I Commissione - Resoconto di mercoledý 20 giugno 2007


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DELIBERAZIONE DI RILIEVI

Mercoledì 20 giugno 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE.

La seduta comincia alle 14.05.

Schema di relazione all'Assemblea sulle tematiche relative ai cambiamenti climatici.
(Rilievi alla VIII Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Deliberazione di rilievi).


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La Commissione prosegue l'esame dello schema, rinviato nella seduta del 13 giugno 2007.

Franco RUSSO (RC-SE), dopo aver ringraziato il relatore per il lavoro svolto, dichiara di condividere la complessiva proposta di parere già presentata nella seduta del 13 giugno scorso. Esprime tuttavia alcune perplessità in ordine al riferimento, contenuto nello schema di relazione, secondo cui combattere i cambiamenti climatici significa pensare ad una seconda rivoluzione industriale. Al riguardo ritiene, invece, che il proseguimento di obiettivi ecologici richieda una complessa trasformazione dell'intero «sistema - Paese», che veda coinvolti anche i singoli cittadini. Si riferisce, in particolare, alla lotta per la riduzione dell'emissione dei gas ad effetto serra, mentre, più in generale, ritiene che la «rivoluzione ecologica» debba riguardare tutti i settori dell'economia, compresi gli ambiti della pubblica amministrazione. Si sofferma in particolare sull'organizzazione dei ministeri, come pure sull'assetto degli enti territoriali, con particolare riguardo all'incidenza dei sistemi idrologici, che impongono una ridefinizione delle articolazioni territoriali nelle diverse regioni, ritenendo opportuno che il parere approvato dalla Commissione contenga comunque un riferimento a tali aspetti.
Rileva infine che lo schema di relazione in esame dovrebbe soffermarsi anche sull'opportunità di operare ulteriori sforzi per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, al fine mettere l'Italia al passo e in competizione con le democrazie più avanzate e più lungimiranti. Al riguardo sottolinea come il riferimento alle «democrazie più avanzate» tenda ad accomunare agli Stati dell'Europa occidentale anche gli Stati Uniti d'America, che però sulla politica ambientalista mantengono un atteggiamento di resistenza alle innovazioni ed ai miglioramenti.
Preannuncia quindi un voto favorevole sulla proposta di rilievi del relatore.

Marco BOATO (Verdi), relatore, ringrazia il deputato Franco Russo per il suo intervento, alla luce del quale riformula la sua precedente proposta di rilievo (vedi allegato 1) nel senso di invitare l'VIII Commissione a valutare non solo la necessità di coinvolgere, nella definizione delle linee di intervento per la protezione del clima, tutti i diversi livelli istituzionali della Repubblica, le componenti economico-sociali e i cittadini, sulla base dei principi di sussidiarietà verticale e orizzontale, ma altresì la necessità di riesaminare l'organizzazione dello Stato e della pubblica amministrazione anche sotto il profilo della sostenibilità ambientale e di valorizzare i processi di partecipazione democratica al riguardo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) dichiara il proprio voto di astensione sulla nuova proposta di rilievi presentata dal relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la nuova proposta di rilievi del relatore.

La seduta termina alle 14.15.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 20 giugno 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Intervengono i sottosegretari di Stato alla Giustizia Luigi Li Gotti, per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Paolo Naccarato e il sottosegretario di Stato all'Interno Alessandro Pajno.

La seduta comincia alle 14.15.

Sull'ordine dei lavori.

Luciano VIOLANTE, presidente, propone un'inversione dell'ordine del giorno nel senso di iniziare la seduta in sede referente con l'esame del provvedimento C. 1242.

La Commissione consente.


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Modifica all'articolo 111 della Costituzione in materia di garanzia dei diritti delle vittime di reato.
C. 1242 cost. Boato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 14 giugno 2007.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) ritiene opportuno che il rappresentante del Governo esponga la propria posizione sulla proposta di legge in oggetto e che quindi il relativo esame sia rinviato per consentire alla Commissione di maturare una adeguata riflessione sulle principali questioni in discussione.

