dati.

Pino PISICCHIO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 4 ottobre 2006.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16 alle 16.15.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

SEDE REFERENTE

Riforma del codice di procedura penale. C. 323 Pecorella.

Modifiche al codice di procedura penale e al codice penale in materia di accertamenti tecnici idonei ad incidere sulla libertà personale.
C. 782 Contento e C. 809 Ascierto.

COMITATO RISTRETTO

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle intercettazioni telefoniche, informatiche, telematiche o ambientali.
C. 706 Osvaldo Napoli, C. 1240 Cirino Pomicino e C. 1277 Buemi