III Commissione - Resoconto di giovedý 14 giugno 2007


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RISOLUZIONI

Giovedì 14 giugno 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI. - Interviene il viceministro degli affari esteri, Patrizia Sentinelli.

La seduta comincia alle 8.40.

7-00185 De Zulueta: sulla lotta contro la desertificazione per la tutela dell'acqua come bene comune e diritto umano.
(Discussione e conclusione - Approvazione).

La Commissione inizia la discussione.

Tana DE ZULUETA (Verdi), illustrando la risoluzione in titolo, sottolinea che essa si colloca nella scia di analoghe iniziative assunte nel corso della passata legislatura. Sottolinea, inoltre, la rilevanza della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla siccità nel quadro di quanto riferito nel corso della seduta di ieri dal rappresentante del Governo in materia di politiche ambientali e, in particolare, di strumenti per affrontare i cambiamenti climatici. Pone altresì in risalto l'importanza dell'impegno per lo svolgimento di una


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Conferenza internazionale sull'acqua, considerato che l'accesso all'acqua figura tra gli Obiettivi del Millennio ma non dispone di alcuno strumento attuativo. Rilevata la necessità di predisporre strumenti che coordinino l'azione della comunità internazionale, l'imminente Conferenza delle Parti dovrà realizzare l'obiettivo di individuare una «coalizione dei volenterosi» con il mandato di esercitare un'azione di stimolo sull'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e promuovere, da parte del Segretario Generale, l'affidamento di un incarico ad un gruppo di esperti. Si tratta di un percorso che potrebbe eventualmente comportare un coinvolgimento dell'Italia.
Per quanto riguarda l'istituzione del Centro internazionale per le conoscenze tradizionali a Firenze, ritiene opportuno che il Parlamento sia informato sul lavoro che il Ministero degli Affari esteri e quello dell'Ambiente e tutela del territorio e del mare stanno svolgendo insieme alla Regione Toscana, anche alla luce dei nessi con la Convenzione UNESCO in materia di diversità culturali. In generale, si tratta di un'iniziativa che può promuovere il patrimonio di conoscenze che l'Italia ha acquisito nel settore della difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche e che non deve andare perduto.

Il viceministro Patrizia SENTINELLI sottolinea l'interesse della risoluzione presentata, perché può dare un utile impulso ai lavori in corso per la preparazione della Conferenza delle Parti, che si terrà a Madrid nel prossimo mese di settembre, in vista del coordinamento di una strategia insieme ad altri Paesi. È essenziale, infatti, procedere nell'impegno volto a portare nella sede più appropriata, vale a dire le Nazioni Unite, la necessità di fondare l'accesso al diritto all'acqua su basi giuridiche nuove, con particolare riferimento al continente africano e alla lotta a livello globale contro la povertà. Nel richiamare il lavoro già svolto in campo internazionale, con riferimento alla dichiarazione adottata il 27 novembre 2006 dal Consiglio ONU sui diritti umani, esprime pieno consenso su tutti i capoversi della parte dispositiva della risoluzione in titolo. Il diritto all'acqua infatti è un elemento fondamentale di ogni strategia di aiuto allo sviluppo.

Dario RIVOLTA (FI), nell'esprimere compiacimento per il parere favorevole del Governo sul dispositivo della risoluzione in discussione, chiede una conferma in ordine allo specifico punto relativo all'approvazione di un pacchetto di meccanismi ed obblighi per ogni paese e nelle relazioni fra paesi, che realizzi il godimento del diritto all'acqua astenendosi dal promuovere nelle sedi negoziali ogni processo di privatizzazione dell'acqua e dei sistemi di gestione.

Il viceministro Patrizia SENTINELLI conferma il consenso del Governo anche in merito all'impegno segnalato dal deputato Rivolta.

Ramon MANTOVANI (RC-SE), ringraziando il deputato De Zulueta per la presentazione della risoluzione in titolo, di cui è cofirmatario, esprime piena soddisfazione per il consenso del Governo sui precisi impegni indicati nella risoluzione. Preannuncia pertanto il voto favorevole del suo gruppo.

Franco NARDUCCI (Ulivo) e Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI) preannunciano il voto favorevole dei loro gruppi sulla risoluzione in titolo, che dichiarano di sottoscrivere.

Sergio D'ELIA (RnP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo.

La Commissione approva all'unanimità la risoluzione in titolo.

7-00196 D'Elia: sulla lista UE delle persone ed entità coinvolte in atti di terrorismo.
(Discussione e conclusione - Approvazione di un nuovo testo).

La Commissione inizia la discussione.


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Sergio D'ELIA (RnP) esprime un ringraziamento per il sollecito inserimento della risoluzione in titolo nel calendario dei lavori della Commissione. Passando ad illustrare la risoluzione, ricorda che essa riguarda una questione assai nota e che nel caso dell'Organizzazione dei Mujahidin del Popolo iraniano (OMPI) ha comportato una non condivisibile equiparazione della stessa organizzazione ad altre aventi natura terroristica, quali Al-Qaeda. La risoluzione intende porre un punto di diritto, in ordine alla procedura con cui si è pervenuti all'inserimento dell'OMPI nella lista delle organizzazioni terroristiche stilata dal Consiglio dell'Unione europea, sulla cui base sono state adottate nel dicembre 2005 misure sanzionatorie nel quadro dell'azione di contrasto al terrorismo internazionale. Al riguardo, sottolinea che il Tribunale di Prima Istanza della Corte di Giustizia delle Comunità europee ha annullato la decisione del Consiglio del dicembre 2005 in quanto adottata in modo non conforme ad una procedura e ad un adeguato quadro probatorio. Successivamente, il Consiglio ha valutato il mantenimento dell'inserimento dell'OMPI nella lista, sulla base di valutazioni che non costituiscono oggetto dello specifico contenzioso presso il Tribunale di Prima Istanza, che si è espresso unicamente sulla decisione adotta nel 2005, poi confermata nel 2006. Richiama i criteri fissati dai giudici europei, dalla sussistenza di ragioni specifiche all'impossibilità di addurre motivazioni generiche o stereotipate. Rileva, infine, che l'Italia negli anni '80 ha concesso lo status di rifugiato a membri dell'OMPI, in piena contraddizione con la linea adottata a livello europeo. Al riguardo ricorda l'appello presentato da numerosi parlamentari per sostenere la conferma del dispositivo della sentenza del Tribunale di Prima Istanza anche nel secondo grado di giudizio.

