XI Commissione - Resoconto di mercoledý 17 gennaio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 17 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Luigi Manconi.

La seduta comincia alle 14.15.

Decreto-legge 300/06: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative.
C. 2114 Governo.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione inizia l'esame.

Gianni PAGLIARINI, presidente e relatore, rileva come il decreto-legge in esame disponga la proroga di termini previsti da alcune disposizioni legislative, soffermandosi quindi sulle disposizioni attinenti alle competenze della XI Commissione.
L'articolo 1 detta, ai commi 1 e 2, disposizioni riguardanti il personale universitario che presta attività in regime convenzionale con il Servizio sanitario nazionale e prevede disposizioni di proroga


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degli interventi previsti dal decreto-legge n.402 del 2001, finalizzati a fronteggiare la carenza di infermieri e di tecnici sanitari di radiologia medica. Di specifico interesse sono le misure recate dal comma 3, che proroga al 30 aprile 2007 le disposizioni in materia di assunzione di personale del Ministero degli affari esteri di cui al decreto-legge n. 273 del 2005. Al fine di assicurare il rispetto degli obblighi derivanti da impegni internazionali, si dispone il differimento al 31 dicembre 2006 dell'autorizzazione - già concessa al Ministero degli affari esteri dal decreto del Presidente della Repubblica 6 settembre 2005 - per l'assunzione di un contingente di personale a tempo indeterminato in deroga alle disposizioni recanti il divieto di tali assunzioni (cosiddetto «blocco del turn over») per il triennio 2005-2007.
In proposito, la relazione del Governo, introduttiva al disegno di legge di conversione, precisa che la ratio della norma di proroga risiede nella necessità di consentire il perfezionamento delle procedure concorsuali esperite dal Ministero degli Affari esteri per il reclutamento di sei dirigenti di seconda fascia, già avviate, tramite l'utilizzo delle somme stanziate per il 2006.
Il comma 4 proroga al 31 dicembre 2007 la validità delle graduatorie dei concorsi per l'assunzione di personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in scadenza al 31 dicembre 2006. La disposizione fa specifico riferimento alle graduatorie di due concorsi: uno, pubblico, per centottantaquattro posti di vigile del fuoco, indetto il 6 marzo 1998, l'altro, per titoli, a centosettantatre posti di vigile del fuoco, indetto il 5 novembre 2001. Nella relazione illustrativa si precisa che la proroga risponde all'esigenza di «consentire le assunzioni di personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco previste dalla legge finanziaria per il 2007», richiamando, con riferimento alle graduatorie in questione e, in particolare alla scadenza delle stesse, la legge finanziaria per il 2005.
Il comma 5 dispone che, in attesa del riordino del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), i direttori degli istituti dell'ente restino in carica fino al 30 giugno 2007, sospendendo, fino a tale data, le procedure concorsuali destinate al rinnovo dei predetti incarichi.
All'articolo 2, il comma 3 reca disposizioni concernenti il pagamento dei contributi o premi previdenziali e assistenziali e gli adempimenti e versamenti tributari da parte degli allevatori avicoli, delle imprese di macellazione e trasformazione di carne avicola nonché mangimistiche e degli esercenti attività di commercio all'ingrosso di carni avicole, entrate in crisi in seguito al possibile sviluppo in Italia dell'influenza aviaria. In particolare, il comma in esame differisce il versamento delle quattro rate mensili dovute in base a quanto stabilito dall'articolo 2, comma 116, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 - già oggetto di esame da parte della Commissione - per il pagamento dei contributi o premi di previdenza ed assistenza sospeso per il periodo 1o gennaio 2006 - 31 ottobre 2006. In primo luogo si prevede la possibilità di versare la prima e la seconda rata - che sarebbero dovute essere versate rispettivamente entro il 16 novembre e il 16 dicembre 2006 - entro il 29 dicembre 2006, senza aggravio di sanzioni ed interessi. Inoltre si differisce il termine per il versamento della terza e quarta rata - che scadrebbero il 16 gennaio e il 16 febbraio 2007 - al 30 giugno 2007.
Il comma in esame interviene anche sul termine per i versamenti di natura tributaria temporaneamente sospesi, per i quali rimaneva fermo l'obbligo di provvedere al relativo versamento in unica soluzione alla scadenza del periodo di sospensione, cioè il 16 novembre 2006. Si prevede che i versamenti tributari non effettuati per effetto della sospensione devono essere effettuati secondo le seguenti modalità alternative: in unica soluzione, senza aggravio di sanzioni e di interessi, entro il 16 gennaio 2007; ovvero, in un massimo di quattro rate trimestrali di pari importo. Si prevede inoltre che gli adempimenti tributari diversi dai versamenti, non eseguiti per effetto della sospensione di cui si è detto, debbano essere effettuati entro il 31 gennaio 2007.
All'articolo 4, il comma 1 proroga alcuni fra i termini previsti dall'articolo 29 del decreto-legge n. 223/2006 per il riordino


