I Commissione - Resoconto di luned́ 7 maggio 2007


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SEDE REFERENTE

Lunedì 7 maggio 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Interviene il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Paolo Naccarato.

La seduta comincia alle 18.15.

Sui lavori della commissione.

Luciano VIOLANTE, presidente, comunica che è stata avanzata la richiesta che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.

Conflitto di interessi.
C. 1318 Franceschini.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 3 maggio 2007.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, avverte di avere presentato gli emendamenti 15.30 e 20.100 nonché gli articoli aggiuntivi 17.020, 17.021, 17.022, a cui sono stati presentati subemendamenti (vedi allegato). Avverte quindi che la Commissione passerà ora all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 15 e seguenti, esaminerà quindi talune proposte di correzione del testo e, qualora vi sia l'accordo unanime della Commissione, alcune proposte di modifica di parti del testo già esaminate. Con riferimento all'articolo 15, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Bruno 15.1 e D'Alia 15.2, e ricorda che il subemendamento Ronconi 0.15.100.1 è già stato dichiarato inammissibile, in quanto volto a sopprimere l'emendamento del relatore cui si riferisce. Esprime parere favorevole sul subemendamento 0.15.100.2 del Governo, nonché sul subemendamento Bruno 0.15.30.1 e sugli emendamenti 15.3 e 15.4 del Governo. Raccomanda infine l'approvazione dei suoi emendamenti 15.100, 15.30 e 15. 200.

Il sottosegretario Paolo NACCARATO esprime parere conforme a quello del relatore.


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Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento D'Alia 15.2, identico all'emendamento Bruno 15.1: si intende che vi abbiano rinunziato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Bruno 15.1; approva quindi il subemendamento 0.15.100.2 del Governo e l'emendamento 15.100 del relatore, come risultante dal subemendamento approvato.

Gabriele BOSCETTO (FI), intervenendo sul subemendamento Bruno 0.15.30.1, di cui è cofirmatario, chiarisce preliminarmente che il suo gruppo propone innanzitutto la soppressione dell'articolo 15, perché contrario all'estensione della disciplina sul conflitto di interessi alle regioni e agli enti locali mediante delega legislativa, ritenendo che sarebbe meglio introdurre tale disciplina direttamente nel testo del provvedimento in esame, in modo da evitare che le situazioni di conflitto di interessi regionale e locale vengano regolate in un secondo momento rispetto a quelle nazionali e che vi possano essere ritardi intenzionali da parte del Governo nell'esercizio della delega. Per tali ragioni, il suo gruppo ha presentato il subemendamento in esame, che tende almeno a dimezzare il tempo entro il quale il Governo dovrà adottare i decreti legislativi di disciplina delle situazioni di conflitto di interessi a livello regionale e locale. Ribadisce in ogni caso il convincimento di fondo, già più volte espresso dal suo gruppo, che l'impostazione della vigente legge Frattini sia più equilibrata e adeguata a risolvere i problemi in gioco, facendo riferimento al conflitto di interessi reale piuttosto che a quello potenziale.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, nel confermare il parere favorevole sul subemendamento Bruno 0.15.30.1, rileva che, in ogni caso, l'emendamento 15.30 da lui presentato riduceva già di due mesi il termine per l'esercizio della delega, oltre a prevedere che tale termine decorra dalla data di pubblicazione della legge sulla Gazzetta ufficiale, anziché dall'entrata in vigore, che è successiva.

La Commissione, con distinte votazioni, approva il subemendamento Bruno 0.15.30.1 e l'emendamento 15.30 del relatore, come risultante dal subemendamento approvato

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, avverte che è precluso l'emendamento 15.3 del Governo.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti 15.4 del Governo e 15.200 del relatore.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, passando agli emendamenti all'articolo 16, esprime parere contrario sugli emendamenti Bruno 16.1 e D'Alia 16.2 e parere favorevole sull'emendamento del Governo 16.3.

