III Commissione - Resoconto di mercoledý 20 giugno 2007


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 20 giugno 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI. - Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri Vittorio Craxi.

La seduta comincia alle 8.50.

Ratifica del Trattato di estradizione Italia-Canada.
C. 2541 Governo.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Gianni FARINA (Ulivo), relatore, premette alcuni rilievi generali sull'istituto dell'estradizione, in quanto strumento di collaborazione internazionale volto alla repressione dei reati e consistente nella consegna di un soggetto da parte dello Stato in cui questi si sia rifugiato ad un altro Stato che chiede di giudicarlo o di fare eseguire una condanna. La materia è dominata dal principio generale della prevalenza delle norme di diritto internazionale generale (come, in via esemplificativa, i principi generali del pacta sunt servanda, del ne bis in idem, di specialità, ecc.), cui l'ordinamento italiano si conforma a livello internazionale in forza dell'articolo 10, comma 1, della Costituzione e delle norme contenute nelle convenzioni internazionali


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recepite dall'ordinamento attraverso la legge interna. Ai sensi dell'articolo 13 del codice penale, le disposizioni contenute nel libro IX, titolo II - articoli 697 e seguenti - del codice di procedura penale, dedicati all'estradizione, trovano applicazione, secondo il principio generale, solo in via subordinata, quando manchino o non dispongano diversamente convenzioni e norme di diritto internazionale. L'estradizione è detta attiva se riguarda lo Stato che chiede la consegna di un imputato o condannato, passiva se riguarda lo Stato cui viene richiesta la consegna di un imputato o condannato.
Osserva, quindi, che il disegno di legge in esame reca la ratifica ed esecuzione del Trattato di estradizione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica del Canada, fatto a Roma il 13 gennaio 2005. Il Trattato, come afferma la relazione introduttiva al disegno di legge di ratifica, si propone di sostituire analogo Accordo del 1981, tenendo conto di importanti mutamenti intervenuti sia nell'ordinamento canadese - dei quali viene ricordata l'abolizione della pena di morte, nonché una nuova legge organica sulla cooperazione giudiziaria penale -, sia nella legislazione italiana, per la quale si accenna alla fondamentale riforma del Codice di procedura penale del 1989, con il passaggio al rito accusatorio. La relazione introduttiva accenna, inoltre, anche all'evoluzione degli strumenti giuridici internazionali multilaterali. Nel quadro appena delineato, si afferma che il nuovo Trattato di estradizione italo-canadese rappresenta «una netta semplificazione delle procedure», oltre a prevedere tassativamente le fattispecie di condanna in contumacia applicabili nelle richieste di estradizione. Altri aspetti innovativi che il Trattato recepisce sono quelli dell'estradizione semplificata e dell'estradizione temporanea.
Il Trattato si compone di un breve Preambolo e di 22 articoli. Le Parti si impegnano, secondo quanto disposto dall'articolo I, alla consegna reciproca di persone ricercate dalle autorità giudiziarie dell'altra Parte, o nei cui confronti penda l'esecuzione di una pena privativa della libertà, per aver commesso un reato soggetto all'estradizione, quale definito al successivo articolo II. A norma dell'articolo II, l'estradizione viene concessa per reati punibili con una pena restrittiva della libertà personale che, nei rispettivi ordinamenti, sia di almeno un anno o, se l'estradizione è richiesta per l'esecuzione di una condanna, quando la pena ancora da scontare non sia inferiore a sei mesi. L'articolo III elenca i casi in cui viene senz'altro negata l'estradizione: quando la persona richiesta sia stata definitivamente giudicata per lo stesso reato dalla Parte richiesta; quando per il reato in questione sia intervenuta la prescrizione della pena o dell'azione penale, secondo la legislazione della Parte richiedente; se si tratta di reati considerati politici o esclusivamente militari dalla Parte richiesta; se esistano fondati motivi per ritenere che il procedimento cui la persona richiesta verrà sottoposta non sarà giusto né equo, o che la domanda di estradizione sia avanzata con finalità persecutorie per motivi di razza, religione, nazionalità, opinioni politiche, discriminazione di genere, ecc. L'articolo IV disciplina espressamente, a differenza del precedente Trattato, i casi di rifiuto facoltativo dell'estradizione, che può essere negata quando la persona di cui si richiede l'estradizione sia (o sarà) perseguita per lo stesso reato anche dallo Stato richiesto; quando, in rapporto all'ordinamento dello Stato richiesto, la persona da estradare era minorenne al momento della condotta delittuosa e la legge che gli verrebbe applicata nello Stato richiedente confligga con i principi fondamentali in materia di trattamento dei minori; qualora la persona da estradare sia stata oggetto, per la medesima fattispecie di reato, di un procedimento penale definitivo in uno Stato terzo, e, se condannata, la relativa pena sia stata interamente eseguita, ovvero non sia più eseguibile; quando, infine, l'estradizione sia, a giudizio dello Stato richiesto, incompatibile con le condizioni di salute o con l'età della persona interessata. Il successivo articolo V stabilisce anzitutto che l'estradizione non può essere rifiutata per


