XIII Commissione - Resoconto di mercoledý 21 novembre 2007


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AUDIZIONI INFORMALI

Mercoledì 21 novembre 2007.

Sulla situazione e sui problemi del settore della pesca: audizione delle associazioni nazionali della pesca Api, Agci-Pesca, Anapi Pesca, Arcipesca, Federcoopesca, Federpesca, Fipsas, Lega Pesca e Unci Pesca.

L'audizione informale è stata svolta dalle 9.10 alle 9.50.

Sulla situazione e sui problemi del settore agricolo: audizione delle organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri.

L'audizione informale è stata svolta dalle 14.10 alle 15.45.

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 21 novembre 2007. - Presidenza del vicepresidente Giuseppina SERVODIO. - Interviene il sottosegretario di


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Stato per le politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Boco.

La seduta comincia alle 15.45.

Sui lavori della Commissione.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) ricorda che il Ministro De Castro, rispondendo nella seduta del 25 ottobre ad una sua interrogazione a risposta immediata, sulla ripartizione dei fondi FEP, aveva assunto l'impegno di convocare le regioni interessate, come richiesto sin da luglio dalla Regione siciliana. La questione è ora divenuta urgente, perché il decreto ministeriale di riparto deve essere adottato entro il mese di novembre. Invita pertanto il sottosegretario Boco a rappresentare al Ministro l'urgenza di dar seguito all'impegno assunto, convocando immediatamente le regioni.

Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.
C. 3178 Governo.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del disegno di legge in titolo.

Cinzia Maria FONTANA (PD-U), relatore, ricorda che il disegno di legge in esame attua il Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibili del 23 luglio scorso tra Governo e parti sociali ed è collegato alla manovra di finanza pubblica per l'anno 2008.
Si tratta di un provvedimento ampio, che interviene su più materie: previdenza, ammortizzatori sociali, mercato del lavoro, competitività, misure in favore dei giovani, occupazione femminile, il tutto all'interno di un disegno riformatore unitario ed organico - da attuare con diverse tappe temporali - in cui crescita ed equità sono letti come obiettivi che si integrano e si rafforzano a vicenda e in cui le ragioni del lavoro e dell'impresa si misurano in un orizzonte comune di impulso allo sviluppo del Paese.
Il Protocollo e il disegno di legge di attuazione fanno parte di una strategia complessiva che vede nelle politiche attive del lavoro, nell'investimento sulla qualità del capitale umano, nella riqualificazione professionale, nella capacità di innovare e, contemporaneamente, nell'attenzione particolare ai soggetti oggi «deboli» del mercato del lavoro (giovani, donne, lavoratori «over 50») le leve in grado di accrescere la competitività e la produttività del nostro Paese e di dare un contributo determinante allo sviluppo economico e sociale.
Si sofferma quindi sugli articoli di competenza della Commissione Agricoltura, contenuti principalmente nel Capo IV del disegno di legge, evidenziando che il Protocollo sul welfare, non rappresentando un fatto isolato ma un disegno complessivo che si inserisce in un più ampio confronto con le parti sociali, ha già prodotto ulteriori accordi successivi al 23 luglio scorso, tra cui l'«Accordo sull'emersione del lavoro nero e sommerso in agricoltura» siglato il 21 settembre tra Governo, parti sociali, INPS e INAIL e interamente recepito nel disegno di legge in esame.
L'articolo 15, in materia di disoccupazione agricola, dispone, a decorrere dal 1o gennaio 2008, una revisione della normativa finalizzata a rendere omogenee, per quanto riguarda la misura e la durata delle provvidenze erogate, le differenti discipline attualmente previste per l'indennità ordinaria di disoccupazione e i trattamenti speciali di disoccupazione per i lavoratori agricoli. Si apporta così una sostanziale modifica al sistema degli ammortizzatori sociali in agricoltura, trasformandolo in un sistema più adeguato all'attuale realtà produttiva del settore e mirato alle reali situazioni di bisogno e contribuendo, pur mantenendo caratteri di peculiarità, al processo di unificazione del mondo del lavoro. A tal fine viene prevista


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un'unica misura dei trattamenti di disoccupazione in agricoltura, pari al 40 per cento della retribuzione, mentre attualmente sono previste, diverse aliquote a seconda del tipo di prestazione: 30 per cento per l'indennità di disoccupazione ordinaria; 40 per cento o 66 per cento, a seconda del numero di giornate di lavoro prestate, per i trattamenti speciali di disoccupazione. Inoltre, per tutti i trattamenti di disoccupazione si prevede un unico parametro a cui è ancorata la durata dell'erogazione dei trattamenti (iscrizione negli elenchi nominativi, cioè giornate di lavoro effettuate). Si sopprime, di fatto, il sistema delle cosiddette soglie (51-101-151 giornate annue), che nel tempo ha creato pesanti distorsioni incentivando da una parte l'evasione contributiva parziale e dall'altra il lavoro fittizio. L'articolo 15 del disegno di legge dispone altresì che, ai fini della corresponsione dei trattamenti di disoccupazione per i lavoratori agricoli, siano valutati non solamente i periodi di lavoro subordinato svolti nel settore agricolo, ma anche quelli svolti in altri settori produttivi a condizione che l'attività agricola sia prevalente nel corso dell'anno o del biennio al quale si riferisce la domanda e che, ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici, siano computate anche le giornate di disoccupazione, nei limiti previsti per la corresponsione dei trattamenti di disoccupazione dal comma 1. Viene inoltre stabilito che dall'importo dei trattamenti di disoccupazione sia trattenuto dall'INPS un contributo di solidarietà pari al 9 per cento del medesimo importo per ogni giornata indennizzata sino ad un tetto di 150 giornate.
L'articolo 16 concede, in via sperimentale, per l'anno 2008, incentivi per nuove assunzioni in agricoltura, attraverso l'attribuzione ai datori di lavoro agricoli di un credito d'imposta complessivo per ciascuna giornata di lavoro ulteriore rispetto a quelle dichiarate nell'anno precedente. Il credito d'imposta è pari a 1 euro nelle zone di cui all'obiettivo 1 ed a 0,30 euro nelle zone di cui all'obiettivo 2. Il successivo comma 2 prevede che il Governo, all'esito della sperimentazione, sentite le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle categorie interessate, proceda alla verifica delle disposizioni agevolative anche al fine di valutarne l'eventuale estensione, compatibilmente con gli andamenti programmati di finanza pubblica, alla restante parte del territorio nazionale.
L'articolo 17 intende incentivare l'osservanza della normativa relativa alla salute e sicurezza dei lavoratori nel settore agricolo, caratterizzato da un'alta percentuale di infortuni sul lavoro e da una marcata propensione al rischio di malattie professionali, prevedendo una riduzione dei premi assicurativi per le imprese agricole che possano dimostrare il rispetto di tale disciplina. Si interviene pertanto in modo mirato a sostegno delle imprese «virtuose». In particolare, si prevede che l'INAIL applichi, a far data dal 1o gennaio 2008, nei limiti di 20 milioni di euro annui, una riduzione in misura non superiore al 20 per cento dei contributi dovuti per l'assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese con almeno due anni di attività che siano in regola con tutti gli obblighi in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nonché con gli adempimenti contributivi ed assicurativi; abbiano adottato misure per l'eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro nell'ambito di specifici piani pluriennali di prevenzione; non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio.
L'articolo 18 riduce, a decorrere dal 1o gennaio 2008, la contribuzione relativa all'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria dovuta dai datori di lavoro agricoli. In particolare si prevede che la relativa aliquota contributiva sia ridotta di 0,3 punti percentuali. Peraltro, l'importo risultante da detta riduzione continua ad essere a carico dei datori di lavoro ed è utilizzato per il finanziamento delle iniziative di formazione continua rivolte ai lavoratori subordinati del settore agricolo. Il comma 2


