VIII Commissione - Resoconto di mercoledý 10 ottobre 2007


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ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Gianni Piatti.

La seduta comincia alle 9.30.


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Schema di decreto legislativo concernente ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.
Atto n. 168.

(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che la Commissione comincia in data odierna l'esame dell'ulteriore schema di decreto legislativo correttivo del cosiddetto «codice ambientale» - emanato in attuazione della legge n. 308 del 2004 - ai fini dell'espressione del primo parere parlamentare previsto dalla citata legge, il cui termine viene in scadenza il 26 ottobre prossimo.
Al riguardo, avverte preliminarmente che l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione del 3 ottobre scorso, ha affrontato la questione delle modalità di svolgimento dell'esame del testo, prevedendo - tra l'altro - di procedere ad un mirato ciclo di audizioni informali, nonché di dare comunque la possibilità a tutti i soggetti interessati, che non saranno convocati nell'ambito delle citate audizioni informali, di inviare apposite documentazioni scritte sulle tematiche oggetto dello schema di decreto.
Fa presente, inoltre, che i rappresentanti di taluni gruppi di opposizione, nel corso della citata riunione dell'Ufficio di presidenza, hanno illustrato le ragioni delle proprie perplessità sulle procedure seguite dal Governo per l'adozione del provvedimento in titolo, in particolare chiedendo preliminarmente alla presidenza della Commissione di garantire la presenza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in occasione dell'esame dello schema di decreto legislativo. A tal fine - nel ringraziare il sottosegretario di Stato per la disponibilità ad essere oggi presente a nome del Ministro, impossibilitato a partecipare ai lavori della Commissione per un improrogabile impegno di carattere internazionale - comunica che la seduta odierna, in coerenza con le richieste testé evidenziate, avrà lo scopo di introdurre l'esame del provvedimento e di consentire ai gruppi di illustrare eventuali questioni preliminari di metodo e di merito, che potranno essere utilmente acquisite dal dicastero competente ai fini degli eventuali chiarimenti da fornire nella prossima seduta, prevista per il 16 ottobre 2007, alla quale il Ministro Pecoraro Scanio ha sin d'ora assicurato la sua presenza.

Franco STRADELLA (FI), intervenendo sulle modalità di organizzazione dei lavori della Commissione, osserva che le questioni problematiche sollevate dalle procedure seguite per l'adozione del provvedimento in titolo rendono inutile ripercorrere l'intero iter sinora seguito dal Governo: a suo giudizio, infatti, sono sufficienti le opinioni di autorevoli rappresentanti di organi istituzionali dello Stato per certificare l'illegittimità dello schema di decreto in esame. Ricorda, quindi, che i gruppi di opposizione hanno chiesto ulteriori chiarimenti ai Presidenti delle Camere, ritenendo assurdo che la Commissione continui a lavorare inutilmente, considerato anche che la procedura sinora seguita non risulta conforme alla legge di delegazione e che la riscrittura delle norme contenute nello schema di decreto ormai decaduto ignora totalmente le presrizioni di legge.
Segnala, pertanto, l'indignazione dei gruppi di opposizione per l'atteggiamento assunto dal Governo, che ha peraltro richiesto un parere al Consiglio di Stato senza che questo fosse prescritto dalla legge e, adesso, propone alle Commissioni di procedere nel loro esame anche in assenza del citato parere.
Come già preannunciato nell'ultima riunione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, avverte quindi che i gruppi di opposizione non parteciperanno ai lavori della Commissione dedicati all'esame del provvedimento in titolo e compiranno ogni possibile sforzo per fermare un percorso


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parlamentare che giudicano inutile e dannoso. Esprime, in proposito, la forte preoccupazione per il fatto che i Presidenti delle Camere non abbiano dato risposte convincenti agli elementi di criticità testé richiamati, con ciò consentendo al Ministro dell'ambiente di incidere sull'autorevolezza del Parlamento e sulle prerogative delle stesse Commissioni permanenti.
Rilevato come il provvedimento in esame possa, peraltro, mettere in crisi l'intero sistema delle imprese, fa presente che il suo gruppo parteciperà esclusivamente alle audizioni informali già programmate, per una forma di rispetto nei confronti dei soggetti auditi, riservandosi di verificare l'eventuale partecipazione alla seduta in cui è prevista la presenza del Ministro, al solo scopo di ribadire le posizioni critiche sinora espresse. Per il resto, dichiara di rendersi conto della gravità della decisione di non partecipare al seguito dell'esame del provvedimento, ritenendo tuttavia che essa sia comprensibile alla luce dell'atteggiamento di chiusura adottato dal Governo.

