II Commissione - Resoconto di marted́ 14 novembre 2006


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SEDE REFERENTE

Martedì 14 novembre 2006. - Presidenza del presidente Pino PISICCHIO. - Intervengono i sottosegretari di Stato per la giustizia Luigi Li Gotti e per lo sviluppo economico Filippo Bubbico.

La seduta comincia alle 8.15.

Decreto-legge 259/06: Disposizioni urgenti per il riordino della normativa in tema di intercettazioni telefoniche.
C. 1838 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 13 novembre 2006.

Pino PISICCHIO, presidente, avverte che, in esito alla riunione di ieri della Conferenza dei presidenti di gruppo, la discussione sulle linee generali del disegno di legge in esame è stata inserita nel calendario dell'Assemblea per le sedute di mercoledì 15 novembre, alle ore 22, con eventuale prosecuzione, sempre della discussione sulle linee generali, venerdì 17 novembre. La Commissione, pertanto, dovrà concludere l'esame del provvedimento entro la seduta convocata oggi al termine della seduta antimeridiana dell'Assemblea. Comunica poi che ieri la Commissione Affari costituzionali ha formulato in senso favorevole il parere di competenza sul provvedimento.
Dopo aver dato atto delle sostituzioni comunicate dal gruppo di Rifondazione comunista - Sinistra europea, invita il relatore ed il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sulle proposte emendative presentate (vedi allegato al Bollettino delle Giunte e delle Commissioni Parlamentari del 13 novembre 2006).


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Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, esprime parere contrario su tutte le proposte emendative a prescindere dal merito, al fine di non modificare il testo trasmesso dal Senato e di consentire quindi la conversione del decreto-legge nei termini costituzionali.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI esprime parere conforme a quello del relatore.

Luigi VITALI (FI), alla luce dell'approfondito ed articolato dibattito svoltosi in Commissione sul testo trasmesso dal Senato, invita il relatore a trasformare il parere appena espresso da contrario in invito al ritiro.

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore, accoglie l'invito dell'onorevole Vitali.

Enrico COSTA (FI) prende atto del fatto che il relatore ha espresso il parere in termini politici, in un certo senso venendo meno al suo ruolo che avrebbe dovuto includere una valutazione tecnica che avrebbe potuto risultare utile ove le stesse proposte emendative fossero successivamente trasfuse in ordini del giorno.

Federico PALOMBA (IdV) dichiara che il testo licenziato dal Senato non appaga la sua coscienza di giurista, di deputato, di cittadino. Manifesta profonde riserve nei confronti del procedimento delineato: 1) perché è potenzialmente moltiplicatore di violazioni della privacy, non limitando la cognizione degli atti soltanto agli aspetti che singolarmente concernono ciascuna persona interessata; 2) perché non sottopone la distruzione al consenso della parte interessata (la quale potrebbe scegliere di esercitare un'azione civile risarcitoria contro l'autore delle intercettazioni illegittime e che, non avendo facoltà di opporvisi, con la distruzione si vede eliminata la prova dell'illecito); 3) non prevede diverse udienze separate (anche se in rapida successione) per quanto concerne ciascuna parte dando luogo, invece, ad una unica udienza «monstrum» per il caso di un gran numero di persone interessate. Oltre queste riserve, che definirebbe di sistema, ne aggiunge di profonde - in questo caso, più tecniche - nei confronti degli aspetti incriminatori, sia per le imperfezioni dell'articolo 3, sia perché essi andrebbero integrati con altre fattispecie riflettenti altrettanti illeciti ivi non previsti, ma parimenti importanti.
Segnala, inoltre, di ritrovarsi nel metodo e nel merito, nella nota redatta dall'Unione delle camere penali, che motivatamente esprime serie obiezioni alla conversione del decreto-legge, invitando alla legiferazione in via ordinaria all'interno delle complessive disposizioni sulle intercettazioni all'esame della Commissione. Nel dirsi convinto che il Parlamento non possa ancora a lungo continuare a rinunciare alla sua funzione, esprime la preoccupazione che altrimenti la frustrazione ne assalirà i componenti e sarà difficile guardarsi con un minimo di autoconsiderazione, se non di autostima.
Rammentando di aver presentato quindici emendamenti, dichiara di aver deciso di ritirarli, d'accordo con il suo gruppo, esclusivamente per un vincolo di coalizione dato che gli altri partiti della maggioranza hanno detto che non proporranno modifiche. Fa tuttavia presente di non comprendere tale atteggiamento, perché il Governo non è coinvolto nella eventuale mancata conversione; perché non è facile, e forse non è serio, modificare una legge subito dopo averla approvata; perché la politica non è il luogo della non serietà; perché si dà adito al sospetto che ci siano situazioni da coprire, di cui noi non si ha conoscenza come deputati, a differenza di altri soggetti. Con queste precisazioni, consapevole che Italia dei valori conquista, per così dire, un credito, ritira tutti gli emendamenti a sua firma.

