XII Commissione - Resoconto di mercoledý 21 novembre 2007


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SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 21 novembre 2007. - Presidenza del vicepresidente Dorina BIANCHI.

La seduta comincia alle 9.30.

Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.
C. 3178 Governo.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.


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Donato Renato MOSELLA (PD-U), relatore, ricorda che il disegno di legge, sul quale la Commissione è chiamata a dare il parere di competenza alla XI Commissione lavoro, reca le norme di attuazione dell'Accordo su previdenza, lavoro e competitività, stipulato lo scorso 23 luglio tra il Governo e le parti sociali.
Il Protocollo sul welfare è un documento importante. Qui trovano posto misure in materia previdenziale e di ammortizzatori sociali, di occupazione e di mercato del lavoro, disposizioni in favore dei giovani e delle donne, azioni di sostegno in favore dell'occupazione delle persone diversamente abili.
Le norme dell'articolato hanno un duplice obiettivo. Innanzitutto, promuovere una crescita economica strutturale, competitiva ed equilibrata. Ma anche una crescita sostenibile. Il che significa attenzione alle istanze sociali che provengono dalle persone meno fortunate; attenzione per i lavoratori che reclamano condizioni di lavoro più dignitose e sicure; attenzione per i giovani precari come per le donne che devono poter conciliare le esigenze della famiglia con i tempi del lavoro.
Su questi temi, il provvedimento all'esame della Commissione si inserisce nel solco delle azioni già intraprese nell'ultimo anno per migliorare il contesto competitivo del nostro sistema-paese ed agganciarlo alle dinamiche dei mercati globali.
Sono da evidenziare anche quelle iniziative già avviate, e che qui trovano una ulteriore conferma, a tutela del lavoro delle donne e dei giovani, e per garantire in maniera più adeguata la salute sui luoghi di lavoro.
È, infine, doveroso sottolineare il metodo di concertazione e di partecipazione che ha caratterizzato la stesura del Protocollo, e auspica quindi che possa diventare sempre più lo strumento per individuare le criticità esistenti nel Paese e trovare soluzioni tramite il lavoro parlamentare.
Per la parti di competenza della Commissione Affari sociali, evidenzia sei aspetti che egli ritiene particolarmente significativi.
L'articolo 6 in tema di lavoratori esposti all'amianto, riconosce i benefici pensionistici previsti dalla legge n. 257 del 1992 ai dipendenti di aziende già interessate dagli atti di indirizzo emanati dal Ministero del Lavoro, sulla base delle certificazioni rilasciate dall'INAIL ai medesimi lavoratori, purché abbiano presentato domanda entro il 15 giugno 2005, e per i periodi di lavoro sino all'avvio dell'azione di bonifica e, comunque, non oltre il 2 ottobre 2003.
Si tratta di una norma che, ancorando il beneficio pensionistico ad una data certa (quella di avvio dell'azione di bonifica, con la conseguente fissazione alla medesima data del termine del beneficio), tende a superare i dubbi interpretativi della disciplina vigente nella individuazione dei soggetti beneficiari.
Il tema del recupero del potere di acquisto degli indennizzi erogati dall'INAIL per danno biologico è l'oggetto dell'articolo 7. Esso prevede che, in attesa dell'introduzione di un meccanismo di rivalutazione automatica degli indennizzi, un quota di risorse pari a 50 milioni di euro sia destinata all'aumento in via straordinaria delle indennità dovute dall'Istituto a titolo di recupero del valore dell'indennità risarcitoria del danno biologico.
L'articolo 10 prevede le opportune misure di sostegno per favorire l'integrazione attiva delle persone diversamente abili, in linea con le indicazioni della Commissione UE.
In particolare i commi 1 e 2 modificano la disciplina dell'assegno mensile per gli invalidi civili privi di occupazione, semplificando le procedure necessarie per l'erogazione delle provvidenze. Infatti viene prevista, in luogo della certificazione da parte dei centri per l'impiego, una autocertificazione con la quale il soggetto dichiara di non svolgere attività lavorativa. Il comma 3 apporta modifiche allo scopo di rendere più efficaci le misure per l'inserimento


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lavorativo delle persone diversamente abili già previste dalla legge n. 68 del 1999.
La lettera a) del comma 3 prevede l'ampliamento del novero dei soggetti presso i quali, attraverso apposite convenzioni, possono essere inserite, temporaneamente e con finalità formative, le persone disabili. Rispetto alla disciplina vigente, tra i soggetti cosiddetti ospitanti, vengono ricompresi le imprese sociali di cui al decreto legislativo n. 155 del 2006 ed i datori di lavoro privati non soggetti ad obbligo di assunzione ai sensi della legge n. 68 del 1999.
La lettera b) del medesimo comma si premura di favorire l'inserimento lavorativo delle persone diversamente abili con particolare difficoltà, mediante l'introduzione di un nuova disposizione, ossia l'articolo 12-bis alla legge n. 68 del 1999, che ha per oggetto le «Convenzioni d'inserimento lavorativo». Si prevede, a tal fine, che gli uffici competenti possono stipulare convenzioni con i datori di lavoro privati sottoposti all'obbligo di assunzione di persone disabili e con le cooperative sociali, le imprese sociali ed i datori di lavoro privati non soggetti all'obbligo di assunzione. Tali convenzioni sono finalizzate all'assunzione di persone disabili con particolare difficoltà di inserimento lavorativo, a cui i soggetti conferenti si impegnano ad affidare commesse di lavoro.
Con una norma di favore che mira a dare efficacia alle misure citate, la lettera c) determina la concessione, nel rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti di stato, di contributi ai datori di lavoro che intendano assumere lavoratori disabili a tempo indeterminato. Si dispone, infatti, che le regioni e le province autonome possano concedere un contributo variabile, da un massimo del 60 per cento ad un minimo del 25 per cento del costo salariale, in ragione della riduzione della capacità lavorativa del soggetto assunto.
In coerenza con lo spirito delle azioni che il Governo ha già intrapreso con l'approvazione della delega sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori, l'articolo 17 prevede la riduzione dei premi assicurativi al fine di incentivare l'applicazione della normativa nel settore agricolo, comparto caratterizzato da un'alta percentuale di infortuni sul lavoro. Viene prevista una riduzione dei contributi dovuti all'INAIL, in misura non superiore al 20 per cento, per le imprese virtuose, operanti da almeno due anni nel pieno rispetto delle tutele a garanzia della salute dei lavoratori e nelle quali non si siano verificati incidenti nel biennio anteriore alla richiesta del beneficio.
L'articolo 24, confermando il prioritario interesse dell'Esecutivo verso il capitale umano rappresentato dai giovani, provvede ad istituire, presso il Ministero del lavoro, tre Fondi (con una dotazione di 150 milioni di euro per il 2008) volti a concedere finanziamenti agevolati a coloro che hanno meno di 25 anni (29 anni se laureati). In particolare sono previsti: il Fondo credito per il sostegno delle attività intermittenti dei lavoratori a progetto i quali potranno accedere, in assenza di contratto, ad un credito fino a 600 euro mensili per 12 mesi, con restituzione posticipata a 24 o 36 mesi, in grado di compensare cadute di reddito collegate ad attività intermittenti; il Fondo microcredito al fine di incentivarne le attività innovative, con priorità per le donne; il Fondo per il credito ai giovani lavoratori autonomi, per sostenere il trasferimento generazionale e l'avvio delle piccole imprese, dell'artigianato, del commercio e del turismo, dell'agricoltura e della cooperazione.
L'articolo 28, infine, delega il Governo ad adottare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi al fine di attuare il riordino della normativa in materia di occupazione femminile. L'esercizio della delega, che avverrà attraverso l'ascolto delle associazione datoriali e dei sindacati, declinerà puntuali criteri direttivi in linea con la necessità di strutturare una normativa al passo con i tempi e con le seguenti indicazioni provenienti dalla UE:
a) previsione di incentivi e sgravi contributivi mirati a sostenere la conciliazione tra il tempo del lavoro e la vita familiare;