Il viceministro Patrizia Sentinelli osserva che la risoluzione, così come richiamata dall'illustrazione del primo firmatario, descrive in modo accurato la storia ed i riferimenti relativi alla vicenda dell'OMPI. Al riguardo, richiama talune novità, tra cui la notifica alla stessa Organizzazione, avvenuta il 30 gennaio 2007, dei motivi a sostegno della decisione sul mantenimento nella lista delle organizzazioni terroristiche, nonché la risposta trasmessa in febbraio contenente le osservazioni dei legali dell'OMPI, poi giudicate insufficienti dal Consiglio dell'Unione europea. Nel richiamare anche il recente intervento dell'Alto rappresentante per la PESC, Javier Solana, relativo al fatto che il Tribunale di Prima Istanza non ha messo in discussione le valutazioni del Consiglio dell'Unione europea sul mantenimento dell'OMPI nella lista, esprime il consenso del Governo sul dispositivo della risoluzione, ad esclusione dell'inciso, contenuto nel primo capoverso, sull'annullamento della decisione del Consiglio dell'Unione europea che include l'OMPI nella lista delle identità terroristiche e nel congelare i beni. Tale inciso è infatti da considerare inesatto in quanto, anche ai fini delle competenze dei giudici nazionali, restano in ogni caso confermate le sanzioni adottate in virtù della posizione comune n. 2001/931.

Raffaello DE BRASI (Ulivo), nel concordare con quanto osservato dal rappresentante del Governo, osserva che si deve distinguere tra la sentenza del Tribunale di Prima Istanza e la decisione politica assunta dal Consiglio. La sentenza attiene infatti ad aspetti procedurali e al mancato rispetto di diritti e garanzie, tra cui il diritto alla difesa. Ritiene opportuno chiedere chiarimenti al Governo in ordine alla conoscibilità della documentazione fornita dall'OMPI al giudice europeo e alla sussistenza di elementi oggettivi o ulteriori prove che siano alla base della decisione sul mantenimento dell'OMPI nelle liste. Nel ribadire il proprio consenso sulla posizione illustrata dal viceministro Sentinelli, sottopone all'attenzione dei presentatori della risoluzione l'opportunità di stralciare dal secondo capoverso della parte dispositiva della risoluzione le parole «come di altre organizzazioni e individui nell'elenco delle organizzazioni terroristiche».


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Ritiene infatti che si tratti di un riferimento generico a fronte del tono dettagliato e ben circostanziato dell'intero testo.

Tana DE ZULUETA (Verdi) concorda con la proposta di riformulazione, che non preclude la piena e corretta valutazione da parte del Consiglio dell'Unione europea sull'opportunità di inserire l'OMPI nella lista dell'entità terroristiche. Non concorda invece con quanto rilevato dal deputato De Brasi in quanto il Tribunale di Prima Istanza ha fissato criteri validi non soltanto per il caso dell'OMPI. Il Tribunale ha posto una questione metodologica di carattere generale, di cui occorre tener conto anche in casi ulteriori al fine di evitare situazioni di arbitrarietà o scarsa trasparenza. È importante affermare il principio generale di trasparenza soprattutto per quanto concerne la tutela del diritto alla difesa. A suo avviso è opportuno che il Governo riferisca circa l'orientamento dell'Amministrazione statunitense sul caso dell'OMPI, considerato che tale organizzazione ha operato in Paesi in cui gli Stati Uniti sono militarmente attivi e che la questione potrebbe avere delle ripercussioni a livello internazionale.

Luciano PETTINARI (SDpSE) esprime soddisfazione per il parere favorevole espresso dal Governo. La risoluzione in esame consente di compiere un passo avanti nella direzione di una corretta impostazione del problema nel senso di tener conto del mutamento di ruolo che l'OMPI ha subito rispetto al passato. Per comprendere la complessità del quadro storico, ricorda che l'OMPI ha praticato al lotta armata in una fase in cui il leader di quella formazione fu ucciso nel nostro Paese. Una revisione nei confronti dell'OMPI rappresenterebbe un passo significativo nei confronti dell'Iran. Ritiene infine condivisibile la proposta di riformulazione avanzata dal viceministro Sentinelli, che a suo avviso non incide sulla sostanza del dispositivo.

Ramon MANTOVANI (RC-SE) osserva che la risoluzione attiene al problema della formazione di liste di organizzazioni terroristiche produttive di effetti giuridici sul territorio dell'Unione europea. Al riguardo, richiama un'iniziativa assunta dal suo gruppo sullo stesso tema nel corso della XIV legislatura per porre in discussione l'equiparazione tra formazioni disomogenee. Il Governo si espresse nel senso di una disponibilità alla revisione delle liste qualora nei singoli Paesi interessati si fosse pervenuti a negoziati di pace. Sottolinea che la risoluzione è finalizzata a porre fine ad una tendenza paradossale che ha portato a porre sullo stesso piano formazioni terroristiche ascrivibili al fondamentalismo islamico, responsabili degli attentati di New York, Londra e Madrid, con formazioni che conducono una lotta di liberazione contro regimi violenti e dispotici. Segnala altresì il paradosso che si è prodotto nel nostro Paese in taluni casi in cui cittadini stranieri erano sottoposti a misure di protezione da parte delle forze dell'ordine italiane e si sono ritrovati ad essere perquisiti - a causa delle misure europee - dalle stesse scorte cui erano affidati. In generale, non concorda con la tendenza dell'Unione europea ad adeguarsi in modo pedissequo agli Stati Uniti in nome della collaborazione nella lotta al terrorismo, invece che impegnarsi a favorire il dialogo e soluzioni politiche alle crisi internazionali.

