VI Commissione - Resoconto di mercoledý 11 luglio 2007


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INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 11 luglio 2007. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alfiero Grandi.

La seduta comincia alle 13.45.

Paolo DEL MESE, presidente, ricorda quindi che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.
Avverte che i presentatori della interrogazione n. 5-01256 hanno chiesto di rinviare ad altra seduta lo svolgimento dell'interrogazione.


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5-01255 Fogliardi: Integrazione del programma informatico GERICO, relativo agli studi di settore.

Giampaolo FOGLIARDI (Ulivo) illustra brevemente la propria interrogazione, la quale segnala come il programma GERICO, nell'indicare la congruità dei contribuenti sottoposti agli studi di settore, non specifica alcun dato relativamente ai ricavi minimi o puntuali.

Il Sottosegretario Alfiero GRANDI risponde all'interrogazione in oggetto, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Giampaolo FOGLIARDI (Ulivo) si riserva di approfondire il contenuto della risposta, della quale si dichiara parzialmente soddisfatto. Ribadisce infatti come, in passato, il programma GERICO indicasse, per i contribuenti congrui, il relativo ricavo puntuale, mentre l'attuale versione di tale software si limiti ad evidenziare la somma a partire dalla quale i contribuenti stessi rientrino nei parametri di congruità.
Auspica quindi che, a partire dal prossimo anno, si possa migliorare tale programma informatico, per consentire ai contribuenti di conoscere meglio la propria situazione.

Il Sottosegretario Alfiero GRANDI, integrando la risposta fornita, rileva come, a seguito dei correttivi agli studi di settore adottati in base all'accordo recentemente raggiunto con le associazioni di categoria, sia stato chiarito che le risultanze degli studi di settore rappresentano un indicatore di cui l'Amministrazione finanziaria può avvalersi per orientare la propria attività di valutazione delle dichiarazioni, senza che da ciò discenda alcuna presunzione di colpevolezza nei confronti dei contribuenti.

5-01257 Fugatti: Disservizi nei collegamenti telematici con l'Agenzia delle entrate.

Maurizio FUGATTI (LNP) illustra la propria interrogazione, la quale intende sollecitare al Governo di disporre che la proroga al 9 agosto del termine per il versamento delle imposte relativo ai contribuenti ai quali si applicano gli studi di settore avvenga senza applicazione di alcuna maggiorazione delle somme dovute. Ritiene infatti doverosa tale proroga, in ragione dello stato di anarchia nel quale versa il settore tributario, a causa delle improvvide iniziative assunte in merito dal Governo.

Il Sottosegretario Alfiero GRANDI risponde all'interrogazione in oggetto, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Maurizio FUGATTI (LNP) si dichiara insoddisfatto della risposta, con la quale il Governo mette in dubbio le affermazioni del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti in merito alle difficoltà riscontratesi nella giornata del 9 luglio scorso per collegarsi nel sito internet dell'Agenzia delle entrate. Rileva, peraltro, come le ragioni che motivano la richiesta di uno slittamento dei termini senza maggiorazioni risiedano anche nella assoluta confusione determinata dal Governo nel settore finanziario con i propri interventi legislativi.

5-01258 Gianfranco Conte: Sequestro di apparecchi da gioco.

Gianfranco CONTE (FI) rinuncia ad illustrare la propria interrogazione.

Il Sottosegretario Alfiero GRANDI risponde all'interrogazione in oggetto, nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3). Rileva inoltre come l'Amministrazione abbia fornito ai soggetti interessati ogni informazione relativa all'iniziativa in corso, e come la Guardia di Finanza procederà alla materiale attuazione del provvedimento di sequestro adottato dall'Autorità giudiziaria nei prossimi giorni.
In tale contesto chiarisce che sarà consentita la sostituzione degli apparecchi


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sottoposti al sequestro con altri apparecchi, sebbene appartenenti a tipologie meno aggiornate.

Gianfranco CONTE (FI) intervenendo in sede di replica, ringrazia il Sottosegretario per la risposta fornita, la quale, peraltro, riprende sostanzialmente notizie già note.
Rileva quindi come la sostituzione delle circa 110.000 macchine da intrattenimento sottoposte a sequestro, che costituiscono la metà dell'intero parco macchine legittimamente installato sul territorio nazionale, ponga notevoli difficoltà. In tale contesto, la risposta non fornisce alcuna indicazione in merito alla relativa tempistica, né chiarisce quando sarà adottato il provvedimento relativo alla proroga del nulla osta per gli apparecchi. Sottolinea altresì come tale problematica non riguardi esclusivamente gli operatori del settore, ma coinvolga lo stesso Erario, il quale vedrebbe notevolmente ridotte le proprie entrate qualora non si riuscisse a sostituire le macchine sequestrate.
Invita quindi il Governo a seguire con la massima attenzione la questione evidenziata dall'interrogazione, rilevando come l'intero settore risulti sostanzialmente paralizzato, in assenza di indicazioni chiare circa il rilascio dei nulla osta per gli apparecchi di nuova generazione.

