IX Commissione - Resoconto di mercoledý 24 ottobre 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 24 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Raffaele Gentile.

La seduta comincia alle 9.15.

Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2006.
C. 3169 Governo, approvato dal Senato.

Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2007.
C. 3170 Governo, approvato dal Senato.

Tabella n. 10: Stato di previsione del Ministero delle infrastrutture per l'anno finanziario 2007 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 11: Stato di previsione del Ministero delle comunicazioni per l'anno finanziario 2007.

Tabella n. 16: Stato di previsione del Ministero dei trasporti per l'anno finanziario 2007.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 119, comma 8, del regolamento, e conclusione - Relazioni favorevoli).

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo, iniziato nella seduta del 23 ottobre 2007.

Michele Pompeo META, presidente e relatore, avverte che non sono stati presentati emendamenti al disegno di legge n. 3170, recante l'Assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2007 e ricorda che nella seduta di ieri il deputato Pedrini aveva chiesto dei chiarimenti al rappresentante del Governo. Invita quindi il sottosegretario per i trasporti, Raffaele Gentile, a fornire i relativi elementi di risposta.

Il sottosegretario Raffaele GENTILE, con riguardo ai quesiti posti dal deputato Pedrini, fa presente che la massa dei residui di parte corrente deriva dal fatto che molte riassegnazioni delle entrate sui pertinenti capitoli di spesa del ministero dei trasporti sono avvenute solamente alla fine dell'esercizio finanziario, per cui è stato possibile procedere solo all'impegno della spesa, senza effettuare il pagamento. Fa quindi presente che i residui di conto capitale derivano da contratti di importante entità finanziaria che hanno carattere pluriennale, per cui i relativi pagamenti vengono emessi a stato di avanzamento lavori.

Michele Pompeo META, presidente e relatore, anche alla luce dei chiarimenti forniti dal rappresentante del Governo, propone che la Commissione deliberi di riferire favorevolmente su entrambi i provvedimenti in titolo e sugli stati di previsione di sua competenza.

Mario TASSONE (UDC) dichiara il voto contrario dei deputati del suo gruppo sulle proposte di relazione favorevole testé formulate dal relatore, in quanto, pur nell'ambito dell'esame di provvedimenti aventi natura eminentemente tecnica, il Governo avrebbe dovuto cogliere l'occasione per fornire finalmente elementi chiari circa le linee di politica dei trasporti che dovrebbero ispirare la sua azione, tenuto conto che anche attraverso la riassegnazione dei residui disposta dal disegno di legge di assestamento si possono evidenziare delle priorità di intervento.

Nessuno altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva, con distinte votazioni, la proposta di relazione favorevole sul disegno di legge recante il Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2006 (vedi allegato n. 1) e la proposta di relazione favorevole sul disegno di legge recante disposizioni per l'Assestamento del bilancio


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dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno 2007, relativamente alla Tabella n. 10, limitatamente alle parti di competenza, alla Tabella n. 11 e alla Tabella n. 16 (vedi allegato n. 2).

La seduta termina alle 9.25.

INDAGINE CONOSCITIVA

Mercoledì 24 ottobre 2007. - Presidenza del presidente Michele Pompeo META.

La seduta comincia alle 9.35.

Indagine conoscitiva sulla sicurezza nella circolazione stradale.

Audizione di rappresentanti di associazioni delle vittime della strada.
(Seguito dello svolgimento e conclusione).

Michele Pompeo META, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata, oltre che mediante l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce quindi il seguito dell'audizione.

Manuela BARBAROSSA, presidente dell'Associazione italiana vittime e infortuni della strada, e Mario COLAZZA, responsabile gruppo prevenzione dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada svolgono un intervento sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono quindi, per porre domande e formulare osservazioni, i deputati Egidio Enrico PEDRINI (IdV), Mario TASSONE (UDC), Paolo UGGÈ (FI), Ezio LOCATELLI (RC-SE), Carlo CICCIOLI (AN) e Silvano MOFFA (AN).