Silvio CRAPOLICCHIO (Com. It.), così come preannunciato nella seduta di ieri, dichiara di ritirare tutti gli emendamenti a propria firma.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza dei presentatori, considera ritirati


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gli emendamenti Craxi 1.50, Lussana 1.1 e Mazzoni 1.67.

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo), secondo quanto preannunciato nella seduta di ieri, ritira l'emendamento a sua firma 1.60 ed il connesso subemendamento 0.1.60.1.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirato l'emendamento Mazzoni 1.67.

Enrico COSTA (FI), nell'illustrare l'emendamento anche a sua firma 1.14, ne raccomanda l'approvazione sulla base dell'opportunità che siano rese esplicite le ragioni logiche e giuridiche che hanno condotto alla segretazione.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Pecorella 1.14 e 1.11.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirato l'emendamento Lussana 1.2.

La Commissione respinge l'emendamento Pecorella 1.6.

Gaetano PECORELLA (FI), raccomanda l'approvazione dell'emendamento a sua firma 1.12, volto a sottolineare la differenza esistente tra le intercettazioni illegali e quelle illecite.

La Commissione respinge l'emendamento Pecorella 1.12.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a sua firma 1.5, segnala il rischio che, una volta che sia accertata l'illiceità dell'acquisizione, si proceda alla distruzione anche di documenti formati all'origine lecitamente e potenzialmente quindi utilizzabili come mezzi di prova.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Pecorella 1.5 e 1.15.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a propria firma 1.13, evidenzia l'esclusione delle intercettazioni ambientali nel testo del decreto-legge, giudicandola paradossale.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Pecorella 1.13 e 1.10.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a propria firma 1.17, rileva la necessità che siano definite le caratteristiche dei «luoghi protetti», affinché non persista il rischio di divulgazione delle intercettazioni illegali.

La Commissione respinge l'emendamento Pecorella 1.17.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirato l'emendamento Mazzoni 1.65.

Gaetano PECORELLA (FI) dichiara di fare proprio l'emendamento 1.78, ritirato dal presentatore, onorevole Palomba.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti 1.78 fatto proprio dall'onorevole Pecorella e Pecorella 1.7.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirati gli emendamenti Lussana 1.3 e 1.4.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a propria firma 1.18, si domanda quale senso abbia aver introdotto un contraddittorio se non solo alle parti, ma neanche al giudice, sia consentito accedere agli atti.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Pecorella 1.18, 1.19, 1.8, 1.16, 1.9.

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo), così come preannunciato nella seduta di ieri, ritira l'emendamento a propria firma 1.62.


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Gaetano PECORELLA (FI), nel fare proprio l'emendamento 1.62 ritirato dal presentatore, onorevole Tenaglia, ne raccomanda l'approvazione per evitare deroghe al principio costituzionale del giusto processo.

