XIII Commissione - Resoconto di mercoledý 8 novembre 2006


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AUDIZIONI

Mercoledì 8 novembre 2006. - Presidenza del presidente Marco LION.

La seduta comincia alle 12.15.

Audizione del Presidente dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), dottor Domenico Oriani, sull'attività dell'Agenzia.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e conclusione).

Marco LION, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, anche attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso.
Introduce quindi l'audizione.

Il dottor Domenico ORIANI svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono quindi i deputati Luciano D'ULIZIA (IdV), Antonio BUONFIGLIO (AN), Claudio FRANCI (Ulivo), Giuseppina SERVODIO (Ulivo) e Luca BELLOTTI (AN).

Il dottor Domenico ORIANI replica alle questioni poste.

Marco LION, presidente, ringrazia il dottor Domenico Oriani per la relazione svolta e dichiara conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 13.10.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 8 novembre 2006. - Presidenza del presidente Marco LION.

La seduta comincia alle 13.20.


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Disposizioni in materia di agroenergia.
C. 289 Bellotti, C. 1385 Dozzo, C. 1603 Lion e C. 1751 Servodio.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame delle proposte di legge all'ordine del giorno.

Marco LION, presidente, avverte che, dal momento che le proposte di legge in oggetto vertono su identica materia, si procederà all'esame abbinato.

Giuseppina SERVODIO (Ulivo), relatore, rileva che si avvia oggi l'esame di diverse proposte di legge che hanno per oggetto la produzione e l'impiego di biocarburanti di origine agricola. Si tratta di un tema rilevante, in quanto pone in connessione le prospettive dell'agricoltura italiana con una questione essenziale per l'economia del paese e per la sua capacità di sviluppo sostenibile. Da un lato, infatti, il nostro paese ha seri problemi di fabbisogno energetico, che impongono di sostenere ogni iniziativa idonea a favorire la produzione di energia, in modo da garantire la costanza dell'approvvigionamento e la stabilità del livello dei prezzi. Dall'altro, non solo a livello nazionale, ma a livello globale, i problemi energetici devono essere affrontati in un'ottica che ne garantisca la sostenibilità ambientale; occorre per questo privilegiare le fonti di energia rinnovabili, che permettono la produzione di energia pulita e sono in grado di offrire un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal protocollo di Kyoto, che l'Italia ha reso esecutivo con la legge n. 120 del 2002. Ricorda inoltre che sul versante comunitario, nell'ambito della riforma della politica agricola comune, sono state previste misure volte a incentivare le produzioni agroenergetiche.
Ritiene che la nuova frontiera sia quella della diversificazione delle fonti energetiche e del contestuale, seppure graduale, passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, segnatamente quelle agroenergetiche. È indubbio che la combustione di minerali fossili influisce pesantemente sul clima e sulle cause di molti eventi climatici epocali. L'agricoltura è in grado di dare un contributo significativo nella produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché di offrire lo spazio per ospitare impianti come quelli eolici e solari. Evidenzia pertanto, in relazione all'impatto molto rilevante sull'agricoltura italiana, la competenza della Commissione a trattare le questioni. Le produzioni agricole possono, infatti, diventare una delle fonti di energia rinnovabile idonee ad affrontare le esigenze di un approvvigionamento energetico sostenibile sotto il profilo ambientale, anche se è il caso di non immaginare che oggi la produzione agroenergetica sia pienamente sufficiente a soddisfare immediatamente e in modo completo i grandi livelli di consumo di energia. Il rapporto tuttavia deve essere anche considerato in senso inverso. Queste esigenze offrono per le imprese agricole una prospettiva di attività e uno sbocco alternativo per le proprie produzioni, che potrà assumere grande rilevanza sotto il profilo del reddito e dell'occupazione nel settore.
Proprio tale consapevolezza spiega, a suo avviso, gli obiettivi delle proposte di legge presentate da gruppi politici della maggioranza e dell'opposizione. L'iniziativa legislativa risulta necessaria, per evitare che si accentui, fino a diventare irrecuperabile, il ritardo rispetto ad altri paesi. Occorre peraltro riconoscere che, sia pure soltanto di recente, alcune misure a sostegno della produzione di energia da fonti di origine agricola sono state introdotte nella legislazione italiana. Si possono ricordare le disposizioni contenute nelle ultime due leggi finanziarie e, soprattutto, l'insieme di interventi che sono stati adottati, nello scorcio della precedente legislatura, con il decreto-legge n. 2 del 2006, convertito dalla legge n. 81. Nella stessa linea si collocano anche le previsioni contenute nel disegno di legge finanziaria attualmente all'esame della Camera, con le quali vengono rafforzati e precisati gli strumenti di intervento già introdotti in sede legislativa, ma in ampia misura rimasti privi di applicazione.