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il solo fatto che la persona sia cittadina dello Stato richiesto. Gli articoli VI-VIII individuano i terminali, nei due Paesi, delle richieste di estradizione e di ogni documentazione connessa, ferma restando la possibilità di utilizzare i canali diplomatici elencano la documentazione da fornire; disciplinano l'eventuale richiesta di informazioni aggiuntive. Va rilevato comunque che il successivo articolo X prevede che anche in carenza di alcuni elementi della documentazione prevista dall'articolo VII, si possa ugualmente dare corso all'estradizione se la persona interessata vi acconsente. L'articolo IX disciplina la possibilità dell'arresto provvisorio, che in casi di urgenza può essere richiesto - anche tramite l'INTERPOL -, in attesa di presentazione della domanda di estradizione. Nel concorso di diverse domande di estradizione (articolo XI), avanzate nei confronti della stessa persona da uno o più Stati, la Parte richiesta darà la precedenza in ragione di alcuni criteri, tra i quali quello della nazionalità e dell'ordinaria residenza della persona, nonché, in caso di domande di estradizione per la stessa persona e diversi reati, la maggiore gravità di uno dei reati rispetto agli altri. L'articolo XII impegna la Parte richiesta ad informare tempestivamente la Parte richiedente circa la propria decisione sulla domanda di estradizione e a motivarne l'eventuale rifiuto, anche se parziale. È consentito alla Parte richiesta il rinvio della consegna della persona, se questa risulta sottoposta a procedimento penale o sta espiando una pena inflitta per un fatto diverso da quello per il quale l'estradizione è stata richiesta (articolo XIII). È altresì possibile che detta persona venga estradata temporaneamente, al fine di essere sottoposta a procedimento penale nello Stato richiedente. È parimenti previsto che la Parte richiesta, in accordo con la propria legislazione, proceda alla consegna, a fini di prova, alla Parte richiedente di oggetti o proventi connessi con il reato in questione, o comunque in possesso della persona al momento dell'arresto (articolo XIV). Il principio di specialità è disciplinato dall'articolo XV, mentre gli articoli XVI-XXI contengono previsioni varie a completamento del Trattato di estradizione. L'articolo XXII prevede, infine, che il Trattato, dopo l'entrata in vigore, prevista trenta giorni dopo lo scambio degli strumenti di ratifica, potrà essere denunciato da ciascuna Parte, con effetto 180 giorni dopo il ricevimento della denuncia nell'altra Parte contraente. Per quanto attiene alla disciplina transitoria, sono soggette al nuovo Trattato le domande presentate dopo la sua entrata in vigore, anche se relative a reati precedentemente commessi e, correlativamente, restano nel regime del vecchio Trattato le procedure avviate in precedenza. All'atto dell'entrata in vigore, il Trattato in oggetto determinerà la cessazione degli effetti del precedente Trattato di estradizione italo-canadese del 1981.