Il sottosegretario Paolo NACCARATO esprime parere conforme a quello del relatore.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Bruno 16.1.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento D'Alia 16.2: si intende che vi abbiano rinunciato. Avverte quindi che è precluso l'emendamento 16.3 del Governo, a seguito dell'approvazione dell'emendamento del relatore 15.100. Passando quindi agli emendamenti all'articolo 17, esprime parere contrario sugli identici emendamenti Bruno 17.1 e Bocchino 17.6; raccomanda l'approvazione del suo emendamento 17.100; esprime parere favorevole sugli emendamenti Donadi 17.2, Zaccaria 17.9 e 17.10 e Licandro 17.5. Esprime parere contrario sull'emendamento Bocchino 17.8 e parere favorevole sull'emendamento Bocchino 17.7. Invita quindi al ritiro dell'emendamento Donadi 17.3 ed esprime parere favorevole sugli emendamenti Zaccaria 17.11 e Donadi 17.4. Esprime parere contrario sui subemendamenti Ronconi 0.17.020.3 e Bruno 0.17.020.1. Raccomanda l'approvazione del suo articolo aggiuntivo 17.020, esprime


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parere contrario sui subemendamenti Bruno 0.17.021.1 e 0.17.021.3 e raccomanda l'approvazione del suo articolo aggiuntivo 17.021.

Il sottosegretario Paolo NACCARATO esprime parere conforme a quello del relatore.

Donato BRUNO (FI), esprime la forte contrarietà del suo gruppo non solo sull'impostazione di fondo data dalla maggioranza al provvedimento in esame, ma anche sui tempi e sul modo di esame degli emendamenti. Sottolinea che si tratta di una materia sconosciuta in larga parte alla maggioranza dei componenti la Commissione e che numerosi esperti hanno rilevato l'assoluta atipicità della normativa proposta. Osserva in particolare che in nessun altro paese al mondo è previsto che un'Autorità possa comprimere la libertà di azione del trustee. Il blind trust è uno strumento concepito a favore del beneficiario, mentre nel testo della maggioranza esso serve unicamente a sconfiggere l'avversario politico, configurandosi pertanto come una manovra demagogica, priva di ogni fondatezza in diritto. Osserva che non si rinviene nell'ordinamento di nessuna altro paese l'esonero del trustee dalla responsabilità nei confronti del disponente, che consegue di necessità dalla previsione che esso debba conformarsi alle indicazioni dell'Autorità. Ritiene che il provvedimento in esame risponda unicamente ad una finalità di lotta politica e sia strumentale alla prossima campagna elettorale. Chiarisce, poi, che non è affatto vero, come è stato dichiarato da alcuni esponenti della maggioranza, che il clima in Commissione sia sereno e collaborativo. L'opposizione contesta l'impianto di fondo del provvedimento, come pure le scelte di dettaglio, e contesta che il relatore abbia in sostanza respinto ogni proposta emendativa di un qualche peso proveniente dai gruppi di opposizione, mentre è stato pronto ad accogliere ogni emendamento dei gruppi di maggioranza, anche se del tutto privo di ragionevolezza. Giudica inoltre inaccettabile che il relatore presenti ad ogni momento nuovi emendamenti, anche interamenti sostitutivi di articoli già esaminati, modificando addirittura parti già approvate. Avverte pertanto che la maggioranza dovrà assumersi da sola la responsabilità del provvedimento, sul quale non c'è alcuna condivisione da parte dell'opposizione, che lo ritiene anzi un testo raffazzonato e pensato unicamente per ragioni di competizione elettorale.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, fa presente che l'articolo 8, comma 10, prevede che il trustee risponda con tutti i beni ai sensi dell'articolo 2740 del codice civile, ferme restando le eventuali altre responsabilità accertate dall'autorità giudiziaria.

Donato BRUNO (FI), rileva che però in numerose parti del testo si prevede che il trustee debba conformarsi alle indicazione dell'Autorità, il che implica necessariamente una limitazione della responsabilità del trustee stesso.

Roberto ZACCARIA (Ulivo), nel rilevare che si tratta di una materia particolarmente complessa, osserva che nel corso dei lavori dedicati al tema del conflitto di interessi si è svolto un ampio approfondimento delle diverse problematiche emerse; richiama a tal fine anche le audizioni svolte nel corso dell'istruttoria. Evidenzia la paradossale contraddizione tra il clima costruttivo che si era finora delineato in Commissione e le valutazioni discordi emerse dagli interventi del deputato Bruno.