Il sottosegretario Luigi LI GOTTI fa innanzitutto presente che il Governo, in attuazione della direttiva 80 del 2004 della Commissione, sta procedendo alla predisposizione di uno schema di decreto legislativo, attuativo della direttiva stessa, in materia di vittime del reato, che sarà trasmesso al Parlamento per l'espressione del prescritto parere.
Con riferimento al provvedimento in esame, si dichiara favorevole ad inserire la disposizione che tutela le vittime del reato, così come formulata nell'emendamento del relatore 1.3 (ulteriore nuova formulazione) (vedi Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari del 14 giugno 2007) all'interno dell'articolo 111 della Costituzione, al fine di assicurare una tutela a livello processuale. Ritiene infatti che l'inserimento di tale disposizione nell'ambito dell'articolo 24 della Costituzione, così come previsto dall'emendamento del relatore 1.3 (ulteriore nuova formulazione), rischierebbe di dare vita ad una ulteriore categoria di diritti, ossia un diritto delle vittime del reato all'accertamento del fatto, a prescindere dall'attribuibilità del fatto stesso ad un soggetto.

Roberto ZACCARIA (Ulivo) ribadisce, anche alla luce dell'intervento del rappresentante del Governo, la sua richiesta di sospensione dell'esame del provvedimento in titolo. Al riguardo ritiene necessario che si debbano approfondire gli aspetti problematici del provvedimento stesso, al fine di addivenire, in tempi ragionevoli, ad un ampio consenso sul testo di modifica della Costituzione.

Marco BOATO (Verdi) ricorda che l'esame del provvedimento è iniziato il 27 settembre 2006 e che le audizioni dei professori Dominioni e Neppi Modona si sono svolte lo scorso 1o febbraio. Dichiara tuttavia di non opporsi ad un rinvio dell'esame del provvedimento purché esso venga ripreso entro una data certa, che potrebbe essere quella di mercoledì 4 luglio.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN) ritiene che le osservazioni del rappresentante del Governo debbano essere tenute nella massima considerazione, in quanto l'opzione relativa alla collocazione della disposizione in esame nell'ambito della Costituzione rappresenta una scelta delicata, non priva di rilevanti conseguenze. Al riguardo auspica che possa essere individuata una soluzione condivisa anche prima della data prevista per la ripresa dell'esame, essendo il proprio gruppo favorevole ad una rapida approvazione del provvedimento in oggetto.

Jole SANTELLI (FI) fa presente la propria perplessità in ordine alla collocazione della norma di tutela delle vittime di reato all'interno dell'articolo 111 della Costituzione, in considerazione delle conseguenze negative che essa potrebbe produrre sul codice di procedura penale, soprattutto con riferimento ai riti alternativi.

Felice BELISARIO (IdV), relatore, si dichiara favorevole a riprendere l'esame del provvedimento in oggetto il giorno 4 luglio 2007.

Luciano VIOLANTE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame alla seduta che sarà convocata per il giorno 4 luglio 2007.


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Modifica all'articolo 10 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di ineleggibilità dei soggetti che controllano società aventi rapporti contrattuali con lo Stato ovvero titolari di concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica.
C. 2516 Franco Russo.
(Esame e rinvio - Abbinamento delle pdl 1451 e 2242).

