VII Commissione - Resoconto di giovedý 22 novembre 2007


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SEDE CONSULTIVA


Giovedì 22 novembre 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Intervengono il viceministro della pubblica istruzione Mariangela Bastico, il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca Luciano Modica e il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Elena Montecchi.

La seduta comincia alle 9.15.


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Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2008).
C. 3256 Governo, approvato dal Senato.

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per il triennio 2008-2010.
C. 3257 e relative note di variazione, C. 3257-bis e C. 3257-ter Governo, approvato dal Senato.

Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno finanziario 2008 (limitatamente alle parti di competenza).

Tabella n. 7: Stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione per l'anno finanziario 2008.

Tabella n. 14: Stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali per l'anno finanziario 2008.

Tabella n. 17: Stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2008.
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell'esame congiunto e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti in oggetto, rinviato nella seduta del 21 novembre 2007.

Mario PESCANTE (FI) con riferimento ai finanziamenti per lo sport, ricorda che negli ultimi tempi più volte si è lamentato del fatto che gli investimenti del Governo in carica su tale materia si sono concentrati solo sul settore professionistico, citando a riguardo i provvedimenti discussi in Commissione in materia di diritti televisivi e impiantistica sportiva, riconoscendo peraltro che per quel che riguarda l'impiantistica sportiva esiste effettivamente la necessità di prevedere norme che possano soddisfare esigenze di sicurezza, che sono realmente avvertite dalla popolazione italiana.
Ricorda che l'impostazione citata è confermata dalla relazione svolta all'inizio della legislatura dal ministro Melandri in sede di esposizione delle linee programmatiche del suo dicastero. Sottolinea che, invece, nella scorsa legislatura il Governo aveva adottato provvedimenti importanti per quel che riguarda le società dilettantistiche e che erano stati inoltre utilizzati fondi non spesi per l'incentivazione dell'attività sportiva di base. Segnala, quindi, che la manovra finanziaria in discussione conferma l'impostazione finora seguita e l'assenza di una politica legislativa per gli sport di base, dato che non si prevedono modalità precise di utilizzo del finanziamento previsto in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri pari ad oltre 173 milioni di euro per il 2008, ricordando che sarebbe invece opportuno destinare tali ultime somme all'incentivazione dell'attività sportiva di base, alla lotta al doping, oltre che all'impiantistica sportiva. Ritiene pertanto, in conclusione necessario che il Governo chiarisca le modalità con le quali saranno utilizzate le risorse in questione, ricordando che tali somme unite ad altri stanziamenti specifici costituiscono una parte rilevantissima delle risorse complessivamente assegnate per quel che riguarda la materia dello sport.

Fulvio TESSITORE (PD-U) esprime una valutazione positiva sul disegno di legge finanziaria in esame, sottolineando in particolare che vengono trattate in modo adeguato le politiche che riguardano la competenza della VII Commissione. Rileva, peraltro, che pur essendo apprezzabili gli intenti sottesi ai commi 14 e 18 dell'articolo 12, sarebbe opportuno verificare l'assenza di eventuali contraddizioni tra tali commi e le restanti disposizioni dell'articolo 12. Esprime un giudizio positivo sull'articolo 89 del disegno di legge finanziaria, rilevando peraltro che sarebbe opportuno indicare i criteri attraverso i quali la riprogrammazione deve avvenire. Considera inoltre importante l'articolo 90 sulle fondazioni lirico-sinfoniche, in quanto tale disposizione inizia a prendere atto di alcune difficoltà «costituzionali» della legge istitutiva delle fondazioni lirico-sinfoniche. Riterrebbe peraltro opportuno, preannunciando in tal senso la presentazione di un emendamento, specificare


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al comma 4 che le assunzioni di personale presso le fondazioni lirico-sinfoniche devono sempre avvenire nell'ambito disponibilità di bilancio. Per quel riguarda l'articolo 134 del disegno di legge finanziaria, che prevede la soppressione degli enti inutili, sottolinea che, se può apparire giustificabile la soppressione dell'istituto per l'Asia e l'Africa, esprime perplessità in ordine alle prevista soppressione dell'Unione accademica nazionale, la quale costituisce un organismo fondamentale di livello internazionale e ricordando altresì che nella scorsa legislatura si era portato avanti un procedimento volto alla soppressione dell'ente in questione, senza raggiungere il risultato mirato.