Dario RIVOLTA (FI) osserva la storia è costellata di casi in cui determinati atti sono stati giustificati in modo difforme dalla realtà per ragioni di cinismo politico. In tali casi rientra, a suo avviso, la vicenda dell'OMPI, inserito nelle liste per esplicita richiesta del Governo iraniano. Le motivazioni addotte non sarebbero state mai sufficienti in assenza di un'esplicita richiesta da parte di Teheran. Tale richiesta, che è da ricondurre al mandato di Khatami, è stata espressa agli Stati Uniti ma anche all'Unione europea come condizione per il proseguimento dei negoziati. Le ragioni di tanto accanimento nei confronti di una formazione debole sul piano economico e materiale necessariamente riguardano la forte influenza che l'OMPI


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può ancora avere sulla società iraniana. Tale organizzazione esprime, infatti, un dissenso aperto nei confronti di un regime che, peraltro, sia gli Stati Uniti che l'Unione europea condannano. Consegna, quindi alla Presidenza - perché sia distribuito e messo agli atti - alcuni documenti che accertano l'ordine impartito da Khomeini ai tribunali di tutto il suo paese di eseguire condanne capitali nei confronti di tutti gli appartenenti all'OMPI, a prescindere dal motivo dello stato di detenzione. Tali prove confermano il fatto che i membri dell'OMPI sono già stati vittime in passato di persecuzioni di ogni genere, che l'Unione europea ha il dovere di impedire. Infine, concorda con la proposta di riformulazione avanzata dal deputato De Brasi.

Franco NARDUCCI (Ulivo) condivide la posizione e la proposta di riformulazione del rappresentante del Governo. Concorda anche con la proposta di riformulazione del deputato De Brasi, sottolineando l'esigenza di rafforzare l'azione di contrasto nei confronti di sotto-organizzazioni affiliate alle grandi organizzazioni terroristiche che operano soprattutto in Germania e Francia.

Umberto RANIERI, presidente, osserva che la discussione della risoluzione rimanda senz'altro ad una riflessione sui caratteri del regime politico iraniano di cui sono noti gli aspetti che la Commissione non condivide. Del resto, la comunità internazionale è impegnata in un serio confronto con l'Iran, soprattutto per quanto riguarda la questione nucleare. Per quanto concerne il merito complessivo della risoluzione, sottolinea che l'obiettivo perseguito dai presentatori riguarda la necessità di sanare una lesione procedurale nel senso che il Tribunale di Prima Istanza ha rilevato il non rispetto dei criteri giuridici che devono presiedere anche all'individuazione delle organizzazioni da inserire nell'elenco dei gruppi terroristici. Occorreva ripristinare un quadro di legalità di cui le stesse organizzazioni interessate dalla decisione del Consiglio avrebbero potuto avvalersi. Al riguardo osserva che nel gennaio 2007 il Consiglio ha provveduto ad ottemperare alle richieste del Tribunale di Prima Istanza, confermando altresì la decisione sull'inserimento dell'OMPI nelle liste, nonostante gli elementi di documentazione trasmessi dall'OMPI stessa. La risoluzione solleva in sostanza un aspetto procedurale che appare già affrontato dal Consiglio nello scorso gennaio. Non si può chiedere, quindi, al Consiglio di ottemperare alle procedure indicate dal Tribunale di Prima Istanza, essendo queste ultime dallo stesso Consiglio già fatte oggetto di recepimento. Sarebbe semmai importante affermare in modo più chiaro che l'inserimento nelle liste deve avvenire in ogni caso sulla base di elementi e prove oggettive, nel rispetto dei diritti e delle procedure e non sulla base di pregiudizi e pressioni esterne. Propone, quindi, una riformulazione nel senso di sopprimere il primo capoverso della parte dispositiva della risoluzione, ritenendo insufficiente quella avanzata dal rappresentante del Governo.

Sergio D'ELIA (RnP), nel ritenere condivisibili molti degli elementi emersi nel corso del dibattito, sottolinea la condiscendenza dell'Europa nei confronti di un regime - come quello iraniano - che è in grado di controllare interessi strategici. Per quanto riguarda la proposta di riformulazione avanzata dal rappresentante del Governo, dichiara di accoglierla, anche se l'inciso sull'annullamento della decisione del Consiglio non gli appare inesatto. Non concorda né con la proposta di riformulazione del deputato De Brasi che sopprimerebbe un importante elemento di garanzia nei confronti di tutte le organizzazioni presenti nella lista, né con la proposta di riformulazione del presidente Ranieri in quanto riporterebbe la discussione da un piano giuridico ad uno politico. Sottolinea, poi, che la decisione del 30 gennaio 2007 è stata assunta dal Consiglio dei ministri dell'Economia e delle Finanze e non dal Consiglio per gli Affari generali e le relazioni esterne dell'Unione europea, senza tener conto dei rilievi mossi al riguardo dal Tribunale di Prima Istanza.


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Umberto RANIERI, presidente, ribadisce che la decisione di gennaio è ascrivibile al Consiglio dell'Unione e che il tema da porre dovrebbe essere quello della serietà e legalità delle procedure.

Ramon MANTOVANI (RC-SE), in relazione a quanto emerso dal dibattito, osserva che la questione è politica in quanto il Consiglio ha predisposto le liste senza adeguata istruttoria ed ha reiterato una decisione senza tener conto dei rilievi mossi dal giudice europeo. In generale, non ritiene condivisibile il contesto giuridico di riferimento in quanto non è stato risolta la questione fondamentale della definizione del terrorismo internazionale. È un fatto che organizzazioni che hanno condotto la lotta armata e che hanno perpetrato crimini di pulizia etnica e che erano considerate di stampo terroristico in quanto collegate ad Al-Qaeda, come l'UCK, costituiscono oggi interlocutori istituzionali accreditati dalla comunità internazionale.

Raffaello De BRASI (Ulivo) ritiene che il Consiglio dell'Unione europea abbia rispettato la sentenza del Tribunale di Prima Istanza e che la richiesta di formulazione avanzata dal presidente Ranieri sia pertinente. Propone una nuova riformulazione della parte dispositiva della risoluzione nel senso di aggiungere un terzo capoverso relativo alla necessità di salvaguardare il rispetto dei criteri di trasparenza e delle procedure nei confronti di altre organizzazioni, ferma restando l'espunzione già richiesta al secondo capoverso.

Dario RIVOLTA (FI) fa presente che in Iraq si trovano migliaia di membri dell'OMPI nei cui confronti l'Iran ha avanzato richiesta di estradizione. Tale richiesta potrà difficilmente essere elusa se l'OMPI resterà nella lista delle organizzazioni terroristiche. Concorda comunque con la proposta di riformulazione avanzata da ultimo dal deputato De Brasi.

Il viceministro Patrizia SENTINELLI conferma che il Tribunale di Prima Istanza non è entrato nel merito della decisione adottata dal Consiglio, ma ha annullato esclusivamente la parte relativa ai vizi procedurali lesivi dei diritti di difesa. Di conseguenza, le sanzioni restano confermate. A suo avviso, al fine di evitare nuovi arbitrii e di garantire il pieno rispetto di un quadro di garanzie, i termini del dispositivo della risoluzione - secondo la proposta di riformulazione avanzata a nome del Governo - risultano opportuni.