Federico Alfredo BIANCHI, coordinatore giustizia dell'Associazione europea familiari e vittime della strada, Manuela BARBAROSSA, presidente dell'Associazione italiana vittime e infortuni della strada e Giuseppa CASSANITI MASTROJENI, presidente dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada forniscono quindi ulteriori precisazioni.

Michele Pompeo META, presidente, ringrazia gli intervenuti e dichiara conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 10.40.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

ATTI DEL GOVERNO

Mercoledì 24 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Piero TESTONI. - Interviene il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, Giorgio Calò.

La seduta comincia alle 15.10.

Schema di contratto di programma 2006-2008 tra il Ministero delle comunicazioni e Poste italiane spa.
Atto n. 183.
(Esame, ai sensi dell'articolo 143, comma 4, del regolamento, e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dello schema di contratto di programma in titolo.

Piero TESTONI, presidente, ricorda che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere sullo schema di contratto di programma 2006-2008 tra il Ministero delle comunicazioni e Poste italiane entro il 17 novembre 2007. Invita quindi il deputato Barbi a svolgere la sua relazione introduttiva.

Mario BARBI (Ulivo), relatore, fa preliminarmente presente che lo schema di contratto in esame è volto disciplinare i rapporti fra Stato, rappresentato dal Ministero delle comunicazioni, e la società


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Poste italiane s.p.a. per il triennio 2006- 2008; nelle more della sua definitiva approvazione, continuerà ad esplicare i suoi effetti il precedente contratto vigente per il periodo 2003-2005, e scaduto il 31 dicembre 2005. Ricorda che il contratto di programma è stato individuato quale strumento di regolazione di tali rapporti dal decreto-legge 1o dicembre 1993, n. 487, convertito dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, provvedimento con il quale si è disposta la trasformazione dell'Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni in ente pubblico economico e successivamente in società per azioni. Al centro della normativa dettata dal contratto è la regolazione del servizio universale, inteso come «l'offerta di servizi postali, di qualità determinata, forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti» secondo le indicazioni della direttiva 97/67/CE, recepita con il decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Rileva quindi come lo schema di contratto si inserisca in un quadro normativo, di prevalente derivazione comunitaria, che ha introdotto rilevanti modifiche in materia. Vanno ricordate, in particolare, la già menzionata direttiva 97/67/CE, relativa a regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari ed il miglioramento della qualità del servizio (cosiddetta «direttiva postale»), e la direttiva n. 2002/39/CE, recepita con il decreto legislativo 23 dicembre 2003, n. 384, che ha previsto la prosecuzione del processo di graduale e controllata apertura alla concorrenza dei mercati postali, ferma restando la garanzia dell'espletamento del servizio universale per la promozione della coesione sociale delle collettività nazionali. Si deve altresì rammentare che è in corso di esame una proposta di direttiva, di modifica della n. 97/67, volta completare la realizzazione del mercato interno dei servizi postali, abolendo i diritti speciali o esclusivi, e garantendo un livello comune di servizio universale per tutti gli utenti. In proposito ricorda che la IX Commissione ha esaminato, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento, proprio la predetta proposta di direttiva, giungendo all'approvazione, nella seduta dell'8 febbraio 2007, di un apposito documento conclusivo, in cui, tra l'altro, ci si è soffermati sull'esigenza di garantire livelli ottimali di fornitura del servizio universale. Nella elaborazione dello schema di contratto si è inoltre tenuto conto della delibera del CIPE del 29 settembre 2003, recante le «Linee guida per la regolazione del sistema postale». Va ricordato, in proposito, che presso il CIPE è stato istituito un apposito organismo - NARS (Nucleo di Attuazione e Regolazione dei Servizi di Pubblica Utilità) - che presta consulenza per la regolazione dei servizi di pubblica utilità, ivi compreso il servizio postale, non regolamentati da una specifica autorità di settore.
Rispetto al precedente contratto di programma, lo schema in esame recepisce le modifiche apportate alla fornitura del servizio universale con il decreto del Ministro delle comunicazioni 12 maggio 2006. In particolare, in forza di tale provvedimento i servizi di posta ordinaria e prioritaria sono confluiti nel servizio di posta non massiva, riferito ai singoli invii, utilizzati per la maggior parte dalle famiglie e dalle piccole imprese ed avente le stesse caratteristiche della posta prioritaria, della quale sono stati contestualmente elevati gli indici di qualità. Vengono inoltre definiti impegni più consistenti per la società Poste italiane, in relazione al servizio universale, con riferimento alla qualità del servizio offerto ed ai tempi massimi previsti per la consegna della corrispondenza. Quanto agli obiettivi di qualità del servizio, questi vengono stabiliti non solo con riferimento al territorio nazionale, ma anche a livello regionale, provinciale e urbano. Inoltre, al fine di definire indicatori di qualità del servizio, ulteriori rispetto a quelli riguardanti i tempi di recapito, si prevede che l'Autorità di regolazione proceda all'individuazione degli stessi, con particolare riferimento a quelli concernenti la distribuzione degli uffici postali sul territorio, gli orari di apertura al pubblico degli


