III Commissione - Resoconto di mercoledý 25 luglio 2007


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SEDE REFERENTE

Mercoledì 25 luglio 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI. - Intervengono il viceministro degli affari esteri Ugo Intini e il sottosegretario di Stato alla difesa Giovanni Lorenzo Forcieri.

La seduta comincia alle 9.10.

Ratifica Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
C. 2931 Governo, approvato dal Senato.

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Umberto RANIERI, presidente e relatore, dopo aver proceduto all'abbinamento


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della proposta di legge C. 2206 Nicco avente il medesimo oggetto del provvedimento in titolo, osserva preliminarmente che la tutela del patrimonio culturale immateriale o intangibile è da molti anni all'attenzione dell'UNESCO. L'adozione della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è infatti il punto di arrivo di un lungo percorso, iniziato nel 1973 con la proposta della Bolivia di aggiungere uno specifico Protocollo alla Convenzione Universale sul diritto d'autore, finalizzato alla protezione delle tradizioni popolari. Con il lancio del Programma sulla Proclamazione dei Capolavori del Patrimonio orale e immateriale dell'umanità (1997) si è per la prima volta creata a livello internazionale una distinzione fra patrimonio culturale tout court e patrimonio culturale immateriale. Sottolinea come la creazione di questa nuova distinzione abbia avuto il merito di attrarre l'attenzione della comunità internazionale sulla questione, consentendo, dopo qualche anno, di ottenere una larga convergenza sulla opportunità di adottare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante, specificamente indirizzato a questa particolare categoria di beni culturali. La Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è stata quindi adottata il 17 ottobre 2003, nel corso della 32a sessione della Conferenza Generale dell'UNESCO ed è entrata in vigore il 20 aprile 2006, dopo tre mesi dalla data di deposito del trentesimo strumento di ratifica. In base alla Convenzione del 2003, il patrimonio culturale immateriale, definito anche «patrimonio vivente», è considerato la base della diversità culturale e la sua tutela rappresenta la garanzia di continuità della creatività umana. L'articolo 2 definisce il patrimonio culturale immateriale come l'insieme delle pratiche, delle rappresentazioni, delle espressioni, nonché delle conoscenze e delle abilità che le comunità, i gruppi o, in alcuni casi anche gli individui, riconoscono come parte della propria ricchezza culturale. Sempre nell'articolo 2 vengono poi citati i principali settori nei quali si manifesta tale patrimonio:le tradizioni ed espressioni orali, tra le quali il linguaggio inteso come veicolo del patrimonio culturale immateriale; le arti dello spettacolo, ad esempio la musica, la danza ed il teatro tradizionali; le consuetudini sociali, le feste e i riti; le conoscenze e le pratiche riguardanti la natura e l'universo; l'artigianato tradizionale. Il patrimonio tutelato dalla Convenzione, inoltre, è tradizionale e vivente allo stesso tempo ed ha le seguenti caratteristiche: si trasmette di generazione in generazione; è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in relazione all'ambiente in cui vivono e al rapporto con la natura e la loro storia; dà alle comunità e ai gruppi un senso di identità e di continuità; promuove il rispetto per la diversità culturale e la creatività; è compatibile con il rispetto dei diritti umani, con il reciproco rispetto tra le comunità e con lo sviluppo sostenibile.
Ritiene che il senso più profondo di questa Convenzione vada colto nei suoi nessi con un'azione mondiale di difesa del patrimonio culturale in tutte le sue forme, e quindi nell'obiettivo che oggi si denomina - in modo unitario - con l'espressione «difesa della diversità culturale». Si tratta di una difesa dai rischi crescenti di omologazione e di silenziosa sparizione di parti importanti dell'eredità che le generazioni precedenti ci hanno lasciato. Questi rischi sono accresciuti enormemente dalla globalizzazione e hanno due punti di emersione che considero particolarmente drammatici: la sparizione delle lingue e la sparizione di comunità umane fortemente caratterizzate in termini culturali (popoli indigeni).
Venendo agli aspetti operativi e normativi della Convenzione, ricorda che la Convenzione istituisce una Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, per garantire maggiore visibilità a tale patrimonio, e una Lista del Patrimonio Culturale che necessita di una salvaguardia urgente i cui elementi sono inseriti non già sulla base di un loro straordinario od universale


