VI Commissione - Resoconto di giovedý 12 luglio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 12 luglio 2007. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alfiero Grandi.

La seduta comincia alle 9.45.

Decreto-legge 81/07: Disposizioni urgenti in materia finanziaria.
C. 2852 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Esame, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.

Paolo DEL MESE, presidente, informa che, nella serata di ieri, il Presidente della Commissione Bilancio ha trasmesso l'emendamento 15.56 del Governo e l'articolo aggiuntivo 15.04 del Governo, presentati al disegno di legge C. 2852, di conversione del decreto-legge n. 81 del 2007.
A tale proposito segnala come i gruppi di opposizione abbiano segnalato come tali proposte emendative, afferendo a tematiche di carattere tributario, attengano alla primaria competenza della Commissione Finanze: in tale contesto è stata segnalata l'opportunità di modificare l'assegnazione del disegno di legge, attribuendolo alla competenza congiunta della Commissione Bilancio e Finanze.
Pur senza entrare, in questa sede, nel merito delle scelte, compiute dal Presidente della Camera, relative all'assegnazione


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del disegno di legge, ritiene di poter condividere il fatto che le predette proposte emendative investono direttamente la competenza della VI Commissione, la quale pertanto deve essere posta nelle condizioni di esaminarle adeguatamente. In tale contesto, pur considerando che la soluzione migliore avrebbe dovuto essere quella di rivedere l'assegnazione del provvedimento, assegnandolo alle Commissioni riunite V e VI, ha ritenuto opportuno convocare, in sede consultiva, la Commissione, al fine di consentire a quest'ultima di esprimere il proprio parere sugli emendamenti trasmessi.
Ribadisce, peraltro, l'intenzione di rivendicare, in tutte le sedi, il rigoroso rispetto degli ambiti di competenza della Commissione Finanze, riservandosi a tal fine di segnalare la questione al Presidente della Camera.
Per quanto riguarda invece i rilievi relativi al giudizio di ammissibilità espresso dal Presidente della Commissione Bilancio sui predetti emendamenti, non ritiene di poter esprimere alcuna valutazione in merito, trattandosi di questione che evidentemente attiene alla esclusiva responsabilità del Presidente della V Commissione e del Presidente della Camera.

Rolando NANNICINI (Ulivo), relatore, illustra l'emendamento e l'articolo aggiuntivo trasmessi dalla Commissione Bilancio, rilevando come essi riprendano in larga parte il contenuto del disegno di legge A.S. 1485, attualmente in discussione presso l'Assemblea del Senato.
In particolare, l'emendamento 15.56 aggiunge taluni commi all'articolo 15 del decreto-legge.
I commi 3-bis e 3-ter modificano la disciplina in materia di ammortamento dei fabbricati, sulla quale era intervenuto il decreto-legge n. 223 del 2006, che aveva escluso dalla possibilità di ammortamento il valore del terreno sul quale insiste il fabbricato. La modifica proposta prevede che le quote di ammortamento dedotte nei periodi di imposta precedenti, calcolate sul costo complessivo dell'immobile, comprensivo del valore del terreno, siano riferite proporzionalmente al costo dell'area e al costo del fabbricato.
Il comma 3-quater interviene invece sulle modifiche alla disciplina in materia di studi di settore recate dal comma 14 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006. In particolare, le modifiche previste, recependo sostanzialmente il contenuto dell'accordo recentemente intervenuto in materia tra il Governo e le associazioni di categoria, contribuiscono a risolvere le problematiche relative all'applicazione degli indicatori di normalità economica. Nello specifico si prevede che i predetti indicatori abbiano natura sperimentale, e che i maggiori ricavi o compensi desumibili da questi ultimi costituiscano presunzioni semplici; inoltre, si chiarisce che i contribuenti che dichiarino un ammontare di ricavi o compensi inferiore rispetto a quelli previsti dagli indicatori stessi non sono automaticamente soggetti ad accertamento, e che gli uffici dell'Amministrazione finanziaria devono comunque motivare la propria attività di accertamento, fornendo elementi di prova rispetto agli scostamenti riscontrati in quella sede.
Il comma 3-quinquies esonera, per il 2006, i soggetti in regime di contabilità semplificata dall'obbligo di tenuta dell'elenco dei clienti e fornitori IVA, reintrodotto dal decreto-legge n. 223 del 2006.
Il comma 3-sexies proroga fino al 30 novembre 2007 il termine entro il quale i cittadini italiani residenti all'estero proprietari di fabbricati precedentemente qualificati come rurali sono tenuti a procedere all'accatastamento dei medesimi fabbricati.
L'articolo aggiuntivo 15.04 del Governo introduce un nuovo articolo 15-bis nel corpo del decreto-legge.
La nuova disposizione interviene innanzitutto sul regime agevolato IRAP introdotto dalla legge n. 296 del 2006 per la riduzione del cosiddetto «cuneo fiscale»; in particolare, tali agevolazioni vengono estese anche alle banche, agli altri enti finanziari ed alle imprese di assicurazione, venendo incontro in tal modo ai rilievi espressi dalla Commissione europea, che