Il Sottosegretario Alfiero GRANDI, integrando la propria risposta, ritiene possibile che il provvedimento di proroga dei nulla osta possa essere emanato fin dalla prossima settimana. Sottolinea quindi come il Governo segua attentamente la questione che, come osservato dal deputato Conte, presenta profili di notevole delicatezza, al fine di assicurare il rispetto della disciplina vigente e di evitare conseguenze negative per gli interessi dell'Erario.

Paolo DEL MESE, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

La seduta termina alle 14.25.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 11 luglio 2007. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alfiero Grandi.

La seduta comincia alle 14.25.

Istituzione di un'area franca urbana nel comune di Lamezia Terme.
C. 2237 D'Ippolito Vitale e C. 2422 Amendola.
(Seguito esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 29 maggio 2007.

Paolo DEL MESE, presidente, avverte che sono stati presentati taluni emendamenti al testo base adottato dalla Commissione (vedi allegato 4).

Gioacchino ALFANO (FI) in considerazione della notevole rilevanza dell'intervento legislativo che, come confermato da recenti notizie di stampa, ha suscitato notevole interesse nel mondo politico e nell'opinione pubblica calabrese, considera necessario definire con precisione il percorso legislativo del provvedimento, chiarendo in particolare le intenzioni del Governo al riguardo, nonché l'ammontare delle risorse finanziarie che esso intende destinare all'istituzione delle zone franche urbane.

Il SottosegretarioAlfiero GRANDI suggerisce alla Commissione l'opportunità di procedere all'audizione del Ministro dello sviluppo economico, al quale spetta la competenza generale sull'istituzione delle zone franche urbane. Ritiene infatti che tale audizione potrebbe contribuire a chiarire il percorso parlamentare delle proposte di legge in esame, sulle quali si vedrebbe altrimenti costretto ad esprimere, al momento, una valutazione negativa per gli aspetti di propria competenza.


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Ida D'IPPOLITO VITALE (FI), relatore, ringrazia per i suggerimenti forniti dal Sottosegretario, ritenendo comunque opportuno non interrompere l'esame delle proposte di legge, segnalando al riguardo come il Governo abbia assunto, nell'ultima legge finanziaria, precisi impegni relativamente all'istituzione delle zone franche urbane.
Sottolinea quindi come tale problematica debba necessariamente essere affrontata attraverso un intervento legislativo, che le proposte di legge in esame intendono appunto realizzare, al fine di velocizzare la localizzazione di una zona franca nel comune di Lamezia Terme, il quale presenta tutte le caratteristiche previste dalla stessa legge finanziaria per l'istituzione di tale strumento agevolativo.
Ritiene pertanto necessario chiarire le prospettive di esame dei provvedimenti in discussione, anche attraverso la collaborazione del Governo.

Paolo DEL MESE, presidente, considera condivisibile la proposta, avanzata dal Sottosegretario, di procedere all'audizione del Ministro dello sviluppo economico, ritenendo opportuno, prima di procedere ulteriormente nell'esame delle proposte di legge, verificarne le effettive prospettive politiche.

La Commissione approva la proposta di procedere all'audizione del Ministro dello sviluppo economico.

Paolo DEL MESE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia ad altra seduta il seguito dell'esame.

La seduta termina alle 14.40.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 11 luglio 2007. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alfiero Grandi.

La seduta comincia alle 14.40.

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.
Doc. LVII, n. 2.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.

Ermanno VICHI (Ulivo), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 5).

