IX Commissione - Resoconto di marted́ 23 gennaio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 23 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META, indi del vicepresidente Marco BELTRANDI. - Interviene il viceministro dei trasporti, Cesare De Piccoli.

La seduta comincia alle 13.

Ratifica Convenzione consolare Italia-Cuba.
C. 1874 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Giorgio MERLO (Ulivo), relatore, fa presente che la Convenzione consta di 78 articoli, raggruppati in 6 capitoli e che nella sua relazione illustrativa intende soffermarsi sulle sole disposizioni che appaiono riconducibili ai profili competenziali della Commissione. Rileva a tale proposito che, nell'ambito del capitolo III, dedicato ai privilegi e immunità degli uffici e del personale consolare, si prevede, all'articolo 10, che i locali consolari, con il loro contenuto di beni mobili ed installazioni, nonché i mezzi di trasporto dell'ufficio consolare, non possono essere oggetto di requisizione, pur essendo tuttavia soggetti, per ragioni di pubblica utilità o di difesa nazionale, ad eventuale espropriazione, con tutte le garanzie giuridiche e patrimoniali del caso, e con l'assicurazione della continuità delle funzioni consolari.


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L'articolo 14 sancisce inoltre, in favore dei membri dell'ufficio consolare, la completa libertà di comunicazione, in tutte le forme possibili, con lo Stato d'invio e l'insieme della rete diplomatica - eccezion fatta per l'installazione di stazioni emittenti radiofoniche, che è possibile solo con il consenso dello Stato ospitante - prevedendo altresì l'inviolabilità della corrispondenza ufficiale, assieme peraltro alla possibilità di ispezionare o rispedire all'origine la valigia consolare in casi sospetti. Viene inoltre sancita l'immunità dalla giurisdizione per atti compiuti nell'esercizio delle funzioni consolari, salvo, tra gli altri, il caso in cui si tratti di cause per danni intentate da terzi a seguito di incidenti provocati da mezzi di trasporto dell'Ufficio consolare. A tale precipuo proposito, si dispone l'obbligo, per i membri dell'Ufficio consolare, di uniformarsi alle disposizioni vigenti nello Stato di residenza in materia di assicurazioni contro danni arrecati a terzi da propri mezzi di trasporto. Nell'ambito del capitolo IV, gli articoli da 53 a 59 trattano dei poteri conferiti ai funzionari consolari in merito a navi e aerei del proprio paese, quando si trovino nel territorio dello Stato di residenza. È in particolare prevista la libertà di comunicazione tra l'equipaggio della nave e il consolato, anche per mezzo di visita reciproca, al fine di facilitare l'esplicazione delle funzioni consolari. Vengono inoltre fissati precisi limiti alle possibilità di intervento delle autorità locali in questioni interne alla nave o all'aeromobile, nel senso che tale intervento è possibile solo con il consenso del capo dell'ufficio consolare o del comandante. Diverso è il caso di reati commessi a bordo, per i quali le autorità del Paese di residenza avviano il relativo procedimento laddove essi abbiano comportato la violazione di leggi locali, siano stati perpetrati contro, o comunque concernano, persone estranee all'equipaggio, siano punibili con la reclusione di almeno cinque anni nello Stato di residenza o, infine, siano connessi a traffico illecito di persone, armi o droga. Inoltre, le autorità dello Stato di residenza avranno competenza giurisdizionale penale anche verso atti che comportino nocumento alla sicurezza portuale o dello Stato, alla sanità pubblica, alle leggi sull'immigrazione, alla salvaguardia della vita umana in mare, alle normative doganali o all'ambiente marino. Fa presente poi, con riferimento al contenuto del disegno di legge, che gli articoli 1 e 2 recano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione della Convenzione consolare italo-cubana del 12 marzo 2001, mentre l'articolo 3 autorizza, ai fini dell'applicazione della Convenzione, la spesa di 6.850 euro annui a decorrere dal 2006 e l'articolo 4 dispone, infine, l'entrata in vigore della legge per il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Propone infine di esprimere sul provvedimento un parere favorevole.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 1).

Ratifica Convenzione Italia-Svizzera per il rinnovo della concessione del collegamento della rete ferroviaria.
C. 1878 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, iniziato nella seduta del 18 gennaio 2007.

Michele Pompeo META, presidente, ricorda che nella seduta di giovedì 18 gennaio il deputato Nicco ha svolto la relazione introduttiva, formulando l'auspicio che nella seduta odierna il rappresentante del Governo fornisse chiarimenti su talune questioni emerse anche nel dibattito svolto presso la III Commissione, competente in sede referente, proprio al fine di consentire alla Commissione di esprimere un parere confortato da tutte le informazioni necessarie.