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b) rafforzamento delle misure a sostegno della flessibilità di orario;
c) rafforzamento dell'azione dei diversi livelli di governo e delle diverse amministrazioni competenti, con riferimento ai servizi per l'infanzia e agli anziani non autosufficienti, per garantire l'esercizio della libertà di scelta da parte delle donne nel campo del lavoro;
d) orientamento prioritario verso l'occupazione femminile degli interventi legati alla programmazione comunitaria, a partire dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Programma operativo nazionale (Pon);
e) rafforzamento delle garanzie per l'applicazione effettiva della parità di trattamento tra donne e uomini in materia di occupazione e di lavoro;
f) realizzazione di sistemi di raccolta ed elaborazione di dati in grado di far emergere le discriminazioni di genere, anche di tipo retributivo;
g) potenziamento delle azioni intese a favorire l'imprenditoria femminile.

Dall'approvazione di queste norme, si augura con il più largo consenso possibile, deriverà un decisivo contributo alla costruzione nel nostro Paese di un moderno modello di welfare, in linea con i sistemi più maturi.

Domenico DI VIRGILIO (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, deve rilevare con rammarico che sul provvedimento in esame ma anche sui documenti di bilancio la Commissione ha a disposizione un tempo davvero troppo limitato. E ciò è a suo avviso ancora più grave considerando che si tratta di due provvedimenti di grande importanza per il paese. Invita la Commissione a riflettere sul fatto che è forse la prima volta che ciò accade.

Katia ZANOTTI (SDpSE), dopo aver ringraziato il relatore per l'accuratezza con cui ha svolto la sua relazione introduttiva, intende esprimere alcune considerazioni di carattere generale sul provvedimento in esame, per passare poi ad una analisi delle norme di stretta competenza della Commissione.
In generale, osserva che il disegno di legge pur non disponendo un riordino complessivo della materia, tuttavia affronta una serie di questioni di grande rilevanza e significato politico, a partire da quella dei lavori usuranti, relativamente alla quale viene finalmente fissato il principio secondo cui non tutti i lavori sono uguali a fini pensionistici e previdenziali. A tale proposito, auspica che la somma a tal fine stanziata dal provvedimento pari a 250 milioni di euro non venga modificata dalla Commissione di merito. Altro punto altamente qualificante è il mantenimento dell'età pensionabile per le donne che, fortunatamente, non è stata aumentata.
Passando alle disposizioni che incidono specificamente su materie di competenza della Commissione, condivide il giudizio positivo del relatore in merito all'articolo 6, che da finalmente risposte soddisfacenti alle esigenze dei lavoratori esposti all'amianto, le cui morti sono purtroppo ancora troppo numerose. Altrettanto positivo è, a suo avviso, il disposto dell'articolo 10 sull'integrazione delle persone disabili, materia questa su cui l'attenzione della Commissione affari sociali è molto alta, nonché il contenuto dell'articolo 24, che conferma l'interesse del Governo per i giovani. In particolare, giudica molto positivamente l'istituzione del Fondo microcredito e del Fondo per il credito ai giovani lavoratori autonomi, la cui dotazione finanziaria non soddisfa certamente tutte le necessità ma è pur sempre un primo ed importante segnale che va valorizzato. Dopo aver evidenziato anche l'importanza dell'articolo 28 in materia di occupazione femminile, esprime a nome del suo gruppo un giudizio decisamente positivo sul provvedimento in esame, preannunciando il proprio voto favorevole.


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Salvatore MAZZARACCHIO (FI) ritiene che il disegno di legge in oggetto rappresenti una enorme mortificazione per il Parlamento ma soprattutto per il popolo italiano. Sarebbe invece necessario che si prendesse atto che si è sconsideratamente privilegiata la frammentarietà nella distribuzione del cosiddetto «tesoretto», di cui peraltro in molti rivendicano la paternità. A suo avviso, infatti, il «tesoretto» avrebbe potuto essere meglio utilizzato per finanziarie iniziative strutturali volte a creare nuovi posti di lavoro anziché essere devoluto come elemosina per diverse finalità, quali l'occupazione femminile e quella giovanile. A suo giudizio è inutile devolvere aiuti economici di tipo assistenziale senza investire per aumentare i posti di lavoro.
Dopo aver evidenziato che anche nel decreto-legge n. 159 del 2007, cosiddetto «fiscale», il Governo ha seguito la medesima logica, osserva che in nessun paese al mondo si prevede un abbassamento dell'età pensionabile quale quello previsto dal provvedimento in discussione. Il rischio insito in un tale abbassamento risiede nel fatto che si andrà in pensione molto giovani e che tali pensionati, ancora in salute e in forze, si troveranno un'occupazione in nero diminuendo comunque le opportunità di lavoro per i giovani. In conclusione, fa presente che il suo gruppo si batterà fino in fondo per contrastare il provvedimento in esame, che va solo incontro alle richieste della sinistra radicale e mortifica il paese.

Lalla TRUPIA (SDpSE) si associa alle considerazioni svolte dall'onorevole Zanotti, che condivide pienamente, ma a seguito dell'intervento del deputato Mazzaracchio intende aggiungere qualche osservazione. Innanzitutto, ritiene che il provvedimento contenga misure concrete e nient'affatto demagogiche, che sono il risultato di una utile e proficua concertazione tra le parti sociali. Inoltre, il provvedimento riconosce importanti diritti conseguenti a concrete politiche redistributive ed elimina aspetti intolleranti della precedente normativa sullo «scalone», iniziando ad intraprendere anche la strada della lotta e del contrasto alla precarietà. Particolare rilievo assumono poi le misure volte a creare nuove opportunità per le donne e per i giovani, categorie sino ad oggi quasi del tutto escluse dall'occupazione, così come degne di nota sono le risorse stanziate a favore della conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, nonché gli investimenti nei servizi essenziali quali gli asili nido e le misure di sostegno alla non autosufficienza. Inoltre, ritiene che il Governo abbia raggiunto un risultato storico, dall'altro valore politico e democratico, anche nel campo dei lavoratori esposti all'amianto e abbia compiuto passi importanti anche in riferimento ai lavori usuranti.

Luigi CANCRINI (Com.It) manifesta convinta adesione ai contenuti del testo che, ricorda, rappresenta il frutto di un'ampia concertazione tra tutte le forze sociali più rappresentative degli interessi del Paese e che accoglie e promuove le istanze di una maggioranza trasversale di articolate e variegate rappresentanze di interessi sociali. Osserva che sui contenuti del provvedimento ha apportato un contributo minimo la sinistra radicale, che è la forza politica che manifesta proprio i maggiori rilievi critici sul testo medesimo. Reputa che il punto di maggiore perplessità dell'articolato attiene alla disciplina dei lavori usuranti a causa dei vincoli economici posti nel testo. Osserva che la delega al Governo sui lavori usuranti rappresenta di fatto un limite dell'intervento normativo e preclude l'estensione della tutela ad altre categorie di occupati, quali i lavoratori che svolgono lavori notturni. Auspica pertanto che nel proseguio dell'esame del provvedimento si possa addivenire ad una diversa e più ampia prospettiva in relazione alla disciplina dei lavori usuranti. Condivide gli interventi svolti dai colleghi in relazione alla disciplina relativa all'amianto e ribadisce, in conclusione, il proprio giudizio favorevole sul provvedimento sotto il profilo politico, pur conservando talune


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riserve di merito in relazione a specifici aspetti.

