IX Commissione - Resoconto di marted́ 9 ottobre 2007


Pag. 153

SEDE CONSULTIVA

Martedì 9 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI.

La seduta comincia alle 9.35.

Variazione nella composizione della Commissione.

Marco BELTRANDI, presidente, comunica che il deputato Angelo Piazza, appartenente al gruppo Rosa nel Pugno, ha cessato di far parte della Commissione ed è rientrato a farne parte il deputato Rapisardo Antinucci, appartenente al medesimo gruppo.

Ratifica Accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee ed i loro Stati membri e l'Albania.
C. 3043 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.


Pag. 154

Roberto Rolando NICCO (Misto-Min.ling), relatore, fa presente che la penisola balcanica è stata, ancora in tempi a noi vicini, terreno di un esplosivo intreccio di questioni etniche, religiose, politiche. Con un corollario di violenze che pensavamo confinate per sempre nei libri di storia. E che invece hanno lambito i confini stessi dell'Italia. In tale contesto, fondamentale è una coordinata ed organica iniziativa dell'Unione europea verso i Paesi dell'area balcanica. A ciò mira il Processo di Stabilizzazione e di Associazione (PSA), che traccia il quadro di riferimento delle relazioni esterne dell'Unione europea nei confronti dei Paesi dei Balcani, tra cui l'Albania. Il PSA mira a consolidare la stabilizzazione politica, economica e istituzionale dei singoli Paesi e dell'intera regione attraverso lo sviluppo delle istituzioni e la riforma della pubblica amministrazione; l'intensificazione delle relazioni commerciali ed economiche; il rafforzamento della sicurezza, una maggiore cooperazione in numerosi settori, compresi quelli della giustizia e degli affari interni. Strumento principale del PSA sono gli Accordi di stabilizzazione e di Associazione (ASA). L'Accordo con l'Albania, che recepisce le direttive del Consiglio del 21 ottobre 2002, è stato firmato a Lussemburgo il 12 giugno 2006. Costituisce la premessa per l'evoluzione delle relazioni con l'Albania nella prospettiva di una sua progressiva integrazione nelle strutture dell'Unione. Comprende un Preambolo, 137 articoli raggruppati in dieci titoli, l'Atto finale, 5 Allegati, 6 Protocolli e Dichiarazioni. Gli obiettivi, delineati all'articolo. 1, sono, in particolare: aiutare l'Albania a consolidare la democrazia e lo stato di diritto; favorire lo sviluppo di strette relazioni politiche tra le Parti; sostenere le iniziative dell'Albania tese alla cooperazione economica e per la transizione ad un'economia di mercato, anche con la realizzazione progressiva di una zona di libero scambio tra la Comunità europea e l'Albania. Per quanto riguarda le materie di interesse della IX Commissione, va segnalato l'articolo 59 dell'Accordo, relativo alla prestazione tra le Parti di servizi di trasporto. In tema di trasporti terrestri, l'articolo 59 fa rinvio al Protocollo n. 5, che definisce le norme applicabili tra le parti per garantire un accesso senza restrizioni al traffico comunitario di transito attraverso l'Albania e al traffico di transito albanese attraverso la Comunità, specificando che, qualora la Comunità fissi norme volte a ridurre l'inquinamento provocato da veicoli pesanti immatricolati nell'Unione europea e a migliorare la sicurezza del traffico, norme equivalenti si applicano ai veicoli commerciali pesanti immatricolati in Albania che vogliano circolare sul territorio comunitario. Nel campo dei trasporti marittimi, l'articolo 59 stabilisce che le Parti si impegnano ad applicare effettivamente il principio dell'accesso illimitato, su base commerciale, al mercato ed al traffico e confermano la loro adesione al principio della libera concorrenza, quale elemento chiave del trasporto marittimo internazionale. A tal fine le Parti, alla data di entrata in vigore dell'Accordo, aboliscono tutte le misure unilaterali e gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro genere che possano avere effetti restrittivi o discriminatori sulla libera prestazione di servizi nel settore dei trasporti marittimi internazionali. Le Parti negozieranno speciali accordi per disciplinare le condizioni di reciproco accesso al mercato dei trasporti aerei, al fine di garantire uno sviluppo coordinato e una progressiva liberalizzazione nel settore secondo le rispettive esigenze commerciali. L'Albania si impegna inoltre ad adeguare la propria legislazione in materia di trasporti aerei, marittimi e terrestri a quella comunitaria, al fine di facilitare la circolazione di persone e merci. In particolare le Parti, sancisce l'articolo 4 del Protocollo, adotteranno misure coordinate per sviluppare una rete di infrastrutture di trasporto multimodale, segnatamente lungo il corridoio paneuropeo VIII che tenga conto delle esigenze ambientali. Sulla base di questi presupposti, propone di esprimere un parere favorevole.