Antonio BORGHESI (IdV) esprime, a nome del proprio gruppo, talune considerazioni critiche sull'impostazione del DPEF, rilevando come, al fine di assicurare migliori prospettive di sviluppo economico del Paese, il Governo avrebbe dovuto più opportunamente destinare integralmente le maggiori entrate tributarie registratesi nel 2006 e nel 2007 alla riduzione del deficit pubblico. Sottolinea, infatti, come il debito pubblico italiano costituisca uno degli ostacoli principali alla crescita economica del Paese, in considerazione dei notevoli oneri che il servizio del debito stesso impone. In questa prospettiva il Governo avrebbe dovuto sfruttare il positivo andamento dell'economia e le conseguenti maggiori entrate fiscali per innescare un circuito virtuoso, in grado di superare gli ostacoli frapposti dalle condizioni della finanza pubblica al rilancio allo sviluppo ed alla crescita dell'occupazione.
In tale contesto si augura che il disegno di legge finanziaria che sarà prossimamente predisposto dal Governo consenta di migliorare tale quadro, tenendo anche conto del fatto che le previsioni in finanza pubblica contenute nel DPEF si fondano su una disciplina pensionistica non ancora entrata in vigore e che potrebbe, nel frattempo, subire ulteriori modifiche.
Al di là di tali considerazioni critiche, rileva come il Documento contenga numerosi elementi positivi e condivisibili, ad esempio per quanto riguarda la prospettata


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riduzione dell'imposizione ICI sulla prima casa, pur rilevando a tale riguardo come occorra chiarire definitivamente la volontà del Governo in merito. Rileva, infatti, come recenti dichiarazioni del Viceministro Visco, secondo le quali la questione della riduzione ICI rientrerebbe esclusivamente nelle responsabilità dei comuni, possano indurre qualche dubbio in merito.

Maurizio FUGATTI (LNP), in relazione alla scelta del Governo di destinare quota parte delle maggiori entrate tributarie ad iniziative di spesa che comporteranno un peggioramento del rapporto tra indebitamento e PIL, rispetto agli obiettivi che sarebbe stato possibile realizzare utilizzando integralmente tali risorse a riduzione del debito, rileva come la decisione dell'Esecutivo di non piegarsi al diktat formulato al riguardo dalla Commissione europea non debba essere in assoluto considerato negativamente. Rileva, infatti, come la Lega nord abbia sempre sostenuto l'esigenza di una maggiore autonomia delle autorità nazionali rispetto agli indirizzi imposti dall'Unione europea. Nel caso specifico tuttavia, la via seguita dal Governo non va nel senso di destinare le maggiori risorse alla riduzione della pressione fiscale o ad impostare una seria politica di investimenti, ma appare finalizzata ad incrementare ulteriormente le spese primarie correnti, proseguendo su una impostazione politica assolutamente inaccettabile.
Tale orientamento appare ancora più grave, laddove si consideri che non si realizza alcuna riduzione sostanziale della pressione fiscale, peggiorando ulteriormente la situazione, già grave, nella quale versano le imprese italiane, e precludendo in tal modo ogni prospettiva di sviluppo del Paese.
Sottolinea quindi come il Documento non chiarisca in alcun modo come saranno reperite le risorse finanziarie, pari a circa 21 miliardi di euro, necessarie per finanziare le iniziative di spesa prospettate nel DPEF. Inoltre, non risulta chiaro quale percentuale dei complessivi 10 miliardi di euro destinati alle cosiddette «nuove iniziative» saranno finalizzate alla riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. In tale contesto ritiene quindi che l'obiettivo, proclamato dal Governo, di ridurre la pressione fiscale, risulti privo di ogni concreto fondamento, e sarà pertanto smentito alla prova dei fatti, confermandosi invece l'orientamento ad un ulteriore aggravamento dell'imposizione finora perseguito dalla maggioranza.

Gioacchino ALFANO (FI) ritiene innanzitutto necessario chiarire se si intenda concludere l'esame del DPEF fin dalla giornata odierna, e se sia possibile integrare, quanto meno sotto alcuni profili, la proposta di parere formulata dal relatore.
Passando quindi a talune considerazioni di merito, esprime una valutazione negativa sul DPEF, condividendo in tal senso le considerazioni critiche già espresse al riguardo anche da taluni esponenti della maggioranza.
In particolare, pur riconoscendo la piena legittimità politica della scelta, assunta dal Governo, di non destinare tutte le risorse aggiuntive alla riduzione del debito, sottolinea l'esigenza di comprendere appieno le cause del maggior gettito tributario registratosi nel corso del 2006 e del 2007, ritenendo a tale riguardo prioritario adottare tutti i provvedimenti necessari a rendere il più possibile permanente tale incremento del gettito. Al contrario, anche sotto questo profilo il DPEF appare generico e lacunoso, preannunciando pertanto il voto contrario del proprio gruppo su di esso.