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ha richiesto di generalizzare il beneficio anche a tali settori. Conseguentemente, la disposizione individua la copertura delle minori entrate derivanti dalla predetta estensione, quantificati in circa 250 milioni di euro nel 2007 ed in 370 milioni nel 2008. A tal fine, si introduce un pro-rata di indeducibilità degli interessi passivi delle banche e degli altri soggetti finanziari, uniformando in tal modo il regime di tali soggetti a quello già valevole per tutti gli altri operatori; inoltre, viene incrementata l'aliquota relativa al contributo di maternità per i settori del credito e delle assicurazioni, e si riducono dello 0,124 per cento, per il 2009, alcuni stanziamenti di parte corrente relativi ad autorizzazioni di spesa indicate nella Tabella C allegata alla legge n. 296 del 2006.
Nel medesimo contesto, il comma 2 dell'articolo 15-bis riprende sostanzialmente il contenuto del decreto-legge n. 67 del 2007, che il Governo aveva dichiarato di non voler convertire, il quale aveva eliminato un inciso nel comma 267 dell'articolo 1 della legge n. 296 del 2006, al fine di consentire la fruizione delle agevolazioni relative alla riduzione del cuneo fiscale fin dal primo acconto IRAP 2007, senza dover attendere l'autorizzazione delle competenti autorità europee.
I commi da 7 a 10 dell'articolo aggiuntivo rimodulano inoltre la disciplina relativa alla detraibilità dell'IVA assolta sugli acquisti di autoveicoli, nonché la disciplina IRPEF relativa alla deducibilità delle spese di acquisto degli autoveicoli ed alla determinazione del valore reddituale dell'assegnazione ai dipendenti di autovetture.
In particolare, si prevede, a partire dal luglio 2007, la detraibilità al 40 per cento dell'IVA assolta sugli acquisti di autoveicoli; per quanto riguarda invece le imposte dirette, la deducibilità delle spese di acquisto e manutenzione degli autoveicoli è stabilita in misura pari al 40 per cento per le imprese di professionisti, ed in misura pari all'80 per cento per i rappresentanti di commercio. Per quanto attiene all'imponibilità delle assegnazioni di autovetture ai dipendenti, si ripristina sostanzialmente la disciplina vigente fino al 2005, prevedendo che tale fringe benefit concorra alla determinazione del reddito del lavoro dipendente nella misura del 30 per cento, mentre, per l'impresa concedente, le relative spese sono deducibili nella misura del 90 per cento.
L'articolo aggiuntivo prevede inoltre uno specifico regime di deducibilità, ai fini delle imposte dirette, delle spese di acquisto e manutenzione delle autovetture, applicabile per il solo periodo di imposta del 2006. In particolare, si prevede che tali spese siano deducibili dal reddito nella misura del 20 per cento per le imprese, del 30 per cento per i professionisti e dell'80 per cento per i rappresentanti di commercio; per quanto concerne le assegnazioni di auto ai dipendenti, si prevede che i costi sostenuti dall'impresa concedente siano deducibili nella misura del 65 per cento.
L'articolo aggiuntivo autorizza infine, ai commi 12 e 13, l'Agenzia delle entrate a liquidare i rimborsi IVA derivanti dall'ampliamento della deducibilità dell'imposta assolta sugli acquisti di autoveicoli, in misura pari a 5,7 miliardi di euro per ciascuno degli anni, 2007, 2008 e 2009, predisponendo a tal fine la necessaria copertura finanziaria.