Pag. 155


Nessuno altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore (vedi allegato).

Legge comunitaria 2007.
C. 3062 Governo, approvato dal Senato.
(Relazione alla XIV Commissione).

Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2006.
Doc. LXXXVII, n. 2.
(Parere alla XIV Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l'esame congiunto dei provvedimenti in oggetto.

Marco BELTRANDI, presidente, avverte che, secondo quanto previsto dall'articolo 126-ter del regolamento, la Commissione avvierà, nella seduta odierna, l'esame, in sede consultiva, del disegno di legge comunitaria 2007 e della relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa al 2006, per le parti di competenza.
Ricorda che l'esame preliminare dei due provvedimenti avrà luogo congiuntamente e che, al termine, i due procedimenti proseguiranno in forma disgiunta. In particolare, dopo l'esame del disegno di legge comunitaria 2007, che dovrà concludersi con l'approvazione di una relazione, alla quale saranno allegati gli eventuali emendamenti approvati dalla Commissione, si passerà alla votazione della proposta di parere del relatore sulla relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2006. Avverte in proposito che la relazione sul disegno di legge comunitaria 2007 ed il parere sulla relazione annuale dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2006 dovranno essere trasmessi alla XIV Commissione entro venerdì 12 ottobre 2007.
Ricorda altresì che l'articolo 126-ter, comma 4, del regolamento della Camera stabilisce che, fermo quanto disposto dall'articolo 89 dello stesso regolamento, i presidenti delle Commissioni competenti per materia e il presidente della XIV Commissione (Politiche dell'Unione europea dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che riguardino materie estranee all'oggetto proprio della legge comunitaria, come definito dalla legislazione vigente, ed in particolare dall'articolo 9 della legge 4 febbraio 2005, n. 11. In particolare, oltre agli emendamenti non riferiti a materie già ricomprese nel testo del disegno di legge, saranno considerati inammissibili anche gli emendamenti recanti modifiche di vigenti discipline attuative di direttive - anche se si tratta di precedenti leggi comunitarie - non incluse nel disegno di legge, salvo siano riferiti a norme che sono oggetto di procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia. Ricorda ancora che, secondo i criteri che sono stati messi a punto nel corso dell'esame dei precedenti disegni di legge comunitaria - e che saranno seguiti anche quest'anno per l'esame degli emendamenti al disegno di legge comunitaria 2007 - gli emendamenti approvati dalle singole Commissioni non saranno inclusi automaticamente nel testo base da licenziare per l'Assemblea; sarà invece necessaria la loro approvazione da parte della XIV Commissione. I suddetti emendamenti potranno comunque essere respinti dalla XIV Commissione stessa solo per motivi di compatibilità con la normativa comunitaria o per esigenze di coordinamento generale, secondo quanto prescrive l'articolo 126-ter, comma 5, del regolamento. In caso di reiezione di emendamenti da parte delle Commissioni di settore nella fase dell'esame delle parti di competenza del disegno di legge, invece, gli eventuali identici emendamenti successivamente ripresentati presso la XIV Commissione dovranno considerarsi irricevibili. Gli emendamenti respinti dalle Commissioni di merito potranno, tuttavia, essere ripresentati in Assemblea. Per quanto riguarda, invece, gli emendamenti presentati direttamente presso la XIV Commissione,