Umberto RANIERI, presidente, ritiene che malgrado non si sia ancora giunti ad una definizione univoca della nozione di «terrorismo internazionale» in sede ONU, sussistano tuttavia le condizioni per consentire alle istituzioni internazionali di esprimersi nel merito e di assumere decisioni in materia. La questione di fondo è la garanzia del rispetto da parte del Consiglio di un quadro di regole e procedure, quando è chiamato a decidere se un'entità va considerata terrorista, per cui illustra una nuova proposta di riformulazione in tal senso con la sostituzione dell'intero dispositivo.

Tana DE ZULUETA (Verdi) sottolinea che il primo capoverso della parte dispositiva sottintende un richiamo al Consiglio dell'Unione europea al pieno rispetto della sentenza del Tribunale di Prima Istanza anche in casi futuri, ma non ne censura in alcun modo l'operato.

Sergio D'ELIA (RnP) conferma l'accoglimento della proposta di riformulazione del rappresentante del Governo, segnalando che la data della sentenza del Tribunale di Prima Istanza va corretta nel 12 dicembre 2006. Si esprime, invece, negativamente sulle ulteriori proposte del deputato De Brasi e del presidente Ranieri

Raffaello DE BRASI (Ulivo), non essendo stata accolta la sua proposta di riformulazione, presenta un emendamento soppressivo delle parole «come di altre organizzazioni e individui nell'elenco delle organizzazioni terroristiche» contenute nel secondo capoverso del dispositivo.


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Umberto RANIERI, presidente, pone in votazione il mantenimento dell'inciso che è oggetto dell'emendamento soppressivo presentato.

La Commissione approva il mantenimento dell'inciso.

Umberto RANIERI, presidente, pone in votazione il testo della risoluzione così come riformulato dal presentatore in accoglimento della proposta avanzata dal Governo (vedi allegato).

Raffaello DE BRASI (Ulivo) dichiara l'astensione del suo gruppo.

La Commissione approva la risoluzione in titolo così come riformulata

La seduta termina alle 10.15.

RISOLUZIONI

Giovedì 14 giugno 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI. - Interviene il sottosegretario di Stato agli affari esteri, Gianni Vernetti.

La seduta comincia alle 14.

7-00209 D'Elia: sulla moratoria universale della pena di morte.
(Discussione e conclusione - Approvazione).

La Commissione inizia la discussione.

Sergio D'ELIA (RnP), illustrando la risoluzione in titolo, richiama la grande attenzione che l'iniziativa italiana per la moratoria universale per la pena di morte ha riscosso in sede internazionale. Dà conto delle motivazioni della riproposizione di un atto di indirizzo sulla questione presso la Commissione, menzionando in particolare la straordinaria circostanza dell'appello, indirizzato al Presidente del Consiglio, da parte di circa cinquanta Premi Nobel, oltre cinquecento parlamentari e varie personalità della politica e della cultura in tutto il mondo. L'appello è stato altresì sottoscritto da tutti i presidenti dei gruppi parlamentari del Parlamento europeo, della Camera dei deputati e, con una sola eccezione, del Senato della Repubblica, nonché da quattordici presidenti di regione. Anche l'ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è espresso in senso favorevole.
Ribadisce, pertanto, il contenuto del dispositivo della risoluzione, che riprende il chiaro impegno del Governo a presentare la proposta della moratoria nella corrente Assemblea generale delle Nazioni Unite. Riportandosi poi al dispositivo della mozione n. 1-00016, approvata in Assemblea lo scorso 27 luglio, precisa che il riferimento alla «consultazione» degli Stati membri dell'Unione europea è cosa ben diversa dalla concertazione. Al riguardo, considera che il Governo abbia inopportunamente ed indebitamente posto la questione presso il Consiglio Affari generali e relazioni esterne dell'Unione europea. Ritiene comunque che, in ogni caso, l'orientamento eventuale anche di tutti gli altri Stati membri dell'Unione, nel senso di un rinvio alla prossima Assemblea generale dell'ONU, non possa e non debba in alcun modo condizionare l'Italia. Ricorda come già tredici anni fa un analogo atteggiamento dilatorio abbia impedito alle Nazioni Unite di pronunciarsi in proposito.
Richiamando il sostegno internazionale che il Governo italiano sta ricevendo, nonché lo sciopero della fame anche da parte sua, sottolinea il valore di vittoria storica per tutto il Paese del successo dell'iniziativa della moratoria. Respingendo, quindi, ogni interessato tatticismo, fa presente come non si possa più aspettare altro tempo, anche perché il rinvio non condurrebbe a settembre, ma ancora più avanti.

Il sottosegretario Gianni VERNETTI ribadisce l'opportunità della scelta compiuta dal Governo nell'investire della questione l'Unione europea, che è stata confermata dalla non scontata vittoria politica riportata


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dall'Italia nella riunione dello scorso 14 maggio del Consiglio Affari generali e relazioni esterne. Il conferimento in quella sede dell'incarico di predisporre una bozza di risoluzione all'Italia ed alla Germania, in quanto presidente di turno dell'Unione, costituisce un indiscutibile riconoscimento politico. Nel dichiararsi pienamente consapevole della portata degli atti di indirizzo approvati dal Parlamento in materia e dando assicurazioni circa il mandato ricevuto cui il Governo intende attenersi, sottolinea il rilievo che deriverebbe dall'unanime sostegno europeo all'iniziativa. Ricorda, infatti, come in un'analoga precedente occasione il risultato non sia stato conseguito proprio a causa della mancata solidarietà europea.
Segnala alla Commissione che la dichiarazione di associazione lanciata dall'Italia, a seguito dell'intensa attività bilaterale manifestata dal Governo, è passata da 85 a 93 adesioni. Informa altresì circa le positive risposte pervenute ai fini della cosponsorizzazione della risoluzione in sede ONU, con particolare riguardo ai Paesi considerati leader nelle rispettive aree regionali.
Pertanto, nella riunione di lunedì prossimo del Consiglio Affari generali e relazioni esterne, il Governo italiano sosterrà convintamene la opportunità di presentare sin d'ora la risoluzione sulla base dell'accertamento delle condizioni favorevole anche sul piano procedurale presso la Presidenza dell'Assemblea generale dell'ONU. Ritiene che corrobori tale proposta numerosi segnali positivi in senso abolizionistico. Nella stessa Cina, risultano sia pure in leggero decremento, le esecuzioni capitali. Nella consapevolezza del forte eventuale indirizzo parlamentare ricevuto, rinnova l'impegno del Governo nella ricerca del consenso dei partner europei, non perché si abbia una «fissazione eurocentrica», ma per il fatto che l'Unione europea è l'unica organizzazione europea integralmente abolizionistica. Il suo mancato supporto potrebbe, pertanto, indebolire la posizione italiana e non essere facilmente compreso da parte di molti Paesi extraeuropei. Evidenzia altresì come la credibilità dell'Italia sia ad oggi ulteriormente accresciuta in seguito all'elezione in seno al Consiglio per i diritti umani dell'ONU.
Nell'assicurare, infine, che l'Esecutivo riferirà immediatamente alla Commissione in merito alla predetta riunione della prossima settimana, con riferimento alla risoluzione in esame, dichiara che il Governo si rimette alla Commissione stessa.

