XIII Commissione - Resoconto di marted́ 9 ottobre 2007


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INDAGINE CONOSCITIVA

Martedì 9 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Marco LION.

La seduta comincia alle 12.05.

Indagine conoscitiva sul settore vitivinicolo.

Audizione di rappresentanti dell'Associazione nazionale industriali distillatori di alcoli e di acquaviti (Assodistil).
(Svolgimento e conclusione).

Marco LION, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, oltre che attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso, anche mediante la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce quindi l'audizione.

Il dottor Antonio EMALDI, presidente dell'Associazione nazionale industriali distillatori di alcoli e di acquaviti (Assodistil), svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Interviene quindi Marco LION, presidente, che ringrazia i partecipanti e dichiara conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 12.30.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 9 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Marco LION. - Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Boco.

La seduta comincia alle 12.30.

Ratifica accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e l'Albania.
C. 3043 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del disegno di legge.

Claudio MADERLONI (SDpSE), relatore, ricorda che il disegno di legge C. 3043 reca l'autorizzazione alla ratifica dell'Accordo di stabilizzazione e associazione (ASA), concluso il 12 aprile 2006 tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un lato, e l'Albania, dall'altro, finalizzato ad integrare l'Albania nel contesto politico ed economico europeo, anche nella prospettiva di una futura candidatura all'ingresso nell'Unione europea. L'Accordo è parte del processo di stabilizzazione e di associazione (PSA) - approvato dal Consiglio dell'Unione europea nel 2000 - che costituisce il quadro di riferimento delle relazioni esterne dell'Unione nei confronti dei Paesi dei Balcani occidentali.
Obiettivi specifici dell'Associazione che si propone di istituire sono quelli di aiutare l'Albania a consolidare la democrazia e lo Stato di diritto, contribuire alla stabilizzazione politica, economica e istituzionale dell'Albania, sviluppare le relazioni politiche tra le Parti, nonché la cooperazione economica e internazionale, anche attraverso il ravvicinamento della legislazione albanese a quella comunitaria.
L'Accordo interviene su un rilevante complesso di questioni: dialogo politico, cooperazione regionale, libera circolazione delle merci, trattamento dei lavoratori, prestazioni di servizi, movimenti di capitali, regole di concorrenza, ravvicinamento delle legislazioni, cooperazione nel settore giustizia e affari interni (controllo dell'immigrazione clandestina, lotta al riciclaggio e al terrorismo), cooperazione finanziaria.
Per quanto riguarda le parti che interessano maggiormente la competenza della Commissione, si segnalano gli articoli 24 e seguenti, concernenti gli scambi di prodotti agricoli e della pesca. L'Accordo prevede la reciproca abolizione delle restrizioni quantitative e delle misure equivalenti sulle importazioni, mentre, per quanto riguarda i dazi doganali, le parti si impegnano alla loro eliminazione o riduzione progressiva, a seconda del tipo di prodotto.
Il Protocollo n. 2 detta le condizioni applicabili agli scambi dei prodotti agricoli trasformati. Il Protocollo n. 3 - che, come riferito dal Governo, ha richiesto un notevole impegno nei negoziati, in particolare circa la definizione del rapporto tra marchi commerciali e indicazioni geografiche - determina il regime applicabile ai vini e alle bevande spiritose.
L'Accordo prevede altresì che le Parti esaminino, entro sei anni e prodotto per prodotto, la possibilità di ulteriori reciproche concessioni per procedere ad una maggiore liberalizzazione degli scambi. È prevista anche una clausola di salvaguardia, con l'avvio di consultazioni tra le Parti e l'adozione di contromisure, nel caso di gravi perturbazioni sui mercati o sulle regolamentazioni interne di una delle Parti.
Nel titolo VIII, relativo alle politiche di cooperazione, l'articolo 94 precisa che la cooperazione tra le Parti si concentra sui settori prioritari connessi all'acquis comunitario nel settore dell'agricoltura e punta, in particolare, a modernizzare l'agricoltura e il settore agroindustriale dell'Albania, favorendo il progressivo ravvicinamento della legislazione e delle pratiche alle norme e agli standard comunitari. L'articolo 95 prevede inoltre che si valuti la possibilità di individuare aree di interesse


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comune e reciproco vantaggio nel settore della pesca; anche in questo caso la cooperazione terrà conto dei settori prioritari connessi all'acquis comunitario, compreso il rispetto degli obblighi internazionali in materia di gestione e conservazione delle risorse ittiche.
Conclude proponendo, per quanto di competenza della Commissione, di esprimere parere favorevole.

Marco LION, presidente, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Ratifica Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale della protezione delle Alpi.
C. 2861 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del disegno di legge.