Roberto TORTOLI (FI), intervenendo sulle modalità di organizzazione dei lavori della Commissione, ritiene opportuno integrare le condivisibili motivazioni esposte dal deputato Stradella rispetto alle decisione dei gruppi di opposizione di non partecipare al seguito dei lavori della Commissione. A tal fine, rileva che il Governo ha voluto adottare una serie eccessiva di forzature procedurali, che porta, di fatto, ad un vero e proprio esautoramento delle funzioni parlamentari. Ricorda, in proposito, che nella scorsa legislatura la maggioranza pro tempore - pur potendo contare su numeri schiaccianti in entrambe le Camere - dedicò circa tre anni e mezzo alla definizione del provvedimento originario, garantendo tutti i necessari approfondimenti in sede parlamentare. Al contrario, ritiene che la posizione dell'attuale maggioranza si muova in direzione opposta, contribuendo ad indebolire la dignità del Parlamento.
Sottolinea, quindi, che il provvedimento in titolo configura un grave caso di eccesso di delega, poiché prevede l'abrogazione di numerosi articoli della parte II del «codice ambientale» e stravolge intere sezioni del provvedimento originario: si tratta, a suo avviso, di punti già fortemente criticati da un recente parere del Consiglio di Stato, che ha delineato i limiti al potere correttivo delegato al Governo. In tal senso, osserva che la situazione che si è venuta a determinare con la richiesta di parere allo stesso Consiglio di Stato sul provvedimento in esame, peraltro non prevista da disposizioni legislative, appare assurda ed inaccettabile, mettendo di fatto «sotto tutela» il Parlamento, che dovrà operare in attesa del citato parere del Consiglio di Stato, il quale è stato così configurato come una sorta di «terza Camera».
Per le ragioni esposte, dichiara che, dal punto di vista personale, preferisce non partecipare alla seduta in cui è prevista la presenza del Ministro, poiché rischierebbe di dover passare a pesanti accuse nei suoi confronti, soprattutto dirette a porre in risalto la sua manifesta volontà di non rispettare la dignità delle istituzioni parlamentari. Nel ricordare, peraltro, che il suo gruppo aveva deciso di astenersi sulla proposta di parere del relatore riferita al precedente schema di decreto legislativo, osserva che la nuova situazione impedisce di confermare un'analoga disponibilità; a suo giudizio, pertanto, sarebbe stato molto più semplice sottoporre al Consiglio di Stato un quesito procedurale di carattere preliminare, che avrebbe consentito di risolvere in tempi brevi la questione e di procedere, in caso positivo, all'esame parlamentare.
In conclusione, consegna alla presidenza un'apposita documentazione prodotta sull'argomento, chiedendo altresì di poter acquisire agli atti della Commissione le lettere relative alle comunicazioni istituzionali intercorse tra Italia e Unione europea per la notifica del provvedimento in esame.

Ermete REALACCI, presidente, assicura che si farà carico di richiedere la


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documentazione richiamata dal deputato Tortoli.

Francesco NUCARA (Misto-RLR), intervenendo sulle modalità di organizzazione dei lavori della Commissione, segnala che i gruppi di opposizione hanno inviato una lettera ai Presidenti delle Camere, nella quale esprimono il convincimento che non sia possibile per la Commissione procedere nell'esame del provvedimento, che è da ritenersi irricevibile. Fa presente, infatti, che il mancato rispetto dei termini per la trasmissione al Parlamento del precedente atto normativo comporta la decadenza dall'esercizio della delega, la quale non può che configurarsi come una perdita in assoluto del potere di compiere un nuovo atto da parte del Governo. Rileva, in tal senso, che i Presidenti delle Camere avevano correttamente restituito al Governo il precedente schema di decreto legislativo; in coerenza con quella decisione, dunque, essi dovrebbero ora considerare il nuovo testo non solo annullabile, ma radicalmente nullo.
Osserva, inoltre, che le disposizioni del provvedimento in esame relative alla disciplina di VIA, VAS e IPPC sono definite, nella relazione illustrativa che accompagna il testo, come una integrale sostituzione della parte II del «codice ambientale»; il Governo, pertanto, riconosce di avere esercitato un potere sostitutivo anziché correttivo. Rammenta, peraltro, che un recente parere del Consiglio di Stato ha posto forti limiti al potere correttivo delegato, che gli stessi Presidenti delle Camere dovrebbero considerare ai fini delle loro determinazioni. In ogni caso, ritiene che sia dovere del presidente della Commissione quello di rappresentare al Presidente della Camera gli elementi di criticità testé sollevati, anche per evitare che la stessa Commissione debba svolgere un lavoro inutile.

Tommaso FOTI (AN), intervenendo sulle modalità di organizzazione dei lavori della Commissione, preannuncia l'intenzione di sottoporre alla deliberazione della Commissione una questione pregiudiziale diretta ad impedire la prosecuzione dell'esame del provvedimento.

Ermete REALACCI, presidente, fa presente che la questione pregiudiziale rappresenta un istituto non applicabile a questa fase procedurale, in quanto l'articolo 40, comma 1, del Regolamento lo definisce come uno strumento per la discussione in Assemblea o in Commissione in sede legislativa. Ritiene, peraltro, che l'eventuale rinvio dell'esame del provvedimento possa essere richiesto secondo le consuete forme regolamentari previste per l'attività delle Commissioni permanenti.

Tommaso FOTI (AN), nel riservarsi di valutare eventuali iniziative in merito, intende anzitutto rilevare che la decisione del Governo di richiedere il parere del Consiglio di Stato sul provvedimento appare una vera e propria «invenzione normativa», con la quale lo stesso Governo sembra confondere la legge di delegazione (legge n. 308 del 2004) con la legge n. 400 del 1988. Si tratta, a suo giudizio, di un'anomalia procedurale, resa ancor più grave dalla decisione di inserire tale parere tra i due passaggi che la legge di delegazione prescrive per l'esame delle Commissioni parlamentari, che peraltro serve unicamente a tentare di porre rimedio ai gravi errori compiuti dal Ministro dell'ambiente.
Sottolinea, inoltre, che lo schema di decreto legislativo in titolo configura anche una palese violazione di legge, poiché eccede in misura abnorme i limiti della richiamata legge di delegazione. Ritiene, pertanto, che l'attuale fase di esame coinvolga anche le responsabilità del presidente della Commissione, che non oppone alcuna obiezione rispetto ad un chiaro esproprio del potere legislativo in materia ambientale da parte del Governo. In tal senso, osserva che un principio di responsabilità politico-istituzionale non possa consentire alla presidenza della Commissione di porsi in una posizione di sostanziale estraneità rispetto alle conseguenze


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derivanti dalle determinazioni assunte dai Presidenti delle Camere, i quali peraltro - piuttosto che assumersi l'onere di assegnare il provvedimento - avrebbero dovuto restituirlo nuovamente al Governo e, in caso di reiterato invio, avrebbero dovuto valutare la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzioni in sede di giurisprudenza costituzionale.
In conclusione, conferma che il suo gruppo non parteciperà ai lavori della Commissione dedicati all'esame del provvedimento in titolo, stigmatizzando inoltre il comportamento del Ministro dell'ambiente, che non ha voluto fornire la disponibilità alla presenza in Commissione nella seduta iniziale, con ciò rinnovando un pessimo metodo di rapportarsi alla Commissione.

