I Commissione - Resoconto di giovedý 22 novembre 2007


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COMITATO PERMANENTE PER I PARERI

Giovedì 22 novembre 2007. - Presidenza del presidente Riccardo MARONE.

La seduta comincia alle 8.15.

Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.
C. 3178 Governo.

(Parere alla XI Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni).

Riccardo MARONE, presidente, comunica che questa mattina la XI Commissione lavoro ha trasmesso il nuovo testo del provvedimento in titolo, come risultante dall'esame degli emendamenti, che si è concluso nel corso della notte. Avverte pertanto che il parere sarà espresso sul nuovo testo del provvedimento.

Maria Fortuna INCOSTANTE (Ulivo), relatore, illustra brevemente le principali modifiche apportate dalla Commissione di merito al testo del disegno di legge del Governo, formulando, infine, una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato).


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Nessuno chiedendo di intervenire, il Comitato approva la proposta di parere del relatore.

La seduta termina alle 8.30.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 22 novembre 2007. - Presidenza del presidente Luciano VIOLANTE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'interno Alessandro Pajno.

La seduta comincia alle 8.30.

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008).
C. 3256 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010.
C. 3257 Governo, e relative note di variazione C. 3257-bis e C. 3257-ter Governo, approvato dal Senato.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2008 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 8: Stato di previsione del Ministero dell'interno per l'anno finanziario 2008.
(Relazioni alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 21 novembre 2007.

Alessandro NACCARATO (PD-U), soffermandosi sulla parte del disegno di legge finanziaria di competenza della Commissione, ritiene che essa contenga diversi aspetti positivi. Si riferisce, in particolare, agli articoli che intervengono per limitare i costi impropri della politica e per la razionalizzazione e l'innovazione nella pubblica amministrazione, ricordando come il settore pubblico sia fondamentale per raggiungere gli obiettivi di crescita, equità e risanamento.
Si sofferma quindi su alcune disposizioni che mirano a congelare l'indennità dei parlamentari; sopprimendo e accorpando gli enti in caso di duplicazione di funzioni; a ridurre i componenti degli organi societari delle società pubbliche; a fissare limiti per la costituzione e la partecipazione delle amministrazioni pubbliche a società; a limitare gli incarichi del lavoro flessibile e straordinario; a prevedere che ogni comune possa aderire ad un'unica forma associativa; a semplificare le forme associative e riorganizzando razionalmente i servizi.
Fa quindi riferimento agli articoli che riguardano il comparto della sicurezza, i quali, dopo anni di significativi tagli, soprattutto per quanto attiene al personale, prevedono ora risorse per assumere nella Polizia di Stato i circa quattromila volontari in ferma prolungata delle forze armate; recano misure per incentivare il ritorno del personale in posizione di comando presso altre amministrazioni; istituiscono un fondo di parte corrente per le esigenze di funzionamento della sicurezza e del soccorso pubblico di ammontare pari a 100 milioni, di cui 20 milioni per le specifiche necessità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; istituiscono un fondo di parte corrente di 10 milioni di euro per l'acquisto e l'ammodernamento del parco autoveicoli della polizia; stanziano 10 milioni di euro per coprire i costi delle prestazioni di lavoro straordinario; stanziano risorse per il rinnovo dei contratti del comparto della sicurezza; favoriscono la mobilità dei marescialli dell'esercito, della marina, dell'aeronautica in esubero verso la Polizia di Stato, il Corpo forestale dello Stato, la Polizia penitenziaria, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di finanza.


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In definitiva, si tratta, a suo avviso, di un provvedimento che si apprezza per i significativi interventi in materia di riduzione e razionalizzazione dei costi della politica e per l'inversione di tendenza nell'andamento della spesa per il comparto della sicurezza.

Luciano VIOLANTE, presidente, rilevata l'assenza degli altri deputati iscritti a parlare sui provvedimenti in titolo, avverte che si intende che abbiano rinunziato a parlare. Chiede quindi al rappresentante del Governo se intenda intervenire in sede di replica.