Il sottosegretario di Stato Vittorio CRAXI ritiene che il trattato in esame contribuisca allo sviluppo della cooperazione penale internazionale, adeguando la normativa vigente e migliorando l'efficacia dell'amministrazione della giustizia. Sottolinea lo spirito costruttivo delle relazioni bilaterali italo-canadesi che sono in corso di intensificazione come confermato dal tavolo comune tenutosi un mese fa. Segnala, tra le innovazioni, la semplificazione e l'accelerazione delle procedure, nonché il superamento degli ostacoli che riguardavano i processi svoltisi in assenza dell'imputato. Raccomanda, pertanto, l'urgenza di concludere l'iter del provvedimento.

Umberto RANIERI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del provvedimento che sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione del parere. Rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Ratifica Accordo UE ed i suoi Stati membri-Israele di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS).
C. 2711 Governo, approvato dal Senato.


(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.


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Raffaello DE BRASI (Ulivo), relatore, nel richiamarsi alle considerazioni svolte nel relazionare sull'analogo provvedimento relativo agli accordi con la Cina e gli Stati Uniti che è all'esame della Commissione, ribadisce i rilievi circa la fase di stallo del progetto Galileo a causa delle difficoltà del settore privato a farsi carico dei rischi in un mercato ancora incerto. Nel ricordare come i sistemi satellitari statunitense e russo siano a carico dei rispettivi Stati, segnala che il Consiglio dei Ministri dei Trasporti dell'Unione europea, riunitosi a Lussemburgo lo scorso 8 giugno, ha preso atto della situazione ed ha richiesto alla Commissione di formulare per il mese di settembre una proposta volta a prevedere un finanziamento pubblico supplementare.
Con riferimento all'Accordo con Israele, ne evidenzia il quadro euro-mediterraneo ed il delicato contesto in cui si inserisce in termini di tutela delle condizioni di sicurezza. Illustra, quindi, l'articolato, che si sviluppa in diciotto articoli, precisando che si tratta del terzo accordo ad essere stato concluso in materia il 13 luglio 2004, dopo quelli con la Cina del 30 ottobre 2003 e con gli USA del 26 giugno 2004, cui è seguito quello con l'Ucraina del 3 giugno 2005.
L'articolo 1 dichiara che scopo dell'Accordo è incoraggiare, facilitare e migliorare la cooperazione fra le Parti nell'ambito del contributo che esse forniscono al sistema globale di navigazione satellitare per scopi civili (GNSS). L'articolo 2 fornisce la definizione di alcuni termini contenuti nell'Accordo, per facilitarne la comprensione. L'articolo 3 elenca i principi che le Parti applicheranno, tra i quali la partnership nel Programma GALILEO, la reciprocità nell'offerta di opportunità per realizzare attività di cooperazione in Europa e in progetti GNSS europei e israeliani, nonché lo scambio di informazioni attinenti alle attività di cooperazione e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale. L'ambito della cooperazione, nel settore della navigazione satellitare e della generazione di segnali orari, è precisato nell'articolo 4. Si tratta della ricerca scientifica, della produzione industriale, della formazione, della applicazione, dello sviluppo dei servizi e del mercato, del commercio, e degli aspetti legati allo spettro radio e all'integrità del sistema, nonché della normalizzazione, certificazione e protezione del sistema. Sottolinea come, a norma del comma 2 dell'articolo 4, le Parti potranno concludere un Accordo distinto per estendere la cooperazione a ulteriori specifici settori collegati con l'operatività del sistema Galileo.
L'articolo 5 prevede la promozione in generale delle attività di cooperazione, mentre l'articolo 6 impegna le Parti a continuare nella cooperazione, già avviata in seno alla UIT (Unione internazionale delle telecomunicazioni), nel campo dello spettro radio. Con l'articolo 7 le Parti si impegnano a promuovere la ricerca scientifica nel campo del GNSS, mentre, in base agli articoli 8 e 9, sosterranno le rispettive industrie, anche ricorrendo allo strumento delle joint ventures, nonché il commercio e gli investimenti nelle infrastrutture di navigazione delle due Parti. Le Parti istituiscono un gruppo consultivo misto per la cooperazione industriale sotto l'autorità del già citato Comitato direttivo GNSS. All'articolo 9, comma 4, viene inoltre precisato che l'Accordo lascia impregiudicati i diritti e gli obblighi che derivano dall'appartenenza al WTO, nonché l'applicazione di altre norme. In base all'articolo 10, in relazione ai servizi GNSS, le Parti favoriscono un approccio coordinato all'interno degli organismi internazionali di normalizzazione e certificazione, con particolare attenzione all'interoperabilità con altri sistemi GNSS. L'articolo 11 incoraggia lo sviluppo di sistemi GNSS globali e regionali che offrano garanzie ottimali di integrità e continuità con il sistema GALILEO.
Con l'articolo 12, sulla sicurezza, le Parti si impegnano a proteggere i sistemi globali di navigazione satellitari contro ogni abuso, interferenza, interruzione ed atto ostile e prendono tutte le iniziative praticabili per garantire la continuità e la sicurezza dei servizi di navigazione satellitare e delle relative infrastrutture sul loro territorio. A tal fine, Europa e Israele


