Commissione parlamentare per le questioni regionali - Resoconto di marted́ 24 luglio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 24 luglio 2007. - Presidenza del presidente Leoluca ORLANDO.

La seduta comincia alle 13.30.

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali.
Doc. XXII, n. 8/A.
(Parere alla XII Commissione della Camera).
(Esame e conclusione - Parere contrario).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Leoluca ORLANDO, presidente e relatore, illustra il contenuto del testo in esame, volto all'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta che svolga indagini sui fenomeni di «mala sanità» derivanti dagli errori del personale medico e paramedico nelle strutture pubbliche e private, sulla inefficienza organizzativa delle strutture sanitarie, sulla carenza dell'organico del personale medico e paramedico e sulla carenza delle apparecchiature clinico-diagnostiche. L'istituenda Commissione avrebbe inoltre il compito di indagare sull'efficacia dei controlli di qualità sulle strutture sanitarie, sul funzionamento del sistema di emergenza-urgenza 118 e di tutto il servizio ospedaliero di pronto soccorso e di rianimazione, nonché sullo stato di attuazione del programma straordinario di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico. Si sofferma quindi sulla specifica finalità della Commissione d'inchiesta di acquisire, con la collaborazione delle regioni interessate, gli elementi informativi necessari per valutare le condizioni politiche, amministrative, gestionali, operative che, nel periodo 2001-2005, hanno contribuito alla formazione dei disavanzi sanitari nelle regioni interessate dal decreto-legge 20 marzo 2007, n. 23, convertito, con modificazioni,


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dalla legge 17 maggio 2007, n. 64. Riferisce quindi sugli ulteriori compiti assegnati alla Commissione di inchiesta, consistenti nel verificare, nelle regioni interessate dai maggiori disavanzi sanitari, l'esistenza di eventuali sprechi e inefficienze nell'utilizzo delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale; l'adeguatezza della programmazione economico-finanziaria e contabile nel settore sanitario; l'appropriatezza delle prestazioni erogate ed il livello di qualità dei trattamenti effettuati; lo stato di realizzazione delle reti di assistenza sanitaria territoriale; l'adeguatezza delle procedure regionali in materia di accreditamento delle strutture erogatrici; la trasparenza e l'efficienza del sistema regionale di finanziamento delle aziende sanitarie ed ospedaliere; la congruità delle misure di rientro dalla situazione debitoria contenute negli accordi stipulati dalle regioni in disavanzo con lo Stato ai sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Rileva che l'istituenda Commissione d'inchiesta, tesa ad indagare sugli errori in campo sanitario e ad individuare le cause dei predetti disavanzi sanitari regionali, incide su profili che rientrano nell'ambito della «tutela della salute» di cui all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, materia oggetto di legislazione concorrente tra Stato e Regioni. Reputa inoltre che non appaiono definite le procedure volte a garantire che i poteri attribuiti alla Commissione d'inchiesta siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e di leale collaborazione con il sistema delle autonomie territoriali.

Il senatore Enzo Giorgio GHIGO (FI) manifesta forti perplessità in ordine ai poteri che la Commissione d'inchiesta potrebbe esercitare nei confronti del sistema delle autonomie territoriali. Ricorda inoltre che al Senato, con deliberazione del 19 luglio 2006, è stata istituita una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, i cui compiti andrebbero eventualmente potenziati, anche per evitare una proliferazione di sedi istituzionali che svolgano attività d'indagine su materie analoghe. Esprime quindi il proprio parere contrario sul testo in esame.

Il senatore Fabio GIAMBRONE (Misto-IdV) si associa alle considerazioni svolte dal senatore Ghigo.

Il senatore Augusto MASSA (Ulivo) dichiara di condividere le osservazioni del relatore e del senatore Ghigo.

Leoluca ORLANDO, presidente e relatore, sulla base delle indicazioni emerse nel corso del dibattito, formula una proposta di parere contrario (vedi allegato 1).

Nessun'altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Differimento del termine per l'esercizio della delega di cui all'articolo 4 della legge 1o febbraio 2006, n. 43, recante istituzione degli Ordini delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico - sanitarie e della prevenzione.
S. 1645 Governo, approvato dalla Camera.
(Parere alla 12a Commissione del Senato).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Leoluca ORLANDO, presidente, in sostituzione del relatore, onorevole Ugo Lisi riferisce sui contenuti del testo in esame. Rileva che il disegno di legge in esame concerne la proroga di diciotto mesi del termine previsto dalla legge 1o febbraio 2006, n. 43, per l'esercizio della delega volta all'istituzione degli Ordini e degli Albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione. Ricorda che la suddetta legge consente l'istituzione di nuove professioni in ambito sanitario, operanti su tutto il territorio nazionale, da individuarsi attraverso direttive comunitarie, ovvero su iniziativa dello Stato o delle regioni, in considerazione degli obiettivi


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stabiliti dal Piano sanitario nazionale o dai Piani sanitari regionali; la legge prescrive in particolare che le nuove figure professionali siano riconosciute mediante specifici accordi in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni, che individuino il titolo professionale e l'ambito di attività di ciascuna professione. Evidenzia che la materia delle professioni risulta attribuita dall'articolo 117 della Costituzione alla potestà legislativa concorrente di Stato e Regioni; richiama quindi la giurisprudenza della Corte costituzionale in materia di professioni sanitarie, che riserva l'individuazione delle figure professionali alla legislazione statale di principio.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 14.10.