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valore, ma per il fatto che siano rappresentativi della creatività e della diversità culturale dell'umanità o che esprimano il patrimonio immateriale di gruppi e comunità. La Convenzione accorda agli Stati parte la possibilità di chiedere l'assistenza internazionale per la realizzazione di programmi e progetti. Per finanziare tali programmi, progetti e iniziative, è istituito un Fondo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.
Segnala, in conclusione, che l'Italia ha e deve mantenere - per ovvi motivi - un prestigio internazionale in tutta la materia della tutela del patrimonio culturale e che quindi è auspicabile che anche nello specifico settore di intervento di questa Convenzione il nostro paese occupi una posizione di rilievo. La celere ratifica è una precondizione per la piena partecipazione di rappresentanti del nostro paese alle prossime iniziative in agenda, fra le quali l'elezione dei membri del Comitato intergovernativo che si terranno a giugno 2008.
Infine, ricorda che l'Italia ha anche un interesse specifico alla rapida ratifica, in quanto sul nostro territorio vi è una enorme varietà di comunità, di identità, anche linguistiche, e di tradizioni che meritano di essere inventariate e riconosciute come componenti di questo «patrimonio culturale immateriale mondiale» alla cui salvaguardia è finalizzata la Convenzione.

Il viceministro Ugo INTINI, nel condividere la relazione svolta, segnala l'esigenza di autorizzare in tempi brevi la ratifica della convenzione in esame, al fine di consentire all'Italia la possibilità di candidarsi nel 2008 ad essere eletta in seno al Comitato intergovernativo previsto dalla Convenzione sin dalla sessione che avrà luogo a Tokyo nel prossimo mese di settembre.

Tana DE ZULUETA (Verdi), nel ricordare l'approvazione presso le Commissioni riunite III e VII di una risoluzione anche a sua firma per sollecitare la ratifica della convenzione in titolo, lamenta il ritardo intercorso nonostante il suo impegno sin dall'inizio della legislatura. Ritiene che forse il tema del patrimonio immateriale sia stato sottostimato per il fatto che l'Italia è un paese ricchissimo di testimonianze materiali. Rileva, però, che sono invero assai cospicui anche i beni culturali italiani immateriali che, benché registrati, non sono riconosciuti a causa della mancata ratifica della convenzione in parola. Lamenta altresì l'esclusione al momento dell'Italia dalla fase di definizione dei criteri di attuazione della convenzione stessa. Ringrazia pertanto il presidente per aver accelerato l'iter del provvedimento in esame, destinato a colmare una grave lacuna.

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI) si associa all'auspicio di una celere approvazione del provvedimento, condividendo le osservazioni della collega De Zulueta circa la sottostima del patrimonio immateriale. Coglie, infine, l'occasione per richiamare nuovamente l'attenzione della Commissione sulla scarsa rappresentanza italiana in seno alle organizzazioni internazionali, che ritiene non sia mai stata affrontata seriamente.

Marco ZACCHERA (AN) si associa alle considerazioni della collega Paoletti Tangheroni, lamentando soprattutto nell'ambito dell'UNESCO il sottodimensionamento della presenza italiana. Auspica la presentazione di un atto di indirizzo al riguardo nel corso dell'esame in Assemblea del provvedimento.

Umberto RANIERI, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara concluso l'esame preliminare del provvedimento che sarà trasmesso alle Commissioni competenti per l'espressione dei pareri nel testo approvato dal Senato. Rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.


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Ratifica Accordo Italia-India sulla cooperazione nel campo della difesa.
C. 2267 Governo, approvato dal Senato.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 7 giugno 2007.