Il sottosegretario Alessandro PAJNO ricorda che il disegno di legge di approvazione del bilancio dello Stato a legislazione vigente per il 2008 e per il triennio 2008-2010 risulta improntato ad una nuova classificazione funzionale: si passa infatti da una struttura basata sulle amministrazioni, intese come centri di responsabilità che gestiscono le risorse, ad una struttura che pone al centro le funzioni, vale a dire l'utilizzo delle risorse in funzione degli obiettivi. Il bilancio viene pertanto suddiviso in complessivamente 34 missioni, che rappresentano le grandi finalità perseguite con la spesa pubblica e che si realizzano in concreto attraverso uno o più programmi, i quali diventano il vero fulcro del sistema di bilancio. I programmi rappresentano quindi aggregati omogenei di attività all'interno di ogni Ministero e sono individuati in relazione ai risultati da perseguire attraverso l'azione pubblica.
Ciò premesso, si sofferma sullo stato di previsione del Ministero dell'Interno, che risulta articolato in sette missioni, da attuare mediante quindici programmi. Fa presente che cinque delle sette missioni ineriscono alle cosiddette funzioni istituzionali proprie del Ministero. In particolare, si tratta delle seguenti: Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza generale di Governo e dello Stato sul territorio; Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali; Ordine pubblico e sicurezza; Soccorso civile; Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti. Le ulteriori due missioni - Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche e Fondi da ripartire - fanno riferimento a funzioni di supporto con valenza trasversale per le esigenze di tutto il Ministero.
Rileva poi che un'analisi per grandi aggregati del documento di bilancio evidenzia che, a fronte di uno stanziamento iniziale per il 2007 pari a 24.662.236.291 euro, il bilancio del Ministero dell'interno per il 2008 risulta, dopo la prima e la seconda Nota di variazione connessa al disegno di legge finanziaria, pari a 25.013.346.483 euro; il che determina una maggiorazione rispetto alla previsione iniziale per il 2007 pari a 351.110.192 euro, la quale dovrebbe ulteriormente aumentare nel corso dell'anno a seguito dell' assestamento di bilancio.
Per quanto riguarda le risorse da destinare alla sicurezza, evidenzia che anche per la missione Ordine pubblico e sicurezza il disegno di legge di bilancio prevede una tendenza positiva. Infatti, nonostante le misure volte al contenimento della spesa della pubblica amministrazione ed i tagli lineari apportati sulle autorizzazioni di spesa per i consumi intermedi, vengono attribuiti al settore della sicurezza nuove risorse e nuovi stanziamenti, allocati anche in altre missioni del Ministero dell'interno. Si tratta, in particolare, di 100 milioni di euro previsti dall'articolo 39 ed ulteriori 50 milioni previsti dall'articolo 146, comma 4, e allocati nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze, nel quale sono accantonate anche ulteriori risorse per i contratti delle forze di polizia.
Osserva pertanto che, sommando le risorse appena menzionate, pari a 150 milioni di euro, allo stanziamento previsto per il 2008 per la missione Ordine pubblico e sicurezza, pari a 7.379.176.660 euro, risulta uno stanziamento di 7.529.176.660, vale a dire uno stanziamento superiore al bilancio iniziale del 2007, che era pari a 7.516.356.863 euro: tale stanziamento, lo ribadisce, sarà destinato ad aumentare a seguito degli ulteriori incrementi che si determineranno nel corso della prossima gestione del 2008.