Ramon MANTOVANI (RC-SE) ritiene che l'iniziativa italiana per la moratoria universale per la pena di morte sia giunta a un punto assai avanzato verso l'obiettivo storico del successo in sede ONU. Prendendo positivamente atto del parere formulato dal Governo, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo. Pur consapevole dei vantaggi che deriverebbero dall'appoggio unanime dell'Unione europea, trae dall'esperienza passata l'insegnamento che si debba comunque evitare ogni intento dilatorio. Ritiene che in tutti gli Stati membri dell'Unione debbano assumersi le proprie responsabilità al riguardo di fronte alla determinazione dell'Italia ad andare comunque avanti. A suo avviso, un rinvio, anche a seguito dei cambiamenti che interverrebbero nella Presidenza dell'Unione europea e nella Presidenza dell'Assemblea generale dell'ONU, rappresenterebbe un arretramento rispetto all'attuale situazione. Invita quindi il Governo a compiere il proprio dovere presentando al risoluzione all'ONU indipendentemente dall'atteggiamento che sarà adottato dal- l'Unione europea.

Francesco MONACO (Ulivo), premesso il suo convinto sostegno ad una così nobile sacrosanta causa, dà atto al Governo di aver fatto la sua parte e di avere conseguito il risultato politico di rendere protagonista il nostro Paese nella campagna abolizionistica. Ritiene però che l'impresa non sia ancora compiuta e che l'appoggio europeo sarebbe particolarmente qualificante e decisivo per l'esito finale della iniziativa, che gli appare più importante di una mera testimonianza.
Alla luce di tali considerazioni, considera intempestivo votare oggi la risoluzione


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in esame che potrebbe invece più opportunamente adattata dopo la riunione di lunedì prossimo del Consiglio affari generali e relazioni esterne. Sarebbe infatti utile, prima di votare la risoluzione, poter disporre degli elementi di valutazione derivanti dalle posizione che saranno da parte degli altri Stati membri dell'Unione europea. Preannuncia, quindi, nel caso che invece si votasse comunque oggi, la sua astensione.

Marco ZACCHERA (AN), discostandosi dalle valutazione del deputato Monaco, ritiene che votare oggi la risoluzione in esame non possa che dare forza alla posizione del Governo italiano a Bruxelles, sulla base delle comunicazioni resi dal sottosegretario Vernetti, che lascerebbero sperare nella possibilità di addivenire ad una intesa con i partner europei. Nel segnalare come peraltro il dispositivo faccia riferimento ad un invito al Governo, segnala l'opportunità che il Governo stesso torni a riferire in Commissione ove intervengano fatti nuovi, a seguito della riunione del Consiglio affari generali e relazioni esterne.

Sergio D'ELIA (RnP) e Ramon MANTOVANI (RC) precisano che il dispositivo della risoluzione, pur in termini di invito, richiama il mandato precedentemente conferito al Governo in altri atti di indirizzo, che ha la natura di un impegno.

Luciano PETTINARI (SDpSE), apprezzando l'operato del Governo e l'intervento del sottosegretario Vernetti, considera un passo avanti il parere reso nei termini di rimettersi alla Commissione sulla risoluzione in esame. Sottolinea con soddisfazione come l'obiettivo della moratoria sia ad un passo, per cui è bene non frapporre alcun indugio. Rivolge perciò un accorato invito affinché tutti i gruppi rappresentati in Commissione continuino ad esprimersi all'unanimità su tale materia, che vede sia la maggioranza che l'opposizione d'accordo con il Governo. Nel momento in cui si tratta di raccogliere i frutti di un impegno tenacemente profuso, non comprende le ragioni di un'eventuale scelta di astensione.

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI), accogliendo positivamente il fatto che il Governo si sia rimesso alla Commissione sulla risoluzione in esame, sottolinea la trasversalità del tema tra maggioranza ed opposizione e ritiene incomprensibile un rinvio del voto, anche perché il dispositivo, pur ribadendo il mandato precedentemente formulato, si esprime in termini di invito al Governo. Nel preannunciare il voto favorevole del suo gruppo, condivide la valutazione per cui un voto unanime della Commissione non potrebbe che rafforzare il Governo in sede comunitaria.

Raffaello DE BRASI (Ulivo), riprendendo le osservazioni del deputato Monaco, ritiene che il punto politico da lui sollevato sia ineludibile e si dichiara stupito per il fatto che non sia stato adeguatamente evidenziato nell'intervento del rappresentante del Governo. Rammenta, al riguardo, come senza unanimità non vi sia luogo ad alcuna posizione comune dell'Unione europea. Sottolinea, peraltro, come la risoluzione in esame impegni il Governo a procedere indipendentemente dal consenso europeo, in termini di impegno e non di mero invito. Chiede, quindi, al rappresentante del Governo di chiarire quale orientamento il Governo abbia nel caso in cui non conseguisse l'unanimità del Consiglio affari generali e relazioni esterne della prossima settimana sulla sua proposta. Dichiara, conclusivamente, che sarebbe più opportuno rinviare il voto della risoluzione in esame per attendere l'esito della riunione di Bruxelles.

Leoluca ORLANDO (IdV) apprezza pienamente l'operato del Governo, anche con riguardo al suo impegno nella ricerca del consenso dell'Unione europea. Dichiara di condividere le argomentazioni svolte dal deputato Monaco, ma non la sua indicazione finale di voto. Voterebbe infatti a favore della risoluzione, anche perché il Governo si è rimesso alla Commissione.