Il viceministro Ugo INTINI ricorda che, in occasione della recente visita in India del Presidente del Consiglio, è stata siglata una dichiarazione congiunta per un partenariato strategico tra i due Paesi che sarà sviluppato in occasione della missione autunnale a Nuova Delhi del ministro degli esteri. Nel segnalare come il settore della difesa costituisca un aspetto decisivo delle relazioni italo-indiane, manifesta la preoccupazione che un prolungamento dei tempi dell'autorizzazione alla ratifica possa essere interpretato negativamente dalla parte indiana.

Sergio MATTARELLA (Ulivo), relatore, ricorda come l'accordo in esame risalga alla scorsa legislatura, nel corso della quale incomprensibilmente il Governo non ritenne di accelerarne l'iter. Insiste quindi sulle ragioni che gli hanno ispirato il preannuncio di un intervento emendativo volto a garantire l'assoluto rispetto della legge n. 185 del 1990. Fa presente che la Commissione, ricevuti i pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva, è pronta a procedere nella seduta odierna nell'esame del provvedimento. Anche sulla base del parere espresso dalla Commissione Difesa, ritiene insufficiente l'eventualità di rifondere la posizione da lui precedentemente espressa e condivisa dai gruppi presenti in Commissione in un atto di indirizzo dal momento che, nella legislatura scorsa, il rigetto delle analoghe proposte emendative da lui presentate ha avvalorato l'interpretazione che gli accordi internazionali in materia di difesa possano sostituirsi alle intese intergovernative richieste espressamente e singolarmente dall'articolo 9, comma 4, della legge 9 luglio 1990, n. 185. Considera, quindi, indispensabile al riguardo un intervento normativo puntuale che restituisca chiarezza e coerenza all'ordinamento. Conferma, peraltro, di condividere le considerazioni del rappresentante del Governo sull'importanza dell'accordo in esame che attiene ad un grande paese amico dell'Italia che assolve ad un sempre più decisivo ruolo internazionale. Ferma restando l'ineccepibilità del contenuto dell'accordo, occorre però, a suo avviso, smentire le interpretazioni sin qui seguite che risultano ripetute nella relazione governativa che accompagna il provvedimento in titolo, a detrimento dei principi della legislazione in vigore che il Parlamento ha stabilito in materia.
Presenta, quindi, l'articolo aggiuntivo 2.01 (vedi allegato 1) su cui si augura che il Governo possa esprimere parere favorevole.

Il viceministro Ugo INTINI, nel rimettersi all'autorevolezza del relatore, rileva che l'approvazione del proposto articolo aggiuntivo richiederebbe un ritorno del provvedimento al Senato allungandone i tempi di approvazione, a fronte di una sollecitazione in senso inverso che è stata manifestata dalla Presidenza del Consiglio.

Ramon MANTOVANI (RC-SE) si associa integralmente all'intervento del collega Mattarella e aderisce all'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore.

Marco ZACCHERA (AN), senza entrare nei termini tecnici della proposta emendativa, dichiara di affidarsi all'iniziativa del collega Mattarella che ha brillantemente riassunto la questione. Nell'aderire all'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore, ricorda di aver già segnalato come l'accordo in esame riguardi un paese non esente da conflittualità con i suoi vicini.

Tana DE ZULUETA (Verdi) ritiene che il tempo dell'esame del provvedimento sia trascorso utilmente. Sottolinea la portata del parere espresso dalla Commissione


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Difesa e ringrazia il collega Mattarella per la soluzione proposta. Nell'aderire all'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore, esprime preoccupazione per le notizie relative alla possibilità che l'India riesporti elicotteri di fabbricazione italiana ad un paese come Myanmar che viola gravemente i diritti umani, aggirando l'embargo vigente.