Leopoldo DI GIROLAMO (PD-U) ringrazia il relatore per l'approfondita relazione ed esprime apprezzamento per un testo che, fa notare, reca incisive misure di sostegno allo sviluppo e di tutela sociale tese a disegnare in modo coerente e sistematico un Welfare non compassionevole ma di iniziativa e solidaristico, in conformità alle indicazioni programmatiche proposte in sede elettorale dai gruppi di maggioranza. Ricorda la netta opposizione che i gruppi dell'attuale maggioranza condussero contro la legge Maroni; apprezza quindi l'attuale testo che, sottoposto ad una consultazione referendaria dei lavoratori che ha fornito un esito inequivocabile, contempla misure di particolare tenore, quali quelle relative alla disciplina dell'amianto, attraverso le quali si attua non solo un diritto alla salute ed al risarcimento del danno, bensì anche il superamento di un vulnus dell'ordinamento afferente alla disciplina dei «coefficienti di classificazione», che non risultano attualmente idonei a salvaguardare l'effettiva tutela della salute dei lavoratori interessati. Richiama quindi i contenuti dell'articolo 7 del testo, relativo alla rivalutazione degli indennizzi per danno biologico; osserva al riguardo che su tale fronte sono state accolte le richieste avanzate dall'Associazione ANEMIL. Esprime apprezzamento in ordine alle disposizioni relative all'occupazione delle persone in disabilità, le cui norme rivestono un forte impatto sociale e semplificano le relative procedure. Valuta favorevolmente le norme a carattere di premialità a favore delle imprese del settore agricolo previste all'articolo 17 del testo, come pure le disposizioni che agevolano l'accesso al credito per i giovani. Reputa di assoluto rilievo le previsioni, da anni attese, di cui all'articolo 28 del testo, che contemplano misure di sostegno per l'occupazione femminile. Ricorda al riguardo che oltre il 20 per cento delle donne sono costrette ad abbandonare il lavoro dopo la gravidanza a causa della lacunosa normativa attualmente vigente che non consente di coniugare i tempi di lavoro con quelli della vita privata; tale provvedimento, sostiene, introduce efficaci misure in ordine a tali problematiche.

Elisabetta RAMPI (PD-U) esprime una valutazione favorevole sul testo in esame, ampiamente condiviso e sottoscritto dalle parti sociali, nonché sottoposto ad un referendum a cui ha partecipato la netta maggioranza dei lavoratori. Evidenzia l'ampia portata e l'assoluto rilievo del provvedimento, che risponde all'esigenza di affermare e promuovere equità sociale, crescita e solidarietà nei confronti delle fasce di popolazione più deboli e meno garantite. Osserva che il testo offre un ampio riconoscimento dei diritti collettivi ed individuali; rappresenta altresì un visibile segnale di attenzione sulle problematiche relative ai temi dell'occupazione giovanile, dell'amianto, del risarcimento del danno biologico. Sostiene che il protocollo sul welfare rappresenta una svolta inequivocabile, esprime connotati di forte progettualità e di incisiva innovazione al fine di configurare una concezione di welfare nuova, moderna, efficiente e solidale. Richiama in conclusione le apprezzabili misure premiali relative ai comportamenti virtuosi delle imprese che attuano le norme di tutela dei lavoratori.

Rocco PIGNATARO (Pop-Udeur) esprime un giudizio decisamente favorevole sul testo in esame, che, rileva, promuove la crescita sociale e rappresenta il frutto di una ampia concertazione, che non ha precedenti, conclusasi con un referendum cui hanno partecipato la grande maggioranza dei lavoratori. Evidenzia che il provvedimento appresta validi strumenti di tutela delle fasce sociali più deboli e più esposte alle insidie della precarietà sociale. Conclude dichiarando che il suo gruppo sosterrà con convinzione l'approvazione del provvedimento in esame.

Dorina BIANCHI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito


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dell'esame alla seduta già convocata per il pomeriggio.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2008).
C. 3256 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010 C. 3257 e relative note di variazione C. 3257-bis e C. 3257-ter Governo, approvato dal Senato.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 15: Stato di previsione del Ministero della salute.

Tabella n. 18: Stato di previsione del Ministero della solidarietà sociale.
(Parere alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l'esame dei provvedimenti in oggetto.

Dorina BIANCHI, presidente, avverte che lunedì 19 novembre sono stati assegnati il disegno di legge C. 3256 (Legge finanziaria 2008) ed il disegno di legge C. 3257 (Bilancio dello Stato per il 2008 e Bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010). Pertanto, secondo quanto previsto dall'articolo 119, comma 6, del Regolamento, la Commissione dovrà sospendere ogni attività legislativa, fatte salve le attività dovute, finché non avrà espresso il parere di competenza sui predetti disegni di legge. La Commissione potrà peraltro procedere all'esame in sede referente e in sede consultiva dei provvedimenti dovuti, vale a dire i disegni di legge di conversione dei decreti-legge, i disegni di legge di ratifica e di recepimento di atti normativi comunitari, i progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica.
Avverte, inoltre, che la Commissione è chiamata ad esaminare, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il disegno di legge C. 3256, legge finanziaria 2008, ed il disegno di legge C. 3257, Bilancio dello Stato per il 2008 e Bilancio triennale 2008-2010. L'esame si concluderà con la trasmissione alla Commissione bilancio di una relazione e con la nomina di un relatore, il quale potrà partecipare alle sedute di quella Commissione.
In particolare, per quanto riguarda il disegno di legge di bilancio, la Commissione esaminerà lo stato di previsione della spesa del Ministero della salute, della solidarietà sociale e dell'economia e delle finanze limitatamente alle parti di competenza. La Commissione, oltre ad essere chiamata a trasmettere una relazione alla V Commissione su ciascuno stato di previsione, esaminerà anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di sua competenza del disegno di legge di bilancio. A tale proposito ricorda che, ai sensi dell'articolo 121, comma 1, del Regolamento, gli emendamenti proponenti variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione devono essere presentati presso le Commissioni in sede consultiva. Gli emendamenti approvati saranno inseriti nella relazione approvata dalla Commissione, mentre gli emendamenti respinti potranno essere successivamente ripresentati, ai sensi dell'articolo 121, comma 4, del Regolamento, nel corso dell'esame in Assemblea.
Segnala peraltro, che le modifiche intervenute negli ultimi anni per quanto concerne l'articolazione del Governo, nonché l'assetto e il riparto delle competenze tra i diversi dicasteri si riflettono sulla struttura del bilancio. In particolare, poiché alcuni stati di previsione possono investire la competenza di più Commissioni, non appare possibile applicare rigidamente la previsione regolamentare e pertanto è da ritenersi comunque ammissibile la presentazione di emendamenti