La Commissione respinge l'emendamento 1.62 fatto proprio dall'onorevole Pecorella.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirato l'emendamento Lussana 2,2.

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo), così come preannunciato nella seduta di ieri, ritira l'emendamento a propria firma 2.60, identico all'emendamento Lussana 2.2.

Gaetano PECORELLA (FI), nel fare propri gli identici emendamenti ritirati 2.2 e 2.60, evidenzia come l'articolo 2 del provvedimento scardini il sistema di formazione della prova nel contraddittorio, rilevando come il ricorso esclusivo alle indagini di polizia contrasti con il principio costituzionale del giusto processo.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli identici emendamenti 2.2 e 2.60 fatti propri dall'onorevole Pecorella, nonché l'emendamento Pecorella 2.1.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirato l'emendamento Lussana 3.2.

Lanfranco TENAGLIA (Ulivo), così come preannunciato nella seduta di ieri, ritira l'emendamento a propria firma 3.60.

Gaetano PECORELLA (FI), nel fare proprio l'emendamento 3.60 ritirato dall'onorevole Tenaglia, ne raccomanda l'approvazione, per l'evidente ragione che la subordinazione della punibilità alla distruzione dei documenti illecitamente formati equivarrebbe a ritenerne consentita la previa detenzione. Quanto al momento successivo alla distruzione, segnala la problematicità della consapevolezza o meno di tale evento da cui è fatta derivare l'illiceità della detenzione. Giudica assai grave che si lasci un così ampio margine di incertezza in una norma la cui pena edittale arriva a quattro anni.

La Commissione respinge l'emendamento 3.60 fatto proprio dall'onorevole Pecorella.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirato l'emendamento Mazzoni 3.61.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a propria firma 3.30, segnala la necessità di distinguere il reato presupposto e il reato susseguente. Si prevede, infatti, che l'autore sia punito non solo per la formazione illecita del documento, ma anche per la sua detenzione. Rileva che una simile doppia punibilità non è contemplata neanche riguardo al reato di ricettazione.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Pecorella 3.30 e 3.7.

Edmondo CIRIELLI (AN) dichiara la propria astensione su tutti gli emendamenti posti in votazione.

Gaetano PECORELLA (FI) fa propri gli identici emendamenti Crapolicchio 3.50 e Palomba 3.72.

La Commissione respinge gli identici emendamenti 3.50 e 3.72 fatti propri dall'onorevole Pecorella.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirato l'emendamento Lussana 3.3.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Pecorella 3.4 e 3.6.


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Rosa SUPPA (Ulivo) dichiara di ritirare l'emendamento a propria firma 3.1.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a propria firma 3,5, fa presente che tutti i reati di violazione della privacy sono perseguiti su querela della parte offesa, salvo che siano compiuti da pubblici ufficiali. Rileva altresì come si stia introducendo nell'ordinamento un'ulteriore contraddizione prevedendo la perseguibilità d'ufficio del detentore, ma non dell'intercettatore abusivo. Rammenta, peraltro, come la querela di parte sia prevista a tutela dell'interesse del privato che potrebbe considerare più dannosa l'apertura di un procedimento che inevitabilmente avrebbe ricadute sulla sua vita personale.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Pecorella 3.5 e Vitali 3.40.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza dei presentatori, considera ritirati gli emendamenti Consolo 3.10, Lussana 4.2, Mazzoni 4.60 e Lussana 4.4.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a propria firma 4.6, sottolinea la gravosa entità della sanzione pecuniaria prevista sotto la forma della riparazione sulla base delle copie stampate e non di quelle vendute. Ne evidenzia l'effetto economicamente assai critico sulle case editrici, con particolare riguardo ai piccoli giornali che sarebbero a «rischio-fallimento».

La Commissione respinge l'emendamento Pecorella 4.6.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirati gli emendamenti Lussana 4.3 e 4.5.

La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Pecorella 4.9 e 4.8.