Patrizia PAOLETTI TANGHERONI aderisce a nome del suo gruppo all'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore che giudica particolarmente opportuno, anche alla luce dell'emblematica vicenda appena richiamata dalla collega De Zulueta.

Leoluca ORLANDO (IdV) aderisce all'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore, che ritiene opportuno nel metodo e nel merito, oltre che portatore di intelligenza e di cautela sul piano normativo.

Franco NARDUCCI (Ulivo) dichiara di aderire all'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore.

Il sottosegretario Giovanni Lorenzo FORCIERI, nel prendere atto a nome del Governo della volontà parlamentare, ribadisce il carattere di urgenza del provvedimento. In considerazione dei quattro anni già trascorsi dalla firma dell'accordo in esame, ricorda come a livello internazionale non si tenga solitamente conto dei passaggi procedurali interni e si interpreti spesso in senso negativo il prolungamento dei tempi di ratifica. Con riferimento al caso sollevato dalla deputata De Zulueta, fa presente che esso sarebbe stato impossibile se l'accordo stesso fosse già stato in vigore, essendo espressamente previsto il divieto di riesportazione senza il benestare del Paese d'origine. Nel ribadire che sarebbe stata preferibile da parte della Commissione una diversa soluzione sul piano del metodo, conferma di condividere invece il merito della questione posta.

Umberto RANIERI, presidente, precisa che nell'iter del provvedimento non vi è stato alcun ritardo imputabile alla Commissione, il cui orientamento, delineatosi sin dalle prime fasi dell'esame, è stato peraltro confermato dal parere reso dalla Commissione Difesa.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva, quindi, l'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore.

Umberto RANIERI, presidente, avverte che, a seguito dell'approvazione dell'articolo aggiuntivo 2.01 del relatore, il testo risultante sarà nuovamente trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva. Rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 9.40.

RISOLUZIONI

Mercoledì 25 luglio 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI. - Interviene il viceministro degli affari esteri Ugo Intini.

La seduta comincia alle 16.20.

7-00253 Ranieri: Sulla situazione dei diritti umani in Messico.
(Discussione e conclusione - Approvazione della risoluzione 7-00253).

Umberto RANIERI, presidente, nell'illustrare la risoluzione in titolo di cui è primo firmatario, ricorda che la situazione dei diritti umani in Messico è stata più volte oggetto di attenzione da parte della Commissione, una cui delegazione ha poi effettuato una missione in quel Paese nello scorso mese di maggio. Osserva come il testo in discussione richiami l'impegno delle autorità messicane in tale contesto, a fronte di alcune questioni particolarmente rilevanti come la violenza contro le donne a Ciudad Juarez e la realtà di Oaxaca, nonché la tutela delle comunità indigene del Chiapas, di cui la Commissione ha già


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avuto modo di occuparsi nella scorsa legislatura.
Si riferisce poi alla parte dispositiva, in cui si impegna il Governo a verificare l'evoluzione della situazione nelle sedi multilaterali ed a rivolgersi positivamente e costruttivamente alle autorità messicane in vista di una cooperazione che possa rendere più efficaci le iniziative di quel Paese in tema di protezione dei diritti umani, anche in considerazione del suo status di osservatore presso il Consiglio d'Europa.

Il viceministro Ugo INTINI esprime il consenso del Governo sul testo della risoluzione in titolo.

Ramon MANTOVANI (RC-SE) considera particolarmente importante la risoluzione in discussione per la dettagliata descrizione delle questioni che riguardano la violazione dei diritti umani in Messico, nonché per al precisione delle direttive impartite al Governo nel dispositivo. Preannunciando il voto favorevole del suo gruppo, sottolinea come l'approvazione della risoluzione stessa sia ancor più significativa alla luce del peggioramento della situazione a Oaxaca, dove si registrano nuovi episodi di repressione violenta anche ad opera di paramilitari e di poliziotti. Richiama, poi, la testimonianza recentemente resa presso il Comitato permanente sui diritti umani da una rappresentante della comunità di San Salvador de Ateneo, che è fatta oggetto di fortissime persecuzioni. Esprime, infine, piena soddisfazione per la risoluzione in titolo in relazione al momento politico in cui la sua discussione ed approvazione si colloca.

