VII Commissione - Resoconto di venerd́ 27 luglio 2007


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SEDE CONSULTIVA

Venerdì 27 luglio 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 8.35.

Ratifica Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
C. 2931 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato il 26 luglio 2007.

Pietro FOLENA, presidente, ringrazia il collega Bono per l'ampia e puntuale relazione svolta sul provvedimento, ricordando che l'Accordo fu sottoscritto nel 2003 dal precedente Governo e che la risoluzione approvata lo scorso 16 maggio per sollecitare la ratifica della Convenzione in titolo è stata da lui sottoscritta. Osserva che la cultura è un bene universale trasversale alle diverse posizioni politiche e che è necessario disporre di strumenti adeguati per tutelare un patrimonio ingente che il temine «immateriale»


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non riesce a rappresentare nella sua completezza, in quanto comprende anche il patrimonio culturale vivente. Auspica, inoltre, che la ratifica della Convenzione UNESCO rappresenti l'occasione per disporre il censimento dei beni da inserire nella lista e per riconoscere diversa dignità a forme culturali quali lo spettacolo dal vivo o le raccolte di musiche e tradizioni popolari legate alle radici operaie e contadine. Esprime, conclusivamente, grande soddisfazione per il clima di positiva collaborazione sulle tematiche culturali che si registra tra le diverse forze politiche in Commissione.

Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir Luxuria (RC-SE), nel condividere le osservazioni del presidente Folena riguardo al valore trasversale della cultura, osserva che le tradizioni popolari delle diverse regioni italiane, richiamando in particolare la Puglia, la Sicilia e la Sardegna, si intrecciano a diverse forme di arte. Esprime quindi soddisfazione per il proficuo contributo offerto dalla Commissione all'approvazione del disegno di legge di ratifica.

Pietro FOLENA, presidente, a proposito delle tradizioni popolari regionali, ricorda in particolare il festival di Cardino che si svolge nella regione Puglia.

Giuseppe GIULIETTI (Ulivo), nel ringraziare il relatore per l'esaustiva relazione svolta, sottolinea la necessità di tutelare i beni immateriali, esprimendo soddisfazione per il fatto che la risoluzione approvata dalla Commissione nello scorso mese di maggio ha contribuito ad accelerare l'iter del disegno di legge di ratifica in titolo. Osserva che i giacimenti culturali rappresentano un tratto distintivo nazionale e che alcune comunità si riuniscono per un anno intero nella preparazione di eventi che non hanno finalità unicamente turistiche, ma anche di coesione sociale. Auspica quindi una sollecita approvazione del provvedimento in titolo, sottolineando la necessità di individuare criteri certi in base ai quali formulare la domanda per l'inserimento nella World Heritage List.

Pietro FOLENA, presidente, precisa che il provvedimento di competenza in sede referente della Commissione affari esteri dovrebbe essere presto calendarizzato in Assemblea.

Paola GOISIS (LNP), nel preannunciare voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, osserva che il suo gruppo ha sempre considerato di fondamentale importanza le tradizioni popolari e contadine, soprattutto per le giovani generazioni.

Emerenzio BARBIERI (UDC) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sulla proposta di parere favorevole del relatore.

Fabio GARAGNANI (FI) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sulla proposta di parere favorevole del relatore.

Nicola BONO (AN), relatore, ringrazia i colleghi e il presidente Folena per l'ampio consenso accordato alla sua relazione e ricorda che la lista del patrimonio culturale materiale e immateriale non è stata concepita in termini esclusivi, ma che sono stati successivamente posti una serie di limiti in contraddizione con lo spirito originario della Convenzione. Fa presente che l'Italia ha 41 siti iscritti e che 44 sono in lista d'attesa, poiché l'UNESCO ha stabilito che non si possano iscrivere più di due siti all'anno. Auspica quindi che la Commissione intervenga presso il Governo perché modifichi presso l'UNESCO le modalità di gestione della lista, atteso che l'Italia è il principale finanziatore dell'UNESCO per la parte culturale. Si deve infatti incentivare l'iscrizione della lista di tutti i siti che ne hanno il titolo in modo da garantirne la tutela. Lo stesso principio vale per il patrimonio intangibile per il quale l'Italia ha perso l'occasione di partecipare a pieno titolo all'Assemblea generale