Antonio MEREU (UDC), sempre con riferimento ai lavori della Commissione, ritiene inaccettabile che, con il provvedimento in esame, il Governo e la maggioranza parlamentare tentino di modificare radicalmente parti così importanti del «codice ambientale», ponendosi completamente al di fuori dei limiti della delega legislativa. Giudica, dunque, indispensabile che siano preliminarmente forniti i chiarimenti richiesti con forza dai gruppi di opposizione e stigmatizza il comportamento del Governo, che pretende di avere solo diritti e nessun dovere nei confronti del Parlamento, nonché di una maggioranza che, peraltro, non è più tale nel Paese.
Sottolinea che il suo gruppo non intende svolgere un ruolo da «supporter» rispetto alla maggioranza e che in materia ambientale il Paese avrebbe bisogno, prioritariamente, di regole certe: in tal senso, le radicali modifiche contenute nel provvedimento in esame avranno conseguenze pesanti per le imprese e per i lavoratori, aumentando solo confusione e incertezza. Nel rinnovare, infine, la piena condivisione delle argomentazioni svolte dai deputati di opposizione, preannuncia che il suo gruppo non parteciperà al seguito dei lavori della Commissione su tale atto del Governo, riservandosi tuttavia, ove nel prosieguo dei lavori emergessero sostanziali ed evidenti novità, di rivalutare il proprio atteggiamento.

Ermete REALACCI, presidente, alla luce degli interventi sinora svolti, conferma anzitutto che i problemi sollevati nella seduta odierna erano già stati posti in occasione dell'ultima riunione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi. Prende atto, in tal senso, delle obiezioni riferite all'effettiva cogenza della delega legislativa, che ritiene possano avere qualche fondamento; tuttavia, giudica essenziale riconoscere che vi è stato già un approfondito confronto tra il Governo e i Presidenti delle Camere, che hanno deciso di trasmettere alla Commissione un provvedimento che, allo stato, rappresenta un atto dovuto.
Nel ricordare che nella scorsa legislatura l'allungamento dei termini fu dovuto soprattutto a problemi sorti in relazione alla legge di delegazione, e in particolare alle disposizioni di diretta applicazione in essa contenute, intende dare atto al deputato Foti di avere svolto, in qualità di relatore sullo schema di decreto legislativo originario, un lavoro di grande serietà, che consentì alla Commissione di porre talune importanti questioni di merito. Quanto al provvedimento precedente, che il Governo ha trasmesso in ritardo alle Camere, osserva peraltro che il superamento dei termini previsti dalla legge di delegazione possa essere stato causato anche da una certa resistenza dello stesso Governo a recepire i pareri parlamentari, che erano frutto di un lavoro approfondito svolto dalle Commissioni di merito di Camera e Senato e che, se accolti in tempi rapidi, avrebbero potuto contribuire ad evitare i ritardi registrati. In ogni caso, ritiene ora utile procedere ad un esame di merito del nuovo testo presentato dal Governo, anche al fine di fornire un effettivo contributo da parte del Parlamento.

Camillo PIAZZA (Verdi), preso atto della decisione dei gruppi di opposizione di abbandonare l'Aula della Commissione prima dell'avvio formale dell'esame del


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provvedimento, chiede di poter svolgere subito le proprie considerazioni, prima ancora che il relatore introduca il contenuto dello schema di decreto legislativo. In particolare, ritiene opportuno esporre le ragioni della maggioranza sulla complessa situazione che caratterizza l'esercizio dei poteri correttivi delegati al Governo nella materia ambientale.

Ermete REALACCI, presidente, ritiene che - esaurite le questioni preliminari di metodo - la Commissione debba ora procedere nell'esame del testo, anzitutto mediante lo svolgimento della relazione introduttiva. Invita, pertanto, il deputato Camillo Piazza a prendere la parola dopo l'esaurimento della richiamata relazione.

Camillo PIAZZA (Verdi) preannuncia conseguentemente l'intenzione di rinunciare al proprio intervento.

Mauro CHIANALE (Ulivo), relatore, ritiene di dover sottolineare subito che, a suo avviso, dopo l'assegnazione del nuovo schema di decreto legislativo, la Commissione ha il dovere di procedere al suo esame. Ritiene, peraltro, a differenza di quanto sostenuto dai rappresentanti dei gruppi di opposizione, che il lavoro che la Commissione si appresta a svolgere non sia affatto inutile, perché consentirà di verificare quanto del proprio lavoro precedente, tradotto nel parere espresso lo scorso giugno, è stato tenuto in considerazione dal Governo: sul punto, anzi, preannuncia di voler procedere ad un'attenta verifica del grado di recepimento quantomeno delle condizioni allora formulate. Ricorda che da parte dei gruppi dell'opposizione sono state sollevate questioni delicate, sia sul punto relativo alla legittimità della riproposizione, da parte del Governo, del provvedimento oggi all'esame della Commissione, sia sul punto relativo all'assegnazione del medesimo provvedimento alla Commissione prima ancora del preannunziato parere del Consiglio di Stato. Registra, invece, con soddisfazione, che sia nella sede dell'Ufficio di presidenza della Commissione che nelle prese di posizione sugli organi di informazione, nessun rappresentante dell'opposizione ha espresso dubbi o contrarietà sull'operato del presidente della Commissione o dei rappresentanti della maggioranza, i quali non possono non sentirsi vincolati, a seguito dell'assegnazione del provvedimento, ad esercitare pienamente i compiti che la legge delega assegna al Parlamento. A questo compito, del resto, oltre che per ragioni istituzionali, la Commissione è tenuta, a suo avviso, almeno per due ragioni di merito. La prima ragione si riferisce alla necessità politica di dare una risposta ai soggetti istituzionali, agli operatori economici del settore, al mondo del lavoro e dell'associazionismo, che un mese fa, al momento del blocco dell'attività legislativa, sollevarono giuste critiche - in molti casi accompagnate da incredulità - per lo stop all'iter dell'originario provvedimento, nonché preoccupazioni per un quadro normativo sempre più incerto, che metteva a rischio le attività quotidiane e la programmazione sia in ambito industriale che istituzionale. La seconda ragione si riferisce invece al dato, anch'esso politicamente significativo, rappresentato dall'esito positivo della Conferenza unificata, la quale ha espresso in tempi rapidissimi un parere positivo sul provvedimento, nella seduta del 20 settembre scorso, testimoniando in questo modo, chiaramente, l'interesse e l'attesa con cui il mondo delle autonomie locali guarda al provvedimento in esame.
Quanto al contenuto dello schema di decreto legislativo in esame, ritiene che in questa sede si debba limitare ad una sommaria elencazione dei punti qualificanti e delle principali novità in esso contenute, rinviando alla completa e articolata documentazione predisposta dagli uffici, oltre che al prosieguo dell'esame, l'approfondimento delle varie tematiche. Osserva, quindi che il provvedimento si compone di cinque articoli. L'articolo 1 richiama, al comma 1, i principi generali ai quali deve conformarsi il diritto ambientale, fra i quali elenca il principio di precauzione, del «chi inquina paga»,