Maria Ida GERMONTANI (AN) condivide le considerazioni espresse nel corso della precedente seduta dal deputato Leo, in particolare per quanto riguarda la prospettata unificazione delle detrazioni e degli assegni familiari, rilevando al riguardo come tale orientamento manchi di ogni specificazione di carattere tecnico, evidenziando altresì l'estrema genericità delle misure previste dal Documento sul piano delle azioni positive contro le discriminazioni di genere.


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Per quanto riguarda gli aspetti di carattere tributario, evidenzia come il DPEF non risulti coordinato con le iniziative legislative finora assunte dalla maggioranza, rilevando a tale riguardo come il disegno di legge di delega per la riforma del sistema tributario, esaminato in sede referente dalla Commissione Finanze, risulti tuttora bloccato a causa delle divisioni interne alla maggioranza.
Con specifico riferimento alle questioni di carattere finanziario, stigmatizza la decisione del Governo di non destinare tutte le risorse derivanti dal maggior gettito tributario alla riduzione del deficit, evidenziando come tale opzione rischi di pregiudicare le prospettive di sviluppo del Paese, minando in radice la credibilità della manovra finanziaria prospettata dal Governo.
Esprime quindi una valutazione complessivamente negativa sul Documento in esame, preannunciando il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Rolando NANNICINI (Ulivo) sottolinea la difficoltà della maggioranza e del Governo ad illustrare al Paese i risultati del notevole lavoro svolto nel corso dei questo primo anno di Legislatura. A tale proposito ricorda come il Governo, partendo da una condizione di finanza pubblica certamente non facile, ereditata dal precedente Governo, sia riuscito a reintegrare le risorse finanziarie necessarie per il finanziamento di investimenti di rilievo cruciale, quali quelli effettuati dall'ANAS e dalle Ferrovie, realizzando inoltre l'obiettivo di riportare il tasso di indebitamento netto rispetto al PIL entro i parametri stabiliti dal Patto di stabilità. Inoltre, l'Esecutivo ha avviato una efficace azione di contrasto dell'evasione fiscale, consentendo di realizzare un maggior gettito tributario che potrà essere destinato, in parte, ad iniziative di rilievo sociale.
In questo contesto ritiene che ogni seria discussione sulla manovra debba partire dalla considerazione di fatto che la finanza pubblica italiana è gravata da un ammontare di debito pubblico superiore, in rapporto al PIL, a tutti i paesi dell'Unione europea, e che tale circostanza costituisce un vincolo ineludibile per l'azione di Governo.
Ritiene quindi che il DPEF in esame confermi sostanzialmente le linee di politica tributaria determinate dal precedente Documento, perseguendo la progressiva riduzione della pressione fiscale ed il rafforzamento del sostegno alle imprese. Sotto il primo profilo evidenzia inoltre come il livello di pressione tributaria esistente in Italia sia sostanzialmente in linea con la media europea, e come le iniziative per ridurre il carico fiscale debbano, anche in questo caso, tener conto del vincolo rappresentato dall'esistenza di un ingente debito pubblico, che obbliga a destinare risorse rilevanti al pagamento degli interessi.
Condivide quindi l'esigenza di procedere ad una seria riduzione delle spese di funzionamento della macchina statale, che deve tuttavia essere realizzata senza indulgere in polemiche di sapore demagogico, che non porterebbero ad alcun risultato.

Adriano MUSI (Ulivo) sottolinea l'esigenza che il dibattito sul DPEF tenga conto di alcune premesse fondamentali per comprendere la situazione e le prospettive della finanza pubblica italiana.
A tale proposito rileva, in primo luogo, come, nel 2005, il rapporto tra indebitamento netto e PIL fosse pari al 3,6 per cento, ben al di sopra dei parametri fissati dal Patto di stabilità, e come pertanto il precedente Governo fosse stato costretto ad assumere precisi impegni con la Commissione europea, in merito alla riduzione di tale rapporto, che il Governo in carica ha puntualmente rispettato, riportando tale rapporto in una condizione di normalità.
In tale contesto il Governo non ha ritenuto possibile, né realistico, destinare tutte le risorse derivanti dal maggior gettito tributario registratosi nel 2006 e nel 2007 alla riduzione del debito, ritenendo invece opportuno varare una manovra di carattere espansivo che destina notevoli