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In particolare, fa presente che i nuovi stanziamenti per l'anno 2008, non tutti contabilizzati nell'ambito dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'interno, sono rappresentati, con riferimento all'articolo 39, in primo luogo dall'istituzione nel bilancio del Ministero dell'interno di un fondo di parte corrente per le esigenze di funzionamento della sicurezza e del soccorso pubblico, con una dotazione di 100 milioni di euro, di cui 20 milioni destinati alle specifiche necessità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco: viene espressamente esclusa la destinazione delle risorse per le spese del personale e per il ripianamento dei debiti; in secondo luogo dall'istituzione di un fondo di parte corrente presso il Ministero dell'interno con una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro per l'ammodernamento degli automezzi e degli aeromobili delle forze della Polizia di Stato; in terzo luogo da uno stanziamento di 10 milioni di euro, a decorrere dal 2008, da destinare alle forze di Polizia di Stato per evitare eccessive limitazioni alle prestazioni di lavoro straordinario. Ricorda che alle forze di polizia si applica l'articolo 145, comma 6, del disegno di legge finanziaria, che riduce del 10 per cento, a decorrere dal 2008, i fondi assegnati nel 2007 per le prestazioni di lavoro straordinario.
A questo riguardo, ritiene opportuno evidenziare che tali nuove risorse sono state destinate in particolare al miglioramento delle dotazioni strumentali delle forze di polizia, con specifica esclusione della destinazione ad altre finalità. Infatti, al comma 1 dell'articolo 39, l'esclusione della destinazione a spese di personale e al ripianamento delle posizioni debitorie nasce dalla volontà di assicurare risorse aggiuntive alle necessità di funzionamento, vale a dire all'acquisto di carburanti, alle manutenzioni, al riscaldamento, alla cancelleria e quant'altro. Peraltro, segnala che il Senato ha introdotto, con il comma 3 dell'articolo 39, uno specifico stanziamento per attenuare le conseguenze del taglio del 10 per cento al personale delle forze di polizia. Fa poi presente che, per quanto attiene al pagamento dei debiti, si provvede con le razionalizzazioni gestionali.
Si sofferma poi sull'articolo 149, commi 3-5, relativi alle risorse per il personale, segnalando come, per il biennio 2006-2007, i fondi per i miglioramenti retributivi del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia siano incrementati di 181 milioni di euro dall'anno 2008 e di 80 milioni di euro dall'anno 2009. Per il biennio 2008-2009, invece, i fondi per i miglioramenti retributivi del personale delle forze armate e dei corpi di polizia sono incrementati di 78 milioni di euro per l'anno 2008 e di 116 milioni di euro per l'anno 2009. Allo stesso personale, in aggiunta alle predette risorse, a decorrere dall'anno 2008, sono destinati 200 milioni di euro, da utilizzare anche per interventi in materia di buoni pasto e per l'adeguamento delle tariffe orarie del lavoro straordinario. Fa presente che si tratta di disposizioni per la copertura di code contrattuali del biennio 2006-2007.
Con riferimento poi all'articolo articolo 146, comma 4, relativo alle assunzioni nelle forze di polizia, ricorda lo stanziamento di 50 milioni di euro per l'anno 2008, di 120 milioni di euro per l'anno 2009 e di 140 milioni di euro per l'anno 2010, nonché l'assunzione, da parte delle cinque forze di polizia, di circa 4500 nuove unità di personale. Fa peraltro presente che, fino a quando non vengono stipulati gli atti negoziali, le risorse riguardanti il personale sono conservate nel Fondo contratti del Ministero dell'economia e delle finanze.

Luciano VIOLANTE, presidente, ringrazia il rappresentante del Governo per l'intervento svolto. Ricorda che prima che intervenisse il rappresentante del Governo non erano presenti i deputati che avevano fatto richiesta di intervenire, ad eccezione dell'onorevole Naccarato, che ha infatti svolto il proprio intervento. Tuttavia, d'intesa con il rappresentante del Governo, anche alla luce dell'importanza dei provvedimenti in titolo, ritiene opportuno concedere ai deputati che sono adesso presenti


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la possibilità di svolgere il loro intervento, riservando allo stesso rappresentante del Governo la possibilità di integrare la replica appena svolta.
Rileva che il disegno di legge finanziaria reca diversi interventi finalizzati al contenimento dei cosiddetti costi della politica, riconducibili ad inefficienze e disfunzioni del sistema istituzionale, ma soltanto due interventi finalizzati alla razionalizzazione della pubblica amministrazione, peraltro poco incisivi: vale a dire quelli di cui all'articolo 27, che contiene una norma di indirizzo alle regioni per la riduzione dei costi derivanti dalla duplicazione di funzioni, e all'articolo 134, che prevede la soppressione e la razionalizzazione di enti pubblici statali. Evidenzia tuttavia che il presidente della Corte dei conti, nell'audizione di ieri, mercoledì 20 novembre, ha messo in luce come considerevoli sperperi di risorse pubbliche siano imputabili a inefficienze del sistema della pubblica amministrazione: ad esempio, a causa di duplicazione di strutture per lo svolgimento di identiche funzioni. Rileva inoltre che le misure per contenere i costi delle amministrazioni pubbliche sono tali da comportare risparmi effettivi in tempi molto lunghi, mentre quelle per il contenimento dei costi della politica hanno un'efficacia pressoché immediata. Ritiene che la Commissione dovrebbe riflettere su tale punto, eventualmente presentando emendamenti che incidano anche sul sistema della pubblica amministrazione, alla luce delle indicazioni fornite dalla Corte dei conti nel quadro esposto ieri.