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Osserva che, come è stato rilevato anche nel corso dell'esame del disegno di legge finanziaria da parte della Commissione agricoltura, le disposizioni in materia di bioenergie recate nel testo presentato dal Governo presentavano difficoltà di coordinamento, in quanto il tema veniva affrontato in due diversi articoli in termini non del tutto corrispondenti. La Commissione agricoltura ha approvato un emendamento che assicura coerenza e unitarietà agli interventi proposti nel disegno di legge finanziaria. In particolare, ricorda che con l'emendamento approvato dalla Commissione vengono fissati gli obiettivi di immissione in consumo nel mercato nazionale di biocarburanti e altri carburanti rinnovabili; viene previsto uno stanziamento di 73 milioni di euro annui per un triennio a sostengo della produzione di bioetanolo; vengono precisati e resi più stringenti, anche attraverso l'introduzione di una disciplina sanzionatoria, gli obblighi per i produttori di benzina e gasolio di immettere in consumo una quota minima crescente di biocarburanti e di altri carburanti rinnovabili, con priorità per quelli derivanti da produzioni agricole; viene aumentato a 250.000 tonnellate, ulteriormente incrementabili, il contingente annuo di biodiesel che beneficia di una riduzione dell'accisa; vengono ridefinite alcune misure per favorire la stipula dei contratti di filiera e dei contratti quadro, anche attraverso il sostegno delle amministrazioni pubbliche, e per garantire la tracciabilità e rintracciabilità dei biocarburanti di origine agricola; viene infine prospettata una revisione della disciplina dei certificati verdi, con lo scopo di incentivare l'impiego a fini energetici di prodotti e materiali provenienti dall'agricoltura.
Ribadisce che si tratta di un insieme di interventi che assicurano l'attuazione e ampliano la portata delle misure che erano già state previste nella fase finale della scorsa legislatura. Giudica positivo l'inserimento nel disegno di legge finanziaria di questi interventi, in quanto garantisce una loro tempestiva approvazione. Auspica che le previsioni in tema di bioenergie contenute nel disegno di legge finanziaria siano mantenute, in un testo conforme all'emendamento approvato dalla Commissione agricoltura.
Sottolinea che il lavoro che si avvia in questa seduta, non è una ripetizione di quello che già è stato fatto in sede di esame del disegno di legge finanziaria, in quanto si propone un obiettivo diverso e, sotto certi profili, anche più ambizioso. Da una lettura delle quattro proposte di legge emerge che esse, sebbene diverse nei contenuti, perseguono analoga finalità. Esse non si limitano a prevedere alcuni interventi a sostegno della produzione di energia da biomasse e biocarburanti di origine agricola, ma intendono definire una disciplina organica della materia, un progetto normativo volto a creare i presupposti, le opportunità e gli obiettivi del nuovo istituto giuridico dell'agroenergia che permetta di delineare una strategia coerente di sostegno allo sviluppo del comparto. Osserva che la Commissione avrà modo di valutare nel dettaglio i contenuti di ciascuna proposta nel corso dell'esame; tutte le proposte peraltro si prefiggono di superare l'attuale quadro di incertezza e muovono da una chiara definizione delle produzioni agroenergetiche, prevedendo la qualifica di attività connesse all'agricoltura per tutte le attività di produzione e cessione di energia derivante da prodotti e materie di origine agricola. All'interno di questo quadro preliminare, la strategia di sostegno al comparto agroenergetico si articola su tre diversi profili: in primo luogo, l'integrazione della filiera; in secondo luogo, l'intervento dei soggetti pubblici; in terzo luogo, il sostegno finanziario, anche sotto forma di agevolazioni fiscali.
Nell'ambito della politica comunitaria le proposte di legge individuano le linee guida generali e le azioni da intraprendere e la concertazione tra gli attori del sistema. Infatti, la costruzione e l'integrazione della filiera agroenergetica viene promossa mediante il ricorso a strumenti quali le intese di filiera e i contratti quadro, l'istituzione di tavoli di filiera, la costituzione di consorzi, organizzazioni di produttori e altre forme associative tra gli