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dello sviluppo sostenibile, di sussidiarietà e di leale collaborazione fra i diversi livelli di governo, di accesso agli atti e di partecipazione dei cittadini ai procedimenti. Il comma 2 dello stesso articolo, invece, contiene una completa riscrittura delle norme del codice che regolano le procedure di VIA, VAS e IPPC, resasi necessaria - come indicato nella relazione illustrativa - per superare i molteplici profili di non conformità al diritto comunitario, oltre che per tenere conto dei numerosi rilievi delle Commissioni parlamentari e della Conferenza unificata sullo schema di decreto n. 152. L'articolo 2 dello schema di decreto correttivo in esame novella la parte III del codice ambientale (in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche) e la parte IV (in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati). Esso ripropone, in sostanza, le disposizioni contenute nel secondo schema di decreto correttivo, sul quale la Commissione aveva espresso il parere di sua competenza nella seduta del 27 giugno 2007 e che non era stato ritrasmesso a Camera e Senato nei termini indicati dalla norma di delega. Al riguardo, sottolinea che, rispetto a quel testo, sono state apportate diverse modifiche sostanziali, in prevalenza finalizzate al recepimento dei pareri di Camera e Senato, nonché all'accoglimento di alcuni degli emendamenti proposti dalla Conferenza unificata. Infine, fa presente che i successivi articoli 3, 4 e 5 recano, rispettivamente, la clausola di invarianza della spesa, la disciplina transitoria relativa alle norme applicabili ai progetti per i quali la VIA è in corso, e la data di entrata in vigore del provvedimento.
In conclusione, nel sottolineare ancora una volta la responsabilità di portare ad un esito positivo l'iter legislativo di un provvedimento, atteso sia dalle autonomie locali sia dal sistema produttivo, che incide positivamente sulla vita quotidiana dei cittadini e sulla tutela della loro salute oltre che dell'ambiente, formula un vivo auspicio che, quantomeno nella fase relativa all'espressione del secondo parere parlamentare, si determinino le condizioni politiche che consentano ai gruppi di opposizione di tornare a portare il loro contributo fattivo all'esame ed eventualmente al miglioramento del provvedimento in esame.

Il sottosegretario Gianni PIATTI prende atto delle considerazioni svolte nel corso della discussione, che giudica serie e meritevoli di attenzione. Ritiene che sia opportuno lasciare al Ministro, che ha già annunciato la propria presenza ai lavori della Commissione nella seduta di martedì prossimo, una disamina puntuale delle questioni sollevate dai gruppi di opposizione. Precisa, tuttavia, che da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è stato fatto un lavoro diligente, con la trasmissione entro i termini di legge dell'originario schema di decreto legislativo; come è noto a tutti, il dato che ha provocato il venir meno di quel provvedimento è stato commesso dal Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, il quale, per un errore tecnico, non lo ha trasmesso alle Camere nei termini prescritti dalla legge di delegazione.
Prende atto, quindi, del dibattito svolto e della diversità di opinioni sul punto relativo alle conseguenze della decadenza prodotta dalla trasmissione al Parlamento dell'originario provvedimento oltre i termini di legge, ma ritiene corretta l'interpretazione alla quale il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare è giunto, insieme alla Presidenza del Consiglio dei ministri, nel senso che il Governo è decaduto dall'esercizio del potere di delega con riferimento a quello specifico testo, ma che la delega, la quale verrà in scadenza solo nell'aprile 2008, può essere utilmente esercitata con la presentazione di nuovi testi. Concorda, quindi, con il relatore in ordine al dovere della Commissione di lavorare, ora che i Presidenti delle Camere hanno provveduto all'assegnazione del nuovo provvedimento, preannunciando