Pag. 156

questi saranno trasmessi alle competenti Commissioni di settore per l'acquisizione dei pareri. Gli emendamenti sui quali le Commissioni di settore esprimeranno parere favorevole potranno essere respinti dalla XIV Commissione, anche in questo caso solo per motivi attinenti alla compatibilità con la normativa comunitaria o per esigenze di coordinamento generale. In riferimento agli emendamenti sui quali, invece, le Commissioni di settore esprimeranno un parere favorevole condizionato, la XIV Commissione dovrà recepire le condizioni indicate nel parere, attraverso opportune riformulazioni dei medesimi emendamenti. Ancora una volta questi ultimi potranno essere respinti dalla XIV Commissione solo per motivi attinenti alla compatibilità con la normativa comunitaria o per esigenze di coordinamento generale. La XIV Commissione non procederà invece all'esame degli emendamenti sui quali le Commissioni di settore esprimeranno parere contrario, ovvero non esprimeranno alcun parere; in tale ipotesi infatti non vi sarebbe una pronuncia della competente Commissione di settore tale da comportare l'assunzione degli emendamenti in questione.

Enzo CARRA (Ulivo), relatore, fa presente che il disegno di legge comunitaria 2007, approvato dal Senato il 25 settembre 2007, reca un solo articolo di specifico interesse della IX Commissione. Si tratta dell'articolo 20, in materia di monitoraggio sul traffico navale. A questo si aggiungono peraltro alcune direttive, contenute negli allegati A e B, per l'attuazione delle quali si prevede la relativa delega al Governo. Con riferimento all'articolo 20, esso prevede, al comma 1, la delega al Governo ad adottare un decreto legislativo integrativo e correttivo del decreto legislativo n. 196 del 2005, con il quale è stata attuata la direttiva 2002/59/CE, relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico navale, al fine di adeguarsi a quanto rilevato dalla Commissione europea con la procedura di infrazione n. 2316 del 12 dicembre 2006. Ricorda, in proposito, che la direttiva 2002/59/CE riguarda l'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio del traffico navale e d'informazione e abroga la precedente direttiva 93/75/CEE. La finalità della direttiva è quella di migliorare la sicurezza e l'efficienza del traffico navale, assicurando altresì una migliore risposta delle autorità in caso d'incidente o in presenza di situazioni potenzialmente pericolose in mare, comprese le operazioni di ricerca e di soccorso e rappresentando inoltre un ausilio per migliorare la prevenzione e l'individuazione dell'inquinamento causato dalle navi. Gli Stati membri provvedono al monitoraggio e adottano tutte le misure necessarie ed appropriate per assicurare che i comandanti, gli esercenti o gli agenti della navi, nonché gli spedizionieri/caricatori o proprietari delle merci pericolose o inquinanti trasportate a bordo di dette navi, rispettino gli obblighi sanciti dalla presente direttiva. Va ricordato che la procedura d'infrazione 2006/2316, sopra citata, è motivata dal non corretto recepimento degli articoli 3, lettera b), 10, 13, 24, 25, paragrafi 3 e 4, e 29 della direttiva. Fa presente quindi che il comma 2 dello stesso articolo 20 disciplina la procedura per l'emanazione del decreto legislativo, richiamando gli articoli 1, commi 2, 3 e 4 del disegno di legge in esame. Il Senato è intervenuto sul comma 2, prevedendo espressamente la richiesta di parere parlamentare sullo schema di decreto, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all'articolo 2 del disegno di legge, ove è previsto, fra l'altro, che le amministrazioni interessate provvedono all'attuazione dei decreti legislativi con le ordinarie strutture e che, ove necessarie, a nuove o maggiori spese si faccia fronte con il fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge n. 183 del 1987. Sempre a seguito di una modifica introdotta dal Senato è stato aggiunto il comma 3, il quale reca una clausola di invarianza della spesa, precisando che dall'attuazione dell'articolo sopra descritto non devono derivare nuovi o maggiori


