VII Commissione - Resoconto di luned́ 18 dicembre 2006


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SEDE CONSULTIVA

Lunedì 18 dicembre 2006. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca, Luciano Modica.

La seduta comincia alle 18.15.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria per l'anno 2007).
C. 1746-bis-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale per il triennio 2007-2009.
C. 1747-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.

Terza nota di variazioni al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007 e bilancio pluriennale 2007-2009.
C. 1747-quater Governo.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero dell'istruzione.


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Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 17: Stato di previsione del Ministero dell'università e ricerca (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazione alla V Commissione).
(Esame congiunto e conclusione - Relazioni favorevoli sulle Tab. nn. 2, 7 e 14 - Relazione favorevole con osservazione sulla Tab. n. 17).

La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo.

Pietro FOLENA, presidente, avverte che la Commissione è chiamata ad esaminare congiuntamente, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del regolamento, i disegni di legge di bilancio e finanziaria per il 2007, per le parti di propria competenza che siano state modificate nel corso dell'esame al Senato.

Alba SASSO (Ulivo), relatore, ricorda, in riferimento al disegno di legge finanziaria, come modificato dal Senato, per le parti di competenza della Commissione, che l'articolo 1, comma 52, in materia di realizzazione di campagne di informazione e di educazione dei giovani, ex comma 36-bis dell'articolo 3 - inserito dalla Commissione bilancio del Senato, autorizza, per ciascun anno del triennio 2007-2009, la spesa di 100 mila euro, a favore del Ministero della pubblica istruzione, al fine di realizzare campagne di informazione e di educazione dei giovani, da realizzare in collaborazione con le istituzioni scolastiche. Lo scopo di tali campagne consiste nella realizzazione di programmi educativi che rendano i ragazzi consapevoli dei rischi derivanti dal vizio del gioco, di modo che le giovani generazioni sviluppino un approccio responsabile a tale attività. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge finanziaria, dovrà essere quindi emanato un decreto del Ministro della pubblica istruzione, con il quale disciplinare le modalità e i criteri per lo svolgimento delle menzionate campagne informative. Gli stanziamenti disposti dal comma in esame comportano una corrispondente riduzione di 100 mila euro all'anno, per il triennio 2007-2009, della voce Ministero dell'economia e delle finanze della Tabella A, allegata al disegno di legge finanziaria.
Aggiunge quindi che l'articolo 1, comma 602, sull'utilizzo della disponibilità del fondo per l'offerta formativa, introdotto dal Senato, rende disponibili stanziamenti dello stato di previsione del ministero della pubblica istruzione rimasti inutilizzati al termine dell'esercizio finanziario di competenza per il mancato perfezionamento delle relative procedure e ne dispone l'assegnazione ai bilanci delle istituzioni scolastiche. In particolare si prevede che le somme del fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi, istituito nello stato di previsione del ministero della pubblica istruzione dalla legge 18 dicembre 1997, n. 440 possano essere utilizzate negli anni successivi a quello di assegnazione. Si stabilisce inoltre che le quote del medesimo fondo, non ripartite nel 2006, per l'esercizio finanziario 2007 siano trasferite direttamente alle istituzioni scolastiche autonome e destinate al miglioramento dell'offerta formativa ed alla formazione del personale, secondo le indicazioni recate dalla direttiva annuale concernente interventi prioritari e criteri di riparto, secondo quanto stabilito dalla direttiva 3 aprile 2006, n. 33. Precisa peraltro che il primo periodo del comma in esame sembrerebbe superfluo in quanto l'articolo 1, comma 2 della legge 440/1997 prevede che le somme inutilizzate in corso d'anno siano disponibili nell'esercizio finanziario successivo. Segnala che l'articolo 1, comma 626, del disegno di legge finanziaria in esame è finalizzato all'ampliamento dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche anche al di fuori dell'orario di lezione; a tal fine prevede che il ministro della pubblica istruzione definisca criteri e parametri per l'assegnazione di risorse finanziarie alle istituzioni medesime.