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dispone quindi che i datori di lavoro che aderiscono ai Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua devono effettuare l'intero versamento dei contributi in questione, pari al 2,75 per cento delle retribuzioni soggette all'obbligo contributivo, all'INPS, che, una volta dedotti i costi amministrativi, provvede ogni due mesi al trasferimento dell'importo relativo allo 0,3 per cento al Fondo paritetico indicato dal datore di lavoro. Ai sensi del comma 3, anche i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi paritetici sono obbligati comunque a versare all'INPS l'intero contributo del 2,75 per cento; nel caso in questione, la suddetta quota dello 0,3 per cento per il finanziamento delle iniziative di formazione continua segue la medesima destinazione dell'addizionale contributiva prevista dall'articolo 25, quarto comma, della legge n. 845 del 1978 per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria (anch'essa pari allo 0,30 per cento delle retribuzioni soggette all'obbligo contributivo). Sottolinea infine il grande valore della norma, volta a conseguire il diritto alla formazione continua dei lavoratori agricoli, assolutamente indispensabile per affrontare le continue trasformazioni tecnologiche, organizzative e produttive del settore e per investire sul ricambio generazionale.
L'articolo 19 modifica la disciplina relativa alle provvidenze per i lavoratori agricoli in caso di calamità naturali di cui all'articolo 21, comma 6, della legge n. 223 del 1991, al fine di circoscriverne il campo di applicazione. In base alla nuova formulazione, in primo luogo viene circoscritto l'ambito soggettivo di applicazione della norma. Si prevede infatti che il beneficio in questione è destinato solamente ai lavoratori agricoli a tempo determinato che abbiano prestato per almeno cinque giornate la propria attività per imprese agricole che possiedano i seguenti requisiti: ricadano nelle aree colpite da avversità atmosferiche eccezionali delimitate ai sensi dell'articolo 1, comma 1079, della legge n. 296 del 2006 (che rimette alle regioni il compito di provvedere alla delimitazione delle aree colpite da avversità atmosferiche eccezionali ai fini del riconoscimento del trattamento di integrazione salariale spettante ai lavoratori agricoli); abbiano beneficiato degli interventi del Fondo di solidarietà nazionale (FSN), con l'obiettivo di promuovere principalmente interventi di prevenzione per far fronte ai danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle strutture aziendali agricole ed alle infrastrutture agricole, nelle zone colpite da calamità naturali o eventi eccezionali. Ai sensi della vigente disciplina possono invece usufruire del beneficio in questione tutti i lavoratori agricoli che abbiano prestato nell'anno interessato al medesimo beneficio almeno cinque giornate di lavoro (a prescindere dalle caratteristiche dell'impresa nei cui confronti sono state prestate tali giornate lavorative). Le modifiche proposte, inoltre, delimitano l'entità del beneficio attribuito, prevedendo che, ai fini previdenziali ed assistenziali, in aggiunta alle giornate di lavoro prestate, è riconosciuto un numero di giornate necessarie al raggiungimento delle giornate lavorative effettivamente prestate alle dipendenze delle stesse imprese agricole nell'anno precedente a quello in cui abbiano fruito degli interventi del FSN.
L'articolo 20 reca infine disposizioni relative alla compensazione degli aiuti comunitari con i contributi previdenziali dovuti dalle imprese agricole. Più specificamente, con le novelle apportate alla disciplina vigente, si precisa che la compensazione degli aiuti comunitari con i contributi previdenziali dovuti dall'impresa agricola beneficiaria riguardi i contributi già scaduti alla data del pagamento degli aiuti medesimi, compresi gli interessi di legge a qualsiasi titolo maturati e tutte le sanzioni conseguenti. Inoltre, si dispone che la comunicazione in via informatica dei dati relativi ai contributi previdenziali scaduti debba essere inoltrata contestualmente non solamente all'AGEA, ma anche a tutti gli organismi pagatori ed ai diretti interessati, anche tramite i Centri assistenza agricola. Resta ferma, infine, la


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competenza dell'Istituto previdenziale della legittimazione processuale passiva in caso di contestazioni.
In aggiunta agli articoli che riguardano direttamente la competenza della Commissione Agricoltura, richiama gli interventi in materia di ammortizzatori sociali, soprattutto per quanto concerne la delega per la riforma e la progressiva estensione ed armonizzazione degli istituti a sostegno del reddito. A tal proposito ritiene che la Commissione debba sottolineare l'opportunità che il Governo, nell'esercizio di tale importante delega, preveda l'estensione ai lavoratori marittimi imbarcati sui natanti da pesca della disciplina relativa al trattamento di integrazione salariale, proprio per la particolarità dei ritmi di lavoro che tale attività comporta.
Infine, ricorda, sempre in tema di interventi a sostegno del reddito, una misura assolutamente positiva per il comparto dell'agricoltura: la previsione contenuta nell'articolo 116 del disegno di legge finanziaria 2008 di estendere al settore agricolo la cassa integrazione salariale straordinaria in deroga nei casi di ristrutturazione, riconversione aziendale e crisi, connessi alle profonde modifiche del mercato.
In conclusione, ribadisce che il disegno di legge delinea un intervento di ampio respiro, su temi che certamente assumono rilievo centrale per la funzionalità del settore, e che persegue finalità condivisibili di promozione del settore, di contrasto al lavoro nero e fittizio e di incentivo al lavoro stabile e sicuro e, al contempo, di modernizzazione, razionalizzazione e semplificazione della normativa. Si tratta inoltre di un provvedimento che, per quanto riguarda in particolare il settore agricolo, interessa un milione di lavoratori agricoli e 200 mila imprese e che risponde pienamente alla volontà delle parti che hanno sottoscritto gli accordi dopo un importante e serio lavoro di concertazione sociale.

