III Commissione - Resoconto di giovedý 17 maggio 2007


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SEDE REFERENTE

Giovedì 17 maggio 2007. - Presidenza del vicepresidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Famiano Crucianelli.

La seduta comincia alle 9.05.

Sull'ordine dei lavori.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nell'attesa che il relatore del disegno di legge C. 2240 possa partecipare alla seduta, propone un'inversione dell'ordine dei lavori nel senso di procedere all'esame dei successivi provvedimenti inseriti all'ordine del giorno.

La Commissione conviene.

Ratifica Accordo Italia-Francia di aggiornamento della lista delle istituzioni culturali e scolastiche che godono di agevolazioni fiscali.
C. 2376 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.


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Guglielmo PICCHI (FI), relatore, rileva che l'Accordo in titolo è costituito da uno scambio di lettere tra il Governo italiano e quello francese, riguardante l'aggiornamento della lista delle istituzioni culturali e scolastiche che godono di agevolazioni fiscali, firmato a Roma il 27 novembre 2003, e da uno scambio di note integrativo, effettuato a Roma il 28 luglio e il 23 settembre 2005. Ricorda che con l'Accordo culturale del 1949 l'Italia e la Francia si sono impegnate reciprocamente, tra l'altro, ad accordare facilitazioni alla creazione e al funzionamento di otto istituti di alta cultura, quattro italiani e quattro francesi (articolo 1), e a mantenere le facilitazioni già esistenti per gli Istituti di istruzione secondaria presenti nei due Paesi, ossia il Liceo Chateaubriand a Roma e il Liceo Leonardo da Vinci a Parigi (articolo 2). Inoltre, le due Parti si sono impegnate a ricevere nelle reciproche Università lettori di italiano e di francese in egual numero. L'articolo 10 ha istituito una Commissione mista italo-francese avente tra i suoi compiti quello di formulare proposte ai rispettivi Governi per gli eventuali adeguamenti dell'Accordo stesso. Successivamente, è intervenuto lo scambio di note del 1954, con il quale le due Parti hanno precisato la natura delle facilitazioni genericamente concesse agli istituti individuati dall'Accordo culturale del 1949. Si tratta, in particolare, dell'esenzione dal pagamento:
a) delle tasse sull'acquisto dei terreni o degli immobili nei quali gli istituti citati hanno la loro sede;
b) delle imposte dirette, tasse e contributi di qualunque natura sugli stessi immobili;
c) dei dazi e delle tasse esigibili all'entrata del territorio per l'importazione di oggetti, documenti e tutto il materiale necessario al funzionamento degli Istituti predetti.

Rileva, inoltre, che per quanto riguarda i diritti su atti e contratti inerenti al funzionamento di tali istituti, le due Parti hanno concordato di concedere all'istituto dell'altra Parte contraente lo stesso trattamento che è riservato agli istituti di cultura del proprio Paese. Con lo scambio di note del 1965 si è inteso dare seguito alla proposta della commissione mista che aveva previsto l'aggiornamento della lista degli istituti di alta cultura ai quali venivano applicate le esenzioni fiscali previste dallo scambio di note del 1954, inserendovi, tra l'altro, l'Accademia di Francia, sita in Roma.
Osserva che l'Accordo in esame, che aggiorna e sostituisce la lista degli istituti culturali cui la Francia e l'Italia concedono reciproche agevolazioni, abroga lo scambio di note del 1965. Nel 1971 è intervenuto un nuovo scambio di note con il quale, per sanare le differenze esistenti nell'applicazione della regolamentazione fiscale nei due Paesi, veniva disposta, a beneficio dei membri delle istituzioni culturali, l'esenzione dal pagamento dei diritti e delle tasse esigibili all'importazione dei beni a loro appartenenti per tutta la durata della loro missione. Veniva, inoltre, specificato che destinatari di tali agevolazioni sono gli insegnanti e coloro che esercitano funzioni direttive nelle istituzioni culturali oggetto della Convenzione del 1949 e dello scambio di note del 1965 che ne aveva integrato l'elenco.
L'Accordo in esame è costituito da uno scambio di lettere, firmato a Roma il 27 novembre 2003 e da uno scambio di note integrativo, effettuato a Roma il 28 luglio e il 23 settembre 2005, relativo all'aggiornamento della lista delle istituzioni culturali e scolastiche tra l'Italia e la Francia che beneficiano delle disposizioni contenute nella Convenzione culturale tra il Governo della Repubblica francese e il Governo della Repubblica italiana, firmata a Parigi il 4 novembre 1949; esso trae origine, come evidenzia la relazione governativa di accompagnamento, dalla richiesta, avanzata dal Governo francese, di regolarizzare il trattamento fiscale di