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Il Viceministro Cesare DE PICCOLI intende premettere alcuni chiarimenti di ordine più generale, facendo presente che la linea ferroviaria internazionale Briga-Tunnel del Sempione-Domodossola è regolamentata dal Trattato Internazionale del 25 novembre 1895, dal quale derivano alcune Convenzioni governative, numerosi Atti e Accordi tra Ferrovie dello Stato e Ferrovie Federali Svizzere e altre Convenzioni internazionali speciali riguardanti poste, dogane, polizia, servizi sanitari e veterinari. La Convenzione principale, datata 22 febbraio 1896 e della durata di 99 anni, affidava alla Compagnia Jura Simplon, per la tratta della linea del Sempione in territorio italiano e sino a Iselle, la titolarità della concessione per la costruzione e regolamentava l'esercizio della ferrovia per il tratto da Iselle a Domodossola. La Confederazione svizzera è subentrata alla Compagnia Jura Simplon con la Convenzione stipulata il 16 maggio 1903 con il Governo Italiano. Per affrontare le problematiche relative alla scadenza della concessione ed al fine di intraprendere le misure necessarie per assicurare la continuità del traffico sulla linea, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni della Confederazione Svizzera, nel quadro della Convenzione bilaterale Italo-Svizzera concernente la garanzia della capacità delle principali linee che collegano la nuova ferrovia transalpina svizzera alla rete italiana ad alta capacità, hanno concordato, tra l'altro, il rinnovo e la revisione della Concessione/Convenzione del Sempione, nell'ambito di gruppi di lavoro bilaterali coordinati da un Comitato direttivo. Sono stati quindi approfonditi prioritariamente gli aspetti connessi al rinnovo della concessione per garantire, lungo l'intera tratta, una unitarietà nei criteri di esercizio ed assicurare la continuità del traffico su tale linea. L'istruttoria e la stesura della revisione della concessione ha verificato, sentiti Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato da parte italiana e SBB e BLS da parte svizzera, la compatibilità della concessione alla normativa sul libero accesso alla rete ferroviaria, le problematiche concernenti i pedaggi, le questioni inerenti la gestione, la circolazione e la manutenzione della linea, gli aspetti legati al rilascio del certificato di sicurezza e la definizione delle funzioni di controllo a livello ministeriale circa l'attuazione della Convenzione stessa. Inoltre sono stati affrontati nel merito gli aspetti concernenti la regolamentazione del tratto da Iselle e Domodossola. Al riguardo si è tenuta distinta la parte relativa al rinnovo della concessione (dal confine di Stato a Iselle) dalla regolamentazione dell'esercizio della linea fino a Domodossola. Ciò sia per definire un testo che potesse conservare validità nel tempo, sia per garantire i reciproci interessi e le diverse strategie di Italia e Svizzera sul corretto ed ottimale servizio di trasporto ferroviario sulla linea stessa. La concessione è affidata alla Confederazione Svizzera che risponde direttamente del rispetto e dell'adempimento degli obblighi, anche se potrà affidare ad un gestore dell'infrastruttura le attività oggetto della concessione. La durata della nuova concessione è stata indicata in un nuovo periodo di 99 anni, perché ciò consentirà allo Stato italiano l'acquisizione gratuita della linea e delle sue pertinenze alla fine di tale periodo. L'oggetto della concessione consiste nella gestione e manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria, inclusa la progettazione, la realizzazione e messa in esercizio di nuove costruzioni e tecnologie necessarie per l'adeguamento alle disposizioni normative ed alle esigenze del traffico. La Convenzione disciplina infine l'esercizio sulla tratta Domodossola-Iselle, al fine di garantire l'unitarietà dell'esercizio ferroviario nell'intera linea da Briga a Domodossola, mentre la gestione dell'infrastruttura su tale tratta rimane al concessionario italiano, Rete Ferroviaria Italiana. Sono previste convenzioni tra i gestori dell'infrastruttura per regolare i diversi aspetti tecnici. Con riferimento poi alle osservazioni formulate, in occasione dell'esame del provvedimento presso la III Commissione della Camera dei deputati, fa presente che in quella sede il deputato