Riccardo MARONE (Ulivo), relatore, nell'introdurre l'esame del provvedimento in titolo, ricorda che l'articolo 10 del testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione della Camera, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, stabilisce che siano ineleggibili, tra l'altro, coloro che, in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private, siano vincolati con lo Stato da contratti di opere o di somministrazioni oppure da concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica. Fa quindi presente che tale disposizione fa espresso riferimento ai soli titolari di imprese in regime di concessione o di autorizzazione pubbliche o agli amministratori di tali imprese, e non anche a coloro che esercitano il controllo su di esse o comunque sono in grado di influenzarle: tale omissione è dovuta semplicemente alla circostanza che il legislatore del 1957 non si pose il problema, anche perché le concessioni erano praticamente solo a carattere personale, e non societario. Ricorda che l'evoluzione economica del Paese, soprattutto negli anni novanta, ha però determinato una trasformazione del mercato, per effetto della quale oggi è diventato rilevante il caso delle imprese aventi forma societaria che godono di regimi di concessione: non è pertanto più possibile fare riferimento al solo titolare o amministratore della società, essendo divenuto necessario far riferimento anche a chi detenga una partecipazione di controllo sulla società. A tale manchevolezza della norma del 1957, rispetto alla quale si è lungamente discusso se potesse ritenersi sanata in via di interpretazione estensiva, pone rimedio la proposta di legge in esame, che in sostanza estende l'ambito di applicazione della causa di ineleggibilità di cui al numero 1 del comma 1 dell'articolo 10 del citato testo unico, disponendo che essa valga anche per chi abbia una partecipazione di controllo o eserciti una influenza dominante su una società vincolata con lo Stato in ragione di una concessione o di una autorizzazione.
Premesso di condividere la proposta di legge in esame, invita la Commissione a valutare se questa non possa essere l'occasione per avviare una complessiva riflessione sulla materia dell'ineleggibilità parlamentare, anche alla luce delle recenti pronunce dell'Assemblea della Camera nel senso del doversi ritenere eleggibili due deputati che erano invece palesemente e indiscutibilmente ineleggibili, come del resto rilevato dalla stessa Giunta delle elezioni. Ritiene che tale episodio, che del resto è solo l'ultimo di una serie, debba indurre il Parlamento a riflettere sull'attuale meccanismo di giurisdizione domestica per la verifica dei poteri, pur nella consapevolezza che rinunciare drasticamente al sistema di giurisdizione domestica potrebbe far sorgere problemi diversi e di non minore rilievo. In vista di una tale complessiva riflessione sulla materia, ritiene che sarebbe utile abbinare alla proposta di legge in titolo altre proposte di legge, che affrontano la materia dell'ineleggibilità anche sotto profili diversi da quello della proposta C. 2516 in titolo. A suo giudizio, inoltre, la riflessione sulla ineleggibilità parlamentare si intreccia bene con quella, già svolta dalla Commissione, sul conflitto di interessi delle cariche di Governo: è bensì vero, infatti, che si tratta di questioni diverse, ma è vero anche che si tratta di questioni assimilabili e collegate. Conclude esprimendo l'opinione che sarebbe altresì utile avviare una riflessione sul tema dell'incandidabilità parlamentare, soprattutto alla luce dell'esperienza fatta in occasione delle ultime elezioni del Parlamento europeo, nelle quali si erano candidate, al solo fine di


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attirare voti, molte personalità politiche, che sapevano perfettamente di non poter essere elette.

Luciano VIOLANTE, presidente, alla luce del suggerimento formulato dal collega relatore, nel senso di un ampliamento della materia in esame, propone di procedere all'abbinamento delle proposte di legge C. 1451 Formisano, che reca «Modifica all'articolo 19 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di nullità delle candidature nelle elezioni politiche di candidati legati da vincoli di parentela», e C. 2242 Martusciello, recante «Modifiche alle norme in materia di ineleggibilità e abrogazione di disposizioni relative alla sospensione da cariche elettive».

La Commissione concorda.

Franco RUSSO (RC-SE), dopo aver ringraziato il relatore per la chiarezza con la quale ha illustrato la proposta di legge, ricorda che il suo gruppo ha presentato anche un'altra proposta in materia di ineleggibilità e di incompatibilità, di più ampio respiro, e ne chiede l'abbinamento. Si dichiara quindi d'accordo con il relatore Marone sulla necessità di intervenire per evitare il fenomeno delle candidature a scopo meramente propagandistico da parte di personalità che non potranno essere elette e segnala a sua volta un altro problema, evidenziato dalla stampa, vale a dire quello dell'assegnazione di incarichi di natura pubblica ai parlamentari cessati dal mandato e non rieletti. Premesso che non è possibile impedire tale fenomeno con divieti, ne sottolinea nondimeno la non rispondenza ai principi di moralità pubblica cui la classe politica dovrebbe ispirarsi. Per quanto riguarda la giurisdizione domestica in materia di ineleggibilità, concorda pienamente con il relatore che si tratta di un sistema poco efficace e che non giova all'immagine del Parlamento ed invita a riflettere sulla possibilità di prevedere una qualche forma di intervento della Corte costituzionale in questo ambito. A nome, infine, del deputato Costantini, che si è dovuto momentaneamente assentare, chiede l'abbinamento a quella in titolo di due proposte di legge dello stesso deputato Costantini, vale a dire la proposta C. 2680, recante «Introduzione dell'articolo 10-bis nel testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di ineleggibilità alle cariche di deputato e di senatore», e la proposta C. 2681, recante Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di incandidabilità e di ineleggibilità alle cariche di deputato e di senatore».