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parte del personale assunto da dette istituzioni ed in particolare presso il liceo Stendhal di Milano.
L'Accordo è dunque volto ad integrare la lista degli istituti di alta cultura e degli istituti d'istruzione superiore, istituita dall'Accordo culturale italo-francese del 1949, stabilendo che ad esse si applichino le agevolazioni e le esenzioni fiscali di cui allo Scambio di lettere del 1954 e che, al personale ad essi addetto (segnatamente agli insegnanti e a coloro che esercitano funzioni direttive), siano riconosciuti i benefici di cui allo scambio di note del 1971. La lista risulta ora composta, per l'Italia dagli Istituti italiani di Cultura di Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Lione, Grenoble, Lilla e dalla Scuola Italiana Leonardo da Vinci di Parigi. Per quanto riguarda la Francia, la lista comprende l'Istituto francese di Firenze, il Centro Culturale franco-italiano «Galliera» di Genova, il Centro Culturale francese di Milano e la sua filiale di Venezia, l'Istituto francese di Napoli, il Centro Culturale francese di Palermo, l'Ufficio di Cooperazione Linguistica e Artistica di Roma, il Centro Culturale francese di Torino, l'Accademia di Francia di Roma, la Scuola francese di Storia e Archeologia di Roma e il Liceo Stendhal di Milano.
L'Accordo in esame estende poi le disposizioni previste all'articolo 19 della Convenzione tra Italia e Francia del 5 ottobre 1989 per evitare le doppie imposizioni e per prevenire le frodi fiscali alle retribuzioni e alle pensioni destinate ai dipendenti degli istituti culturali sopra elencati.
L'articolo 19 della Convenzione del 1989, per evitare le doppie imposizioni, stabilisce che le remunerazioni, diverse dalle pensioni, pagate da uno Stato in corrispettivo di servizi resi da detto Stato sono imponibili soltanto in quest'ultimo. Tuttavia, tali remunerazioni sono imponibili solo nell'altro Stato qualora i servizi siano resi in detto Stato dalla persona fisica:
a) ivi residente avente la nazionalità senza avere la nazionalità del primo Stato;
b) che senza avere la nazionalità dell'altro Stato, era residente nel primo Stato prima di rendervi i servizi. Anche le pensioni corrisposte da uno Stato a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente, sono imponibili soltanto in questo Stato. Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell'altro Stato qualora il beneficiario sia un residente di detto Stato e ne abbia la nazionalità senza avere la nazionalità dello Stato dal quale provengono le pensioni.

Si ricorda che il punto 10, lettera b) del Protocollo annesso alla Convenzione con la Francia per evitare le doppie imposizioni prevede che le disposizioni dell'articolo 19 della Convenzione, ora illustrate, si applicano anche alle remunerazioni ed alle pensioni corrisposte alle persone che esercitano le loro attività presso le istituzioni culturali e gli istituti di insegnamento previsti dalla Convenzione culturale del 1949. Infine, l'Accordo in esame abroga l'Accordo costituito dallo scambio di lettere del 17 maggio 1965.
Il disegno di legge di ratifica è composto di tre articoli. I primi due contengono, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione dello scambio di lettere firmato a Roma il 27 novembre 2003, costituente un Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese sull'aggiornamento della lista delle istituzioni culturali e scolastiche che godono di agevolazioni fiscali, con scambio di note integrativo, effettuato a Roma in data 28 luglio 2005 e 23 settembre 2005. L'articolo 3 prevede l'entrata in vigore del provvedimento per il giorno successivo a quello della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La Relazione tecnica afferma che dall'attuazione del provvedimento non derivano maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, in virtù del fatto che la Convenzione culturale del 1949 contiene una clausola di reciprocità che garantisce l'esatta compensazione finanziaria tra i due sottoscrittori. L'Analisi tecnico-normativa sottolinea come lo scambio di lettere


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costituirà un Accordo tra Italia e Francia, abrogativo dello scambio di lettere del 17 maggio 1965, a partire dalla data della sua entrata in vigore; il ricorso ad un atto con forza di legge si rende pertanto necessario in quanto l'Accordo va ad abrogare o modificare accordi recepiti nel nostro ordinamento con legge di ratifica.
Auspica, infine, alla luce dello squilibrio numerico che sussiste tra le istituzioni culturali francesi presenti sul territorio italiano e quelle italiane presenti in Francia, che il Governo voglia adoprarsi per ristabilire un bilanciamento, considerata la simile struttura politico-economica dei due Paesi.
In considerazione di quanto finora illustrato, auspica un rapido iter di esame del provvedimento.