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Narducci ha sottolineato che la ratifica della Convenzione offre l'occasione per garantire anche per il futuro i diritti dei lavoratori transfrontalieri perché da alcuni anni il traffico regionale ha subito notevoli peggioramenti. Lo stesso deputato ha altresì rilevato che occorrono adeguate risorse per garantire i collegamenti regionali, per prolungare il trasporto auto su rotaia fino a Domodossola, adibendo i convogli anche al trasporto dei passeggeri e per tener conto delle conseguenze, soprattutto per il traffico regionale, della prossima apertura della nuova galleria ferroviaria del Loetschberg. Quanto alle osservazioni del deputato Zacchera, questi ha evidenziato la necessità di chiarimenti sulla attuale gestione dell'esercizio ferroviario in territorio italiano. In proposito, rileva che l'attuale servizio navetta combinato treni-auto tra Briga e Iselle consente l'attraversamento alpino in maniera rapida e sicura e soddisfa la necessità di garantire il collegamento internazionale anche nei periodi durante i quali il passo del Sempione risulta difficilmente accessibile. Si arriva con la vettura fino alla stazione di carico si sale sul treno e dopo 20 minuti si arriva dall'altra parte del Sempione. Sono offerti 11 treni durante i giorni lavorativi e 10 durante il fine settimana che trasportano circa quaranta veicoli ciascuno, con tariffe considerate eque e trasparenti. Si va da un minimo di 9 euro sino a 20 a seconda della categoria dell'autoveicolo. La stazione di carico sul territorio italiano è situata nella stazione di Iselle, frazione del comune di Tasquera, che per l'occasione è stata rinnovata e recuperata dallo stato di grave abbandono in cui versava in precedenza. I lavori di adeguamento infrastrutturale e funzionale della stazione di Iselle sono stati progettati dalla provincia di Verbano-Cusio-Ossola e rientrano nel programma di iniziativa comunitaria Interreg III, che ha previsto un contributo pubblico comunitario per finanziare parte dei lavori, mentre la restante è stata garantita dal contributo del Cantone Vallese, non andando quindi ad incidere sul bilancio nazionale o locale. Estendere il servizio di trasporto auto al seguito fino a Domodossola comporterebbe la realizzazione di lavori di adeguamento della stazione di Domodossola, per rendere idoneo il piano di carico per tale trasporto combinato. La terminalizzazione delle auto a Domodossola, inoltre, comporterebbe l'attraversamento del centro abitato da parte delle autovetture e renderebbe più difficile usufruire del servizio da parte degli utenti residenti nei centri abitati tra Domodossola e Iselle. Le problematiche e le prospettive di sviluppo del servizio di trasporto ferroviario delle auto, oltre che del trasporto regionale in generale, sono attualmente seguite da un apposito gruppo di lavoro presso la provincia di Verbano-Cusio-Ossola con la partecipazione del Ministero dei trasporti, della regione Piemonte, di Rete Ferroviaria Italiana e di Trenitalia. Segnala poi, per quanto concerne le problematiche connesse all'apertura del nuovo tunnel del Loetschberg, che nell'ambito dei rapporti italo-svizzeri è attivo da anni un apposito gruppo di lavoro bilaterale cui partecipano i ministeri di settore ed i gestori dell'infrastruttura ferroviaria. Tale gruppo è incaricato di esaminare i progetti di investimento dei due Paesi per il miglior coordinamento tra gli stessi in considerazione delle stime di traffico fino al 2020, in termini di treni merci, passeggeri internazionali, regionali e transfrontalieri. Sono allo studio diverse iniziative di potenziamento della linea del Sempione da Iselle verso Novara, Genova e Milano. Fa presente poi che in occasione delle celebrazioni per il centenario dell'apertura del traforo del Sempione non ci si è fermati alla fase celebrativa, ma sono stati eseguiti interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria delle stazioni di Arona, Stresa, Verbania, Domodossola Preglia, Varzo e Iselle. Sono stati predisposti progetti la cui realizzazione, nei prossimi anni, potrà consentire di superare i problemi della capacità di trasporto a ridosso della stazione di Iselle, nonché approntare eventuali modifiche impiantistiche e strutturali dello scalo di smistamento di Domodossola (nei comuni di Beura Cardezza e Villadossola), denominato Domo 2. L'imminente