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la piena disponibilità del Governo a cooperare all'esame ed eventualmente al miglioramento del testo.
Nel merito, osserva che per la parte sui rifiuti, il parere reso dalla Conferenza unificata lo scorso 20 settembre e l'esame da parte della Commissione potranno senz'altro consentire sia una verifica delle questioni rimaste ancora aperte sia del grado di recepimento, da parte del Governo, dei pareri a suo tempo espressi dalle Commissioni parlamentari della Camera e del Senato. In proposito, rileva, peraltro, da un lato che in alcuni casi si trattava di pareri tra loro discordanti, dall'altro che il confronto con il Ministero dello sviluppo economico ha comportato, inevitabilmente, la ricerca di un ulteriore punto di equilibrio, che egli giudica comunque positivo. Quanto alla parte del provvedimento in esame che modifica le procedure di VIA, VAS e IPPC, rispetto alla quale è stata sollevata la questione di un presunto eccesso di delega, fa presente anzitutto che le regioni hanno già manifestato una posizione favorevole, soprattutto perché essa scongiura il rischio concreto di un inaccettabile vuoto legislativo.
Sottolinea che, a suo giudizio, di fronte ad una legislazione in aperto contrasto con la normativa europea - tale essendo per unanime valutazione quella contenuta nel decreto legislativo n. 152 del 2006 - il potere correttivo di delega non poteva essere esercitato in continuità con quell'impianto normativo, se non a costo di porsi esso stesso in aperta violazione della normativa europea. Di fronte a tale palese contrasto e alle numerose procedure di infrazione avviate contro l'Italia dall'Unione europea, il primo compito per il Governo era e resta quello di restituire coerenza fra la legislazione nazionale e quella europea; per tali ragioni, non si può ritenere fondata la denuncia di un presunto eccesso di delega.

Ermete REALACCI, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.35.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Gianni Piatti.

La seduta comincia alle 10.35.

Ratifica Accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) tra le Comunità europee ed i loro Stati membri e l'Albania.
C. 3043 Governo.

(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame.

Gianpiero BOCCI (Ulivo), relatore, osserva che il disegno di legge in titolo è importante sia per l'Albania - per la quale rappresenta un passo concreto in direzione dell'Europa - che per l'Italia, per lo specifico interesse che il nostro Paese ha per lo sviluppo di relazioni sempre più solide con l'Albania. Nel ricordare che il provvedimento reca agli articoli 1 e 2, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione dell'Accordo, mentre l'articolo 3 quantifica gli oneri derivanti dall'applicazione dell'Accordo, che sono valutati in 6.970 euro annui a decorrere dal 2007, sottolinea che l'Accordo di stabilizzazione e associazione (ASA), concluso il 12 aprile 2006, è finalizzato ad integrare l'Albania nel contesto politico ed economico europeo, anche nella prospettiva di una futura candidatura all'ingresso nell'Unione europea. Segnala, quindi, che fra gli obiettivi principali dell'ASA (rispetto dei princìpi democratici e dell'economia di mercato; sviluppo di relazioni di buon vicinato, da perseguire soprattutto con azioni nel campo della lotta al crimine organizzato, all'immigrazione clandestina, ai traffici illegali di persone e di stupefacenti) vi è anche quello - previsto


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all'articolo 108 dell'Accordo - per l'instaurazione e l'intensificazione della cooperazione in campo ambientale, «nell'impegno fondamentale della lotta contro il degrado ambientale e al fine di promuovere la sostenibilità dell'ambiente».
In conclusione, ritiene che sussistano senz'altro le ragioni per assumere fin dalla seduta odierna un orientamento positivo sul disegno di legge di ratifica in esame, come segnale da inviare sia ai partner europei, sull'interesse dell'Italia per il rafforzamento dei rapporti tra l'Unione europea e l'Albania, sia alla stessa Albania, sull'interesse italiano al rafforzamento del suo processo di democratizzazione e di integrazione in Europa. Propone, pertanto, di esprimere parere favorevole sul provvedimento in titolo.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Ratifica Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi.
C. 2861 Governo e abbinate.

(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 2 ottobre 2007.

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che il relatore, nella precedente seduta, dopo avere svolto una articolata e complessa relazione, ha proposto di esprimere parere favorevole sul provvedimento in titolo.

Mauro CHIANALE (Ulivo), relatore, ribadisce la proposta di parere favorevole, ricordando come la ratifica dei protocolli in questione rappresenti un atto dovuto, considerato anche che la Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi risale ormai al lontano 1991. In tal senso, riterrebbe poco dignitoso che l'Italia non accelerasse l'iter di approvazione del disegno di legge in esame, considerato anche che esso contiene la decisione dell'insediamento - accanto alla sede del Segretariato permanente della Convenzione ad Innsbruck - anche di una sede operativa distaccata a Bolzano.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 10.45.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Gianni Piatti.

La seduta comincia alle 15.05.

Schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2005/35/CE, relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni.
Atto n. 141.

(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 3 ottobre 2007.

Romolo BENVENUTO (Ulivo), relatore, alla luce del dibattito svolto sul provvedimento in titolo, presenta una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1), segnalando che essa ha un contenuto molto simile a quello del parere reso dall'omologa Commissione del Senato. Sottolinea, peraltro, che la proposta presentata prende atto dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo, nella precedente seduta, in relazione ai profili di problematicità legati al rispetto dei principi di delega; essa intende, inoltre, raccomandare al Governo l'esigenza di un


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rafforzamento dei compiti delle Capitanerie di Porto.

Il sottosegretario Gianni PIATTI dichiara di condividere la proposta di parere presentata.

La Commissione approva, quindi, la proposta di parere favorevole con osservazioni formulata dal relatore.

Schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2005/33/CE, relativa al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo, nonché di altri combustibili liquidi.
Atto n. 145.

(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato nella seduta del 3 ottobre 2007.

Ermete REALACCI, presidente, fa presente che il termine per l'espressione del parere sullo schema di decreto legislativo in titolo viene in scadenza il 13 ottobre prossimo. Rammenta, tuttavia, che il Presidente della Camera - nell'assegnare, lo scorso 3 settembre, lo schema di decreto - aveva richiamato l'esigenza che la Commissione non si pronunciasse definitivamente sul provvedimento prima dell'acquisizione del parere della Conferenza unificata.
A tal fine, chiede al rappresentante del Governo di illustrare l'attuale stato dell'esame del provvedimento in sede di Conferenza unificata e di impegnarsi, in ogni caso, ad attendere l'espressione del parere da parte della VIII Commissione, anche oltre il termine, in precedenza richiamato, previsto dalla legge di delegazione.