Il sottosegretario Stefano BOCO sottolinea i punti qualificanti del disegno di legge in esame, che riguardano il settore agricolo e la riforma del mercato del lavoro in agricoltura.
In particolare, rammenta il contenuto normativo dell'articolo 15, che prevede la riforma dei trattamenti di disoccupazione agricola, superando il vigente sistema delle soglie in base alle quali scatta un diverso livello di indennità, che incentiva da una parte l'evasione contributiva parziale e dall'altra il cosiddetto lavoro fittizio. La riforma concordata invece prevede una soglia di ingresso di 51 giornate, l'eliminazione delle altre due soglie e il pagamento dell'indennità di disoccupazione nella misura unitaria del 40 per cento della retribuzione. Ai fini del raggiungimento del requisito annuo di 270 contributi giornalieri, valido per il diritto e la misura delle prestazioni pensionistiche, si prevede un contributo di solidarietà nella misura del 9 per cento dell'indennità di disoccupazione per ogni giornata indennizzata sino ad un massimo di 150 giornate.
Di particolare rilievo è la parte che riguarda l'estensione al settore agricolo della cassa integrazione salari straordinaria in deroga nei casi di ristrutturazione e riconversione aziendale, crisi, in relazione a modifiche del mercato, quali le nuove organizzazioni comuni del mercato stabilite a livello europeo.
Parimenti rilevanti sono altresì gli incentivi alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, come l'agevolazione, sotto forma di credito di imposta, alle imprese per ciascuna giornata lavorativa ulteriore rispetto all'anno precedente, nonché le misure previste in materia di sicurezza sul lavoro, al fine di promuovere la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, consentendo all'INAIL di applicare una riduzione della contribuzione, dovuta per l'assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti, alle imprese con almeno due anni di attività, che siano in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza ed igiene del lavoro, che non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente e che abbiano attivato piani pluriennali di prevenzione.
Rammenta infine le previsioni normative su formazione, riordino degli interventi a favore dell'occupazione nelle imprese colpite


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da calamità naturale e attuazione delle disposizioni relative al lavoro accessorio previste dalla normativa vigente.
Precisa altresì che per l'attuazione del «Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l'equità e la crescita sostenibili» del 23 luglio 2007, l'articolo 62 del disegno di legge finanziaria 2008 prevede un Fondo per l'attuazione nel limite complessivo 1.548 milioni di euro per l'anno 2008, di 1.520 milioni di euro per l'anno 2009, di 3.048 milioni di euro per gli anni 2010 e 2011 e di 1.898 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. Sono quindi stanziate le misure finanziarie per attuare l'accordo sulla riforma del mercato del lavoro agricolo.
Auspica infine che la Commissione valuti positivamente il provvedimento in questione.

Cinzia Maria FONTANA (PD-U), relatore, formula una proposta di parere favorevole nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) ritiene necessario che il parere sia integrato da un'espressa previsione a favore dei marittimi imbarcati, anche al fine di mantenere in vita il dialogo tra le organizzazioni di settore ed il Governo in merito alla definizione dei lavori particolarmente usuranti, tra i quali andrebbe appunto annoverato quello dei marittimi che operano sui natanti da pesca. Ricorda in proposito che l'Assemblea, lo scorso 2 maggio, ha già approvato unanimemente una mozione in tal senso.

Gianpaolo DOZZO (LNP) critica la limitazione del campo di applicazione del credito di imposta in agricoltura di cui all'articolo 16, che non si estende a tutto il territorio nazionale. Rileva poi che il finanziamento della formazione continua può risolversi in un mero beneficio a favore delle organizzazioni che istruiscono i corsi più che in un vantaggio per i lavoratori del settore. Evidenzia altresì come il requisito delle cinque giornate lavorative previsto all'articolo 19 per accedere alle provvidenze in caso di calamità sia troppo blando. In generale, ritiene che le misure contenute nel disegno di legge non favoriscano in alcun modo la competitività e l'equità, come peraltro riportato nel titolo.

Cinzia Maria FONTANA (PD-U), relatore, dopo aver precisato che il requisito delle cinque giornate è già previsto dalla norma vigente, che invece limita per gli altri aspetti prima indicati il campo di applicazione del beneficio, si riserva di riformulare la sua proposta di parere, ritenendo di poter accogliere le indicazioni avanzate nel corso della discussione dal deputato Marinello.

Giuseppina SERVODIO, presidente, sospende brevemente la seduta.

La seduta, sospesa alle 16,25, è ripresa alle 16,30.

Cinzia Maria FONTANA (PD-U), relatore, illustra la nuova formulazione della sua proposta di parere favorevole (vedi allegato 2).

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (FI) preannuncia l'astensione del suo gruppo sulla proposta del relatore.

La Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) (C. 3256 Governo, approvato dal Senato).

Bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010.
(C. 3257 e relative note di variazione C. 3257-bis e C. 3257-ter Governo, approvato dal Senato).

Tabella n. 13: Stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
(Relazione alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).

La Commissione inizia l'esame congiunto dei disegni di legge.


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Giuseppina SERVODIO, presidente, avverte che l'esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio, ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del regolamento, si conclude con la trasmissione alla Commissione Bilancio di una relazione e con la nomina di un relatore, il quale potrà partecipare alle sedute di quella Commissione.

La Commissione, oltre ad essere chiamata a trasmettere una relazione alla V Commissione, esaminerà anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di sua competenza del disegno di legge di bilancio. A tale proposito ricorda che, ai sensi dell'articolo 121, comma 1, del regolamento, gli emendamenti proponenti variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione devono essere presentati presso le Commissioni in sede consultiva. Gli emendamenti approvati saranno inseriti nella relazione approvata dalla Commissione, mentre gli emendamenti respinti potranno essere successivamente ripresentati, ai sensi dell'articolo 121, comma 4, del regolamento, nel corso dell'esame in Assemblea.
Segnala peraltro, che le modifiche intervenute negli ultimi anni per quanto concerne l'articolazione del Governo, nonché l'assetto e il riparto delle competenze tra i diversi dicasteri si riflettono sulla struttura del bilancio. In particolare, poiché alcuni stati di previsione possono investire la competenza di più Commissioni, non appare possibile applicare rigidamente la previsione regolamentare e pertanto è da ritenersi comunque ammissibile la presentazione di emendamenti recanti variazioni compensative all'interno dei singoli stati di previsione anche direttamente in Commissione Bilancio.
Sempre con riferimento alle modifiche recentemente intervenute, rappresenta che il bilancio 2008 presenta una struttura diversa rispetto a quella dei bilanci degli esercizi precedenti. Il bilancio è infatti articolato per missioni e programmi. Le tabelle relative ai singoli stati di previsione, recano al loro interno un allegato (allegato n. 2), che individua, con riferimento allo stanziamento di ciascuna unità previsionale di base (UPB), la quota discrezionale e, all'interno di questa, la parte vincolata, la quota riconducibile a oneri inderogabili e la quota predeterminata per legge. Relativamente alla quota predeterminata per legge vengono altresì puntualmente individuati gli estremi delle leggi che concorrono a determinare l'ammontare di ciascuna UPB. Il nuovo assetto del bilancio comporta inevitabili conseguenze per quanto concerne la formulazione delle proposte emendative e l'individuazione del margine di emendabilità, in aumento o in diminuzione, degli stanziamenti. In proposito, ferma restando l'ammissibilità degli emendamenti riferiti alla quota discrezionale, saranno fornite nel prosieguo dei lavori indicazioni più puntuali quanto all'ammissibilità delle proposte emendative che incidano sulla restante parte degli stanziamenti, anche sulla base degli elementi di chiarimento che potranno essere forniti presso la Commissione Bilancio.
Potranno inoltre essere presentati e votati in Commissione anche emendamenti concernenti variazioni non compensative ovvero variazioni compensate non all'interno del medesimo stato di previsione. Anche tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione. Nel caso in cui tali ultimi emendamenti fossero respinti, è invece necessario che gli stessi vengano ripresentati alla Commissione Bilancio, anche al solo fine di consentire a quest'ultima di respingerli ai fini della ripresentazione in Assemblea.
Le medesime regole disciplinano anche gli eventuali emendamenti riferiti alle parti di competenza della Commissione del disegno di legge finanziaria per l'anno 2008. Nelle Commissioni in sede consultiva potranno comunque essere presentati e votati emendamenti per le parti del disegno di legge finanziaria di rispettiva competenza. Tali emendamenti, ove approvati, saranno inseriti nella relazione della Commissione; ove respinti, è invece necessario che gli stessi vengano ripresentati alla Commissione Bilancio. Peraltro, anche in