Pag. 157

oneri a carico della finanza pubblica. Passa quindi ad illustrare il contenuto delle direttive in materia di trasporti contenute negli allegati A e B al disegno di legge comunitaria, facendo presente che la direttiva 2006/137/CE, recata dall'allegato A, è volta a modificare la disciplina concernente l'adeguamento dei requisiti tecnici per la navigazione interna imposti dalla direttiva 2006/87/CE. Tali modifiche si sono rese necessarie al fine di consentire un più rapido aggiornamento dei requisiti stessi, facendo ricorso alla procedura d'urgenza ex articolo 5-bis, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE. Il termine di recepimento della direttiva è stabilito al 30 dicembre 2008. La già richiamata direttiva 2006/87/CE, il cui recepimento è peraltro previsto nell'ambito dell'allegato B, che prevede il previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, fissa alcune condizioni armonizzate per il rilascio di certificati tecnici per le navi della navigazione interna alla Comunità, allo scopo di evitare distorsioni della concorrenza provocate da livelli differenti di sicurezza richiesti. Il termine di recepimento della direttiva è stabilito al 30 dicembre 2008. Passa quindi ad illustrare la direttiva 2006/22/CE, anch'essa recata dall'allegato B, che si propone l'obiettivo di individuare una serie di requisiti comuni per verificare la corretta ed uniforme applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85, concernenti rispettivamente l'armonizzazione di alcune disposizioni in materia di legislazione sociale nel settore dei trasporti su strada e l'impiego dell'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada. Ciò allo scopo di aumentare la sicurezza dei trasporti e di armonizzare le condizioni di lavoro in ambito comunitario. In particolare, la direttiva impone agli Stati membri l'istituzione di un sistema di controlli adeguati e regolari, lo scambio sistematico di informazioni, il coordinamento delle attività di ispezione e la formulazione di sistemi di classificazione del rischio omogenei, oltre ad incoraggiare l'istituzione di un meccanismo che consenta di controllare più rigorosamente le imprese classificate ad alto rischio e a promuovere la formazione di agenti competenti. La direttiva stessa dispone l'abrogazione della direttiva 88/599/CEE del Consiglio sulle procedure uniformi concernenti l'applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85. Il termine per il recepimento della direttiva è scaduto il 1o aprile 2007. L'ultima direttiva riconducibile alle competenze della IX Commissione e contenuta nell'allegato B al disegno di legge comunitaria è la 2006/93/CE, che disciplina l'utilizzazione degli aerei subsonici civili a reazione la cui massa massima al decollo è uguale o superiore a 34.000 chilogrammi o il cui allestimento interno massimo certificato per un determinato tipo di aereo corrisponde a più di diciannove posti passeggeri, sedili riservati all'equipaggio esclusi. Essa obbliga tutti gli Stati membri a provvedere affinché tutti gli aerei subsonici civili a reazione operanti negli aeroporti situati sul loro territorio siano conformi alle norme contenute nell'allegato 16 della Convenzione sull'aviazione civile internazionale, firmata a Chigago il 7 dicembre 1944, salvo deroghe accordabili nel solo caso di aerei di interesse storico. Gli Stati membri devono altresì stabilire norme sulle sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni adottate a norma della presente direttiva e prendere tutti i provvedimenti necessari a garantire la loro applicazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Viene contestualmente abrogata la direttiva 92/14/CEE del Consiglio, sulla limitazione dell'utilizzazione degli aerei disciplinati dall'allegato 16 della citata Convenzione sull'aviazione civile internazionale. La direttiva non stabilisce alcun termine temporale per il suo recepimento da parte degli Stati membri, limitandosi a prevedere l'obbligo a carico di questi ultimi di comunicare alla Commissione gli atti di diritto interno adottati nel settore da essa disciplinato.
Passa quindi ad illustrare i contenuti della relazione sulla partecipazione dell'Italia