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per la mancata ratifica della Convenzione entro il mese di aprile del 2007. Aggiunge che fortunatamente si tratta di una Convenzione aperta sulla quale l'Italia potrà dare il proprio contributo, osservando tuttavia che i criteri per l'iscrizione sono in larga misura già definiti. Caso diverso è il protocollo interno al Ministero per i beni culturali che disciplina l'istruttoria per la lista d'attesa e l'eventuale proposta di candidatura di nuovi siti, sulle cui modalità la Commissione dovrebbe effettuare ogni opportuna verifica, anche con l'audizione di funzionari dell'UNESCO presso il Ministero dei beni culturali, alla presenza dei funzionari responsabili del Ministero degli esteri. Ricorda infine che nella precedente legislatura fu approvata una legge per i piani di gestione, sulla cui corretta applicazione la Commissione dovrebbe svolgere ogni opportuna verifica, atteso che si tratta di strumenti che non hanno soltanto una valenza fondamentale per la tutela del patrimonio, ma costituiscono un formidabile volano per lo sviluppo dei territori interessati.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole del relatore.

La seduta termina alle 9.10.

SEDE REFERENTE

Venerdì 27 luglio 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il viceministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico.

La seduta comincia alle 9.10.

Disposizioni urgenti in materia di pubblica istruzione.
C. 2272-ter Governo.
(Seguito dell'esame e conclusione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, il 26 luglio 2007.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, illustra alcuni emendamenti, di cui raccomanda l'approvazione, volti a dare attuazione ai pareri delle Commissioni giustizia, bilancio e lavoro, nonché ad introdurre correzioni formali al testo (vedi allegato 1). Precisa, in particolare, che gli emendamenti 1.1, 1.3, 1.4, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.1, 2.1, 5.1 e 8.1 sono volti a recepire le condizioni della Commissione bilancio, finalizzate a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, mentre l'emendamento 3.1 è rivolto a recepire la condizione di cui alla lettera a) del parere della Commissione bilancio. Sottolinea, invece, di non aver recepito testualmente la condizione di cui alla lettera b) del medesimo parere, precisando che la seconda parte dell'emendamento 3.1 vi dà sostanzialmente attuazione. Aggiunge quindi che l'emendamento 1.13 è volto a recepire l'osservazione della Commissione giustizia, mentre l'emendamento 1.5 recepisce la condizione della Commissione lavoro. Con riferimento ai pareri espressi dalle altre Commissioni si riserva di valutarne il recepimento nel corso dell'esame in Assemblea.

Il viceministro Mariangela BASTICO esprime parere favorevole sugli emendamenti presentati dal relatore.

Nicola BONO (AN) riterrebbe opportuno che la Commissione fosse messa in grado di approfondire adeguatamente le proposte emendative presentate dal relatore, anche tenendo conto del fatto che la Commissione non è tenuta a dare seguito ai pareri delle Commissioni, compreso quello della Commissione bilancio. Si potrebbe valutare per esempio la possibilità di fissare un termine per la presentazione di subemendamenti, anche perché l'avvio dell'esame del provvedimento in Assemblea non è stato ancora previsto.

Pietro FOLENA, presidente, ricorda che la compatibilità del provvedimento sotto il profilo della copertura finanziaria deriva dal rispetto delle condizioni del parere della Commissione bilancio espresse ai


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sensi dell'articolo 81, comma quarto, della Costituzione. Ricorda, ad ogni buon conto, che il relatore ha presentato emendamenti, per così dire, vincolati, che danno cioè solo seguito ai pareri espressi dalle Commissioni indicate, pur concordando con l'esigenza di approfondirne adeguatamente il contenuto tra tutte le forze politiche. Ritiene preferibile, in ogni caso, non fissare un termine per la presentazione di subemendamenti, anche in considerazione del fatto che la Commissione dovrebbe concludere l'esame del provvedimento nel corso della mattinata, per consentire alla Conferenza dei presidenti dei gruppi, riunita per le ore 12, di prevederne l'avvio dell'esame in Assemblea.

Emerenzio BARBIERI (UDC) riterrebbe più opportuno definire il seguito dell'esame del provvedimento da parte della Commissione in conseguenza delle decisioni assunte dalla Conferenza dei presidenti di gruppo, e non viceversa.