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questo caso, è comunque ammissibile la presentazione degli emendamenti all'articolato della finanziaria direttamente in Commissione Bilancio.
Gli emendamenti presentati presso le Commissioni in sede consultiva sono naturalmente soggetti alle regole di ammissibilità proprie dell'esame dei documenti di bilancio, con riferimento ai limiti di contenuto proprio e di compensatività degli effetti finanziari.
Con riferimento al contenuto proprio del disegno di legge finanziaria, come definito dall'articolo 11 della legge n. 468 del 1978, non saranno ritenuti ammissibili: emendamenti recanti deleghe legislative; emendamenti recanti disposizioni di carattere ordinamentale o organizzatorio prive di effetti finanziari o che non abbiano un rilevante contenuto di miglioramento dei saldi; emendamenti che rechino aumenti di spesa o diminuzioni di entrata, anche se provvisti di idonea compensazione, che non siano finalizzati al sostegno dell'economia; emendamenti recanti norme onerose che abbiano carattere localistico o microsettoriale.
Con riferimento al vincolo di compensatività, le modalità di copertura della legge finanziaria sono indicate ai commi 5 e 6 dell'articolo 11 della legge n. 468 del 1978. In particolare, il comma 5, con riferimento alle sole spese correnti, prescrive il divieto per la legge finanziaria di peggiorare il risultato corrente dell'anno precedente, mentre il comma 6 vincola la legge finanziaria al rispetto dei saldi di finanza pubblica indicati, per il periodo di riferimento, nelle risoluzioni con le quali le Camere hanno approvato il Documento di programmazione economico-finanziaria e la successiva Nota di aggiornamento.
Alla luce di tali criteri, saranno ammessi solo emendamenti compensativi, che cioè garantiscano effetti finanziari equivalenti a quelli del testo che si intende modificare. La Presidenza, nel valutare la compensatività degli emendamenti che tendano a sostituire misure di contenimento previste nel testo, si limiterà a considerare inammissibili solo gli emendamenti evidentemente privi di compensazione o con compensazioni manifestamente inidonee, ivi compresi gli emendamenti che determinino oneri di durata non coincidente con quella della relativa compensazione.
La valutazione circa l'ammissibilità degli emendamenti presentati nell'ambito dell'esame in sede consultiva sarà effettuata dai presidenti delle medesime Commissioni prima che gli stessi vengano esaminati e votati. Peraltro, in considerazione della necessità di valutare l'ammissibilità degli emendamenti sulla base di criteri omogenei ed obiettivi, la valutazione puntuale di ammissibilità sarà comunque compiuta nel corso dell'esame presso la Commissione bilancio. Per questi motivi, sottolinea come il giudizio circa l'ammissibilità di un emendamento pronunciato nel corso dell'esame in sede consultiva non pregiudica in alcun modo la successiva valutazione di ammissibilità.
Con riferimento alla presentazione degli ordini del giorno ricorda che presso le Commissioni di settore devono essere presentati tutti gli ordini del giorno riferiti alle parti di rispettiva competenza del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge finanziaria. Gli ordini del giorno concernenti l'indirizzo globale della politica economica devono invece essere presentati direttamente in Assemblea; gli ordini del giorno respinti dalle Commissioni di settore o non accolti dal Governo possono essere ripresentati in Assemblea. In ordine ai criteri di ammissibilità segnala altresì che non sono ammissibili gli ordini del giorno volti ad impegnare il Governo ad utilizzare accantonamenti dei fondi speciali di parte corrente e di conto capitale per determinate finalità.

Claudio FRANCI (Ulivo), relatore, fa presente che, nel valutare la manovra finanziaria per il 2008, appare opportuno non limitarsi all'esame delle disposizioni contenute nei due disegni di legge oggi all'esame, ma compiere uno sforzo per collocare gli stessi in un contesto più ampio, che comprende, da un lato, le misure per il settore agricolo contenute nella legge finanziaria per il 2007 e, dall'altro,


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i due provvedimenti collegati dei quali la Camera ha già avviato l'esame, ovvero il disegno di legge di conversione del decreto-legge n.159 del 2007 (C. 3194) e il disegno di legge di attuazione del protocollo sul welfare (C. 3178).
È solo in questo contesto infatti, che i contenuti dei disegni di legge in titolo possono essere valutati e, soprattutto può esserne valutata l'efficacia nonché le modifiche che si rendono necessarie per completare la strumentazione normativa a disposizione del comparto agricolo, per proseguire nello sforzo di riqualificazione imposto dall'evolversi dei mercati e dalle domande dei consumatori.
La legge finanziaria dello scorso anno (legge n.296 del 2006) prevedeva un numero significativo di azioni che si sono sviluppate nel corso dell'anno ed una importante dotazione finanziaria di oltre un miliardo di euro, con un incremento delle risorse a disposizione del settore di 365 milioni di euro rispetto al passato. Si trattava di norme che, oltre che agire sul terreno fiscale, introducevano sostegni per l'internazionalizzazione delle imprese, rafforzavano la multifunzionalità del settore, agivano per accorciare la filiera, incentivando la vendita diretta, operavano per favorire l'imprenditoria giovanile, per rafforzare il sistema d'imprese attraverso lo sviluppo della forma societaria in agricoltura, favorivano l'emersione del lavoro irregolare, introducevano un significativo intervento nel campo delle agroenergie che è all'attenzione anche con la manovra finanziaria del 2008.
L'attuazione delle misure introdotte dalla scorsa finanziaria sta andando avanti; si pensi alla recente pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale attuativo delle disposizioni contenute nell'articolo 1, comma 1093, che consentono alle società agricole costituite in forma di società a responsabilità limitata, a nome collettivo o in accomandita semplice di optare per la tassazione su base catastale.
Sottolinea poi come sia giunto a conclusione positiva un lavoro annoso come quello sui crediti verso l'INPS, che in più occasioni la Commissione aveva affrontato con grande preoccupazione; infatti, l'adesione alla proposta di regolarizzazione effettuata dal pool di banche è andata ben oltre le più rosee previsioni.
Si è inoltre conclusa positivamente la riforma dell'organizzazione comune di mercato (OCM) dell'ortofrutta e l'approvazione in ambito europeo dei piani di sviluppo rurale; il relativo riparto mette a disposizione del nostro Paese somme che ammontano complessivamente nel periodo 2007-2013 a 8.292 milioni di euro.
Restano da affrontare appuntamenti significativi come la riforma dell'OCM sul vino, sulla quale un lavoro minuzioso è stato messo in campo dalla Commissione e forti sono le preoccupazioni per una conclusione positiva del negoziato.
In questi mesi un segnale forte nel campo della tracciabilità e sicurezza alimentare è venuto dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale sulla tracciabilità dell'olio extravergine d'oliva.
Rileva quindi che, nell'esaminare i documenti di bilancio, occorre avere la consapevolezza dei cambiamenti in atto nel settore agricolo, della sfida aperta in campo internazionale dove la presenza dei prodotti agroalimentari è parte fondamentale del made in Italy, dei nuovi orientamenti dei mercati che agiscono sul fronte dei prezzi e dei prodotti (basti pensare al grano duro), dei cambiamenti in atto nella struttura imprenditoriale agricola del Paese, della domanda crescente di sburocratizzazione del sistema della pubblica amministrazione e di semplificazione amministrativa e della domanda crescente da parte dei cittadini di trasparenza e sicurezza alimentare. Occorre cioè proseguire sulla strada del sostegno all'innovazione, all'internazionalizzazione, alla riorganizzazione del sistema delle imprese, che ne favorisca la concentrazione e l'integrazione.
Partendo da queste premesse, si sofferma sulla manovra complessiva per il 2008, con riferimento sia alla manovra di bilancio, sia agli strumenti collegati.