Gianfranco CONTE (FI) stigmatizza innanzitutto la decisione, assunta dal Presidente della Commissione Bilancio, di giudicare ammissibili l'emendamento 15.56 del Governo e l'articolo aggiuntivo 15.04 del Governo, nonostante essi intervengano su materia assolutamente estranea a quella trattata dal decreto-legge.
Ritiene infatti che tale decisione costituisca una grave violazione delle regole in materia di ammissibilità degli emendamenti riferiti a decreti-legge, rilevando a tale proposito come il Presidente del gruppo di Forza Italia abbia investito della questione il Presidente della Camera, evidenziando la gravità del vulnus determinato da tale valutazione. A tale proposito sottolinea come le argomentazioni addotte dal Presidente della V Commissione per motivare l'ammissibilità degli emendamenti, fondate sulla considerazione che le proposte emendative contribuirebbero a


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realizzare gli obiettivi della manovra finanziaria, apportando integrazioni e correttivi alla legge finanziaria per il 2007, risultino assolutamente inconsistenti.
Sottolinea quindi come tale vicenda costituisca un segnale assai preoccupante di un progressivo decadimento del tasso di rispetto delle regole parlamentari, a causa dell'atteggiamento di grande arroganza dimostrato dal Governo e dalla maggioranza, che tentano in tal modo di rimediare all'incapacità di perseguire una coerente politica tributaria.
Sotto un diverso profilo, sottolinea come la presentazione, da parte del Governo, di tali proposte, muti sostanzialmente il contenuto del decreto-legge in esame, il quale acquisirebbe natura sostanzialmente tributaria, e dovrebbe pertanto essere assegnato in sede referente alla Commissione Finanze, ovvero, quanto meno, alle Commissioni riunite V e VI.
In tale contesto considera assolutamente inaccettabile che la Commissione Finanze sia costretta ad esaminare in tempi assolutamente insufficienti una serie di modifiche alla disciplina tributaria che investono problematiche di rilievo cruciale.
Passando ad alcune considerazioni di merito sugli emendamenti in esame, rileva come la necessità di trasfonderne il contenuto nel decreto-legge discenda dall'incapacità del Governo di portare a buon fine l'esame del disegno di legge A.S. 1485, attualmente in discussione al Senato, nel quale tali disposizioni sono comprese.
Con specifico riguardo all'emendamento 15.56, esprime gravi perplessità sul contenuto del nuovo comma 3-quater, rilevando come tale previsione, sebbene sotto taluni aspetti condivisibile, in quanto consente di mitigare gli effetti disastrosi determinati dall'introduzione degli indicatori di normalità economica comporti effetti finanziari rilevanti, a fronte dei quali occorrerebbe individuare una adeguata copertura. Ricorda, infatti, che il Governo, in occasione dell'esame della legge finanziaria per il 2007, aveva stimato che l'introduzione di tali indicatori avrebbe determinato maggiori entrate nell'ordine di 3 miliardi di euro: nel momento in cui si riduce l'impatto degli indicatori medesimi, appare dunque evidente come tali entrate diventeranno automaticamente irrealizzabili, determinando un ammanco nei saldi di finanza pubblica.
Per quanto riguarda invece gli interventi di ampliamento delle agevolazioni per la riduzione del cuneo fiscale e per la liquidazione dei rimborsi IVA relativi agli acquisti di autoveicoli, esprime notevoli perplessità in merito alla modalità di copertura individuata nell'articolo aggiuntivo 15-bis.
Si riserva quindi di intervenire ulteriormente sul merito del provvedimento nell'ambito dell'esame in sede referente ed in occasione della discussione in Assemblea, preannunciando, peraltro, che il gruppo di Forza Italia non parteciperà ulteriormente, in segno di protesta, ai lavori della Commissione Finanze sul provvedimento.