Pietro FOLENA, presidente, evidenzia che l'avvio dell'esame del provvedimento è stato già sollecitato dal Governo nelle settimane passate. L'unico impedimento alla sua calendarizzazione in Assemblea è stata proprio la mancata espressione del parere da parte della Commissione bilancio. La Commissione è chiamata quindi a concluderne l'esame, proprio per consentirne l'avvio dell'esame in Assemblea.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, ribadisce di essere disponibile al più ampio confronto sugli emendamenti presentati con tutti i gruppi della Commissione, riformulando o eventualmente anche ritirando quelli che non appaiono pienamente condivisibili.

Pietro FOLENA, presidente, anche alla luce della disponibilità del relatore, riterrebbe opportuno non procedere alla fissazione di un termine per la presentazione di subemendamenti, procedendo all'esame degli emendamenti presentati.

Emerenzio BARBIERI (UDC) concorda con la proposta del presidente.

Nicola BONO (AN) concorda anch'egli con la proposta del presidente.

Si passa quindi all'esame degli emendamenti del relatore riferiti all'articolo 1.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, evidenzia che l'emendamento 1.1 recepisce la prima condizione della Commissione bilancio, prevedendo in aggiunta a quel testo che il decreto interministeriale sia adottato sentita la Conferenza Stato-regioni. Precisa che si tratta di una precisazione che dà attuazione ad una pronuncia adottata in materia dalla Corte costituzionale.

Il viceministro Mariangela BASTICO concorda con la proposta del relatore.

Emerenzio BARBIERI (UDC) riterrebbe preferibile in questa fase dare esecuzione tassativa alla condizione della Commissione bilancio, senza alcun altra modifica. Sarebbe quindi necessario che l'emendamento 1.1 del relatore recasse dopo le parole «dell'organico» la precisazione «di diritto», con la soppressione dell'inciso «sentita la Conferenza unificata Stato-regioni».

Nicola BONO (AN) ritiene che la previsione del concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze su questioni inerenti il personale della scuola, sia non solo inopportuna dal punto di vista politico, ma anche non coerente con la disciplina vigente.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, precisa che la normativa vigente prevede sempre, in materia, il concerto tra il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell'economia e delle finanze. Aderisce, peraltro, alla proposta del collega Barbieri, riformulando conseguentemente il suo emendamento 1.1 (vedi allegato 1).

Il viceministro Mariangela BASTICO esprime parere favorevole sull'emendamento del relatore 1.1 (nuova formulazione).


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Emerenzio BARBIERI (UDC) preannuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.1, come riformulato dal relatore.

La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti del relatore 1.1 (nuova formulazione) e 1.3.

Emerenzio BARBIERI (UDC) chiede alcuni chiarimenti in merito all'emendamento 1.12.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, precisa che si tratta di una correzione formale del testo in quanto il richiamo all'articolo 3, comma 4, lettera b) non è più attuale in quanto l'articolo al quale si fa riferimento - la norma relativa alla delega in materia di organi collegiali - non è stata mantenuta nel testo in esame.

La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti del relatore 1.12, 1.4, 1.5 e 1.6.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, con riferimento all'emendamento 1.7, precisa che il parere della Commissione bilancio in premessa rimette alla Commissione cultura la valutazione di procedere ad una soppressione dell'intero comma 21 dell'articolo 1, pur prevedendo nella condizione solo la soppressione delle parole «anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato», di cui al medesimo comma 21, n. 2, lettera a). Si potrebbe quindi prevedere l'intera soppressione del comma 21, o semplicemente l'adeguamento del medesimo comma all'indicata condizione, come già da lei previsto con l'emendamento 1.7.

Il viceministro Mariangela BASTICO si rimette alla valutazione della Commissione, pur ritenendo condivisibile la soppressione dell'intero comma 21 dell'articolo 1.

Emerenzio BARBIERI (UDC) ritiene opportuno mantenere il testo dell'emendamento 1.7, senza ulteriori riformulazioni.

La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 1.7.

Nicola BONO (AN) ritiene che l'emendamento 1.13 presentato dal relatore in attuazione di una osservazione della Commissione giustizia non sia condivisibile. Preferirebbe quindi che il relatore rinunciasse alla sua presentazione al fine di svolgere un maggiore approfondimento nel corso dell'esame in Assemblea.

Fabio GARAGNANI (FI) concorda con il collega Bono.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, accogliendo la proposta del collega Bono, ritira il proprio emendamento 1.13.

La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti del relatore 1.8 e 1.9.

Nicola BONO (AN) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sull'emendamento 1.10.