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apertura della galleria del Loetschberg, secondo quanto rappresentato anche dalla regione Piemonte, porterà un aumento delle transazioni e del traffico regionale e internazionale sulla linea. Ciò potrà dare ulteriore impulso all'economia della Val d'Ossola contribuendo allo sviluppo di imprese di trasporto, commerciali, siderurgiche e altro. La linea ferroviaria del Sempione, infatti, è oggi un vero e proprio corridoio commerciale attraverso le Alpi e grazie a questo lo scalo di Domodossola potrà diventare il centro spedizioni per il traffico merci tra i più rilevanti dell'Italia del nord. D'altro canto la zona alpina di cui trattasi negli ultimi anni è stata oggetto, sia nella parte italiana che in quella svizzera, di notevoli lavori per la realizzazione di nuove opere infrastrutturali e ammodernamenti tesi al miglioramento dei collegamenti internazionali, locali e regionali, che hanno necessariamente comportato, in corso d'opera, disagi ai lavoratori transfrontalieri ed alle popolazioni residenti. Con l'ultimazione del Loetschberg le capacità di transito dal Nord Europa verso l'Italia e il Mediterraneo saranno ulteriormente potenziate e, anche a seguito dell'approvazione della Convenzione tra Italia e Svizzera e l'adeguamento della parte italiana del valico alpino, si attende per i prossimi anni uno sviluppo della linea italiana con riguardo particolare al Corridoio Genova-Novara-Rotterdam. Per quanto riguarda l'adeguamento degli orari, tenuto conto che a seguito dell'immissione in servizio della nuova galleria ferroviaria del Loetschberg è previsto un incremento del traffico ferroviario sulla linea per arrivare alle stazioni di Domodossola e di Novara, sono in fase di studio e di realizzazione idonee soluzioni anche relativamente alla definizione degli orari e della composizione dei treni. Tali iniziative sono all'esame del gruppo governativo bilaterale italo svizzero oltre che del gruppo di lavoro promosso dalla provincia di Verbano-Cusio-Ossola e i gestori dell'infrastruttura italiano e svizzero stanno già operando in tal senso. Per quanto concerne le osservazioni sui costi di gestione del tratto ferroviario e l'adeguamento degli orari dei treni agli orari di lavoro dei lavoratori tranfrontalieri, rileva che la revisione delle Convenzioni tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Confederazione Svizzera, per il rinnovo della Concessione ferroviaria attraverso il Sempione, non comporta alcun obbligo di tipo economico per l'Italia. Riguardo al possibile l'adeguamento del tunnel per renderlo conforme alle caratteristiche dei treni più moderni, fa presente che il punto c) dell'articolo 3 della Convenzione prevede che il concessionario è obbligato a garantire i potenziamenti infrastrutturali e gli adeguamenti tecnologici necessari a sostenere lo sviluppo del traffico. Rileva altresì che l'esecuzione di importanti opere di straordinaria manutenzione e le migliorie infrastrutturali del tunnel avvenuta negli anni 1995-2003 sono state a carico della Svizzera. Tali lavori hanno comportato l'estrazione di oltre 200.000 metri cubi di materiale, la sostituzione dell'armamento, la ricostruzione delle canalizzazioni per l'allontanamento delle acque, la sostituzione degli impianti elettrici, di comunicazione e di segnalamento. Per quanto riguarda la gestione dell'esercizio ferroviario occorre considerare che l'intera tratta Domodossola-Briga è attrezzata con tecnologia svizzera (impianti elettrici, segnalamento, voltaggio di trazione). Il cambio di trazione tra i 15.000 Volt svizzeri ed i 3.000 italiani, infatti, avviene a Domodossola e nello scalo di Domo 2. Pertanto i lavori di manutenzione sul territorio italiano tra Iselle e Domodossola sono effettuati a cura delle ferrovie svizzere sotto la supervisione di Rete Ferroviaria Italiana, che collabora attivamente con il gestore Svizzero per mantenere la gestione unitaria dell'esercizio tra Briga e Domodossola. A tal fine i gestori dell'infrastruttura italiano e svizzero si sono impegnati a stipulare convenzioni che regolano le condizioni di esercizio, e la prestazione dei servizi che possono essere forniti in sinergia lungo la linea. Specificamente nell'articolo 5 della Convenzione di cui si chiede la ratifica è previsto che i gestori dell'infrastruttura definiranno le attività e i dettagli tecnici


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relativi alla gestione e regolazione della circolazione, alla manutenzione, alla fornitura dell'energia elettrica alle certificazioni di sicurezza. Nel rispetto dei suddetti accordi il gestore dell'infrastruttura italiana è impegnato a rimborsare alle ferrovie svizzere le spese sostenute per la gestione ordinaria e straordinaria del tratto da Iselle a Domodossola.

Roberto Rolando NICCO (Misto-Min.ling), relatore, ritiene che l'approfondimento svolto dal rappresentante del Governo abbia sostanzialmente fornito risposta alla richiesta di chiarimento da lui formulata e che, in termini più generali, sia stato molto utile al fine di collocare i contenuti del disegno di legge di ratifica nell'ambito di un quadro più organico. Alla luce di tali considerazioni, propone di esprimere un parere favorevole sul disegno di legge in titolo.

Mario TASSONE (UDC), pur ringraziando il rappresentante del Governo per la copiosa relazione testé svolta, coglie l'occasione per segnalare l'esigenza che la Commissione trasporti sia messa nella condizione di approfondire in modo più compiuto e sistematico le questioni connesse ai rapporti concessori in essere nel settore ferroviario, tenuto conto che il rinnovo della concessione in oggetto è stato posto all'attenzione della Commissione soltanto in quanto implicante un accordo internazionale da ratificare con un apposito disegno di legge. Peraltro, entrando nel merito della concessione relativa al collegamento della rete ferroviaria svizzera con la rete italiana attraverso il Sempione, esprime perplessità in ordine alla durata novantanovennale dell'atto, che appare di ampiezza temporale tale da non consentire, in itinere, la verifica del raggiungimento degli obiettivi perseguiti sia in termini di investimenti infrastrutturali che di risultati di gestione, anche con riferimento alla concessione ormai scaduta. Più in generale lamenta che il Parlamento non viene messo in condizione di usufruire di adeguate informazioni circa la complessiva attività di Ferrovie dello Stato e di Rete ferroviaria italiana e ribadisce la necessità che la Commissione stessa proceda ad un monitoraggio della situazione delle concessioni ferroviarie in essere. Pur con tali riserve e tenuto conto che il provvedimento costituisce comunque un atto dovuto recante la ratifica di un accordo internazionale, dichiara il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore.