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Sottolinea come, però, solo un voto unanime della Commissione stessa rafforzerebbe il Governo in sede negoziale. Cogliendo la portata dell'interrogativo appena posto dal deputato De Brasi, propone che la seduta odierna si limiti alle dichiarazioni di voto e si rinvii alla prossima settimana il voto stesso. A suo avviso, comunque, in considerazione del rilievo del tema, l'Italia dovrebbe procedere anche unilateralmente.

Sandra CIOFFI (Pop-Udeur), ringraziando il Governo per il suo operato e il deputato D'Elia per il suo tenace impegno, si dichiara perplessa circa l'eventualità che la Commissione non si esprima unitariamente, facendo venire meno la solidarietà di tutti i gruppi sin qui dimostrata in questa materia. Concorda pertanto con la proposta avanzata dal deputato Orlando, sottolineando l'esigenza di raccordare la strategia all'obiettivo finale.

Alessandro FORLANI (UDC) ribadisce il suo sostengo alla risoluzione in esame di cui è firmatario.

Tana DE ZULUETA (Verdi) rinnova l'appello all'unanimità della Commissione che darebbe grandissima forza all'iniziativa italiana. Esprime la sua soddisfazione per il fatto che il nostro paese si sia posto all'avanguardia internazionale nella campagna abolizionista.

Il sottosegretario Gianni VERNETTI ribadisce l'impegno assunto a tenere unito il fronte europeo sull'impegno preso nella riunione di Bruxelles di lunedì prossimo, il cui risultato ritiene che sia ad oggi aperto. Naturalmente, dopo tale riunione, il Governo maturerà un orientamento di cui riferirà senz'altro alla Commissione. Precisa poi che la rimessione del parere alla Commissione stessa è da considerarsi naturale tenendo presente i dibattiti già svoltisi e gli atti di indirizzo formulati.

Dario RIVOLTA (FI) richiamandosi all'intervento iniziale del sottosegretario, ritiene che l'iniziativa italiana possa trarre valore aggiunto da una cosponsorizzazione pluricontinentale e non meramente europea. Non considera pertanto dirimente l'acquisizione dell'unanimità a Bruxelles. Quanto alla proposta del deputato Orlando, ricorda come tutta l'esperienza passata dimostri che i rinvii conducono inevitabilmente al fallimento. In prospettiva futura, ritiene che sarebbe assai grave votare la risoluzione in esame dopo che l'Unione europea abbia definito la sua posizione, in quanto tale voto potrebbe apparire in contraddizione con quest'ultimo. Ciò sarebbe inaccettabile per una forza politica come la sua che è convintamene europeista e che addirittura rivendica il passaggio dalla regola dell'unanimità a quella della maggioranza qualificata. Respingendo, quindi, l'eventualità di assumersi una tale grave responsabilità politica, evidenzia come sia preferibile indicare al Governo una linea di azione chiara e precisa prima del Consiglio affari generali e relazioni esterne. Conclude, pertanto che, sia sul piano tattico sia sul piano politico, è preferibile votare oggi per rafforzare il Governo nella fase negoziale.

Marco FEDI (Ulivo), nell'apprezzare il percorso finora seguito, sottolinea come il consenso dei ventisette Stati membri dell'Unione europea rappresenterebbe un ulteriore successo. Si dichiara comunque favorevole alla risoluzione in esame, in quanto la sua unanime approvazione costituirebbe un significativo segnale. A tal fine invita il primo firmatario a valutare l'ipotesi prospettata di uno slittamento del voto. Fa notare al deputato Rivolta come il sostegno europeo sia comunque decisivo per accrescere le possibilità di approvazione della proposta italiana in seno all'Assemblea generale dell'ONU. Ricorda come altri atti di indirizzo già, peraltro, impegnino il Governo ad andare avanti in ogni caso. Da cofirmatario della risoluzione, fa tuttavia presente come sarebbe opportuno un supplemento di riflessione, ove da parte europea venisse la proposta di un rinvio al mese di settembre.

Ramon MANTOVANI (RC-SE) si dichiara contrario a qualsiasi dilazione del


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voto, pur comprendendone le intenzioni e in parte condividendone le cautele. Considera prioritario il fatto che l'iniziativa è già andata molto avanti ed è già molto nota all'estero, tanto da aver certamente provocato la reazione dei governi non abolizionisti. Un rinvio, quindi, offrirebbe tempo alla loro controffensiva, per cui invocare l'unanimità europea rischia di prestare il fianco a tali operazioni.
Rinnova l'apprezzamento per la posizione del Governo che si è rimesso alla Commissione. Sottolinea come la risoluzione in esame sia una semplice reiterazione di precedenti unanimi deliberazioni della Commissione stessa, per cui il relativo dispositivo è da intendersi impegnativo. Ritiene poi che la richiamata scelta del Governo di rimettersi alla Commissione faccia sì che il ribadimento del mandato da parte della risoluzione in esame costituisca un ulteriore forte argomento da impiegare in seno al Consiglio affari generali e relazioni esterne. Si dice altresì convinto del fatto che comunque gli altri Paesi dell'Unione europea non potranno che accodarsi all'iniziativa italiana in sede ONU, quand'anche lunedì prossimo decidano in senso contrario. Richiamando, infine, l'importanza dei tempi nella politica, insiste per il voto oggi stesso, onde prevenire le contromosse, i ricatti e le influenze indebite dei Paesi non abolizionisti.

Sergio D'ELIA (RosanelPugno) si associa agli appelli all'unanimitàdella Commissione al fine di rafforzare la posizione del Governo, invitando a non subire il ricatto dell'unanimità dei ventisette Stati membri dell'Unione europea. Considerando certa la maggioranza in seno all'Assemblea generale dell'ONU, teme che questa sia la ragione delle richieste di rinvio e di temporeggiamento. Denuncia il fatto che da tredici anni sia conculcato il diritto dell'Assemblea generale di esprimersi sulla pena di morte. Tranquillizza poi i colleghi circa l'atteggiamento dei partner europei che, sulla base dell'esperienza di analoghi precedenti, senz'altro si precipiteranno a cosponsorizzare la risoluzione una volta che questa sia presentata. A suo avviso, peraltro, la situazione internazionale è oggi assai più favorevole che in passato. Sostiene quindi l'opportunità di votare la risoluzione di cui è primo firmatario per rafforzare la posizione del Presidente del Consiglio e del Governo.