Luciano VIOLANTE, presidente, fa presente che le ulteriori proposte di legge in materia di ineleggibilità e di incandidabilità saranno abbinate a quella in titolo non appena assegnate alla Commissione.

Olga D'ANTONA (SDpSE), nel preannunciare che anche il suo gruppo sta lavorando ad una proposta di legge in materia, si dice d'accordo sul fatto che occorre aggiornare la normativa in materia di ineleggibilità all'evoluzione del mercato, nonché rivedere nel complesso la disciplina in materia di ineleggibilità e di incompatibilità.

Marco BOATO (Verdi) concorda sull'abbinamento di altre proposte di legge a quella in titolo e sull'allargamento del campo di riflessione. Con riferimento all'inefficacia del sistema di giurisdizione interna nella verifica dei poteri, coglie l'occasione per ricordare di aver presentato la proposta di legge costituzionale C. 2587, la quale modifica gli articoli 66 e 134 della Costituzione per consentire il ricorso alla Corte costituzionale sulle elezioni contestate. Poiché si tratta di proposta di legge costituzionale, non è possibile abbinarla a quelle in esame; invita però a riflettere sulla possibilità di avviarne la trattazione in parallelo, considerato


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che si tratta di un problema delicato e sentito a livello politico.

Luciano VIOLANTE, presidente, ricorda che il ricorso alla Corte costituzionale, previsto in Germania e Francia, serve ad evitare che la decisione su un'elezione contestata sia rimessa allo stesso organo di cui fa parte il soggetto la cui elezione è contestata, soprattutto se questi appartiene alla maggioranza. Quindi, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Sui lavori della Commissione.

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che i lavori della Commissione si interromperanno alle ore 15.10, in ragione del fatto che i membri dell'Ufficio di presidenza e i rappresentanti dei gruppi si recheranno al Palazzo del Viminale per ascoltare dal ministro Amato la presentazione del Rapporto sulla criminalità in Italia.

Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
C. 553 cost. Scotto, C. 1524 cost. Bianchi, C. 2335 cost. Boato, C. 2382 cost. Bianco, C. 2479 cost. Zaccaria, C. 2572 cost. Franco Russo, C. 2574 cost. Lenzi, C. 2576 cost. Franco Russo, C. 2578 cost. D'Alia, C. 2586 cost. Boato e C. 2715 cost. Boato.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 12 giugno 2007.

Sesa AMICI (Ulivo), relatore, presenta una nuova proposta di testo unificato (vedi allegato 2) delle proposte di legge in esame, elaborato d'intesa con il relatore Bocchino, cui lascia la parola per l'illustrazione delle differenze rispetto al testo depositato nella precedente seduta.