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di commissioni, comitati ed altri organismi pubblici. La proroga è disposta novellando il comma 4 del citato articolo 29. In particolare, il primo periodo del nuovo comma 4 dispone la proroga al 15 maggio 2007 del termine decorso il quale sono soppressi di diritto gli organi collegiali e gli altri organismi, anche monocratici, operanti nelle amministrazioni pubbliche, i quali non siano stati oggetto dei provvedimenti di riordino previsti dallo stesso articolo 29.
All'articolo 6, il comma 4 estende anche ai cittadini dell'Unione europea la possibilità di usufruire del programma di protezione sociale per gli stranieri vittime di violenza e di sfruttamento. Come si legge nella relazione illustrativa del provvedimento, la disposizione è collegata all'ingresso nell'Unione europea (imminente al momento dell'emanazione del decreto-legge) di Bulgaria e Romania, avvenuta il 1o gennaio 2007. A partire da tale data, infatti, i cittadini di questi due paesi, che usufruivano del programma di protezione fino al 2006, ne sarebbero stati esclusi in quanto non più cittadini extracomunitari.
Osserva quindi come apparirebbe opportuno inserire nel decreto-legge una ulteriore disposizione volta a consentire la proroga per l'intero anno 2007, a tutti gli effetti di legge, dei contratti a tempo determinato stipulati dalla Croce Rossa, al fine di assicurare l'espletamento delle relative funzioni istituzionali. Ciò anche in linea con quanto previsto dall'ordine del giorno n. 9/1746-BIS-B/38 - presentato al disegno di legge di bilancio e accolto dal Governo il 21 dicembre 2006 - che impegnava il Governo a valutare l'opportunità - come primo atto nell'ottica di un piano di stabilizzazione - di assumere misure urgenti in tal senso.

Simone BALDELLI (FI) ritiene che la Commissione, nel proprio parere sul provvedimento, che riguarda la proroga di termini previsti da disposizioni legislative, dovrebbe ribadire la posizione unanimemente espressa dai gruppi in Commissione relativamente all'opportunità di prevedere più ampi margini temporali per l'adeguamento delle forme di previdenza complementare ai requisiti previsti dal decreto legislativo n. 252 del 2005, peraltro oggetto di un ordine del giorno presentato al disegno di legge di bilancio e accolto dal Governo. Sottolinea come a tale riguardo abbia presentato un emendamento riferito all'articolo 6 presso la I Commissione affari costituzionali, competente per il merito.

Augusto ROCCHI (RC-SE) condivide le considerazioni del deputato Baldelli, ricordando come i gruppi si fossero unanimemente espressi, in sede di XI Commissione, sull'opportunità di prevedere più ampi margini temporali per l'adeguamento delle forme di previdenza complementare ai requisiti previsti dalla legge. Ribadisce altresì il proprio orientamento favorevole alla destinazione delle risorse del TFR al fondo integrativo dell'INPS.