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stabiliranno sistemi di consultazione per affrontare le questioni legate alla protezione del sistema GNSS. L'artciolo 13 prevede il recupero dei costi alo scopo di facilitare le prestazioni civili. In base all'articolo 14, le autorità che presiedono alla realizzazione delle attività di cooperazione sono il Governo israeliano da un lato, e la Commissione europea per conto della Comunità europea, dall'altro. Tali autorità costituiranno un Comitato direttivo GNSS, responsabile della gestione dell'Accordo. Il Comitato direttivo si riunisce di norma una volta l'anno, e le riunioni dovrebbero svolgersi alternativamente nel territorio delle due Parti, ciascuna delle quali, peraltro, potrà richiedere riunioni in via straordinaria. L'articolo 15, in materia di finanziamenti, rinvia ad un successivo accordo la decisione sull'importo del contributo israeliano al programma Galileo, nel rispetto della vigente normativa comunitaria. L'effettiva attuazione delle disposizioni dell'accordo sarà assicurata da disposizioni amministrative e da punti di contatto per lo scambio di informazioni (articolo 16). Le eventuali controversie inerenti l'interpretazione o l'applicazione dell'Accordo sono composte in via amichevole, secondo l'articolo 17 che, tuttavia, non esclude il ricorso ai meccanismi di risoluzione delle controversie previsti dall'Organizzazione mondiale del commercio. L'articolo 18 contiene le clausole finali sull'entrata in vigore, la denuncia e la durata, prevista in cinque anni automaticamente prorogati per periodi di ulteriori cinque anni, salvo mancata conferma di una delle Parti, da inoltrare con preavviso almeno trimestrale sulla scadenza. L'Accordo potrà essere inoltre denunciato in qualsiasi momento con preavviso di un anno.
In conclusione, rinnova al Governo la richiesta di chiarimenti sugli aspetti finanziari del progetto GALILEO nel suo complesso e sulle implicazioni sotto il profilo militare, ferma restando la natura civile del progetto stesso.

Il sottosegretario Vittorio CRAXI osserva che GALILEO rappresenta il primo grande progetto industriale spaziale dell'Unione europea che si inserisce idealmente nella strategia di Lisbona per lo sviluppo e la crescita. Nell'evidenziare come si tratti altresì del primo sistema globale di navigazione satellitare per uso civile a livello mondiale, rammenta il contributo italiano, ed in particolare della Finmeccanica, nella realizzazione della tecnologia di punta del radar Galileo, di cui ribadisce la finalità civile. Considera un successo dell'Unione europea la conclusione di un accordo con Israele, che è uno dei paesi più avanzati in tale campo. Condivide l'esigenza di reperire nuove fonti finanziarie e segnala come l'Unione europea si stia orientando sulla trasformazione della rubrica 1A del proprio bilancio, oltre alla previsione di un contributo addizionale degli Stati membri. In attesa della decisione che il Consiglio adotterà nel prossimo autunno, l'Italia ha comunque rimarcato la priorità che siano garantiti i ritorni industriali degli eventuali ulteriori investimenti. Segnala, poi, la candidatura di Roma quale sede dell'autorità di vigilanza europea sul progetto GALILEO, facendo tuttavia presente come siano state avanzate altre dieci candidature. La scelta di Roma metterebbe a frutto una tradizione consolidata di studio e di ricerca accademica ed industriale e valorizzerebbe il fatto che l'Italia è un membro fondatore del progetto nonché il terzo contributore. Sarebbe altresì garantita la collaborazione della Regione Lazio e del raggruppamento di imprese che operano nel settore. Roma, in tal modo, si confermerebbe quale centro europeo di eccellenza tecnologica. Al riguardo, precisa che la presidenza di turno tedesca non ha preso posizione, limitandosi a fissare alcuni criteri ma rinviando la decisione alla successiva presidenza portoghese.