Il sottosegretario Gianni PIATTI comunica che per il 15 ottobre 2007 è stato convocato un tavolo tecnico in vista del possibile inserimento del provvedimento all'ordine del giorno della prossima riunione della Conferenza unificata, che, tuttavia, non può ancora essere considerato ufficiale, considerata anche l'esigenza di verificare l'esito del preannunziato tavolo tecnico.
Avverte, peraltro, che il Dipartimento per le politiche comunitarie ha fatto presente che la notifica alla Commissione europea dell'avvenuto recepimento della direttiva comunitaria in questione deve essere inviata entro il prossimo 11 novembre; pertanto, sarebbe importante acquisire il parere parlamentare in tempi quanto mai rapidi, eventualmente anche in costanza di esame in sede di Conferenza unificata, atteso che vi sarebbe l'auspicio del Dipartimento stesso di portare il testo all'attenzione del Consiglio dei ministri il prossimo 23 ottobre e, comunque, non più tardi del 26 ottobre 2007.

Ermete REALACCI, presidente, ritiene che il lavoro svolto in sede di Conferenza unificata sia indispensabile per poter costituire le condizioni per un consapevole parere parlamentare, essendo ormai evidente l'esistenza di forti meccanismi di interrelazione tra le Camere e il sistema delle autonomie territoriali. In ogni caso, ribadisce che il Presidente della Camera ha assegnato il provvedimento per il parere della Commissione, segnalando l'esigenza di procedere alla previa acquisizione del parere della Conferenza unificata; per tali ragioni, l'unico elemento che potrebbe consentire alla Commissione di esprimersi in assenza del citato parere della Conferenza unificata sarebbe costituito dall'eventuale comunicazione al Presidente della Camera, da parte del Governo, dell'intenzione di rinunciare all'acquisizione del parere medesimo.
Fa presente, pertanto, che - in assenza di tali novità formali - la Commissione non può che insistere con il rappresentante del Governo affinché esso si impegni a non procedere alla definitiva emanazione del provvedimento, prima dell'espressione del parere parlamentare.

Il sottosegretario Gianni PIATTI assicura che il Governo intende attendere l'espressione del parere parlamentare prima della definitiva emanazione del provvedimento. A tal fine, ritiene opportuno


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verificare, in primo luogo, gli esiti del tavolo tecnico convocato per il 15 ottobre prossimo e, quindi, valutare se vi siano le condizioni per giungere rapidamente all'espressione del parere in sede di Conferenza unificata, in modo da consentire anche la successiva espressione del parere parlamentare.

Ermete REALACCI, presidente, preso atto dell'impegno assunto dal rappresentante del Governo, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.20.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Gianni Piatti.

La seduta comincia alle 15.20.

Legge comunitaria 2007.
C. 3062 Governo, approvato dal Senato.

(Relazione alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Relazione favorevole).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 9 ottobre 2007.

Ermete REALACCI, presidente, comunica che non sono stati presentati emendamenti al disegno di legge comunitaria 2007. Avverte, altresì, che il relatore ha presentato una proposta di relazione favorevole sul medesimo disegno di legge comunitaria 2007 (vedi allegato 2).

Salvatore MARGIOTTA, relatore, illustra la proposta di relazione favorevole, nella quale sono esplicitati alcuni punti che giudica particolarmente qualificanti. In particolare, segnala che è stata sottolineata la positività dell'articolo 21, che conferisce una delega al Governo per l'adozione di un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, relativo alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Sul punto, peraltro, ritiene doveroso richiamare il Governo alla necessità di emanare in tempi estremamente rapidi gli atti normativi di attuazione della richiamata disciplina legislativa sui cosiddetti RAEE, dando anche seguito ad una specifica risoluzione, di cui egli stesso era primo firmatario, adottata dalla Commissione nel marzo di quest'anno.
Analogamente, fa presente che è stato segnalato positivamente l'articolo 22 del disegno di legge in esame, sia nel merito, dato che esso contiene le disposizioni necessarie all'istituzione di un sistema comunitario di sorveglianza e controllo delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti radioattivi, sia nella formulazione tecnica, considerato che l'inserimento della relativa direttiva nell'Allegato B al disegno di legge rende possibile l'esame da parte della Commissione dello schema di decreto legislativo che il Governo dovrà predisporre.
Segnala, infine, che nella proposta di relazione è stato evidenziato favorevolmente il fatto che l'inserimento nell'Allegato B di due ulteriori direttive in materia di rafforzamento della tutela delle acque sotterranee e di riduzione della quantità di pile e accumulatori avviati allo smaltimento consentirà, con il loro recepimento, di colmare proficuamente una lacuna normativa in due settori importanti e delicati dal punto di vista ambientale.

Ermete REALACCI, presidente, ringrazia il relatore per l'approfondito lavoro svolto, sollecitando il rappresentante del Governo a dare attuazione alla disciplina dei cosiddetti RAEE.

Il sottosegretario Gianni PIATTI dichiara di condividere la proposta di relazione formulata dal relatore. Fa presente, al contempo, che il decreto attuativo della


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normativa relativa ai RAEE è stato ormai definito, essendo presumibile che la sua mancata emanazione dipenda probabilmente dalla esigenza di acquisire ancora i necessari concerti e «nulla osta».

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di relazione favorevole del relatore. Delibera altresì di nominare, ai sensi dell'articolo 126-ter, comma 2, del Regolamento, il deputato Margiotta relatore presso la XIV Commissione.

Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2006.
Doc. LXXXVII, n. 2.

(Parere alla XIV Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione prosegue l'esame, rinviato il 9 ottobre 2007.

Ermete REALACCI, presidente, avverte che il relatore ha presentato una proposta di parere sulla relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2006 (vedi allegato 3).