Maurizio LEO (AN) rileva come la decisione, assunta dal Presidente della Commissione Bilancio, di ammettere l'emendamento 15.56 e l'articolo aggiuntivo 15.04 segni una della pagine più negative della recente storia parlamentare, mettendo in discussione l'imparzialità del Presidente della Commissione e dello stesso Presidente della Camera, che non avrebbero dovuto consentire l'inserimento nel corpo del decreto legge di materia del tutto estranea, in violazione delle norme regolamentari in materia. Si riserva quindi, a nome del proprio gruppo, di assumere tutte le iniziative in ambito parlamentare per contestare tale decisione, che considera del tutto inaccettabile.
Rileva inoltre come la presentazione di tali proposte emendative muti sostanzialmente il carattere del provvedimento, il quale assume ormai un rilievo prevalentemente fiscale, e che pertanto dovrebbe essere assegnato in sede primaria alla Commissione Finanze.
Passando quindi al merito delle misure contenute negli emendamenti trasmessi, rileva come esse risultino mal congegnate, evidenziando, ad esempio, come il comma


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2 del nuovo articolo 15-bis reiteri sostanzialmente il contenuto del decreto - legge n. 67 del 2007, che il Governo ha dichiarato di non voler convertire, in aperta violazione dell'orientamento da tempo assunto dalla Corte costituzionale, la quale ha sancito l'illegittimità della prassi della reiterazione di decreti-legge.
Con riferimento al nuovo comma 3-quater dell'articolo 15, recante modifiche alla disciplina degli indicatori di normalità economica introdotta dalla legge n. 296 del 2006, evidenzia come tali previsioni rischiano di provocare effetti ancora più deleteri di quelli determinati dalla legge finanziaria, in quanto, nell'affermare che i maggiori ricavi o compensi desumibili dagli indicatori costituiscono presunzioni semplici, non si chiarisce se tali presunzioni rientrino o meno nella categoria delle presunzioni gravi, precise e concordanti, di cui agli articoli 37 e 39 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973. Inoltre, a seguito di tale modifica, la congruità dei ricavi diventerà una presunzione relativa, con conseguente inversione dell'onere della prova, a tutto svantaggio dei contribuenti interessati.
Per quanto riguarda le modifiche recate dal nuovo articolo 15-bis al regime di deducibilità IVA dell'imposta assolta sugli acquisti di autoveicoli, nonché in merito alla deducibilità IRPEF delle relative spese, sottolinea come tale vicenda stia ormai assumendo contorni paradossali, in considerazione del continuo susseguirsi di interventi normativi sulla materia, operati anche attraverso norme di natura retroattiva.
Dichiara quindi la valutazione contraria del proprio gruppo sul provvedimento e sugli emendamenti trasmessi, preannunciando che i deputati di Alleanza nazionale non parteciperanno ulteriormente ai lavori della Commissione sul disegno di legge, al fine di stigmatizzare la violazione delle regole determinatasi in seguito alla decisione di dichiarare ammissibili gli emendamenti del Governo.

Antonio PEPE (AN) si associa alle considerazioni svolte dal deputato Leo, lamentando anch'egli come la decisione, assunta dal Presidente della Commissione Bilancio, di giudicare ammissibili gli emendamenti del Governo, costituisca un'evidente violazione delle regole che disciplinano la presentazione di emendamenti a decreti-legge.