La Commissione approva quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti del relatore 1.10 e 1.11.

Si passa all'esame dell'emendamento del relatore riferito all'articolo 2.

La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 2.1.

Si passa all'esame dell'emendamento del relatore riferito all'articolo 3.

Nicola BONO (AN) chiede alcuni chiarimenti in merito all'emendamento 3.1, con particolare riferimento alla decorrenza della copertura finanziaria.

Il viceministro Mariangela BASTICO chiarisce che la decorrenza è prevista a partire dall'anno 2008.

Emerenzio BARBIERI (UDC) riterrebbe opportuno che la Commissione recepisse


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anche la lettera b) delle condizioni della Commissione bilancio.

Alba SASSO (SDpSE), relatore, ribadisce, come già precisato in sede di illustrazione degli emendamenti, che il suo emendamento 3.1 recepisce sostanzialmente anche la lettera b) del parere della Commissione bilancio; in ogni caso si riserva di verificare un suo più puntuale recepimento nel corso dell'esame in Assemblea.

La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 3.1.

Si passa all'esame dell'emendamento del relatore riferito all'articolo 4.

La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 4.1.

Si passa all'esame dell'emendamento del relatore riferito all'articolo 5.

La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 5.1.

Si passa all'esame dell'emendamento del relatore riferito all'articolo 8.

Fabio GARAGNANI (FI) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sull'emendamento 8.1.

Nicola BONO (AN) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sull'emendamento 8.1.

Emerenzio BARBIERI (UDC) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sull'emendamento 8.1.

La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 8.1.

Fabio GARAGNANI (FI) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sul provvedimento in esame, come modificato dagli emendamenti approvati, pur rilevando qualche minimo miglioramento che però non risolve certo i grandi problemi ignorati dal provvedimento.

Paola GOISIS (LNP) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sul provvedimento in esame.

Manuela GHIZZONI (Ulivo) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sul provvedimento in esame.

Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir Luxuria (RC-SE) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sul provvedimento in esame.

La Commissione delibera quindi di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all'Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

Pietro FOLENA, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

La seduta termina alle 9.55.

RISOLUZIONI

Venerdì 27 luglio 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca Luciano Modica.

La seduta comincia alle 9.55.

7-00181 Garagnani: Richiesta di ispezioni ministeriali nelle Università di Bologna e di Bari relativamente a gravi fatti accaduti.
(Seguito della discussione e conclusione - Approvazione di un nuovo testo).


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La Commissione prosegue la discussione della risoluzione in titolo, rinviata, da ultimo, nella seduta del 26 luglio 2007.

Pietro FOLENA, presidente, osserva che la risoluzione come riformulata rappresenta una sintesi di tutte le posizioni politiche manifestate nel corso della discussione. Fa presente quindi che, pur essendo emerse da ultimo anche ulteriori vicende inerenti altre università, come per esempio l'università di Genova, appare più opportuno limitarsi al testo in discussione.

Manuela GHIZZONI (Ulivo) sottoscrive la risoluzione in titolo.

Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir Luxuria (RC-SE) sottoscrive la risoluzione in titolo.

Alba SASSO (SDpSE) sottoscrive la risoluzione in titolo.

Domenico VOLPINI (Ulivo) sottoscrive la risoluzione in titolo.

Rosalba BENZONI (Ulivo) sottoscrive la risoluzione in titolo.

Emilia Grazia DE BIASI (Ulivo) sottoscrive la risoluzione in titolo.

Nicola BONO (AN) sottolinea che l'approvazione della risoluzione in discussione, come riformulata, impegna il Ministero dell'università a riferire in Commissione riguardo alle vicende denunciate.

La Commissione approva quindi la risoluzione Garagnani n. 7-00181, nel testo come riformulato, che assume il numero 8-00078 (vedi allegato 2).

La seduta termina alle 10.05.

SEDE CONSULTIVA

Venerdì 27 luglio 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 14.35.

Disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria.
C. 2973 Governo, approvato dalla 12a Commissione del Senato.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Vito LI CAUSI (Pop-Udeur), relatore, illustra il contenuto del provvedimento in titolo, osservando che il disegno di legge in esame, approvato dalla Commissione Igiene e sanità del Senato, in sede deliberante, nella seduta del 19 luglio 2007, reca disposizioni in materia di attività libero-professionale intramuraria e altre norme in materia sanitaria.
Ricorda che, nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, sono state stralciate le disposizioni del disegno di legge originario (A.S. 1598) relative alla sicurezza delle cure, alla responsabilità civile delle strutture e del personale sanitario, alla definizione stragiudiziale delle controversie aventi ad oggetto danni derivanti da operatori del Servizio sanitario nazionale e all'esclusività del rapporto dei medici preposti alla direzione di struttura complessa o alla direzione di struttura semplice dipartimentale con autonomia gestionale. Quanto all'attività libero-professionale intramuraria, l'articolo 1 prevede che le regioni adottano idonee iniziative volte ad assicurare la realizzazione degli interventi di ristrutturazione edilizia necessari all'esercizio delle prestazioni sanitarie intra moenia entro il 31 gennaio 2009. Secondo la relazione di accompa


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gnamento al testo originario del disegno di legge, il provvedimento è diretto ad intervenire sul sistema dell'attività libero-professionale intramuraria della dirigenza sanitaria del SSN, in vista dell'imminente scadenza del termine del 31 luglio 2007, come determinato da ultimo dall'articolo 22-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, entro il quale è consentita la possibilità di utilizzare gli studi professionali privati, in attesa del completamento degli interventi strutturali da parte della aziende sanitarie di appartenenza.
Sottolinea quindi che l'articolo 1, comma 1, statuisce che, al fine di garantire lo svolgimento dell'attività libero-professionale intramuraria, le regioni e le province autonome assumono le iniziative idonee ad assicurare che presso le strutture del servizio sanitario nazionale - aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, aziende ospedaliere universitarie, policlinici universitari a gestione diretta e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico - siano realizzati gli interventi di ristrutturazione edilizia necessari a rendere disponibili i locali destinati a tale attività. Il comma 2 del medesimo articolo prevede invece che l'adozione delle citate iniziative deve essere portata a termine entro 18 mesi a decorrere dalla data del 31 luglio 2007, ossia, entro il 31 gennaio 2009; limitatamente a tale periodo e alle strutture in cui non siano ancora state adottate le iniziative sopra descritte, continuano ad applicarsi, in deroga a quanto disposto dal comma 2 dell'articolo 22-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, i provvedimenti già adottati per assicurare lo svolgimento dell'attività libero-professionale intramuraria. Ricorda quindi che entro la stessa data, le regioni devono assicurare il definitivo passaggio al regime ordinario della attività libero-professionale intramuraria della dirigenza sanitaria del Servizio sanitario nazionale e di quella universitaria, anche ricorrendo all'acquisizione di spazi ambulatoriali esterni, mediante contratti di compravendita o di locazione e la stipula di convenzioni. Si sancisce, inoltre, la risoluzione degli accordi di programma relativi ad interventi di ristrutturazione edilizia finalizzati a garantire l'attività libero-professionale intramuraria, per i quali non sia stato effettuato il collaudo entro il citato termine del 31 gennaio 2009.
Peculiari disposizioni investono il corretto svolgimento dell'attività libero-professionale intramuraria, con particolare riferimento all'affidamento a personale aziendale del servizio di prenotazione delle prestazioni, alla terzietà nella riscossione degli onorari, alla determinazione di un tariffario idoneo all'integrale copertura dei costi, al monitoraggio dei tempi di attesa, alla prevenzione dei conflitti di interesse, alla riduzione dei tempi di erogazione delle prestazioni rese nell'ambito dell'attività istituzionale. Si prevede, altresì, la presentazione di una relazione annuale al Parlamento da parte del Ministro della salute, il quale riceve, a sua volta, periodiche relazioni da parte delle regioni. Le aziende sanitarie ed ospedaliere, i policlinici e gli altri istituti interessati sono chiamati, tra l'altro, a predisporre un piano aziendale relativo ai volumi dell'attività istituzionale e dell'attività intra moenia, osservando precisi obblighi procedurali e di pubblicità. Ulteriori disposizioni riguardano l'esercizio di poteri sostitutivi da parte delle regioni nei confronti delle aziende sanitarie e da parte dello Stato nei confronti delle regioni stesse, in caso di inosservanza degli obblighi imposti.
Aggiunge che una specifica regolamentazione concerne, poi, l'attività clinica e diagnostica ambulatoriale, la risoluzione delle vertenze relative all'attività intra moenia della dirigenza sanitaria, l'attività libero-professionale dei dirigenti veterinari, l'attivazione dell'Osservatorio nazionale di cui all'articolo 15-quaterdecies del decreto legislativo n. 502 del 1992. Si prevede, altresì, che nell'intervallo temporale sopra indicato - ossia, 31 luglio 2007-31 gennaio 2009 -, le regioni e le province autonome individuino ed attuino le misure finalizzate a garantire, in accordo