Salvatore MARGIOTTA, relatore, illustra la sua proposta di parere favorevole con osservazione, nella quale - preso atto che la relazione in esame riguarda sostanzialmente tre grandi aree di intervento, vale a dire ambiente e sviluppo sostenibile, reti infrastrutturali europee e politica energetica dell'Europa - si valutano positivamente la messa in evidenza, da un lato, del tema dello sviluppo sostenibile (con indicazione degli obiettivi, degli indicatori e delle procedura di monitoraggio) e, dall'altro, della forte scelta politica dell'Unione europea per affrontare «con una voce sola» le sfide globali in atto nel settore energetico. Ricorda, inoltre, che nella proposta presentata ha ritenuto di dover sottolineare il fatto che la VIII Commissione ha approvato, lo scorso 28 giugno, una relazione all'Assemblea sulle tematiche relative ai cambiamenti climatici, in cui si indica chiaramente al Governo la necessità di affrontare un cambiamento radicale delle politiche nazionali, assumendo gli interventi in materia di cambiamenti climatici come un «pilastro» degli indirizzi politici generali.

Ermete REALACCI, presidente, nel ringraziare il relatore per la puntualità del lavoro svolto, segnala che i governi francese e inglese hanno recentemente assunto un'iniziativa in ambito europeo per usare le politiche fiscali - quali, ad esempio, modifiche al regime dell'IVA - ai fini della implementazione delle misure di riduzione dei gas a effetto serra. Sottopone, pertanto, all'attenzione del relatore e della Commissione l'opportunità di inserire nella proposta di parere predisposta una ulteriore osservazione diretta ad ottenere che il Governo italiano affianchi i governi di Francia e Regno Unito nella citata iniziativa.

Salvatore MARGIOTTA, relatore, ritiene di potere senz'altro accogliere la sollecitazione testé avanzata; in tal senso, presenta una nuova versione della sua proposta di parere (vedi allegato 4), finalizzata all'inserimento di una nuova osservazione.

Il sottosegretario Gianni PIATTI dichiara di condividere la nuova versione della proposta di parere del relatore.

Franco STRADELLA (FI), intervenendo per una precisazione, dichiara di condividere il contenuto della ulteriore osservazione introdotta nella nuova versione della proposta di parere del relatore, rilevando tuttavia che le misure fiscali segnalate sono più agevolmente attuabili in Paesi che, a differenza dell'Italia, non hanno rinunciato all'energia nucleare.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la nuova versione della proposta di parere favorevole con osservazioni presentata dal relatore.

La seduta termina alle 15.35.


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COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Ermete REALACCI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Gianni Piatti.

La seduta comincia alle 15.35.

Sulla missione a Bruxelles in occasione della riunione interparlamentare sul cambiamento climatico (1o-2 ottobre 2007).

Ermete REALACCI, presidente, ricorda che il 1o e il 2 ottobre scorsi una delegazione della VIII e della X Commissione, composta dai deputati Margiotta e Valducci, ha effettuato - su incarico del Presidente della Camera - una missione a Bruxelles, per partecipare ad una riunione interparlamentare sul cambiamento climatico, promossa dal Parlamento europeo e dalla Assemblea della Repubblica portoghese, nella qualità di Paese che detiene la presidenza di turno dell'Unione europea. Invita, pertanto, il deputato Margiotta, che ha partecipato alla missione a nome della VIII Commissione, a riferire sugli esiti dell'incontro.

Salvatore MARGIOTTA (Ulivo) osserva che l'incontro di Bruxelles ha avuto lo scopo di mettere in comune le esperienze e le valutazioni maturate sul tema dei cambiamenti climatici nei Parlamenti nazionali e nel Parlamento europeo, segnalandone l'importanza soprattutto perché si è ormai in vista dell'incontro di Bali, del prossimo mese di dicembre, che dovrebbe riprendere e rilanciare gli impegni del Protocollo di Kyoto. Segnala, altresì, che alla riunione - co-presieduta dal Presidente del Parlamento portoghese e dal presidente del Parlamento europeo - erano presenti i rappresentanti di 27 Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo. Quanto ai lavori della riunione, informa che il 1o ottobre si è svolta una sessione plenaria, con interventi di taluni importanti rappresentanti istituzionali, inclusi Stavros Dimas, Commissario europeo per l'ambiente, e Guido Sacconi, presidente della Commissione speciale sui cambiamenti climatici del Parlamento europeo. Nel pomeriggio della stessa giornata, sono stati quindi costituiti tre worning-groups: sulle politiche nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici; sulle energie rinnovabili e sulle politiche di riduzione delle emissioni, compresi gli interventi nella edilizia pubblica e privata. Comunica, inoltre, di avere personalmente partecipato al primo dei citati gruppi, esponendo il lavoro svolto e i contenuti della relazione predisposta sul tema dalla VIII Commissione, su cui ha potuto cogliere un unanime giudizio positivo.
Riferisce, quindi, sui lavori svolti nel secondo giorno dell'incontro, soffermandosi, in particolare, sulla relazione del Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, il quale ha fatto propri i temi oggetto della riunione. Segnala, poi, che il Presidente Barroso ha comunicato ai partecipanti all'incontro che un esito positivo della Conferenza di Bali non è scontato e che, a suo avviso, sarebbe opportuno negoziare un accordo internazionale per un periodo fino alla fine del 2009, al fine di assicurare quantomeno una continuità con il sistema attuale. Lo stesso Presidente Barroso ha infine preannunciato per gli inizi di dicembre - dunque, prima di Bali - che l'Unione europea presenterà un pacchetto di misure relative ai seguenti settori: scambio delle quote di emissione ETS nel campo della aviazione; creazione di un mercato a basso utilizzo di carbonio; promozione delle energie rinnovabili.
Infine, fa presente che le conclusioni dell'incontro sono state tratte dai due co-presidenti, i quali hanno preannunciato l'intenzione di svolgere un ulteriore incontro a Lisbona per definire le linee del Parlamento europeo in vista della Conferenza di Bali. A suo giudizio, dunque, si è trattato di una riunione molto utile, alla quale è stato importante partecipare, soprattutto per verificare che, sia pure con


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alcune differenze, la questione della lotta ai cambiamenti climatici è analizzata e sentita in tutti i paesi europei; la riunione ha reso, peraltro, possibile riscontrare che il lavoro svolto dalla VIII Commissione è all'avanguardia in ambito europeo. Anche per questo, ritiene necessario richiamare il Governo italiano a farsene autentico interprete, non solo nel Paese, ma anche in ambito europeo.

