V Commissione - Resoconto di mercoledý 10 ottobre 2007

TESTO AGGIORNATO AL 16 OTTOBRE 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.

La seduta comincia alle 11.10.

Disposizioni urgenti in materia di pubblica istruzione.
C. 2272-ter-A, Governo.
(Parere all'Assemblea).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame delle ulteriori proposte emendative riferite al provvedimento.

Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, avverte che l'Assemblea ha trasmesso il subemendamento 0.1.125.200 della Commissione di merito, che modifica l'emendamento 1.125, il quale prevede che le scuole non siano più tenute a corrispondere ai comuni il corrispettivo per lo smaltimento dei rifiuti, stabilendo che il Ministro della pubblica istruzione corrisponda annualmente ai comuni l'importo forfetario di 38,734 milioni di euro per lo svolgimento del servizio di smaltimento, a tal fine richiamando gli accordi stipulati nel 2001. Ricordo che sull'emendamento la Commissione ha espresso parere contrario nella seduta del 9 ottobre 2007. Rileva che il subemendamento modifica l'emendamento nel senso di configurare l'onere in termini di stima e non di limite di spesa, contestualmente introducendo, come prescritto dalla vigente disciplina contabile, una clausola di salvaguardia finanziaria riferita all'eventualità che in sede di attuazione si determinino oneri superiori alle previsioni. Al riguardo, ritiene opportuno che il Governo chiarisca


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se l'importo indicato in 38,734 milioni di euro corrisponda all'onere dovuto dalle scuole per il servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. La previsione della clausola di salvaguardia risponde infatti a esigenze cautelative e non deve intendersi nel senso di integrare una spesa che già, in base agli elementi conoscitivi a disposizione, può eccedere l'importo stimato. Tale chiarimento si impone anche in ragione dell'esigenza di evitare effetti finanziari negativi per i comuni, alla luce delle disposizioni di cui all'articolo 27 della legge n. 468 del 1978 il quale prevede che le leggi che comportino oneri a carico degli enti territoriali devono comunque recare la relativa copertura finanziaria. Da ultimo, ritiene indispensabile che il Governo chiarisca se le risorse indicate a copertura siano sufficienti a far fronte all'onere.

Il sottosegretario Antonangelo CASULA assicura che il subemendamento supera i profili problematici evidenziati con riferimento all'emendamento 1.125. Osserva infatti che l'importo indicato corrisponde all'onere attualmente iscritto in bilancio e trasferito agli istituti scolastici. Garantisce poi che la quantificazione risulta corretta e corrispondente all'onere.

Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, formula quindi, anche alla luce degli elementi emersi nella seduta di ieri, la seguente proposta di parere:

«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
sugli emendamenti trasmessi dall'Assemblea

esprime

NULLA OSTA

sull'emendamento 1.125 con la seguente condizione, volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione:
sia approvato il subemendamento 0.1.125.200

NULLA OSTA

sull'emendamento 4.200

PARERE CONTRARIO

sul subemendamento 0.1.126.200 e sull'articolo aggiuntivo 1.0250 in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura;

Conseguentemente si intende revocato il parere contrario sull'emendamento 1.125 espresso nella seduta del 9 ottobre 2007».

La Commissione approva la proposta di parere.

La seduta termina alle 11.20.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Lino DUILIO. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Antonangelo Casula.

La seduta comincia alle 15.10.

Sui lavori della Commissione.

Lino DUILIO, presidente, avverte che sono state trasmesse dal Ministero dell'economia e delle finanze alcune correzioni di errori meramente materiali recati nella Nota di aggiornamento del DPEF 2008-2011 e nella RPP 2008 e che il documento trasmesso è in distribuzione.


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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee ed i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Albania, dall'altra.
C. 3043 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Nulla osta).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.

Il sottosegretario Antonangelo CASULA, con riferimento ai chiarimenti richiesti nella seduta di ieri, segnala che le disposizioni di cui agli articoli 47, 48, 54 e 78 assumono carattere programmatico, da cui, al momento, non conseguono effetti finanziari. Rileva che, qualora le disposizioni contenute in tali norme dovessero essere regolate da apposite intese o dovessero discendere da una decisione del Consiglio di stabilizzazione e di associazione, eventuali oneri finanziari saranno quantificati e coperti in quella sede. Conferma poi, in relazione alle possibilità che il dialogo politico di cui all'articolo 11, possa svolgersi anche a livello regionale o multilaterale, che gli oneri connessi a tale attività vengono sostenuti nell'ambito delle ordinarie disponibilità di bilancio.

Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, formula la seguente proposta di parere:

«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione,
preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo per cui:
gli articoli 47, 48, 54 e 78 hanno valore programmatico, per cui non risultano suscettibili di produrre direttamente immediati effetti finanziari e, in ogni caso, gli eventuali oneri che dovessero determinarsi verrebbero quantificati e coperti con distinto provvedimento;
alle attività di cui all'articolo 11 si farà fronte nell'ambito delle ordinarie disponibilità di bilancio;

esprime

NULLA OSTA»

La Commissione approva la proposta di parere.

Legge comunitaria 2007.
C. 3062 Governo, approvato dal Senato.

Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2007.
Doc. LXXXVII, n. 2.
(Parere alla XIV Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dei provvedimenti.

Lino DUILIO, presidente, in sostituzione del relatore, segnala che il disegno di legge comunitaria per il 2007 reca disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Il provvedimento, già approvato dal Senato, è corredato di relazione tecnica, la quale, nell'escludere effetti finanziari diretti derivanti dal provvedimento, afferma tuttavia che, stante l'estrema difficoltà di individuare effetti onerosi prima della stesura degli schemi di decreto legislativo di recepimento delle direttive comunitarie, le leggi comunitarie generalmente non contengono disposizioni volte a prevedere e a quantificare eventuali spese. Al fine di garantire un completo e corretto adempimento degli obblighi comunitari, e quindi di evitare di esporre l'erario al rischio derivante dall'apertura di contenziosi con la Corte di giustizia, la relazione tecnica sottolinea peraltro come sia stato previsto, al comma 4 dell'articolo 1, che gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle direttive che comportino oneri finanziari debbano comunque essere corredati


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da relazione tecnica. Inoltre l'articolo 2, comma 1, lettera d) è volto ad assicurare sia una corretta gestione del bilancio dello Stato sia un puntuale adempimento degli obblighi connessi all'appartenenza all'Unione europea. Con riferimento, infine, a specifiche disposizioni del provvedimento in esame (in particolare agli articoli 6, 8 e 17), sono state inserite apposite clausole di invarianza finanziaria. Segnala altresì che nel corso dell'esame in prima lettura è stata trasmessa alla Commissione bilancio del Senato un'ulteriore documentazione riguardante i profili di carattere finanziario, della quale si tiene conto nelle seguenti osservazioni, relative alle disposizioni suscettibili di determinare effetti finanziari.
L'articolo 1, comma 4, prevede che gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle direttive che comportano oneri finanziari debbano essere corredati dalla relazione tecnica e che sui medesimi sia richiesto anche il parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari. Al riguardo, rileva che a differenza di analoghe disposizioni contenute in precedenti leggi comunitarie, la norma in esame non individua puntualmente le direttive la cui attuazione è suscettibile di determinare conseguenze finanziarie, ma ha una valenza generale, che sembra demandare esclusivamente al Governo, in sede di attuazione del presente provvedimento, l'individuazione delle direttive alle quali si applicano le disposizioni in commento. Osserva inoltre che la previsione della predisposizione della relazione tecnica a corredo degli schemi dei decreti legislativi recanti oneri finanziari, nei termini prospettati dal testo, potrebbe risultare pleonastica in quanto sostanzialmente ripetitiva del comma 2 dell'articolo 11-ter, della legge n. 468 del 1978. Tale comma, infatti, stabilisce l'obbligo della redazione della relazione tecnica per tutti i disegni di legge, gli schemi di decreto legislativo e gli emendamenti di iniziativa governativa che comportino conseguenze finanziarie. Pertanto, in assenza di una puntuale elencazione delle direttive la cui attuazione appare suscettibile di determinare «conseguenze finanziarie», la norma sembrerebbe priva di reale contenuto normativo. Ritiene pertanto necessario acquisire l'avviso del Governo sull'opportunità di una parziale riformulazione del comma, nel senso di indicare esplicitamente le direttive che devono essere corredate dalla redazione tecnica e per le quali è previsto il parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari. A tale proposito, rileva che nel testo in esame il recepimento di alcune direttive contenute nell'allegato B (quali, in particolare, la direttiva 2006/22/CE, concernente disposizioni nel settore dei trasporti; la direttiva 2006/66/CE, recante norme in materia di pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori; la direttiva 2006/69/CE, concernente modifiche alla direttiva 77/388/CEE con riferimento alle misure aventi lo scopo di semplificare la riscossione dell'imposta sul valore aggiunto e di contribuire a contrastare la frode o l'evasione fiscale; la direttiva 2006/86/CE, relativa alle prescrizioni in tema di rintracciabilità, notifica di reazioni e eventi avversi gravi, nonché prescrizioni tecniche per la codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani; la direttiva 2006/87/CE, che fissa i requisiti tecnici per le navi della navigazione interna e la direttiva 2006/137/CE, prevista dall'allegato A, che modifica la citata direttiva 2006/87; la direttiva 2006/88/CE, relativa alle condizioni di polizia sanitaria applicabile alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie; la direttiva 2006/112/CE, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto; la direttiva 2006/117/EURATOM, concernente la sorveglianza e il controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustione nucleare esaurito; la direttiva 2006/118/CE, concernente misure per la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento; la direttiva 2006/121/CE in materia di ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative alla


