VI Commissione - Resoconto di mercoledý 10 ottobre 2007


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INDAGINE CONOSCITIVA

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE.

La seduta comincia alle 9.45.

Indagine conoscitiva sulla situazione e le prospettive del sistema creditizio, con particolare riferimento alle aree meridionali.

Audizione dell'Amministratore delegato del gruppo UniCredit, Alessandro Profumo.
(Svolgimento e conclusione).

Paolo DEL MESE, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso, nonché attraverso il canale televisivo satellitare della Camera. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Introduce, quindi, l'audizione.

Alessandro PROFUMO, Amministratore delegato del gruppo UniCredit, svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono quindi, svolgendo considerazioni e ponendo quesiti, i deputati Felice BELISARIO (IdV), Franco CECCUZZI (Ulivo), Giampaolo FOGLIARDI (Ulivo), Maria LEDDI MAIOLA (Ulivo), Francesco TOLOTTI (Ulivo), Alberto FLUVI (Ulivo), Antonio PEPE (AN), Maria Ida GERMONTANI (AN) ed il Presidente


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Paolo DEL MESE, ai quali replica Alessandro PROFUMO, Amministratore delegato del gruppo UniCredit.

Paolo DEL MESE, presidente, ringrazia l'Amministratore delegato del gruppo UniCredit.
Dichiara quindi conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 11.15.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Paolo DEL MESE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Massimo Tononi.

La seduta comincia alle 15.40.

Ratifica Accordo di stabilizzazione ed associazione tra le Comunità europee ed i loro Stati membri e l'Albania.
C. 3043.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Francesco AMENDOLA (Ulivo), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere alla III Commissione Affari esteri sul disegno di legge C. 3043, recante ratifica dell'Accordo di stabilizzazione ed associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri e l'Albania, con Allegati, Protocolli, atto finale e dichiarazioni, fatto a Lussemburgo il 12 giugno 2006.
L'Accordo in esame è finalizzato ad integrare l'Albania nel contesto politico ed economico europeo, ed è parte del processo di stabilizzazione e di associazione (PSA), che coinvolge cinque paesi dell'Europa sud-orientale (Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica federale di Jugoslavia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Albania) mirando a traghettare tali Paesi verso l'adesione all'Unione europea.
L'Accordo comprende 137 articoli raggruppati in dieci titoli, cinque Allegati e sei Protocolli.
Gli obiettivi dell'Accordo, delineati nell'articolo 1, sono quelli di sostenere l'Albania a consolidare la democrazia, contribuire alla stabilizzazione politica, economica e istituzionale in Albania e nella regione balcanica, sviluppare la cooperazione economica e internazionale, instaurare progressivamente una zona di libero scambio tra la Comunità e l'Albania e promuovere la cooperazione regionale.
Per quanto concerne gli aspetti di competenza della Commissione, si segnalano le disposizioni commerciali contenute nei titoli IV e V dell'Accordo, relative alla libera circolazione delle merci e dei lavoratori, alla libera prestazione di servizi di pagamenti e di movimenti di capitali.
In tale ambito si prevede l'instaurazione progressiva di una zona di libero scambio (articolo 16).
Per i prodotti industriali i dazi doganali, le restrizioni quantitative e le misure d'effetto equivalente relativi alle importazioni nella Comunità di prodotti originari dell'ERJM sono aboliti alla data di entrata in vigore dell'Accordo (articolo 18).
I dazi doganali applicabili alle importazioni in Albania di merci originarie della Comunità sono aboliti alla data di entrata in vigore dell'Accordo o, per talune merci, progressivamente ridotti ed eliminati nel periodo di dieci anni secondo un calendario prestabilito (dall'articolo 19 per i prodotti meno sensibili, di cui all'Allegato I per le merci sensibili ivi indicate). Le restrizioni quantitative e le misure d'effetto equivalente sulle importazioni di merci originarie della Comunità sono abolite alla data di entrata in vigore dell'Accordo (articolo 19, paragrafo 3).
Ad effetto immediato dalla data di entrata in vigore dell'Accordo, inoltre, le Parti aboliscono nei loro scambi tutti gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali


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sulle importazioni (articolo 20); tutti i dazi doganali all'esportazione e gli oneri di effetto equivalente, nonché tutte le restrizioni quantitative all'esportazione e le misure d'effetto equivalente (articolo 21).
L'Albania potrà tuttavia, ove le condizioni economiche generali e la situazione dello specifico settore economico lo consentano, ridurre i suoi dazi doganali più rapidamente di quanto indicato (articolo 22).
Vengono inoltre reciprocamente abolite tutte le restrizioni quantitative sulle importazioni dei prodotti agricoli e della pesca e le misure ad effetto equivalente sugli stessi prodotti (articolo 26); la Comunità abolisce inoltre i dazi doganali e gli oneri equivalenti sulle importazioni di alcune categorie di prodotti agricoli originari dall'Albania (articolo 27).
Dalla data di entrata in vigore dell'Accordo le Parti si impegnano a non introdurre nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni, non aumentano quelli già applicati, né introducono restrizioni quantitative o misure d'effetto equivalente (articolo 33).
Sono altresì vietate le discriminazioni fiscali tra i prodotti di una Parte e quelli simili originari del territorio dell'altra Parte (articolo 34).
L'Accordo non impedisce il mantenimento o l'istituzione di unioni doganali, zone di libero scambio ed intese transfrontaliere, a meno che esse non alterino le condizioni commerciali dell'Accordo stesso (articolo 36).
L'Accordo prevede, inoltre, che ciascuna delle due Parti conceda per lo stabilimento delle società, nonché per le attività delle filiali e delle consociate dell'altra Parte, un trattamento non meno favorevole di quello nazionale o della nazione più favorita (articolo 50), anche con riferimento ai servizi finanziari, di cui l'allegato IV fornisce la definizione.
In deroga alla disciplina che regola lo stabilimento di società e di cittadini comunitari, l'Accordo concede all'Albania, nel corso dei primi quattro anni dalla data di entrata in vigore, la facoltà di adottare misure «protezionistiche» a favore di determinate industrie che siano potenzialmente a rischio di subire un grave danno dalla diretta concorrenza comunitaria (articolo 56).
L'Accordo promuove inoltre la graduale liberalizzazione della prestazione di servizi da parte di società o di persone fisiche (articolo 57).
In quest'ambito è garantita, a partire dalla data di entrata in vigore dell'Accordo, la libera circolazione dei capitali relativi agli investimenti diretti (nonché la liquidazione e il rimpatrio di tali investimenti e dei profitti che ne derivano) e dei capitali relativi ai crediti per transazioni commerciali. A decorre da cinque anni dalla data di entrata in vigore dell'Accordo, le Parti garantiscono la libera circolazione dei capitali relativi agli investimenti di portafoglio. Le Parti hanno inoltre facoltà di adottare eventuali misure di salvaguardia sui movimenti di capitale, nel caso in cui possano causare difficoltà al funzionamento della politica di cambio o monetaria di una delle Parti (articoli 61 e 62).
Le disposizioni generali dell'Accordo in materia di pagamenti correnti e di movimenti di capitale sono soggette ad alcune limitazioni. Esse infatti non si applicano alle attività svolte sul territorio di una o l'altra delle Parti, se connesse all'esercizio dei poteri pubblici, né trovano attuazione in caso di allarme per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di pubblica sanità (articolo 63).
L'Accordo precisa (articolo 66) che il trattamento di nazione più favorita concessa ai sensi dell'Accordo stesso non si applica alle agevolazioni già concesse o a quelle che le Parti concederanno in forza di accordi sulla doppia imposizione e che comunque nessuna disposizione dell'Accordo impedisce alle Parti di applicare misure di contrasto all'evasione fiscale.
L'Accordo impegna altresì le Parti a collaborare nella lotta al riciclaggio di denaro, alla criminalità e ad altre attività illecite; la cooperazione tra le Parti in questi settori comprende anche assistenza amministrativa e tecnica (articoli 82-85).
Con riferimento alle politiche di cooperazione (Titolo VIII) le Parti collaborano, in particolare, per migliorare la


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comprensione dei meccanismi delle rispettive economie, e la Comunità si impegna a fornire assistenza tecnica, su richiesta dell'Albania, per aiutare quest'ultima nel ravvicinamento delle sue politiche a quelle dell'Unione monetaria europea (articolo 87). Le Parti cooperano per favorire il potenziamento dei servizi bancari, assicurativi e finanziari (articolo 89), nonché per promuovere e tutelare gli investimenti privati, nazionali ed esteri. La cooperazione riguarda, inoltre, il settore delle dogane e della fiscalità, al fine di agevolare le misure di liberalizzazione e di assicurare l'efficace riscossione delle imposte e la lotta alle frodi fiscali (articoli 97 e 98); in tale quadro il Protocollo n. 6 allegato disciplina le modalità dell'assistenza amministrativa reciproca in campo doganale.
In materia di cooperazione finanziaria (titolo IX) vengono stabilite norme per consentire all'Albania di beneficiare di assistenza finanziaria da parte della Comunità, sotto forma di sovvenzioni e di prestiti, compresi quelli concessi dalla Banca europea per gli investimenti (articolo 112). L'assistenza finanziaria, sotto forma di sovvenzioni, è disciplinata dal pertinente regolamento del Consiglio nell'ambito di un quadro indicativo pluriennale, definito dalla Comunità, in seguito a consultazioni con l'Albania (articolo 113).
Propone quindi di esprimere parere favorevole sul disegno di legge in esame.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore

Disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici.
Nuovo testo unificato C. 73 ed abb.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione - Nulla osta).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento.