Valter ZANETTA (FI) intende preliminarmente ringraziare sia il relatore che il Viceministro De Piccoli, il quale ha correttamente puntualizzato che oggetto della ratifica non è una nuova concessione, bensì il rinnovo di quella scaduta a fine maggio 2005. Segnala poi che il valico del Sempione, di cui ricorre quest'anno il centenario dell'apertura al traffico ferroviario, è un'infrastruttura inserita nella legge obiettivo, ai fini della realizzazione di importanti interventi di adeguamento che, si augura possano presto ricevere attuazione. Più in generale ritiene che, anche sulla base dell'esempio costituito dal Sempione, che ha rappresentato per l'Italia un indubbio elemento di crescita, le forze politiche dovrebbero affrontare la questione dello sviluppo infrastrutturale del paese con un atteggiamento più costruttivo e sereno. Dichiara infine il suo voto favorevole sulla proposta di parere del relatore.

Mario LOVELLI (Ulivo), nel preannunciare, a nome del gruppo dell'Ulivo, il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, rileva, in termini generali, la necessità che l'Italia si mantenga al passo degli altri paesi dal punto di vista dello sviluppo infrastrutturale, segnalando, in particolare, l'esigenza di una sollecita realizzazione del previsto rafforzamento del corridoio Genova-Novara-Rotterdam.

Il Viceministro Cesare DE PICCOLI, preso atto che vi è una generale condivisione in ordine alla necessità di procedere in tempi celeri alla ratifica della nuova convenzione ferroviaria tra l'Italia e la Svizzera, assicura comunque che il Governo è disponibile a fornire al Parlamento


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ogni informazione disponibile circa gli impegni assunti e gli obiettivi conseguiti da Ferrovie dello Stato sulla tratta in oggetto, con particolare riferimento al periodo di vigenza della precedente concessione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore (vedi allegato 2).

La seduta termina alle 13.50.

RISOLUZIONI

Martedì 23 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Intervengono il viceministro dell'interno, Marco Minniti e il sottosegretario per i trasporti, Andrea Annunziata.

La seduta comincia alle 13.50.

7-00072 Uggè: Attuazione della normativa concernente la liberalizzazione dell'attività di autotrasporto e gli organismi pubblici operanti nel settore.
(Seguito della discussione e conclusione - Approvazione).

La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo, iniziata il 18 gennaio 2007.

Michele Pompeo META (Ulivo), presidente, ricorda che nella seduta di giovedì 18 gennaio, dopo l'illustrazione da parte del primo firmatario della risoluzione, l'onorevole Uggè, era emersa l'esigenza, fatta propria, in particolare, dal deputato Tassone, che la Commissione approfondisse maggiormente le questioni richiamate nel secondo impegno del dispositivo della risoluzione, con particolare riferimento ai controlli stradali sui veicoli industriali e all'applicazione delle sanzioni in caso di accertamento dello svolgimento abusivo dell'attività di autotrasportatore.

Il Viceministro Marco MINNITI fa presente che la risoluzione in discussione chiede al Governo un preciso impegno finalizzato alla piena attuazione, a poco meno di un anno dalla sua entrata in vigore, che risale al febbraio 2006, del decreto legislativo 286 del 2005, con il quale è stato disposto un riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell'esercizio dell'attività di autotrasportatore. Tale impegno è in particolare volto, all'emanazione di tutti i decreti ministeriali o dirigenziali previsti, all'adozione di tutte le circolari esplicative per aumentare i controlli su strada e al chiarimento delle modalità di applicazione della confisca delle merci in caso di accertato trasporto abusivo. Precisa in proposito che i profili di competenza del Ministero dell'interno riguardano i controlli su strada sui veicoli commerciali che si inseriscono in un quadro normativo molto articolato e non privo di complessità, oltre che, talvolta, di criticità. La materia dei controlli stradali non è tra quelle per le quali il decreto legislativo necessita ancora di norme di attuazione, atteso che l'unico decreto dirigenziale attuativo, relativo alla definizione dei contenuti della lista di controllo di cui all'articolo 11, è stato già adottato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dal Ministero dell'interno il 22 febbraio 2006. Con riferimento poi alla richiesta di adottare tutte le circolari esplicative per aumentare i controlli su strada, rileva che il Ministero dell'interno, nell'esercizio della funzione di coordinamento dei servizi di polizia stradale di cui all'articolo 11 del codice della strada, nei mesi scorsi ha emanato una serie di direttive generali, rivolte alle Forze di Polizia, per fornire disposizioni e indicazioni uniformi per l'attuazione dei controlli. In particolare, con circolare del 14 luglio 2006 del Servizio polizia stradale, sono state fornite dettagliate istruzioni per quanto riguarda le procedure di contestazione e verbalizzazione degli illeciti previsti dal decreto legislativo e per quanto attiene alle modalità di attivazione delle ulteriori procedure finalizzate all'individuazione delle