Gianni PAGLIARINI, presidente e relatore, accogliendo le osservazioni dei deputati Baldelli e Rocchi, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Disposizioni urgenti per il recepimento delle direttive comunitarie 2006/48/CE e 2006/49/CE e per l'adeguamento a decisioni in ambito comunitario relative all'assistenza a terra negli aeroporti, all'Agenzia nazionale per i giovani e al prelievo venatorio.
C. 2112 Governo.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione inizia l'esame.

Rodolfo Giuliano VIOLA (Ulivo), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere, per la materia di propria competenza, sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 dicembre 2006, n. 297, emanato per far fronte ad obblighi statali di adeguamento ad atti normativi o a sentenze, la cui


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scadenza risulti anteriore alla data di presunta entrata in vigore della legge comunitaria in corso d'esame da parte del Parlamento (l'esame in terza lettura alla camera è cominciato ieri in Assemblea). Si è ritenuto, pertanto, di avvalersi della facoltà prevista dalla legge n. 11 del 2005 e di adottare, con lo strumento del decreto-legge, misure urgenti volte ad adeguare la legislazione interna agli obblighi di recepimento discendenti dalle direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, e alla decisione della Corte di giustizia delle Comunità europee del 9 dicembre 2004, resa in causa C-460/02, che non avrebbero potuto utilmente essere inserite nella legge comunitaria in corso di approvazione.
Per quanto attiene all'esecuzione della sentenza della Corte di giustizia citata, è stata già avviata procedura d'infrazione, ai sensi dell'articolo 228 del Trattato istitutivo della Comunità europea, giunta ormai alla sua fase terminale, alla quale occorre porre rimedio al fine di scongiurare il rischio concreto di un prossimo deferimento dello Stato italiano alla Corte di giustizia.
L'articolo 1 apporta quindi modificazioni al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, allo scopo di dare attuazione alla direttiva 2006/48/CE, con particolare riguardo all'esercizio delle funzioni di vigilanza sulle banche, sugli istituti di moneta elettronica e sui gruppi bancari, nonché all'attuazione delle misure derivanti dall'accordo di Basilea sulla convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei requisiti patrimoniali per la vigilanza bancaria (cosiddetto accordo di Basilea II). Analogamente, l'articolo 2 apporta modificazioni al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, allo scopo di dare attuazione alla medesima direttiva 2006/48/CE nonché alla direttiva 2006/49/CE, con riferimento alla vigilanza sugli intermediari finanziari e all'individuazione dei gruppi agli effetti della vigilanza su base consolidata.
L'articolo 3, che attiene più direttamente alle competenze della XI Commissione, prevede che in caso di trasferimento delle attività concernenti una o più categorie di servizi di assistenza a terra non sia più l'ENAC ad assicurare l'applicazione delle misure di protezione sociale privilegiando il reimpiego del personale in attività analoghe, ma che il Ministero dei trasporti, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, garantisca il coinvolgimento dei soggetti sociali, anche a mezzo di opportune forme di concertazione. L'articolo 3 interviene a modificare l'articolo 14 del D.Lgs. 13 gennaio 1999, n. 18 (emanato in attuazione della direttiva 96/67/CE, relativa al libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti), articolo concernente le misure di protezione sociale nei confronti dei lavoratori nel caso di trasferimento delle attività concernenti uno o più servizi di assistenza a terra.
La modifica è volta a dare attuazione alla sentenza della Corte di giustizia del 9 dicembre 2004, nella causa C-460/02, per la mancata attuazione della quale è stato anche inviato all'Italia un parere motivato da parte della Commissione. Una disposizione di identico contenuto è peraltro contenuta all'articolo 23 del disegno di legge comunitaria per il 2006 (AC 1042-B) attualmente all'esame della Camera; tuttavia, la disposizione viene riproposta nel decreto-legge in esame, per consentirne l'immediata entrata in vigore e scongiurare il deferimento dello Stato italiano alla Corte di giustizia delle Comunità europee. Nella relazione illustrativa del provvedimento, viene al riguardo chiarito che «la Commissione europea ha, infatti, diffidato il Governo italiano a predisporre le misure di adeguamento alla sentenza di condanna sopra citata entro il termine del 15 gennaio 2007, scaduto il quale provvederà inderogabilmente ad adire la Corte di giustizia, ai sensi dell'articolo 228 del Trattato istitutivo della Comunità europea, con richiesta di pesanti sanzioni pecuniarie.»
I servizi di assistenza a terra negli aeroporti, indicati in apposito allegato, consistono in assistenza amministrativa a