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sportelli in relazione alle prestazioni richieste, i tempi di attesa della clientela agli sportelli.
Fra le altre disposizioni contenute nello schema di contratto, segnala poi l'articolo 6, che impegna la società concessionaria alla puntuale attuazione delle procedure di reclamo e conciliazione disciplinate, a vantaggio dell'utenza, dalla carta della qualità dei servizi e l'articolo 7, che impone alla Società Poste Italiane la redazione annuale di un piano di interventi finalizzato alla razionalizzazione e all'efficientamento della rete postale. Di rilevo è anche l'articolo 9, che è volto a chiarire che la quantificazione dei trasferimenti a carico del bilancio dello Stato, a parziale copertura dell'onere di servizio postale universale, deriva dall'applicazione del meccanismo del subsidy cap, di cui alle linee guida CIPE del 29 settembre 2003. Si tratta di un meccanismo che consente di definire un importo per il triennio, tenuto conto dell'andamento dell'onere del servizio universale (OSU), del recupero di efficienza dell'azienda e del tasso d'inflazione; l'impegno finanziario è consistente e pari a 395,058 milioni di euro per l'esercizio 2006, a 387,473 milioni di euro per l'esercizio 2007 e a 379,646 milioni di euro per l'esercizio 2008. Da ultimo, l'articolo 12 impone alla società, entro il primo anno di vigenza del contratto di programma, la realizzazione di un'area informativa dedicata all'Autorità di regolamentazione quale sistema di gestione delle informazioni, in grado di soddisfare le esigenze informative dell'Autorità stessa. Viene in particolare disciplinata l'articolazione del sistema, con riferimento alla rete postale e alla distribuzione degli uffici sul territorio, consentendo a Poste Italiane di individuarne ulteriori ambiti di sviluppo. Si prevede inoltre che la società stessa doti il proprio sito web di precisi contenuti, agevolando altresì l'accesso dei cittadini alle procedure di reclamo e di conciliazione attraverso i canali on line e telefonico.
Se questo è, in sintesi, il quadro d'insieme che si può evincere alla lettura dello schema di contratto di programma, intende comunque sottoporre sin d'ora alla Commissione e al rappresentante del Governo talune questioni che ritiene utili ai fini del prosieguo del dibattito. In primo luogo, ferma restando la richiamata definizione datane dalla direttiva 97/67/CE, recepita con il decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, sarebbe opportuno che fosse meglio precisato cosa si debba effettivamente intendere con la locuzione «servizio postale universale», atteso che oggetto precipuo del contratto è proprio l'assicurazione, da parte di Poste Italiane, della fornitura, su tutto il territorio nazionale, di prestazioni comprese nel servizio universale e che, a tale fine, parrebbe appropriato conoscere con maggiore dettaglio quali siano i parametri oggettivi in base ai quali la società concessionaria garantisce l'adempimento degli impegni assunti in termini di condizioni, non solo di recapito, ma anche di accesso alla rete, e di obiettivi di qualità. A tale proposito, un tema più volte affrontato da questa Commissione attraverso gli strumenti del sindacato ispettivo concerne le modalità con le quali, negli ultimi anni, la riorganizzazione del servizio postale ha inteso contemperare il rispetto degli obblighi di fornitura del servizio universale postale sull'intero territorio nazionale con gli obiettivi di risanamento economico di Poste Italiane, con particolare riguardo alla riduzione di costi e inefficienze. La questione è stata affrontata da ultimo dal decreto del Ministro delle comunicazioni del 28 giugno 2007, che ha tuttavia stabilito standard minimi di qualità del servizio solo con riferimento alle aperture estive della rete degli uffici postali. Sarebbe in proposito necessario un maggiore approfondimento, al fine di definire, d'accordo con la società concessionaria, linee generali di intervento relative alla chiusura e alla rimodulazione degli orari di apertura al pubblico degli uffici postali che, pur tenendo conto delle esigenze organizzative di Poste Italiane, consentano comunque di assicurare un livello di offerta del servizio in linea con le esigenze della popolazione su tutto il territorio nazionale, compresi i piccoli comuni