Oriano GIOVANELLI (Ulivo), in relazione all'emendamento Donadi 17.2 manifesta perplessità in ordine alla previsione delle imprese operanti nell'ambito dell'editoria, anche a mezzo internet.

Gabriele BOSCETTO (FI) sottoscrive gli emendamenti Bocchino 17.6, 17.7 e 17.8.

Franco RUSSO (RC-SE) sottoscrive l'emendamento Donadi 17.2.


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La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli identici emendamenti Bruno 17.1 e Bocchino 17.6; approva quindi l'emendamento 17.100 del relatore, nonché gli emendamenti Donadi 17.2 e Zaccaria 17.9.

Donato BRUNO (FI), intervenendo sull'emendamento Zaccaria 17.10, sul quale il relatore e il Governo hanno espresso parere favorevole, chiede al presentatore quale ne sia la finalità. Fa presente che il capo della coalizione non deve necessariamente presentarsi alle elezioni politiche, per cui è a suo avviso inappropriato il rinvio al testo unico delle leggi per l'elezione della Camera dei deputati. Ritiene, inoltre, che il sostegno radiotelevisivo al capo della coalizione nel corso della campagna elettorale sia materia estranea al conflitto di interessi.

Roberto ZACCARIA (Ulivo), in relazione al suo emendamento 17.10, rileva che esso intende precisare cosa si intenda per capo della coalizione, mediante un richiamo all'articolo 14-bis, comma 3, del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera dei deputati.

Franco RUSSO (RC-SE) sottoscrive l'emendamento Licandro 17.5.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Zaccaria 17.10 e Licandro 17.5, sottoscritto dal deputato Franco Russo; respinge quindi l'emendamento Bocchino 17.8 e approva l'emendamento Bocchino 17.7, sottoscritto dal deputato Boscetto.

Carlo COSTANTINI (IdV) sottoscrive l'emendamento Donadi 17.4. quindi sottoscrive e ritira l'emendamento Donadi 17.3.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti Zaccaria 17.11 e Donadi 17.4, sottoscritto dal deputato Costantini.

Gabriele BOSCETTO (FI) sottoscrive il subemendamento Ronconi 0.17.020.3, osservando che anche la legislazione canadese prevede che l'interessato venga interpellato per la costituzione di un blind trust.

La Commissione respinge il subemendamento Ronconi 0.17.020.3.

Gabriele BOSCETTO (FI), intervenendo sul subemendamento Bruno 0.17.020.1, di cui è cofirmatario, chiarisce che esso nasce dalla preoccupazione che la previsione contenuta nel comma 1 dell'articolo aggiuntivo 17.020 del relatore possa essere interpretata nel senso che il trustee possa liberamente procedere alla trasformazione del patrimonio del disponente, il che rimetterebbe in discussione il punto già acquisito che la trasformazione del patrimonio deve invece essere l'extrema ratio ed essere il più possibile evitata. Ribadisce che, se s'intende portare avanti il modello del trust, anziché, come propone il suo gruppo, quello del mandato fiduciario, si deve almeno tenere presente che il trust è un istituto finalizzato alla gestione, e non alla trasformazione, del patrimonio del disponente. La logica della trasformazione non si trova in nessuna legislazione straniera. Negli Stati Uniti non c'è, infatti, un obbligo di blind trust, né un tale obbligo esiste nelle legislazioni europee. Secondo quanto ha potuto verificare, tale obbligo esiste soltanto, dall'anno scorso, in Spagna e, forse, in Austria. In Francia, Germania e Regno Unito non c'è alcun obbligo di blind trust. La stessa Convenzione dell'Aja, alla quale rimanda l'articolo 8, comma 1, riguarda il trust semplice e deve pertanto essere adattata quando la si utilizzi per un blind trust. Pertanto, quando fa riferimento alla convenzione dell'Aja come se si trattasse di un testo utile a definire le questioni sul blind trust, il testo del relatore crea soltanto confusione, ed inoltre lascia cadere del tutto il contenuto liberal della convenzione stessa, accentuandone gli aspetti spoliativi ed espropriativi. In definitiva, si tratta di un provvedimento che non potrà che obbligare alcune categorie di cittadini a tenersi lontane dalla vita politica, a meno di accettare la rovina