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Il decreto-legge n. 159 del 2007 ha apportato con l'articolo 26 importanti correttivi alle misure sulle incentivazioni per il biodiesel, che vanno nella direzione auspicata dal comparto agricolo, cioè quella di valorizzare il ruolo delle intese di filiera e dei contratti quadro, in modo da assicurare una prospettiva di certezza agli investimenti delle aziende. Altri interventi riguardano poi l'ulteriore semplificazione delle procedure di comunicazione delle variazioni colturali; gli stanziamenti per il rafforzamento dei controlli di qualità nel settore dell'ortofrutta; le modifiche alla normativa sanzionatoria in materia di documenti di bordo per le navi da pesca; ancora per il settore della pesca, la rateizzazione del recupero degli aiuti di Stato dichiarati illegittimi e l'estensione del periodo per il quale possono essere liquidati gli indennizzi da parte del Fondo di assistenza.
Ancora più consistente è poi il complesso delle misure di specifico interesse per il settore agricolo contenute nel disegno di legge collegato in materia di welfare, che in materia di agricoltura attiva un impegno complessivo di 194 milioni di euro per il 2008, 185 per il 2009 e 186 per il 2010.
Il Capo IV reca misure di varia natura a favore delle imprese e dei lavoratori del settore agricolo.
Si prevedono modifiche significative della normativa in materia di disoccupazione agricola, operando una riforma dell'attuale sistema di soglie, al fine di rendere omogenee le discipline relative all'indennità ordinaria di disoccupazione e ai trattamenti speciali di disoccupazione per i lavoratori agricoli, con riferimento alla misura e alla durata delle provvidenze erogate (articolo 15).
È contemplata la concessione, in via sperimentale, per l'anno 2008, di incentivi per nuove assunzioni in agricoltura, attraverso l'attribuzione ai datori di lavoro agricoli di un credito d'imposta complessivo per ciascuna giornata di lavoro ulteriore rispetto a quelle dichiarate nell'anno precedente (articolo 16), con l'obiettivo di stabilizzare anche nel settore agricolo il maggior numero di lavoratori.
Si prevede una incentivazione a promuovere la salute e sicurezza dei lavoratori nel settore agricolo, caratterizzato da un'alta percentuale di infortuni sul lavoro, tramite una riduzione, fino al 20 per cento, dei premi assicurativi per le imprese agricole che possano dimostrare il rispetto della disciplina vigente (articolo 17).
Con l'articolo 18, parte dell'aliquota contributiva relativa all'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria dovuta dai datori di lavoro agricoli è destinata al finanziamento delle iniziative di formazione continua rivolte ai lavoratori subordinati del settore agricolo.
L'articolo 19 modifica la disciplina relativa alle provvidenze per i lavoratori agricoli in caso di calamità naturali, al fine di circoscriverne il campo di applicazione. Occorre ricordare in proposito che l'articolo 116 del disegno di legge finanziaria prevede, a carico del Fondo per l'occupazione, 20 milioni di euro per il settore agricolo, finalizzati alla concessione della cassa integrazione straordinaria nei casi di ristrutturazione e riconversione aziendale o di crisi connesse alle profonde modifiche del mercato, quali le nuove OCM riorganizzate a livello europeo; è la prima volta che queste norme vengono estese al settore agricolo.
Infine, le disposizioni relative alla compensazione degli aiuti comunitari con i contributi previdenziali dovuti dalle imprese agricole sono contenute nell'articolo 20.
Si tratta quindi di un intervento di ampio respiro, su temi che certamente assumono rilievo centrale per la funzionalità del settore, e che persegue finalità condivisibili di rafforzamento del settore attraverso un processo di stabilizzazione del lavoro e di emersione e al contempo di razionalizzazione e semplificazione della normativa.
Passando ad illustrare sinteticamente i contenuti del disegno di legge finanziaria 2008, sottolinea innanzitutto l'importanza