Pino PISICCHIO, presidente, constatata l'assenza del presentatore, considera ritirati gli emendamenti Lussana 4.6 e 4.7.

Gaetano PECORELLA (FI), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento a propria firma 4.5 - identico all'emendamento Lussana 4.7 - rilevando come non sia previsto che si tenga conto dell'esito dell'azione riparatoria se l'azione risarcitoria viene intrapresa successivamente e viceversa. Pur nella non coincidenza delle causali, si configura comunque, a suo avviso, in tal modo una grave incongruenza.

La Commissione respinge l'emendamento Pecorella 4.5.

Pino PISICCHIO, presidente, avverte che, ai fini della conclusione dell'esame del provvedimento, si attende l'espressione dei pareri da parte delle Commissioni Cultura e Trasporti. Nell'imminenza della ripresa dei lavori in Assemblea, sospende la seduta.

La seduta, sospesa alle 9, riprende alle 14.10.

Pino PISICCHIO, presidente, avverte che sia la Commissione Cultura che la Commissione Trasporti hanno espresso parere favorevole sul provvedimento in esame. Rammenta che avevano già espresso il parere di competenza anche la Commissione Affari costituzionali e il Comitato per la legislazione.

Gaetano PECORELLA (FI) ricorda come la sua parte politica abbia con estrema chiarezza evidenziato le manchevolezze e i gravi errori presenti nel testo del decreto-legge trasmesso dal Senato. Contesta la decisione del Presidente della Camera di prevedere sino a venerdì notte la discussione sulle linee generali in Assemblea, sicchè diventa impossibile licenziare il provvedimento prima di sabato o


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domenica e quindi ipotizzarne il riesame presso il Senato entro il termine di scadenza. Considera tale calendarizzazione come un'indebita forma di pressione sui lavori parlamentari, ed in particolare sulle prerogative delle forze di opposizione. Ritiene pertanto impossibile sottrarsi alla scelta tra l'approvazione di un testo pur insoddisfacente e la mancanza assoluta di una regolamentazione del fenomeno delle intercettazioni illegali. In tale ottica, restando comunque buoni gli intenti dell'intervento normativo, dichiara che il suo gruppo si asterrà nella votazione di conferimento del mandato al relatore a riferire in Assemblea, per coerenza con le posizioni sin qui assunte, ma anche per coscienza rispetto agli obiettivi generali.

Paolo GAMBESCIA, relatore, ringrazia tutti i componenti della Commissione per la collaborazione ricevuta nell'assolvimento di un non facile compito. Nonostante l'esito, che considera insoddisfacente sia per la maggioranza che per l'opposizione, ritiene che la Commissione abbia dato prova di un buon metodo di lavoro, analizzando il provvedimento e individuandovi i margini di miglioramento. Accoglie con apprezzamento la posizione appena manifestata dall'onorevole Pecorella, a conferma del carattere bipartisan che ha caratterizzato l'esame del decreto-legge da convertire, sulla base della responsabilità di fare comunque qualcosa di fronte al generale allarme dell'opinione pubblica e del mondo politico. Giudica però necessario, a questo punto, procedere speditamente nell'iter del disegno di legge di riordino organico della materia delle intercettazioni, al fine di recuperare in tale sede le criticità su cui la Commissione ha preferito soprassedere al fine di non ostacolare la conversione del decreto-legge in questione.
Chiede, infine, al presidente di rappresentare al Presidente della Camera il disagio ed il senso di impotenza della Commissione che in breve tempo, per la seconda volta, è obbligata dalle contingenze ad astenersi dall'intervenire sui testi di legge trasmessi dal Senato. Al riguardo, sottolinea come sia in gioco il delicato equilibrio del sistema bicamerale.