Il sottosegretario Famiano CRUCIANELLI segnala che l'Accordo in esame, che è di natura squisitamente tecnica, rappresenta un importante strumento per il corretto svolgimento delle ottime relazioni culturali tra i due Paesi. Nell'auspicare una rapida conclusione dell'esame parlamentare, sottolinea che il provvedimento si fonda su un sicuro principio di reciprocità, in quanto include per l'Italia tutte le istituzioni che possano avvantaggiarsi del privilegio, per la prima volta anche il Liceo italiano di Parigi, che necessita di tali agevolazioni anche per potere bene affermarsi. L'Accordo rappresenta non solo una opportunità riservata ai nostri connazionali, comunque preziosa, ma va anche a vantaggio di una migliore integrazione in materia di istruzione. Le istituzioni francesi sul nostro territorio sono tutte di altissimo livello e contribuiscono a finalità culturali non solo strettamente francesi. Larga parte di tali istituzioni sono intimamente legate ad un'idea positiva della nostra cultura e contribuiscono all'apprezzamento di essa in uno spirito di collaborazione, basti pensare alla Scuola Francese di Storia e Archeologia di Roma. Per quanto concerne l'auspicio del relatore circa il riequilibrio tra gli istituti di alta cultura presenti nei due Paesi, segnala che si tratta di una questione strettamente condizionata alle disponibilità finanziarie previste dalla legge finanziaria.

Giancarlo GIORGETTTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Ratifica Accordo Italia-Turchia di coproduzione cinematografica.
C. 2511 Governo, approvato dal Senato
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Pietro MARCENARO (Ulivo), relatore, nell'illustrare il disegno di legge in titolo, sottolinea che si tratta di un provvedimento che incide su un settore produttivo, che tende ad internazionalizzarsi e a svilupparsi, e che assume una valenza ulteriore in quanto strumento di dialogo interculturale, che è alla base dello sviluppo civile dei popoli. Un ulteriore aspetto, che ritiene di mettere in risalto, riguarda la considerazione da parte dell'Accordo non soltanto degli aspetti di cooperazione economica tra i due Paesi ma anche del ruolo che la Turchia svolge nel contesto internazionale e in particolare del suo legame con l'Unione europea.
Passando ad esaminare i contenuti dell'Accordo, rileva che esso contiene disposizioni simili a numerosi altri accordi bilaterali fatti dall'Italia nella stessa materia. L'Accordo si compone di un breve Preambolo, di ventidue articoli e di un Allegato. Segnala in particolare che l'articolo 2 stabilisce che i film realizzati in coproduzione beneficeranno di tutti i vantaggi di cui godono i film nazionali e che tali vantaggi andranno a favore del produttore della Parte che li accorda (comma 1). La realizzazione dei film in coproduzione è soggetta, ai sensi del comma 2, alla preventiva approvazione delle rispettive Autorità competenti, e cioè - come specificato nell'articolo 3 - la Direzione Generale del Cinema del Ministero per i beni