Maurizio FUGATTI (LNP), riservandosi di intervenire ulteriormente sul merito del provvedimento nell'ambito dell'esame presso la Commissione Bilancio, nonché nel corso della discussione in Assemblea, sottolinea come la decisione di ammettere gli emendamenti del Governo costituisca una grave violazione delle regole in materia di ammissibilità, spogliando in tal modo la Commissione della propria competenza su disposizioni di grande rilievo sotto il profilo tributario. Rileva, peraltro, come l'esigenza di introdurre nel corpo del decreto-legge n. 81 del 2007 tali previsioni, che risultano del tutto estranee al contenuto proprio di quest'ultimo, discenda dall'incapacità della maggioranza di svolgere una coerente azione legislativa in campo fiscale, nonché dalle difficoltà a procedere speditamente nell'esame del disegno di legge A.S. 1485, attualmente in discussione al Senato, nel quale tali disposizioni sono contenute.
Passando a talune considerazioni di merito, evidenzia come le modifiche al regime degli studi di settore recate dall'emendamento 15.56 costituiscano una vera e propria presa in giro operata dal Governo sulla pelle dei contribuenti, con la corresponsabilità delle associazioni di categoria, senza tenere in alcun conto gli interessi dei contribuenti stessi, che si vedono costretti a sopportare un carico tributario ancor più gravoso.
Preannuncia quindi che il gruppo della Lega non parteciperà ulteriormente ai lavori della Commissione sul provvedimento.

Gian Luca GALLETTI (UDC) si associa alle considerazioni già svolte in merito alle modalità con cui la Commissione è costretta ad esaminare gli emendamenti trasmessi dalla Commissione Bilancio, le quali non consentono di entrare nel merito


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di proposte emendative assai complesse, che determineranno conseguenze rilevanti sui contribuenti e sulle imprese.
Rileva quindi, in linea generale, come alcune delle disposizioni recate nelle proposte emendative possano apparire, sotto alcuni punti di vista, condivisibili, evidenziando, tuttavia, come esse non siano in grado di porre rimedio ai gravi danni determinati dagli interventi in campo tributario improvvidamente adottati dal Governo.

Rolando NANNICINI (Ulivo), relatore, rileva come l'odierna discussione consenta di precisare meglio il senso delle previsioni contenute negli emendamenti presentati dal Governo, che introducono importanti, positive novità su diverse problematiche in ambito tributario oggetto di discussione.
Sottolinea, in particolare, le modifiche apportate alla disciplina degli studi di settore e degli indicatori di normalità economica, le quali, nonostante i rilievi critici formulati dal deputato Leo, consentono di risolvere quasi tutti i problemi evidenziati in sede di attuazione di tali strumenti.
In particolare, valuta positivamente il fatto che, confermando l'orientamento esplicitato dalla risoluzione n. 7-00198 Ceccuzzi, recentemente approvata dalla Commissione Finanze, si sancisca il carattere sperimentale di tali indicatori, specificando inoltre che i maggiori ricavi e compensi desumibili da questi ultimi costituiscono presunzioni semplici, dai quali non deriva l'automatico svolgimento di accertamenti, vincolando inoltre gli uffici a fornire la prova degli scostamenti riscontrati in sede di accertamento.

Il sottosegretario Alfiero GRANDI concorda con le considerazioni svolte dal Presidente circa il fatto che l'inserimento, nel corpo del decreto-legge, delle previsioni contenute negli emendamenti del Governo avrebbe probabilmente dovuto suggerire l'assegnazione del provvedimento alle Commissioni riunite Bilancio e Finanze.
Passando quindi al merito di tali emendamenti, rileva come essi siano stati presentati al fine di riprendere il contenuto del disegno di legge A.S. 1485, i cui tempi di approvazione si sono eccessivamente dilatati, a seguito dell'approvazione, durante la discussione in Assemblea presso l'altro ramo del Parlamento, di una modifica all'articolo 1 che sarebbe stato necessario correggere alla Camera, determinando in tal modo un ulteriore passaggio parlamentare al Senato, che avrebbe pregiudicato la possibilità di fare entrare in vigore il provvedimento prima della pausa estiva. Tale tempistica appare invece incompatibile con l'esigenza di ampliare l'ambito di applicazione delle agevolazioni IRAP per la riduzione del cuneo fiscale, ottemperando alle indicazioni in tal senso pervenute dai competenti organismi dell'Unione europea, che hanno subordinato il loro assenso a tali benefici alla loro applicabilità anche a banche ed assicurazioni.
In tale contesto invita quanti lamentano la presunta violazione delle regole parlamentari a tenere conto che le misure contenute negli emendamenti del Governo dichiarati ammissibili corrispondono all'esigenza di consentire la fruizione di benefici fiscali ritenuti fondamentali dalle imprese.
Ritiene quindi che la riflessione, legittima, rispetto all'omogeneità delle valutazioni di ammissibilità degli emendamenti riferiti a decreti-legge debba tenere presenti le reali esigenze del Paese, evitando sterili e demagogiche polemiche.