Pierangelo FERRARI (PD-U) si sofferma preliminarmente sul tema della riduzione dei cosiddetti costi della politica, sul quale è in corso di svolgimento un acceso dibattito pubblico, che però trascura di mettere in luce come vasti settori del Paese pratichino esattamente gli stessi vizi che rimproverano alla classe politica: pensa, ad esempio, ai sistemi duali nella governance delle società finanziarie. Si tratta di fenomeni sui quali la politica dovrebbe intervenire con atti concreti.
Per quanto concerne il disegno di legge finanziaria, si sofferma sull'articolo 27, che reca norme di indirizzo alle regioni per la riduzione dei costi derivanti da duplicazione di funzioni, sugli articoli 25 e 26, che recano misure di contenimento delle spese degli enti territoriali, nonché sugli articoli 133 e 134. Si tratta di una serie di misure volte al contenimento dei «costi della politica» e delle amministrazioni di riferimento, nella consapevolezza della necessità di snellire e razionalizzare gli apparati al fine di garantire una accelerazione dei procedimenti decisionali.
Ritiene tali misure significative e sottolinea come anche le riforme costituzionali cui sta lavorando l'Assemblea della Camera tendano allo stesso fine di razionalizzazione del sistema istituzionale. A suo avviso, quindi, il disegno di legge finanziaria si colloca all'interno del percorso di lavoro intrapreso nell'ultimo anno dalla I Commissione e consente in definitiva di restituire dignità e credibilità al complessivo sistema politico, andando incontro alle esigenze del Paese. Conclude sottolineando come anche il progetto di riforma della legge elettorale, attualmente in discussione presso l'altro ramo del Parlamento, sia orientato a perseguire i medesimi obiettivi ed esprimendo un apprezzamento sui contenuti della manovra di bilancio.

Giacomo STUCCHI (LNP) osserva preliminarmente che, per quanto concerne le questioni di competenza della I Commissione, il disegno di legge finanziaria in esame, contrariamente a quelli degli ultimi anni, non interviene soltanto sul tema della sicurezza, ma affronta anche la problematica dei cosiddetti costi della politica.
Per quanto concerne la tematica della sicurezza, osserva che le dotazioni previste per tale comparto potrebbero risultare insufficienti qualora il decreto-legge sulle espulsioni, attualmente in corso di esame presso il Senato, venisse applicato rigorosamente.
Si sofferma quindi sulle spese relative alla gestione degli enti locali. In proposito, pur ritenendo a prima vista condivisibili


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alcune misure, esprime preoccupazione in ordine alle conseguenze che potrebbero derivare sul piano dell'efficienza dei servizi prodotti da tagli alle spese apportati in modo acritico. Al riguardo ricorda come il numero massimo degli assessori comunali fosse stato già in passato diminuito per poi essere nuovamente elevato alla luce delle inefficienze che ne derivavano sul piano politico. D'altra parte, osserva che il risparmio prevedibile non dovrebbe essere particolarmente rilevante, considerato che le indennità riconosciute agli assessori non sono elevate. Ritiene invece opportuna la riduzione del numero dei revisori dei conti presso gli enti locali, facendo presente che spesso vengono scelti per appartenenza politica, in proporzione tra maggioranza ed opposizione, ed hanno un approccio amichevole ai conti da rivedere. Analoghe considerazioni esprime in relazione alle questioni delle consulenze, degli incarichi professionali e delle assicurazioni degli amministratori locali. In sostanza, ritiene che l'adozione di misure volte al contenimento delle spese degli enti locali dovrebbe basarsi su una concreta conoscenza delle realtà di riferimento, e non limitarsi alla mera esigenza di apportare tagli alle spese.
Sottolinea poi la pericolosità di prevedere la gratuità di alcuni incarichi, come nel caso della commissione elettorale circoscrizionale, in quanto tali misure potrebbero ripercuotersi sulla qualità dei servizi offerti che non potrebbero essere più attribuiti a professionisti di livello. Reputa per contro corretto attribuire al responsabile elettorale del comune la tenuta delle liste elettorali.
Ritiene poi necessario porre attenzione alla richiesta di sicurezza dei cittadini, prevedendo dotazioni adeguate agli operatori del comparto della sicurezza, anche per trasmettere loro un segnale di vicinanza da parte dello Stato. Chiede poi al Governo di profondere uno sforzo per reperire risorse per una seria lotta all'immigrazione clandestina, facendo presente che, se l'immigrazione tenuta sotto controllo e gestita può essere costruttiva, quella subìta provoca disordine sociale e disgregazione. L'immigrazione deve quindi essere gestita attraverso una seria programmazione che possa consentire una reale integrazione degli immigrati evitando invece di adottare politiche indiscriminate che invece producono l'emarginazione degli stessi immigrati.