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e le località montane, anche verificando se la ripartizione del personale sia a tale fine adeguata.
Sarebbe necessario inoltre comprendere quale sia la strategia di Poste Italiane nel settore del recapito, dal punto di vista commerciale e nella prospettiva di un ulteriore sviluppo del mercato, anche con riferimento alla risoluzione n. 8-00062, approvata dalla IX Commissione il 28 novembre 2006, e come l'assolvimento del servizio universale si collochi in tale quadro, dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Andrebbero poi approfondite le modalità operative attraverso le quali il ministero delle comunicazioni, nella sua veste di Autorità di regolamentazione per il settore postale, procede alla verifica, alla vigilanza e al controllo sulle attività svolte da Poste Italiane ai fini dell'espletamento del servizio postale universale, valutando, in particolare se sia a tale scopo adeguato, quale efficace strumento di rendicontazione, l'obbligo posto a carico della società concessionaria di quantificare annualmente l'onere di servizio universale sostenuto nel corso del precedente esercizio e di illustrarne le dinamiche con un'apposita relazione. Fermo restando, infine, che il presente documento viene presentato alle Commissioni parlamentari con grande ritardo, essendo venuto a scadenza il 31 dicembre 2005 il precedente contratto di programma, un esame approfondito da parte della Commissione, da svolgere comunque entro il termine del 17 novembre 2007, non potrà certo arrecare danno, anche in ossequio ad una metodologia di lavoro che ha condotto a risultati lusinghieri in occasione del recente esame dello schema di contratto di programma tra il Ministero delle infrastrutture e Rete ferroviaria italiana. È per questi motivi che ritiene opportuno che la Commissione proceda all'audizione dei due soggetti che sottoscriveranno il contratto di programma, e quindi il Ministro delle comunicazioni, per conto dello Stato, e l'ingegner Sarmi, in qualità amministratore delegato di Poste Italiane. Tale attività conoscitiva potrà consentire alla Commissione di avviare la propria discussione sulla base di un'adeguata disponibilità di dati e informazioni, tramite i quali auspico che sia possibile discernere anche l'andamento e le possibili evoluzioni del settore postale in Italia, anche in vista della futura liberalizzazione del servizio.

Valter ZANETTA (FI) esprime apprezzamento per la relazione introduttiva del deputato Barbi, condividendo altresì la proposta di audizione del Ministro delle comunicazioni e dell'amministratore delegato di Poste Italiane. In proposito, propone di procedere all'audizione anche di rappresentanti dell'UNCEM, dei consumatori e utenti e delle organizzazioni sindacali.

Sergio OLIVIERI (RC-SE) condivide la proposta testé formulata dal deputato Zanetta in ordine all'integrazione del novero dei soggetti da audire.

Mario BARBI, relatore, ritiene che la proposta avanzata dal deputato Zanetta potrà contribuire ad un migliore approfondimento delle tematiche relative allo schema di contratto di programma.

Piero TESTONI, presidente, precisa che l'opportunità di procedere alle audizioni proposte nella seduta odierna potrà essere valutata in occasione della prossima riunione dell'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

La seduta termina alle 15.25.

INTERROGAZIONI

Mercoledì 24 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Piero TESTONI. - Intervengono il sottosegretario di Stato per le comunicazioni, Giorgio Calò e il sottosegretario per i trasporti, Raffaele Gentile.