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operatori, il riconoscimento di distretti agroenergetici. Un particolare rilievo viene attribuito, nell'ambito dell'attività delle forme associative, alla previsione di strumenti di controllo che assicurino la rintracciabilità delle biomasse da cui derivano i biocarburanti, in modo da garantire l'effettiva continuità della filiera dalla fase iniziale di produzione agricola a quella finale di distribuzione dell'energia.
Anche in merito all'intervento dei soggetti pubblici le proposte di legge in esame presentano un'impostazione in ampia parte condivisa. A tali soggetti, infatti, a suo avviso, viene opportunamente assegnato un ruolo non sostitutivo, ma di supporto allo sviluppo e al consolidamento dell'iniziativa privata. Le amministrazioni pubbliche, per un verso, devono dimostrare capacità di programmazione a livello nazionale, attraverso lo strumento del piano energetico nazionale; per l'altro possono favorire specifici interventi di particolare rilevanza attraverso la stipula di contratti di programma; infine, possono ampliare l'impiego dei biocarburanti di origine agricola garantendone l'utilizzo in misura significativa nelle flotte di trasporto pubblico e nel riscaldamento degli edifici pubblici o destinati ad uso pubblico.
Lo sviluppo del comparto dell'agroenergia nel nostro paese non può, infine, prescindere da un adeguato intervento finanziario, anche sotto forma di agevolazioni fiscali. Si tratta di un aspetto non semplice da affrontare, in considerazione, da un lato, della difficoltà di reperire risorse nell'ambito dei conti pubblici e, dall'altro, dell'esigenza di rispettare la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato. Occorre pertanto definire forme di contributo finanziario o di agevolazione fiscale che siano applicabili, in quanto compatibili con l'ordinamento comunitario, che possano essere mantenute per un lasso di tempo significativo, e che, contestualmente, intervengano nel modo più efficace per favorire una crescita strutturale del comparto. La priorità dovrebbe essere attribuita al sostegno agli investimenti, anche attraverso lo strumento del credito di imposta, e alla riduzione dell'imposizione sulla produzione.
In conclusione, ritiene che la Commissione si trovi di fronte a proposte di legge che vertono sul medesimo oggetto e si prefiggono l'obiettivo comune, proponendo modalità di intervento in larga misura convergenti nell'incentivare la costruzione di un progetto normativo organico. Una base di partenza per pervenire alla formulazione di un testo condiviso. È chiaro che si dovrà tener conto della formulazione definitiva delle misure contenute nella finanziaria che, tuttavia, non rendono inutile il lavoro della Commissione, ma, al contrario, sollecitano ad affrontarlo. Occorre infatti che anche quelle misure possano essere considerate nell'ambito di una strategia organica e coerente di sviluppo della filiera agroenergetica nel paese.
Rileva che si tratta di un compito difficile e ambizioso, dal momento che nella legislazione italiana non ci sono provvedimenti di questa portata. È necessaria, a suo parere, la consapevolezza che un primo intervento di questo genere potrebbe essere soggetto a carenze che richiederanno successivi interventi integrativi. Occorre altresì tener conto che sul tema dei biocarburanti e in particolare sulle misure già adottate nel decreto-legge n. 2 del 2006, come modificato dalla relativa legge di conversione, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha trasmesso al Parlamento una segnalazione in cui sono contenute importanti osservazioni, volte a garantire che gli interventi adottati non comportino restrizioni o distorsioni della concorrenza.
In ogni caso, anche tenendo conto di questi elementi, ritiene che sarebbe importante offrire un sostegno legislativo organico e coerente ad un settore di attività e ad un mercato che può costituire un'opportunità unica per l'agricoltura italiana. Le diverse iniziative adottate di recente dalla Commissione europea, quali il Piano d'azione per la biomassa, del dicembre 2005, e la Strategia dell'Unione europea per i biocarburanti, del febbraio


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2006, rappresentano uno stimolo per il lavoro della Commissione. Auspica pertanto che l'interesse dimostrato dai gruppi politici e dai singoli componenti della Commissione nella predisposizione delle proposte di legge si traduca in un effettivo risultato per lo sviluppo dell'agricoltura italiana.

