Commissione parlamentare per le questioni regionali - Resoconto di mercoledý 10 ottobre 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Leoluca ORLANDO.

La seduta comincia alle 14.05.

Legge finanziaria per l'anno 2008.
S. 1817 Governo.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010.
S. 1818 Governo.

(Parere alla 5a Commissione del Senato).
(Esame congiunto e conclusione - Parere favorevole con condizioni).


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La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Il deputato Giovanni CREMA (Rosa nel Pugno), relatore, illustra il contenuto dei documenti di bilancio in titolo, osservando che il disegno di legge finanziaria per l'anno 2008 interviene sulle tendenze dei conti pubblici nel contesto degli indirizzi posti con le risoluzioni parlamentari che hanno approvato il Documento di programmazione economico finanziario 2008-2010 e sulla base degli elementi recati dalla «Nota di aggiornamento» al Documento medesimo. Segnala che il bilancio risulta strutturato per missioni (34) e programmi, al fine di perseguire una maggiore trasparenza della fase allocativa delle risorse. Fornisce quindi indicazioni in merito all'impostazione complessiva della manovra, volta a perseguire ed incentivare la competitività del sistema-Paese mediante misure ispirate ad una logica di miglioramento dell'efficienza dei servizi e finalizzate alla razionalizzazione e riclassificazione della spesa pubblica. Rileva che la portata dei documenti di bilancio in titolo conferma il già avviato superamento della logica dei tetti di spesa in favore del sistema dei saldi, la compartecipazione degli enti locali al gettito di tributi nazionali, lo sblocco delle addizionali IRPEF per i comuni. Valuta favorevolmente tale impostazione, che consente margini di autonomia e di responsabilità alle amministrazioni locali in materia fiscale, in attesa dell'auspicata attuazione dell'articolo 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale. Si sofferma quindi sui contenuti dell'articolo 2 della legge finanziaria, che persegue l'obiettivo di ridurre il peso fiscale relativo all'imposta comunale sugli immobili (ICI) mediante la previsione di apposite detrazioni per l'abitazione principale. Esprime perplessità sull'efficacia delle specifiche procedure volte ad assicurare ai comuni il rimborso delle minori entrate derivanti dall'attuazione del nuovo sistema di detrazioni. Osserva l'opportunità di riformulare la disposizione, affinché sia congruamente garantita ai Comuni la certezza e l'effettività del rimborso ivi previsto a fronte delle minori entrate derivanti dall'attuazione del nuovo sistema di detrazioni riguardante l'imposta comunale sugli immobili (ICI). Riferisce quindi sulle disposizioni di cui all'articolo 6 della finanziaria, che dettano una nuova disciplina per il trasporto pubblico locale, riservando, al comma 3, ad un decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Province Autonome, la ripartizione delle risorse per l'adeguamento dei trasferimenti statali alle Regioni. Richiama le disposizioni di cui all'articolo 10 del disegno di legge finanziaria, con cui si disciplina il patto di stabilità interno per gli anni 2008-2010 di province e comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, in conformità alle indicazioni del DPEF 2008/2011 secondo cui, a carico della finanza locale, si esclude l'applicazione di manovra aggiuntiva rispetto a quelle indicate dalla legislazione vigente ed il saldo finanziario tra entrate e spese finali continua a rappresentare il parametro su cui applicare le regole. Illustra quindi i contenuti delle norme recate dagli articoli 13 e 14 della legge finanziaria, che apportano modifiche al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nella prospettiva di un contenimento delle spese, stabilendo la riduzione del numero delle comunità montane mediante l'introduzione di requisiti altimetrici minimi per la costituzione; l'eliminazione del principio della rappresentanza delle minoranze nell'elezione degli organi rappresentativi delle comunità montane; la soppressione dei consigli circoscrizionali nei comuni con popolazione inferiore a 250.000 abitanti; la possibilità di istituire circoscrizioni territoriali per i comuni aventi popolazione tra i 100.000 e i 250.000 abitanti; la riduzione del numero dei consiglieri comunali e provinciali assegnati, in base alla popolazione residente, dall'articolo 37 del predetto decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Osserva al riguardo che sarebbe utile precisare, in ordine alle misure volte al contenimento