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eventuali corresponsabilità di soggetti coinvolti nella filiera di trasporto rispetto alle violazioni di norme di comportamento commesse dai conducenti di veicoli adibiti al trasporto di merci in conto terzi. Obiettivo della circolare è stato quello di chiarire taluni dubbi e perplessità sorti ella prima fase di applicazione delle norme relative alla corresponsabilità dei soggetti della filiera; dubbi almeno in parte generati dalla complessità del testo normativo della riforma. Con successiva circolare dell'11 agosto 2006 lo stesso Servizio polizia stradale ha inoltre impartito dettagliate disposizioni sulle modalità di esecuzione dei controlli mirati all'autotrasporto, attivando, nel contempo, un meccanismo di monitoraggio settimanale dei risultati ottenuti. Tali direttive generali, allo stato, vengono considerate esaustive in materia di coordinamento dei controlli da parte degli organi di polizia stradale e non necessitano di ulteriori istruzioni esplicative o operative. Per quanto concerne le modalità dell'esecuzione dei controlli, fa presente che, anche per la notevole complessità della nuova normativa, è stata necessaria un'attività di formazione specifica del personale della polizia stradale, svolta nel periodo agosto-settembre 2006 ed articolata in 3 seminari specialistici presso il Centro addestramento della polizia stradale di Cesena per complessivi 200 dipendenti. Questa attività di formazione specialistica si affianca, peraltro, a quella realizzata nell'ambito di corsi di formazione svolti in collaborazione con il Ministero dei trasporti (Dipartimento dei trasporti terrestri), d'intesa con il Comitato centrale dell'albo degli autotrasportatori, che nel 2006 hanno visto la partecipazione di ulteriori 150 operatori della polizia stradale. Sulla base di questa composita attività formativa, il Ministero dell'interno, nel corso del 2006 ha realizzato una duplice attività di controllo. Accanto all'attività realizzata in collaborazione con il personale del Ministero dei trasporti - che peraltro è già operativa dal 2004 e prevede l'utilizzo dei centri mobili di revisione di quell'amministrazione - è stata avviata dal settembre 2006 una campagna di controlli mirati che, in ogni provincia, ha previsto l'impiego di pattuglie dedicate con il compito di controllare i veicoli utilizzati per il trasporto di merci.
Per quanto riguarda i controlli congiunti con il Dipartimento dei trasporti terrestri, nel 2006 sono state effettuate, in tutto il territorio nazionale, almeno 4 giornate al mese di controlli mirati con l'impiego complessivo di 4.269 operatori della polizia stradale e di 2.536 dipendenti del Ministero dei trasporti. Queste attività - i cui risultati sono riassunti in una tabella che consegna agli atti della Commissione - hanno permesso di controllare, nel 2006, 10.365 veicoli adibiti al trasporto di cose. Le avverse condizioni atmosferiche fra cui le abbondanti nevicate, hanno impedito l'effettuazione dei servizi nei primi tre mesi dell'anno facendo così registrare rispetto al 2005, una flessione delle attività di controllo (-2.053). Sulla questione assicura, sin d'ora, la piena disponibilità della polizia stradale ad aumentare i servizi congiunti, anche raddoppiando il numero delle giornate in cui svolgerli che potrebbero così arrivare ad otto al mese. La seconda modalità di controllo - ed anche su questa attività lascia agli atti della Commissione una seconda tabella riepilogativa - è quella realizzata dalla polizia stradale, nell'ambito dei compiti d'istituto, attraverso l'impiego di pattuglie dedicate composte da personale specializzato presente in ogni provincia. Nel periodo 20 agosto-31 dicembre 2006 (95 giornate lavorative), sono stati controllati 29.794 veicoli impegnati in servizi di trasporto in conto terzi (di cui il 6 per cento circa dediti a trasporti internazionali), pari ad una media a circa 315 controlli al giorno. Alle verifiche effettuate sulla strada, che hanno permesso di accertare una serie di violazioni alle norme sulla circolazione stradale - di cui pure deposito una tabella riassuntiva - ha fatto seguito un'intensa attività di sviluppo ed indagine svolta dagli uffici della Polizia Stradale, per accertare le eventuali corresponsabilità dei soggetti della filiera di trasporto rispetto alle violazioni commesse dai conducenti dei veicoli commerciali.