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terra; assistenza passeggeri; assistenza bagagli; assistenza merci e posta; assistenza operazioni in pista; assistenza pulizia dell'aereo e servizi di scalo; assistenza carburante e olio; assistenza manutenzione dell'aereo; assistenza operazioni aeree e gestione equipaggi; assistenza trasporto a terra; assistenza catering. La Direttiva 96/67/CE ha previsto la facoltà, per gli Stati membri, di adottare, nella nuova disciplina dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti, le misure necessarie per garantire, tra l'altro, la tutela dei diritti dei lavoratori. In relazione a ciò, il testo originario dell'articolo 14 del citato decreto legislativo 18/1999 prevedeva che, nel garantire il libero accesso al mercato dei servizi di assistenza a terra, nei 30 mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto stesso, si dovesse salvaguardare il mantenimento dei livelli di occupazione e della continuità del rapporto di lavoro del personale dipendente dal precedente gestore. Lo stesso articolo stabiliva altresì che, salva restando l'ipotesi di trasferimento di ramo d'azienda, ogni trasferimento di attività concernente una o più categorie di servizi di assistenza a terra comportasse il passaggio del personale, individuato dai soggetti interessati d'intesa con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, dal precedente gestore del servizio stesso al soggetto subentrante, in misura proporzionale alla quota di traffico o di attività acquisita da quest'ultimo.
In seguito ad un esposto circostanziato dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori del 29 marzo 1999, la Commissione verificò l'esistenza di diverse infrazioni al diritto comunitario nelle disposizioni di cui al richiamato decreto legislativo 18 del 1999. In relazione a ciò, la Commissione, in data 3 maggio 2000, ha inviato al Governo italiano una lettera di messa in mora seguita, non essendo stata ritenuta la risposta dal Governo italiano soddisfacente, da un parere motivato, datato 24 luglio 2001. In seguito, il Governo italiano, tramite la propria Rappresentanza permanente, ha inviato alla Commissione diverse note, illustrando alcune proposte di modifica delle disposizioni del decreto legislativo 18 del 1999. In data 4 aprile 2006, tuttavia, la Commissione ha emesso un parere motivato, ritenendo che l'articolo 14 del decreto legislativo 18/1999, anche nella formulazione come modificata dal decreto legislativo 96/2005, non garantisse il libero accesso del mercato dei servizi di assistenza a terra, in quanto prevedere l'obbligo per l'Enac di privilegiare il reimpiego del personale equivale di fatto ad obbligare il nuovo gestore a riassumere il personale operante al servizio del precedente, anche in virtù delle molteplici funzioni e poteri conferiti all'ENAC dal decreto legislativo n. 18/1999, che pongono l'ente in una posizione che gli consente di imporre ai nuovi prestatori di servizi il reimpiego del personale del precedente prestatore.
L'articolo 4 provvede poi all'esecuzione dell'ordinanza della Corte di Giustizia europea del 19 dicembre 2006 che chiede all'Italia di sospendere l'applicazione della legge della regione Liguria n. 36 del 2006, con la quale sono stabilite deroghe alle specie cacciabili per la stagione venatoria 2006/2007. L'articolo 5 istituisce l'Agenzia nazionale per i giovani, con sede in Roma, in attuazione della decisione n. 1719/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, trasferendo alla suddetta Agenzia le dotazioni finanziarie, strumentali e di personale dell'Agenzia nazionale italiana gioventù, costituita presso il Ministero della solidarietà sociale, che viene conseguentemente soppressa. L'articolo 6 reca infine la clausola di invarianza finanziaria relativa all'attuazione degli articoli 1, 2, 3 e 4 e la norma di copertura finanziaria per gli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 5.