Massimo FIORIO (Ulivo), relatore, ricorda che il disegno di legge C. 2861 reca l'autorizzazione alla ratifica dei Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, firmata dall'Italia nel 1991 e ratificata con la legge n. 403 del 1999.
Tale Convenzione, che si configura come un accordo-quadro, ha come obiettivi la salvaguardia a lungo termine dell'ecosistema naturale delle Alpi e il loro sviluppo sostenibile, nonché la tutela degli interessi economici delle popolazioni residenti, stabilendo i princìpi cui dovrà ispirarsi la cooperazione transfrontaliera tra i Paesi dell'Arco alpino. Per il raggiungimento di tali obiettivi le Parti contraenti, secondo quanto stabilito dalla Convenzione, dovranno prendere adeguate misure in dodici settori, quali: 1) popolazione e cultura; 2) pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile; 3) salvaguardia della qualità dell'aria; 4) difesa del suolo; 5) idroeconomia; 6) protezione della natura e tutela del paesaggio; 7) agricoltura di montagna; 8) foreste montane; 9) turismo e attività di tempo libero; 10) trasporti; 11) energia; 12) economia dei rifiuti. Per ognuno di questi settori (o campi d'azione) è previsto un Protocollo attuativo.
Il disegno di legge C. 2861 ha ad oggetto, in particolare, i seguenti protocolli relativi a: foreste montane; pianificazione territoriale e sviluppo sostenibile; composizione delle controversie; difesa del suolo; energia; protezione della natura e tutela del paesaggio; agricoltura di montagna; turismo; trasporti.
L'autorizzazione alla ratifica di tali protocolli è stata oggetto di un lungo e travagliato iter nella scorsa legislatura: infatti, il relativo disegno di legge, dopo essere stato approvato dalla Camera, è stato modificato dal Senato, che ha soppresso l'autorizzazione alla ratifica del Protocollo «trasporti». La Camera ha nuovamente modificato il testo, reinserendo la parte soppressa dal Senato. L'iter del disegno di legge si è successivamente arrestato presso la Commissione del Senato. Il Protocollo «trasporti» aveva in particolare suscitato preoccupazioni laddove prevede un obbligo di concertazione tra i Paesi interessati per la costruzione di infrastrutture di trasporto (che sembra poter attribuire ad un Paese un diritto di veto sulle decisioni degli altri) e laddove si dettano le condizioni per la realizzazione di nuove strade di grande comunicazione (che sembrano poter prefigurare oneri aggiuntivi rispetto a quanto concordato dai Paesi membri dell'Unione europea). Peraltro, tali difficoltà dovrebbero essere risolte - come indicato nella relazione illustrativa - in quanto, in occasione della discussione svolta in sede europea, il Governo italiano ha ottenuto l'accordo su una dichiarazione interpretativa che sarebbe formulata all'atto del deposito dello strumento di ratifica, in sintonia con la posizione dell'Unione europea.
Per quanto riguarda i protocolli di maggior interesse per la Commissione Agricoltura, si segnalano i protocolli relativi alle foreste montane e all'agricoltura di montagna.
Il Protocollo sulle foreste montane persegue lo scopo di conservare tali foreste come habitat quasi naturale, di svilupparle


