Commissioni Riunite II e VII - Resoconto di mercoledý 2 maggio 2007


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 2 maggio 2007. - Presidenza del presidente della II Commissione Pino Pisicchio. - Interviene il sottosegretario di Stato per la Giustizia Luigi Li Gotti.

La seduta comincia alle 14.30.

Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione dei fenomeni di violenza.
C. 2490, approvato dal Senato.

(Esame e rinvio).

Le Commissioni iniziano l'esame del provvedimento.

Paolo GAMBESCIA (Ulivo), relatore per la II Commissione, rileva come il provvedimento in esame di legge in esame, approvato in sede deliberante dalle Commissioni riunite I e II (Affari costituzionali e Giustizia) del Senato nella il 4 aprile 2007, sia sostanzialmente diretto a modificare il decreto legge 8 febbraio 2007, n. 8, concernente la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche, così come modificato dalla legge di conversione (n. 41 del 2007), entrata in vigore il 6 aprile 2007. In particolare, le Commissioni riunite I e II (Affari costituzionali e Giustizia) del Senato, il giorno successivo a quello in cui il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del predetto decreto-legge, ha approvato il provvedimento in esame, per apportarvi quelle modifiche ritenute necessarie, ma la cui introduzione nel testo del disegno di legge di conversione del decreto-legge avrebbe potuto compromettere la conversione del decreto medesimo in considerazione della ristrettezza dei tempi per una ulteriore lettura da parte della Camera.
Per quanto attiene al contenuto della proposta di legge, questa si compone di tre articoli. Il primo novella il codice penale introducendo una nuova circostanza aggravante relativa al caso di lesioni gravi o gravissime commesse nei confronti di un pubblico ufficiale durante il servizio di ordine pubblico, il secondo, invece, modifica il comma 5-bis dell'articolo 1-quater del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, introdotto in tale articolo proprio dal decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8 e riguardante l'adeguamento degli impianti sportivi indicati dalla medesima legge alle relative norme di sicurezza. L'articolo 3 concerne, a sua volta, l'entrata in vigore del provvedimento.


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Quale relatore per la II Commissione, si sofferma sull'articolo 1, considerato che innova il codice penale al fine di inserirvi il nuovo articolo 583-quater, riguardante le lesioni gravi o gravissime arrecate ad un pubblico ufficiale in esercizio di ordine pubblico.
In relazione alla formulazione di questa norma occorre preliminarmente osservare che già esiste nel nostro codice penale l'articolo 583-quater in materia di «lesioni gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive». Tale nuovo articolo è stato inserito nel codice penale con la legge n. 41 del 2007, di conversione del decreto legge n. 8 del 2007, la quale è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale il giorno successivo quello dell'approvazione da parte delle Commissioni riunite I e II del Senato della proposta di legge in esame. Per tale motivo, in sede di esame del provvedimento al Senato, non è stato possibile costruire il relativo articolo 1 come novella al nuovo articolo 583-quater del codice penale non essendo ancora entrata in vigore la citata legge n. 41 del 2007 che ne ha previsto l'inserimento nel codice penale. Da un punto di vista formale, è quindi necessario che in sede di esame del provvedimento alla Camera si provveda a costruire la disposizione in esame come articolo sostitutivo dell'attuale articolo 583-quater, ovvero come novella di tale articolo.
Rilevato che, indipendentemente dall'attuale formulazione del testo trasmesso dal Senato, intenzione dei proponenti è stata quella di modificare la nuova disposizione del codice penale al fine di estendere l'ambito di operatività della fattispecie ivi contemplata.
Nello specifico, l'articolo 1 della proposta di legge contempla l'ipotesi di lesioni personali gravi o gravissime arrecate ad un pubblico ufficiale che svolga un servizio di ordine pubblico, indipendentemente dalla circostanza che tale comportamento illecito sia tenuto in occasione di manifestazioni sportive. Le pene previste sono la reclusione da quattro a dieci anni, nel caso di lesioni personali gravi, e la reclusione da otto a sedici anni, nel caso di lesioni personali gravissime. Rispetto all'attuale formulazione dell'articolo 583-quater, introdotto, come più volte rilevato, dalla citata legge n. 41 del 2007, la disposizione in esame è volta ad estenderne l'ambito di operatività in quanto, allo stato, l'ipotesi contemplata dalla citata norma penale è limitata alle sole lesioni gravi o gravissime arrecate ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive.
La nuova formulazione dell'articolo 583-quater del codice penale riproduce l'originaria formulazione di tale norma elaborata dal Senato nel corso dell'esame, in prima lettura, del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 8 del 2007, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni sportive , differenziandosene per quanto concerne il profilo sanzionatorio. L'articolo 7 del citato disegno di legge, nel prevedere, infatti, il nuovo articolo 583-quater, rubricato «lesioni personali gravi o gravissime in occasione di servizi di ordine pubblico», puniva con le pene previste dall'articolo 583 del codice penale, aumentate della metà, chiunque procurasse ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico lesioni personali gravi o gravissime. Com'è noto il citato articolo 7 è stato successivamente modificato dalla Camera dei deputati, la quale ha approvato l'attuale formulazione dell'articolo 583-ter sopra richiamata. Nel corso dell'esame del provvedimento in seconda lettura, le Commissioni riunite I e II del Senato hanno approvato, tra l'altro, un emendamento volto a ripristinare l'originaria formulazione dell'articolo 583-bis sopra richiamata. Gli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite sono stati, comunque, ritirati nella successiva seduta dell'Assemblea al fine di assicurare una tempestiva conversione del decreto. Si è, altresì, concordato, di apportare la modifica in esame, insieme a quella contenuta nel successivo articolo 2, con la presente proposta di legge.


