I Commissione - Resoconto di mercoledý 11 ottobre 2006


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 11 ottobre 2006. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Interviene il sottosegretario per l'interno Franco Bonato.

La seduta comincia alle 14.05.

Legge finanziaria 2007.
C. 1746-bis Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.
C. 1747 Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2007 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2007.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti, rinviato nella seduta del 10 ottobre 2006.

Gabriele BOSCETTO (FI) ribadisce preliminarmente il giudizio sostanzialmente negativo sulla manovra di bilancio in esame, già espresso da altri deputati del suo gruppo nel corso della seduta di ieri.
Con riferimento all'articolo 32 del disegno di legge finanziaria, esprime la propria contrarietà sull'uso dello strumento regolamentare per provvedere alla revisione degli assetti organizzativi dei ministeri, anche in considerazione del fatto che questa norma dà luogo ad un meccanismo mascherato di spoil system


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di alcuni incarichi dirigenziali. Al riguardo preannuncia la presentazione di un emendamento soppressivo da parte del proprio gruppo.
Si dichiara quindi contrario sui contenuti dell'articolo 33, volto a prevedere la rideterminazione degli ambiti territoriali ottimali degli uffici periferici del Ministero dell'interno, in quanto i criteri definiti per la riorganizzazione territoriale di tali uffici, ed in particolare delle prefetture, si connotano per una eccessiva genericità. In proposito non ritiene condivisibile che una norma così delicata, che stabilisce la presenza di prefetture e questure nelle diverse zone del paese, sia stata introdotta solo per ragioni di ordine finanziario e che ne sia prevista l'attuazione mediante lo strumento regolamentare, che giudica inopportuno. Pur condividendo il senso della proposta del presidente Violante, volta a modificare il criterio della popolazione minima residente, la giudica insufficiente. Ritiene infatti che le istituzioni territoriali esistenti debbano essere tutte mantenute, soprattutto al fine di non trasmettere messaggi di arretramento dello Stato rispetto a territori nei quali si registra una elevata concentrazioni di attività criminali.
Esprime analoghe considerazioni sull'articolo 35, che prevede la soppressione, a proprio avviso incomprensibile, delle direzioni interregionali della Polizia di Stato, motivata da esigenze di risparmio della spesa.
Si sofferma quindi sull'articolo 38, che prevede che il Ministro dell'interno possa stipulare convenzioni con le regioni e gli enti locali per la realizzazione di programmi straordinari di incremento dei servizi di polizia e per la sicurezza dei cittadini, ritenendo che tali convenzioni, che comunque dovrebbero assumere carattere di facoltatività, producano in realtà solo un aggravio di costi sulle finanze locali.
In ordine all'articolo 46 dichiara di non comprendere le ragioni della prevista soppressione della Commissione cui all'articolo 12 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e della contestuale costituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una Commissione per la garanzia dell'informazione statistica, preannunciando al riguardo un emendamento soppressivo.
Con riferimento all'articolo 57, si richiama alle considerazioni svolte dal deputato Santelli nel corso della seduta di ieri. In proposito, tuttavia, sottolinea l'importanza del ruolo svolto dalle forze di polizia, in ordine alle quali però l'articolo in questione non solo sopprime alcune indennità pecuniarie, ma ne prevede altresì un contenuto incremento di organico, nell'ordine di mille unità, che invece ritiene opportuno aumentare a tremila.
Dichiara la propria perplessità sull'articolo 76, in materia di organi di governo degli enti locali, che introduce forme di economie di spese, quale la riduzione degli organi rappresentativi di unioni di comuni e di comunità montane. In proposito osserva la presenza di meccanismi volti a contenere i costi della politica che si caratterizzano per il loro eccessivo rigore, quale è ad esempio la norma che impedisce agli assessori comunali di beneficiare dell'istituto della aspettativa.
Esprime una considerazione negativa sull'articolo 77, in quanto l'istituzione delle province ivi previste sono già state oggetto di apposita deliberazione parlamentare e pertanto non ritiene che il relativo processo di formazione possa essere interrotto mediante un articolo del disegno di legge finanziaria.
Si sofferma inoltre sull'articolo 79, che reca norme in materia di razionalizzazione delle dimensioni territoriali degli enti locali. In proposito ritiene che tali disposizioni, alla luce della loro importanza, avrebbero dovuto essere esaminate all'interno di un apposito provvedimento rispetto al disegno di legge finanziaria. Dopo essersi dichiarato favorevole ad incentivare le unioni di comuni, esprime perplessità sugli incentivi previsti per la fusione di comuni, una fattispecie che risponde a logiche diverse, che potrebbe invece rischiare di produrre la soppressione di comuni. Evidenzia come la materia