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risorse al sostegno delle imprese ed agli investimenti, coniugando tali obiettivi con quello di una maggiore equità sociale.
Un'ulteriore premessa di cui occorre tener conto è data dal fatto che l'ammontare complessivo dell'evasione fiscale è pari ad oltre il 17 per cento del PIL, superando pertanto di gran lunga le dimensioni dell'intera spesa previdenziale, che è pari al 13 per cento del PIL. Appare pertanto evidente come l'obiettivo, certamente condivisibile, di ridurre la pressione fiscale debba essere inquadrato in tale contesto, evitando polemiche demagogiche scollegate dalla realtà dei fatti.
Considera quindi complessivamente condivisibile ed equilibrata l'impostazione di fondo del DPEF, che fornisce un ordine chiaro e coerente dei diversi interventi che il Governo intende realizzare, senza limitarsi a considerare le esigenze dei saldi di finanza pubblica.
Appare altresì molto apprezzabile il fatto che, a differenza di quanto avvenuto nel corso della precedente Legislatura, il Documento di programmazione confermi sostanzialmente le previsioni contenute nel precedente DPEF, a testimonianza della solidità e ragionevolezza delle valutazioni compiute del Governo.

Paolo DEL MESE, presidente, rinvia il seguito dell'esame alla seduta di domani, chiarendo che in quella sede si procederà alla votazione della proposta di parere formulata dal relatore.

Decreto-legge 81/07: Disposizioni urgenti in materia finanziaria.
C. 2852 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito esame, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta di ieri.

Rolando NANNICINI (Ulivo), relatore, illustra la propria proposta di parere (vedi allegato 6), la quale segnala l'opportunità di apportare talune modifiche alla formulazione dell'articolo 2 del decreto-legge, ampliando l'ammontare dell'avanzo di amministrazione che i comuni e le province potranno utilizzare, in deroga ai vincoli del patto di stabilità interno, per spese di investimento.
In particolare, considera opportuno assicurare maggiori proporzionalità tra tale intervento, per il quale sono attualmente previste risorse pari a 250 milioni di euro, e quello di cui al comma 2 dell'articolo 7, che attribuisce alle pubbliche amministrazioni statali maggiori risorse pari a circa 1,9 miliardi di euro.
La proposta di parere segnala inoltre l'esigenza di rivedere la formulazione del comma 5 dell'articolo 3, concernente la riduzione dei trasferimenti erariali ai comuni, rivedendo la quantificazione, operata in 6 milioni di euro, a carico dei comuni stessi per le anticipazioni di cassa che si dovranno attivare in conseguenza delle minori disponibilità di bilancio.

Il Sottosegretario Alfiero GRANDI condivide l'impostazione della proposta di parere formulata dal relatore, suggerendo tuttavia di apportare talune modifiche alla formulazione delle osservazioni.
In particolare, per quanto riguarda la lettera a), considera opportuno precisare che l'incremento delle risorse escluse dal patto di stabilità interno deve riferirsi ai soli comuni che rispettino tale patto. Inoltre, per quanto riguarda la lettera b), suggerisce di specificare che la somma indicata dal comma 5 dell'articolo 3 deve essere quantificata in misura pari ai maggiori oneri effettivamente sostenuti da ciascun comune.

Rolando NANNICINI (Ulivo), relatore, accoglie i suggerimenti del Sottosegretario, riformulando conseguentemente la propria proposta di parere (vedi allegato 7).

Maria Ida GERMONTANI (AN) esprime contrarietà rispetto all'impianto complessivo


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del decreto-legge, considerando sbagliata la scelta del Governo di non destinare le maggiori entrate tributarie registratesi nel corso del 2006 e del 2007 a riduzione del deficit pubblico. Sottolinea infatti come, sebbene tale scelta sia motivata dall'Esecutivo con l'esigenza di rispondere ad esigenze di rilievo sociale, in realtà la maggior parte delle maggiori spese determinate dal decreto-legge non corrispondano a tale obiettivo, ma siano finalizzate ad una molteplicità di interventi di natura eterogenea. Rileva, infatti, a tale riguardo, come l'incremento delle pensioni sociali previsto dall'articolo 5 del decreto-legge appaia di modesta entità, e non sia certamente in grado di fornire un reale sostegno alle categorie più deboli.
Preannuncia pertanto il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

La Commissione approva la proposta di parere, come riformulata dal relatore.

La seduta termina alle 15.30.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 11 luglio 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.30 alle 15.40.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

RISOLUZIONI

7-00200 Fugatti: Problematiche relative all'applicazione degli indicatori di normalità economica.

7-00208 Galletti: Problematiche relative all'applicazione degli indicatori di normalità economica.