Luca BELLOTTI (AN), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede che il presidente fornisca indicazione sulle modalità e i tempi con i quali si svolgerà l'esame dei provvedimenti in oggetto, osservando che si tratta di un tema sul quale si concentrano aspettative molto forti.

Marco LION, presidente, condivide l'esigenza di tempi brevi, precisando che l'esame si articolerà nello svolgimento della discussione preliminare e, quindi, nella costituzione di un Comitato ristretto con il compito di pervenire alla formulazione di un testo unitario.

Claudio FRANCI (Ulivo) sottolinea l'esigenza, anche in considerazione della complessità tecnica della materia, di procedere allo svolgimento di un ciclo di audizioni con le organizzazioni dei soggetti che operano nel settore e con esperti.

Luca BELLOTTI (AN) condivide la proposta di effettuare un articolato ciclo di audizioni. Evidenzia in proposito che sussiste l'esigenza di rivedere i testi delle proposte presentate; in particolare occorre definire interventi che, per un verso, non vengano giudicati distorsivi della concorrenza e, per l'altro, sostengano comunque l'utilizzo di produzioni nazionali. Sottolinea altresì l'importanza di definire misure di defiscalizzazione, in relazione alle quali è a suo avviso importante una verifica relativa agli interventi adottati in altri paesi appartenenti all'Unione europea.

Marco LION, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Sostegno agli agrumeti caratteristici.
C. 1069 Lion, C. 1576 Cirielli e C. 1691 Catanoso.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame delle proposte di legge all'ordine del giorno.

Marco LION, presidente, avverte che, dal momento che le proposte di legge in oggetto vertono su identica materia, si procederà all'esame abbinato.

Claudio MADERLONI (Ulivo), relatore, osserva che le proposte di legge in esame si propongono l'obiettivo di sostenere interventi di salvaguardia, manutenzione, recupero e ripristino di limoneti e, più in generale, agrumeti situati in aree di particolare pregio paesaggistico. La finalità perseguita è dunque di un duplice ordine, produttivo e paesaggistico: da un lato, favorire una produzione di pregio; dall'altro, e in misura ancor più rilevante, supportare la conservazione e, auspicabilmente, ampliare la presenza di un tratto del paesaggio mediterraneo, che costituisce un elemento essenziale dell'immagine di alcune delle zone del paese, costiere e insulari, più note per la loro bellezza. Non si tratta peraltro soltanto di una presenza che incide sull'aspetto del paesaggio; agrumeti ben tenuti offrono infatti anche un contributo importante per la difesa del territorio da fenomeni di dissesto idrogeologico.
Ricorda che alla materia oggetto delle proposte di legge in esame la Commissione agricoltura si era dedicata con impegno già nella scorsa legislatura, prendendo le mosse da diverse proposte che facevano riferimento ad aree specifiche del paese e pervenendo all'adozione di un testo unificato. I provvedimenti in oggetto fanno tesoro del lavoro già svolto, in quanto riprendono, nel caso delle proposte di legge di cui sono primi firmatari, rispettivamente, il presidente Lion e l'onorevole Cirielli, l'impianto del testo unificato. Ciò spiega, tra l'altro, le estese analogie tra i due testi. Più precisamente, si prevede l'attribuzione di un contributo per gli