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con le organizzazioni sindacali delle categorie interessate e nel rispetto delle previsioni contrattuali, il definitivo passaggio al regime ordinario dell'attività libero-professionale intramuraria della dirigenza sanitaria, medica e veterinaria, del Servizio sanitario nazionale e di quella universitaria di cui all'articolo 102 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.
Segnala in particolare che ai sensi del comma 4, le misure per il definitivo passaggio al regime ordinario della attività libero-professionale intramuraria, di cui al comma 2, possono contemplare, ove ne sia provata la necessità e nei limiti delle risorse disponibili, l'acquisizione di spazi ambulatoriali esterni, aziendali e pluridisciplinari, per l'esercizio sia di attività istituzionali sia di attività in regime di libera professione intramuraria. Tali spazi, che devono corrispondere ai criteri di congruità ed idoneità per l'esercizio delle citate attività, possono essere acquisiti mediante la conclusione di contratti di acquisto o di locazione o mediante la stipula di convenzioni, previo parere vincolante da parte del Collegio di direzione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, o, qualora esso non sia costituito, di una Commissione paritetica di sanitari che esercitano l'attività libero-professionale intramuraria, istituita a livello aziendale. Precisa che secondo la relazione tecnica, allegata al disegno di legge originario, con tale disposizione si consente alle aziende sanitarie di acquisire spazi ambulatoriali esterni mediante l'utilizzo dei fondi allo scopo destinati dall'articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e di quelli relativi agli interventi per l'individuazione di spazi per lo svolgimento dell'attività libero-professionale intra moenia, ai sensi del decreto legislativo 28 luglio 2000, n. 254. Evidenzia ancora che le regioni e le province autonome devono, comunque, garantire che le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie, i policlinici universitari a gestione diretta e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico gestiscano, con integrale responsabilità propria, l'attività libero-professionale intramuraria, assicurandone il corretto esercizio nel rispetto delle seguenti modalità: affidamento a personale aziendale, senza oneri aggiuntivi, del servizio di prenotazione delle prestazioni, da eseguire in sede o tempi diversi rispetto a quelli istituzionali, al fine di consentire il controllo dei volumi complessivi delle medesime prestazioni, che non devono superare quelli eseguiti nell'orario di lavoro; riscossione degli onorari relativi alle prestazioni erogate sotto la responsabilità delle aziende, dei policlinici e degli altri istituti interessati; determinazione, in accordo con i professionisti, di un tariffario idoneo ad assicurare l'integrale copertura dei costi correlati alla gestione dell'attività libero-professionale intramuraria, ivi compresi quelli connessi alle attività di prenotazione e di riscossione degli onorari; monitoraggio aziendale dei tempi di attesa delle prestazioni erogate nell'ambito dell'attività istituzionale, al fine di assicurare il rispetto dei tempi medi fissati dalla normativa vigente; attivazione di meccanismi di riduzione di tali tempi; erogazione entro 72 ore dalla richiesta delle prestazioni, rese nell'ambito dell'attività istituzionale, che siano caratterizzate da urgenza differibile; prevenzione delle situazioni che possono determinare conflitto di interessi o forme di concorrenza sleale e determinazione delle sanzioni disciplinari e dei rimedi per le violazioni, anche con riferimento alla responsabilità dei direttori generali per omessa vigilanza; adeguamento dei provvedimenti adottati al fine di assicurare che l'attività libero-professionale intramuraria, ivi compresa quella esercitata in deroga alle disposizioni di cui al citato comma 2 dell'articolo 22-bis del decreto-legge n. 223 del 2006, siano esercitata nel rispetto delle prescrizioni sopra riportate relative alla prenotazione delle prestazioni, alla riscossione degli onorari e alla definizione del tariffario, anche nel periodo di operatività transitoria delle convenzioni finalizzate all'acquisizione degli spazi, e ferma restando l'osservanza del termine di cui ai commi 2 e 10 (31 luglio