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propria e dei figli, in quanto la alienazione del patrimonio azionario potrebbe diventare misura di applicazione corrente. Nel ricordare poi che il suo gruppo e quello dell'UDC hanno presentato proposte alternative al blind trust, lamenta che esse siano state tutte respinte senza che il relatore abbia adeguatamente motivato il suo parere contrario. Fa presente, inoltre, che è fuorviante il richiamo, dal relatore più volte fatto, al progetto di legge del quale, nel corso della tredicesima legislatura fu relatore il deputato Frattini, in quanto si trattava di un testo non paragonabile a quello ora in discussione, che è afflittivo e punitivo. Ritiene inoltre che lo stesso testo base predisposto dal relatore, pur discutibilissimo, era più equilibrato e coerente del testo risultante dagli emendamenti approvati. In definitiva, il provvedimento che esce dalla Commissione è un testo vendicativo nei confronti di Silvio Berlusconi, che non è stato possibile per la maggioranza abbattere attraverso la via giudiziaria.

Franco RUSSO (RC-SE) si dichiara meravigliato per il cambiamento di tono assunto dai deputati Bruno e Boscetto rispetto alle precedenti sedute della Commissione. Fa notare che talune esigenze avanzate dai colleghi del gruppo di Forza Italia sono state accolte, come nel caso delle questioni connesse alle previsioni di cui all'articolo 5. Sottolinea che in ordine ai profili di cui all'articolo 7, relativo alla tematica della separazione degli interessi, e di cui all'articolo 7-bis, afferente al profilo delle incompatibilità determinate dalla specifica natura del patrimonio del titolare della carica di Governo, non si attua la disciplina del trust cieco, il che evidenzia che il provvedimento non si rivela così rigido e afflittivo. Ritiene che le soluzioni adottate siano tecnicamente apprezzabili; rigetta quindi l'accusa mossa dal deputato Bruno secondo cui la maggioranza intenderebbe approntare una legge meramente vessatoria. Ritiene peraltro che non sia utile politicizzare il dibattito in corso. Richiama quindi i principi sottesi alle previsioni di cui all'articolo 3 della Costituzione, volto a rimuovere gli ostacoli all'effettiva partecipazione dei lavoratori e a promuovere le posizioni delle parti più deboli e meno garantite nel contesto politico e sociale.

Donato BRUNO (FI) torna ad affermare che negli Stati uniti non si prevede affatto un obbligo di blind trust, essendo la norma fondamentale in materia data dal titolo 18 dello United States Code, ossia l'equivalente del codice penale italiano, il quale al capitolo 11 mette assieme bribery, graft and conflict of interests, ossia corruzione, concussione e conflitto di interessi. Rileva che la sezione 208 del citato provvedimento punisce in linea di principio qualsiasi pubblico ufficiale federale che, nell'esercizio delle sue funzioni, partecipi a una decisione che riguarda questioni nelle quali egli abbia un qualsivoglia interesse finanziario. Ma l'obbligo generale non è la scelta tra la gestione delle propria ricchezza e l'incarico, quanto piuttosto la disclosure: l'obbligo della pubblicità. Ovvero, bisogna far conoscere ai cittadini le risorse economiche proprie, del coniuge convivente e dei figli a carico; dopo di che, i cittadini saranno liberi di decidere se il soggetto in questione sta prendendo decisioni in base ai propri interessi, e dunque di valutare se colpirlo con la sanzione del voto. Anche perché in linea di principio i cittadini potrebbero decidere che in un particolare caso l'interesse del politico coincida con quello della maggioranza. È vero che negli Stati Uniti c'è l'istituto del trust, a sua volta distinguibile in qualified blind trust e qualified diversified trust, ma riguarda unicamente i beni che non si vogliano denunciare.
Ritiene pertanto che, ove si importasse il blind trust all'americana da tanti invocato, Berlusconi non dovrebbe rinunciare alla gestione diretta delle sue televisioni, in quanto tutti sanno che sono sue e ognuno è quindi in grado di giudicare se le usa o no per fare i suoi interessi politici o prende decisione per favorirle. Se però Berlusconi volesse ad esempio comprare una quota del quotidiano Repubblica senza farlo sapere, per quella quota si