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in questione sia molto delicata, tanto che da diversi decenni non si dà luogo ad alcuna fusione di comuni. Pertanto una riforma in materia dovrebbe essere oggetto di attenta ponderazione all'interno di un sereno confronto tra le diverse forze politiche al fine di trovare la massima condivisione.
Con riferimento all'articolo 194, che aumenta la dotazione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità di 20 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009, propone di aumentare tale dotazione fino a 30 milioni di euro. Propone altresì di aumentare ad un milione di euro la dotazione finanziaria dell'articolo 197, volto a disciplinare le attività per la prevenzione delle mutilazioni genitali.
Si sofferma infine sull'articolo 199, che prevede l'istituzione di un Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, rispetto al quale preannuncia la presentazione di emendamenti da parte del proprio gruppo. Al riguardo ritiene che con tale fondo, che è volto anche a sostenere i bisogni alloggiativi dei lavoratori immigrati, si finisca per aggirare surrettiziamente la vigente legge in materia di immigrazione.
Conclude auspicando che alcune delle osservazioni da lui svolte possono essere condivise dalla maggioranza.

Luciano VIOLANTE, presidente, ritiene che, alla luce delle richieste pervenute dai gruppi di opposizione, il termine per la presentazione degli emendamenti ai provvedimenti in esame, già fissato alle ore 17 di oggi, possa essere posticipato alle ore 20 della giornata odierna.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) si riporta alle considerazioni già svolte dal deputato Bocchino nel corso della seduta di ieri, che dichiara di condividere.
Si sofferma in particolare sulle disposizioni recate dal disegno di legge finanziaria in materia di enti locali, che propone di sopprimere, insieme alle disposizioni concernenti le articolazioni periferiche del Ministero dell'interno. Con riferimento a tali ultime norme, non ritiene condivisibile che una riforma così importante debba essere affronta in maniera estemporanea all'interno del disegno di legge finanziaria esclusivamente per impellenti ragioni di ordine finanziario, che pure dichiara di comprendere. Ritiene infatti che uffici importanti quali questure e prefetture debbano essere presenti in tutte le province italiane non solo per assicurare una efficace presenza dello Stato nella lotta contro la criminalità, ma anche per non accentuare la penalizzazione delle province meno popolate, che già sono pregiudicate relativamente alla fruizione di determinati servizi e benefici. Ritiene, in sostanza, che la filosofia dell'organizzazione del territorio debba mutare in un'ottica costruttiva volta a tutelare tutta la cittadinanza evitando che ad essere penalizzate siano sempre le zone meno popolate. Ribadisce la necessità di esaminare in modo generale l'intera materia sul ruolo delle province, la cui eventuale riorganizzazione non può essere attuata attraverso una sorta di delega in bianco al Governo, quale quella configurata dalla norma in esame per le strutture periferiche dell'amministrazione dell'interno. Al riguardo ritiene che si debba preventivamente chiarire la natura della provincia, stabilendo se si tratti anche di una articolazione periferica dello Stato, come ritiene sia effettivamente percepita dai cittadini, ovvero di un organismo autonomo endoregionale, ragionando altresì sulla effettiva utilità di tale ente.
Si sofferma sull'articolo 35, volto a modificare l'assetto organizzativo dell'amministrazione della pubblica sicurezza e dell'ordinamento del personale della Polizia di Stato. In proposito osserva che si sta incidendo sull'organizzazione di un apparato delicato per la gestione dell'ordine pubblico mediante una sorta di delega al Governo, ma allo stesso tempo al riparo della responsabilità politica, essendo tale «delega» attribuita, ancorché solo formalmente, alla stessa amministrazione interessata.


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Infine, in ordine alla riorganizzazione degli enti locali, ritiene opportuno che tale materia sia affrontata all'interno dell'esame di un apposito provvedimento.