Pag. 158

all'Unione europea nel 2006, presentata ai sensi dell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, rilevando in primo luogo che sono due i comparti riconducibili alla competenza della Commissione. In proposito, fa anzitutto riferimento alla «società dell'informazione», nel cui ambito, nel corso del 2006, l'Italia ha svolto un ruolo attivo nella definizione di importanti scelte strategiche relative al quadro normativo comunitario. In particolare, devono essere menzionati i processi di revisione delle cinque direttive che costituiscono il quadro regolamentare sulle comunicazioni elettroniche, nonché il processo di revisione della direttiva «TV senza frontiere», unitamente all'avvio dei negoziati sulla proposta di regolamento in materia di roaming internazionale. Inoltre, a livello nazionale, l'esecutivo, in linea con le priorità concordate in sede europea, ha avviato iniziative in favore dell'e-government e della riduzione del digital divide. Con riguardo, invece, al comparto dei trasporti, e in particolare ai trasporti su strada, oltre agli impegni assunti a seguito della Conferenza dei Ministri dei trasporti dell'Unione europea tenutasi a Verona il 3 e 4 novembre 2006, si può menzionare la posizione comune adottata dal Consiglio sulla proposta di modifica della direttiva in materia di patente di guida comunitaria. Sono stati poi adottati, sempre in sede comunitaria, interventi normativi relativi all'armonizzazione tecnica dei veicoli a motore, mentre a livello nazionale, nel corso del 2006, sono state recepite nove direttive in materia di sicurezza nella circolazione dei veicoli. Quanto al trasporto ferroviario, nel corso del 2006 l'Agenzia ferroviaria europea ha iniziato la sua attività e sono stati avviati i lavori relativi al cosiddetto terzo pacchetto ferroviario, concernente le proposte di direttiva sulla patente europea dei macchinisti, sui diritti dei passeggeri nel trasporto internazionale e sullo sviluppo delle ferrovie comunitarie. È poi proseguita a livello comunitario l'attività di monitoraggio del processo di liberalizzazione del mercato ferroviario. Con riguardo, infine, alle reti transeuropee, il programma di infrastrutture prioritarie presentato il 16 novembre 2006, in coerenza con gli obiettivi della strategia di Lisbona, ha individuato, quali linee programmatiche, lo sviluppo delle capacità di trasporto e logistiche della dotazione infrastrutturale nazionale, l'intreccio tra le grandi direttrici strategiche e i territori e la risposta alle domande di accessibilità e mobilità provenienti sia dalle regioni centro-settentrionali che dal Mezzogiorno.

Silvano MOFFA (AN) chiede in primo luogo chiarimenti in ordine ai tempi di esame dei provvedimenti in titolo. Rileva quindi che taluni degli atti comunitari menzionati dal relatore intervengono su settori affini a quelli affrontati dalla proposta di legge n. 1707 Meta, concernente «Modifiche al codice della navigazione e altre disposizioni in materia di navigazione marittima», di cui la Commissione ha avviato l'esame, anche con lo svolgimento di alcune audizioni informali, nel gennaio 2007. In proposito, riterrebbe utile una valutazione, da effettuare anche alla luce dei criteri di ammissibilità degli emendamenti enunciati all'inizio della seduta dalla presidenza, in ordine alla possibilità, in sede emendativa, di trasfondere il contenuto normativo della predetta iniziativa parlamentare nel disegno di legge comunitaria 2007.

Mario TASSONE (UDC), pur ringraziando il relatore per l'approfondita illustrazione dei contenuti del disegno di legge comunitaria riconducibili alla competenza della IX Commissione, evidenzia l'esigenza che, prima della conclusione dell'esame del provvedimento, il Governo, oggi non rappresentato da alcuno dei suoi esponenti, fornisca dei chiarimenti in ordine al complessivo impatto sull'ordinamento nazionale delle direttive concernenti la sicurezza nel settore del trasporto marittimo e i requisiti di professionalità degli addetti alla navigazione recepite nell'anno in corso o di cui si dispone il recepimento con il disegno di legge in titolo.