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di alcune norme che si ricollegano direttamente all'attività ed alle iniziative assunte dalla Commissione Agricoltura.
L'articolo 49 dispone infatti in merito agli stanziamenti per le attività di progettazione ed esecuzione delle opere previste dal piano irriguo nazionale, tema sul quale la Commissione sta esaminando alcune proposte di legge (C.1985 e abbinate), in una prospettiva di riordino strutturale degli organismi amministrativi preposti. La norma in esame si muove in un ambito più circoscritto, ma raccoglie tuttavia alcune indicazioni emerse dal dibattito in Commissione, riservando una quota delle somme assegnate dalla legge finanziaria 2007 per l'avvio o prosecuzione delle opere del Piano irriguo nazionale, alle «attività di progettazione», in modo da consentire l'immissione nel circuito delle opere finanziabili anche di progetti sinora esclusi perché carenti su questo versante. La norma traduce in una unica partita finanziaria i tre limiti d'impegno originati dalle leggi n. 350 del 2003 e n. 266 del 2005, trasformati a norma della medesima legge n.350 in contributi in conto capitale, consentendo così di recuperare margini di elasticità nella programmazione e gestione delle risorse. Occorre sottolineare come da oggi fino al 2010 rimangono in essere gli impegni di spesa già previsti, mentre a partire dal 2011 è previsto un impegno per 15 anni con l'attivazione di 100 milioni l'anno. Questo costituisce uno dei punti più qualificanti della manovra proprio per affrontare in ambito poliennale un problema non rinviabile come quello degli interventi sul sistema irriguo, fondamentale per lo sviluppo del settore agricolo. Sarebbe altresì opportuno orientare una parte delle risorse, definendo una priorità in tal senso, alla realizzazione di sistemi di invasi volti a far fronte al problema della siccità derivata dai cambiamenti climatici in atto.
L'articolo 47 sospende i giudizi pendenti, le procedure di riscossione e recupero, nonché le esecuzioni forzose relative ai mutui contratti da imprenditori agricoli sardi, con riferimento alle vicissitudini che hanno riguardato la legge regionale della Sardegna 13 dicembre 1988, n. 44, recante «Costituzione del Fondo regionale di garanzia per l'agricoltura e provvidenze per l'agricoltura»: Tale norma dà attuazione alla risoluzione approvata il 30 ottobre scorso dalla XIII Commissione, con la quale si impegnava il Governo ad intraprendere con la massima urgenza tutte le iniziative più opportune per fare fronte alla grave crisi socio-economica in cui versano le aziende agricole ed agropastorali sarde. È questo naturalmente solo un primo, ma indifferibile passo; una soluzione del problema andrà ricercata anche attraverso l'indagine conoscitiva che la Commissione ha deciso di avviare e che potrà fornire utili indicazioni per l'attività della Commissione di esperti istituita dalla norma in commento.
L'articolo 48 interviene poi in materia di controlli sui prezzi dei prodotti agroalimentari, tema anche questo oggetto di recenti attività conoscitive svolte dalla Commissione. In particolare, si prevede che l'Osservatorio del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali verifichi la trasparenza dei prezzi dei prodotti alimentari, con particolare riferimento a quelli al dettaglio, integrando le rilevazioni che debbono essere effettuate ai sensi dell'articolo 127, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Oltre ad assicurare la trasparenza del mercato, le verifiche debbono perseguire il fine di contrastare l'andamento anomalo dei prezzi delle filiere agroalimentari, allo scopo di assicurare una tutela del consumatore, la leale concorrenza tra gli operatori e la difesa del made in Italy. La preoccupazione dei cittadini rispetto all'aumento dei prezzi della pasta e del latte non sempre motivato testimonia quanto urgente sia operare in questo campo. Occorre tener presente che la legge finanziaria intende mettere in campo alcune azioni a sostegno delle fasce più deboli e di attenzione al disagio sociale ed introduce incentivandoli nuovi strumenti ed opportunità. Infatti, all'articolo 48, al comma 5, prevede la costituzione e la pubblicizzazione nei confronti del consumatore dei panieri di prodotti alimentari di largo consumo e l'indicazione degli


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esercizi commerciali nei quali è possibile acquistare tali panieri di prodotti. A questo fine al comma successivo vengono destinati 100 mila euro. Altre forme di intervento sono contenute nell'articolo 9, ai commi 78 e 79, dove viene definita una nuova normativa per i gruppi di acquisto solidali (GAS), a sostegno dei quali vengono messi a disposizione 200 mila euro.
Ricorda poi più brevemente le altre disposizioni del capo VIII del disegno di legge finanziaria, relativo alla missione «agricoltura, politiche agroalimentari e pesca».
L'articolo 43 contiene al comma 1 le disposizioni sul recupero degli aiuti nel settore della pesca già inserite anche nel decreto-legge n. 159 (articolo 46-quater), con il quale dovrà quindi coordinarsi, mentre al comma 2 amplia il novero dei soggetti che possono attingere alle risorse del Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura; in base alle nuove disposizioni tale fondo è altresì destinato al ricambio generazionale ed allo sviluppo delle imprese giovanili nel settore della pesca. Arriva così a positiva conclusione una richiesta del settore, importante per la sua modernizzazione.
L'articolo 44, al comma 1, reca il rifinanziamento per 50 milioni di euro, per il solo anno 2008, dell'autorizzazione di spesa per il Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della produzione bieticolo-saccarifera, quale stanziamento destinato al terzo dei cinque anni per i quali l'Unione europea consente che siano erogati aiuti nazionali alla medesima produzione. Confermando un impegno assunto nei confronti del settore il comma 2, aggiunto dalla Commissione Bilancio del Senato, integra la dotazione del fondo di cui al comma 1, disponendo che, nel limite di 30 milioni di euro, le risorse già attribuite al Fondo per le crisi del mercato agricolo siano versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente riassegnate per l'anno 2008 al Fondo bieticolo-saccarifero.
L'articolo 45 include, tra le misure prioritarie da finanziare con il Fondo rotativo per l'erogazione di finanziamenti per l'attuazione del Protocollo di Kyoto, quelle relative alle pratiche di gestione forestale sostenibile, attuate con interventi volti a ridurre l'impoverimento delle riserve di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste.
L'articolo 46 autorizza la spesa di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per l'attuazione degli interventi per il settore dell'apicoltura previsti dall'articolo 5 della legge 24 dicembre 2004, n. 313. Le risorse stanziate sono sottratte all'autorizzazione di spesa, pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, disposta dalla legge finanziaria 2007 per l'attuazione dei piani nazionali di settore di competenza del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.
Segnala quindi altre disposizioni collocate in parti diverse del disegno di legge, ma che comunque sono importanti per il settore.
L'articolo 9, comma 9, reca una speciale disciplina fiscale per le coltivazioni conto terzi nel settore florovivaistico. La XIII Commissione già durante la sessione di bilancio dello scorso anno aveva presentato emendamenti volti ad affrontare questa questione, che riguarda essenzialmente la filiera florovivaistica e, in particolare, le imprese che curano la fase dell'accrescimento delle piante.
Gli articoli 14 e 146 consentono nuove assunzioni nel Corpo forestale dello Stato, con una importante dotazione di risorse, che dovrebbe contribuire al rafforzarsi della presenza del Corpo sul territorio.
Il comma 1 dell'articolo 28 reca una autorizzazione di spesa pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 a favore del Fondo nazionale per la montagna; occorre sottolineare positivamente che tale Fondo è stato raddoppiato rispetto a quanto previsto nell'anno 2007.
L'articolo 52, completando gli interventi contenuti nel decreto-legge n. 159, reca disposizioni sui certificati verdi, che interessano anche i produttori di biomasse, mentre l'articolo 50 ridefinisce gli incentivi ed i finanziamenti di cui al secondo periodo del comma 1117 dell'articolo 1