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classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose per adattarla al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione di sostanze chimiche) potrebbe comportare nuovi adempimenti a carico delle pubbliche amministrazioni per cui non sembra di potersi escludere l'eventualità che si determinino nuovi o maggiori oneri che tuttavia non vengono quantificati né coperti.
L'articolo 4 prevede che la copertura degli oneri derivanti da prestazioni e controlli eseguiti da uffici pubblici, ai fini dell'attuazione della normativa comunitaria, sia posta a carico dei soggetti interessati, secondo tariffe determinate sulla base del costo effettivo del servizio. Le entrate derivanti dalle suddette tariffe sono attribuite alle amministrazioni che effettuano le prestazioni e i controlli mediante riassegnazione ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 469 del 1999. Al riguardo, tenuto conto del limite alla riassegnazione delle entrate stabilito in via permanente dalla legge n. 266 del 2005, ritiene che andrebbe chiarito se il meccanismo tariffario previsto dalla norma in esame risulti idoneo a garantire effettivamente l'integrale copertura dei costi sostenuti dalle amministrazioni competenti in materia di controlli. Ricorda, inoltre, che gli oneri strettamente riconducibili alle operazioni di verifica mediante entrate tariffarie risultano deducibili dal reddito imponibile in quanto costi obbligatori: tale deducibilità può determinare riflessi negativi in termini di gettito tributario.
L'articolo 6, comma 1, lettera a) stabilisce che per il funzionamento del CIACE, la Presidenza del Consiglio dei ministri potrà utilizzare personale appartenente alla terza area, o qualifiche equiparate, in posizione di comando proveniente da altre amministrazioni. Il contingente di personale da utilizzare non potrà eccedere le 20 unità. La relazione tecnica, riferita all'emendamento con il quale è stata introdotta la norma in esame, dà conto del parere favorevole della Ragioneria generale dello Stato. Afferma che non c'è nulla da osservare, preso atto delle valutazioni contenute nella relazione tecnica presentata al Senato. Da un punto di vista formale rileva, peraltro, che la relazione tecnica non fornisce gli elementi quantitativi necessari a definire la misura massima dell'onere da coprire. Con riferimento ai profili di copertura finanziaria, osserva che la norma, inserita al Senato a seguito dell'approvazione di una proposta emendativa di iniziativa governativa, è stata formulata nei termini sopra descritti in ottemperanza alla condizione espressa, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dalla Commissione bilancio del Senato. Al riguardo, pur considerando che la norma è formulata in termini di facoltà e che la stessa dovrebbe trovare pratica attuazione solo successivamente alla individuazione, da parte della Presidenza del Consiglio, delle risorse disponibili da destinare allo scopo, rileva l'opportunità di acquisire un chiarimento da parte del Governo in ordine alla quantificazione, anche in forma di stima, degli eventuali oneri che potrebbero derivare dalla norma in esame. Inoltre, considera necessario che il Governo si pronunci sulla effettiva possibilità che nell'ambito del bilancio della Presidenza del Consiglio possano risultare disponibili risorse da destinare agli interventi previsti dalla norma senza pregiudicare la realizzazione di quelli già previsti a legislazione vigente a valere sulle medesime risorse.
L'articolo 7 novella il comma 1-bis dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 99 del 2004, attribuendo all'AGEA la responsabilità di assicurare l'osservanza delle normative comunitarie relative ai controlli di conformità alle norme di commercializzazione nel settore ortofrutticolo. In tale attività l'AGEA si avvale di Agecontrol s.p.a., operando con le risorse umane e finanziarie assegnate a legislazione vigente. La relazione tecnica, riferita al testo originario, risulta a suo avviso pienamente utilizzabile nonostante siano state apportate modifiche in sede di trattazione al Senato. La relazione afferma che dall'attuazione della norma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza


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pubblica. Al riguardo, appare opportuno acquisire un chiarimento da parte del Governo in ordine alla possibile estensione - ai sensi dei capoversi 1-ter, quater e quinquies - delle funzioni di controllo esercitate dall'AGEA. Con riferimento ai profili di copertura finanziaria, segnala che si dispone che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con apposito decreto, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, possa aggiungere altri settori merceologici alla competenza di AGEA, una volta verificata la compatibilità con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili di AGEA e Agecontrol Spa. Al riguardo rileva l'opportunità di acquisire l'avviso del Governo circa l'eventualità di prevedere che il decreto di cui alla presente norma venga adottato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali con il concerto del Ministro dell'economia e delle finanze.
L'articolo 8 dispone che, in attuazione dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1028/2006, le regioni e le province autonome autorizzino i centri di imballaggio, inclusi in un apposito elenco, a classificare le uova, attribuendo a tali centri un codice identificativo. Le regioni e province autonome verificano il rispetto delle norme comunitarie da parte dei centri di imballaggio autorizzati, disponendo, in caso contrario, il ritiro dell'autorizzazione. La relazione tecnica, che, seppure riferita al testo originario, risulta anche in questo caso pienamente utilizzabile, afferma che dall'attuazione della norma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire una conferma da parte del Governo in ordine alla possibilità che le attività di controllo successive al rilascio delle autorizzazioni, svolte da parte di regioni, province autonome e ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, possano svolgersi a valere sulle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili. Andrebbe inoltre, a suo giudizio, chiarito se la misura delle tariffe per il rilascio delle autorizzazioni (che il testo definisce come «basate» sul costo del servizio) debba essere finalizzata a dare integrale copertura ai costi amministrativi.
L'articolo 14 delega il Governo ad adottare disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n. 214 del 2005, di attuazione della direttiva 2002/89/CE in materia di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali, al fine di evitare che siano messe in commercio sostanze pericolose, con particolare riferimento alla fase dell'importazione e dello stoccaggio, anche mediante l'adozione di etichettature che possano consentire la tracciabilità dei prodotti. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire un chiarimento da parte del Governo in ordine ai possibili effetti finanziari derivanti dallo svolgimento delle attività di controllo connesse all'attuazione della norma in esame.
L'articolo 15 delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi recanti norme correttive di tutte le disposizioni relative alla materia valutaria alla luce delle norme introdotte dal regolamento CE n. 1889/2005, relativo ai controlli sul denaro contante in entrata o in uscita dalla Comunità. Al riguardo, ritiene opportuno che il Governo chiarisca se lo scambio di informazioni, di cui al comma 2, possa avvenire nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio.
L'articolo 16 delega il Governo ad adottare secondo le procedure di cui all'articolo 1, commi 2, 3 e 4 del presente schema di decreto, un decreto legislativo per l'attuazione del regolamento (CE) n. 2173/2005, relativo all'istituzione di un sistema di licenze per l'importazione di legname nella Comunità europea. Al riguardo, reputa opportuno acquisire chiarimenti da parte del Governo in ordine alla possibilità di fare fronte agli oneri connessi alla verifica delle licenze con le risorse disponibili a legislazione vigente.
L'articolo 21 delega il Governo ad introdurre disposizioni correttive al decreto legislativo n. 151 del 2005, recante attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione


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dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire una conferma, da parte del Governo, in ordine alla effettiva possibilità di dare attuazione alle modifiche previste al decreto legislativo n. 151 del 2005 nel rispetto dell'obbligo di neutralità finanziaria sancito dal comma 2 della norma in esame.
L'articolo 22, come modificato dal Senato, delega il Governo a dare organica attuazione alla direttiva 2006/117/EURATOM del Consiglio del 20 novembre 2006, relativa alla sorveglianza ed al controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi e di combustibile nucleare esaurito. Al riguardo, con riferimento alle attività di controllo previste dalle norme in esame, reputa opportuna una conferma da parte del Governo circa l'effettiva possibilità che le amministrazioni interessate diano attuazione ai necessari adempimenti nel rispetto dell'obbligo di neutralità finanziaria previsto dal comma 3 dell'articolo in esame. Con riferimento sia all'articolo 24, comma 2, sia all'articolo 25, comma 3, evidenzia l'opportunità di fare riferimento all'assenza di «nuovi o maggiori» oneri per il bilancio dello Stato.
L'articolo 26, introdotto dal Senato, delega il Governo ad adottare, nel rispetto del regolamento (CE) n. 423/2007, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni dirette a regolamentare, nei confronti dell'Iran, le transazioni connesse con i beni e tecnologie a duplice uso, inclusi i servizi di assistenza tecnica o finanziaria correlati, nonché a stabilire sanzioni penali o amministrative per le violazioni delle medesime disposizioni. Al riguardo, ritiene opportuno acquisire una conferma da parte del Governo in ordine alla possibilità che alla procedura autorizzatoria sopra illustrata si possa fare effettivamente fronte a valere sulle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili.
L'articolo 27, introdotto dal Senato, delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data in vigore della legge in esame e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un decreto legislativo per disciplinare le modalità di finanziamento dei controlli sanitari ufficiali volti a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali, di cui al regolamento (CE) n. 882 del 2004. Osserva che non vi è nulla da osservare al riguardo, nel presupposto che i richiamati criteri per la determinazione delle tariffe assicurino l'integrale copertura dei costi delle ispezioni.
L'articolo 28, comma 4, prevede che gli schemi dei decreti legislativi recanti attuazione delle decisioni quadro che comportano oneri finanziari debbano essere corredati dalla relazione tecnica e che sui medesimi sia richiesto anche il parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari. Al riguardo, analogamente a quanto rilevato con riferimento al comma 4 dell'articolo 1 per ciò che concerne il recepimento delle direttive comunitarie, osserva che la norma non individua puntualmente le decisioni quadro la cui attuazione è suscettibile di determinare conseguenze finanziarie, ma ha una valenza generale che sembra demandare esclusivamente al Governo, in sede di attuazione del presente provvedimento, l'individuazione delle decisioni quadro alle quali si applicano le disposizioni in commento. Appare pertanto necessario acquisire l'avviso del Governo sull'opportunità di indicare espressamente le decisioni quadro che devono essere corredate dalla relazione tecnica, per le quali è previsto il parere delle Commissioni parlamentari competenti per i profili finanziari.
Ritiene che non vi sia nulla da osservare relativamente all'articolo 30, che reca i principi ed i criteri direttivi cui il Governo si dovrà attenere nell'emanare il decreto legislativo di attuazione della decisione quadro relativa all'esecuzione sul territorio di uno Stato membro dei provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria di un altro Stato membro, che dispongono il blocco o sequestro di beni per finalità probatorie ovvero per la loro successiva confisca.


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L'articolo 31 reca i principi e i criteri direttivi di attuazione della decisione quadro relativa alla confisca di beni, strumenti e proventi di reato. Al riguardo, ritiene che andrebbe chiarito se il recepimento della nuova disciplina comunitaria in materia di confisca e la conseguente integrazione con la normativa vigente possano determinare effetti onerosi per il bilancio dello Stato.
L'articolo 32 reca i principi ed i criteri direttivi per l'attuazione della decisione quadro relativa all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie. Al riguardo, osserva che andrebbe chiarito se gli adempimenti previsti dalla norma in materia di riscossione possano essere effettuati nell'ambito delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Il sottosegretario Antonangelo CASULA chiede un rinvio dell'esame al fine di poter predisporre i necessari elementi di risposta alle richieste di chiarimenti avanzate.

Lino DUILIO, presidente, preso atto dell'esigenza manifestata dai rappresentanti del Governo, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.20 alle 15.25.