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e le attività culturali per quanto riguarda l'Italia, e la Direzione Generale Copyrights e Cinema del Ministero della Cultura e Turismo per la Turchia. Per godere dei benefici della coproduzione, i film dovranno essere realizzati, in base al dettato generale dell'articolo 4, da produttori che abbiano come requisiti una buona organizzazione tecnica e finanziaria, e una esperienza e qualificazione professionale riconosciuta. L'articolo 5, comma 1, consente che le riprese vengano effettuate anche in Paesi che non partecipano alla coproduzione, previa autorizzazione. Il comma 2 consente la partecipazione alla realizzazione del film di produttori, soggettisti, registi e altri soggetti che, pur non essendo cittadini delle Parti, siano cittadini degli Stati membri dell'UE. In tali casi, tuttavia, la partecipazione di tale personale deve essere autorizzata dalle Autorità competenti, a norma del comma 3. L'articolo 6 determina la proporzione dei rispettivi apporti dei coproduttori dei due Paesi, che può variare dal 20 all'80 per cento per film. In linea di massima, l'apporto di ciascun Paese, seppure proporzionale al suo investimento, deve includere una partecipazione tecnica ed artistica effettiva. L'articolo 7 prevede la possibilità che la realizzazione di coproduzioni possa essere estesa a paesi con i quali una delle due Parti abbia siglato un Accordo di coproduzione ufficiale. Il comma 2 definisce le modalità di partecipazione a coproduzioni multilaterali stabilendo che la partecipazione più bassa non può essere inferiore al 10 per cento del costo. In base all'articolo 8 ciascun coproduttore è proprietario di un negativo o di un controtipo del film, che deve essere realizzato sia in italiano che in turco. Facilitazioni all'importazione temporanea e alla successiva riesportazione di attrezzature necessarie alla realizzazione del film sono previste dall'articolo 9. L'articolo 10 pone come condizione necessaria per il godimento dei benefici derivanti dalla coproduzione il versamento del saldo da parte del coproduttore minoritario entro 60 giorni dalla data di consegna del materiale necessario alla realizzazione della versione nella lingua del Paese minoritario. In merito alla ripartizione dei proventi, l'articolo 11 stabilisce che questa sia, in linea di massima, proporzionale agli apporti forniti dai rispettivi coproduttori. L'articolo 12 fornisce l'indicazione degli oneri finanziari a carico dei coproduttori che vanno chiaramente specificati nei contratti. L'articolo 13 specifica che l'approvazione di un progetto da parte delle Autorità competenti non impegna le medesime alla concessione del benestare di proiezione in pubblico del film così realizzato. L'articolo 14 definisce le condizioni di esportazione dei film realizzati in coproduzione in Paesi ove vige il contingentamento delle importazioni di opere cinematografiche, stabilendo che in tal caso il film è imputato, di massima, al contingente della Parte di cui la partecipazione è maggioritaria. Ai sensi dell'articolo 15 i film realizzati in coproduzione devono recare la dizione «coproduzione italo-turca» o «coproduzione turco-italiana» nei titoli di testa, nella pubblicità e nella presentazione dei film a manifestazioni e nei festival internazionali. In quest'ultimo caso, l'articolo 16 prevede che la presentazione sia, in linea di massima, effettuata dal coproduttore maggioritario o, in caso di partecipazione uguale, dalla Parte di cui il regista ha la nazionalità. L'articolo 17 stabilisce che le norme di procedura della coproduzione siano fissate di comune accordo dalle Autorità competenti nel rispetto delle reciproche legislazioni vigenti; l'istanza per l'ammissione del film ai benefici della coproduzione deve essere presentata almeno 60 giorni prima dell'inizio della lavorazione del film stesso, secondo quanto stabilito dall'Allegato all'Accordo in esame. L'articolo 18 istituisce una Commissione mista con il compito di esaminare le condizioni di applicazione dell'Accordo, di risolvere eventuali difficoltà attuative e di verificare il rispetto dell'equilibrio numerico e percentuale nelle coproduzioni. La Commissione mista si riunisce di regola ogni due anni, alternativamente in Italia e in Turchia, salvo convocazioni straordinarie, su richiesta di una delle due Autorità competenti. Per quanto riguarda l'importazione, la distribuzione


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e la programmazione dei film italiani nella Repubblica di Turchia e di quelli turchi in Italia, l'articolo 19 non prevede alcun tipo di restrizione; in più, le Parti si impegnano a favorire la distribuzione nei loro rispettivi Paesi di produzioni provenienti dall'altra Parte. In base a quanto stabilito dall'articolo 20, l'Accordo entrerà in vigore alla ricezione della seconda notifica; esso ha durata quinquennale ed è tacitamente rinnovabile per periodi successivi di durata identica, salvo denuncia, da notificarsi almeno sei mesi prima della data di scadenza. L'articolo 21 prevede che l'Accordo possa essere modificato consensualmente. Eventuali controversie, infine, saranno risolte per via amichevole (articolo 22). L'Allegato al testo dell'Accordo, relativo a norme di procedura, disciplina i contenuti e le modalità di presentazione dei progetti di coproduzione allo scopo di ottenerne l'accoglimento da parte delle Autorità competenti di ciascuna Parte. La richiesta per l'approvazione dei progetti deve essere presentata simultaneamente dalle due Parti almeno 60 giorni prima dell'inizio delle riprese. Alla richiesta vanno allegati, tra l'altro, un trattamento dettagliato, un documento comprovante la proprietà dei diritti di autore, il contratto di coproduzione concluso con riserva di approvazione, il piano di finanziamento, l'elenco del personale e il piano di lavorazione. Prima dell'inizio delle riprese del film, la sceneggiatura definitiva dovrà essere sottoposta alle Autorità competenti. Se necessario, il contratto originale potrà subire modifiche che saranno a loro volta sottoposte all'approvazione delle Autorità competenti dei due Paesi. La sostituzione di un coproduttore è consentita solo in casi eccezionali previo consenso delle Autorità competenti.
Per quanto attiene ai contenuti del disegno di legge di ratifica, esso consta di quattro articoli. I primi due recano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione dell'Accordo. L'articolo 3 contiene la norma di copertura degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione dell'Accordo, valutati in 10.400 euro annui per ogni quadriennio, a decorrere dal 2008, e reperiti nell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli Affari esteri. La relazione tecnica allegata al disegno di legge presentato al Senato riconduce tali oneri alle spese di missione e di viaggio per l'invio di cinque funzionari ad Istanbul, ogni quattro anni, allo scopo di partecipare alla riunione della Commissione mista istituita dall'articolo 18 dell'Accordo. L'articolo 4, infine, dispone l'entrata in vigore della legge per il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il disegno di legge è accompagnato altresì da un'Analisi tecnico-normativa (ATN) e da un'Analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR). L'ATN afferma, tra l'altro che nella stesura del testo dell'Accordo è stata posta particolare cura affinché la legge di autorizzazione alla ratifica ed il conseguente assorbimento dell'Accordo nel diritto interno siano compatibili con l'ordinamento comunitario e con l'ordinamento regionale. In particolare nell'articolato, laddove necessario, sono stati richiamati espressamente, per l'Italia, gli obblighi derivanti dalla normativa dell'Unione europea, nonché l'equiparazione dei cittadini dell'Unione europea ai cittadini italiani. In considerazione di quanto illustrato, auspica una sollecita conclusione dell'esame da parte della Commissione.