La seduta comincia alle 15.25.


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5-01436 Viola: Situazione del servizio postale nel Veneto orientale.

5-01635 Viola: Disservizi nell'ufficio postale di San Donà di Piave.

Piero TESTONI, presidente, avverte che le interrogazioni in titolo, vertendo sulla stessa materia, saranno svolte congiuntamente.

Il sottosegretario Giorgio CALÒ risponde congiuntamente alle interrogazioni in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 3).

Rodolfo Giuliano VIOLA (Ulivo) fa presente che la parte iniziale della risposta testé fornita dal rappresentante del Governo fa sorgere delle perplessità, atteso che, in presenza di un atto di concessione, deve comunque essere possibile per lo Stato, e nel caso specifico per il Ministero delle comunicazioni, contestare al concessionario, e quindi a Poste Italiane, il sistematico verificarsi di disservizi ai danni degli utenti, soprattutto se un Consiglio Comunale, nel caso di specie, quello di Portogruaro, ha approvato - per di più all'unanimità - un apposito ordine del giorno in materia, come segnalato nella sua interrogazione n. 5-01436. Ritiene pertanto, in termini generali, che la possibilità di introdurre adeguate penalizzazioni a carico del soggetto concessionario, chiamato ad assicurare la fornitura del servizio postale universale, debba essere presa in considerazione, eventualmente introducendo un'apposita previsione nell'ambito dello schema di contratto di programma attualmente all'esame della IX Commissione. Quanto poi alla sua interrogazione n. 5-01635, specificamente riferita all'ufficio postale di San Donà di Piave, non ritiene che le necessità di Poste Italiane in termini di cambiamenti organizzativi possano essere fatte ricadere sugli utenti dei servizi postali, tenuto anche conto che tra questi ultimi, sono ricomprese anche le numerose imprese presenti in loco, che subiscono ingenti danni economici, atteso che il non puntuale recapito della corrispondenza si traduce in ritardi nei pagamenti commerciali.

5-01403 Mancuso: Disservizio nella gestione della telefonia fissa nella provincia di Novara.

Il sottosegretario Giorgio CALÒ risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 4).

Gianni MANCUSO (AN), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, tenendo comunque a sottolineare che l'esistenza di difficoltà di natura orografica e, periodicamente, di problemi climatici non deve distogliere il Governo dal proseguire nei controlli circa la garanzia di un adeguato livello di fornitura del servizio telefonico nel territorio oggetto della sua interrogazione, tenuto conto dell'impatto negativo che può determinarsi, non solo a carico dei privati cittadini, ma anche di tutti coloro che, nell'area, utilizzano la rete internet per l'espletamento della loro attività d'impresa.

5-01577 Nespoli: Ridimensionamento del trasporto ferroviario nella regione Puglia.

Il sottosegretario Raffaele GENTILE risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato n. 5).

Vincenzo NESPOLI (AN), replicando, si dichiara «allibito» del tenore e dei contenuti della risposta, meramente tecnica, fornita dal rappresentante del Governo, nella quale viene falsamente sostenuto che le soppressioni di treni su importanti tratte di collegamento della Puglia verso il centro e il nord del Paese afferiscono a servizi di competenza regionale. Nel merito, peraltro, il ministero dei trasporti, oltre a confermare, di fatto, che con l'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario le tratte individuate nell'interrogazione


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saranno soppresse, ha sostanzialmente giustificato tale operazione in nome dell'autonomia commerciale di Trenitalia, a dispetto degli ingenti investimenti pubblici destinati alla stessa azienda per l'espletamento dei servizi ferroviari rientranti nel servizio universale. Alla luce di tali considerazioni, assicura che si farà carico di portare tempestivamente a conoscenza degli utenti dei servizi ferroviari pugliesi l'insoddisfacente esito della sua interrogazione.

Piero TESTONI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.

La seduta termina alle 15.50.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 24 ottobre 2007. - Presidenza del vicepresidente Piero TESTONI. - Interviene il sottosegretario di Stato per i trasporti, Raffaele Gentile e il sottosegretario per le comunicazioni Giorgio Calò.