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2009); allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell'ambito dell'attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria. Rileva che tale previsione è finalizzata a garantire che il ricorso alle prestazioni intra moenia sia determinato dalla libera scelta dell'utenza e non dalle carenze organizzative dell'attività istituzionale. Sottolinea che con riferimento a quest'ultima previsione, il Ministro della salute è tenuto a presentare una relazione annuale al Parlamento sull'esercizio della libera professione medica intramuraria, ai sensi dell'articolo 15-quaterdecies del citato decreto legislativo n. 502 del 1992; riterrebbe che in questo caso la relazione dovrebbe essere presentata d'intesa con il Ministro dell'università.
Osserva che l'articolo 2 prevede l'inquadramento, in distinta sezione del ruolo dirigenziale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2004, n. 108, per i dirigenti del Ministero della salute rientranti nei profili professionali sanitari, quali medico chirurgo, medico veterinario, chimico, farmacista, biologo e psicologo. Il successivo articolo 3 contempla, invece, una deroga alla disciplina del lavoro a tempo parziale per i dirigenti sanitari, consentendo il ricorso a tale istituto per i dirigenti che comprovino particolari esigenze familiari o sociali, secondo le previsioni della contrattazione collettiva e nel rispetto del vincolo dell'esclusività. L'articolo 4, poi, al fine di consentire la continuità delle prestazioni aggiuntive degli infermieri e dei tecnici sanitari di radiologia medica, differisce il termine del 31 maggio 2007, fissato dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, fino alla complessiva definizione della materia nell'ambito del contratto collettivo nazionale di comparto 2006-2009. L'articolo 5 stabilisce, infine, l'entrata in vigore del provvedimento a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Pietro FOLENA, presidente, intende rappresentare alla Commissione che il presidente della XII Commissione gli ha testè personalmente sollecitato l'espressione del parere sul provvedimento in esame nella seduta in corso di svolgimento. Invita quindi i colleghi a tenere conto di questa sollecitazione, pur nella consapevolezza che è consuetudine della Commissione cultura dedicare almeno due sedute ad un provvedimento esaminato in sede consultiva, tra l'altro così complesso.

Nicola BONO (AN) rappresenta forti difficoltà ad accedere alla richiesta rappresentata dal presidente della XII Commissione, anche in considerazione del fatto che il gruppo cui appartiene è contrario a consentire l'esame in sede legislativa del provvedimento in discussione. Ritiene d'altro canto che il suo contenuto sia di tale portata da richiedere ulteriori approfondimenti in vista dell'espressione di un parere adeguatamente ponderato.

Emerenzio BARBIERI (UDC) ricorda che è prassi della Commissione derogare allo svolgimento di almeno due sedute per l'esame di provvedimenti in sede consultiva soltanto in caso di accordo unanime fra tutti i gruppi. Aggiunge, per parte sua, che non considera la sollecitazione del presidente della Commissione affari sociali espressione della volontà complessiva di quella Commissione, visto che forti perplessità sul provvedimento sono venute, per esempio, anche dal collega Lucchese componente proprio della XII Commissione. Ribadisce quindi l'esigenza di non concludere l'esame del provvedimento nella giornata odierna.

Pietro FOLENA, presidente, prende atto che non sussistono le condizioni per concludere l'esame del provvedimento nella seduta odierna. Ritiene peraltro che la Commissione eccezionalmente, solo per senso istituzionale, potrebbe svolgere almeno il seguito dell'esame nella giornata odierna.

Nicola BONO (AN) ritiene impraticabile la soluzione prospetta dal presidente Folena, tenuto conto anche del fatto che


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l'Assemblea è convocata per tutta la giornata con lo svolgimento di votazioni.

Emerenzio BARBIERI (UDC) concorda con il collega Bono.

Vito LI CAUSI (Pop-Udeur), relatore, prendendo atto che non sussistono le condizioni per concludere l'esame del provvedimento nella giornata odierna, si riserva di presentare una proposta di parere nel prosieguo dell'esame.

Pietro FOLENA, presidente, alla luce delle dichiarazioni espresse dai colleghi, preannuncia che il seguito dell'esame del provvedimento in titolo sarà fissato al primo punto dell'ordine del giorno della prossima seduta della Commissione.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.15.

SEDE REFERENTE

Venerdì 27 luglio 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 14.45.

Nuove norme in materia di reclutamento dei professori universitari.
C. 1969 Tessitore.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato da ultimo nella seduta del 17 luglio 2007.