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applicherebbe il blind trust. Il livello di disclosure varia peraltro a seconda dell'importanza della carica: il massimo è riservato al presidente, al vicepresidente e a tutte le cariche che in generale hanno bisogno dell'approvazione del Senato per esercitare le loro funzioni: ministri, ambasciatori, giudici della Corte Suprema. Costoro hanno l'obbligo di presentare all'Office of Government Ethics una completa e dettagliata dichiarazione sui redditi e sulle proprietà di cui dispongano, e le dichiarazioni sono rese pubbliche. Non ci sono altri oneri. L'Office of Government Ethics può poi chiedere ulteriori chiarimenti, e se l'interessato non adempie, informa l'istituzione competente.

La Commissione respinge il subemendamento Bruno 0.17.020.1.

Gabriele BOSCETTO (FI) ribadisce che l'esame degli emendamenti sta progressivamente peggiorando il testo base predisposto dal relatore. Ritiene, ad esempio, che l'introduzione dell'articolo 17-bis, prevista dall'articolo aggiuntivo 17.020 del relatore, per fornire una nozione di blind trust, si sia resa necessaria proprio perché il richiamo alla convenzione dell'Aja era insufficiente. Questa soluzione è tuttavia ancora inadeguata, perché resta insufficientemente disciplinato l'istituto in questione. Osserva poi che, mentre l'articolo 8, comma 1, apparentemente consente al titolare della carica di Governo di scegliere la legge straniera cui far riferimento, le successive disposizioni limitano tale libertà, vincolando la scelta ad una serie di criteri, oltre che alle indicazioni dell'Autorità, la quale può anche imporre al trustee l'alienazione dei beni del disponente. Invita pertanto il relatore a rispondere sulle questioni sollevate dall'opposizione in modo puntuale.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, premesso che ritiene di aver più volte spiegato le ragioni che lo hanno indotto a preferire l'istituto del blind trust, ribadisce che quest'ultimo consente di evitare qualsiasi forma di dipendenza del trustee dal disponente. Osserva inoltre, rispondendo alle obiezioni del deputato Bruno, che l'istituto in questione è previsto non dalla legislazione penale degli Stati Uniti, bensì da quella sull'etica nell'esercizio delle funzioni pubbliche. Per quanto riguarda la convenzione dell'Aja, fa presente che, proprio perché questa fa riferimento al trust semplice, è stato necessario prevedere una disciplina integrativa che servisse all'esigenza fondamentale di assicurare che il titolare della carica di Governo non sia in grado di sapere dove è allocato il suo patrimonio. Fa presente, inoltre, che l'obbligo di ricorso al blind trust è stato limitato ai soli due casi dell'articolo 7, mentre le altre fattispecie inizialmente previste sono state trasferite all'articolo 7-bis, e non danno più luogo ad un obbligo di costituzione del blind trust.

Gabriele BOSCETTO (FI) ritiene che in sede di interpretazione della legge sarà difficile cogliere la differenza di fattispecie normativa tra gli articoli 7 e 7-bis. Teme inoltre che, nei casi in cui possano ritenersi integrate entrambe le fattispecie, l'Autorità finisca con l'applicare le misure più severe di cui all'articolo 7.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, premesso di aver ridotto le fattispecie che danno luogo all'obbligo di blind trust al fine di evitare che il provvedimento risultasse eccessivamente penalizzante, ritiene che, nel caso in cui sia possibile ricorrere a più strumenti, si potrebbe in effetti dare preferenza al ricorso all'incompatibilità, piuttosto che al blind trust. Chiede pertanto se vi sia consenso rispetto ad una eventuale modifica al testo che chiarisca questo aspetto.