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e di migliorare la loro stabilità, garantendo un'economia forestale montana gestita in modo accurato, sostenibile e adeguato alla natura. A tal fine, le Parti si impegnano ad adottare metodi di rinnovazione naturali, a perseguire una costituzione del patrimonio forestale ben strutturata, con specie arboree adatte, ad impiegare materiale di riproduzione forestale autoctono, ad evitare erosioni e costipamenti del suolo, mediante metodi di uso e prelievo rispettosi dell'ambiente. Gli obiettivi del protocollo andranno poi considerati anche in connessione ad altri aspetti quali l'inquinamento atmosferico, il popolamento di ungulati, il pascolo boschivo, la valorizzazione ricreativa e economico-forestale, i rischi di incendi boschivi, il personale addetto. Il Protocollo detta inoltre misure specifiche per la pianificazione forestale e prevede l'impegno delle Parti a provvedere per garantire che le foreste montane possano svolgere le proprie funzioni protettive del territorio, economiche e di carattere sociale ed ecologico. Le Parti contraenti si impegnano altresì a istituire riserve forestali naturali in numero ed estensione sufficienti, nonché ad apprestare gli strumenti di finanziamento delle misure di incentivazione e compensazione. Sono infine previsti interventi in materia di ricerca e formazione, nonché di controllo e valutazione dell'efficacia delle misure adottate.
Il Protocollo sull'agricoltura di montagna prevede principalmente di conservare e incentivare l'agricoltura di montagna, in modo che venga riconosciuto e garantito il suo contributo alla permanenza della popolazione, al mantenimento di attività economiche sostenibili (specie mediante le produzioni tipiche di qualità), alla salvaguardia delle basi naturali della vita, alla prevenzione dei rischi naturali, alla conservazione della bellezza e del valore ricreativo del paesaggio nonché alla cultura del territorio alpino. In tal senso, le Parti si impegnano alla differenziazione delle misure di politica agricola, adottando misure di sostegno e compensazione in favore dell'agricoltura di montagna. Si impegnano altresì a tener conto della specificità delle zone montane nella pianificazione territoriale, nel rispetto del paesaggio naturale e rurale, a favorire l'impiego di metodi di coltivazione estensiva adatti alla natura e caratteristici del luogo, a tutelare e valorizzare le produzioni agricole tipiche e gli allevamenti caratteristici, a creare condizioni favorevoli per la relativa commercializzazione, a promuovere le attività connesse, a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni montane. Anche il protocollo sull'agricoltura di montagna prevede infine interventi in materia di ricerca e formazione, nonché di controllo e valutazione dell'efficacia delle misure adottate.
Alcune misure di interesse della Commissione sono previste inoltre:
nel Protocollo nell'ambito della pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile, che prevede l'elaborazione di diversi strumenti di pianificazione a livello locale, capaci di combinare gli aspetti dello sviluppo con il rispetto e la valorizzazione dell'ambiente. In particolare, nelle zone rurali i piani e i programmi dovrebbero in ogni caso assicurare terreni adatti all'agricoltura, alla silvicoltura e alla pastorizia e migliorare le caratteristiche del territorio in funzione della difesa dai rischi naturali;
nel Protocollo sulla difesa del suolo, nel quale le Parti si impegnano, tra l'altro, ad applicare appropriate pratiche di coltivazione, pastorizia e silvicoltura, nelle quali anche l'impiego di fertilizzanti e fitofarmaci deve seguire standard corretti;
nel Protocollo sull'energia, nel quale le Parti si impegnano a sostenere l'uso di impianti decentrati per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili, tra cui le biomasse;
nel Protocollo sul turismo, che intende promuovere, tra l'altro, anche la collaborazione tra turismo, agricoltura, silvicoltura e artigianato, nell'ottica di creare nuovi posti di lavoro.

Come segnalato nel corso del dibattito presso la Commissione Affari esteri, la Conferenza delle Alpi, organo decisionale


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istituito dalla Convenzione, ha ripetutamente invitato i paesi ritardatari a ratificare ed implementare tutti i Protocolli. La Conferenza ha altresì elaborato un programma di lavoro pluriennale valido fino al 2010, secondo cui verranno elaborati progetti comuni in quattro aree tematiche prioritarie che riprendono trasversalmente tutti i Protocolli nonché le diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile: 1) mobilità, accessibilità, transito; 2) società, cultura, identità; 3) turismo, tempo libero, sport; 4) natura, agricoltura e silvicoltura, paesaggio culturale. In questa prospettiva, la ratifica dei protocolli in esame appare un atto necessario alla piena partecipazione dell'Italia alla nuova fase di sviluppo della Convenzione.
Conclude infine proponendo l'espressione di un parere favorevole.

Marco LION, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Legge comunitaria 2007.
C. 3062 Governo, approvato dal Senato.
(Relazione alla XIV Commissione).

Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2006.
Doc. LXXXVII, n. 2.
(Parere alla XIV Commissione).
(Seguito esame congiunto, ai sensi dell'articolo 126-ter, comma 2, del regolamento, e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame congiunto.

Marco LION, presidente, ricorda che nella seduta di mercoledì 3 ottobre il relatore Franci ha svolto la relazione introduttiva.

Marco LION, presidente, esprime apprezzamento per il fatto che il testo approvato dal Senato non reca più, come previsto nel disegno di legge iniziale, l'abrogazione delle disposizioni contenute nel decreto-legge n. 157 del 2004, come modificato dalla legge di conversione n. 204 del 2004, che prevedono l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine dei prodotti alimentari e, per quanto riguarda specificatamente l'olio di oliva vergine ed extravergine, l'indicazione del luogo di coltivazione e di molitura delle olive.
Tale proposta di abrogazione aveva suscitato molte perplessità in questa Commissione dal momento che la normativa in questione risponde ad esigenze fondamentali di piena informazione del consumatore e di tutela delle produzioni agroalimentari di qualità. Ricorda, in particolare, i diversi atti di indirizzo promossi dalla Commissione.

Angelo Alberto ZUCCHI (Ulivo) sottolinea l'opportunità che la Commissione, con riferimento al parere da esprimere sulla relazione annuale, si pronunci sulla questione delle quote latte in merito alla quale si è aperto un dibattito in Europa. Ritiene altresì utile intervenire per l'elaborazione di una visione strategica delle future politiche del settore.

Claudio FRANCI (Ulivo), relatore, condivide le indicazioni formulate dal deputato Zucchi.

Marco LION, presidente, rinvia il seguito dell'esame congiunto ad altra seduta.

La seduta termina alle 12.50.