Gabriele BOSCETTO (FI) chiede al relatore ed al rappresentante del Governo un chiarimento in ordine al ragionamento che ha portato alla formulazione della norma relativa alle comunità montane. Ritiene infatti che pretendere, per la costituzione di una comunità montana, un numero minimo di comuni ed un'altezza minima di essi sul livello del mare equivalga a non tenere conto della realtà del Paese. È infatti noto che vi sono comunità montane composte anche di soli tre o quattro comuni, e non per una loro indisponibilità ad accoglierne altri, ma per l'oggettiva circostanza che l'omogeneità geografica e territoriale dell'area di riferimento si realizza per pochi comuni. Per quanto riguarda invece il criterio altimetrico, fa presente che numerosi comuni facenti parte di comunità montane dell'area appenninica e dell'area delle Alpi marittime sono al di sotto dei livelli altimetrici proposti. Ricorda che quello altimetrico è un criterio ambiguo, che pone più problemi di quanti ne risolva ed appare in definitiva arbitrario. Sottolinea poi che le comunità montane svolgono un ruolo importante, mantenendo il territorio unito là dove è frammentato in più comuni e consentendo in questo modo il razionale ed ottimale soddisfacimento di bisogni comuni. A suo avviso, effettuare economie di bilancio sulle comunità montane è demeritorio, equivalendo, in definitiva, a risparmiare a danno della parte più debole del sistema, ignorandone l'importanza. In conclusione, ritiene che l'articolo 27 del disegno di legge finanziaria dovrebbe essere modificato o addirittura soppresso: esso produce una incongrua riduzione delle comunità montane e, a fronte di un limitato risparmio di spesa, provoca disagi e carenze di servizi.


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Olga D'ANTONA (SDpSE) rileva che non solo il disegno di legge finanziaria per il 2008 ha superato l'esame del Senato in prima lettura, ma per la prima volta dal 2002 non è stata posta la questione di fiducia. Sottolinea che il Governo è ancora in piedi, con ancora più forza da opporre alla Casa delle libertà. Non c'è stata la spallata ossessivamente annunciata dal leader di Forza Italia. L'opposizione, che puntava ad un incidente di percorso della maggioranza o sperava qualche senatore cedesse alle lusinghe del leader di Forza Italia e cambiasse schieramento, è rimasta delusa.
Con riferimento alle voci che hanno accompagnato il percorso del disegno di legge finanziaria al Senato, afferma che quella fatta dall'opposizione non è la politica che i cittadini apprezzano. Si tratta invece di cattive pratiche che contribuiscono a svilire 1' immagine delle istituzioni: i senatori presentati come merce in vendita al maggior offerente, senza un ideale, un onore da tenere alto. Il passaggio di senatori della maggioranza all'opposizione non c'è stato e l'annuncio è tornato indietro a colpire chi lo aveva lanciato.
Dichiara quindi che il suo gruppo apprezza il disegno di legge finanziaria e voterà convintamente a favore del provvedimento, per le seguenti ragioni: perché mantiene l'impegno del Governo a ridurre il disavanzo e il debito; prevede consistenti misure per le imprese, grandi e piccole; reca misure con pochi precedenti per la riduzione fiscale sulla casa, nei due aspetti della proprietà e della locazione; persegue in modo significativo la semplificazione nei diversi ambiti della pubblica amministrazione; contiene consistenti interventi in favore delle fasce di reddito più basse.
Ricorda come, alla vigilia del Consiglio dei ministri che avrebbe approvato il disegno di legge finanziaria per il 2008, le forze politiche della Sinistra avessero unitariamente indirizzato al Presidente del Consiglio un documento nel quale chiedevano che la manovra assumesse come priorità, conformemente all'impegno preso con gli elettori, l'equità sociale, l'ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici, la lotta alla precarietà e gli investimenti nei settori strategici per il futuro del paese, dalla formazione all'innovazione tecnologica. Nello specifico, si chiedeva un impegno ulteriore nella lotta all'evasione fiscale e contributiva; l'adeguamento della tassazione delle rendite; la lotta alla precarietà, a partire da ciò che l'ha generata strutturalmente, ovvero i contratti di formazione lavoro; un intervento deciso in materia di sprechi e costi della politica; interventi mirati per l'applicazione del protocollo di Kyoto e per promuovere una politica energetica basata su fonti energetiche rinnovabili; un potenziamento del trasporto pubblico sostenibile nelle città; interventi di risparmio ed efficienza energetica nel campo dell'edilizia.
Alla luce di tutto questo, esprime, a nome del suo gruppo, la convinzione che sia stata imboccata la giusta direzione di marcia verso l'equità sociale e lo sviluppo di qualità. La strada è ancora lunga, ma ci sono le condizioni per andare avanti al meglio. Tale convinzione si fonda su cinque ragioni fondamentali: era stato chiesto che la priorità fosse quella di rivolgersi alla parte più debole della società, e questo risultato comincia a realizzarsi soprattutto con le risorse per gli incapienti e per i non autosufficienti, e con l'intervento sull'ICI, sugli affitti e per il Piano casa. Era stato chiesto che fossero poste le basi per lo sviluppo di qualità puntando su innovazione e ricerca, ed il Governo ha cominciato parzialmente a realizzare tale obiettivo. Era stato chiesto che la risposta alle aspettative di riduzione dei costi della politica fosse netta, ed il Governo ha intrapreso anche in questo caso un'iniziativa, sul buon esito della quale la sua parte politica intende vigilare. Era stato chiesto che si facessero scelte di equità fiscale verso i lavoratori e i pensionati, cioè verso i contribuenti più leali, e si provvedesse all'armonizzazione delle rendite finanziarie: in questo caso, si tratta di un capitolo e di un impegno che rimane aperto. Era stato chiesto il rilancio della politica di pace dell'Italia: cominciare ad onorare gli impegni e sostenere la cooperazione è un