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo) si dichiara favorevole in linea di principio alla proposta del presidente Violante.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) si dichiara contrario a tale orientamento.

La Commissione, con distinte votazioni, approva l'articolo aggiuntivo 17.020 del


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relatore e respinge il subemendamento Bruno 0.17.021.1.

Gabriele BOSCETTO (FI), intervenendo sul subemendamento Bruno 0.17.021.3, di cui è cofirmatario, chiarisce che esso è motivato dalla considerazione che non è affatto scontato che possa applicarsi la legislazione fiscale italiana quando il trustee risiede al di fuori del territorio dello Stato.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge il subemendamento Bruno 0.17.021.3 ed approva l'articolo aggiuntivo 17.021 del relatore.

Gabriele BOSCETTO (FI), intervenendo sul subemendamento Bruno 0.17.022.2, di cui è cofirmatario, fa presente che l'articolo aggiuntivo 17.022 del relatore rischia di provocare innumerevoli discussioni e di causare prevaricazioni di una parte politica sull'altra. Invita pertanto il relatore a ritirarlo.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, nel richiamare alcune sentenze del Tar del Lazio, rileva che la problematica dell'equilibrio tra le posizioni politiche assume rilievo non solo nella fase elettorale regolata dalla par condicio ma anche in periodi successivi alla avvenuta elezione.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge il subemendamento Bruno 0.17.022.2 ed approva l'articolo aggiuntivo 17.022 del relatore.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, con riferimento agli articoli aggiuntivi all'articolo 17, che vertono essenzialmente in materia di incompatibilità ed ineleggibilità parlamentare, nonché agli articoli aggiuntivi Nicchi 1.01 ed agli altri articoli aggiuntivi all'articolo 2, accantonati nel corso delle sedute precedenti, che vertono sulle medesime materie, invita i presentatori a ritirarli al fine di consentire che la disciplina da essi recata possa essere esaminata all'interno di un provvedimento autonomo. Al riguardo fa presente che le materie dell'ineleggibilità e dell'incompatibilità presentano una spiccata complessità che richiedono un accurato esame in una sede apposita. Ricorda che è stata assegnata alla I Commissione la proposta di legge C. 2516, presentata dal deputato Franco Russo, recante modifica all' articolo 10 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di ineleggibilità dei soggetti che controllano società aventi rapporti contrattuali con lo Stato ovvero titolari di concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che sarà esaminata secondo quanto sarà stabilito dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) si dichiara favorevole in ordine alla proposta formulata dal presidente Violante, al fine di consentire un esame separato ed approfondito in materia di ineleggibilità ed incompatibilità. Ritira pertanto il proprio articolo aggiuntivo 2.06.

Franco RUSSO (RC-SE) fa presente che il proprio gruppo ritiene necessario esaminare la materia dell'ineleggibilità, sulla quale ha già presentato una proposta di legge, citata dal presidente Violante, e sulla più complessa materia dell'incompatibilità, in ordine alla quale si riserva di presentare un'apposita iniziativa legislativa. Al riguardo fa presente l'opportunità di avviare l'esame di tali provvedimenti entro tempi ragionevoli.

Il sottosegretario Paolo NACCARATO dichiara di concordare con la proposta formulata dal presidente Violante al fine di consentire un apposito esame delle questioni relative all'ineleggibilità e all'incompatibilità.

Carlo COSTANTINI (IdV), dopo avere fatto presente che preferirebbe accantonare tutti gli articoli aggiuntivi vertenti sull'ineleggibilità e sull'incompatibilità, al fine di esaminarli dopo i restanti emendamenti, ritira il proprio articolo aggiuntivo


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17.02 ed il proprio emendamento Tit. 1; quindi sottoscrive gli articoli aggiuntivi Donadi 17.03, 17.04, Belisario 17.05, e 17.06 e li ritira, precisando comunque che tale ritiro non implica in alcun modo una rinuncia da parte del proprio gruppo ad affrontare la materia da essi recata.

Marisa NICCHI (Ulivo) ritira i propri articoli aggiuntivi 17.01 e 1.01, riservandosi di ripresentarli durante l'esame del provvedimento in Assemblea.