Pino PISICCHIO, presidente, nel ringraziare tutti i colleghi, ricorda come il dibattito sia stato franco e leale ed abbia visto maturare posizioni convergenti su obiezioni di merito all'interno di una generale condivisione politica della necessità dell'intervento normativo. Condivide la rivendicazione di autonomia manifestata dal relatore e critica la surrettizia introduzione del monocameralismo che si sta delineando come conseguenza dell'esito asimmetrico della riforma elettorale.Nel far presente che taluni aspetti del problema potranno essere presi in considerazione dal Presidente della Camera, precisa però che la prevalente responsabilità spetta al Governo che è libero di presentare i propri disegni di legge presso l'una o l'altra Camera. Tiene a ringraziare l'onorevole Pecorella per il suo contributo di competenza e di passione, nonché per il suo stile. Conclude, riguardo alle questioni di metodo, osservando come la Commissione non possa più essere compressa nei suoi spazi di autonomia.
Propone, quindi, che la Commissione deliberi il conferimento al relatore, onorevole Gambescia, del mandato a riferire in senso favorevole all'Assemblea in ordine al disegno di legge di conversione del decreto legge n. 259 del 2006, approvato dal Senato

La Commissione approva la proposta del Presidente e delibera di conferire al relatore, onorevole Gambescia, il mandato di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul disegno di legge C. 1838 trasmesso dal Senato. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Pino PISICCHIO, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.


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Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche. C. 1164 Migliore, C. 1165 Fabris, C. 1170 Craxi, C. 1344 Mazzoni, C. 1638 Governo, C. 1257 Nan, C. 1587 Brancher e C. 1594 Balducci.
(Seguito dell'esame e rinvio. Costituzione del comitato ristretto).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 7 novembre 2006.

Pino PISICCHIO, presidente, chiede al rappresentante del Governo se è in grado di fornire i dati richiesti dal gruppo di Alleanza nazionale ai sensi dell'articolo 79, comma 4, del Regolamento della Camera.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI fa riferimento alla nota del Gabinetto del Ministro in data 6 novembre 2006 in cui si segnala l'esigenza di disporre di più tempo per la raccolta dei dati richiesti.

Gaetano PECORELLA (FI) invita il Governo ad accelerare i tempi, alla luce della necessità emersa di proseguire tempestivamente nell'esame del provvedimento, in cui potrebbero rifluire alcune delle osservazioni critiche rivolte al testo del decreto-legge sulle intercettazioni illegali. L'urgenza è raccomandata dall'esigenza di ridurre il tempo di vigenza di norme non pienamente soddisfacenti. Prospetta, quindi, al presidente l'opportunità di pervenire ad un testo unificato, eventualmente costituendo un comitato ristretto.

Pino PISICCHIO, presidente, avverte che il provvedimento è stato inserito nel programma dell'Assemblea per il mese di dicembre e sollecita pertanto il Governo a fornire i dati richiesti che rappresentano uno strumento indispensabile per il lavoro della Commissione. Concorda, altresì, con l'onorevole Pecorella sulla costituzione di un comitato ristretto.

Federico PALOMBA (IdV) sottolinea come il costituendo comitato ristretto debba tenere conto del dibattito svoltosi sul decreto-legge relativo alle intercettazioni illegali ed inserire nel testo unificato le opportune modificazioni.

Paolo GAMBESCIA (Ulivo) si associa al rilievo formulato dall'onorevole Palomba.

Pino PISICCHIO, presidente, nel concordare con i colleghi Palomba e Gambescia, ricorda che il decreto-legge sarà modificabile non appena convertito. Propone, quindi, la costituzione di un comitato ristretto..

La Commissione approva la proposta del presidente.

Pino PISICCHIO, presidente, invita i gruppi a comunicare al più presto i propri rappresentanti in seno al comitato ristretto appena costituito. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Introduzione dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori.
C. 1289 Maran, C. 1330 Fabris, C. 1443 Poretti, C. 1495 Governo, C. 1662 Buemi e C. 1834 Pedica.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 9 novembre 2006.