Marco ZACCHERA (AN) e Claudio AZZOLINI (FI) concordano con la relazione svolta e ribadiscono, anche con riguardo al provvedimento in esame, l'opportunità delle audizioni richieste dal relatore in relazione all'analogo provvedimento relativo agli accordi con Cina e Stati Uniti.


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Umberto RANIERI, presidente, conferma che la Commissione procederà nell'esame preliminare con lo svolgimento delle audizioni di ASI e Finmeccanica proposte dal relatore su cui l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si è espresso favorevolmente. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Ratifica dei seguenti accordi: a) Accordo di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS) - Galileo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e la Repubblica popolare cinese; b) Accordo concernente la promozione, la fornitura e l'uso dei sistemi di navigazione satellitare Galileo e GPS e applicazioni correlate tra gli Stati Uniti d'America e la Comunità europea ed i suoi Stati membri.
C. 2630 Governo, approvato dal Senato.


(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato nella seduta del 7 giugno 2007.

Umberto RANIERI, presidente, ricorda che nella precedente seduta il rappresentante del Governo non aveva avuto modo di intervenire.

Il sottosegretario Vittorio CRAXI rinvia alle osservazioni svolte sul precedente punto all'ordine del giorno, circa l'analogo accordo tra l'Unione europea e lo Stato di Israele.

Umberto RANIERI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Ratifica della Convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per la lotta al tabagismo.
C. 2540 Governo.


(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Sabina SINISCALCHI (RC-SE), relatore, osserva preliminarmente che l'Italia è tra i pochi paesi dell'Unione europea che non hanno ancora ratificato la Convenzione per la lotta al tabagismo, insieme alla Polonia e alla Repubblica ceca, nonostante che la legislazione interna sia al riguardo tra le più avanzate anche sul piano degli adempimenti previsti dalla convenzione stessa.
Ricorda che la Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco (FCTC) è stata adottata il 21 maggio 2003 durante la 56a sessione dell'Assemblea dell'OMS, dopo circa quattro anni di trattative, e costituisce il primo strumento internazionale vincolante sulla salute negoziato sotto gli auspici dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Entrata in vigore il 27 febbraio 2005, essa fornisce agli Stati parte gli strumenti di base per attuare una corretta politica di controllo del tabacco.
Richiama, quindi, le linee-guida della Convenzione, quali l'informazione sui danni alla salute derivanti dal tabagismo, la natura additiva del fenomeno e la relativa minaccia mortale. Evidenzia, poi, la portata delle misure previste in termini di tutela, quali la promozione del non uso del tabacco, della disassuefazione e del controllo. Tra le disposizioni più rilevanti, segnala: il divieto totale di pubblicizzare, promuovere e sponsorizzare il tabacco; l'obbligo di apporre avvisi sui rischi del tabacco sulle confezioni che coprano almeno il 30 per cento della superficie della confezione stessa; il divieto dell'uso di termini fuorvianti o ingannevoli come «light» e «mild», che possono creare confusione nel consumatore; la protezione dei cittadini dall'esposizione al fumo nei posti di lavoro, sui mezzi di trasporto pubblico e nei locali pubblici; l'adozione di misure volte a eliminare la fabbricazione illegale di sigarette e il contrabbando; l'aumento delle tasse sul tabacco.
Illustra, pertanto, le undici Parti in cui la Convenzione si articola per un complesso di 38 articoli. Nella Parte introduttiva (Parte I), vengono dapprima definiti i termini e viene poi chiarito che la Convenzione fornisce un quadro di base e che