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Ricorda che i commi 605-620 - ex articolo 66, comma 1 del disegno di legge 1746-bis presentato dal Governo alla Camera - modificati dal Senato; recano varie misure di razionalizzazione della spesa nel settore scolastico che interessano: il numero di alunni per classe ed il rapporto numerico insegnanti di sostegno/alunni; le assunzioni del personale docente e ATA, la mobilità, la riconversione professionale e la valutazione dei titoli del personale docente; il riordino degli enti di servizio del ministero della Pubblica istruzione; i revisori dei conti delle istituzioni scolastiche; le procedure concorsuali e la disciplina transitoria di reclutamento dei per dirigenti scolastici; i carichi orari dell'istruzione professionale. Le modifiche introdotte dal Senato riguardano in particolare: le assunzioni e le graduatorie del personale docente, comma 605 lettera c), terzo- sesto periodo; la disciplina transitoria per la nomina dei dirigenti scolastici, comma 605, lettera c), ultimi periodi e comma 619; il collegio di revisori di conti delle istituzioni scolastiche, ai sensi del nuovo comma 617.
Con riguardo ai docenti, è previsto al comma 605, lettera c) un piano di assunzioni triennale 2007-2009 per complessive 150 mila unità da verificare annualmente per la concreta fattibilità, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica. In relazione al piano citato è stata soppressa la menzione - tra le finalità di quest'ultimo - di individuare procedure concorsuali più snelle a cadenze programmate. È stata inoltre soppressa la previsione di abolire - dall'anno scolasticomma2010/2011 - l'utilizzo delle graduatorie permanenti, per l'accesso ai ruoli nella misura del 50 per cento dei posti nonché di far decadere le graduatorie dei concorsi per titoli ed esami già banditi, demandando ad un decreto ministeriale l'indicazione di criteri per la valutazione di titoli e servizi dei docenti inclusi in queste ultime ai fini della partecipazione a futuri concorsi. Sono state quindi introdotte le disposizioni relative al comma 605, lettera c) terzo,quarto,quinto e sesto periodo; le assunzioni di cui al piano triennale saranno effettuate nel rispetto del regime autorizzatorio di cui all'articolo 39, comma 3-bis, della legge 449/1997.
Le graduatorie permanenti saranno trasformate in graduatorie ad esaurimento facendo salva l'inclusione in queste ultime - per il biennio 2007-2008 - dei docenti già abilitati nonché l'inserimento con riserva di quanti, alla data di entrata in vigore della legge finanziaria, stiano già frequentando una serie di corsi abilitanti. Il Ministro della pubblica istruzione dovrà effettuare un monitoraggio sugli esiti del meccanismo descritto e riferire entro 18 mesi dall'entrata in vigore della legge alle competenti Commissioni parlamentari, al fine di individuare nuove modalità di formazione, abilitazione e reclutamento del personale docente, nonché apportare eventuali adattamenti alla disciplina dettata. Con riguardo all'inserimento con riserva nelle graduatorie precisa che vi hanno diritto i docenti già frequentanti: il corso di laurea in Scienza della formazione primaria e le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (S.S.I.S.) in esito ai quali si conseguono titoli abilitanti; i corsi abilitanti speciali indetti presso le università le accademie di belle arti ed i conservatori in relazione alla disposizioni recate dall'articolo 2 del decreto-legge n. 97 del 2004 convertito con modificazioni dalla legge n. 143 del 2004; i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico-(COBASLID) presso le Accademie di belle Arti, i corsi di didattica della musica presso i Conservatori di musica.
Aggiunge che le disposizioni introdotte dal Senato disciplinano altresì le nomine dei dirigenti scolastici nei prossimi tre anni ai commi 605, lettera c), ultimi periodi) e 619, attingendo ai candidati al concorso ordinario ed ai due corsi concorsi riservati. Ciò in attesa del regolamento di delegificazione previsto dal comma 618, non modificato, per la definizione di nuove procedure concorsuali. Il comma 605 alla lettera c), in relazione alla presumibile necessità di coprire posti vacanti nei tre anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009 e 2009/2010, dispone la nomina


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di candidati a due procedure concorsuali riservate - bandite, rispettivamente, nel 2002 e nel 2006 -, delle quali una è in fase di espletamento, operando pertanto una sanatoria di posizioni. In particolare verranno nominati, nell'ordine, candidati al concorso riservato per dirigente scolastico di cui al Decreto ministeriale 3 ottobre 2006, che pur avendo completato l'iter concorsuale non ottengano l'immissione in ruolo per carenza di posti; candidati al medesimo concorso ed al precedente - bandito con Decreto dirigenziale 17 dicembre 2002 - ammessi ai corsi di formazione previsti dalla procedura concorsuale, ma esclusi dai medesimi per mancanza di posti disponibili. Per tale categoria viene previsto un corso di formazione, a carattere facoltativo e da realizzare senza oneri aggiuntivi, che dà accesso agli esami finali previsti nei citati bandi ed all'inserimento in coda nelle rispettive graduatorie. Per l'ordine di conferimento delle nomine si fa riferimento alla data di indizione dei concorsi richiamati; rinvia comunque al regime autorizzatorio in materia di assunzioni disposto dall'articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Si dispone infine l'inserimento in coda nella graduatoria di merito del concorso del 2002 di coloro che, pur avendo superato l'esame finale, siano stati esclusi perché privi del requisito di almeno un anno di incarico di presidenza.
Ricorda quindi che il comma 619 prevede l'accesso ai ruoli di alcune categorie di partecipanti al primo corso concorso ordinario per 1500 dirigenti scolastici, bandito con Decreto dirigenziale del 22 novembre 2004, ancora in fase di svolgimento. Il testo approvato dalla Camera disponeva che sui posti messi a concorso nel 2004 e, ove questi non fossero sufficienti, sui posti vacanti per gli anni scolastici 2007/2008 e 2008/2009, fossero nominati: i candidati che avessero positivamente espletato la prima parte del corso concorso (corso di formazione) con produzione di una relazione finale e conseguimento di attestato ma senza l'effettuazione dell'esame finale; in subordine, i candidati esclusi dal corso di formazione (pur avendo superato le prove propedeutiche), previa partecipazione ad apposito corso intensivo. La modifica apportata dal Senato, specifica che sono compresi tra gli aventi diritto anche i candidati in possesso dei prescritti requisiti ammessi con riserva a seguito di provvedimento cautelare in sede giurisdizionale o amministrativa.
Evidenzia ancora che il comma 617, introdotto dal Senato, prevede quindi una norma transitoria nelle more del perfezionamento della disciplina recata dal comma 616. Quest'ultimo ha ridotto da tre a due il numero dei revisori dei conti delle istituzioni scolastiche - designati, rispettivamente, dal ministro della Pubblica istruzione e dell'economia e delle finanze - ed ha assegnato a queste ultime le conseguenti economie di spesa. Si dispone infatti la conferma degli attuali rappresentanti dei due ministeri fino all'emanazione dei nuovi decreti di nomina o, comunque, non oltre l'entrata in vigore di un provvedimento di modifica all'attuale regolamento di gestione delle istituzioni scolastiche, adottato con decreto ministeriale 1o febbraio 2001, n. 44.
Sottolinea quindi che il successivo comma 623 introdotto al Senato, nell'ambito delle misure volte a innalzare l'obbligo scolastico ed elevare l'età per l'accesso al lavoro da quindici a sedici anni, prevede che nella provincia autonoma di Bolzano, considerato il suo particolare sistema della formazione professionale, l'ultimo anno dell'obbligo scolastico possa essere speso anche nelle scuole professionali provinciali in abbinamento con adeguate forme di apprendistato. La norma viene così a prefigurare una sorta di deroga rispetto alle prescrizioni contenute nei commi precedenti in materia di obbligo scolastico. Segnala peraltro che il successivo comma 625 ha altresì autorizzato la prosecuzione dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui all'articolo 28 del decreto legislativo n. 226 del 2005 confermando i relativi finanziamenti. Il comma 625 riproduce infatti con qualche modifica introdotta al Senato, dovuta probabilmente