La seduta comincia alle 15.50.

Ratifica dei Protocolli di attuazione della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi.
C. 2861 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 16 ottobre 2007.

Piero TESTONI, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore aveva richiesto ai gruppi se intendessero rappresentare i rispettivi orientamenti sul protocollo trasporti e sulla dichiarazione interpretativa recata dalla relazione di accompagnamento.

Valter ZANETTA (FI) ritiene in primo luogo opportuno che nella seduta odierna la Commissione prosegua l'esame del provvedimento in titolo, atteso che oggi a Roma si è svolta una manifestazione di sindaci volta a sostenere le tematiche connesse alla montagna. Quanto al merito del disegno di legge di ratifica, con particolare riferimento al protocollo trasporti, è evidente che si tratta di una questione annosa che nella scorsa legislatura ha conosciuto un iter parlamentare molto accidentato. Le maggiori perplessità riguardano il vincolo restrittivo che un tale protocollo potrebbe rappresentare in caso di realizzazione di nuove infrastrutture di comunicazione interalpine. Occorre in particolare evitare che le prescrizioni di tale accordo possano essere all'occorrenza richiamate nell'ambito delle procedure di valutazione di impatto ambientale, al solo fine di bloccare lo stato di avanzamento delle opere, anche laddove queste siano assolutamente necessarie e non incontrino ostacoli di natura politica. Pertanto, laddove il relatore si faccia carico, nella predisposizione della proposta di parere delle perplessità testé avanzate, preannuncia il suo orientamento favorevole, anche tenuto conto che il precedente Governo aveva a sua volta tentato, senza esito, di procedere alla ratifica del protocollo trasporti.

Paolo UGGÈ (FI), nel concordare con le osservazioni del deputato Zanetta, ribadisce che diversi operatori economici hanno in effetti avvertito del rischio che il protocollo trasporti, così come redatto, si possa prestare ad un'azione di interdizione non solo della viabilità infra-alpina, ma anche di quella che consente il raggiungimento dell'arco alpino stesso. Infatti, con riferimento a tale fascia di territorio, una maggioranza qualificata di paesi sottoscrittori potrebbe decidere il blocco di specifiche infrastrutture, ove le stesse fossero ritenute non conformi alle prescrizioni del protocollo stesso. Tale eventualità non può essere scartata a priori e, poiché l'Italia è l'unico tra i paesi firmatari che si trova al disotto delle Alpi, ci potrebbero essere dei chiari interessi economici da parte dei Paesi transalpini a contrastare il ruolo che il nostro Paese potrà svolgere


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nel prossimo quindicennio quale principale piattaforma logistica mediterranea rispetto al crescente volume di merci provenienti dal far east. Vi è poi il problema della congestione, in forza del quale nel prossimo biennio, in assenza di interventi sulle vie di comunicazione, il tempo di percorrenza delle merci per l'attraversamento dell'arco alpino potrebbe passare dalle attuali due ore a quattro ore. Su questi punti problematici ritiene che la dichiarazione interpretativa delle istituzioni comunitarie non incida affatto, per cui è assolutamente necessario che il relatore si faccia carico di inserire nel parere l'esigenza di prevedere un'apposita osservazioni che tenga conto dell'esigenza di procedere anche ad una valutazione dell'impatto economico del protocollo e di prevedere il coinvolgimento delle regioni alpine nei processi decisionali allo stesso relativi.

Roberto Rolando NICCO (Misto-Min.ling), relatore, ringrazia i deputati Zanetta e Uggé per le osservazioni formulate e preannuncia che nella seduta di domani presenterà una proposta di parere in cui si farà carico di tenerne il più possibile conto, atteso che problematiche analoghe erano già presenti nella sua relazione introduttiva.

Piero TESTONI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame del provvedimento ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.10.

AVVERTENZA

Il seguente punto all'ordine del giorno non è stato trattato:

SEDE REFERENTE

Disposizioni in materia di circolazione e di sicurezza stradale nonché delega al Governo per la riforma del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
C. 2480-B Governo, approvato dalla Camera e modificato dal Senato.