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interventi di manutenzione, salvaguardia e recupero e di un diverso, e più elevato, contributo per gli interventi di ripristino dei limoneti abbandonati. Il maggior importo dei contributi per il ripristino è motivato proprio dalle finalità di valorizzazione del paesaggio che vengono perseguite. L'assegnazione dei contributi viene effettuata, anche per ragioni di certezza finanziaria, sulla base di un tetto di spesa annuale. A tal fine i proprietari o gli affittuari dei terreni su cui sono presenti gli agrumeti devono presentare una domanda nella quale sono indicati il numero degli alberi di limoni in rapporto ai quali è richiesto il contributo e gli interventi che si intendono effettuare. Il ministero provvede quindi alla ripartizione delle risorse sulla base dei fondi disponibili e delle domande valide pervenute presso il ministero in modo tempestivo.
La normativa interessa aree situate in territori insulari ovvero in fasce costiere di particolare pregio paesaggistico e a rischio di dissesto idrogeologico. La specifica individuazione di tali aree è demandata, nelle proposte di cui sono primi firmatari, rispettivamente, il presidente Lion e l'onorevole Cirielli, a un decreto ministeriale, al fine di evitare l'approvazione di una proposta finalizzata a favorire esclusivamente un ambito territoriale.
Sotto questo profilo, in parte diversa è l'impostazione della proposta di legge di cui è primo firmatario l'onorevole Catanoso, che si riferisce in modo specifico ai limoneti del territorio di Acireale. Tuttavia ritiene che non sia difficile far confluire anche i contenuti della proposta di legge Catanoso nell'ambito di una formulazione più ampia.
In generale, nel ribadire che gli interventi in esame perseguono scopi largamente condivisibili e opportuni, non solo dal punto di vista agricolo, ma anche da quello di tutela del territorio e del paesaggio, ritiene che il compito della Commissione sia quello di elaborare un testo unificato, avvalendosi del lavoro già svolto nella scorsa legislatura.
In conclusione invita la Commissione a tenere conto anche dell'importanza che il lavoro manuale riveste per questo tipo di coltivazioni, per le quali spesso non è possibile utilizzare macchinari. Auspica altresì che la formulazione del testo unitario risultante dalle proposte di legge in oggetto permetta di tenere conto anche di altri territori del paese, oltre quelli ai quali fanno riferimento le proposte iniziali, che presentino le medesime caratteristiche.

Basilio CATANOSO (AN) dichiara di condividere pienamente i contenuti della relazione dell'onorevole Maderloni. Osserva di aver presentato una propria proposta di legge, che riprende un'analoga iniziativa legislativa della precedente legislatura e che fa riferimento in modo specifico ai limoneti del territorio di Acireale; ricorda peraltro che già nella scorsa legislatura la Commissione agricoltura era pervenuta alla formulazione in un testo unitario in termini più generali, idonei a comprendere una molteplicità di territori. In considerazione del fatto che le proposte in esame sono largamente condivise dai gruppi presenti in Commissione, auspica che si possa pervenire in tempi rapidi all'approvazione di un testo unitario, anche ricorrendo alla sede legislativa.

Marco LION, presidente, condivide l'auspicio di pervenire rapidamente alla definizione di un testo condiviso. Osserva che giù alcune delle proposte di legge in esame sono formulate in modo da applicarsi a diversi territori, nei quali le coltivazioni di agrumi e di limoni assumono una particolare importanza. Evidenzia in proposito che il tema affrontato interessa numerosi profili di rilievo, quali la biodiversità, il presidio del territorio, la salvaguardia del paesaggio, la conservazione di attività che rappresentano un elemento essenziale della cultura agricola del paese. Ritiene infine che si debba pervenire ad una indicazione precisa delle caratteristiche dei territori ai quali potranno applicarsi i benefici previsti dai provvedimenti in esame, in modo da interessare tutte le situazioni territoriali per le quali gli agrumeti e i limoneti hanno un impatto significativo sui profili sopra richiamati.


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Giulia COSENZA (AN) si associa alla condivisione dei contenuti dei provvedimenti in esame, sottolineando l'importanza per il paesaggio che assumono i limoneti dell'isola di Procida. Auspica pertanto che la Commissione definisca i termini dell'intervento in esame in modo da comprendere anche tali realtà territoriali.

Edmondo CIRIELLI (AN), nel manifestare il proprio apprezzamento per il fatto che la Commissione abbia avviato l'esame delle proposte di legge in oggetto, ricorda che già nella fase finale della scorsa legislatura la Commissione agricoltura era pervenuta, a partire da una propria proposta iniziale concernente la salvaguardia dei limoneti della costiera amalfitana, a formulare un testo unitario, condiviso da tutti i gruppi politici. Evidenzia che la proposta di legge di cui è primo firmatario riprende tale testo unitario, frutto dell'accurato lavoro già svolto dalla Commissione, con il quale si individuano, come destinatari dell'intervento, le fasce costiere di particolare pregio paesaggistico e soggette a rischio idrogeologico. Pur segnalando l'esigenza di un'ulteriore riflessione sugli aspetti concernenti il rischio di infrazioni della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato e su quelli relativi alla formulazione delle norme di copertura finanziaria, ritiene che, alla luce della convergenza dei contenuti delle proposte di legge in esame, la Commissione possa in tempi rapidi pervenire alla definizione di un testo unitario e alla sua approvazione, anche in sede legislativa.

Marco LION, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.55.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 13.55 alle 14.10.