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recanti variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione anche direttamente in Commissione bilancio.
Sempre con riferimento alle modifiche recentemente intervenute, rappresento che il bilancio 2008 presenta una struttura diversa rispetto a quella dei bilanci degli esercizi precedenti. Il bilancio è infatti articolato per missioni e programmi. Le tabelle relative ai singoli stati di previsione, recano al loro interno un allegato (allegato n. 2), che individua, con riferimento allo stanziamento di ciascuna unità previsionale di base, la quota discrezionale e, all'interno di questa, la parte vincolata, la quota riconducibile a oneri inderogabili e la quota predeterminata per legge. Relativamente alla quota predeterminata per legge vengono altresì puntualmente individuati gli estremi delle leggi che concorrono a determinare l'ammontare di ciascuna UPB. Il nuovo assetto del bilancio comporta inevitabili conseguenze per quanto concerne la formulazione delle proposte emendative e l'individuazione del margine di emendabilità, in aumento o in diminuzione, degli stanziamenti. In proposito, ferma restando l'ammissibilità degli emendamenti riferiti alla quota discrezionale, mi riservo di fornire nel prosieguo dei lavori indicazioni più puntuali quanto all'ammissibilità delle proposte emendative che incidano sulla restante parte degli stanziamenti, anche sulla base degli elementi di chiarimento che potranno essere forniti presso la Commissione bilancio.
Potranno inoltre essere presentati e votati in Commissione anche emendamenti concernenti variazioni non compensative ovvero variazioni compensate non all'interno del medesimo stato di previsione. Anche tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione. Nel caso in cui tali ultimi emendamenti fossero respinti, è invece necessario che gli stessi vengano ripresentati alla Commissione bilancio, anche al solo fine di consentire a quest'ultima di respingerli ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Le medesime regole disciplinano anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di competenza della Commissione del disegno di legge finanziaria per l'anno 2008. Nelle Commissioni in sede consultiva potranno comunque essere presentati e votati emendamenti per le parti del disegno di legge finanziaria di rispettiva competenza. Tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione; ove respinti, è invece necessario che gli stessi vengano ripresentati alla Commissione bilancio. Peraltro, anche in questo caso, è comunque ammissibile la presentazione degli emendamenti all'articolato della finanziaria direttamente in Commissione bilancio.
Gli emendamenti presentati presso le Commissioni in sede consultiva sono naturalmente soggetti alle regole di ammissibilità proprie dell'esame dei documenti di bilancio, con riferimento ai limiti di contenuto proprio e di compensatività degli effetti finanziari.
Con riferimento al contenuto proprio del disegno di legge finanziaria, come definito dall'articolo 11 della legge n. 468 del 1978, non saranno ritenuti ammissibili: emendamenti recanti deleghe legislative; emendamenti recanti disposizioni di carattere ordinamentale o organizzatorio prive di effetti finanziari o che non abbiano un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi; emendamenti che rechino aumenti di spesa o diminuzioni di entrata, anche se provvisti di idonea compensazione, che non siano finalizzati al sostegno dell'economia; emendamenti recanti norme onerose che abbiano carattere localistico o microsettoriale.
Con riferimento al vincolo di compensatività, le modalità di copertura della legge finanziaria sono indicate ai commi 5 e 6 dell'articolo 11 della legge n. 468 del 1978 e successive modificazioni. In particolare, il comma 5, con riferimento alle sole spese correnti, prescrive il divieto per la legge finanziaria di peggiorare il risultato corrente dell'anno precedente, mentre il comma 6 vincola la legge finanziaria al rispetto dei saldi di finanza pubblica indicati, per il periodo di riferimento, nelle


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risoluzioni con le quali le Camere hanno approvato il DPEF e la successiva Nota di aggiornamento.
Alla luce di tali criteri, saranno ammessi solo emendamenti compensativi, che cioè garantiscano effetti finanziari equivalenti a quelli del testo che si intende modificare. La presidenza, nel valutare la compensatività degli emendamenti che tendano a sostituire misure di contenimento previste nel testo, si limiterà a considerare inammissibili solo gli emendamenti evidentemente privi di compensazione o con compensazioni manifestamente inidonee, ivi compresi gli emendamenti che determinino oneri di durata non coincidente con quella della relativa compensazione.
La valutazione circa l'ammissibilità degli emendamenti presentati nell'ambito dell'esame in sede consultiva sarà effettuata dai presidenti delle medesime Commissioni prima che gli stessi vengano esaminati e votati. Peraltro, in considerazione della necessità di valutare l'ammissibilità degli emendamenti sulla base di criteri omogenei ed obiettivi, la valutazione puntuale di ammissibilità sarà comunque compiuta nel corso dell'esame presso la Commissione bilancio. Per questi motivi sottolineo come il giudizio circa l'ammissibilità di un emendamento pronunciato nel corso dell'esame in sede consultiva non pregiudichi in alcun modo la successiva valutazione di ammissibilità.
Con riferimento alla presentazione degli ordini del giorno ricordo che presso le Commissioni di settore devono essere presentati tutti gli ordini del giorno riferiti alle parti di rispettiva competenza del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge finanziaria. Gli ordini del giorno concernenti l'indirizzo globale della politica economica devono invece essere presentati direttamente in Assemblea; gli ordini del giorno respinti dalle Commissioni di settore o non accolti dal Governo possono essere ripresentati in Assemblea. In ordine ai criteri di ammissibilità segnalo altresì che non sono ammissibili gli ordini del giorno volti ad impegnare il Governo ad utilizzare accantonamenti dei Fondi speciali di parte corrente e di conto capitale per determinate finalità.
Da ultimo, per quanto attiene all'organizzazione dei lavori, ricorda che, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti di gruppo, la Commissione dovrà concludere il proprio esame dei documenti di bilancio entro la giornata di martedì 27 novembre prossimo, mentre il termine per la presentazione delle proposte di relazione e degli emendamenti verrà fissato dall'ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione di oggi pomeriggio.

Giovanni Mario Salvino BURTONE (PD-U), relatore, iniziando la sua relazione dall'illustrazione degli articoli della finanziaria che incidono su materie di interesse della Commissione, rileva che i commi da 1 a 3 dell'articolo 2, modificati nel corso dell'esame del provvedimento presso il Senato, recano disposizioni in materia di imposta comunale sugli immobili (ICI), introducendo una ulteriore detrazione per gli immobili adibiti ad abitazione principale, mentre i commi 4 e 5 dell'articolo 2 modificano le disposizioni in materia di detrazioni fiscali per canoni di locazioni, ampliando l'ambito di applicazione del beneficio.
Il comma 34 dell'articolo 4 sostituisce il comma 3 dell'articolo 13 del decreto legislativo n. 460 del 1997, modificando la disciplina della cessione di beni non di lusso alle ONLUS ai fini fiscali: si prevede che i beni non di lusso alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa che presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che, pur non modificandone l'idoneità del loro utilizzo, non ne consentono la commercializzazione o la vendita, rendendone necessaria l'esclusione dal mercato o la loro distruzione, qualora vengano ceduti gratuitamente alle ONLUS, per un importo corrispondente al costo specifico sostenuto per la produzione o l'acquisto complessivamente non superiore al cinque per cento del reddito d'impresa dichiarato, non si considerino destinati a finalità estranee