Il sottosegretario Paolo NACCARATO ritira l'emendamento del Governo 21.2.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, esprime parere contrario sugli emendamenti Bruno 18.1, 18.2, 19.1, 20.1 e 20.2. Invita quindi all'approvazione del proprio emendamento 20.100 ed invita al ritiro dell'emendamento Piazza 20.3, avvertendo che altrimenti il parere è contrario. Esprime infine parere contrario sugli emendamenti Bruno 21.1 e 2.2, quest'ultimo già accantonato.

Il sottosegretario Paolo NACCARATO esprime parere conforme a quello del relatore.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Bruno 18.1, 18.2, 19.1, 20.1 e 20.2 e approva l'emendamento del relatore 20.100.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'emendamento del relatore 20.100, l'emendamento Piazza 20.3 si intende precluso.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Bruno 21.1 e 2.2.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) sottoscrive l'articolo aggiuntivo Barbi 2.05 e lo ritira.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, constata l'assenza dei presentatori degli articoli aggiuntivi, in precedenza accantonati, Licandro 2.01, 2.02, 2.03, 2.04 e Catone 12.01: si intende che vi abbiano rinunciato. Ricorda di essersi riservato, nella seduta del 3 maggio scorso, di proporre di riesaminare tutti i termini recati dalle disposizioni in esame al fine di affrontare in modo organico tale questione. Presenta quindi gli emendamenti 4.400, 7.400, 7.401, 7.402, 8.400, 8.401, 14.400 e 14.401 (vedi allegato), che invita ad approvare.

Il sottosegretario Paolo NACCARATO esprime parere favorevole sugli emendamenti del relatore testè presentati.

La Commissione, con distinte votazioni, approva gli emendamenti del relatore 4.400, 7.400, 7.401, 7.402, 8.400, 8.401, 14.400 e 14.401.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, fa presente l'opportunità che la Commissione passi ad esaminare alcune parti del testo che presentano profili di problematicità tali da rendere necessaria l'approvazione di ulteriori emendamenti che, essendo volti a modificare anche parti del testo già modificate da altri emendamenti, richiedono come condizione necessaria l'unanimità dei consensi.

Donato BRUNO (FI), pur dichiarandosi disponibile a valutare proposte migliorative del testo, non ritiene opportuno che la Commissione esamini adesso emendamenti a parti già modificate del testo, che richiederebbero un'attenta ed adeguata valutazione, a cui non ritiene possa darsi corso in questo momento. Eventuali ulteriori emendamenti potranno comunque essere approvati dalla Commissione nel corso dell'esame in Assemblea del provvedimento in oggetto.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, avendo preso atto della posizione del deputato Bruno, ed essendo terminato l'esame degli emendamenti, propone alcune correzioni al testo del provvedimento, come risultante dall'esame degli emendamenti. Propone innanzitutto, ovunque