Pino PISICCHIO, presidente, avverte che ai progetti di legge in materia di azioni collettive è stata abbinata la proposta di legge n. 1834 a firma dell'onorevole Pedica. Considerato che non è stata ancora avviata la discussione sui progetti di legge in esame, in quanto nella seduta del 9 novembre scorso è stata svolta unicamente la relazione dell'onorevole Maran, invita questi ad integrare tale relazione facendo riferimento anche alla proposta di legge successivamente abbinata.


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Alessandro MARAN (Ulivo), relatore, rileva che la proposta di legge presentata dall'onorevole Pedica, strutturata sul modello anglosassone delle azioni collettive, è pressoché identica alle proposte di legge C. 130 Fabris e C. 1443 Porretti, per cui rinvia alle considerazioni già svolte in ordine a tali proposte. Segnala, peraltro, l'opportunità che la Commissione proceda ad alcune audizioni, in considerazione della portata sociale del tema.

Pino PISICCHIO, presidente, ricorda che anche il provvedimento in questione è stato inserito nel programma di dicembre dell'Assemblea. Raccogliendo l'indicazione del relatore, invita i gruppi a segnalare i soggetti eventualmente da audire in tempi brevi.

Gaetano PECORELLA (FI) indica l'opportunità di audire l'Associazione bancaria italiana, l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e l'Associazione delle società che si occupano di risparmio gestito.

Daniele FARINA (RC-SE) segnala l'esigenza di audire anche le associazioni rappresentative dei consumatori.

Paolo GAMBESCIA (Ulivo) invita a raccogliere i materiali documentari che attestano le posizioni dei diversi soggetti interessati alla materia ed a limitare le audizioni a pochi ma significativi interlocutori, rappresentativi di diversi orientamenti.

Gaetano PECORELLA (FI) ritiene che la Commissione debba affrontare il provvedimento con tutto l'approfondimento necessario.

Pino PISICCHIO, presidente, apprezza le proposte di audizione formulate, in attesa di ulteriori indicazioni. Precisa che il programma dovrà necessariamente essere concentrato e non pletorico.

Gaetano PECORELLA (FI) raccomanda di tenere conto del lavoro svolto nella precedente legislatura, che aveva condotto all'approvazione di un testo in materia da parte della Camera.

Pino PISICCHIO, presidente, ringraziando della raccomandazione l'onorevole Pecorella, segnala che due delle proposte di legge presentate riprendono il testo approvato nella scorsa legislatura. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

Riforma del codice di procedura penale.
C. 323 Pecorella e C. 1568 Mazzoni.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 7 novembre 2006.

Gaetano PECORELLA (FI), relatore, ritiene che la Commissione debba discutere innanzitutto i principi generali cui si ispira la proposta di riforma del codice di procedura penale e soffermarsi successivamente sui temi specifici. Ricorda l'intenzione del suo gruppo di richiedere la trattazione in Assemblea all'inizio del prossimo anno del provvedimento all'esame della Commissione, usufruendo della quota-opposizione di cui all'articolo del Regolamento della Camera. Auspica, quindi, che quanto prima sia avviata la discussione sui principi generali.

Pino PISICCHIO, presidente, segnala che il provvedimento è stato inserito all'ordine del giorno della Commissione per tutta la settimana. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.50.


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AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

SEDE REFERENTE

Tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori.
C. 528 Buemi.

SEDE CONSULTIVA

Delega al governo per la revisione della disciplina relativa alla titolarità ed al mercato dei diritti televisivi dei campionati di calcio.
C. 1496 Governo ed abb.
Modifiche alla normativa sullo sportello unico per le imprese e in materia di dichiarazione di inizio attività.
C. 1428 Capezzone.

ATTI COMUNITARI

Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2201/2003 limitatamente alla competenza giurisdizionale e introduce norme sulla legge applicabile in materia matrimoniale (COM (2006) 399).