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alla necessità di una interpretazione più chiara della norma, quanto previsto dall'articolo 68, comma 3 del disegno di legge del Governo in materia di edilizia scolastica. In particolare il comma autorizza la spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2007 e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per l'attivazione dei piani di edilizia scolastica di cui all'articolo 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23. Il 50 per cento delle predette risorse è destinato al completamento delle attività di messa in sicurezza e di adeguamento a norma degli edifici scolastici da parte dei competenti enti locali; per questi specifici interventi le regioni e gli enti locali interessati, nell'ambito dei piani sopra citati, concorrono al finanziamento, ciascuno nella misura di un terzo. Le regioni possono fissare un nuovo termine di scadenza per la messa in sicurezza e l'adeguamento a norma degli edifici scolastici, comunque non successivo al 31 dicembre 2009, previa sottoscrizione di un «patto per la sicurezza» tra Ministero della pubblica istruzione, regione ed enti locali della medesima regione.
Evidenzia ancora che il comma 629, introdotto dal Senato, prevede che i comuni possano, a fronte di particolari esigenze, fornire agli alunni in possesso dei requisiti richiesti che adempiono l'obbligo scolastico, i libri di testo anche in comodato e non solo in maniera gratuita o parzialmente gratuita, secondo quanto finora disposto dall'articolo 27, comma 1 della legge n. 448 del 1998 (legge finanziaria per il 1999), in base al quale i comuni devono provvedere a garantire, in presenza di determinati requisiti di reddito, la gratuità, totale o parziale, dei libri di testo in favore degli alunni che adempiono l'obbligo scolastico, nonché alla fornitura di libri di testo da dare anche in comodato agli studenti della scuola secondaria superiore. Sottolinea che il comma in esame va visto in relazione al precedente comma 628 - già articolo 68, comma 6, del disegno di legge del governo - ed in particolare al primo periodo che estende agli studenti del primo e del secondo anno dell'istruzione secondaria superiore -in connessione all'estensione dell'obbligo scolastico disposta dal precedente comma 622 - la gratuità parziale dei libri di testo, prevista dal citato articolo 27, della legge 448/1998. La norma in commento sembra quindi volta a mantenere la possibilità di fornire a tali studenti i libri di testo anche in comodato. Ricorda infine che il terzo periodo del comma 628 prevede che le istituzioni scolastiche, le reti di scuole e le associazioni dei genitori siano autorizzate al noleggio di libri scolastici agli studenti e ai loro genitori.
Rileva quindi che il comma 641 introdotto dal Senato, autorizza la spesa di 20 milioni di euro per gli anni 2007, 2008 e 2009 per le finalità di cui al decreto legislativo n. 204 del 1998, in linea generale a favore della ricerca scientifica. Il successivo comma 643 introdotto al Senato autorizza, per gli anni 2008 e 2009, gli enti di ricerca pubblici ad effettuare assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato entro il limite dell'80 per cento delle proprie entrate correnti complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell'anno precedente, purché entro il limite delle risorse relative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nel precedente anno, vale a dire nel 2007. La norma, riprendendo il testo originario presentato dal governo alla Camera - articolo 70, comma 1 dell'atto Camera n. 1746-bis - consente nuove assunzioni a tempo indeterminato per gli enti di ricerca, e non anche per le università, precedentemente incluse nella disposizione. Ricorda poi che il comma 520 prevede, per l'anno 2007, la costituzione di apposito fondo, destinato alla stabilizzazione di ricercatori, tecnologi, tecnici e personale impiegato in attività di ricerca, mentre il comma 529 stabilisce che, per il triennio 2007-2009, le pubbliche amministrazioni che procedono all'assunzione di personale a tempo determinato, nel bandire le relative prove selettive riservino una quota del 60 per cento del totale dei posti programmati ai soggetti con i quali hanno stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa,


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per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre 2006, attraverso i quali le medesime abbiano fronteggiato esigenze attinenti alle ordinarie attività di servizio.
Osserva, poi, che il comma 647 modificato al Senato stabilisce che il decreto del Ministro dell'università e della ricerca, da emanare entro il 31 marzo 2007, in materia di modalità di svolgimento dei concorsi per ricercatore, riguarda i concorsi banditi dalle università successivamente alla data di emanazione del decreto stesso, e non successivamente alla data di entrata in vigore della legge finanziaria come precedentemente indicato. Il comma 653 modificato al Senato nell'ambito del divieto temporaneo - per gli anni dal 2007 al 2009 - di istituire nuove facoltà e corsi di studio in comuni diversi da quello ove l'ateneo ha la sede legale e amministrativa, introduce invece una deroga per i comune confinanti; le attività di razionalizzazione dell'offerta didattica mediante accorpamento di sedi decentrate già esistenti nelle regioni Valle d'Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano; l'istituzione di centri di ricerca funzionali alle attività produttive della regione. Ricorda che nella versione originaria dell'articolo 71 del disegno di legge finanziaria presentato dal governo alla Camera, le università dovevano inoltre provvedere, per le facoltà e i corsi di studio decentrati già esistenti, ad integrare le convenzioni con gli enti locali e gli altri enti sottoscrittori, in modo da assicurarne il funzionamento, per almeno venti anni, in termini di risorse finanziarie, strumentali e di strutture edilizie. Le predette convenzioni dovevano poi acquisire il parere di congruità del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario. Il comma 654 - introdotto al Senato - autorizza, per ciascun anno del triennio 2007-2009, la spesa di 500.000 euro, per le spese di funzionamento della Fondazione Collegio europeo di Parma. Si ricorda che la Fondazione Collegio europeo di Parma è una fondazione di diritto privato senza scopo di lucro - istituita nel 2004 con il subentro al Consorzio Collegio Europeo di Parma fondato nel 1988 - cui partecipano, tra l'altro, la Regione Emilia Romagna e il Comune e la Provincia di Parma - finalizzata a favorire l'alta formazione di esperti nelle materie relative al processo di integrazione europea e a svolgere attività di formazione, informazione, ricerca e divulgazione scientifica e didattica sull'Unione europea. La Fondazione rilascia titoli di studio non aventi valore legale.
Sottolinea quindi che il comma 717 introdotto al Senato, mediante modifiche all'articolo 3 della legge n. 250 del 1990, estende - nel limite complessivo di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 - i contributi per i giornali quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle regioni autonome Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige alle emittenti radiotelevisive che trasmettano programmi nelle citate lingue e nelle medesime regioni a condizione che le imprese editrici non editino altri giornali e non possiedano altre emittenti radiotelevisive e subordinatamente al possesso di alcuni requisiti. Il comma 1133 - già articolo 163, comma 1, del disegno di legge del Governo - reca invece la proroga fino al 31 dicembre 2007 dei contratti di lavoro a tempo determinato relativi al Ministero per i beni e le attività culturali previsti dall'articolo 1, comma 596, della legge finanziaria 2006. Nel corso dell'esame al Senato è stato aggiunto un periodo, totalmente estraneo al contenuto del comma, che reca disposizioni relative agli uffici di livello dirigenziale generale del Ministero per i beni e le attività culturali. La norma in esame precisa che ai fini della riorganizzazione di cui al comma 404 lettera a) sulla riduzione del numero degli uffici di livello dirigenziale generale di almeno il 10 per cento, per gli uffici di livello dirigenziale generale del Ministero per i beni e le attività culturali si tiene conto di quanto già disposto dall'articolo 2, comma 94 del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. Il successivo comma 1134, introdotto dal Senato, reca invece una correzione all'articolo 2,