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gli Stati parte possono adottare al loro interno misure più restrittive di quelle in essa contenute, nonché stipulare accordi bilaterali o multilaterali sulla stessa materia, a condizione che essi siano compatibili con la Convenzione OMS. La Parte II delinea l'obiettivo della Convenzione, cioè la protezione delle generazioni, anche future, dai rischi derivanti dal consumo o dall'esposizione al tabacco, offrendo un quadro per l'attuazione di misure di lotta al tabagismo. La Parte III è dedicata alle misure relative alla riduzione della domanda di tabacco, che possono essere di natura finanziaria e fiscale (tra le quali, eventualmente, l'aumento dei prezzi o, nel caso di viaggiatori internazionali, la restrizione della vendita in esenzione da dazi) ma anche di natura non finanziaria. Le Parti adottano, tra l'altro, misure a tutela del fumo passivo, direttive per i controlli e le analisi della composizione dei prodotti del tabacco, misure legislative sulle informazioni riguardo il contenuto, che devono apparire sulle confezioni dei prodotti del tabacco. Le confezioni, inoltre, non devono in alcun modo costituire mezzo di promozione del prodotto e hanno l'obbligo di recare una comunicazione che renda il consumatore consapevole dei rischi che il consumo di tabacco comporta. La Parte IV contempla le misure relative alla riduzione dell'offerta del tabacco. Viene ritenuta di fondamentale importanza l'adozione di misure per il contrasto del commercio illegale nelle sue varie forme: contrabbando, produzione illegale e contraffazione dei prodotti del tabacco. Tra le misure suggerite, la realizzazione di un sistema efficace di individuazione e di tracciabilità di questi prodotti, nonché l'elaborazione e l'attuazione di leggi nazionali in questo settore. La Convenzione (Parte V) promuove altresì la tutela dell'ambiente e della salute delle persone in relazione alle attività di coltivazione e di manifattura del tabacco. La Parte VI, in materia di responsabilità, impegna le Parti ad adottare provvedimenti legislativi in materia di responsabilità civile e penale, compresi eventuali risarcimenti. La Parte VII riguarda la cooperazione scientifica e tecnica e la comunicazione di informazioni. La Parte VIII contiene le disposizioni istituzionali e quelle relative alla risorse finanziarie. Organi della Convenzione sono la Conferenza delle Parti e il Segretariato. Le eventuali controversie sull'interpretazione o sull'applicazione della Convenzione saranno risolte in via amichevole, anche ricorrendo a mediatori terzi o alla conciliazione. Le Parti possono dichiarare di accettare come vincolante il fatto di sottoporre le controversie ad un tribunale arbitrale ad hoc, se è fallita la composizione per via amichevole (Parte IX). Nella Parte X si esaminano le procedure per emendare la Convenzione, mentre la Parte XI contiene le clausole finali riguardanti la firma, la ratifica e l'entrata in vigore. Le Parti, inoltre, possono proporre alla Conferenza delle Parti protocolli su temi specifici, che saranno vincolanti solo per le Parti che vi aderiranno.
Infine, dichiara di non condividere, con riferimento a quanto contenuto nella relazione del Governo che accompagna il disegno di legge in esame, l'eventualità che i fondi della cooperazione allo sviluppo siano impiegati anche per la lotta al tabagismo, ritenendo preferibile il ricorso ad una tassa di scopo, secondo l'esempio della Francia.

Il sottosegretario Vittorio CRAXI sottolinea l'urgenza di procedere alla ratifica della Convenzione in esame, associandosi al rilievo del relatore circa il fatto che l'Italia figura tra i pochi paesi dell'Unione che non vi hanno ancora provveduto. Fa presente, al riguardo, che non vi sono nuovi oneri da sostenere. Con riferimento all'utilizzo dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, precisa che si farebbe ricorso a quelli già destinati a scopo sanitario, prendendo comunque atto della proposta del relatore.

Marco ZACCHERA (AN) apprezza che il Governo tenga ad una tempestiva ratifica della Convenzione in esame. Per quanto concerne i paesi in via di sviluppo, ritiene però che il problema non sia rappresentato dal tabagismo, ma dall'abuso di


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altre sostanze, per cui, a suo avviso, una campagna pubblicitaria in tale direzione dovrebbe essere più generale.