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Tale attività di indagine, assai laboriosa proprio per la richiamata complessità delle norme sulla riforma dell'autotrasporto, ha permesso di accertare, negli ultimi quattro mesi del 2006, 2.924 violazioni a carico di soggetti della filiera a vario titolo responsabili degli illeciti commessi su strada dai conducenti dei veicoli commerciali ed ha portato all'emissione di 3.706 inviti ad esibire documentazione riguardante il rispetto delle norme di sicurezza del trasporto. Per quanto riguarda l'ultimo punto, quello relativo alla confisca delle merci trasportate nel caso in cui sia accertato il loro affidamento a vettori abusivi o non autorizzati, ritiene che la risoluzione focalizzi giustamente un elemento di criticità meritevole di un'approfondita valutazione. Infatti, le misure introdotte dalla riforma dell'autotrasporto hanno effettivamente avuto un impatto problematico sull'attività operativa delle Forze di Polizia, ponendo serie difficoltà di attuazione pratica, soprattutto in relazione alla custodia delle merci sequestrate in attesa del perfezionarsi del provvedimento di confisca per quanto riguarda, in particolare, l'individuazione di soggetti e strutture idonei cui affidare i beni sotto sequestro, tenuto anche conto dell'indisponibilità di strutture adeguata da parte dei Comandi di polizia. Mentre, infatti, in caso di sequestro di veicoli, sono individuati sul territorio i soggetti autorizzati a cui affidare la custodia dei beni, non vi è analoga, previsione per le merci sequestrate ai sensi della nuova normativa. Tale circostanza sta comportando notevoli difficoltà, tant'è vero che i 27 casi di sequestro di merci disposti non hanno seguito un'univoca linea di indirizzo: in 21 casi le merci sequestrate sono state affidate in custodia al conducente o al proprietario del veicolo, in 4 casi sono state affidate in custodia alle depositerie giudiziarie autorizzate alla custodia dei veicoli, mentre in altri 2 casi, infine, si è optato per la custodia presso il comando dell'organo accertatore. Notevole è anche l'incidenza del contenzioso sulla sorte finale delle merci sequestrate, atteso che, accogliendo le istanze dei ricorrenti il giudice di pace ha disposto la restituzione dei beni in otto casi, mentre in altri due casi la restituzione è stata disposta dalla stessa prefettura. La problematica assume particolare rilievo quando oggetto del sequestro sono merci ingombranti e soprattutto quando il carico sequestrato è costituito da merce rapidamente deperibile o da animali. In tali casi, infatti, il sequestro dei beni può comportare gravi problemi (anche di carattere igienico-sanitario) per la difficoltà di conservare i prodotti deteriorabili fino all'emissione del provvedimento di confisca; provvedimento che, secondo la vigente normativa, non può divenire definitivo se non dopo che siano inutilmente trascorsi almeno i sessanta giorni per la presentazione di eventuali ricorsi avverso i provvedimenti da cui la misura ablatoria consegue ovvero, laddove siano proposti gravami, dopo l'esito dei relativi giudizi. Ne consegue una potenziale responsabilità di carattere patrimoniale della pubblica amministrazione, chiamata a rispondere delle spese di custodia e, in caso di accoglimento di eventuali gravami avverso i provvedimenti di sequestro, anche per il risarcimento del danno correlato al deperimento delle merci. Conclusivamente, con riferimento alla parte del dispositivo della risoluzione che rientra nella competenza del Ministero dell'interno, esprime un parere favorevole, tenendo comunque a precisare che, riguardo all'auspicio di un aumento dei controlli finalizzato al pieno accertamento del sistema delle responsabilità condivise fra i soggetti della filiera del trasporto, le circolari già diramate forniscono indirizzi esaustivi che, al momento, non necessitano di ulteriori integrazioni. Assicura inoltre la disponibilità della polizia stradale ad aumentare, fino a raddoppiarle, le giornate in cui effettuare i controlli congiunti. Quanto poi all'impegno in tema di confisca delle merci in caso di trasporto abusivo, fa presente che il Ministero dell'interno condivide la necessità di porre allo studio, nell'ambito degli interventi correttivi consentiti dal decreto legislativo sopramenzionato, una modifica della normativa che consenta di definire nel settore del trasporto merci procedure, modalità e connessi ambiti di


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responsabilità, elevando in modo significativo le sanzioni amministrative pecuniarie per chiunque si affidi, in questo settore, ad un vettore non autorizzato.

Michele Pompeo META, presidente, invita il Sottosegretario per i trasporti. Annunziata, ad esprimere il parere del Governo sul primo impegno recato nella parte dispositiva della risoluzione.

Il Sottosegretario Andrea ANNUNZIATA esprime parere favorevole sul primo impegno recato dalla risoluzione, che è riconducibile alla competenza del Ministero dei trasporti, assicurando che il Governo provvederà ad emanare prontamente tutti i decreti ministeriali o dirigenziali attuativi previsti dalle diverse disposizioni normative delegate con la legge n. 32 del 2005 e contenute nei cennati decreti legislativi nn. 284 e 286 del 2005.

Paolo UGGÈ (FI) dopo avere ricordato di avere già esposto nella seduta del 18 gennaio 2007 le finalità della risoluzione di cui è primo firmatario, ribadisce la convinzione che la piena attuazione della riforma dell'autotrasporto non può essere disgiunta da un quadro normativo certo e da una intensificazione del sistema dei controlli stradali a garanzia della sicurezza stradale e del rispetto della cosiddetta «normativa sociale». Fa presente poi che le stesse associazioni di categoria hanno richiesto la proroga del termine per l'emanazione dei decreti legislativi correttivi, proprio affinché siano individuate le disposizioni necessarie a rendere pienamente applicabile la riforma dell'autotrasporto. A tale fine, auspica che il Ministero dell'interno e il Ministero dei trasporti rafforzino la collaborazione con il Parlamento in vista dell'adozione degli auspicati interventi correttivi. Prende atto dei dati forniti dal Viceministro Minniti e delle motivazioni addotte per il calo registrato nel numero dei controlli stradali tra il 2005 e il 2006 e apprezza comunque l'impegno assunto dal medesimo rappresentante del Governo sia riguardo all'auspicio di un aumento delle giornate in cui effettuare i controlli congiunti che con riferimento allo studio di eventuali disposizioni volte a rendere effettivamente applicabile la sanzione della confisca delle merci in caso di trasporto abusivo.