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all'esercizio dell'impresa, per cui non concorrono alla formazione del reddito di impresa.
L'articolo 5, introdotto dal Senato, esonera dal pagamento del canone RAI (limitatamente all'apparecchio ubicato nel luogo di residenza) i soggetti di età pari o superiore a 75 anni, con un reddito proprio e del coniuge non superiore a 516,46 euro per tredici mensilità. Si sofferma quindi sull'articolo 9, osservando che il comma 32, introdotto durante l'esame al Senato, demanda a un decreto interministeriale, da adottarsi entro il 29 febbraio 2008, nel limite di una maggiore spesa annua di 30 milioni di euro, della misura degli assegni per il nucleo familiare e dei relativi limiti massimi di reddito, volta all'elevamento dei medesimi, con riferimento ai nuclei familiari con almeno un componente totalmente inabile al lavoro ed ai nuclei familiari «orfanili» (in cui, cioè, siano deceduti entrambi i genitori). Il successivo comma 33, introdotto d al Senato, proroga al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007 la detrazione IRPEF del 19 per cento delle spese documentate sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, per un importo complessivamente non superiore a 632 euro annui per ogni figlio ospitato negli stessi asili. Pertanto, l'importo massimo della detrazione risulta di euro 120,08. Il comma 35 del medesimo articolo, introdotto dal Senato, estende ai sordi l'esenzione dalla tassa di concessione governativa sui telefonini (attualmente prevista per gli invalidi a seguito di perdita anatomica o funzionale di entrambi gli arti inferiori nonché per i non vedenti).
L'articolo 29, volto a dare attuazione agli accordi stipulati tra il Governo e le regioni Lazio, Campania, Molise e Sicilia, che impegnano le regioni interessate al risanamento strutturale dei relativi servizi sanitari regionali, anche attraverso la ristrutturazione dei debiti contratti. Il comma 1 stabilisce, infatti, un'anticipazione finanziaria, nei limiti di un ammontare non superiore a 9.100 milioni di euro, da parte dello Stato, in favore delle menzionate regioni, ai fini dell'estinzione dei debiti contratti sui mercati finanziari e dei debiti commerciali cumulati fino al 31 dicembre 2005. Il comma 2 stabilisce l'obbligo da parte delle regioni interessate di restituire, entro un periodo non superiore a trenta anni, le anticipazioni finanziarie erogate dallo Stato. Il comma 3 prevede che lo Stato procede all'erogazione, anche graduale, delle anticipazioni, a seguito del riaccertamento definitivo e completo del debito regionale, con il supporto dell'advisor contabile, secondo le previsioni del piano di rientro e le indicazioni contenute in appositi contratti, sottoscritti tra il Ministero dell'economia e delle finanze e le singole regioni, che specifichino le condizioni di restituzione. Le regioni devono provvedere all'immediata estinzione dei debiti in oggetto per l'importo corrispondente alle anticipazioni percepite. Il comma 4 dispone infine che le regioni che hanno sottoscritto i citati accordi per il rientro dal disavanzo sanitario e non hanno rispettato il patto di stabilità interno, in uno degli anni precedenti il 2007, hanno diritto di accedere al finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale, previsto per l'anno di riferimento dalla legislazione vigente, nei termini stabiliti dal relativo piano.
In base all'articolo 30 (che novella l'articolo 1, comma 796, lettera b), quarto periodo, della legge finanziaria per il 2007), l'innalzamento ai livelli massimi dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRE) e dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), cui è subordinato l'accesso alle risorse del Fondo transitorio per il risanamento dei disavanzi sanitari regionali, non si applica agli esercenti una attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, che abbiano denunciato richieste estorsive.
L'articolo 33, introdotto dal Senato, che autorizza una spesa di 14 milioni di euro (per il solo anno 2008) da destinare alle politiche concernenti le collettività italiane residenti all'estero e alle iniziative di promozione culturale ad esse rivolte. Tra le


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attività da realizzare, si ricordano, in modo particolare, la Conferenza dei giovani italiani nel mondo e il Museo dell'emigrazione italiana.
L'articolo 48 introduce misure volte ad assicurare una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi del settore agroalimentare ed una diffusione delle informazioni presso i consumatori, incaricando, in particolare, il Ministero delle politiche agricole di promuovere, di intesa con gli enti locali, l'organizzazione di panieri di prodotti alimentari di generale e largo consumo.
Inoltre, i commi da 5 a 7 dell'articolo 67 incrementano da 20 a 23 miliardi di euro le risorse finalizzate al programma di interventi di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico, destinando altresì specifiche risorse alle unità di risveglio dai comi, alle unità di terapia intensiva neonatale, agli screening neonatali ed alle strutture per le cure palliative.
L'articolo 75 autorizza un finanziamento pari a euro 700.000 annui a decorrere dal 2008, in favore dei centri regionali per i trapianti. Il nuovo stanziamento è concesso per permettere ai centri suddetti lo svolgimento di controlli ed interventi intesi alla promozione ed alla verifica della sicurezza della rete trapiantologica.
L'articolo 79, introdotto dal Senato, il quale novella la disciplina, recata dalla legge finanziaria per il 2007, in materia di progetti di ricerca sanitaria presentati da ricercatori di età inferiore ai quaranta anni, rendendo permanente la quota di riserva del Fondo sanitario nazionale destinata a tali progetti ed elevandola (con decorrenza dal 2008) dal 5 al 10 per cento.
L'articolo 82 reca disposizioni in materia di spesa farmaceutica e di utilizzo dei medicinali. Tale norma limita la possibilità di uso dei medicinali non ancora autorizzati in Italia e di uso dei farmaci in termini diversi rispetto all'autorizzazione. In particolare, i commi da 3 a 5 dettano disposizioni per evitare sprechi di medicinali, il comma 6 concerne l'applicazione dei limiti di spesa farmaceutica per il 2007, mentre il comma 7, aggiunto dal Senato, dispone un ulteriore contributo straordinario, pari ad 1 milione di euro annuo per il triennio 2008-2010, in favore della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Infine, il comma 8, inserito dal Senato, istituisce, presso il Ministero della salute, un registro dei dottori in chiropratica, senza oneri a carico della finanza pubblica.
L'articolo 83 autorizza la spesa di 180 milioni di euro annui per il periodo 2008-2017 per le transazioni da stipulare con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o da anemie ereditarie, emofilici ed emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione da sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie che hanno intrapreso azioni risarcitorie tuttora pendenti. Per questo articolo, sarebbe opportuno un maggior coordinamento delle disposizioni con quelle recate dall'articolo 33 del decreto-legge n. 159 del 2007, attualmente in sede di conversione.
I commi 1 e 2 dell'articolo 84 recano disposizioni in materia di personale della Croce rossa italiana. Il comma 1 dispone che i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dall'Associazione italiana della Croce rossa sulla base delle convenzioni relative al settore dei servizi sociali e socio-sanitari sono confermati, dopo la scadenza, fino alla durata della relativa convenzione.
L'articolo 85, introdotto dal Senato, è volto a modificare l'articolo 4, comma 1, primo periodo, della legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), sopprimendo il riferimento al carattere incruento dei piani di controllo delle nascite degli animali di affezione attuati attraverso la pratica della sterilizzazione. In proposito, ricorda che la Commissione ha avviato, nella seduta del 15 novembre 2007, l'esame di alcune proposte di legge di riforma della citata legge n. 281 del 1991.
L'articolo 86, al comma 1 - nel testo modificato dal Senato - prevede un contributo