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dei costi delle comunità montane e per la rappresentanza nei consigli circoscrizionali, comunali e provinciali, nonché degli assessori comunali e provinciali, che siano fatte salve le competenze proprie delle autonomie territoriali e che l'intervento prospettato tenga conto dei principi cui appare orientata la complessiva riforma del sistema delle autonomie locali recata dal disegno di legge del Governo, all'esame in sede referente presso la 1a Commissione del Senato, relativo al «Codice delle autonomie», salvaguardando comunque il principio della rappresentanza delle minoranze nelle assemblee elettive degli enti locali. Richiama le previsioni dell'articolo 15 della finanziaria, che contempla una specifica norma di indirizzo volta a razionalizzare l'esercizio di funzioni amministrative, anche ai fini del coordinamento della finanza pubblica; in particolare si dispone che, in attuazione dell'articolo 118 della Costituzione, lo Stato e le Regioni provvedano, nell'ambito della rispettiva competenza legislativa, all'accorpamento o alla soppressione di enti, agenzie od organismi titolari di funzioni coincidenti, in tutto o in parte, con quelle assegnate agli enti territoriali, secondo principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Dà conto della previsione di cui all'articolo 16 della finanziaria, che incrementa, rispetto all'attuale dotazione, il Fondo nazionale della montagna e che dispone, altresì, lo stanziamento di risorse per la valorizzazione e la promozione dello sviluppo sostenibile dei territori insulari. Osserva, al riguardo, l'esigenza che sia reso effettivo il coinvolgimento degli enti locali nella fase gestionale al fine di rendere conformi gli interventi medesimi alle peculiarità dei diversi territori che ne usufruiscono. Riferisce quindi su quanto statuito dall'articolo 18 del disegno di legge finanziaria, teso a dare attuazione ai Piani regionali di rientro dai deficit sanitari, sottoscritti con appositi Accordi dai Ministri della salute e dell'economia e delle finanze e dai Presidenti delle Regioni Lazio, Campania, Molise e Sicilia ai sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge 311/2004. Considera favorevolmente le previsioni di cui all'articolo 37 della finanziaria, volte a consentire la realizzazione di rilevanti arterie viarie attraverso l'opera di un organismo di diritto pubblico che assuma tutti i poteri di ANAS S.p.A. e che sia costituito in forma societaria e partecipato dalla stessa ANAS S.p.A. e dalle Regioni interessate, al fine di perseguire una stretta collaborazione tra lo Stato, le Regioni e gli enti locali. Ravvisa, in conclusione, l'opportunità di prospettare eventuali modifiche al complessivo sistema del patto di stabilità interno nel senso di estendere ulteriormente l'autonomia gestionale degli enti locali in materia di vincoli di entrata e di spesa affinché, nel quadro di un progressivo allineamento ai principi posti dall'articolo 119 della Costituzione, siano favorite politiche fiscali anche territorialmente differenziate e più conformi alle dinamiche locali ed alle situazioni socio-economiche delle realtà amministrate.

Leoluca ORLANDO, presidente, dichiara di condividere le valutazioni espresse dal relatore.

Il deputato Oriano GIOVANELLI (Ulivo) nel concordare con le osservazioni del relatore, fa notare che sui profili fiscali si delinea una accentuazione dello squilibrio già esistente tra le realtà territoriali meridionali e quelle del centro-nord. Sostiene che la riduzione dell'IRES potrebbe provocare ulteriori criticità sotto questo profilo; ravvisa pertanto l'opportunità di approfondire la portata degli interventi prospettati al riguardo. In merito alle disposizioni richiamate dal relatore sull'ICI, fa notare che il meccanismo delle detrazioni e dei rimborsi ai comuni, come configurato dalla legge finanziaria, determina di fatto una lesione dell'autonomia impositiva delle amministrazioni comunali. In relazione alle previsioni di cui all'articolo 12 della finanziaria, rileva il delinearsi di un intervento improprio di natura ordinamentale nel tentativo di pervenire ad una necessaria riduzione dei costi delle pubbliche amministrazioni. Aggiunge che tale percorso, non coordinato con la riforma


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del codice delle autonomie locali all'esame della 1a Commissione del Senato, rischia di produrre distorsioni al complessivo sistema delle autonome territoriali e di ledere, nello specifico, le competenze delle regioni in relazione alla disciplina delle comunità montane. Valuta negativamente la previsione secondo cui l'assegnazione dei fondi per la montagna e per le isole minori, cui si riferisce l'articolo 16 della finanziaria debba essere gestita dal ministero competente senza un adeguato coinvolgimento delle autonomie locali. Esprime infine perplessità sulle disposizioni relative al pubblico impiego, che tendono a limitare i margini di intervento delle amministrazioni comunali nella gestione del relativo personale, salvo che nel comparto della sanità.