Italo BOCCHINO (AN), relatore, premesso che il nuovo testo unificato è quello del quale i relatori propongono l'adozione come testo base per il seguito dell'esame, chiarisce che le principali differenze riguardano il ruolo del Senato. In primo luogo è precisata la denominazione di Senato federale della Repubblica. In secondo luogo sono definite la composizione e la modalità di formazione dell'organo. Più precisamente, il Senato federale è eletto a base regionale; il numero dei senatori elettivi è di duecentocinquanta. È previsto che il Trentino-Alto Adige/Südtirol abbia due senatori per ciascuna provincia autonoma, il Molise due senatori, la Val d'Aosta un senatore e che nessuna regione possa averne meno di cinque. La ripartizione dei seggi fra le regioni si effettua in proporzione alla popolazione quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. Nelle regioni che hanno più di quattro seggi, due senatori sono eletti dal Consiglio regionale e due dal Consiglio delle autonomie locali entro trenta giorni dall'insediamento del Consiglio regionale, con voto limitato ad uno; dovrà poi decidersi se tali senatori debbano essere eletti nel seno degli stessi organi elettivi, come personalmente ritiene preferibile. Gli altri senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dai cittadini della Regione con sistema elettorale proporzionale, senza recupero nazionale. È inoltre previsto che le elezioni dei senatori da parte dei cittadini di ciascuna regione si svolgono in ogni regione e nelle province autonome di Trento e Bolzano, contestualmente alle elezioni dei rispettivi Consigli. In terzo luogo, è previsto che la circoscrizione estero elegga soltanto deputati, essendo sembrato ai relatori che tale previsione fosse in linea con l'idea di un Senato rappresentativo delle distinte realtà territoriali nazionali e di una Camera rappresentativa dello Stato. In quarto luogo, è stato leggermente rivisto l'elenco delle materie che sono oggetto di esame da parte di entrambe le Camere, in modo che risponda maggiormente al principio secondo cui sono di competenza della sola


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Camera le leggi nelle materie di legislazione statale e sono di competenza bicamerale le sole leggi che intervengono in determinate materie specificamente elencate. Conclude dichiarando la piena disponibilità dei relatori a valutare tutti i suggerimenti che verranno in vista del miglioramento di un testo che ha natura di vera e propria ipotesi di lavoro basata sugli orientamenti dei gruppi fin qui emersi.

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) esprime apprezzamento per il lavoro dei relatori. Ritiene infatti che il testo dei relatori sia adeguato al fine che la Commissione si era prefisso, vale a dire quello di superare l'attuale bicameralismo paritario limitando il rapporto fiduciario con il Governo alla sola Camera dei deputati e trasformando il Senato in una Camera rappresentativa delle autonomie territoriali. Ritiene tuttavia anche che vi sia il margine per un'ulteriore riflessione su alcuni profili. Per quanto riguarda il rapporto tra Senato e territori, esprime l'avviso che si debba riflettere sul criterio proposto dai relatori, il quale lega, almeno in parte, il numero dei senatori di ciascuna regione al numero di abitanti della regione stessa, determinando una sovrarappresentanza delle regioni più popolose. Al riguardo, ricorda che, nei sistemi federali, le Camere delle autonomie territoriali prevedono tendenzialmente l'uguale rappresentatività dei diversi territori, a prescindere dalla popolazione residente. Invita altresì a riflettere sulla possibilità che alcune regioni possano coalizzarsi contro altre. Per quanto riguarda invece le materie di legislazione bicamerale, esprime perplessità in ordine all'inserimento nel relativo elenco delle norme concernenti l'esercizio delle funzioni statali indicate nell'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, vale a dire il comma che prevede la possibilità per il Governo nazionale di intervenire sostitutivamente in caso di inerzia di regioni ed enti locali. Si tratta a suo avviso di una materia che deve essere sottratta alla competenza della Camera che rappresenta gli enti destinati ad essere oggetto dell'intervento sostitutivo dello Stato. Devono inoltre, a suo avviso, essere sottratti alla competenza del Senato i disegni di legge o le norme in materia di informazione ed emittenza radiotelevisiva, la cui attribuzione al Senato risponde più all'idea di un Senato delle garanzie, propria del testo approvato dalla Commissione bicamerale nella XIII legislatura, che all'idea di un Senato delle autonomie territoriali, che qui si persegue; parimenti, devono essere sottratti i disegni di legge di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e quelli in materia di amnistia e indulto, sui quali non si vede quale competenza debba avere un Senato federale. Per quanto riguarda poi il collegamento tra regioni e senatori, si dice d'accordo con il relatore Bocchino sul punto che i senatori eletti dai Consigli regionali debbano essere scelti nel loro seno.

Luciano VIOLANTE, presidente, fa presente che occorre anche decidere se debbano restare consiglieri regionali, una volta eletti senatori, ovvero decadere.