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finanziario alle regioni e alle province autonome, inteso ad agevolare la diffusione tra le dodicenni della vaccinazione HPV, mediante l'offerta attiva del vaccino.
L'articolo 87, inserito nel corso dell'esame del provvedimento presso il Senato, esclude, per l'anno 2008, l'applicazione della quota fissa a carico degli assistiti non esentati per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (comma 1).
Il comma 2, a tal fine, incrementa il livello di finanziamento complessivo del Servizio sanitario nazionale di 834 milioni (per il medesimo anno). Tale importo è ripartito tra le regioni secondo i criteri generali adottati per il medesimo anno.
Ai fini del concorso alla copertura finanziaria del suddetto incremento, il comma 3 riduce, nella misura di 326 milioni di euro per il 2008, la dotazione del Fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183.
L'articolo 88 promuove l'adozione di programmi finalizzati ad assicurare la qualità nel campo dell'assistenza protesica, fissando altresì un tetto di spesa per il 2008 per tali prestazioni ed escludendo taluni adempimenti per le aziende produttrici di dispositivi protesici su misura.
L'articolo 97 prevede stanziamenti per la diffusione della cultura e delle politiche di responsabilità sociale delle imprese, tema che peraltro è da tempo argomento di discussione in Europa.
Ai sensi del comma 3, l'istituendo Fondo sociale per la diffusione della cultura e delle politiche di responsabilità sociale delle imprese, oltre a corrispondere il contributo alla Fondazione, deve finanziare una Conferenza nazionale annuale sulla responsabilità sociale d'impresa, al fine di assicurare il confronto permanente tra i diversi stakeholders, nonché attività di informazione, promozione, innovazione, sostegno e monitoraggio delle politiche di responsabilità sociale attraverso la implementazione di ricerche ed indagini, e la raccolta di documentazione, con particolare riferimento alle buone prassi in materia.
L'articolo 98, introdotto nel corso dell'esame presso l'altro ramo del Parlamento, prevede, l'istituzione presso il Ministero dell'economia e delle finanze - per l'anno 2008 e con una dotazione di 5 milioni di euro per il medesimo anno - di un «Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici», per il finanziamento degli interventi finalizzati ad eliminare i rischi per la salute pubblica derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici. Il comma 3 demanda ad un successivo decreto interministeriale l'approvazione di un programma decennale per il risanamento degli edifici pubblici previsto dal comma 1, disponendo che tale programma dovrà prevedere prioritariamente la messa in sicurezza: degli edifici scolastici ed universitari; delle strutture ospedaliere; delle caserme; degli uffici aperti al pubblico.
Viene infine previsto che lo stesso decreto provveda al riparto delle risorse finanziarie a favore di interventi di competenza dello Stato e per il cofinanziamento degli interventi di competenza delle regioni in relazione ai programmi delle regioni.
L'articolo 102, introdotto dal Senato, aggiunge all'articolo 1, comma 1251, della legge finanziaria 2007, le lettere c-bis) e c-ter), volte ad ampliare il novero delle finalità alle quali sono destinate le risorse del Fondo per le politiche della famiglia, con particolare riferimento alla permanenza o il ritorno nella comunità familiare di soggetti non autosufficienti e alle iniziative di carattere informativo ed educativo volte alla prevenzione degli abusi sessuali nei confronti di minori.
Il Fondo per le politiche per la famiglia è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio, nel maggio 2006, con uno stanziamento di 3 milioni di euro nel 2006 e di 10 milioni annui dal 2007, in base al successivo decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223. Successivamente, il comma 1250 dell'articolo 1 della legge finanziaria 2007 ha integrato le citate risorse attraverso


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uno stanziamento di 210 milioni di euro per l'anno 2007 e di 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.
L'articolo 103, che non ha subito modifiche nel corso dell'esame in Senato, istituisce un fondo destinato ad un Piano contro la violenza alle donne e stanzia a tal fine 20 milioni di euro per l'anno 2008.
L'articolo 104, introdotto dal Senato, incrementa lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, di cui all'articolo 1, commi 1264 e 1265, della legge finanziaria 2007, per un importo pari a 100 milioni di euro per il 2008 e di 200 milioni di euro per il 2009.
In proposito si ricorda che il Fondo è stato istituito, dalla scorsa finanziaria, presso il Ministero della solidarietà sociale, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per l'anno 2007 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.
L'articolo 105 introduce nei fondi destinati ai progetti di impiego dei volontari del Servizio civile nazionale due quote di riserva destinate a finalità di assistenza a disabili gravi.
Il comma 1 destina una quota non inferiore al 4 per cento allo svolgimento del servizio previsto dalla legge finanziaria 2003, il cui articolo 40 ha previsto che i volontari del servizio civile nazionale possono essere impiegati per lo svolgimento del servizio di accompagnamento ai ciechi civili che svolgano un'attività lavorativa o sociale o abbiano la necessità dell'accompagnamento per motivi sanitari, e che ne facciano richiesta.
Il comma 1 dell'articolo 119 autorizza la spesa di 1.500.000 euro per ciascun anno del triennio 2008-2010, per la partecipazione del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno ai programmi finanziati dalla UE attraverso i fondi europei in materia migratoria.
Infine, illustra le parti delle Tabelle allegate al disegno di legge che riguardano le materie di competenza della Commissione. Ricorda quindi che la tabella A provvede alla costituzione di un fondo speciale di parte corrente per la copertura degli oneri derivanti da provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio di riferimento. Gli stanziamenti non incidono sugli stati di previsione dei singoli ministeri poiché il fondo è iscritto in un'apposita u.p.b. dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.
Nella relazione di accompagnamento dell'originario disegno di legge finanziaria per il 2008 si evidenziano le finalizzazioni degli accantonamenti dei vari Ministeri.
Per le materie di interesse della XII Commissione segnala, in particolare, per il Ministero dell'economia e delle finanze, l'accantonamento relativo all'introduzione di nuove norme in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extra-ospedaliero; per il Ministero della salute, l'accantonamento relativo all'alleanza degli ospedali del mondo, alla vigilanza sul doping, ad interventi urgenti in materia sanitaria, all'introduzione di nuove norme in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extra-ospedaliero, ai diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, alla discriminazione razziale, alla delega all'immigrazione, nonché alla realizzazione di interventi vari; per il Ministero della solidarietà sociale, l'accantonamento relativo all'assistenza agli anziani, all'istituto per il lavoro, alla tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori, all'istituzione in Foggia di una sezione staccata della Corte di Appello di Bari e del Tribunale per i minorenni, al conflitto d'interessi, all'assegno sostitutivo per l'accompagnamento militare, all'istituzione del difensore civico per le persone private della libertà personale, ai diritti e doveri per le persone stabilmente conviventi, alla discriminazione razziale, nonché alla delega sull'immigrazione.
Nella Tabella B, che provvede alla costituzione di un fondo speciale in conto capitale, con funzioni e caratteristiche identiche a quelle del fondo di parte corrente, per quanto riguarda i Ministeri della salute e della solidarietà sociale, non risultano accantonamenti a loro destinati.


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Ricorda quindi che la tabella C concerne gli stanziamenti la cui quantificazione annua è operata direttamente dalla legge finanziaria, riportando gli interventi più rilevanti di interesse della XII Commissione.
Illustra infine la tabella D, concernente il rifinanziamento di norme recanti interventi di sostegno dell'economia classificato tra le spese in conto capitale e la Tabella F, che riguarda gli importi da iscrivere in bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi pluriennali, anche in relazione ai rifinanziamenti di cui alla precedente tabella D.

Dorina BIANCHI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame alla seduta già convocata per il pomeriggio.

La seduta termina alle 11.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 21 novembre 2007. - Presidenza del vicepresidente Dorina BIANCHI. - Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Serafino Zucchelli.

La seduta comincia alle 14.40.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2008).
C. 3256 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010.
C. 3257 e relative note di variazione C. 3257-bis e C. 3257-ter Governo, approvato dal Senato.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 15: Stato di previsione del Ministero della salute.

Tabella n. 18: Stato di previsione del Ministero della solidarietà sociale.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in oggetto, rinviato nella seduta odierna antimeridiana.

Dorina BIANCHI, presidente, ricorda che nella seduta di questa mattina è stata svolta la relazione sul disegno di legge finanziaria e sul disegno di legge di bilancio. Invita pertanto i colleghi che desiderano farlo ad intervenire.