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comma 98, lettere b) e c) del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006 n. 286, facendo riferimento non al comma 94 dell'articolo 2 dello stesso decreto legge, ma al comma 1 dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, modificato appunto dal suddetto comma 94. Il comma 1136 modificato al Senato si colloca quindi nell'ambito delle misure previste in materia di beni e attività culturali, di cui all'articolo 163 del disegno di legge 1746-bis presentato dal Governo alla Camera. In particolare, il comma 1136 istituisce un Fondo per l'attuazione di accordi di cofinanziamento tra lo stato e le autonomie finanziato dal successivo comma 1137 con 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 e finalizzato al sostegno di interventi in materia di attività culturali svolte sul territorio italiano. La modifica introdotta la Senato precisa le modalità per il finanziamento degli interventi che vengono rimesse a decreti del Ministro per i beni e le attività culturali.
Ricorda quindi che il comma 1139 - introdotto al Senato - autorizza, per ciascun anno del triennio 2007-2009, la spesa di 50.000 euro a favore del Parco della pace di S. Anna di Stazzema e dell'area monumentale circostante. L'intervento, che richiama esplicitamente il comma 2 del citato articolo 5, sembrerebbe quindi volto ad incrementare lo stanziamento per le spese di funzionamento del Parco. Il comma 1140, modificato al Senato, assegna quindi al Fondo per la produzione, la distribuzione l'esercizio e le industrie tecniche previsto dell'articolo 12 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28. un contributo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per interventi a sostegno di istituzioni, grandi eventi di carattere culturale e ulteriori esigenze del settore dello spettacolo. La modifica riguarda una correzione formale relativa all'individuazione del Fondo cui attribuire le risorse, erroneamente individuato, nel testo originario, nel Fondo di garanzia di cui alla lettera e) del comma 1 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28 ora confluito nel nuovo Fondo per la produzione, la distribuzione, l'esercizio e le industrie tecniche. Aggiunge che i commi 1150 e 1151, non modificati dal Senato, contengono alcune modifiche concernenti la disciplina del Fondo. Rileva quindi che il comma 1143, introdotto durante l'esame presso la Camera, attraverso una modifica all'articolo 3, comma 8, del decreto-legge n. 67 del 1997, consente la riprogrammazione delle risorse giacenti nelle contabilità speciali dei capi degli istituti centrali e periferici del Ministero per i beni e le attività culturali, non impegnate entro il 30 novembre 2006. Tali risorse possono essere trasferite da una contabilità speciale ad un'altra ai fini dell'attuazione dei nuovi interventi individuati con la riprogrammazione; con una modifica introdotta dal Senato si prevede che il trasferimento avvenga, ove possibile, nell'ambito della stessa Regione. Il comma 1144, introdotto dal Senato, apporta alcune modificazioni alla legge 17 aprile 2003, n. 91 istitutiva del Museo Nazionale della Shoah. Sottolinea che la norma in commento modifica in particolare la denominazione del museo in Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah; inteso quale testimonianza delle vicende che hanno caratterizzato la bimillenaria presenza ebraica in Italia e non più come luogo simbolico per conservare nella memoria della nazione le vicende delle persecuzioni razziali e dell'Olocausto. Include quindi tra i compiti del museo, la diffusione della storia, del pensiero e della cultura dell'ebraismo italiano; abroga la previsione di comprendere tra i compiti del museo quello di organizzare l'assegnazione di premi nazionali e internazionali per libri e opere a persone o enti che hanno contribuito a promuovere la conoscenza della Shoah e il mantenimento della sua memoria; dispone che per le attività di ricerca e documentazione scientifica il Museo si avvale della collaborazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), oltre a quella già prevista della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC) di Milano.