Mario TASSONE (UDC), alla luce dell'intervento del Viceministro Minniti, ritiene che la richiesta di interloquire anche con il Ministero dell'interno, da lui formulata in occasione della precedente seduta, sia stata pienamente motivata. Condivide infatti l'importanza capitale che va ascritta ai controlli stradali sui veicoli commerciali ai fini della piena attuazione della liberalizzazione dell'autotrasporto. In proposito, non può comunque non segnalare che un ostacolo è da sempre rappresentato dall'insufficienza del personale destinato all'espletamento di tali controlli. Dichiara quindi il suo voto favorevole sulla risoluzione in titolo, auspicando che agli impegni ivi contenuti sia dato un effettivo seguito.

Mario RICCI (RC-SE), nel ringraziare il Viceministro Minniti per i chiarimenti forniti, intende precisare che, nella precedente legislatura, la sua parte politica aveva manifestato un orientamento critico sulla riforma dell'autotrasporto. Ciononostante, accoglie con favore il contenuto dispositivo della risoluzione di cui è primo firmatario il deputato Uggè, soprattutto con riguardo all'esigenza di un più forte contrasto dell'abusivismo nel settore, fenomeno cui è a suo avviso riconducibile anche parte della incidentalità stradale che coinvolge i veicoli commerciali. Inoltre, pur continuando a ritenere prioritari interventi volti ad uno spostamento del traffico commerciale dalla modalità su gomma a quella su rotaia, ritiene che sia comunque opportuno che il Governo provveda a completare il quadro regolamentare necessario per l'attuazione della riforma dell'autotrasporto. Sulla base di tali considerazioni, dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla risoluzione in titolo e l'intenzione di sottoscriverla.

Mario LOVELLI (Ulivo) ribadisce la valutazione positiva già preannunciata


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nella precedente seduta e dichiara di sottoscrivere la risoluzione in esame. Intende ringraziare per il loro apporto costruttivo sia il Sottosegretario Annunziata che il Viceministro Minniti, anche per la documentazione sui controlli stradali che hanno inteso mettere a disposizione della Commissione. A tale proposito ricorda che la Commissione ha già deliberato lo svolgimento di una indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza stradale, che auspica possa essere avviata al più presto. Condivide poi la necessità di una iniziativa normativa che renda effettivamente applicabile la sanzione della confisca delle merci in caso di trasporto non autorizzato e dichiara, infine, il voto favorevole del suo gruppo sulla risoluzione.

Silvano MOFFA (AN) ringrazia i deputati della maggioranza per avere aderito alla risoluzione di cui è firmatario, nonché entrambi i rappresentanti del Governo per avere contribuito ai lavori della Commissione in modo fattivo. Quanto alle difficoltà applicative della disposizione della confisca delle merci in caso di trasporto abusivo, condivide l'esigenza, fatta propria dal Viceministro Minniti, di apportare correttivi che ne facilitino l'applicazione. Nel frattempo, tuttavia, invita lo stesso rappresentante del Governo ad adoperarsi, anche nei confronti delle prefetture, affinché sia compiuto ogni sforzo per dare comunque applicazione alla disposizione nella sua vigente formulazione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la risoluzione 7-00072 Uggè ed altri.

La seduta termina alle 14.25.

SEDE REFERENTE

Martedì 23 gennaio 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Interviene il viceministro dei trasporti, Cesare De Piccoli.

La seduta comincia alle 14.25.

Modifiche al codice della navigazione e altre disposizioni in materia di navigazione marittima.
C. 1707 Meta.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, iniziato nella seduta del 18 gennaio 2007.

Il Viceministro Cesare DE PICCOLI, intende fornire alcune precisazioni in ordine al provvedimento in titolo, atteso che nella precedente seduta il rappresentante del Governo si era limitato a porre all'attenzione della Commissione valutazioni di carattere esclusivamente tecnico in ordine alle singole disposizioni della proposta di legge. Con riferimento, invece, agli obiettivi dell'iniziativa legislativa, il Governo esprime un orientamento favorevole, atteso che le modifiche al codice della navigazione ivi recate appaiono sostanzialmente volte ad aggiornare una normativa che, per taluni aspetti, appare ormai superata e onerosa per le compagnie di navigazione. In proposito il Governo sta valutando anche l'opportunità di proporre alla Commissione di ampliare l'oggetto del provvedimento, al fine di comprendervi anche una più complessiva riforma del codice della navigazione marittima.

Silvano MOFFA (AN), relatore, preannuncia che in occasione della prossima riunione dell'ufficio di presidenza proporrà lo svolgimento di audizioni e auspica che in quella stessa sede possa essere affrontata anche la questione dell'ampliamento o meno dell'oggetto del provvedimento.

Michele Pompeo META (Ulivo), presidente, assicura il relatore che le questioni da lui segnalate potranno essere esaminate nella riunione dell'ufficio di presidenza della Commissione, già prevista per giovedì 25 gennaio. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.30.