Paolo DEL MESE, presidente, suggerisce al relatore di inserire, nella propria proposta di parere, una premessa nella quale si segnali il primario rilievo tributario degli emendamenti trasmessi, evidenziando l'esigenza di assicurare il rigoroso rispetto degli ambiti di competenza della Commissione Finanze.

Rolando NANNICINI (Ulivo), relatore, accoglie il suggerimento del Presidente, formulando una proposta di parere favorevole (vedi allegato).

La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 10.35.


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 12 luglio 2007. - Presidenza del vicepresidente Francesco TOLOTTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Mario Lettieri.

La seduta comincia alle 13.15.

Sui lavori della Commissione.

Giampaolo FOGLIARDI (Ulivo) con riferimento alle dichiarazioni rese ieri dal Governatore della Banca d'Italia, Draghi, in occasione dell'Assemblea dell'ABI, relative all'eccessivo livello dei costi bancari, rileva la necessità che la Commissione Finanze approfondisca tale tematica, che corrisponde, del resto, anche ad analoghe segnalazioni espresse dal Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato circa il livello eccessivo delle spese per la chiusura dei mutui, proseguendo nell'indagine conoscitiva sulla situazione e le prospettive del sistema creditizio, al fine di approfondire tale questione e di individuare gli eventuali correttivi.

Donatella MUNGO (RC-SE) condivide pienamente le considerazioni espresse dal deputato Fogliardi.

Elias VACCA (Com.It) si associa anch'egli ai rilievi del deputato Fogliardi.

Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2008-2011.
Doc. LVII, n. 2.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.

Francesco TOLOTTI, presidente, ricorda che il relatore ha già formulato, nella seduta di ieri, una proposta di parere favorevole sul Documento in esame.

Elias VACCA (Com.It) preannuncia il voto favorevole del proprio gruppo sul Documento di programmazione, rilevando tuttavia alcune incongruenze in esso contenute.
In primo luogo evidenzia come il Documento non contenga indicazioni precise in merito all'armonizzazione delle aliquote di imposta sui redditi di capitale, che era inizialmente prevista nel testo originario del disegno di legge C. 1762, e che il Governo ha successivamente deciso di rinviare, assumendo comunque l'impegno a perseguire tale obiettivo in tempi brevi. Rileva, a tale riguardo, come il proprio gruppo ammetta decisiva importanza politica a tale misura, sottolineando l'esigenza che il livello di tassazione sui redditi di natura finanziaria sia fissato ad un livello non inferiore all'aliquota minima di imposta prevista per i redditi da lavoro dipendente.
In tale contesto sottolinea come l'impegno, contenuto nel DPEF, a ridurre l'ammontare della pressione fiscale debba essere specificato in termini più puntuali, fornendo indicazioni chiare sulle modalità e la tempistica attraverso le quali tale riduzione sarà realizzata. Ritiene infatti che non sia accettabile procedere ad una riduzione indistinta e contemporanea di tutte le aliquote IRPEF, evidenziando invece come, da un lato, tale riduzione debba privilegiare innanzitutto i redditi più bassi, e come, dall'altro, essa debba essere realizzata in connessione con la predetta armonizzazione delle aliquote sui redditi di capitale.
Ritiene, peraltro, che il proseguimento dell'azione di contrasto all'evasione fiscale già avviata dal Governo possa consentire di reperire risorse aggiuntive tali da accelerare la riduzione di tale processo di riduzione del prelievo, riservandosi peraltro un giudizio compiuto e definitivo in merito alla luce delle decisioni che saranno assunte in seguito.