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Aggiunge che il comma 1145, ex articolo 164 del disegno di legge 1746-bis, modificato dal Senato, autorizza la spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2007 a favore delle accademie e delle istituzioni superiori musicali, coreutiche e per le industrie artistiche di cui alla legge n. 508 del 1999, riservando 10 milioni alla ristrutturazione ed alla manutenzione straordinaria degli immobili utilizzati e 10 milioni di euro al funzionamento amministrativo e didattico. La modifica apportata al Senato specifica che gli interventi edilizi devono essere prioritariamente effettuati su immobili di proprietà pubblica e demaniale. La disposizione sembra finalizzata a restringere la platea dei destinatari del beneficio alle istituzioni ospitate in edifici pubblici.Il comma 1146, introdotto dal Senato, assegna invece 1.500.000 euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2007, 2008 e 2009 a favore della Fondazione Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma, e richiama in proposito la finalità già enunciata dalla legge n. 98 del 2004 che, per lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle attività culturali e musicali svolte dalla fondazione, aveva disposto un finanziamento di pari importo per ciascuno degli esercizi finanziari dal 2004 al 2006. Il comma 1149, introdotto dal Senato, dispone che le risorse stanziate con delibera CIPE 35/2005, ai sensi del comma 219, dell'articolo 1, della legge finanziaria del 2005, si intendono prorogate per il biennio 2008/2009. La citata delibera del CIPE prevede un finanziamento complessivo, nel triennio 2005-2007, di 7,85 milioni di euro a favore dell'Istituto italiano studi filosofici e di 5,05 milioni di euro a favore dell'Istituto italiano per gli studi storici, entrambi aventi sede a Napoli. Il comma 219 della legge finanziaria per il 2005 aveva disposto che il CIPE, a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, assegnasse un finanziamento ai due istituti per la realizzazione delle rispettive attività di ricerca e formazione di rilevante interesse pubblico per la promozione dell'integrazione europea e mediterranea del Mezzogiorno.
Rileva quindi che il comma 1243 modificato al Senato interviene sull'autorizzazione di spesa correlata alla costituzione della Fondazione per la promozione dello sviluppo della ricerca avanzata nel campo delle biotecnologie prevista dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266, (legge finanziaria per il 2006), all'articolo 1, comma 341; si tratta, in particolare, di 60 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008, e 180 milioni di euro per l'anno 2009. Precisa che la versione originaria della norma - articolo 190 del disegno di legge 1746-bis presentato dal Governo alla Camera - prevedeva la soppressione dell'autorizzazione di spesa a decorrere dall'anno 2007. La modifica introdotta al Senato ripristina la predetta autorizzazione, riducendola, rispetto alla legge istitutiva, di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 e di 50 milioni di euro per l'anno 2009; di conseguenza, lo stanziamento a favore della Fondazione risulta essere di 50 milioni per ciascuno degli anni 2007 e 2008 e di 130 milioni per il 2009. Le disposizioni, contenute ai commi 1245-1248, introdotti al Senato, riproducono quindi, sostanzialmente, i contenuti degli articoli 24 e 26 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, collegato alla manovra finanziaria in materia di provvidenze all'editoria; tali articoli sono stati peraltro soppressi nel corso dell'esame parlamentare della legge di conversione. In particolare, con riferimento al comma 1245, si prevede - con l'obiettivo esplicito di dare attuazione al principio costituzionale del pluralismo dell'informazione e di tutelare e promuovere lo sviluppo del settore dell'editoria - che il Governo elabori, entro sei mesi, una proposta di riforma della disciplina del settore. Secondo il medesimo comma 1249, la riforma dovrà essere riferita al prodotto, al mercato editoriale e alle provvidenze pubbliche; essere indirizzata a sostenere le possibilità di crescita e di innovazione tecnologica delle imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro, in coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica e con la normativa europea; tenere conto della normativa europea in materia di servizi postali, privilegiando quali destinatarie


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delle agevolazioni tariffarie, le imprese editoriali di minori dimensioni, l'editoria destinata alle comunità italiane all'estero e le imprese non profit. Il comma 1246 prevede che l'erogazione dei contributi diretti all'editoria e alle imprese radiofoniche e televisive si effettui, ove necessario, mediante il riparto percentuale dei contributi tra gli aventi diritto. Secondo la disposizione in commento, in tal caso le quote restanti sono erogate anche oltre il termine indicato dall'articolo 1, comma 454, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) che prevede che i contributi siano erogati in un'unica soluzione entro l'anno successivo a quello di riferimento. Si tratta in particolare dei contributi previsti dagli articoli 3, 4, 7 e 8 della legge 7 agosto 1990 n. 250, nonché all'articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e all'articolo 7, comma 13, della legge 3 maggio 2004 n. 112 - riguardanti rispettivamente i programmi informativi trasmessi delle TV locali e via satellite.
Aggiunge che il comma 1247 - che, come si è detto, riproduce sostanzialmente il comma 2 del soppresso articolo 26 del decreto legge 262 del 2006 - modifica i requisiti per accedere ai contributi a favore delle emittenti radiofoniche organi di partiti politici previsti dall'articolo 4 delle legge n. 250 del 1990, senza peraltro integrare od abrogare tale disposizione. Il comma in esame, così come formulato, sembrerebbe disporre che i contributi previsti dall'articolo 4 della legge n. 250 del 1990 siano corrisposti esclusivamente: alle imprese radiofoniche organi di partiti politici che abbiano il proprio gruppo parlamentare in una delle Camere o due rappresentanti nel Parlamento europeo, eletti nelle liste di movimento; alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 230. In tale caso la norma, mentre da un lato modifica i requisiti della presenza parlamentare, avvicinandoli a quelli previsti per gli organi a stampa, dall'altro sembrerebbe estendere a nuovi soggetti l'erogazione dei contributi. Si disciplina inoltre la situazione dei soggetti non rientranti nella nuova definizione che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano maturato il diritto ai contributi, disponendo la prosecuzione dei contributi in via transitoria con le medesime procedure, fino alla ridefinizione dei requisiti di accesso. Tale disciplina transitoria dovrebbe interessare le altre imprese radiofoniche che sembrano essere imprese che non rientrano nella nuova definizione di organo di partito e i canali tematici satellitari equiparati alle radio di partito in base al citato articolo 7, comma 13, n. 112 del 2004. L'ultimo periodo del comma 1147 prevede, infine, che a decorrere dall'anno 2007, alle emittenti radiofoniche locali legittimamente esercenti alla data di entrata in vigore della presente legge spetti, nella misura del 15 per cento dell'ammontare globale dei contributi destinati alle emittenti locali, di cui all'articolo 52, comma 18, della legge n. 448 del 2001 (legge finanziaria per il 2002). Si ricorda - per quanto qui interessa - che tale articolo ha ammesso a beneficiare del contributo previsto per le emittenti locali anche le emittenti radiofoniche locali legittimamente esercenti alla data di entrata in vigore della legge, prevedendo, peraltro, che lo stanziamento complessivo a favore della radiofonia locale non possa superare il 10 per cento del totale. La disposizione in commento incrementa quindi la percentuale di contributi destinati alle emittenti radiofoniche locali dal 10 al 15 per cento. Si segnala che i contributi alle emittenti locali sono stati incrementati da successive disposizioni legislative e, da ultimo, dal precedente comma 1244, non modificato.
Ricorda quindi che il comma 1248 - introdotto al Senato - proroga fino al 31 dicembre 2006 le convenzioni aggiuntive di cui agli articoli 19 e 20 della legge 14 aprile 1975, n. 103, approvate fino al 31 dicembre 2005. Al riguardo segnala che la disposizione esplica i propri effetti nell'anno 2006. Il comma 1297, introdotto dal Senato, contiene invece due disposizioni di diversa natura in relazione all'Istituto per il credito sportivo. Da un lato, con il fine dichiarato di contenere i costi di funzionamento