Mercedes Lourdes FRIAS (RC-SE) condivide le perplessità, manifestate nel corso dell'esame dei provvedimenti in oggetto, sull'articolo 33 del disegno di legge finanziaria in materia di determinazione degli ambiti territoriali ottimali degli uffici periferici del Ministero dell'interno. In proposito ritiene che sarebbe pregiudizievole per alcune province minori, quale ad esempio quella di Prato, la soppressione della prefettura o della questura.
Si sofferma quindi sull'articolo 199, che prevede l'istituzione del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati, sul quale il deputato Boscetto ha espresso la contrarietà del proprio gruppo preannunciando la presentazione di emendamenti. In proposito osserva che in Italia si spende a sostegno della inclusione sociale degli immigrati solo una ridotta parte delle risorse complessivamente disponibili per la gestione delle politiche sulla immigrazione, che sono invece per lo più utilizzate ai fini della repressione dei reati. Reputa pertanto che la dotazione del fondo in esame debba essere aumentata.
Ritiene poi che la previsione, contenuta nella vigente legge in materia di immigrazione, per cui il datore di lavoro è tenuto ad assicurare la disponibilità di un alloggio per il lavoratore immigrato, rappresenti una norma lesiva della dignità della persona e riflesso di una visione «padronale» del rapporto di lavoro. Al riguardo sottolinea che il lavoratore straniero, oltre che una persona, è anche un contribuente. Reputa in sostanza che sia necessario un cambio di mentalità in materia di immigrazione al fine di garantire una compiuta integrazione nella realtà sociale dei lavoratori immigrati.

Jole SANTELLI (FI), dopo aver dichiarato di comprendere l'assenza di volontà polemica nell'intervento del deputato Frias, precisa che la contrarietà del proprio gruppo sulla istituzione del Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati è dovuta alla mancanza di linee guida nell'utilizzo delle relative disponibilità finanziarie. Ritiene infatti che, mancando indicazioni sulle precise finalità di tale fondo, esso finisca per assumere le caratteristiche di una generica apertura di credito per il dicastero competente, che può così intervenire discrezionalmente e senza coordinamento su situazioni disparate. Si dichiara tuttavia disponibile ad esaminare eventuali proposte di modifica.

Marco BOATO (Verdi) si sofferma sulle finalità generali della manovra, rappresentate dal duplice obiettivo del risanamento della finanza pubblica e della creazione dei presupposti di crescita. Al riguardo evidenzia come, dopo la XIV legislatura, nella quale ha governato la coalizione di centro-destra, i principali indicatori di finanza pubblica abbiano registrato sensibili peggioramenti. In particolare sottolinea come i rapporti tra debito pubblico e prodotto interno lordo e tra deficit e prodotto interno lordo, dopo gli incoraggianti progressi registrati durante la gestione finanziaria dei governi di centro-sinistra, abbiano ripreso a peggiorare. Osserva infatti che nei confronti dell'Italia è stata applicata da parte dell'Unione europea una procedura di messa in mora, che è tuttora in corso.
Ribadisce quindi che la manovra in esame persegue efficacemente gli obiettivi del risanamento dei conti pubblici, del rilancio economico e della equità sociale. Sotto quest'ultimo profilo, infatti, osserva che l'Italia risulta essere uno dei paesi europei con il più elevato tasso di disparità sociale presente al proprio interno. Conclude auspicando un costruttivo confronto con l'opposizione.

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che il termine per la presentazione di emendamenti ed ordini del giorno è fissato alle ore 20 di oggi, martedì 11 ottobre 2006. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.15.


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INCONTRI CON DELEGAZIONI DI PARLAMENTI STRANIERI

Mercoledì 11 ottobre 2006.

Incontro con una delegazione della Commissione interni del Bundestag.

L'incontro informale si è svolto dalle 15.15 alle 16.45.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 56 del 10 ottobre 2006, a pagina 49, prima colonna, diciannovesima riga, deve leggersi: «i sottosegretari di Stato per l'interno Franco BONATO e Marcella LUCIDI» in luogo di: «i sottosegretari di Stato per le riforme istituzionali e per i rapporti con il Parlamento Paolo NACCARATO e per l'interno Mariella LUCIDI».