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della legge finanziaria 2007 (cosiddetto CIP6). L'energia ottenuta dalle produzioni agricole e da biomasse ha rappresentato in questo anno un punto di grande interesse e di attenzione da parte delle imprese agricole del Paese. È stato visto da molti come un'opportunità significativa per sviluppare la multifunzionalità dell'impresa, da altri come un'occasione per riconvertire la propria attività. Si è passati da una discussione generale ad un fiorire di progetti che coinvolgono complessivamente il Paese. Fermo restando che a suo avviso la politica agricola deve essere orientata in primo luogo alle produzioni agroalimentari, non si può non riconoscere che estesa è l'attenzione prestata allo svilupparsi delle attività energetiche prodotte da biomasse. Se le norme contenute nella legge finanziaria 2007 hanno contribuito ad accelerare questo processo, con il decreto-legge n.159 si è contribuito a rafforzare il rapporto fra produzione energetica e la filiera dei produttori, alla semplificazione e all'incentivo alla realizzazione degli impianti inferiori a 1 MW. Le norme contenute nel disegno di legge finanziaria per il 2008 cambiano radicalmente l'utilizzo del CIP6 a favore degli impianti a biomasse ed alimenteranno ancor più l'attenzione del settore verso queste attività. Si assiste ad una fase di crescita di questo processo e a un susseguirsi di norme in una pluralità di provvedimenti: a un certo punto un lavoro di armonizzazione e unificazione normativa andrà comunque compiuto. Il lavoro avviato dalla Commissione Agricoltura sulla proposta di legge sulle agroenergie (C.1985 e abbinate) può essere uno strumento efficace sul quale convogliare e omogeneizzare il complesso della normativa.
L'articolo 112 interviene sul contenzioso tra cooperative ed INPS, del quale la Commissione si era più volte interessata già lo scorso anno; infatti, in sede di approvazione della legge finanziaria 2007 furono approntati emendamenti volti alla risoluzione di questo problema. Nel merito, si tratta del contenzioso apertosi tra l'INPS e le coooperative agricole e forestali operanti nelle zone disagiate e montane, che avevano beneficiato di una doppia agevolazione di carattere contributivo; si prevede ora la rateizzazione del pagamento del cento per cento del dovuto, compresi gli interessi legali, senza pagamento di sanzioni, in venti rate annuali e si introduce per coloro che già abbiano anticipato il pagamento all'INPS dei contributi oggetto di contenzioso un credito previdenziale pari al quaranta per cento delle somme versate all'INPS, maggiorato degli interessi legali.
Si sofferma quindi sulla sistuazione del settore della pesca e dell'acquacoltura. Sul piano generale, sottolinea positivamente l'approvazione del Piano triennale della pesca, che avviene dopo anni di proroga e fornisce al settore un quadro di riferimento certo per il prossimo triennio. Rimangono ancora aperte al confronto le norme contenute nel regolamento per il Mediterraneo e l'attuazione del FEP, che hanno bisogno di trovare un adeguamento in sede europea alle esigenze del Mediterraneo. Le norme introdotte nella legge finanziaria dello scorso anno così come quelle contenute nei disegni di legge in esame hanno introdotto risposte significative alle richieste del settore e sulle quali la Commisisone si era impegnata. Si pensi agli incentivi per l'imprenditorialità giovanile, al sostegno alle famiglie delle vittime del mare, alla proroga della legge n. 30, al fermo biologico. Anche per la pesca valgono però le considerazioni che saranno svolte per il settore agricolo e, in primo luogo, l'esigenza di una stabilizzazione delle agevolazioni fiscali e contributive che offra un quadro certo di riferimento per le imprese del settore. Infatti, all'articolo 9, commi 5 e 6, sono prorogate per il solo 2008 le agevolazioni che ormai consuetudinariamente da anni ogni legge finanziaria proroga.
Una vera emergenza per il settore è rappresentata dal caro-gasolio, che incide e condiziona fortemente la competitività delle imprese: occorre ragionare con il Governo su quali strade intraprendere per affrontarla.


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Ritiene inoltre che, nell'ambito dell'esercizio della delega prevista dal disegno di legge in materia di welfare, sia opportuno valutare la possibilità di estendere il regime della cassa integrazione anche al settore della pesca.
Una parte importante del settore ittico è rappresentata dall'acquacoltura, che rappresenta circa il 40 per cento della produzione ittica nazionale. È rimasto aperto ed irrisolto, ormai da anni, il problema del canone ricognitorio, già previsto dalla legge n.142: rivolge un invito al Governo a verificare se, nell'ambito dei provvedimenti che dovrà assumere, vi sia la possibilità di colmare una lacuna che penalizza le imprese del settore.
Per le caratteristiche del sistema della pesca nel nostro Paese (piccole e piccolissime imprese), ritengo opportuno valutare la possibilità di istituire un fondo volto ad incrementare la competitività, l'innovazione e l'aggregazione del sistema.
Un altro tema, che è stato al centro dell'attenzione della Commissione, è stato quello delle azioni per accrescere la multifunzionalità del settore; in questo campo, si dovrà lavorare per omogeneizzare le norme già previste per le imprese agricole.
Si sofferma quindi sulle questioni per le quali i contenuti della manovra richiedono a suo avviso un ulteriore sforzo di integrazione e migliore definizione.
In primo luogo, ricorda una questione che è presente, ma in maniera che reputa non soddisfacente, come ricordato anche a proposito della pesca: il regime fiscale agevolato per le imprese agricole. L'articolo 9, ai commi 5, 7 e 8, contiene l'ulteriore proroga per il 2008 del regime fiscale agevolato, ma non ancora quella stabilizzazione a regime che è indispensabile per assicurare al settore un quadro di riferimento certo per la programmazione dei propri investimenti e delle linee di sviluppo aziendale. Occorre evidenziare che il comma 62 dell'articolo 9 estende l'agevolazione sull'IRAP anche alle cooperative silvocolturali.
Un' altra questione che a suo avviso occorre affrontare è quella dei consorzi agrari. In più occasioni la Commissione se ne è interessata ed anche nei giorni scorsi sono stati presentati emendamenti volti a garantirne la mutualità cooperativa prevalente. Oggi si assiste ad una situazione dove, da una parte, esistono ancora 13 strutture commissariali di consorzi in liquidazione, dall'altra, è andata avanti in questi anni una riorganizzazione che ha portato i nuovi consorzi ad essere soggetti attivi nel mercato e soggetti di forte supporto dell'attività al servizio dell'agricoltura. Il sistema consortile oggi fattura oltre tre miliardi di euro e costituisce quindi una forte componente dell'economia agricola ed agroalimentare del Paese. Occorre a suo giudizio chiudere definitivamente e rapidamente la partita dei consorzi in liquidazione, eventualmente definendo un periodo ultimo entro il quale non sia più prorogabile il commissariamento in atto, e avviare una azione positiva e propositiva di riforma. I caratteri della forma cooperativa prevalente debbono accompagnarsi ad una forte campagna di rinnovamento della base sociale che ne rafforzi i caratteri di mutualità. Ritiene definitivamente chiusa ed irriproponibile la stagione della Federconsorzi e ritiene altresì che questo tema non possa più essere affrontato con le proroghe che annualmente sono inserite in qualche legge.
Vi è poi il tema degli enti ed agenzie che operano a vario titolo nel settore agricolo. Il disegno di legge finanziaria, nell'allegato A (articolo 134), sopprime l'Ente irriguo umbro toscano, che da anni viveva in regime di proroga. Il Senato ha escluso giustamente la soppressione dell'Ente Risi, essendo questo un istituto privato. Occorre però affrontare il tema dell'efficacia di alcune strutture societarie di emanazione del Ministero che operano nel settore, il potenziamento del ruolo di indirizzo e coordinamento del Ministero, per evitare dispersioni e sprechi di risorse e assicurare unità d'azione e l'effettiva rispondenza delle strutture alle esigenze ed alle prospettive del sistema agricolo. Richiama in particolare la necessità di una valutazione sulla società Buonitalia, uno strumento sul quale si era concentrata l'attenzione e l'interesse del sistema agroalimentare