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e di conseguire risparmi di spesa, si prevede che i compensi e le spese sostenute per gli organi dell'Istituto siano ridotti del 30 per cento a decorrere dal 1o gennaio 2007; dall'altro, si procede ad un riordino della struttura dell'istituto stesso, tramite una serie di indicazioni da recepire nello statuto dell'ICS entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge finanziaria, ed all'immediato scioglimento dei suoi organi dirigenti. Per ciò che attiene al riordino, anche in applicazione del decreto legge n. 181 del 2006, si prevede che il Consiglio di amministrazione sia composto da nove membri, di cui quattro, tra i quali è scelto il Presidente, designati rispettivamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato, dal Ministro dell'economia e delle finanze, dal Ministro per i beni e le attività culturali e dalle regioni e autonomie locali; il Comitato esecutivo dell'Istituto sia soppresso e le relative competenze attribuite al Consiglio di amministrazione; il Collegio dei sindaci dell'Istituto sia composto da un numero di membri effettivi non superiore a tre e da un membro supplente; il Presidente, il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei sindaci siano nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri d'intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali e di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
Aggiunge che il comma 1341, introdotto dal Senato, autorizza la spesa 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per la realizzazione, come indicato nella norma, ma più precisamente per i lavori di sistemazione di una nuova sede, dell'archivio storico dell'Unione europea, presso l'Istituto universitario europeo di Firenze, nella Villa Salviati di Firenze. Il successivo comma 1342 - anch'esso introdotto nel corso dell'esame al Senato - autorizza, per ciascun anno del triennio 2007-2009, la spesa di 2,8 milioni di euro, per le spese di funzionamento e per la costruzione della nuova sede della Scuola europea di Parma. Ricorda che la Scuola europea di Parma è stata istituita nel 2004 presso il Convitto nazionale «Maria Luigia» di Parma in relazione alla scelta dell'Unione europea do fissare a Parma la sede dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare. In tale ambito sono stati attivati i cicli materno, primario e secondario - nei quali trovano attuazione gli ordinamenti e i programmi armonizzati delle Scuole Europee - con l'autorizzazione a rilasciare la licenza superiore europea. Il comma 1345, introdotto dal Senato, istituisce e finanzia con 950.000 euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009 un Fondo, per lo sviluppo e la diffusione nelle scuole di azioni e politiche volte all'affermazione della cultura della legalità, al contrasto delle mafie, ed alla diffusione della cittadinanza attiva. Con riguardo ai destinatari ed alla concreta gestione dello stanziamento si dispone che esso sia destinato alle regioni interessate dal «radicamento territoriale» dei fenomeni di criminalità; che le regioni costituiscano apposite strutture di coordinamento e monitoraggio delle iniziative d'intesa con il ministro della pubblica istruzione; che si proceda attraverso un coordinamento tra le regioni interessate. Segnala che iniziative di diffusione della cultura della legalità sono oggetto di norme regionali; possono essere adottate ad integrazione dell'offerta formativa curricolare dalle singole istituzioni scolastiche nell'ambito dell'autonomia didattico-organizzativa a queste ultime riconosciuta, secondo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche.
Passa quindi ad analizzare le modifiche introdotte nel corso dell'esame al Senato in riferimento alle parti di competenza della Commissione del disegno di legge di bilancio.
A questo proposito rileva che con la terza nota di variazioni al bilancio di previsione sono recepiti gli effetti degli emendamenti approvati al Senato. In particolare, sugli stati di previsione di interesse della commissione Cultura si registrano le seguenti variazioni. Con riferimento alla Tab 2 Ministero dell'economia


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e delle finanze sono previsti: un aumento di 2,0 milioni di euro dell u.p.b. 3.1.5.14 (Presidenza del Consiglio dei Ministri - Editoria di parte corrente), in conseguenza del quale risulta, allo stato attuale, uno stanziamento di 371,9 milioni di euro; un aumento di 40,0 milioni di euro dell'u.p.b. 3.2.10.2 (Presidenza del Consiglio dei Ministri - Editoria in conto capitale), in conseguenza del quale risulta, allo stato attuale, uno stanziamento di 79,4 milioni di euro; un aumento di 10,0 milioni di euro dell'u.p.b. 3.2.10.5 (Presidenza del Consiglio dei Ministri - Sport), in conseguenza del quale risulta, allo stato attuale, uno stanziamento di 208,8 milioni di euro.
Aggiunge che sulla Tab 7 Ministero della pubblica istruzione, è previsto invece un aumento di 3,9 milioni di euro di cui 1,6 di parte corrente e 2,3 milioni di euro in conto capitale. Complessivamente sullo stato di previsione del ministero sono ora presenti risorse per 42.174,0 milioni di euro di cui 42.097,8 di parte corrente e 76,2 in conto capitale. Con riferimento alla Tab 14 Ministero per i beni e le attività culturali è previsto invece un aumento di 2,3 milioni di euro, interamente di parte corrente; per cui complessivamente sullo stato di previsione del ministero sono ora presenti risorse per 1.987,0 milioni di euro di cui 1.510,3 di parte corrente, 459,3 in conto capitale e 17,4 per rimborso delle passività finanziarie.
Rileva infine che alla Tab 17 Ministero dell'università e della ricerca è previsto invece un aumento di 138,2 milioni di euro, di cui 101,6 di parte corrente e 36,6 milioni di euro in conto capitale. Complessivamente sullo stato di previsione del ministero sono ora presenti risorse per 11.036,7 milioni di euro di cui 8.371,9 di parte corrente e 2.664,8 in conto capitale.
Propone quindi di riferire favorevolmente sulle Tabelle n. 2, 7 e 14, e connesse parti relative al disegno di legge finanziaria.
Illustra altresì una proposta di parere favorevole con osservazione sulla Tab. 17, e connesse parti del disegno di legge finanziaria (vedi allegato 1).