Francesco MONACO (Ulivo), riprendendo le considerazioni già svolte, ritiene che il buon senso suggerirebbe di aggiornare il voto odierno, in quanto mancano ancora tutti gli elementi utili ad una valutazione ponderata. Non formalizza tuttavia una richiesta di rinvio in tal senso, ma ne rimette al presidente l'apprezzamento.
Invita poi tutti i colleghi componenti la Commissione a maggior rispetto e credito reciproco, sottolineando come sia unanime la condivisione del merito dell'iniziativa e ci sia soltanto un diverso calcolo delle circostanze. Richiama il fatto che la risoluzione in esame non è un mero invito ma contiene un impegno cogente che evidentemente dovrà essere onorato, perché il Parlamento è una cosa seria. Contesta al deputato Rivolta che la risoluzione stessa possa in alcun modo rafforzare l'esecutivo nella fase dell'acquisizione del consenso europeo, il cui esito, a detta del rappresentante del Governo, non è scontato.
Nel dirsi infine consapevole che i voti espressi valgono comunque non solo per il loro contenuto ma anche per il loro messaggio, pur ribadendo come sarebbe più saggio rinviare il voto odierno, dichiara che, ove avesse luogo, rinuncerebbe all'astensione precedentemente preannunciata e non vi prenderebbe parte per dimostrare il massimo atteggiamento cooperativo possibile.

Umberto RANIERI, presidente, fa presente al deputato Monaco come l'orientamento di votare la risoluzione oggi appaia ampiamente prevalente in seno alla Commissione. Riepiloga i precedenti della discussione odierna, che hanno da tempo impegnato il Governo su una linea di condotta che ritiene priva di quella caratteristica di flessibilità che, a suo avviso, è


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un valore positivo in un contesto negoziale. Il Governo italiano è quindi tenuto ad andare avanti comunque, quale che sia la valutazione finale dell'Unione europea, secondo un criterio che gli appare rigido e politicamente non convincente. Tale stato di fatto avrebbe potuto essere modificato solo ove il Governo stesso avesse ritenuto di presentare un emendamento rispetto alla risoluzione ivi in esame, invece di rimettersi alla Commissione. A titolo personale, ritiene che non sia mai da sottovalutare il rapporto con l' Unione europea che anzi dovrebbe costituire l'orizzonte di ogni scelta politica internazionale. Dando atto del suo impeccabile comportamento al sottosegretario Vernetti, esprime tuttavia il rammarico che non si sia riusciti ad affrontare la questione politica dell'intesa necessaria in sede europea con la limpidezza e la chiarezza che sarebbero state necessarie da parte del Governo, il cui atteggiamento su questo punto è apparso a tratti contraddittorio.
Pone quindi in votazione la risoluzione in titolo.

La Commissione approva all'unanimità la risoluzione in titolo.

La seduta termina alle 15.25.

INDAGINE CONOSCITIVA

Giovedì 14 giugno 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI.

La seduta comincia alle 15.25.

Indagine conoscitiva sulle istituzioni ed i processi della globalizzazione.

Audizione del Direttore esecutivo per l'Italia del Fondo Monetario Internazionale, Arrigo Sadun.
(Svolgimento e conclusione).

Umberto RANIERI, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione. Introduce, quindi, l'audizione.

Arrigo SADUN, Direttore esecutivo per l'Italia del Fondo Monetario Internazionale, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono, per formulare quesiti ed osservazioni, i deputati Gianni FARINA (Ulivo), Sabina SINISCALCHI (RC-SE) e Umberto RANIERI, presidente.

Arrigo SADUN, Direttore esecutivo per l'Italia del Fondo Monetario Internazionale, risponde ai quesiti formulati e fornisce ulteriori precisazioni.

Umberto RANIERI, presidente, dichiara quindi conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 16.20.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE REFERENTE

Giovedì 14 giugno 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Vittorio Craxi.

La seduta comincia alle 16.20.

Ratifica Accordo Italia-Pakistan di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica.
C. 2598 Governo.

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI), relatore, osserva che l'Accordo, sottoscritto tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica


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islamica del Pakistan il 10 novembre 2005 a Islamabad, è destinato a sostituire l'Accordo culturale del 17 marzo 1975 e l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnica del 20 agosto 1975, entrambi ormai superati e privi di copertura finanziaria. In relazione alla rapida evoluzione del Pakistan la cui economia è in forte crescita; il nuovo Accordo aprirà interessanti orizzonti di cooperazione in settori d'avanguardia, quali quelli dell'informazione, delle telecomunicazioni, delle biotecnologie e del restauro, gettando altresì le basi per una proficua collaborazione nell'ambito dei programmi dell'Unione europea e di altri Organismi internazionali che si riferiscono alla cultura, alla scienza e alla tecnologia.
Illustra, quindi, il contenuto dell'accordo, che si compone di un breve preambolo, di 22 articoli e di un Allegato. L'articolo 1, in particolare, individua lo scopo dell'Accordo, che mira a promuovere e sviluppare la reciproca conoscenza attraverso la cooperazione tra le Parti nei settori della cultura, della scienza e della tecnologia, in conformità con le rispettive legislazioni nazionali e gli Accordi internazionali vigenti per le Parti. È tra l'altro prevista l'istituzione di cattedre e lettorati per la diffusione della lingua e della letteratura di ciascuna delle Parti contraenti presso le università e le istituzioni scolastiche dell'altro Paese (articolo 3), mentre viene favorita la reciproca conoscenza dei sistemi educativi, che avverrà attraverso lo scambio di esperti e documenti (articolo 4).
L'articolo 6 promuove la collaborazione tra università e istituti superiori: in tale contesto è previsto lo scambio di docenti e ricercatori, nonché lo sviluppo delle attività di ricerca e formazione su base reciproca, nonché lo scambio di informazioni e documentazione. L'articolo 7 è volto a promuovere la cooperazione nei settori delle arti visive, dello spettacolo, della letteratura, dell'architettura e delle arti decorative, attraverso lo scambio di artisti e la partecipazione reciproca a festival, spettacoli e mostre. Gli articoli 8 e 9 favoriscono la traduzione e la pubblicazione di opere letterarie e scientifiche dell'altro Paese, nonché gli scambi culturali artistici e scientifici ai fini della valorizzazione dei rispettivi patrimoni. Le due Parti si impegnano a garantire l'importazione di pubblicazioni e di tutti i materiali necessari a realizzare la cooperazione nei settori previsti dall'Accordo (articolo 10). Le Parti si impegnano reciprocamente, inoltre, a favorire lo studio e la ricerca nelle Università dei due Paesi (articolo 11).
L'articolo 12 disciplina la cooperazione nel campo scientifico e tecnologico, invitando le Parti ad individuare periodicamente settori prioritari di cooperazione, sia nelle scienze di base sia in quelle applicate allo sviluppo delle tecnologie, con particolare riferimento alle tecnologie dell'informazione, delle telecomunicazioni, della salute, delle biotecnologie, dell'agricoltura e industrie alimentari, dei trasporti, dell'ambiente, dell'energia e della conservazione dei beni culturali. Le Parti si impegnano a tradurre in azioni concrete tali forme di collaborazione mediante lo scambio di documentazione, l'organizzazione congiunta di conferenze e seminari, la realizzazione di programmi di ricerca comuni.
L'Accordo promuove inoltre la collaborazione tra musei, archivi e biblioteche delle due Parti (articolo 13). L'articolo 14 prevede la reciproca concessione di borse di studio - alle condizioni più favorevoli previste dalla normativa nel Paese ospitante per i propri cittadini - per corsi universitari e progetti di ricerca sia universitari che di scuola media superiore. L'articolo 15 enuncia la collaborazione tra le rispettive emittenti radiotelevisive, mentre l'articolo 17 incoraggia la cooperazione nei settori dei giovani e dello sport.
Sottolinea, in particolare, la portata dell'articolo 16, per cui anche i diritti umani e le libertà fondamentali saranno oggetto di collaborazione, che si concretizzerà in scambi di esperienze e nel