Pag. 159

Egidio Enrico PEDRINI (IdV) condivide la richiesta di un maggiore approfondimento sui contenuti delle direttive di cui il provvedimento in esame propone il recepimento, con particolare riguardo alla direttiva 2006/93/CE, che disciplina l'utilizzazione degli aerei subsonici civili a reazione la cui massa massima al decollo è uguale o superiore a 34.000 chilogrammi Quanto poi alla relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2006, riterrebbe opportuno comprendere quale sia, allo stato, l'effettiva operatività, dell'Agenzia ferroviaria europea.

Marco BELTRANDI, presidente, precisa in primo luogo al deputato Moffa che il termine a disposizione della Commissione per concludere l'esame dei provvedimenti in titolo scade venerdì 12 ottobre, in applicazione di quanto disposto dall'articolo 126-ter, comma 2, del regolamento, ai sensi del quale le Commissioni devono esprimere il parere sul disegno di legge comunitaria, per le parti di rispettiva competenza, «entro i quindici giorni successivi all'assegnazione». Quanto poi alla proposta di legge n. 1707 Meta, recante «Modifiche al codice della navigazione e altre disposizioni in materia di navigazione marittima», la stessa reca disposizioni che solo indirettamente appaiono riferibili alle norme recate dal disegno di legge comunitaria 2007, oltre a non riguardare normative che risultano oggetto di procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell'Italia. Segnalerà comunque al presidente della Commissione l'esigenza rappresentata dal deputato Moffa di riprendere in tempi solleciti l'esame della predetta proposta di legge n. 1707. Quanto poi alle richieste di approfondimento avanzate dai deputati Tassone e Pedrini, si farà carico di contattare tempestivamente i rappresentanti del Governo competenti in materia affinché possano provvedere nel senso richiesto già in occasione della seduta di domani. Ricorda, infine, che il termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge comunitaria è stato fissato per oggi, martedì 9 ottobre 2007, alle ore 18, anche in considerazione della presenza, nell'articolato di una sola disposizione riconducibile alla competenza della IX Commissione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.15.

INDAGINE CONOSCITIVA

Martedì 9 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Marco BELTRANDI.

La seduta comincia alle 10.15.

Indagine conoscitiva sulla sicurezza nella circolazione stradale.

Audizione di rappresentanti di associazioni delle vittime della strada.
(Svolgimento e rinvio).

Marco BELTRANDI, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, oltre che mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce, quindi, l'audizione.

Intervengono Manuela BARBAROSSA, presidente dell'Associazione italiana vittime e infortuni della strada, Giuseppe BELLANCA, vicepresidente dell'Associazione italiana vittime e infortuni della strada, Federico Alfredo BIANCHI, coordinatore giustizia dell'Associazione europea familiari e vittime della strada e Giuseppa CASSANITI MASTROJENI, presidente dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada.

Intervengono quindi, per porre domande e formulare osservazioni, i deputati Egidio Enrico PEDRINI (IdV) e Mario TASSONE (UDC).


Pag. 160

Marco BELTRANDI, presidente, ringrazia gli intervenuti e rinvia il seguito dell'audizione ad altra seduta.

La seduta termina alle 11.05.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

ATTI DEL GOVERNO

Martedì 9 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Marco BELTRANDI.

La seduta comincia alle 11.50.

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2005/65/CE relativa al miglioramento della sicurezza dei porti.
Atto n. 144.
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 4 ottobre 2007.