Leoluca ORLANDO (IdV), nel preannunciare il suo voto favorevole, sottolinea come il dispositivo sia nel senso della promozione della cooperazione con il Messico e non certo di una condanna del suo governo. Ricorda al riguardo la recente visita in Italia del Presidente Calderon e gli impegni che sono stati assunti per intensificare le relazioni bilaterali anche nel campo dei diritti umani.

Umberto RANIERI, presidente, avverte che la deputata Cioffi, impossibilitata ad intervenire alla seduta odierna, ha comunque fatto pervenire la sua sottoscrizione della risoluzione in titolo, sottolineandone le parti in cui si denuncia il fenomeno del cosiddetto «femminicidio» ai confini con gli Stati Uniti e riservandosi di richiamare ulteriormente l'attenzione della Commissione su tale grave questione.

La Commissione approva la risoluzione 7-00253.

7-00219 Siniscalchi: Sul «processo di Oslo» per il bando internazionale delle bombe a grappolo.
(Discussione e conclusione - Approvazione della risoluzione 7-00219).

Sabina SINISCALCHI (RC-SE), nell'illustrare la risoluzione in titolo di cui è prima firmataria, richiama il grande impegno politico avviato ad Oslo dalla conferenza internazionale per la messa al bando delle bombe a grappolo. Precisa che è obiettivo della risoluzione stessa favorire la partecipazione dell'Italia a tale processo con il più alto coinvolgimento diplomatico. Ricordando il precedente del trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine anti-persona, segnala l'efficacia della cosiddetta diplomazia parallela.

Il viceministro Ugo INTINI, nell'esprimere l'apprezzamento del Governo per il contenuto della risoluzione in titolo, prospetta l'eventualità di una riformulazione del dispositivo nel senso di includervi in ogni suo punto un riferimento al processo negoziale in corso nell'ambito della Convenzione di Ginevra del 1980 (CCW).

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) dichiara di non poter accettare la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo, perché contrasterebbe con lo spirito della risoluzione. Sottolinea, peraltro, come il


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processo negoziale in ambito CCW sia particolarmente lento.

Il viceministro Ugo INTINI, nel prendere atto della posizione espressa dalla prima firmataria della risoluzione in titolo, si rimette alla Commissione.

Sergio MATTARELLA (Ulivo), Patrizia PAOLETTI TANGHERONI (FI), Claudio AZZOLINI (FI), Valdo SPINI (SDpSE), Giorgio CARTA (Ulivo) e Leoluca ORLANDO (IdV) dichiarano il proprio voto favorevole sulla risoluzione in discussione.

La Commissione approva la risoluzione 7-00219.

La seduta termina alle 16.35.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Mercoledì 25 luglio 2007. - Presidenza del presidente Umberto RANIERI. - Interviene il viceministro degli affari esteri Ugo Intini.

La seduta comincia alle 16.35.

Umberto RANIERI, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.

5-01291 Venier: Sulla presenza navale statunitense nel Golfo Persico.

Jacopo VENIER (Com. it.) illustra l'interrogazione in titolo, richiamandosi alle preoccupanti notizie sull'escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Esprime viva preoccupazione per lo scoppio di un conflitto che avrebbe immediate ripercussioni sull'Italia, anche con riguardo al contingente dislocato in Libano.

Il viceministro Ugo INTINI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).

Jacopo VENIER (Com. it.) si dichiara solo parzialmente soddisfatto. Sottolinea che, ove il conflitto tra Stati Uniti ed Iran dovesse scoppiare, nessuna installazione militare a qualunque titolo presente sul suolo italiano dovrebbe esserne interessata. A fronte di un'eventualità che considera catastrofica, ritiene che tale monito debba avere il significato di un preliminare chiarimento politico.