Umberto RANIERI, presidente, nel segnalare al relatore che la sua indicazione conclusiva potrebbe fare oggetto di un atto di indirizzo in Assemblea, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del provvedimento che sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione del parere. Rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Contributo straordinario in favore dello Staff College delle Nazioni Unite.
C. 2605 Sereni.


(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in titolo.

Pietro MARCENARO (Ulivo), relatore, osserva che la proposta di legge in esame proroga lo stanziamento già previsto dalla legge n. 317 del 2004 e richiama le origini dello Staff College, dapprima inserito nell'OIL, quindi resosi autonomo nel quadro ONU.
Lo Statuto dello Staff College all'articolo 2, chiarisce come obiettivo dell'Istituto sia quello di promuovere l'apprendimento di una cultura di tipo manageriale nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite, svolgendo un'attività di formazione dei funzionari internazionali. Si tratta, peraltro, di una struttura formativa aperta, che concentra in Italia una delle attività strategiche dell'ONU, facendo sistema con analoghe strutture presenti sul territorio.
Dal punto di vista finanziario, ricorda che i principali contributi allo Staff College provengono attualmente dalle Nazioni Unite (500 mila dollari l'anno) e da governi e fondazioni, sottolineando come l'Italia sia tra gli Stati membri dell'ONU quello che eroga i contributi più consistenti. Come specificato nella relazione introduttiva della proposta di legge, lo Staff College prevede di raggiungere l'autosufficienza finanziaria dal 2009, in particolare grazie ai corrispettivi ricevuti dalle Agenzie e dai diversi organismi dell'ONU per l'organizzazione di nuovi corsi di formazione. Per consentire al Centro di continuare a svolgere le proprie attività in attesa del raggiungimento della piena autonomia finanziaria, l'articolo unico della proposta di legge in esame autorizza, al comma 1, la concessione di un contributo annuo volontario a favore dello Staff College, pari a 500.000 euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il comma 2 reca la clausola di copertura finanziaria, rinvenendo tali somme mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2007-2009, nella UPB «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con parziale utilizzazione dell'accantonamento di pertinenza del Ministero degli Affari esteri.
Conclude evidenziando il contributo dello Staff College a fare di Torino un polo europeo nella formazione di eccellenza, consolidando la vocazione della città e della regione.

Il sottosegretario Vittorio CRAXI segnala il ruolo estremamente positivo svolto dal College torinese nella formazione dei quadri del sistema onusiano, con particolare riguardo alla professionalità manageriale, nell'ottica del rafforzamento delle capacità operative dell'organizzazione internazionale che costituisce il perno del multilateralismo. Esprime, quindi, l'appoggio politico e finanziario del Governo alla proposta di legge in esame che erogherebbe - a carico del Ministero degli affari esteri - un ulteriore contributo straordinario, comunque di natura transitoria, per il pieno consolidamento di una struttura che si sta rivelando preziosa per Torino e per il Piemonte, anche grazie all'intensa cooperazione con il Comune e con la Regione.

Umberto RANIERI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, previa intesa


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tra i gruppi, fissa alle ore 10 di mercoledì 27 giugno 2007 il termine per la presentazione degli emendamenti. Rinvia, quindi, ad altra seduta il seguito dell'esame.

La seduta termina alle 9.40.

INDAGINE CONOSCITIVA

Mercoledì 20 giugno 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI.

La seduta comincia alle 14.10.

Indagine conoscitiva sulla politica estera dell'Unione europea.

Audizione dell'Ambasciatore d'Italia in Turchia, Carlo Marsili.
(Svolgimento e conclusione).

Umberto RANIERI, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione. Introduce, quindi, l'audizione.

Carlo MARSILI, Ambasciatore d'Italia in Turchia, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono per formulare quesiti ed osservazioni i deputati Dario RIVOLTA (FI), Alessandro FORLANI (UDC), Marco FEDI (Ulivo), Marco ZACCHERA (AN), Margherita BONIVER (FI) e Gianni FARINA (Ulivo).

Carlo MARSILI, Ambasciatore d'Italia in Turchia, fornisce ulteriori precisazioni.

Umberto RANIERI, presidente, dichiara quindi conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 15.05.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.