Il sottosegretario Famiano CRUCIANELLI sottolinea che l'Accordo in esame riveste un ruolo essenziale nelle relazioni tra i due Paesi, che si affacciano entrambi nel Mar Mediterraneo, ed offre la base per ulteriori accordi in altri settori contribuendo così a costruire una rete estesa a tutto il Mediterraneo. Concorda con il relatore per quanto concerne l'attenzione ai rapporti tra i due Paesi in un contesto politico più ampio e ai rapporti tra la Turchia e l'Unione europea. Anche per tale ragione, auspica un sollecito esame da parte della Commissione.


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Giancarlo GIORGETTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Ratifica Memorandum d'intesa Italia-Svizzera sulla cooperazione per i materiali di difesa.
C. 2240 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, sostituendo il relatore impossibilitato a prendere parte alla seduta, rileva che il Memorandum di intesa tra il Governo della Repubblica italiana ed il Consiglio federale svizzero sulla cooperazione nel campo dei materiali per la difesa, firmato a Bruxelles il 6 novembre 2003, si inserisce nel quadro degli accordi di collaborazione militare che l'Italia sempre più frequentemente ha stipulato nell'intento di promuovere lo sviluppo dell'industria della difesa. Tale obiettivo è peraltro dichiarato nell'articolo 1, che precisa come l'intesa sia volta ad incoraggiare altresì la cooperazione nel campo della ricerca e dello sviluppo, nonché l'approvvigionamento congiunto degli equipaggiamenti militari, lo scambio di informazioni tecniche e lo sviluppo dei contatti tra le industrie dei due Paesi impegnate nel comparto della difesa e collegate ai settori dell'alta tecnologia.
La relazione di accompagnamento governativa ricorda come la Svizzera avesse avanzato all'Italia una proposta di un accordo quadro sui materiali di armamento già nel 1998, proprio a partire dal nuovo scenario che, nel campo della difesa, si andava configurando in seguito ad una nuova interpretazione del principio di neutralità. Tale proposta si inseriva nell'ambito di un processo di revisione della tradizionale politica di neutralità della Confederazione Elvetica, volto a sviluppare l'orizzonte della politica estera del Paese e a realizzare una nuova politica di sicurezza attraverso la cooperazione, rompendo in tal modo l'isolamento nell'ambito internazionale, e in particolare in quello europeo.
Fin dal 1996, infatti, la Svizzera prende parte al Partenariato per la Pace (PfP), l'iniziativa politica in ambito NATO che ha lo scopo di rafforzare la democrazia, la pace e la sicurezza in Europa attraverso la ricerca e la condivisione di risposte alle comuni minacce che non conoscono frontiere. Sempre in ambito NATO, la Svizzera partecipa anche all'EAPC (Euro-Atlantic Partnership Council), il forum di consultazione politica, che costituisce il presupposto pratico per la cooperazione nel PfP.
È in questo contesto che si inquadra anche l'Accordo tra l'Italia e la Svizzera sulla effettuazione di attività congiunte di addestramento e formazione militare delle rispettive Forze armate, siglato a Berna il 24 maggio 2004 e ratificato dall'Italia con la legge 6 marzo 2006, n. 120.
Il Memorandum in titolo, che consta di 11 articoli, è volto a definire i principi generali della cooperazione nel settore dei materiali della difesa, con particolare attenzione allo scambio di informazioni, rimandando l'attuazione di progetti specifici alla stipula di apposite intese.
Nell'articolo 1 vengono individuate le istituzioni responsabili delle due Parti (l'Italia è rappresentata dalla Direzione Nazionale degli Armamenti del Ministero della Difesa) e vengono enunciate le finalità dell'intesa. Queste si sostanziano nel potenziamento delle capacità industriali di entrambi i Paesi relative al comparto della difesa, nella promozione della cooperazione industriale, della ricerca e dello sviluppo in questo specifico settore. Nel campo della produzione e dell'acquisto di materiali di armamento, la relazione governativa di accompagnamento al disegno di legge di ratifica sottolinea in particolare come dal confronto tra i programmi di ammodernamento degli eserciti dei due Paesi siano state individuate le premesse per intensificare i rapporti fra le rispettive amministrazioni della difesa e, di riflesso, tra i gruppi industriali delle due nazioni per la ricerca di collaborazioni (nel campo dei missili terra-aria, elicotteristico, del


