Commissione parlamentare per le questioni regionali - Resoconto di marted́ 16 ottobre 2007


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SEDE CONSULTIVA

Martedì 16 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Leoluca ORLANDO.

La seduta comincia alle 13.10.

Modificazione di articoli della parte seconda della Costituzione, concernenti forma del Governo, composizione e funzioni del Parlamento nonché limiti di età per l'elettorato attivo e passivo per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Testo unificato C. 553 cost. ed abb.
(Parere alla I Commissione della Camera).
(Esame e conclusione - Parere favorevole con osservazioni).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Il Senatore Walter VITALI (Ulivo), relatore, ricorda i termini del dibattito svoltosi nella XIV legislatura sulle proposte di riforma della Costituzione e richiama, in particolare, la posizione da lui sostenuta, che accedeva ad una prospettiva di modifica della Carta costituzionale sostanzialmente conforme al contenuto del testo unificato in oggetto. Rammenta di aver manifestato riserve su tutte le ipotesi di riforma del Senato che non contemplassero una accentuata differenziazione tra le due Camere e che non prevedessero una elezione indiretta dei senatori, ad opera delle autonomie territoriali. Esprime, pertanto, un convinto apprezzamento sul testo in esame. Riferisce che il testo unificato apporta modifiche gli articoli della parte seconda della Costituzione relativi alla forma di Governo, alla composizione ed alle funzioni del Parlamento, nonché ai limiti di età per l'elettorato attivo e passivo; in particolare si introduce nel sistema parlamentare il Senato federale della Repubblica eletto, secondo modalità stabilite dalla legge, su base regionale, salvi sei seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Evidenzia che in ciascuna Regione i senatori sono eletti dal Consiglio regionale, al


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proprio interno, e dal Consiglio delle autonomie locali tra i componenti dei Consigli dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane. Riferisce che in ciascuna Regione il Consiglio regionale elegge, con voto limitato: cinque senatori nelle Regioni sino a un milione di abitanti; sette senatori nelle Regioni con più di un milione di abitanti e fino a tre milioni; nove senatori nelle Regioni con più di tre milioni di abitanti e fino a cinque milioni; dieci senatori nelle Regioni con più di cinque milioni di abitanti e fino a sette milioni; dodici senatori nelle Regioni con più di sette milioni di abitanti. Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e del Molise eleggono un senatore per ciascuna Regione; i Consigli provinciali delle Province autonome della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol eleggono, con voto limitato, due senatori per ciascuna provincia. In ciascuna Regione il Consiglio delle autonomie locali elegge: un senatore nelle Regioni sino a un milione di abitanti; due senatori nelle Regioni con più di un milione di abitanti, con voto limitato. I Consigli delle autonomie locali delle Province autonome della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol eleggono un senatore per ciascuna provincia. Osserva quindi che, ai sensi dell'articolo 5 del testo, i senatori eletti in ciascuna Regione e nelle Province autonome di Trento e di Bolzano rimangono in carica fino alla data della proclamazione dei nuovi senatori della medesima Regione o Provincia autonoma; la durata della Camera dei deputati, di ciascun Consiglio regionale e dei Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano non può essere prorogata se non per legge dello Stato e soltanto in caso di guerra e con la proroga di ciascun Consiglio regionale o dei Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano è prorogato anche il mandato dei senatori in carica. Illustra quindi i contenuti dell'articolo 7 del testo, secondo cui la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalla Camera e dal Senato federale della Repubblica nel caso di disegni di legge di revisione della Costituzione e disegni di legge costituzionale; disegni di legge in materia elettorale; in materia di organi di governo e di funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; in materia di esercizio delle funzioni dello Stato indicate negli articoli 114, terzo comma (ordinamento di Roma capitale); 116, terzo comma (federalismo differenziato); 117, commi quinto e nono (partecipazione delle Regioni alla formazione ed attuazione del diritto comunitario e competenza regionale a concludere accordi con Stati); 120, secondo comma (potere sostitutivo del governo sulle Regioni); 122, primo comma (disciplina dell'incompatibilità e ineleggibilità dei componenti di giunta e consiglio regionali); 123, quinto comma (disciplina del Consiglio delle autonomie locali, come riformata dall'articolo 18 del testo in esame); 132, secondo comma (distacco di Province e Comuni da una Regione e loro aggregazione ad altra), e 133, primo comma (istituzione di nuove Province); istituzione e disciplina delle Autorità di garanzia e di vigilanza; in materia di tutela delle minoranze linguistiche. Richiama le previsioni per le quali il Presidente della Camera e il Presidente del Senato federale della Repubblica, d'intesa tra loro, individuano, al fine dell'assegnazione al Senato federale della Repubblica, i disegni di legge che determinano i principi fondamentali nelle materie di cui all'articolo 117, terzo comma (competenza concorrente). L'articolato prevede, rileva, che in esito all'approvazione da parte del Senato federale, tali disegni di legge sono trasmessi alla Camera, che delibera in via definitiva e può apportare modifiche solo a maggioranza assoluta dei suoi componenti. In tutti gli altri casi, dopo l'approvazione da parte della Camera, i disegni di legge sono trasmessi al Senato federale della Repubblica che può approvare modifiche sulle quali la Camera si pronuncia in via definitiva. Se le modifiche approvate riguardano le materie di cui all'articolo 118, commi secondo e terzo (funzioni amministrative degli enti locali e coordinamento Stato-Regioni), o 119, commi terzo, quinto e sesto (fondo perequativo, interventi speciali dello Stato per le autonomie territoriali), la Camera può