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italiano per la promozione del made in Italy nel mondo e che tuttavia sembra non cogliere apprezzabili risultati.
Un'altra questione che merita particolare attenzione riguarda il Comitato per la sicurezza alimentare, che sarebbe opportuno trasformare in Agenzia con la partecipazione del Ministero della salute e del Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali.
Il credito d'imposta ha rappresentato una misura di largo interesse per l'imprenditoria agricola. La sua agibilità nelle aree Obiettivo 1, i meccanismi di accesso al beneficio - per i problemi segnalati alla Commsisione dalle associazioni agricole - consigliano di approfondire l'effettivo funzionamento della misura e l'adeguatezza della formulazione delle norme.
Evidenzia inoltre la necessità di avviare una riflessione, possibilmente inserendo all'interno della manovra 2008 qualche prima indicazione di linee-guida al riguardo, sull'assetto organizzativo dell'impresa agricola italiana e sulle prospettive di una sua evoluzione, a partire da una differenziazione tra partite IVA ed imprese.
Si tratta, a suo giudizio, di prendere atto che nella realtà italiana coesistono fianco a fianco, a volte intersecandosi, almeno due diversi livelli di approccio alle attività produttive agricole: un approccio a pieno titolo imprenditoriale, e di imprese sempre più coinvolte nella competizione internazionale, con un ruolo di primo piano per l'intero sistema Paese sia sul piano strettamente economico che su quello dell'immagine; ed un approccio si direbbe amatoriale, in cui l'attività è svolta a tempo parziale, hobbistica, in primo luogo nelle zone collinari e montane, ma che comunque svolge un fondamentale ruolo sociale e di tutela paesistico-ambientale. Queste due dimensioni possono convivere in modo proficuo, ma non possono farlo adottando moduli uniformi di regolazione dal punto di vista fiscale, lavoristico, previdenziale. Occorre invece differenziare le regole per adeguarle alle diverse realtà, riconoscendone il ruolo e semplificandone l'esistenza, pena un serio rischio di abbandono dei territori dove queste attività sono maggiormente praticate con seri pericoli ambientali.
Per quanto riguarda le tabelle allegate al disegno di legge finanziaria ed i loro effetti sul bilancio, ricorda che nel fondo speciale di parte corrente (tabella A) sono iscritti per il Ministero delle politiche agricole e forestali 355 mila euro per il solo 2008, destinati all'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), mentre nel fondo speciale di parte capitale (tabella B) è disposto un accantonamento pari a 200 mila euro per ogni anno del triennio 2008-2010 riservato allo sviluppo dell'agricoltura.
Nella tabella C gli importi indicati, sostanzialmente stabili negli anni, sono di 117,3 mln euro per il 2008 e 119,4 milioni di euro sia per il 2009 che per il 2010, destinati ai seguenti provvedimenti: legge n. 267 del 1991 (attuazione del piano nazionale della pesca); legge n. 549 del 1995 (contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi); decreto legislativo n. 454 del 1999 (riorganizzazione del settore della ricerca in agricoltura - finanziamento del Centro per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura). Sono invece iscritti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze gli stanziamenti per il decreto legislativo n. 165 del 1999 (AGEA).
La Tabella D per l'esercizio 2008 assegna ulteriori 20 meuro al Fondo di solidarietà nazionale - incentivi assicurativi.
Infine, nella tabella F compaiono i seguenti provvedimenti di interesse del Ministero per le politiche agricole: decreto legislativo n. 102 del 2004 (Fondo di solidarietà nazionale-incentivi assicurativi); legge n. 448 del 2001, articolo 46, comma 4 (che ha istituito i fondi unici per ogni dicastero). In tabella F è esposto il Fondo unico in senso proprio, che rappresenta solo una quota parte, anche se di gran lunga la più significativa, del più ampio Fondo unico di cui al capitolo 7003 che include talune altre leggi di spesa. Su tale Fondo sono trasferiti 100 milioni di euro relativi sia al 2008 che al 2009 rispettivamente agli esercizi 2010 e 2011.


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Infine, per quanto riguarda il disegno di legge di bilancio, ricorda che la spesa complessiva in termini di competenza iscritta sulla tabella n. 13 ammonta, dopo la seconda nota di variazione, a 1.699,8 milioni di euro. Si tratta di uno stanziamento in linea con il bilancio precedente: la legge di bilancio 2007 recava infatti stanziamenti per 1.675,6 milioni di euro (divenuti 1.727 con l'assestamento). Sottolinea in proposito la prevalenza delle spese di parte capitale, che ammontano a 936,2 milioni di euro, rispetto a quelle di parte corrente (773,5 milioni di euro): si tratta di una situazione da considerare virtuosa dal punto di vista della qualità della spesa, che non è frequente nelle pubbliche amministrazioni.
Per quanto riguarda la struttura interna del bilancio, ricorda che essa dovrà essere a breve rivista in relazione alla nuova definizione dei centri di responsabilità conseguente al nuovo regolamento di organizzazione del Ministero, esaminato di recente dalla Commissione. L'auspicio naturalmente è che le necessarie operazioni di aggiustamento contabile non comportino rallentamenti nei procedimenti di spesa.
In conclusione, ritiene di poter esprimere un giudizio positivo sulla politica agricola portata avanti in questo anno e mezzo dal Governo ed un apprezzamento per il rapporto costruttivo instaurato con la Commissione, i cui indirizzi hanno trovato riferimento nei provvedimenti adottati. Non si tratta certo di un lavoro concluso: l'esame della manovra finanziaria e alcune indicazioni che oggi fornite offrono un terreno sul quale a suo avviso è possibile operare con il concorso di tutti i componenti della Commissione.

Giuseppina SERVODIO, presidente, nel ricordare che, secondo quanto stabilito dalla Conferenza dei Presidenti di gruppo, la Commissione dovrà concludere l'esame dei documenti di bilancio entro la giornata di martedì 27 novembre prossimo, propone che la Commissione prosegua l'esame dei documenti di bilancio domani, alle ore 9, e che il termine per la presentazione delle proposte di relazione e degli emendamenti sia fissato per venerdì 23 novembre, alle ore 17.

La Commissione concorda.

Giuseppina SERVODIO, presidente, rinvia quindi il seguito dell'esame dei disegni di legge alla seduta di domani.

La seduta termina alle 16.40.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.40 alle 16.45.