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trasporto aereo e dei velivoli da addestramento). La medesima relazione sottolinea altresì la possibilità di interscambio di tali materiali, da attuare a livello intergovernativo o tramite società private autorizzate dai rispettivi Governi.
L'articolo 2, oltre a fornire un elenco, non tassativo, delle attività che le due parti possono intraprendere in attuazione del Memorandum, specifica che, una volta individuata una forma precisa di cooperazione, sarà un successivo accordo di attuazione a definire, tra l'altro, gli obiettivi delle attività, le autorità del progetto, i diritti sulla proprietà intellettuale, il grado di classificazione, le disposizioni finanziarie.
Ai sensi dell'articolo 3, per dare l'opportunità alle industrie di entrambi i Paesi di competere per la fornitura di beni e servizi per la difesa, le Parti, se lo riterranno opportuno, forniranno informazioni circa le future necessità nei tempi tali da consentire alle industrie in questione di potersi candidare con delle offerte. Le opportunità di gara, le offerte e i contratti sono soggetti alle leggi del Paese acquirente che - come specifica l'Analisi tecnico-normativa allegata al disegno di legge di ratifica - per l'Italia sono conformi alla normativa comunitaria.
L'articolo 4 prevede l'istituzione di un Comitato Bilaterale (o Comitato Misto), presieduto, per la parte italiana dal Direttore nazionale degli Armamenti, con funzioni di controllo dell'attuazione del Memorandum. Le riunioni del Comitato si svolgeranno ogni anno, alternativamente in Italia e in Svizzera. Ai sensi dell'articolo 5, sia le informazioni e i materiali classificati, scambiati o generati, sia le visite tra i Partecipanti, saranno trattati in conformità ai trattati internazionali in vigore per le Parti.
L'articolo 6 riguarda le eventuali richieste di risarcimento, sia tra le Parti, sia nei confronti di terzi, relative ad eventi connessi all'esecuzione del Memorandum. A tale proposito viene stabilito che le Parti rinuncino al risarcimento sia per lesioni, o anche per il decesso, di proprio personale, sia per i danni a beni, causati da personale dell'altra parte nell'esercizio di attività correlate al Memorandum, purché l'evento dannoso non sia dovuto ad atti od omissioni avventati, dolo o negligenza del personale o di agenti di uno dei partecipanti: in tale caso il risarcimento graverà totalmente sul partecipante responsabile. La trattazione di casi di risarcimento nei confronti di terzi è invece di competenza della parte sul cui territorio si è verificato l'evento dannoso, secondo le relative norme nazionali.
L'Analisi tecnico-normativa sottolinea in particolare come il principio, secondo il quale le parti possono regolare con leggi speciali le eventuali richieste di risarcimento, limitatamente ai casi previsti dal Memorandum, sia già stato utilizzato in accordi analoghi quali, ad esempio, la Convenzione tra gli Stati partecipanti al Trattato Nord Atlantico sullo statuto delle loro Forze armate, firmata a Londra il 19 giugno 1951 e ratificata dall'Italia con legge 30 novembre 1955, n. 1335, successivamente estesa alle nazioni firmatarie del Partenariato per la pace con legge di ratifica 30 giugno 1998, n. 229. L'articolo VIII della Convenzione stabilisce, infatti, che ciascuna Parte rinuncia alla richiesta d'indennità nei confronti di un'altra Parte contraente per i danni causati a beni dello Stato che sono utilizzati dalle sue forze armate di terra, di mare e di aria nel quadro del Trattato Nordatlantico.
Ai sensi dell'articolo 7, le informazioni scambiate tra le Parti, incluse quelle di natura industriale, non saranno usate o divulgate per scopi diversi da quelli per i quali sono state fornite senza il consenso della fonte, e verranno tutelate in base alle norme in vigore. In caso di divulgazione non autorizzata, l'eventuale danno causato verrà risarcito dalla Parte destinataria al proprietario delle informazioni. Il Memorandum reca inoltre il divieto di trasferimento di documenti, tecnologia o materiali a persone di nazionalità diversa dalle nazioni firmatarie, se non sulla base di una autorizzazione scritta della nazione originatrice.
L'articolo 8 stabilisce che le parti dovranno sostenere, ciascuna per la propria