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passo importante in questa direzione, anche perché riconosce alla società civile un decisivo ruolo di pace.
Esprime un giudizio positivo ed argomentato, sottolineando come sia stato fondamentale il contributo e l'atteggiamento unitario della sinistra, sempre teso a rafforzare il Governo e mai ad indebolirlo. Le critiche che sono giunte sono in alcuni casi ingenerose. Molta strada resta ancora da percorrere, per la riduzione della pressione fiscale sulle categorie svantaggiate, per una più equa politica dei redditi; per l'armonizzazione della tassazione delle rendite ai livelli europei e per la diminuzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente; ma si è imboccata la direzione giusta, quella del risanamento e delle sviluppo.
Considera inoltre un limite della manovra la mancata restituzione del fiscal drag e preannuncia che il suo gruppo intende riaprire, dopo l'approvazione della legge finanziaria, il capitolo del welfare.
Desidera poi sottolineare il contributo dato dalla sinistra della coalizione con precise proposte politiche al Presidente del Consiglio dei ministri, che hanno cambiato aspetti importanti della manovra, ricordando come si sia trattato di un contributo sempre profondamente unitario e leale, a sostegno dell'attuazione del programma dell'Unione, senza protagonismi, a differenza di quanto accaduto nell'area centrista della coalizione.
Ritiene peraltro che sarebbe necessario fare di più in almeno due ambiti: le aree sociali più deboli ed il mondo del lavoro, tanto più oggi che i redditi, già bassi, sono insidiati anche dalle tensioni sui prezzi. Del resto, lo stesso presidente della Confindustria riconosce che il reddito insufficiente della grande maggioranza dei lavoratori è un grande problema aperto da risolvere. Quanto alla riduzione fiscale, essa è necessaria per restituire al lavoro un livello di reddito decente, un impegno che il governo dovrà contribuire a realizzare appena possibile.
Conclude esortando il Governo e la maggioranza a riprendere, subito dopo la conclusione della sessione di bilancio, l'impegno sul cammino delle riforme istituzionali ed elettorali, che ormai rappresentano un'esigenza imprescindibile per il futuro del Paese.