Italo BOCCHINO (AN), relatore, ritiene che debbano rivestire entrambe le cariche.

Gianclaudio BRESSA (Ulivo) concorda con il relatore sul fatto che i senatori eletti dai consigli regionali tra i consiglieri debbano mantenere la carica di consiglieri, in modo che sia garantito così il collegamento tra i diversi livelli istituzionali. Per quanto riguarda infine gli italiani all'estero, ritiene che sarebbe una soluzione preferibile limitarne la rappresentanza al Senato: ricorda che già in occasione della riforma costituzionale che ha introdotto il voto degli italiani all'estero si discusse se fosse giusto prevedere che gli italiani non residenti in Italia potessero, attraverso propri rappresentanti, condizionare il Governo nazionale, come accade nella presente legislatura, ed in generale influenzare la vita di una comunità, quella dei residenti in Italia, alla quale materialmente non appartengono.

Domenico BENEDETTI VALENTINI (AN), premesso di parlare a titolo personale,


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esprime l'avviso che il superamento del bicameralismo paritario proposto dai relatori sia piuttosto tenue e che sarebbe stato il caso di osare di più. Rileva poi che la composizione del Senato potrebbe essere problematica a causa della sua natura mista: in base all'articolo 57 proposto, infatti, vi sarebbero senatori eletti direttamente dal corpo elettorale regionale ed altri eletti in secondo grado dai consigli regionali e dai consigli delle autonomie territoriali, senza considerare che per le regioni più piccole vi sarebbero soltanto senatori eletti dal corpo elettorale.

Luciano VIOLANTE, presidente, rinvia, come anticipato, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.10.

COMITATO PERMANENTE PER I PARERI

Mercoledì 20 giugno 2007. - Presidenza del presidente Riccardo MARONE.

La seduta comincia alle 15.10.

Disposizioni in materia di autotrasporto merci e di circolazione stradale.
Emendamenti C. 2480-A/R.
(Parere all'Assemblea).

Francesco ADENTI (Pop-Udeur), relatore, rileva che le proposte emendative all'esame del Comitato, vale a dire gli emendamenti 1.200, 4.200, 8.200 della Commissione, l'emendamento 9.300 (nuova formulazione) del Governo, gli articoli aggiuntivi 3.0200 della Commissione e 10.0300 del Governo e i subemendamenti 0.10.0300.1 Di Virgilio e 0.10.0300.2 Cancrini, non presentano profili problematici per quanto attiene al riparto di competenze legislative di cui all'articolo 117 della Costituzione. Propone pertanto di esprimere su di esse il parere di nulla osta.

Nessuno chiedendo di intervenire, il Comitato approva la proposta di parere del relatore.

Ratifica Accordo Italia-India sulla cooperazione nel campo della difesa.
C. 2267 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

Riccardo MARONE, presidente, sostituendo il relatore, deputato Frias, rileva che il provvedimento in esame non presenta profili critici per quanto attiene alla competenza della I Commissione. Formula pertanto una proposta di parere favorevole (vedi allegato 3).
Nessuno chiedendo di intervenire, il Comitato approva la proposta di parere del presidente.

La seduta termina alle 15.15.

AVVERTENZA

I seguenti punti all'ordine del giorno non sono stati trattati:

SEDE REFERENTE

Rinnovo dei consigli comunali e provinciali sciolti per fenomeni di infiltrazione di tipo mafioso C. 1134 Nespoli, C. 1664 Marone, C. 1679 Gioacchino Alfano, C. 1777 Romano, C. 2014 Lumia, C. 2072 D'Alia, C. 2129 Forgione, C. 2175 D'Ippolito Vitale e C. 2223 Tuccillo.

Disposizioni in materia di protezione umanitaria e di diritto di asilo. C. 191 Boato, C. 1449 Piscitello, C. 1646 De Zulueta, C. 2099 Mascia, C. 2182 Santelli e C. 2410 Zaccaria.

Istituzione della Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime delle mafie. C. 1970 Licandro, C. 2716 Bondi e C. 2743 D'Antona.

COMITATO DEI NOVE

Conflitto di interessi.
C. 1318-A.