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Con riferimento alle tematiche relative al settore dei trasporti, rileva come il Documento ripercorra una impostazione sotto certi aspetti superata, concentrando le risorse disponibili esclusivamente su interventi di natura infrastrutturale, laddove sarebbe invece necessario intervenire in termini più generali sull'intero sistema della mobilità e sulla sua ristrutturazione.
Preannuncia quindi il voto favorevole del proprio gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Donatella MUNGO (RC-SE) condivide le considerazioni svolte dal deputato Vacca, rilevando come il Documento di programmazione, che appare, nel complesso, condivisibile, contenga alcuni elementi di criticità che occorrerà chiarire successivamente.
In particolare, lamenta la genericità delle indicazioni relative al riordino della tassazione sulla casa, che appare impropriamente collegato ai più generali interventi di riordino del sistema tributario.
Evidenzia altresì l'opportunità che, nell'ambito della risoluzione di approvazione del Documento, sia meglio articolato il tema relativo all'armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie, ricordando che, in occasione dell'esame, in sede referente, del disegno di legge C. 1762, gli emendamenti in tal senso presentati dal suo gruppo erano stati ritirati nel presupposto che il Governo si facesse carico della questione nel quadro della manovra finanziaria. A tale proposito rileva come tale misura di armonizzazione sia largamente attesa dall'opinione pubblica, risultando strettamente connessa con la più generale tematica della riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro. Auspica quindi che la maggioranza ed il Governo riescano quanto prima ad individuare una soluzione condivisa che corrisponda alle esigenze evidenziate.
Per quanto riguarda quindi la riduzione della pressione fiscale, ritiene necessario che essa privilegi innanzitutto i redditi più bassi, estendendosi quindi ai redditi medio-alti, beneficiando quindi, in primo luogo, quelle categorie sociali che maggiormente hanno contribuito, in questi anni al risanamento finanziario.
Con riferimento alla riduzione dell'imposizione ICI sulla prima casa, considera significativo che molti gruppi di maggioranza riconoscono ormai l'opportunità di diversificare tale misura in base al reddito, in significativa consonanza con quanto prospettato dal proprio gruppo.
Preannuncia quindi il voto favorevole del proprio gruppo sul Documento, nonché sul parere favorevole formulato dal relatore.

Gianfranco CONTE (FI) in riferimento alle considerazioni svolte dai deputati Vacca e Mungo circa la riduzione della pressione fiscale, evidenzia come recenti stime relative alla riduzione del gettito tributario rendano sempre più irrealistica la previsione, contenuta nel Documento, di una prossima riduzione del carico fiscale.

Ermanno VICHI (Ulivo), relatore, evidenzia come il dibattito svolto sul Documento abbia consentito di evidenziare come esso si inquadri in un contesto generale di finanza pubblica non semplice, sul quale sussiste un'attenta azione di vigilanza da parte delle competenti istituzioni comunitarie.
Nonostante tali elementi di difficoltà, il Governo, attraverso le misure adottate con la legge finanziaria per il 2007 e con i provvedimenti ad essa collegati, è stato in grado di ricondurre il rapporto tra deficit e PIL entro i limiti imposti dal patto di stabilità, ottenendo inoltre un gettito tributario superiore alle attese, che ha consentito di disporre di risorse finanziare per misure di carattere espansivo. A tale riguardo sottolinea, con riferimento alle considerazioni svolte dal deputato Borghesi, come l'eventuale, integrale destinazione di tali risorse alla riduzione del debito avrebbe determinato effetti politicamente non accettabili, ad esempio impedendo di reintegrare gli stanziamenti per interventi infrastrutturali che risultano assolutamente improcrastinabili.
In merito alle osservazioni svolte dal deputato Fugatti, non ritiene che le decisioni