Angela FILIPPONIO TATARELLA (AN), nel rilevare di essere l'unica rappresentante dell'opposizione presente all'esame dei provvedimenti in titolo, preannuncia il proprio voto contrario sulle proposte di relazione formulate dal relatore. Evidenzia che nel testo della finanziaria si è attribuito particolare rilievo, per quanto di competenza della Commissione, al settore dei beni culturali, trascurandosi invece l'università e la pubblica istruzione: il che rappresenta un'evidente contraddizione rispetto all'ordine dei valori e delle priorità che dovrebbero essere tutelati in ordine ai profili di interesse della Commissione.

Manuela GHIZZONI (Ulivo), intervenendo anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, preannuncia il voto favorevole sulle proposte di relazione formulate. Rileva che il maxiemendamento presentato dal Governo in Senato include alcune novità importanti che, soprattutto nell'ambito dei beni culturali, del sistema scolastico e dell'editoria, hanno tenuto conto sia delle richieste avanzate dalle parti sociali, sia delle modifiche già elaborate dall'Ulivo e dai partiti dell'Unione, durante la prima lettura della manovra alla Camera. Si sofferma in particolare sulla decisione di trasformare le graduatorie del personale docente in graduatorie «ad esaurimento» al fine di tutelare i diritti di quanti già sono in esse inseriti e di coloro che acquisiranno l'abilitazione, nell'ambito di percorsi di formazione, nel prossimo biennio. Evidenzia che si tratta di un risultato importante, non solo perché contrasta concretamente la piaga del precariato ma migliora e qualifica l'offerta formativa e didattica.
Fa notare che la nuova formulazione del comma che norma l'assunzione dei dirigenti scolastici, così come l'incremento di 40 milioni per l'editoria, vanno nella direzione già indicata dall'Unione della VII Commissione, ed espressa in emendamenti e, successivamente, in ordini del giorno approvati dall'Aula.
In ordine al sistema universitario, rileva che insieme ad alcune opportunità permangono delle criticità. Gli investimenti


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per la ricerca previsti dalle norme che rinviano al progetto «Industria 2015», unitamente a quelli assegnati al FIRST, rappresentano un punto importante della manovra 2007. Valuta tuttavia negativamente la circostanza che a questi investimenti non corrispondono adeguati incrementi del Fondo di finanziamento ordinario e del diritto allo studio. Richiama inoltre i tagli alle spese dei consumi intermedi per le università che, grazie alla discussione parlamentare, non coinvolgono gli enti di ricerca. Osserva che i sottofinanziamenti e l'effetto del decreto Visco-Bersani possono compromettere la partecipazione delle Università ai bandi di ricerca su progetto. Accoglie con favore la nuova norma che vincola una quota del FIRST ai progetti di ricerca libera e di base presentati autonomamente dalle Università in tutte le discipline, nella consapevolezza che senza ricerca libera non si può avere buona ricerca applicata. Auspica che il lavoro dei prossimi mesi sarà indirizzato non solo a recuperare nuove risorse per il sistema dell'università, della ricerca e del diritto allo studio, ma a far sì che tali risorse premino il merito. Fa notare che la discussione imminente sull'Agenzia nazionale per la valutazione sarà il primo banco di prova. Rileva inoltre che al fine di evitare che si profili quale strumento privo di efficacia, occorre recuperare risorse per l'Agenzia, che andranno distribuite alle università sulla scorta di una severa valutazione; premiare il merito con adeguate risorse deve diventare la prassi nel sistema universitario.

Giuseppe GIULIETTI (Ulivo) dichiara di condividere le proposte di relazione formulate dal relatore. Sottolinea in particolare l'esigenza, in ordine al settore dell'editoria, che la presidenza della Commissione si attivi affinché sia verificato per il futuro un intervento risolutivo da parte del Governo, non risultando ancora recepiti in toto i contenuti dell'ordine del giorno approvato per ben due volte dalla Commissione proprio sugli interventi a sostegno dell'editoria. Stigmatizza quindi le resistenze mosse dagli editori alle richieste di mediazione avanzate sul tema dal Governo. Pur non ravvisando l'esigenza di prospettare emendamenti al riguardo, auspica la presentazione di un ordine del giorno in Aula affinché il Governo si attivi convocando i rappresentanti di categoria degli editori. Chiede al sottosegretario Luciano Modica quale sia l'orientamento del Governo al riguardo. Ritiene inoltre apprezzabile lo sforzo compiuto dal Governo in ordine alla questione del lavoro precario. Riterrebbe auspicabile, infine, poter procedere ad una audizione delle parti interessate anche prima della pausa dei lavori parlamentari per le festività natalizie.

Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir LUXURIA (RC-SE), nel condividere l'intervento del deputato Giulietti, sottolinea che l'editoria costituisce un settore decisivo cui rivolgere una particolare attenzione. Valuta favorevolmente la circostanza che la finanziaria non sia stata blindata nel corso dell'esame alla Camera e poi al Senato; esprime in particolare apprezzamento per l'orientamento del Governo teso ad accogliere talune richieste avanzate dalla stessa Commissione, quali l'assorbimento degli insegnanti precari e la specifica previsione di fissare ad oltre il 2010 le assunzioni del personale precario cosiddetto «storico» della scuola. Nel richiamare l'intervento svolto dal deputato Filipponio Tatarella, manifesta riserve sul previsto taglio del 20 per cento dei fondi destinati all'università e alla ricerca. Auspica infine un maggiore dialogo tra il Governo ed il mondo universitario. Dichiara in conclusione, per il gruppo di Rifondazione comunista, il proprio voto favorevole.

Pietro FOLENA, presidente, nel condividere le valutazioni espresse dalla deputata Luxuria, esprime apprezzamento per l'attività compiuta dalla Commissione cultura che ha certamente contribuito a determinare le opportune modifiche all'originario testo della finanziaria. In particolare rivendica, quale importante risultato da ascrivere anche alle iniziative della Commissione, l'abolizione di una norma di


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fatto vessatoria nei confronti del personale precario della scuola, per la quale si è affrontata una disputa non certo corporativa o assistenzialistica, bensì strategica. Ritiene che il Parlamento debba tuttavia ancora dissipare talune ambiguità, tra cui l'esatta definizione normativa dell'obbligo scolastico a sedici anni, per cui occorre un intervento organico e sistematico che non può avvenire con la finanziaria. In ordine al settore dell'editoria, apprezza il passo in avanti compiuto, sebbene permangano i motivi di allarme che sono stati evidenziati dal deputato Giulietti. A tal proposito ravvisa l'opportunità che nella giornata di mercoledì 20 dicembre possa procedersi all'audizione anche informale delle parti interessate alla vertenza in atto per il rinnovo del contratto giornalistico, eventualmente anche con il coinvolgimento del rappresentante del Governo. Reputa invece un punto di criticità della manovra finanziaria, evidenziato dal relatore, il permanere dei tagli sui fondi all'università ed agli enti di ricerca, come si evince dalle indicazioni della Tabella 17. Rievoca quindi l'ampio dibattito svoltosi in Aula in relazione all'esigenza di riformare il sistema procedurale di approvazione della legge finanziaria. Auspica al riguardo che la prossima sessione di bilancio possa essere affrontata con una diversa procedura che permetta un più autentico ed approfondito esame del Parlamento sui contenuti della finanziaria.

Alba SASSO (Ulivo), relatore, evidenzia i segnali positivi contenuti nella finanziaria: in particolare si sofferma sul settore della scuola, in cui si è avviata la risoluzione del delicato problema del precariato. Elenca quindi i profili particolarmente favorevoli che emergono dal testo all'esame della Commissione, soffermandosi in particolare sul fondo relativo all'offerta formativa, che viene trasferito direttamente agli istituti scolastici, e sulle previsioni a favore dell'emittenza radiofonica e televisiva locale. Auspica quindi la tempestiva approvazione di una legge di riforma del settore dell'editoria. In ordine alle criticità afferenti alle risorse per l'università ed agli enti di ricerca, rileva che il decreto sulle classi di laurea potrebbe costituire l'occasione propizia per porvi soluzione. Nel ribadire le ragioni che sono alla base delle proposte di relazioni favorevoli da lei predisposte, osserva che le modifiche apportate dal Senato alla finanziaria rappresentano il frutto del proficuo lavoro svolto dall'intera Commissione.

Il sottosegretario Luciano MODICA osserva che il testo della finanziaria è stato sensibilmente migliorato sotto il profilo dei contenuti nel corso dell'esame parlamentare; riconosce quindi il concreto ed incisivo contributo fornito dalle Camere in ordine ad alcune problematiche particolarmente delicate. In particolare rileva che gli enti di ricerca erano stati inizialmente esclusi dal finanziamento. Dichiara quindi l'impegno del Governo, nel primo semestre del 2007, a procedere ad un recupero delle somme al momento accantonate in relazione alle università. Rileva in particolare che gli enti di ricerca hanno comunque avuto il maggiore aumento di risorse degli ultimi dieci anni e non sono stati sottoposti al taglio dei consumi. Ricorda ancora che nel corso dell'esame al Senato è stata corretta la previsione che prescriveva il blocco dei nuovi concorsi. Evidenzia quindi le disposizioni che prevedono nel campo sanitario uno specifico fondo per i ricercatori ultra quarantenni e, in relazione al FIRST, valuta favorevolmente la previsione secondo cui una quota del fondo è destinata alla ricerca libera. Sottolinea la consapevolezza del Governo sul fatto che si tratti di una finanziaria di rigore, che peraltro fornisce indirizzi conformi alle linee programmatiche del Governo. Aggiunge peraltro che apparirebbe più completo se l'osservazione recata nel parere prevedesse l'opportunità di escludere le università dal taglio dei consumi intermedi, gli enti di ricerca da quello lineare dei ministeri, nonché le aziende per il diritto allo studio da entrambe le forme di riduzione.

Pietro FOLENA, presidente, riterrebbe opportuno che il relatore riformulasse la


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proposta di parere nel senso indicato dal rappresentante del Governo.

Alba SASSO (Ulivo), relatore, concordando con il presidente Folena, riformula la proposta di relazione relativa alla Tabella 17, nel senso indicato (vedi allegato 2).

Angela FILIPPONIO TATARELLA (AN) ribadisce il voto contrario sulla proposta di parere del relatore, come riformulata. Concorda invece con la proposta di procedere ad una audizione anche informale di rappresentanti della federazione degli editori e delle associazioni di giornalisti in merito alla vertenza per il rinnovo del contratto giornalistico.

La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, le proposte di relazione favorevoli relative alle Tabelle 2, 7 e 14.
Approva inoltre la proposta di relazione favorevole con osservazione, come riformulata, relativa alla Tabella 17 (vedi allegato 2).

La seduta termina alle 19.15.