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In relazione alla nuova disposizione penale si segnala che nel corso dell'esame del provvedimento al Senato si è ampiamente discusso in ordine alla natura giuridica della nuova fattispecie prevista dall'articolo 583-quater, con particolare riferimento al fatto se essa costituisca un nuovo tipo di reato, ovvero una circostanza aggravante, soggetta, quindi, al giudizio di comparazione delle circostanze aggravanti e attenuanti secondo i principi di equivalenza e di prevalenza. Correttamente, è stato rilevato che si tratta di una circostanza aggravante ad effetto speciale, in riferimento alla quale, secondo quanto previsto dall'articolo 69, ultimo comma, del codice penale non trova applicazione il principio di comparazione delle circostanze.
Le Commissioni, pertanto, dovranno valutare se sia opportuno prevedere che la nuova circostanza aggravante introdotta dalla legge di conversione del decreto legge n. 8 del 2007 debba essere circoscritta o meno ai fatti avvenuti in occasione di manifestazioni sportive. Qualora si ritenesse incongrua la limitazione della circostanza aggravante a tali ipotesi, le Commissioni dovrebbero valutare la congruità anche della limitazione dell'applicazione dell'aggravante ai soli casi in cui soggetto passivo del reato sia un pubblico ufficiale che svolga un servizio di ordine pubblico. Si potrebbe, infatti, ritenere opportuna l'applicazione di tale circostanza a tutte le ipotesi in cui soggetto passivo del reato sia un pubblico ufficiale.
Rileva conclusivamente come l'esame del provvedimento in oggetto possa costituire un'importante occasione per affrontare finalmente il fenomeno della violenza connessa agli eventi sportivi non più con soluzioni specifiche ed emergenziali, bensì in modo organico e complessivo. Si offre in particolare al Parlamento l'opportunità di effettuare una riflessione di carattere più generale e di affrontare anche tematiche, di fondamentale importanza, che sono state sostanzialmente trascurate nell'ambito del decreto-legge n. 8 del 2007 quali, a titolo esemplificativo, i rapporti tra le società calcistiche e talune categorie di tifosi, nonché il rapporto tra trasmissioni televisive e radiofoniche, soprattutto locali, e i fenomeni di violenza negli stadi.

Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir Luxuria (RC-SE), relatore per la VII Commissione, ricorda che la proposta di legge in esame, composta da tre articoli, è stata approvata in sede deliberante dalle Commissioni riunite I e II (Affari costituzionali e Giustizia) del Senato nella seduta del 4 aprile 2007. Il provvedimento in esame è diretto ad apportare talune modifiche alle disposizioni normative introdotte con il decreto legge 8 febbraio 2007, n. 8, concernente la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche, la cui legge di conversione n. 41 del 2007 e, quindi, le relative modifiche, sono entrate in vigore il 6 aprile 2007.
Sottolinea, in particolare, che la proposta di legge in esame novella all'articolo 1 il codice penale, stabilendo pene particolarmente severe nel caso di lesioni gravi o gravissime commesse nei confronti di un pubblico ufficiale durante il servizio di ordine pubblico; all'articolo 2 si modifica invece il comma 5-bis dell'articolo 1-quater del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito dalla legge 24 aprile 2003, n. 88 e riguardante l'adeguamento degli impianti sportivi indicati dalla medesima legge alle relative norme di sicurezza. L'articolo 3 concerne, a sua volta, l'entrata in vigore del provvedimento.
Per quanto riguarda gli aspetti di competenza della Commissione cultura, precisa che l'articolo 2 è volto ad apportare una modifica puntuale alla normativa contenuta nel comma 5-bis dell'articolo 1-quater del decreto-legge n. 28/2003 - comma introdotto dall'articolo 10 del decreto legge n. 8/2007 -, stabilendo che le società utilizzatrici degli impianti sportivi hanno l'obbligo e non la facoltà di provvedere all'adeguamento degli stessi impianti alle misure di sicurezza previste dall'ordinamento. Restano immutate le altre disposizioni contenute nell'articolo in esame in base alle quali, nel caso in cui per procedere alla ristrutturazione servano


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particolari titoli abilitativi, l'amministrazione competente convoca entro quarantotto ore una conferenza di servizi; in difetto di pronunciamento entro le successive ventiquattro ore, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende accolta.
Richiama quindi le considerazioni già espresse in riferimento alla proposta di legge 2217, in corso di esame in sede referente in Commissione cultura e sulla quale ha già svolto la relazione, ritenendo che ci siano elementi di affinità con quanto previsto dall'articolo 2 della proposta di legge in esame. Per questo motivo, si dichiara favorevole ad un eventuale stralcio dell'indicato articolo 2, anche al fine di procedere ad un suo abbinamento all'esame della proposta di legge 2217.

Mario PESCANTE (FI) concorda con le osservazioni del collega Gambescia, rilevando che non vi sono esigenze di urgenza che spingono all'approvazione del provvedimento in esame, visto che il campionato di Serie A giunge ormai al termine e l'organizzazione dei campionati europei è stata assegnata ad altri Paesi e non all'Italia. In questo senso, ritiene anzi che le Commissioni potrebbero anche attendere le conclusioni cui perverrà la Commissione cultura con l'approvazione del documento conclusivo sull'indagine conoscitiva sul calcio. È necessario peraltro non limitarsi solo al calcio, ma tenere in considerazione anche gli altri sport, come per esempio la ginnastica che sta dando molte soddisfazioni al Paese. Ribadisce infatti la necessità che vi sia una attenzione generalizzata dell'adeguamento degli impianti sportivi, non limitandosi solo all'adeguamento degli stadi di calcio. Concorda quindi con l'eventuale stralcio dell'articolo 2 del progetto di legge in esame, ai fini di un suo abbinamento alla proposta di legge 2217, in corso di esame in sede referente presso la Commissione cultura.

Emerenzio BARBIERI (UDC) stigmatizza innanzitutto il modo di legiferare del Senato che ha approvato in sede deliberante una proposta di legge il giorno prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto-legge n. 8 del 2007, due giorni prima della sua entrata in vigore. Ritiene inoltre che l'articolo 2 presenti profili assimilabili alla proposta di legge Giorgetti 2217 in corso di esame in sede referente presso la Commissione cultura.

Pino PISICCHIO, presidente, anche a nome del Presidente Folena, ritiene che, ove non vi siano ulteriori interventi, possa essere posta in votazione la proposta di chiedere all'Assemblea lo stralcio degli articoli 1 e 3, come formulata dal relatore per la VII Commissione.

Luigi COGODI (RC-SE) chiede che la predetta proposta sia deliberata in altra seduta, al fine di consentire un esame più approfondito del contenuto del provvedimento ed, in particolare, delle eventuali interconnessioni tra gli articoli 1 e 2.

Pietro FOLENA, presidente della VII Commissione, ricorda che gli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni giustizia e cultura, nella riunione congiunta del 18 aprile 2007, hanno deliberato all'unanimità la proposta di stralcio dell'articolo 2 in esame.

Pino PISICCHIO, presidente, preso atto della richiesta dell'onorevole Cogodi e nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.05.