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ricorrano, di sostituire le parole: costituire un trust con le seguenti: istituire un trust. Propone, quindi, le seguenti modifiche:
all'articolo 2, al comma 1, aggiungere, in fine, le parole: «o da alterare le regole del mercato relative alla libera concorrenza»; conseguentemente, al comma 1-bis aggiungere, in fine, le parole: «o che possano alterare le regole di mercato relative alla libera concorrenza» e, al comma 2, aggiungere, in fine, le parole: «o da alterare le regole del mercato relative alla libera concorrenza»; all'articolo 4, al comma 2, lettera e-bis), sostituire la parola: «settlor» con la seguente: «disponente» e, alla fine della lettera, aggiungere le parole: «o guardiano». Ancora all'articolo 4, al comma 8, propone di sostituire le parole da: «parenti ed affini» fino alla fine del comma, con le seguenti: «parenti ed affini entro il secondo grado del titolare della carica di Governo e dalle persone stabilmente conviventi con il medesimo non a scopo di lavoro domestico»;
all'articolo 5, alla rubrica, aggiungere, in fine, la parola: «generali». All'articolo 6, sopprimere il comma 5;
con riferimento all'articolo 7, al comma 5, dopo le parole: «se il» propone di aggiungere le seguenti: «titolare della carica di»; al medesimo articolo, al comma 6, sostituire le parole: «per l'espressione del parere» con le seguenti: «entro il quale le Autorità sono tenute ad esprimere il parere» e, al comma 15, sostituire la parola: «elementi» con la seguente: «clausole»;
all'articolo 8, al comma 5, lettera b) propone di sostituire la parola: «conferiti» con le parole « in trust»; al comma 5, sostituire la lettera e) con la seguente: «e) indicare nell'Autorità la figura del «guardiano» qualora ne sia prevista la nomina; l'Autorità vigila sul corretto andamento del trust a norma dell'articolo 14; in tal caso l'atto istitutivo del trust dovrà prevedere l'esonero di responsabilità del guardiano, salvo che sussista dolo o colpa grave»; sempre all'articolo 8, al comma 8, lettera b), sostituire la parola: «conferente» con la seguente: «disponente» e propone, infine, di sostituire il comma 9 con il seguente: «9. Qualsiasi comunicazione tra il titolare della carica di governo, i beneficiari e il trustee deve essere formulata per iscritto ed essere preventivamente autorizzata dall'Autorità. Non sono ammessi altri rapporti tra il trustee, il titolare della carica di governo e i beneficiari o le persone di cui all'articolo 4 comma 8»;
all'articolo 10, al comma 2, primo periodo, sostituire la parola: «idoneo» con le seguenti: «quando la partecipazione alla deliberazione o l'omissione è idonea»;
all'articolo 11, al comma 1, sostituire le parole: «Autorità di vigilanza sui conflitti di interessi e sulle forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione» con le seguenti: «Autorità per la prevenzione dei conflitti di interessi e delle forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione» e, conseguentemente, alla rubrica, sostituire le parole: «Autorità di vigilanza sui conflitti di interessi e sulle forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione» con le seguenti: «Autorità per la prevenzione dei conflitti di interessi e delle forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione.». Al comma 7 dello stesso articolo 11, alla lettera g), sopprimere la parola: «popolari» e, al comma 12, sostituire la lettera d) con la seguente «d): componente del Consiglio superiore della magistratura, salvo che ne faccia parte di diritto.». Propone inoltre di sostituire il titolo del capo III con il seguente: «Autorità per la prevenzione dei conflitti di interessi e delle forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione» e di spostare il Capo III dopo il Capo I;
all'articolo 13, al comma 1, propone di sopprimere le parole: «, in piena indipendenza ed autonomia di giudizio e di valutazione»;
infine, all'articolo 15, propone di sostituire alla rubrica dell'articolo e al titolo


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del provvedimento le parole: «del Presidente della repubblica» con la seguente: «legislativo».

Donato BRUNO (FI) si dichiara favorevole alle proposte di coordinamento illustrate dal presidente Violante. Con riferimento all'articolo 4, comma 8, che attiene ai soggetti che, oltre all'interessato, sono tenuti a presentare le dichiarazioni di cui allo stesso articolo, si riserva di presentare un emendamento in Assemblea volto a limitare tale obbligo al coniuge ed ai figli conviventi.

La Commissione concorda.

Luciano VIOLANTE, presidente e relatore, avverte che il testo del provvedimento, come risultante dall'esame degli emendamenti, sarà trasmesso alle competenti Commissioni per l'espressione del prescritto parere. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 20.10.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 173 del 3 maggio 2007, a pagina 71, prima colonna, diciassettesima riga, le parole: «2 maggio 2007» sono sostituite dalle seguenti «26 aprile 2007».

A pagina 83, quarta riga, le parole: «Subemendamenti all'articolo aggiuntivo del relatore 2.01» sono sostituite dalle seguenti: «Emendamento 2.1 del relatore e Subemendamenti all'articolo aggiuntivo del relatore 2.01»

A pagina 83, alla sesta riga, inserire le seguenti parole:
All'articolo 2, sostituire il comma 1 con il seguente: «Art. 2 - (Copertura finanziaria). 1. All'attuazione della presente legge si provvede nell'ambito delle risorse finanziarie già previste a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
2.1.Il relatore.