Augusto ROCCHI (RC-SE) ritiene che la norma dell'articolo 3 del provvedimento in esame ponga un problema molto rilevante sul piano legislativo e contrattuale, in quanto sembra superare un caposaldo per la tutela dei diritti dei lavoratori, quello del rispetto della clausola sociale e della tutela dei livelli occupazionali nell'ambito dei processi di liberalizzazione. Ritiene pertanto che, nel parere che la Commissione è chiamata ad esprimere, sia


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necessario evidenziare l'esigenza del rispetto delle norme legislative e contrattuali, in particolare la clausola sociale, a tutela dei diritti dei lavoratori.

Rodolfo Giuliano VIOLA (Ulivo), relatore, condivide lo spirito delle osservazioni del deputato Rocchi, evidenziando come la formulazione individuata nell'articolo 3 sia dovuta all'esigenza di conformarsi agli indirizzi dell'Unione europea e di evitare il rischio di una condanna da parte della Corte di giustizia europea che potrebbe comportare pesanti sanzioni pecuniarie.

Simone BALDELLI (FI) sottolinea come l'articolo 3 del provvedimento attenga al comparto del trasporto aereo, su cui è incentrata attualmente l'attenzione dell'opinione pubblica, in particolare per quanto attiene alla situazione del vettore nazionale: evidenzia in proposito come i processi di liberalizzazione vadano perseguiti con coraggio, nel rispetto delle normative europee.
Sottolinea quindi il rilievo della norma recata all'articolo 5, con la quale si prevede l'istituzione dell'Agenzia nazionale per i giovani, in attuazione di una decisone assunta a livello europeo: all'Agenzia vengono destinate risorse provenienti dall'Unione europea e dai fondi ministeriali che dovranno essere spese per le finalità istituzionali dell'Agenzia, evitando che si disperdano solo per le spese di funzionamento e per il personale. Ricorda, con riferimento alla sua dotazione organica, che la decisione europea richiede che il personale abbia competenze nell'ambito della cooperazione internazionale, augurandosi infine che anche i suoi vertici possano essere caratterizzati da un'età compatibile con la sua natura ed i suoi obiettivi.

Rodolfo Giuliano VIOLA (Ulivo); relatore, accogliendo i rilievi emersi nel corso del dibattito, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 2).

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
C. 626 e abb.
(Parere alla I Commissione).
(Esame nuovo testo e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame.

Augusto ROCCHI (RC-SE), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere, per la materia di propria competenza, sul nuovo testo unificato delle proposte di legge c. 626 ed abbinate, elaborato dalla I Commissione Affari costituzionali dopo che, nella seduta di martedì 12 dicembre 2006, l'Assemblea aveva deliberato il rinvio in Commissione: la richiesta di rinvio era stata avanzata a seguito dell'orientamento emerso in sede di Comitato dei nove, favorevole ad un ampliamento della disciplina recata, nel senso di istituire una Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani, al cui interno prevedere un organismo garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
Ricordo che lo scorso 14 novembre 2006 la Commissione aveva espresso all'unanimità un parere favorevole sul testo che prevedeva l'istituzione del garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
Il nuovo testo tende quindi a prevedere l'istituzione di una Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani e garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, quale organo di garanzia avente competenza nell'ambito della promozione e della tutela dei diritti umani. L'istituzione di tale Commissione origina dalla risoluzione n. 48/134 delle Nazioni Unite del dicembre 1993, che è stata votata dall'Italia, ma a tutt'oggi è rimasta inattuata nel nostro ordinamento nella parte in cui raccomanda l'istituzione di organismi nazionali per la promozione e la protezione dei diritti umani. Nell'ambito di tale Commissione è prevista l'istituzione di una sezione specializzata, denominata Garante delle