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ulteriormente modificarle o respingerle solo a maggioranza assoluta dei propri componenti. Si sofferma quindi sulle previsioni contemplate dall'articolo 18 del testo, che introducono un nuovo comma all'articolo 123 della Costituzione disponendo che la legge dello Stato disciplina i principi fondamentali per la formazione e la composizione dei Consigli delle autonomie locali. L'articolo 19 del testo, sottolinea, modifica il primo comma dell'articolo 126 della Costituzione stabilendo che, con decreto del Presidente della Repubblica, sentiti i Presidenti delle Camere, e non più la Commissione per le questioni regionali, sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Richiama quindi la clausola di salvaguardia contenuta nell'articolo 22 del testo, che stabilisce che sino all'adeguamento dei rispettivi statuti di autonomia alle disposizioni della presente legge costituzionale esse si applicano anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite. Osserva in conclusione l'opportunità di introdurre eventuali meccanismi istituzionali di garanzia tesi a superare il profilo di criticità costituito dall'eventuale decadenza dei senatori, con conseguenti rischi di alterazione della composizione politica del Senato, nei casi di dimissioni dei presidenti delle regioni che li hanno eletti; ritiene inoltre utile adottare il sistema del vincolo di mandato per i soli componenti del Senato federale, come previsto in taluni ordinamenti federali. Osserva che Consiglio delle autonomie locali non si delinea più, nel nuovo sistema, quale organo di mera consultazione tra Regioni ed enti locali, considerata l'ulteriore funzione assegnatagli in materia di elezione dei componenti del Senato federale. Considera infine opportuno il parere della Commissione per le questioni regionali nei casi di scioglimento del Consiglio regionale e di rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge, al fine di prevedere una valutazione, non vincolante, derivante da un organo parlamentare collegiale che assuma il ruolo di sintesi e raccordo dei contrapposti orientamenti statale e regionali, eventualmente prevedendosi, nella fattispecie, l'obbligatoria astensione dei componenti senatori eletti dalla Regione oggetto della procedura ivi delineata.
Formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 1).

Leoluca ORLANDO, presidente, segnala che la riforma costituzionale in esame per la prima volta introdurrebbe nel testo della Costituzione un esplicito riferimento al federalismo. Manifesta talune riserve sul prospettato meccanismo dell'elezione indiretta, ad opera delle autonomie territoriali, di tutti i componenti del Senato federale. Evidenzia che tale profilo risulta peraltro strettamente connesso al tema della legge elettorale.

Il deputato Giovanni CREMA (RosanelPugno), nel condividere l'esigenza che si adotti il sistema del vincolo di mandato per i componenti del Senato federale, richiama i contenuti del suo progetto di legge di riforma della Costituzione, presentato nella XIV legislatura, secondo cui il presidente della regione assumeva di diritto il ruolo di componente del Senato federale e, al suo interno, di presidente di gruppo.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Nuove norme in materia di rappresentanza militare.
Testo unificato S. 74 ed abb.
(Parere alla 4a Commissione del Senato).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.


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Il deputato Giovanni CREMA (RosanelPugno), relatore, riferisce che il testo in esame introduce una definizione giuridica della rappresentanza militare intesa quale istituto dell'ordinamento militare che concorre alla cura ed alla tutela degli interessi individuali e collettivi, nonché al benessere degli appartenenti alle Forze armate, a cui è altresì riconosciuto il ruolo di parte sociale che opera in piena autonomia ed ai cui organi collegiali di carattere elettivo competono funzioni propositive e consultive, esplicantesi nelle materie attinenti alla condizione, al benessere, al trattamento ed alla tutela economica, sociale, sanitaria, previdenziale, culturale e morale del personale militare. Rileva che il provvedimento individua le autorità militari di riferimento degli organi della rappresentanza militare e le modalità di interazione tra questi ed il Parlamento, il Governo, le autorità politiche ed amministrative nazionali e locali. Evidenzia che il testo, che reca disposizioni attinenti alla rappresentanza militare, incide su una materia, «difesa e Forze armate», di competenza esclusiva statale ai sensi dell'articolo 117, comma 2, lettera d), della Costituzione; osserva che l'articolo 39 della Costituzione, cui non è stata data attuazione in via legislativa, enuncia i principi di rango costituzionale che regolano l'organizzazione sindacale. Illustra quindi l'articolazione del sistema della rappresentanza militare, per la quale a livello nazionale è istituito il «Consiglio centrale della rappresentanza militare» (COCER) mentre a livello intermedio, regionale o interregionale, sono costituiti i consigli intermedi della rappresentanza militare (COIR), nell'ambito dei quali opera un organismo della rappresentanza militare competente a trattare direttamente con la Regione di riferimento le istanze del personale rappresentato nelle specifiche materie dell'edilizia residenziale; trasporti, formazione ed aggiornamento culturale e professionale; igiene del lavoro ed antinfortunistica; rapporti con enti pubblici; promozione umana e benessere del personale. Segnala che il presidente della giunta e del consiglio regionale competente per territorio è informato della costituzione del predetto organismo regionale costituito dai COIR. Riferisce che a livello territoriale, nell'ambito di ciascuna Forza armata, sono costituiti i consigli di base della rappresentanza militare (COBAR), che formulano pareri e proposte ai predetti COIR e, d'intesa con l'amministrazione militare competente, curano i rapporti con le amministrazioni comunali e provinciali in materia di alloggi, trasporti pubblici e prestazioni sanitarie e formulano inoltre pareri e proposte in ordine alla disciplina degli orari di lavoro; all'igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro; alla qualità degli alimenti e degli alloggi; alle attività assistenziali, culturali e ricreative; alla promozione del benessere del personale e dei familiari.
Formula quindi una proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 13.30.