Il senatore Enzo Giorgio GHIGO (FI), intervenendo in relazione alle misure di contrasto del deficit sanitario, fa notare che il meccanismo previsto all'articolo 18 del disegno di legge finanziaria costituisce di fatto una lesione dei principi fissati dall'articolo 119 in materia di federalismo fiscale. Evidenzia che nei confronti delle regioni non sembrano prefigurarsi interventi strutturali risolutivi, bensì misure «tampone» dal carattere contingente ed episodico, prive di una solida prospettiva nel lungo periodo. Fa notare che a causa dei disavanzi maturati anche dalle altre regioni si preannunciano, da parte delle medesime amministrazioni regionali, richieste di revisione del «Patto della salute». Sostiene pertanto che occorra elaborare un diverso sistema di finanziamento del Servizio sanitario nazionale per evitare che si giunga al collasso dell'intero settore. Dichiara quindi, a nome del suo gruppo, che intende astenersi sul provvedimento in esame.

Il senatore Fernando ROSSI (Misto-Mpc) valuta negativamente l'impostazione complessiva della finanziaria per l'anno 2008. Esprime riserve sulle previsioni relative al sistema di detrazioni collegate all'imposta comunale sugli immobili, rilevando che la disciplina dell'ICI non rappresenta certamente una delle priorità del Paese in materia economico-finanziaria. Ritiene inefficaci le disposizioni del provvedimento relative agli incentivi alle imprese e quelle a favore dei cosiddetti «incapienti». Fa notare che anche il settore della ricerca non viene potenziato adeguatamente. In relazione alle previsioni di cui all'articolo 12, osserva che l'esigenza di pervenire ad una riduzione dei cosiddetti «costi della politica» rischia di penalizzare le autonomie territoriali riducendo gli spazi di democrazia e di confronto nelle assemblee elettive locali. Sostiene la necessità che siano costantemente monitorati i livelli delle prestazioni e dei servizi offerti dalle amministrazioni comunali, al fine di indurre le medesime ad una efficiente e più oculata gestione amministrativa, unico rimedio per limitare i costi degli apparati pubblici. Esprime quindi parere contrario sui documenti di bilancio in oggetto.

Il senatore Andrea FLUTTERO (AN) dichiara il proprio parere contrario sul disegno di legge finanziaria per l'anno 2008.

Il deputato Giovanni CREMA (Rosa nel Pugno), relatore, in esito agli orientamenti emersi nel corso del dibattito, formula una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 1).

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

DL 159/2007, recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale.
S. 1819 Governo.
(Parere alla 5a Commissione del Senato).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.


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Il deputato Giovanni CREMA (Rosa nel Pugno), relatore, riferisce sul provvedimento in esame, recante norme volte a destinare, per il 2007, le maggiori entrate tributarie nette rispetto alle previsioni definite con il Documento di programmazione economico-finanziaria 2008-2011 alla realizzazione degli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni e dei saldi di finanza pubblica a legislazione vigente. Richiama le previsioni di cui all'articolo 4 del decreto-legge, con cui si intende garantire la correzione degli andamenti della spesa sanitaria, mediante una apposita disciplina dell'esercizio del potere sostitutivo statale sulle Regioni in materia sanitaria con la previsione della nomina, previa diffida, di un commissario ad acta nelle Regioni in cui si configuri il mancato rispetto degli adempimenti dovuti ai fini della realizzazione dei Piani di rientro dai deficit sanitari. Sottolinea che, ai sensi dell'articolo 5 del provvedimento, sono introdotte misure di governo della spesa e di sviluppo del settore farmaceutico, in conformità ai contenuti del documento prodotto in esito alle intese adottate al «tavolo misto Stato-Regioni» in materia di limiti della spesa farmaceutica e di regolazione e contenimento della medesima. Osserva che, in base al comma 5 dell'articolo 5 del testo, l'eventuale superamento dei limiti per la spesa farmaceutica ospedaliera è recuperato interamente a carico della Regione, mediante misure di contenimento della spesa suddetta o di altre voci relative alla spesa ospedaliera non farmaceutica o al Servizio sanitario regionale, oppure con misure di copertura a carico di altre poste del bilancio regionale. Fa notare che la disposizione in oggetto esclude dall'obbligo di ripiano le Regioni che presentino un «equilibrio economico complessivo». Ravvisa l'opportunità che sia precisato, nella parte in cui si esclude l'obbligo di ripiano per le Regioni che presentino un equilibrio economico complessivo, se la predetta condizione di equilibrio debba riguardare l'intero assetto finanziario o sia riferita al solo settore sanitario. Illustra quindi il contenuto delle disposizioni di cui al comma 6 dell'articolo 8, che autorizza l'assegnazione di un contributo per l'anno 2007 alle Regioni Calabria e Sicilia, finalizzato all'adeguamento ed alla stipula dei contratti di servizio relativi ai collegamenti marittimi tra le città di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, demandando la ripartizione delle somme assegnate ad un decreto del Ministro dei Trasporti, sentite le Regioni interessate; Ricorda che l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione attribuisce alle Regioni la competenza legislativa esclusiva in materia di trasporto pubblico locale, e che la norma in esame appare limitata all'assegnazione di un contributo finanziario, riservando alla competenza legislativa delle Regioni interessate la disciplina normativa della materia. Illustra quindi il comma 7 dell'articolo 8, con cui si istituisce l'area di sicurezza della navigazione dello Stretto di Messina, cui è preposta, derogandosi agli articoli 16 e 17 del codice della navigazione e all'articolo 14, comma 1-ter, della legge 24 gennaio 1994, n. 84, l'Autorità marittima della navigazione dello Stretto con sede in Messina, competente al rilascio delle autorizzazioni, concessioni ed ogni altro provvedimento in materia di sicurezza della navigazione nell'area portuale ed alla regolazione del servizi tecnico-nautici nell'intera area; valutato al riguardo che l'articolo 117 della Costituzione include i «porti e le grandi reti di trasporto e di navigazione» tra le materie di legislazione concorrente dello Stato e delle Regioni, riservando alla competenza statale gli ambiti materiali dell'ordinamento e organizzazione degli enti pubblici nazionali, nel cui ambito rientrano le Autorità portuali. Osserva al riguardo l'opportunità che sia definito, nel quadro dell'istituzione e della gestione dell'area di sicurezza della navigazione dello Stretto di Messina, ivi prevista, un ampio coinvolgimento del ruolo della regione interessata, anche in adesione alle previsioni dell'articolo 118 della Costituzione relative al principio di sussidiarietà. Riferisce quindi che l'articolo 35 del decreto-legge apporta modifiche alla legge