Leopoldo DI GIROLAMO (PD-U) ricorda che la valutazione della manovra di finanza pubblica deve essere fatta tenendo in considerazione il quadro macroeconomico nel quale la stessa si colloca. Sottolinea in particolare che tale quadro a livello mondiale evidenzia notevoli difficoltà per quel che riguarda i livelli di crescita dell'economia europea, difficoltà che sono da ricollegare non solo alla crescita del prezzo delle materie prime dalle quali è possibile produrre energia ma anche alla crisi dei mutui concessi a cittadini americani, che ha travolto l'intero sistema economico mondiale. Evidenzia, pertanto, che nonostante la difficile situazione delle economie mondiali che vede i paesi europei «arrancare» di fronte alla crescita di paesi come Cina e India, la manovra finanziaria presentata evidenzia una ripresa dell'economia dell'Italia, che si concretizza non solo nel dato, registrato dall'ultima nota di aggiornamento al bilancio, della crescita dello 0,4 per cento del PIL ma anche nel miglioramento di altri fattori macroeconomici per quel che riguarda l'economia italiana. Evidenzia in particolare a tale ultimo riguardo, che segnali positivi arrivano non solo dalla crescita dell'occupazione ma anche dal miglioramento dei dati relativi all'esportazione nei settori più produttivi del nostro Paese.


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Segnala, inoltre, che il quadro di finanza pubblica del nostro Paese nel 2006 non era affatto florido, come testimoniato dal fatto che il rapporto debito-PIL si attestava al 4,4 per cento (dato che saliva al 6 per cento considerando la sentenza della Corte di giustizia europea sull'IVA e i pesanti debiti relativi alla gestione delle Ferrovie dello Stato, ricollocati solo ultimamente all'interno del bilancio dello Stato) e che invece in questo ultimo anno e mezzo vi è stata una netta inversione di tendenza, visto che il rapporto debito PIL si attesterà sull'1,8 per cento (quindi in netto miglioramento rispetto alle previsioni del «2 per cento» contenute nel DPEF). Rileva altresì che con la manovra di finanza pubblica si destinano le risorse recuperate attraverso la lotta all'evasione e all'elusione fiscale al sostegno dei cittadini e dei consumatori, provvedendo di fatto a mettere in atto quelle politiche di redistribuzione, secondo criteri di equità sociale che erano state «promesse» dal Governo nell'ambito dell'esame della manovra di finanza pubblica dell'anno scorso. Sottolinea, inoltre, che un aspetto molto meritevole dell'azione del Governo è quello di aver incrementato notevolmente le risorse rientranti nell'avanzo primario, che ammontano oggi ad una quota pari al 2,6 per cento del PIL, rimarcando peraltro che nonostante tale dato sia assolutamente in controtendenza rispetto agli anni passati, esiste comunque la necessità di fare in modo che si giunga a destinare risorse pari almeno al 5 per cento del PIL alla voce avanzo primario. Segnala, quindi, che la manovra si compone oltre che del disegno di legge finanziaria e del disegno di legge del bilancio di altri provvedimenti collegati ai quali si aggiungeranno ulteriori disegni di legge che riguarderanno molto da vicino materie di competenza della XII Commissione e cioè le materie delle persone non autosufficienti, della famiglia e del Servizio sanitario nazionale. In tale quadro assume particolare importanza il disegno di legge collegato sul Welfare, del quale ha già parlato nel corso della seduta mattutina di oggi.
Ritiene che il disegno di legge finanziaria contenga una serie di norme fondamentali nelle materie di competenza della Commissione e in particolare per quel che riguarda il sostegno di alcuni ceti più fragili e per quel che riguarda il miglioramento del Servizio sanitario nazionale. Ritiene inoltre che le misure in materia di detrazione ICI, in materia di facilitazioni relative ai canoni di locazione e in materia di edilizia pubblica costituiscono un supporto notevole per le politiche a favore del diritto alla casa.
Ritiene, inoltre, che sia di particolare importanza la misura che riguarda l'assegno ai nuclei familiari con disabili, misura che prosegue un percorso già avviato in Commissione sul tema. Stesso discorso si può fare per quel che riguarda le detrazioni di imposta per gli asili nido, che proseguono un discorso già avviato nella scorsa finanziaria. Sottolinea inoltre l'importanza della disposizione che prevede l'eliminazione della tassa di concessione sui telefonini intestati ai non udenti. Per quel che riguarda l'articolo 29, ricorda che tale articolo intervenendo sulla materia dei dissesti finanziari delle regioni per quel che riguarda il settore sanitario, costituisce il completamento di un'azione già cominciata negli anni scorsi, e prevede un intervento ingente da parte dello Stato a favore delle regioni, intervento che consentirà inoltre di soddisfare le esigenze delle aziende private creditrici nei confronti delle regioni.
Giudica inoltre molto positivamente le disposizioni contenute nell'articolo 67 che prevedono interventi importanti nel campo dell'edilizia sanitaria. In conclusione, esprime un giudizio largamente positivo sul disegno di legge finanziaria e sul disegno di legge di bilancio.

Il sottosegretario Serafino ZUCCHELLI concorda con l'illustrazione effettuata dall'onorevole Burtone e con le considerazioni testé svolte dal deputato Di Girolamo relativamente ai punti fondamentali della manovra di bilancio, evidenziando in particolare che la parte relativa alla materia di tickets sanitari. Annuncia inoltre che il


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Governo presenterà un importante emendamento relativo all'educazione continua in medicina (ECM), emendamento che il Governo avrebbe voluto inserire nel decreto-legge n. 159 del 2007 e che risulta fondamentale dato che sulla materia è necessario intervenire con legge, al fine di recepire un accordo tra lo Stato e le regioni recentemente siglato e di porre quindi fine alla fase di sperimentazione, il cui termine finale è fissato per il 31 dicembre 2007.

Dorina BIANCHI, presidente, rileva con soddisfazione che la lettera c) del comma 6 dell'articolo 67 assegna 3 milioni di euro all'acquisto di nuove metodiche analitiche per effettuare screening neonatali allargati per patologie metaboliche ereditarie, per la cui terapia esistano evidenze scientifiche efficaci. Segnala, in particolare, che tale finanziamento costituisce uno strumento importante per aiutare molte famiglie che si trovano in gravi difficoltà nel dover affrontare le malattie in questione, malattie che creano disagi e costi notevoli per le famiglie stesse.

Domenico DI VIRGILIO (FI), preannunciando che il suo intervento sarà svolto nella seduta di domani, stigmatizza il modo di procedere per quel che riguarda l'approvazione della finanziaria, in quanto non sono stati riservati tempi sufficienti alla Commissione per discutere il provvedimento in oggetto.

Giovanni Mario Salvino BURTONE (PD-U), relatore, assicura che nella seduta di domani ascolterà tutti gli interventi dei colleghi che vorranno esprimere le loro posizioni sulla manovra di finanza pubblica.

Dorina BIANCHI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale
C. 3178 Governo.
(Parere alla XI Commissione).
(Seguito dell'esame e rinvio).

Dorina BIANCHI, presidente, ricorda che nella seduta della mattina il relatore ha svolto la relazione ed alcuni deputati sono intervenuti nel dibattito.

Elisabetta GARDINI (FI) ritiene che le modalità con le quali il provvedimento in questione è stato esaminato in questi ultimi giorni lascia intendere che il Governo si trova in una situazione di grande difficoltà politica, in quanto sugli snodi fondamentali del provvedimento vi è disaccordo tra le ali più moderate della maggioranza e quelle più estremiste. Rileva in particolare che la scorsa notte la Commissione lavoro non è riuscita ad andare avanti nell'esame del provvedimento proprio a causa del disaccordo citato e che quindi sarebbe bene che il Governo chiarisse al proprio interno le sue posizioni, anche al fine di evitare disagi ai colleghi della Commissione lavoro.
Per quel che riguarda il merito del provvedimento, ritiene che seppure gli articoli di competenza della Commissione trattino temi importanti e suggeriscano spesso soluzioni adeguate per la risoluzione dei problemi trattati, esiste un problema di fondo relativamente alla struttura del provvedimento, che si identifica con il fatto che tutte le soluzioni prospettate non sono soluzioni concrete ma semplici rinvii a deleghe e decreti attuativi, che configurano pertanto dei veri e propri «libri dei sogni». Ritiene pertanto che non appare assolutamente condivisibile l'impostazione che tende ad addossare al Governo Berlusconi danni prodotti al Paese per quel che riguarda l'equità sociale ed evidenzia inoltre che il Governo in carica non provvede a mettere in atto alcuna vera strategia di redistribuzione delle risorse disponibili, contestando peraltro che la strategia di ridistribuire le risorse sia la strategia più efficace, come evidenziato anche da autorevoli studiosi recentemente.