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quota, le spese derivanti dall'attuazione del Memorandum, limitate peraltro al funzionamento del Comitato direttivo bilaterale, previsto dall'articolo 4, mentre la ripartizione dei costi relativi ai programmi di collaborazione è rinviata a successivi accordi. Eventuali controversie relative all'interpretazione e all'esecuzione del Memorandum saranno risolte, secondo quanto previsto dall'articolo 9, esclusivamente mediante consultazioni o negoziazioni bilaterali, essendo espressamente escluso il ricorso a tribunali nazionali o internazionali.
L'articolo 10 reca le clausole di rito inerenti l'entrata in vigore e la durata del Memorandum, che è illimitata, con la possibilità di denuncia unilaterale, da notificarsi per iscritto all'altra parte con preavviso di 90 giorni; anche dopo la revoca è previsto che restino in vigore le disposizioni relative alla sicurezza, ai reclami, all'uso delle informazioni e alla composizione delle controversie. L'articolo 10 prevede inoltre che il Memorandum possa essere emendato in qualsiasi momento con il consenso scritto di entrambe le Parti.
Passando ad esaminare il disegno di legge di autorizzazione alla ratifica, rileva che esso si compone di quattro articoli. I primi due recano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione. L'articolo 3 disciplina la copertura degli oneri finanziari derivanti dall'attuazione del Memorandum - valutati in 20.595 euro ad anni alterni - alla quale si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con parziale utilizzo dell'accantonamento relativo al Ministero degli Affari esteri. La relazione tecnica afferma che le disposizioni dell'accordo che incidono sul bilancio dello Stato sono da ricondursi unicamente all'invio di funzionari alle riunioni del Comitato bilaterale che avranno luogo a Ginevra ogni due anni.
L'articolo 4, infine, dispone l'entrata in vigore della legge di autorizzazione alla ratifica per il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
L'analisi tecnico-normativa (ATN) che accompagna il disegno di legge di ratifica nel rilevare, tra l'altro, come il Memorandum impegni le Parti in attività che possono trovare sviluppo nei limiti degli ordinamenti legislativi generali e speciali vigenti presso i due Paesi, sottolinea l'assenza di profili di incompatibilità con l'ordinamento comunitario, atteso che l'unico aspetto di rilevanza, quello relativo alle opportunità di gara di cui all'articolo 3, paragrafi 3.1 e 3.3, rimanda alle norme del Paese acquirente, che per l'Italia sono conformi alle norme comunitarie.
L'analisi dell'impatto della regolamentazione (AIR), sottolinea, invece, come il Memorandum in oggetto sia in grado di consentire alle industrie delle due Parti di competere su base reciproca per la fornitura di beni e servizi per la difesa e di usufruire di informazioni sulle opportunità di gara, agevolando altresì lo scambio di informazioni; la possibilità di procedere ad Accordi di attuazione potrebbe inoltre determinare lo svolgimento di programmi di sviluppo congiunti con imprese appartenenti ai rispettivi comparti industriali.

Il sottosegretario Famiano CRUCIANELLI osserva che il Memorandum si inserisce in un contesto di intense e proficue relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera, che riguarda anche i settori della cooperazione in materia di difesa e di industria per la difesa. Sin dalla sua adesione alla Partnership for peace con la NATO, strumento attraverso il quale gli Alleati, fin dall'inizio degli anni Novanta, stringono rapporti di collaborazione con i Paesi partners della NATO, ed ancor più dopo l'adesione delle Nazioni Unite (2002), la Confederazione Svizzera ha sviluppato una politica estera di sempre maggiore impegno sulla scena europea e internazionale, talora definita di «neutralità attiva», segnatamente nei settori della promozione della pace e dell'aiuto allo sviluppo. Il Memorandum, firmato nel novembre 2003,


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si colloca in tale cornice ed ha lo scopo non solo di promuovere processi di standardizzazione e di interoperabilità che possano favorire la collaborazione bilaterale nell'ambito di partecipazioni congiunte ad operazioni di pace, ma anche un uso più efficiente ed un potenziamento delle rispettive capacità industriali nel comparto della difesa e, in tal modo, un impiego più razionale delle risorse finanziarie disponibili nei due Paesi. Il Memorandum, concluso dal nostro Ministero della Difesa con il «Dipartimento Federale della Difesa, della Protezione della Popolazione dello Sport», ha un'impostazione strettamente tecnica e indica nella ricerca e sviluppo, nella collaborazione a livello di produzione e di acquisto di materiali d'armamento, nella possibilità di interscambio di detti materiali, etc. gli strumenti per raggiungere gli obiettivi sopraindicati. Ai fini di una efficace gestione operativa della sua realizzazione, il Memorandum prevede l'istituzione di un Comitato direttivo bilaterale a livello di direttori nazionali degli armamenti, che avrà la responsabilità di monitorare e agevolare la cooperazione, attraverso incontri annuali, da tenersi, alternativamente, in Italia e Svizzera.
Alla luce di quanto osservato auspica la rapida conclusione dell'iter di esame.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.35.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 9.35 alle 9.45.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Giovedì 17 maggio 2007. - Presidenza del vicepresidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Famiano Crucianelli.