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3 agosto 2007, n. 127, che disciplina il «Fondo per la valorizzazione e la promozione delle realtà socio economiche delle zone confinanti tra le regioni», stabilendo che il fondo predetto è volto a finanziare specifici progetti finalizzati allo sviluppo economico e sociale dei territori dei comuni confinanti con le Regioni a statuto speciale. Rileva che le modalità di erogazione del suddetto Fondo sono stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ma senza però prevedere, come invece attualmente prescritto, la consultazione della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Ritiene necessario, nell'ambito del procedimento di assegnazione delle risorse del Fondo per la valorizzazione e la promozione delle realtà socio economiche delle zone confinanti tra le regioni, ripristinare la consultazione della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Esamina quindi la previsione di cui all'articolo 45 del testo, che dispone un'integrazione dei finanziamenti destinati ai servizi socio-educativi per la prima infanzia, ai sensi dell'articolo 1, comma 1259, della legge finanziaria per l'anno 2007, ed al Fondo politiche sociali. Prende atto che la menzionata disposizione stabilisce che, fatte salve le competenze delle Regioni e degli enti locali, il Ministro delle politiche per la famiglia, di concerto con i ministri competenti, promuove una intesa in sede di Conferenza unificata avente ad oggetto la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e dei criteri sulla cui base le Regioni attuano un piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi.
Formula quindi una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 2).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

DL 147/2007, recante disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007-2008 ed in materia di concorsi per ricercatori universitari.
S. 1829 Governo, approvato dalla Camera.
(Parere alla 7a Commissione del Senato).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Leoluca ORLANDO, presidente e relatore, ricorda che sul disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge in esame, recante disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007-2008 ed in materia di concorsi per ricercatori universitari, si è già espressa la Commissione con parere reso in data 10 settembre 2007 alle Commissioni VII e XI della Camera. Osserva che il testo, contemplando disposizioni generali in materia di istruzione, interviene sui profili di competenza esclusiva statale in ordine alle «norme generali sull'istruzione» di cui all'articolo 117, comma 2, lettera n), della Costituzione; rileva peraltro che la materia «istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale» appartiene alla competenza concorrente Stato-Regioni, ai sensi dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione. Riferisce che, ai sensi dell'articolo 1, comma 1 del decreto-legge, il Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, definisce un piano triennale di intervento, anche in relazione alle competenze delle Regioni in materia di diritto allo studio e di programmazione dell'offerta formativa, volto ad individuare misure di incentivazione e sostegno finalizzate all'incremento dell'offerta di classi a tempo pieno da parte delle istituzioni scolastiche. Si sofferma quindi sul contenuto dell'articolo 2, comma 3, del testo, secondo cui, con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto


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con i ministri competenti, d'intesa con la Conferenza unificata, sono definiti i tempi e le modalità per la trasmissione delle liste aggiornate alle istituzioni scolastiche ai fini del conferimento delle supplenze e delle conseguenti comunicazioni ai competenti centri per l'impiego. Rileva quindi che l'articolo 3-bis del decreto-legge reca la clausola di salvaguardia secondo cui sono fatte salve le competenze esercitate nella materia dalle Regioni a statuto speciale e dalle province autonome di Trento e Bolzano.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 3).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici.
Testo unificato C. 73 ed abb.
(Parere alla XI Commissione della Camera).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Leoluca ORLANDO, presidente, in sostituzione del relatore, senatore Filippo Piccone, illustra il testo in esame, che apporta modifiche alla legge 3 dicembre 1999, n. 493, con cui si è introdotta l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni in ambito domestico, relativamente agli specifici profili dell'attività di informazione e di educazione, della gestione e delle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria, dei premi assicurativi e del Fondo autonomo speciale. Evidenzia che il testo regola materie riconducibili alla potestà legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere m) e o), della Costituzione, relative rispettivamente alla «previdenza sociale» ed alla «determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il livello nazionale». Si sofferma in particolare sull'articolo 1 del testo, secondo cui le Regioni e le Province autonome, sulla base delle linee guida definite dal Ministro della sanità, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, elaborano programmi informativi e formativi in relazione agli infortuni negli ambienti di civile abitazione e trasmettono altresì annualmente al Ministero della salute apposita relazione sulle menzionate attività.
Illustra quindi la proposta di parere favorevole (vedi allegato 4).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere.

Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2006.
Doc. LXXXVII, n. 2.
(Parere alla XIV Commissione della Camera).

(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Leoluca ORLANDO, presidente e relatore, illustra la Relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2006, e manifesta apprezzamento per la prospettiva di formalizzare, mediante forme di intesa con la Conferenza Stato-Regioni, le modalità di trasmissione degli atti dell'Unione europea alle Regioni e alle Province autonome al fine di rendere più incisiva la partecipazione al processo decisionale comunitario. Evidenzia la particolare attenzione riservata al ruolo svolto dalle autonomie territoriali nella fase ascendente ed in quella discendente del processo decisionale dell'Unione Europea. Richiama quindi l'esigenza che sia dato più forte impulso al processo di innovazione istituzionale, al fine di conferire al Parlamento europeo un ruolo più compiuto nelle istituzioni comunitarie ed una rappresentanza maggiormente


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definita delle specificità territoriali e locali.
Formula quindi una proposta di parere favorevole con osservazione (vedi allegato 5).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 15.15.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 10 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Leoluca ORLANDO.

La seduta comincia alle 15.15.

Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante autorizzazione all'ampliamento a tre corsie da Rimini nord a Pedaso del tratto Porto Sant'Elpidio-Pedaso dell'autostrada A 14 Bologna-Bari-Taranto.
Atto n. 174.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Leoluca ORLANDO, presidente e relatore, illustra il provvedimento in oggetto, riferendo che la S.p.A. Autostrade per l'Italia, concessionaria dell'ANAS, ha attivato un programma di interventi di potenziamento della rete autostradale, nel cui ambito si colloca l'opera in titolo, ed ha richiesto l'espletamento delle procedure per il conseguimento dell'intesa Stato-Regione ai sensi del predetto articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, mediante l'istituto della conferenza di servizi. Segnala che in sede di conferenza di servizi sono stati acquisiti, in una prima sessione svoltasi in data 7 luglio 2006, i pareri favorevoli degli enti territoriali rappresentativi delle amministrazioni regionali e provinciali, ed in particolare della Regione Marche, della Provincia di Ascoli Piceno, dell'Anas-Direzione centrale autostrade e trafori, dell'Anas-Compartimento Viabilità per le Marche, dei Comuni di Altidona, di Pedaso e di Porto Sant'Elpidio, mentre si è registrato il parere contrario dei Comuni di Fermo e di Porto San Giorgio. Riferisce quindi che il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha trasmesso decreto di pronuncia di compatibilità ambientale con il quale ha espresso giudizio positivo con prescrizioni e che i menzionati pareri resi in conferenza di servizi sono stati confermati in una seconda sessione della conferenza di servizi. Sottolinea che la Commissione, nell'ambito del procedimento autorizzatorio dell'opera in titolo, è tenuta ad esprimere una valutazione prevalentemente di garanzia rispetto alla salvaguardia delle competenze riconosciute ai distinti livelli di Governo del territorio interessati e coinvolti nello svolgimento del procedimento, sostenendo che non si riscontrano, al riguardo, profili ostativi.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 6).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 15.25.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 10 ottobre 2007.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.25 alle 15.35.