Cesare CAMPA (FI) sottopone al relatore, affinché possa valutare l'opportunità di tenerne conto ai fini della predisposizione della proposta di parere sul provvedimento in titolo, alcuni rilievi in ordine allo schema di decreto legislativo. Fa presente, in primo luogo, che, all'articolo 2, comma 1, lettera a), nonché al quinto punto dell'allegato I, andrebbe meglio precisato il significato della locuzione «area terrestre e marittima», al fine di escludere che in tale definizione possa essere ricompresa anche la rada, con tutto quello che ne consegue per quanto riguarda gli impegni relativi alla vigilanza, che comunque dovrebbe essere esercitata dalla Capitaneria di porto, non essendo di competenza dell'autorità portuale. Quanto poi all'articolo 3, comma 2, ritiene opportuno che prima di procedere alla valutazione di sicurezza siano previamente individuati i confini del porto, e non viceversa. Con riferimento all'articolo 5, comma 1, che dispone che alla Conferenza di servizi per la sicurezza portuale sia affidato anche il compito di fornire consulenza pratica in ordine all'implementazione delle misure di sicurezza, apparirebbe congruo che gli enti che ne fanno parte possano mettere a disposizione gli esperti di cui si può avvalere l'autorità portuale per l'elaborazione della valutazione di sicurezza ai sensi di quanto disposto dall'articolo 6, comma 3, anche alla luce degli eventuali costi che potrebbe comportare invece il ricorso ad esperti «esterni». Rileva poi, in ordine all'articolo 6, comma 1, che non dovrebbe essere l'autorità portuale a sottoporre la valutazione di sicurezza, per l'adozione, alla Conferenza di servizi, ma il capo del compartimento marittimo che, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, la presiede. Quanto poi alla previsione, al comma 2 dello stesso articolo 6, di una maggioranza relativa ai fini dell'adozione della valutazione di sicurezza, esprime perplessità in ordine all'assunzione di decisioni di portata così rilevante che non vedano il consenso di tutti i partecipanti alla Conferenza di servizi, come ad esempio la polizia di frontiera. Passa quindi ai contenuti dell'articolo 7, comma 1, laddove si attribuisce all'autorità di sicurezza del porto il compito di predisporre, applicare e far attuare il piano di sicurezza, senza tuttavia precisare chi debba sostenerne i relativi costi. Al comma 2 del medesimo articolo 7 andrebbero poi chiarite le modalità attraverso le quali la stessa autorità di sicurezza del porto debba operare « di concerto» con l'autorità portuale, anche tenendo conto degli eventuali costi che probabilmente dovranno essere presi in carico da quest'ultima. Ciò anche con riferimento a quanto disposto dall'articolo 8, comma 1, che attribuisce all'autorità di sicurezza del porto il compito di elaborare il relativo piano di sicurezza. Sull'approvazione a maggioranza semplice anche di tale piano, si limita a richiamare le perplessità già espresse in relazione all'articolo 6, comma 2. Passando quindi all'articolo 11, comma 1, ritiene che non sia


Pag. 161

sufficientemente chiaro se l'agente di sicurezza del porto ivi previsto debba essere individuato nell'ambito dell'organico dell'autorità portuale o di quello dell'autorità di sicurezza del porto. Ove fosse quest'ultima l'ipotesi prescelta, come auspica, non avrebbe allora alcun senso che l'individuazione di quella figura avvenga su proposta dell'autorità portuale. Il comma 2 dello stesso articolo 11 non definisce poi in modo esaustivo il ruolo affidato al predetto agente di sicurezza del porto. Si chiede poi, in termini più generali, quanto possa essere realistica la clausola di invarianza della spesa di cui all'articolo 15, comma 1, atteso che tutti gli enti coinvolti sono apparati statali. Quanto, infine, all'allegato I allo schema di decreto legislativo, ritiene che, con particolare riferimento all'individuazione degli scenari di potenziale minaccia per il porto, debbano esserne escluse le navi, tenuto conto che le stesse, per essere autorizzate ad ormeggiare nel porto medesimo, devono essere considerate sicure. Nell'allegato II occorre invece chiarire da chi verrebbe gestita la struttura organizzativa a supporto del miglioramento della sicurezza del porto ivi prevista, anche ai fini della corretta allocazione dei relativi oneri finanziari.