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di finanza pubblica assunte dal Governo testimonino di un'inversione di rotta rispetto agli orientamenti del Governo circa i rapporti con l'Unione europea, rilevando, al contrario, come la rigorosa azione dell'Esecutivo abbia consentito il rispetto degli impegni assunti dall'Italia per il rispetto del patto di stabilità.
In riferimento ai rilievi espressi dal deputato Conte, ritiene che le misure assunte dal Governo nel corso della legislatura, e il favorevole andamento della congiuntura economica, consentano realisticamente di operare un ridisegno della curva delle aliquote IRPEF, al fine di ridurre la pressione fiscale. In tale contesto, il DPEF non costituisce un «libro dei sogni», ma un documento politico nel quale sono indicate precisamente le linee guida della politica economica del Governo, che potranno essere realizzate nella misura in cui la maggioranza e l'Esecutivo saranno in grado di perseguirle con coerenza.
Sottolinea quindi la notevole attenzione, che ha pochi precedenti nel recente passato, prestata all'esigenze di sostegno alle imprese, testimoniata dalla decisione di estendere le agevolazioni fiscali IRAP per la riduzione del cosiddetto «cuneo fiscale» anche alle banche ed alle assicurazioni, che è oggetto di uno specifico emendamento presentato dal Governo al decreto-legge n. 81 del 2007, attualmente all'esame, in sede referente, della Commissione Bilancio.
Rispondendo quindi ai rilievi espressi dal deputato Gioacchino Alfano, ritiene che il Documento in esame motivi analiticamente le ragioni del maggior gettito tributario registratosi nel 2006 e nel 2007, le quali sono dovute, da un lato, alla ripresa economica, e dall'altro, agli effetti degli interventi adottati dal Governo per la lotta all'evasione fiscale e per la riduzione della spesa.
In relazione alle considerazioni espresse dal deputato Germontani, evidenzia come il DPEF indichi una serie di misure molto precise per il sostegno delle famiglie e delle fasce sociali più deboli, traducendo quindi in interventi concreti le indicazioni programmatiche che sono venute dalla recente Conferenza sulla famiglia.
In riferimento alle osservazioni svolte dai deputati Vacca e Mungo circa l'armonizzazione delle aliquote di imposta sui redditi di capitale, ricorda che la decisione di rinviare tale intervento, inizialmente contenuto nel disegno di legge C. 1762 è stata assunta dal Governo; a tale proposito evidenzia, peraltro, come il testo originario del disegno di legge prevedesse, per tali redditi, una aliquota unica non superiore al 20 per cento, dunque inferiore all'aliquota minima IRPEF attualmente stabilita per i redditi di lavoro.
In merito agli interventi sulla tassazione della casa, rileva come il Documento contempli la riduzione dell'ICI sulla prima casa e l'introduzione di agevolazioni fiscali per le locazioni, sia pure nell'ambito di un ammontare complessivo di risorse previsto per «le nuove iniziative» pari a 10 miliardi di euro, la cui distribuzione non è stata ancora specificato in dettaglio: ritiene pertanto che sussistano tutte le condizioni per realizzare tali interventi già nel 2008.
Sempre con riferimento alle considerazioni svolte dai deputati Vacca e Mungo, sottolinea come il Documento corrisponda pienamente all'impostazione da loro auspicata in materia di riduzione della pressione fiscale, prevedendo che tale intervento dovrà privilegiare innanzitutto i reddito medio-bassi e le famiglie.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 13.45.

SEDE REFERENTE

Giovedì 12 luglio 2007. - Presidenza del vicepresidente Francesco TOLOTTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Mario Lettieri.

La seduta comincia alle 13.45.


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Agevolazioni tributarie relative alle spese per servizi domestici e di assistenza familiare.
C. 2244 Rossi Gasparrini.
(Seguito esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 14 giugno 2007.

Federica ROSSI GASPARRINI (Pop-Udeur), relatore, si riserva di approfondire ulteriormente il contenuto degli emendamenti presentati, anche alla luce dei contatti in corso con il Governo, al fine di giungere ad una precisa quantificazione degli oneri indicati dalla proposta di legge e di individuare adeguate modalità di copertura.
In tale contesto propone inoltre di procedere, nel frattempo, a taluni audizioni informali dei rappresentanti delle associazioni rappresentative del settore del lavoro domestico.
La Commissione approva la proposta del relatore di procedere alle audizioni informali di organizzazioni di rappresentanza del settore del lavoro domestico.

Francesco TOLOTTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 13.50.

AUDIZIONI INFORMALI

Giovedì 12 luglio 2007.

Audizione dei rappresentanti della SISAL sulle problematiche relative al settore dei giochi.

L'audizione informale è stata svolta dalle 14.30. alle 15.30.