5-01292 Tana De Zulueta: Sul ruolo di Sace SpA nella politica estera italiana.

Tana DE ZULUETA (Verdi) illustra l'interrogazione in titolo, richiamando lo spunto derivato da un'audizione del rappresentante italiano in seno alla Banca mondiale, Ignazio Angeloni. Manifesta viva preoccupazione per il rischio che la Sace SpA possa favorire la delocalizzazione delle imprese italiane e lamenta la scarsa trasparenza della sua attività, dal momento che la predetta società, pur così coinvolta in temi di rilievo internazionale come la cancellazione del debito, non pubblica un rendiconto annuale.

Il viceministro Ugo INTINI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).

Tana DE ZULUETA (Verdi) si dichiara soddisfatta della risposta nella speranza che il Governo tenga conto delle preoccupazioni espresse circa la delocalizzazione che la Sace SpA dovrebbe invece contrastare rafforzando la capacità di esportazione del sistema produttivo italiano. Ribadisce l'esigenza di una maggiore trasparenza anche alla luce degli standard previsti dall'OCSE.


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5-01293 Siniscalchi: Sulla salvaguardia dei diritti umani in Salvador.

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) illustra l'interrogazione in titolo, richiamando il grave episodio di violazione dei diritti umani che ne fa oggetto. Esprime forte preoccupazione per la situazione in Salvador, richiamando il tradizionale impegno italiano nell'area.

Il viceministro Ugo INTINI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).

Sabina SINISCALCHI (RC-SE) si dichiara soddisfatta della risposta, auspicando che il Governo continui a tenere sotto osservazione la drammatica situazione del Salvador. Sottolinea l'esigenza che anche la Commissione segua con attenzione l'evoluzione politica e sociale del Paese in vista delle elezioni del prossimo anno.

5-01294 D'Elia: Sull'attività del Comitato per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU in relazione alla crisi del Darfur.

Bruno MELLANO (RosanelPugno), nella sua qualità di cofirmatario, illustra l'interrogazione in titolo, richiamando l'audizione svoltasi nel Comitato permanente sui diritti umani con alcune delle principali organizzazioni non governative operanti in Darfur. Rammenta che in tale occasione è stata lamentata la mancata effettuazione di un'ispezione in loco da parte del Comitato per le sanzioni, che avrebbe potuto costituire un segnale di monito per il governo sudanese.

Il viceministro Ugo INTINI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).

Bruno MELLANO (RosanelPugno) ribadisce che, a fronte dell'aggravarsi della crisi umanitaria in Darfur sulla base delle accertate responsabilità del governo sudanese, l'Italia debba sostenere in sede ONU il rafforzamento dell'impianto sanzionatorio.

5-01324 Paoletti Tangheroni: Sulla demolizione del «Villaggio della Speranza» in Bangladesh.

Gregorio FONTANA (FI), nella sua qualità di cofirmatario, illustra l'interrogazione in titolo, richiamando la vicenda che ne fa oggetto, alla luce delle vive preoccupazioni suscitate nella provincia di Bergamo, di cui è originaria l'organizzazione non governativa interessata. Denuncia che la demolizione del villaggio costruito da «Africa 3000» è avvenuta per ordine delle locali autorità bengalesi e sotto gli occhi della polizia.

Il viceministro Ugo INTINI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 6).

Gregorio FONTANA (FI), prende atto con una certa soddisfazione della dettagliata informativa ricevuta in contrasto con quella assai generica che aveva invece fatto seguito ad un precedente analogo atto di sindacato ispettivo a risposta scritta. Sottolineando l'influenza sulla vicenda della persecuzione religiosa, auspica che la maggiore attenzione del Governo possa contribuire a risolvere il caso.

Umberto RANIERI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni a riposta immediata all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 17.05.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 25 luglio 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 17.05 alle 17.15.