Carlo COSTANTINI (IdV), riservandosi di intervenire più diffusamente sui singoli punti nella successiva fase emendativa, dichiara che il suo gruppo sostiene il disegno di legge finanziaria, ritenendo che proceda nella direzione giusta, vale a dire quella auspicata dai cittadini. Richiama, in particolare, i seguenti punti positivi del provvedimento: l'incremento della risorse per il contrasto all'immigrazione clandestina; il congelamento delle indennità parlamentari per cinque anni, come già proposto dal suo gruppo, che ha presentato a tal fine un apposito progetto di legge; la riduzione della compagine governativa, necessaria per corrispondere alla richiesta dei cittadini di una maggiore sobrietà ed efficienza del governo; la riduzione del venti per cento degli emolumenti per i commissari straordinari di Governo; il complesso degli interventi per la riduzione dei costi della politica e per la riorganizzazione del sistema istituzionale; l'incremento delle risorse per la sicurezza; infine, il divieto di istituzione di uffici di diretta collaborazione nelle amministrazioni prive di un vertice che sia espressione di rappresentanza politica.
Nel ribadire che tutti gli interventi sopra richiamati delineano una manovra che procede nella direzione giusta, rileva però anche che si sarebbe potuto e dovuto fare di più: le misure per la razionalizzazione della pubblica amministrazione e per la riduzione dei costi della politica appaiono infatti talora marginali, non perfettamente coordinate o addirittura superficiali. Ritiene, d'altra parte, che il Parlamento possa contribuire ad apportare al provvedimento gli opportuni cambiamenti migliorativi e preannuncia che il suo gruppo presenterà emendamenti in tal senso, volti a rafforzare l'indirizzo della manovra, nella consapevolezza che per la prima volta si pone mano ad una seria razionalizzazione della pubblica amministrazione e del sistema delle autonomie,


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che sono spesso la vera fonte di sperpero di risorse pubbliche. In definitiva, esprime, a nome del gruppo, una parziale soddisfazione, dicendosi nel contempo fiducioso sulla possibilità di migliorare il provvedimento nel corso dell'esame parlamentare.

Jole SANTELLI (FI), premesso che la sua parte politica dà del provvedimento un giudizio decisamente diverso da quello espresso dai deputarti dei gruppi di maggioranza, si sofferma in particolar modo sulle misure che interessano il comparto della sicurezza. Ricorda che lo scorso anno, sebbene la I Commissione avesse segnalato l'insufficienza degli stanziamenti per tale comparto, mancò poi la determinazione di imporre al Governo un intervento su questo profilo: le conseguenze si sono però viste nel corso dell'anno, al punto che forse per la prima volta è accaduto di sentire un Ministro dell'interno, nel corso di un'audizione, dichiarare che le forze dell'ordine mancano delle risorse necessarie a far fronte alle più elementari spese di funzionamento, quali quelle per i carburanti delle vetture adibite ai servizi di pattugliamento delle città. Ritiene quindi evidente che lo stanziamento di 100 milioni sia insufficiente e teme che, se non sarà rivisto al rialzo, l'amministrazione dell'interno sarà inevitabilmente costretta nel corso del 2008 a contrarre ulteriori debiti in aggiunta a quelli già accumulati.
Chiede poi al rappresentante del Governo un chiarimento in merito all'ammontare delle risorse effettivamente disponibili per il Viminale, considerato che una parte considerevole degli stanziamenti dovrebbe essere destinata al finanziamento dei cosiddetti «patti per la sicurezza», e quindi alle prefetture.
Sottolinea poi la mancanza di stanziamenti per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del personale delle forze dell'ordine, ricordando che, per la prima volta nella storia della Repubblica, il 1o dicembre scenderanno in piazza per manifestare le forze armate e quelle di polizia. Osserva poi che 10 milioni per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario sono del tutto insufficienti, atteso che, secondo quanto risulta dalla relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato, nel 2006 sono stati spesi 12 milioni soltanto per le prestazioni di lavoro straordinario delle forze di polizia in occasione delle partite di calcio.

Luciano VIOLANTE, presidente, fa presente che, da parte di alcuni deputati e forse dello stesso relatore, si sta valutando l'ipotesi di formulare una proposta emendativa finalizzata a porre a carico delle società sportive l'onere finanziario delle prestazioni di lavoro straordinario svolte dalle forze di polizia all'interno degli stadi, il che consentirebbe di ridurre l'onere a carico del Ministero per il lavoro straordinario.

Jole SANTELLI (FI), riprendendo il proprio intervento, evidenzia la mancanza di risorse per il riordino delle carriere, nonché per il reclutamento di personale; a quest'ultimo riguardo fa presente che l'organico della Polizia di Stato presenta una vacanza di 5.700 unità di personale e che per il 2008 sono previsti 1.800 nuovi pensionamenti, a fronte di 1.500 unità di cui si prevede l'assunzione. In conclusione, auspica che sui temi della sicurezza la Commissione assuma una posizione forte e condivisa, per dare concrete risposte alle richieste del personale e della cittadinanza.