Il sottosegretario Gianni PIATTI dichiara di condividere il punto di vista del deputato Margiotta sull'importanza dei temi in discussione, sulla qualità del lavoro svolto dalla VIII Commissione, nonché sulla necessità che, non solo in ambito europeo, ma anche per quanto riguarda le politiche complessive del Governo, sia indispensabile fare il punto della situazione e delle iniziative messe in campo a tutti i livelli. A suo avviso, il problema più urgente è dato dal fatto che solo da un anno l'Italia ha avviato una politica di «gestione» degli impegni derivanti dal Protocollo di Kyoto e che questa inversione di rotta, per quanto positiva e importante sul piano politico, deve comunque fare i conti con le scadenze più ravvicinate, che prevedono anche pesanti sanzioni per il mancato rispetto degli impegni internazionali a suo tempo assunti dall'Italia in materia di riduzione delle emissioni. Aggiunge che, a suo avviso, uno dei punti più deboli delle politiche in questa materia è dato dalla mancanza di uno stabile raccordo e coordinamento fra lo Stato e le Regioni. Rievocando la vicenda delle cosiddette «quote-latte», richiama pertanto l'esigenza di scongiurare il rischio di farsi trovare impreparati di fronte all'insorgere di un'analoga emergenza.

Raffaella MARIANI (Ulivo), condividendo le preoccupazioni espresse dal deputato Margiotta e confermate dal sottosegretario Piatti, ritiene che - anche in vista della discussione della manovra finanziaria per il 2007 - sarebbe oltremodo utile fare il punto sul livello di attuazione delle misure contenute nell'ultima finanziaria e sui risultati conseguiti grazie a tali misure, ricordando che, anche in questo caso, si sono registrate difficoltà, duplicazioni e sovrapposizioni di competenze, che hanno provocato ritardi inaccettabili.

Il sottosegretario Gianni PIATTI si impegna a mettere a disposizione della Commissione, nei tempi necessari, gli elementi conoscitivi testé richiesti, anche verificando la disponibilità in tal senso degli altri dicasteri competenti.

Paolo CACCIARI (RC-SE) riterrebbe molto utile ricevere dal Governo una documentazione completa sullo stato delle trattative in corso fra l'Italia e l'Unione Europea sul Piano di allocazione delle quote di emissione, segnalando altresì la notizia - che, ove fosse vera, egli riterrebbe molto negativa - secondo la quale il Governo italiano non avrebbe ancora ottemperato all'onere della presentazione in sede europea del Piano nazionale di attuazione degli impegni di Kyoto. Apprezza, peraltro, le considerazioni svolte dal sottosegretario Piatti sulla necessità di operare un forte coordinamento delle politiche nazionali e regionali, nonché fra quelle dei diversi dicasteri competenti, in materia di riduzione delle emissioni di gas serra, ritenendo che la relazione predisposta dalla VIII Commissione sui cambiamenti climatici possa senz'altro costituire una base di lavoro comune fra Governo e Parlamento.

Franco STRADELLA (FI) apprezza le considerazioni svolte dal sottosegretario Piatti e sottolinea, facendo riferimento in via esemplificativa al settore dell'edilizia eco-compatibile, l'inadeguatezza di una situazione nella quale ogni attore istituzionale ritiene di poter portare avanti una propria strategia, senza sentire il dovere di coordinare la propria azione con quella di tutti gli altri livelli di governo coinvolti. Da questo punto di vista, giudica molto importante che il Parlamento si assuma il compito - sollecitando il Governo ad un comune impegno in questa direzione - di verificare


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l'attuazione e l'efficacia delle misure e delle politiche messe in campo.

Ermete REALACCI, presidente, ritiene che il dibattito sulle comunicazioni in titolo sia stato molto utile e che gli interventi svolti abbiano consentito di mettere a fuoco un problema centrale, vale a dire che - a differenza di altri paesi europei - in Italia l'approvazione di un documento importante come quello predisposto dalla VIII Commissione fa più fatica a tradursi in politiche di governo coerenti. Ritiene, peraltro, che gli interventi abbiano evidenziato l'urgenza che il Governo fornisca al Parlamento un quadro il più possibile aggiornato, e non limitato al solo settore d'intervento del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del grado di attuazione e dei risultati conseguiti dalle misure adottate in materia di riduzione delle emissioni di gas serra. Richiamandosi alle osservazioni del deputato Stradella, sottolinea l'importanza del settore dell'edilizia eco-compatibile, che potrebbe essere un «volano» formidabile per l'economia e per l'innovazione tecnologica in un settore particolarmente importante dell'economia italiana.
In conclusione, anche in vista dell'esame alla Camera della manovra finanziaria per il 2007, invita il Governo e gli uffici a lavorare alla predisposizione di documenti di studio che, andando anche oltre le competenze del dicastero dell'ambiente, cerchino di valutare il contenuto della manovra alla luce delle proposte contenute nella relazione approvata dalla VIII Commissione, anche al fine di consentire l'eventuale inserimento nel testo del disegno di legge finanziaria di tutte le misure in essa contenute per la lotta ai cambiamenti climatici, molte delle quali risultano ampiamente praticabili, anche sotto il profilo della compatibilità finanziaria.

Nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara quindi conclusa la discussione sulle comunicazioni in titolo.

La seduta termina alle 16.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 10 ottobre 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16 alle 16.15.