La seduta comincia alle 13.35.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-01012 Zacchera: Sulla chiusura dell'Ambasciata italiana in Madagascar.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, constatata l'assenza dei presentatori dell'interrogazione in titolo, s'intende che vi abbiano rinunciato.

5-01013 Paoletti Tangheroni: Sull'utilizzo delle strutture sanitarie italiane dell'Organizzazione non governativa Emergency abbandonate in Afganistan.

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI), nell'illustrare l'interrogazione in titolo, osserva che essa intende porre, anche in prospettiva futura, il problema di strutture che per realizzare una propria autonomia ed autorevolezza finiscono per mettere alle strette il Governo italiano.

Il sottosegretario Famiano CRUCIANELLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI) prende atto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, che è inattaccabile ma non risolve la questione circa il mancato impiego da parte di una struttura come Emergency di personale locale. Considerato che la normativa vigente prevede ormai l'obbligo di prediligere l'impiego di competenze professionali locali, non si comprende la ragione per cui tale organizzazione non governativa ha assunto soltanto dieci medici afgani, malgrado la lunga presenza sul


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territorio. A suo avviso, i fondi utilizzati per coprire gli oneri previdenziali e assicurativi per i lavoratori italiani avrebbero potuti essere più adeguatamente destinati nella formazione di personale sanitario afghano che avrebbe peraltro potuto garantire la continuità delle strutture ospedaliere. Infine, sottolinea che non è opportuno che gli aiuti umanitari debbano risentire dell'andamento imprevedibile di questioni meramente italiane, come quella che ha coinvolto Emergency.

5-01014 Mantovani: Sulla drammatica situazione in cui versa il Delta del Niger e rapporti tra Governo italiano e il nuovo governo nigeriano.

Sabina SINISCALCHI (RC-SE), cofirmataria dell'interrogazione in titolo, ne illustra il contenuto sottolineando che essa intende porre l'attenzione sulla condizione della popolazione del Delta del Niger che versa in condizioni di estrema povertà e non beneficia in alcun modo dei proventi derivanti dall'estrazione del greggio, interamente acquisiti dalle multinazionali presenti in quella regione.

Il sottosegretario Famiano CRUCIANELLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) si dichiara parzialmente soddisfatta dalla risposta illustrata dal sottosegretario Crucianelli, in quanto, pur riconoscendo le difficoltà connesse alla gestione dei complessi rapporti con il governo nigeriano, considerata la difficoltà di avviare un processo democratico in quel Paese, ritiene che le attività di ENI S.p.A. a favore della popolazione locale sono insufficienti e dovrebbero essere intensificate a fronte degli ingenti introiti che tale multinazionale realizza con la propria presenza in Nigeria.

5-01015 D'Elia: Posizione del Governo italiano sulla politica dell'Unione europea verso la Repubblica di Cuba.

Bruno MELLANO (RosanelPugno), confirmatario dell'interrogazione in titolo, ne illustra il contenuto.

Il sottosegretario Famiano CRUCIANELLI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Bruno MELLANO (RosanelPugno), nel ringraziare il sottosegretario Crucianelli, si dichiara soddisfatto per la risposta fornita e auspica che la dissidenza cubana possa accedere, tra l'altro, agli strumenti informatici che consentirebbero acquisirne le riflessioni e di conoscerne le problematiche.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, dichiara, quindi, concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 13.50.

Indagine conoscitiva sulle violazioni dei diritti umani nel mondo.

Audizione dei rappresentanti della «diaspora» internazionale somala.
(Svolgimento e conclusione).

Giancarlo GIORGETTI, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione. Introduce, quindi, l'audizione.

Mohamed Aden SHEICK, medico membro della diaspora e presidente della comunità somala piemontese, Suad OMAR, operatrice sociale di Torino, Abdi JAMA GHEDI, rappresentante della diaspora somala in Svezia, e Abdirham SHARIF, membro della comunità somala di Roma, svolgono interventi sui temi oggetto dell'audizione.


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Intervengono, per formulare quesiti ed osservazioni, i deputati Sabina SINISCALCHI (RC-SE), Iacopo VENIER (Com.It) e Margherita BONIVER (FI).

Mohamed Aden SHEICK e Suad OMAR rispondono ai quesiti formulati e forniscono ulteriori precisazioni.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, dichiara quindi conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 15.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.