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Esprime il convincimento che il problema fondamentale delle famiglie italiane sia quello dell'eccessivo carico fiscale che grava sui cittadini, che comporta di fatto un'incidenza delle risorse ascrivibili alla riscossione delle tasse per addirittura il 43 per cento sul PIL o del 53 per cento, laddove si consideri che non tutti pagano le tasse.
Rileva inoltre che la manovra di finanza pubblica ha evidenziato un aumento delle spese del 10,45 per cento e che tale aumento peraltro non contribuisce a risolvere i problemi economici e sociali dell'Italia, dato che vengono destinate in particolare pochissime risorse al settore del welfare (solo il 9,6 per cento del PIL, molto meno della media europea), continuando quindi nella vecchia logica della distribuzione a pioggia di finanziamenti in favore di clientele più o meno influenti o al limite di assegnare limitate risorse in favore delle fasce deboli, configurandosi pertanto la manovra di finanza pubblica tutt'al più con riferimento a tale ultimo aspetto come una manovra di «redistribuzione delle povertà».
Segnala, peraltro, che la situazione critica in cui versa l'economia italiana è stata aggravata anche dalla crisi dei mutui americani e che in ogni caso occorre porre mano ad interventi seri al fine di contrastare la recente crescita esponenziale di sacche di povertà.
Tale impostazione delle norme in materia di welfare e della manovra di finanza pubblica configura di fatto una situazione con cui lo Stato si atteggia allo Stato-padrone che espropria i cittadini italiani delle proprie ricchezze, senza dare in cambio servizi e pensioni adeguate.
Per quel che riguarda l'abolizione dello «scalone», ritiene che la norma che prevede tale abolizione sia censurabile anche perché è collegata alla situazione e ad altre norme che prevedono di colpire di fatto i lavoratori parasubordinati, che hanno versato negli anni precedenti ingenti risorse nelle casse dello Stato, senza che abbiano adesso la possibilità di ricevere in cambio pensioni adeguate, rappresentando di fatto i lavoratori parasubordinati i soggetti «finanziatori delle pensioni di anzianità».
Critica inoltre le norme dell'articolo 24 del provvedimento che prevedono agevolazioni nei confronti dei giovani, ritenendo che i meccanismi previsti da tali norme non consentono ai giovani di poter effettivamente usare al meglio i finanziamenti stessi.
In conclusione, formula un giudizio nettamente negativo sul provvedimento in questione, auspicando che vi sia una netta inversione di tendenza da parte del Governo che deve rendersi conto della delicatezza del momento e dell'importanza quindi di assumere decisioni veramente efficaci.

Domenico DI VIRGILIO (FI) giudica negativamente il provvedimento, in quanto lo stesso non è in grado di raggiungere i pur lodevoli obiettivi prefissati, anche in considerazione del fatto che vi sono poche norme direttamente applicabili nel provvedimento e molti rinvii a provvedimenti attuativi da parte del Governo. Per quel che riguarda la sostituzione dello «scalone» con gli «scalini», ritiene che tale decisione sia ingiustificabile sia dal punto di vista normativo e dal punto di vista dell'ordinamento europeo, sia soprattutto dal punto di vista sociologico, in quanto il progresso medico e scientifico odierno rende di fatto «risibile» la circostanza che si possa andare in pensione a soli 58 anni, età nella quale si è ancora nel pieno delle forze. Ritiene, inoltre, che tale decisione non darà vantaggi particolari per quel che riguarda la creazione di posti di lavoro, in quanto le risorse risparmiate con la sostituzione dello «scalone» con gli «scalini» saranno evidentemente molto inferiori rispetto a quelle prevedibili con l'attuazione della normativa vigente e non consentiranno quindi di creare molti posti di lavoro. Ritiene inoltre inaccettabile la critica feroce rivolta alla legge Biagi, legge che ha creato un milione di posti di lavoro. Giudica favorevolmente la normativa in materia di occupazione femminile, pur rilevando che la stessa andrebbe ulteriormente


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potenziata, mentre giudica insufficienti gli interventi previsti in materia di danno biologico, ricordando peraltro che tali interventi sono troppo disomogenei e non riguardano ad esempio i soggetti colpiti da trasfusioni di emoderivati infetti, per i quali, solo grazie all'approvazione di un emendamento dell'opposizione al Senato alla legge finanziaria si è riusciti a aumentare le scarse risorse messe a disposizione. Rileva inoltre che le risorse in materia di assegni per disabili sono troppo esigue e giudica inoltre inopportuno il meccanismo di autocertificazione per l'accesso a tali risorse. Ritiene inoltre che nel provvedimento occorreva dare maggiore sottolineatura e importanza ai finanziamenti in favore dei cittadini in stato di bisogno.

Francesco Paolo LUCCHESE (UDC) ritiene che il provvedimento sia condivisibile per quel che riguarda gli obiettivi che si vogliono raggiungere, ma che non lo sia quanto alle soluzioni che si impiegano, poiché sarebbe stato necessario prevedere delle norme più articolate e concrete. Per quel che riguarda il merito del provvedimento, giudica negativamente sia le disposizioni in materia di credito per i giovani sia quelle relative all'abolizione dello «scalone», sottolineando in particolare che le prime costringono i giovani a restituire troppo in fretta il prestito ricevuto e le seconde comporteranno un peggioramento notevole della già disastrata situazione dei conti pubblici, ponendosi inoltre in contraddizione con la realtà sociologica della vita odierna. Preannuncia quindi che il giudizio sul provvedimento in questione rimane sospeso nell'auspicio che il Governo possa trovare delle soluzioni concrete ai problemi affrontati dal provvedimento.

Donato Renato MOSELLA (PD-U), relatore, rileva che il provvedimento è ancora in fase di «costruzione» in quanto la Commissione lavoro sta ancora approvando le proposte di modifica all'articolato e che quindi un giudizio più completo sul provvedimento potrà essere dato solo dopo che si conosceranno tutte le modifiche apportate. Rileva, peraltro, che i problemi affrontati dal provvedimento in esame sono problemi molto rilevanti e che si trascinano da molti anni e che non è quindi pensabile che si possa arrivare a risolverli in un sol colpo con il provvedimento in questione. Rileva peraltro che su molti punti del provvedimento vi è stato un giudizio positivo da parte delle varie forze politiche e che in ogni caso il provvedimento costituisce una novità importante nell'ambito dell'ordinamento italiano, in quanto recepisce le indicazioni provenienti dalle varie parti sociali, che sono confluite nel protocollo del Welfare, protocollo a cui il provvedimento in questione intende dare attuazione. Ricorda in conclusione che nella giornata di domani, ricevuto il testo definitivo da parte della Commissione lavoro, la Commissione XII sarà in grado di esprimere un parere e si riserva pertanto la presentazione di una proposta di parere nella seduta di domani.

Dorina BIANCHI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 15.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.50 alle 16.