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persone detenute o private della libertà personale, le cui competenze restano sostanzialmente invariate rispetto al testo su cui si era già pronunciata la Commissione.
La nuova proposta di testo unificato reca peraltro alcune modificazioni volte a recepire i rilievi espressi dalla Commissione Giustizia. È previsto pertanto un aumento del numero dei componenti la istituenda Commissione, rispetto a quanto stabilito nel precedente testo, e del relativo organico della struttura di supporto, al fine di consentire ad essa la concreta possibilità di operare proficuamente.
L'articolo 2 disciplina le competenze della Commissione, tra le quali da evidenziare la promozione della cultura dei diritti umani e la diffusione della conoscenza delle norme che regolano la materia e delle relative finalità; lo svolgimento del monitoraggio del rispetto dei diritti umani in Italia e all'estero; la formulazione di pareri, raccomandazioni e proposte al Governo e al Parlamento su tutte le questioni concernenti il rispetto dei diritti umani, sia interne sia internazionali; la verifica dell'attuazione delle convenzioni e degli accordi internazionali in materia di diritti umani ratificati dall'Italia, la cooperazione, nel rispetto delle competenze attribuite dalla legge ad altre istituzioni, con gli organismi internazionali e con le istituzioni che in altri Paesi europei e non europei agiscono nei settori della promozione e della protezione dei diritti umani.
Alla Commissione non sono stati attribuiti poteri ispettivi, come pure previsto da alcune proposte di legge presentate in materia, in quanto si è ritenuto che la previsione di poteri di natura ispettiva possa configurarsi solo all'interno di ambiti rigorosamente individuati e disciplinati, quali quelli di competenza del Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. La Commissione, nella verifica delle segnalazioni relative a specifiche violazioni o limitazioni dei diritti riconosciuti negli strumenti internazionali, può richiedere a soggetti pubblici e privati di fornire informazioni e di esibire documenti, potendo irrogare una sanzione amministrativa in caso di rifiuto ingiustificato.
L'articolo 7, relativo all'organico, prevede che alle dipendenze della Commissione sia istituito un ufficio composto da dipendenti dello Stato e di altre amministrazioni pubbliche, collocati fuori ruolo, in misura non superiore a cento unità. Le norme concernenti l'organizzazione dell'ufficio nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese sono adottate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e con l'espressione di un parere della stessa Commissione nazionale per la promozione e la tutela dei diritti umani.
Da segnalare altresì che, ai sensi dell'articolo 16, comma 5, le pubbliche amministrazioni inseriscono nei programmi di formazione dedicati al personale la materia della tutela dei diritti umani con particolare riguardo al contrasto verso ogni forma di discriminazione. Nelle scuole di tutte le Forze di polizia, deve essere oggetto di insegnamento il sistema delle garanzie poste a tutela dei diritti umani delle persone detenute o private della libertà personale e le figure della Commissione e del Garante. Ai fini della redazione dei programmi di formazione e di insegnamento, le pubbliche amministrazioni possono chiedere contributi e pareri alla Commissione.
Alla luce di tali considerazioni, valutando in maniera particolarmente positiva la norma da ultimo citata relativa alla formazione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e delle Forze di polizia diretta specificamente ad una maggiore sensibilità nei confronti dell'esigenza del rispetto dei diritti umani, in particolare delle persone detenute o private della libertà personale, formula una proposta di parere favorevole.

La Commissione approva la proposta di parere del relatore.


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Ratifica Convenzione consolare tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Cuba.
C. 1874 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame.