Fulvio TESSITORE (Ulivo) dichiara che, quale primo firmatario della proposta in discussione, avrebbe preferito intervenire nel prosieguo dell'esame, nella presunzione di poter fornire qualche chiarimento. Tuttavia, avendo constatato con delusione una qualche indifferenza, ha deciso di intervenire per manifestare una preoccupazione grave ed illustrare alcuni criteri generali della proposta di legge. La preoccupazione è relativa al clima di rinvio che ormai da alcuni mesi vive il mondo universitario che rischia di tradursi in un nuovo blocco, che è ormai un carattere assai negativo della vita universitaria, che da anni procede tra blocchi ed improvvise rapide riprese. I problemi del rinvio e del blocco sono ben noti ed è sufficiente enunciarli brevemente: l'invecchiamento del sistema; la formazione di sacche di precariato; la determinazione di odiose sperequazioni tra chi è già stabilizzato e chi invece è in una posizione precaria; l'aumento dell'intreccio tra accessi e progressione di carriera, secondo un meccanismo perverso che ha fatto fallire ogni tentativo di riforma; l'accrescimento del degrado del sistema.
Osserva che il provvedimento, senza alcuna presunzione di realizzare una nuova riforma, intende rimettere in moto il sistema. Quanto al merito, precisa che non si tratta di una nuova riforma, ma di una modifica del sistema vigente, cosa che poteva realizzarsi anche nella passata legislatura, se la cosiddetta riforma Moratti non fosse stata bloccata, almeno al Senato, al punto che giunse all'esame dell'Assemblea senza che fosse nominato il relatore di maggioranza, perché il provvedimento fu sottratto alla competenza della Commissione di merito.
Il provvedimento in titolo rappresenta, a suo giudizio, un miglioramento rispetto alla normativa vigente, in quanto si mantiene la distinzione tra valutazione scientifica degli studiosi e procedure concorsuali, affidate all'autonomia delle sedi in base a rigorosi principi generali definiti dal Ministero. La differenza è che, nel testo in esame, non si prevede un numero chiuso di posti, anche perché la prima fase (quella della valutazione scientifica) non è la fase dei concorsi. Sottolinea che si intende superare il formalismo delle procedure concorsuali a vantaggio del merito, garantito da rigorosi e severi principi nella formazione delle Commissioni che devono riconoscere la maturità scientifica e il raggiungimento dei risultati, aspetti che


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sono entrambi affidati a maggioranze qualificate. Rileva inoltre che viene richiamata l'Agenzia di valutazione, che ha funzioni non solo descrittive ma anche sanzionatorie; ciò accresce la possibilità dell'autovalutazione, già determinata dal rigore delle procedure previste. Rispetto al sistema vigente, viene conservato il principio delle votazioni, perché quello del sorteggio è incompatibile con il merito scientifico, mentre può essere compatibile con la chiamata in servizio una volta comprovata la maturità scientifica.
Precisa che se si intende superare il principio delle votazioni, bisogna essere coerenti ed abolire il principio della cooptazione, in quanto ciò non avviene in nessun sistema scientifico ed accademico del mondo. Osserva che la proposta intende ripristinare il principio della carriera, la cui abolizione, a suo giudizio è alle origini della crisi del sistema universitario. Sottolinea infine che la proposta mira a favorire una positiva e non mercantile competizione tra le sedi. Osserva infine che vi è la possibilità che il sistema proposto possa dare luogo ad un ampio numero di concorsi e concorrenti, che peraltro devono avvenire per aree e non in base ai settori scientifico-disciplinari attuali, che sono caduti in una negativa parcellizzazione. L'obiezione è reale, ma la situazione è aggravata dal blocco; del resto, ricorda che anche la proposta per i ricercatori avanzata dal Governo, che intende fissare alcuni prerequisiti, deve riferirsi ad una platea di altri potenziali aspiranti tra dottori di ricerca, contrattisti ed altri, sottolineando che nella proposta di legge vale la possibilità di autoselezione. Osserva inoltre che anche l'iniziativa del Governo, anticipata dal ministro nelle dichiarazioni programmatiche rese in Commissione un anno fa, sarà volta a garantire al massimo il merito scientifico distinto dalle procedure concorsuali, sulle quali il ministro dichiarò di voler ridurre l'enfasi. Auspica infine un'approfondita discussione del provvedimento in titolo nella speranza di giungere ad un testo condiviso.

Pietro FOLENA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.