Il sottosegretario Alessandro PAJNO, intervenendo in sede di replica, rileva che il dibattito si è soffermato principalmente su tre punti: i costi della politica; le comunità montane; il comparto della sicurezza.
Per quanto riguarda il primo punto, si dice convinto che la riorganizzazione della pubblica amministrazione debba essere una priorità politica, con l'obiettivo di evitare la duplicazione delle strutture amministrative, che sono di due tipi: l'una verticale, derivante dall'attuazione solo parziale delle previsioni del nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione, per


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effetto della quale vi sono funzioni regionali e locali ancora esercitate dallo Stato e funzioni esercitate a livello territoriale in modo frammentato che dovrebbero più opportunamente essere esercitate in modo unitario dallo Stato; l'altra orizzontale, derivante dall'assetto interno dei singoli livelli di governo. Ricorda poi che a queste inefficienze intende porre rimedio il disegno di legge del Governo recante la Carta delle autonomie, attualmente all'esame del Senato, che prospetta una complessa ma importante riorganizzazione dell'amministrazione del sistema delle autonomie locali nel segno dell'attuazione del titolo V e della razionalizzazione e riduzione dei costi e degli oneri per i cittadini.
Per quanto riguarda invece le comunità montane, premesso che il testo dell'articolo 25 del disegno di legge finanziaria deriva dall'esame del Senato, non si sofferma sul profilo della costituzionalità dell'intervento legislativo statale, rispetto al quale richiama quanto da lui già detto in precedenza, e si limita a ribadire che, secondo quanto emerge dalla giurisprudenza costituzionale, le comunità montane, in quanto forma di unione di comuni, sono materia di competenza legislativa residuale delle regioni solo per quanto attiene all'ordinamento interno ed al funzionamento, ma sono invece di competenza legislativa statale nella misura in cui incidono sui profili della finanza pubblica. Quanto alle obiezioni del deputato Boscetto, ricorda che le comunità montane, in quanto tipo particolare di unione di comuni, sottostanno alla stessa logica di fondo delle unioni di comuni: vale a dire quella di aggregare i comuni piccoli, e quindi non ogni comune, al fine di superare le frammentazioni locali eccessive. Per quanto poi riguarda i criteri altimetrici, ricorda che l'esigenza di introdurli è derivata da alcune situazioni deprecabili, vale a dire dall'esistenza di comunità montane partecipate da comuni posti appena al di sopra del livello del mare. Quanto al numero minimo di comuni, fa presente che la norma è flessibile, consentendosi in alcuni casi la deroga.
Per quanto riguarda, infine, il comparto della sicurezza, fa presente che il confronto va fatto rispetto al precedente bilancio di previsione iniziale, e non al bilancio assestato, ribadendo che le previsioni di bilancio per il 2008 sono maggiori di quelle iniziali per il 2007. In corso di esercizio 2007 gli stanziamenti per la sicurezza sono poi cresciuti, ma tale crescita potrà verificarsi anche per il 2008.
Quanto alle preoccupazioni espresse dal deputato Santelli, fa presente che i 100 milioni previsti dall'articolo 39, per il potenziamento della sicurezza e del soccorso pubblico, sono al netto delle risorse per i debiti pregressi e per il personale, voci di spesa cui si provvede con altre risorse. Quanto ai contratti del pubblico impiego, ricorda che nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'interno sono appostate unicamente le risorse per la copertura degli oneri derivanti dalle code contrattuali dei contratti precedenti, mentre quelle per il nuovo contratto, non ancora sottoscritto dalle parti, si rinvengono nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle finanze. Per quanto riguarda poi le assunzioni di nuovo personale, fa presente che il piano di reclutamento prevede l'assunzione di 4.500 nuove unità e che si prevede la possibilità di utilizzare marescialli provenienti da altri corpi di polizia. Fa inoltre presente che, per effetto della norma che pone a carico delle amministrazioni utilizzatrici l'onere delle retribuzioni del personale comandato, potrà essere recuperato ulteriore personale o quanto meno potranno essere recuperate risorse da destinare all'assunzione di nuovo personale.
In conclusione, fermo restando che il buon lavoro fin qui compiuto dal Governo e dal Senato è senz'altro migliorabile, ritiene che esso non debba però essere disconosciuto.

Luciano VIOLANTE, presidente, avverte che, non essendovi altri iscritti a parlare, si intende conclusa la discussione di carattere generale sui documenti di bilancio. Ricorda quindi che il termine per la presentazione degli emendamenti ed ordini


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del giorno è fissato alle ore 15 di oggi e che il loro esame inizierà alle ore 18 di lunedì 26 novembre. Rinvia quindi il seguito dell'esame al altra seduta.

La seduta termina alle 10.35.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 10.35 alle 10.40.