Tommaso PELLEGRINO (Verdi), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere, per la materia di propria competenza, sul disegno di legge di ratifica della Convenzione consolare Italia-Cuba.
Lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra Italia e Cuba ha determinato negli anni un apprezzabile incremento di operatori economici italiani nell'isola, nonché un notevole movimento turistico italiano ed un sensibile aumento dei matrimoni misti, che rendono necessario predisporre strumenti di tutela e protezione delle persone fisiche e giuridiche.
Per quanto riguarda i primi tre capitoli della Convenzione, essi hanno carattere istituzionale, regolando lo status degli organi consolari, in conformità ai principi generali della Convenzione di Vienna del 1963, di cui sono parte ambedue gli Stati. In particolare, nel capitolo II vengono definite le problematiche concernenti l'istituzione degli uffici consolari, la nomina dei membri degli uffici consolari stessi e l'esercizio delle loro funzioni; nel capitolo III vengono previste le agevolazioni, i privilegi e le immunità cui hanno diritto i membri dell'ufficio consolare dello Stato di invio in quello di residenza; il capitolo IV precisa le funzioni riconosciute ai consoli e le modalità del loro esercizio. Particolare importanza rivestono le norme relative alla libertà di comunicazione tra cittadini e funzionari consolari, così come quelle che sanciscono il diritto del console di tutelare i propri connazionali detenuti o altrimenti privati della libertà personale. Viene altresì sottolineato l'obbligo di collaborazione dei consoli con le autorità locali in materia di identificazione dei propri connazionali sprovvisti di documenti, per evitare il problematico fenomeno della clandestinità. La Convenzione stabilisce altresì che gli uffici consolari italiani possono esercitare funzioni consolari anche a favore di cittadini di altri Stati membri dell'Unione europea che non abbiano rappresentanze in loco, in conformità con le deliberazioni intervenute in sede comunitaria.
In base a quanto previsto nel capitolo V, le funzioni consolari possono essere attribuite anche a consoli onorari, il cui status è oggetto di apposita normativa. La disciplina prevista dalla Convenzione si applica agli uffici consolari italiani in Cuba e a quelli cubani in Italia.
Va ricordato che l'iter del disegno di legge, già approvato dal Senato nel corso della passata legislatura, si era arrestato dopo l'ondata repressiva a Cuba del marzo 2003 e le manifestazioni di massa organizzate nella stessa estate a L'Avana intorno ad alcune ambasciate di paesi europei, compresa l'Italia. In realtà, i problemi sollevati in quella occasione non sono ancora risolti, come dimostra il fatto che continuano a rimanere in carcere molti degli arrestati del 2003 e che sul piano dei diritti umani e della democrazia la situazione non ha conosciuto sviluppi positivi. Ciò nonostante, al fine di accelerare l'auspicata normalizzazione dei rapporti con Cuba, nel gennaio 2005 l'Unione europea, su iniziativa spagnola, ha deciso di sospendere le sanzioni adottate nel giugno 2003. È anche in questo quadro - e nel nuovo scenario che potrebbe essere determinato da possibili cambiamenti al vertice dello Stato cubano e dalle nuove dinamiche che potrebbero aprirsi - che è ripreso l'esame del disegno di legge in titolo. Il miglioramento delle relazioni diplomatiche, delle loro strutture e delle norme che le disciplinano possono essere un modo per sostenere lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, ma anche per incoraggiare un processo di transizione democratica.
Formula pertanto una proposta di parere favorevole.


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La Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 15.20.

INTERROGAZIONI

Mercoledì 17 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. - Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale Rosa Rinaldi.

La seduta comincia alle 15.20.

5-00205 Boffa: Ammortizzatori sociali per i lavoratori della RE.A.L. srl.

Il sottosegretario Rosa RINALDI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Costantino BOFFA (Ulivo), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta del Governo.

5-00211 Mancuso e Ulivi: Stabilizzazione lavoratori a contratto di formazione INDAP.

Il sottosegretario Rosa RINALDI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

Gianni MANCUSO (AN), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta del Governo.

La seduta termina alle 15.30.

INDAGINE CONOSCITIVA

Mercoledì 17 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI.

La seduta comincia alle 15.30.

Audizione di rappresentanti dell'ARAN nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle cause e le dimensioni del precariato nel mondo del lavoro.
(Svolgimento e conclusione)

Gianni PAGLIARINI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata, oltre che attraverso il resoconto stenografico della seduta, anche mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce, quindi, l'audizione.

Massimo MASSELLA DUCCI TERI, Commissario straordinario dell'ARAN, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Augusto ROCCHI (RC-SE) e Gianni PAGLIARINI, presidente.

Massimo MASSELLA DUCCI TERI, Commissario straordinario dell'ARAN, risponde ai quesiti posti.

Gianni PAGLIARINI, presidente, ringrazia i rappresentanti dell'ARAN per il loro intervento e dichiara conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 16.25.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.