Francesco AMENDOLA (Ulivo), relatore, rileva come la Commissione sia chiamata ad esprimere il parere, ai sensi dell'articolo 73, comma 1-bis del regolamento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, sul nuovo testo unificato delle proposte di legge C. 73 Volontè, C. 118 Cordoni e C. 1697 Rossi Gasparrini, recante disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici.
L'articolo 1 apporta alcune modifiche all'articolo 5 della legge n. 493 del 1999, al fine di prevedere che le regioni e le province autonome sono tenute ad elaborare programmi informativi e formativi in relazione agli infortuni negli ambienti di civile abitazione.
L'articolo 2 modifica invece l'articolo 7 della predetta legge n. 493, affidando in primo luogo all'INAIL il compito di gestire l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici, mediante il comitato amministratore di cui all'articolo 10 della legge n. 493.
Inoltre, viene esteso da 65 a 70 anni l'obbligo di iscrizione all'assicurazione, e si abbassa dal 27 al 25 per cento il grado di inabilità coperto dalla stessa assicurazione.
La lettera d) del comma 1 inserisce altresì un nuovo comma 4 bis nel corpo del citato articolo 7, ai sensi del quale ai soggetti infortunati è assicurata l'erogazione, da parte dell'INAIL, congiuntamente alle prestazioni medico legali, delle prime cure ambulatoriali previste dall'articolo 12 della legge n. 67 del 1988.
L'articolo 3 della proposta di legge dispone in merito ai premi assicurativi della predetta assicurazione obbligatoria, modificando l'articolo 8 della legge n. 493.
In primo luogo, sono modificati i requisiti richiesti perché il premio della predetta assicurazione sia posto a carico dello Stato: in particolare il reddito lordo massimo individuale viene innalzato da 9 milioni di lire a 6.713,98 euro annui, mentre l'ammontare del reddito complessivo lordo familiare viene innalzato da 18 milioni di lire a 11.271 euro.
Inoltre si interviene sui meccanismi di riscossione dei medesimi premi assicurativi, prevedendo che essa possa avvenire anche mediante i sistemi previsti dal comitato


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amministratore di cui all'articolo 10 o mediante sistemi comunque compatibili con altri tipi di riscossione, compresi quelli indicati dall'articolo 8, comma 12, del decreto legislativo n. 252 del 2005, che prevedono la possibilità di accreditare alle forme pensionistiche complementari gli importi corrispondenti agli abbuoni accantonati a seguito di acquisti compiuti mediante carte di credito o di debito presso centri di vendita convenzionati.
L'articolo 4 modifica alcune disposizioni dell'articolo 10 della legge n. 493 del 1999, relativamente alla disciplina Fondo autonomo speciale istituito dal medesimo articolo 10 per la gestione dell'assicurazione obbligatoria.
In particolare, si introduce un nuovo comma 2-bis, ai sensi del quale Fondo è gestito dal comitato amministratore di cui al comma 2 del medesimo articolo 10.
Inoltre si integrano le funzioni del predetto comitato amministratore, specificando che esso, oltre ad esercitare i poteri puntualmente indicati dalla disposizioni esercita tutti i poteri spettanti in materia di amministrazione di un fondo ai sensi della legislazione vigente.
Infine, al comma 4, viene sostituito il secondo periodo, al fine di precisare che le eventuali ulteriori eccedenze di gestione del Fondo, non destinate all'estensione della copertura assicurativa o al miglioramento delle prestazioni possono essere utilizzate da parte del Ministero della salute per la realizzazione di campagne informative a livello nazionale finalizzate alla prevenzione degli infortuni negli ambienti di civile abitazione, su indirizzo del comitato amministratore.
L'articolo 5 dispone in merito alla copertura finanziariadegli oneri recati dall'intervento legislativo.
Dal momento che il provvedimento in esame non presenta aspetti di competenza della Commissione Finanze, propone di esprimere su di esso nulla osta.

La Commissione approva la proposta del relatore.

Legge comunitaria 2007.
C. 3062 Governo, approvato dal Senato.
(Relazione alla XIV Commissione).
(Seguito esame e conclusione - Relazione favorevole con osservazione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta di ieri.

Paolo DEL MESE, presidente, avverte che non sono stati presentati emendamenti al disegno di legge C. 3062.

Giampaolo FOGLIARDI (Ulivo), relatore, formula una proposta di relazione sul disegno di legge C. 3062 (vedi allegato 1).

La Commissione approva la proposta di relazione formulata dal relatore, e delibera di nominare il deputato Giampaolo Fogliardi quale relatore presso la XIV Commissione.

Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2006.
Doc. LXXXVII, n. 2.
(Parere alla XIV Commissione).
(Seguito esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta di ieri.

Giampaolo FOGLIARDI (Ulivo), relatore, formula una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

La Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 15.55.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 10 ottobre 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.55 alle 16.