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sostegno ai programmi di sviluppo sociale. Richiama in proposito il tema delle pari opportunità.
Secondo l'articolo 18, le Parti si impegnano ad adottare le misure necessarie per reprimere il traffico illecito di beni culturali, nel rispetto delle rispettive normative nazionali e della Convenzione UNESCO del 1970 sulla Prevenzione e Proibizione degli illeciti in materia di importazione, esportazione e trasferimento di beni culturali, nonché dei principi della Convenzione UNIDROIT del 1995 sui beni culturali rubati o illecitamente esportati. L'articolo 19 istituisce una Commissione mista, incaricata di approvare i programmi esecutivi pluriennali. È inoltre stabilito che la Commissione mista si riunirà alternativamente nelle capitali dei due Paesi in date da stabilirsi a livello diplomatico. L'articolo 20 affida le eventuali controversie riguardanti l'interpretazione o l'applicazione dell'Accordo alla soluzione diplomatica tra le Parti. Gli articoli 21 e 22 contengono le clausole finali. L'Accordo avrà durata illimitata e sostituirà l'Accordo di cooperazione culturale e l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica, entrambi siglati con il Pakistan nel 1975. Inoltre, l'Accordo potrà essere modificato in qualsiasi momento con il consenso delle Parti e potrà essere denunciato con effetto sei mesi dopo la notifica all'altra Parte contraente.
In base all'Allegato I, che contiene le disposizioni a tutela della proprietà intellettuale, le Parti si impegnano affinché venga assicurata una adeguata protezione della proprietà intellettuale creata nel corso della collaborazione bilaterale, attraverso la notifica tempestiva degli eventi riguardanti tale materia intrapresi in conformità del presente Accordo. L'Allegato definisce poi il campo di applicazione delle disposizioni in esso contenute che riguardano, essenzialmente, la ripartizione dei diritti e dei proventi tra le Parti e la tutela delle informazioni riservate di lavoro.
Conclusivamente, si esprime in senso favorevole all'autorizzazione alla ratifica, auspicando un celere iter del provvedimento. Preannuncia la presentazione di un ordine del giorno che impegni il Governo ad attuare il contenuto del summenzionato articolo 16, promuovendo lo sviluppo dei diritti umani e delle pari opportunità in Pakistan.

Il sottosegretario di Stato Vittorio CRAXI, concordando con la relazione svolta, condivide l'auspicio relativo all'urgenza del provvedimento per il rilievo che riveste nell'intensificazione delle relazioni tra Italia e Pakistan.

Umberto RANIERI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del provvedimento che sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione del parere. Rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Concessione di un contributo finanziario alla Delegazione generale palestinese per il funzionamento della sede in Italia.
C. 2549 Governo.

(Seguito esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato, da ultimo, nella seduta del 31 maggio 2007.

Umberto RANIERI, presidente, comunica che è pervenuto il parere favorevole della Commissione Affari costituzionali ed il nulla osta della Commissione Bilancio.

La Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Umberto RANIERI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.


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Ratifica Memorandum d'intesa Italia-Svizzera sulla cooperazione per i materiali di difesa.
C. 2240 Governo.

(Seguito esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 19 maggio 2007.

Umberto RANIERI, presidente, comunica che sono pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni competenti in sede consultiva.

La Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera, altresì, di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Umberto RANIERI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

La seduta termina alle 16.30.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non è sono stati trattati:

SEDE REFERENTE

Ratifica Accordo UE ed i suoi Stati membri-Israele di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS).
C. 2711 Governo, approvato dal Senato.

Ratifica dei seguenti accordi: a) Accordo di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS) - Galileo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e la Repubblica popolare cinese; b) Accordo concernente la promozione, la fornitura e l'uso dei sistemi di navigazione satellitare Galileo e GPS e applicazioni correlate tra gli Stati Uniti d'America e la Comunità europea ed i suoi Stati membri.
C. 2630 Governo, approvato dal Senato.

Ratifica della Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta al tabagismo.
C. 2540 Governo.

Contributo straordinario in favore dello Staff College delle Nazioni Unite.
C. 2605 Sereni.

Differimento dell'incarico all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) per l'attuazione del programma di aiuto alimentare della UE.
C. 1123 Lion e C. 2197 Delfino.

Ratifica Accordo Italia-Francia sull'aggiornamento della lista delle istituzioni culturali e scolastiche che godono di agevolazioni fiscali.
C. 2376 Governo, approvato dal Senato.

Ratifica Accordo Italia-Turchia di coproduzione cinematografica.
C. 2511 Governo, approvato dal Senato.