Sergio OLIVIERI (RC-SE) fa presente che la necessità di assicurare ai porti italiani le condizioni di maggior sicurezza possibile è pienamente condivisibile, al pari della scelta di indicare una griglia di orientamenti omogenei per tutti i paesi della Comunità. Questa impostazione, che è alla base del regolamento varato in sede europea nel 2004, è stata poi riproposta nella direttiva n. 65 del 2005, di cui lo schema di decreto legislativo in esame dispone il recepimento. In proposito, ritiene inspiegabile il ritardo con il quale sta avendo luogo la procedura di trasposizione della direttiva stessa nell'ordinamento nazionale, al punto che la Commissione europea è stata costretta a inviare all'Italia, nell'agosto 2007, una lettera di messa in mora. Fin dal confronto nel Parlamento europeo, il dibattito sulla sicurezza nei nostri porti è stato troppo centrato sui rischi connessi con la possibilità di atti terroristici anche se, va detto, il testo della direttiva, contrariamente alla prima stesura, indica la necessità di proteggere i porti «dagli incidenti in materia di sicurezza». La sicurezza deve essere infatti intesa in senso complessivo e non solo in riferimento al terrorismo: nei nostri porti arriva infatti di tutto - non solo armi e droga - ma anche sostanze inquinati, altamente tossiche e di grande pericolosità. Anche per questa ragione, e non solo per il terrorismo, occorrono scelte oculate in materia di sicurezza. Emerge peraltro anche la necessità di un maggior coordinamento tra gli Stati. In proposito, fa presente che le decisioni unilaterali del governo degli Stati Uniti in materia di sicurezza nei porti hanno provocato non pochi problemi alle nostre navi, che talvolta non sono state ammesse alle operazioni di carico e scarico e - in particolare per il trasporto container - i nostri porti hanno dovuto accordarsi con l'agenzia delle dogane statunitense, pena l'esclusione dalle rotte di traffico. La sicurezza nei porti è poi materia che riguarda direttamente anche le comunità locali, giacché è del tutto evidente che possibili «incidenti in materia di sicurezza» potrebbero avere conseguenze disastrose ben oltre i confini dei porti. Per questa ragione ritiene incomprensibile quanto previsto dall'articolo 5 dello schema di decreto che, in relazione alla composizione della «Conferenza dei servizi per la sicurezza portuale», esclude la partecipazione degli enti locali, delegando alla Conferenza stessa la facoltà di invitarli a propri lavori. Si tratta di una esclusione che appare immotivata. Devono altresì essere individuate modalità di coinvolgimento anche delle organizzazioni sindacali, in particolare per tutti quegli aspetti che possono connettersi con la condizione dei lavoratori che operano nelle realtà portuali. Intende in particolare riferirsi a quanto previsto dall'Allegato I, relativo ai criteri per la stesura della «valutazione di sicurezza dei porti», laddove viene espressamente indicato che tale valutazione deve anche prevedere «l'individuazione dei membri del personale del


Pag. 162

porto da sottoporre ad un controllo dei precedenti e/o ad una verifica di sicurezza a causa della loro interazione con aree ad alto rischio». Sono evidenti i rischi di abusi sottesi a tale ultima locuzione. Così come desta inquietudine il comma 3 dell'articolo 6, laddove, dopo aver affermato la possibilità che le autorità portuali possano valersi di esperti per l'elaborazione della valutazione di sicurezza, alla lettera c) indica tra le competenze degli esperti medesimi anche il «riconoscimento, su base non discriminatoria, delle caratteristiche e dei modelli comportamentali delle persone che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza». In proposito occorrerebbe rafforzare le garanzie che discendono dal riferimento «su base non discriminatoria», affinché tale locuzione non si traduca in un mero orpello formale. Conclusivamente, invita il relatore a tenere conto di tali osservazioni ai fini della predisposizione della proposta di parere.

La seduta termina alle 12.