Valentina APREA (FI) sottolinea che le misure per la scuola contenute negli articoli 94 e 95 della legge finanziaria, ampiamente anticipati dal Quaderno Bianco predisposto dai Ministri della pubblica istruzione e dell'economia e delle finanze nello scorso mese di settembre, confermano la volontà del Governo di rallentare, se non di ulteriormente bloccare, il processo riformatore dell'istruzione avviato nella scorsa legislatura. Infatti, a fronte di dati e numeri preoccupanti che parlano di una scarsa qualità degli apprendimenti degli studenti italiani riportati convenientemente nel Quaderno Bianco, il Governo, anziché intervenire immediatamente e, in molti casi in coerenza con le scelte del Governo Berlusconi - riduzione del tempo scuola, flessibilità organizzativa, costruzione di un sistema di valutazione, nuovo reclutamento e carriera degli insegnanti - riprese dallo stesso documento governativo, si limita ad adottare interventi di facciata rinviando agli anni 2010 e 2011 le modifiche di sistema. Ritiene che le conseguenze di queste scelte peseranno su tutto il sistema educativo stretto tra esigenze di modernizzazione e rinvii burocratici, ma soprattutto impediranno al Paese di presentarsi agli appuntamenti europei dell'Agenda di Lisbona con una scuola riformata secondo le indicazioni europee e secondo i modelli vincenti in Europa e nell'OCSE.
Nel merito, rileva che le misure previste alle lettere a), b), c), d) del comma 1 dell'articolo 94 che intervengono su aspetti ordinamentali e sugli organici riflettono vecchie logiche emergenziali - contenimento del numero delle classi e degli insegnanti- e riduzioni di orari che prescindono da un progetto organico di riforma dei percorsi, limitandosi ad azzerare sperimentazioni in corso nei licei senza neppure averne valutato l'efficacia. Sottolinea, peraltro, che le misure più preoccupanti dal punto di vista della politica economica sono contenute al comma 2, in cui sono previsti tagli annui a regime fino a 1432 milioni di euro: una cifra impressionante che parla di esuberi e sprechi e di necessità di interventi strutturali, proprio come anticipato dal Quaderno Bianco. Ritiene che il Governo Prodi abbia deciso, di fare lo «struzzo» e di ridurre al minimo l'impatto del taglio e degli interventi nel 2008 e nel 2009 (535 milioni nel 2008 e 897 milioni nel 2009) per lasciare negli anni 2010 e 2011 i tagli e conseguentemente le misure più onerose e più drastiche (1.218 milioni nel 2010 e 1.432 milioni nel 2011). Destano, infine, sconcerto e allarme le misure previste al comma 6 che prevede l'abrogazione secca dell'articolo 5 della legge n. 53 del 2003, cosiddetta riforma Moratti e del relativo decreto attuativo n. 227 del 2005 che avevano introdotto nuove modalità di formazione e reclutamento dei docenti. Contestualmente a queste abrogazioni, il Governo prevede una delega in bianco per riscrivere, attraverso regolamenti, nuove norme per formare e reclutare i docenti.
Considera, quindi, molto negativamente questa proposta, in quanto appare insostenibile sul piano politico - delega in bianco nella legge finanziaria e rinvio ad un regolamento -, sul piano delle scelte di merito, ritornando i vecchi concorsi con graduatorie di merito biennali, sul piano della non corrispondenza con l'attuale legislazione scolastica incentrata sulla formazione universitaria e sull'autonomia delle istituzioni scolastiche. Ricorda che i commi da 7 a 15 dell'articolo 94 dispongono una sperimentazione triennale di un


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modello organizzativo definito «nuovo», sottolineando peraltro che tale sistema poteva essere definito nuovo forse negli anni '80: ignorando le leggi Bassanini (decentramento a Costituzione vigente) ma ancor di più il Titolo V (2001) e naturalmente tutti i processi avviati nella XIV legislatura, Ricorda, inoltre, che queste norme sono allo stesso tempo il segno di una disperazione e di una radicale debolezza culturale e che si tratta quindi di un provvedimento di cortissimo respiro che trascina nel tempo l'inerzia e le abitudini del passato che hanno già prodotto seri danni sul piano dell'efficacia del sistema e sui costi dello stesso. Evidenzia quindi una radicale debolezza culturale perché la sinistra, che ha sempre rivendicato una propria superiorità intellettuale e morale, oggi dimostra di non essere capace di fare altro che restaurare le vecchie logiche statalistiche e centralistiche, mentre almeno sul piano razionale riconosce che molto ci sarebbe da cambiare e proprio nella direzione indicata dal centrodestra.
Rileva, infine che in ogni caso, la logica dilatoria che ispira tutta la finanziaria, per la parte della scuola, rappresenta una brutta pagina per l'intero sistema educativo ma soprattutto per le giovani generazioni che a questo punto dovranno aspettare ancora molto per ottenere ciò che è un loro diritto: una scuola più efficace e di qualità.

Paola FRASSINETTI (AN) preannuncia il voto contrario del gruppo di Alleanza nazionale sull'inter manovra finanziaria per quanto riguarda le materie trattata dalla Commissione.
Giudica, in particolare, negativamente, l'introduzione della tax shelter in finanziaria e ricorda che, al riguardo, Alleanza nazionale ha preparato un pacchetto di emendamenti oltre ad aver presentato una proposta di legge, che prevede che i sostegni al cinema siano effettuati «a regime». Inserire questi temi in finanziaria ha contribuito a strozzare il dibattito, rilevando inoltre che non è prevista dalla manovra la regolamentazione dello spettacolo dal vivo, regolamentazione che invece il gruppo di Alleanza nazionale ha previsto.
Segnala, quindi, che le problematiche delle fondazioni liriche non sono quasi per niente affrontate, rilavando inoltre, che vi è nella manovra finanziaria l'assoluta mancanza di una visione d'insieme sui temi della cultura e dei beni culturali. Esprime un giudizio molto negativo anche per le parti relative alla scuola, tanto più che alla luce dei 13 miliardi di euro disponibili per l'extra-gettito, non si capisce come sia stato possibile infliggere al settore tagli così pesanti. Considerando nel suo complesso l'articolo 94 dei disegno di legge finanziaria per il 2008, segnala che ancora una volta appare evidente la scarsa incisività degli interventi proposti, tra l'altro non inseriti in un disegno organico. Con quanto previsto dalla lettera a) alla lettera d) del comma 1, l'intenzione è quella di contenere i livelli di spesa riducendo il monte ore delle sperimentazioni, per ridurre il numero dei docenti, rilevando che si tratta di ben poca cosa, soli 124 posti, dichiarati nella relazione tecnica, ma non suffragati da dati; riducendo il numero delle classi e, di conseguenza, quello degli insegnanti (lettera b)), ma con una metodologia non certo efficace e, tra l'altro, già prevista da vigenti circolari ministeriali; ponendo un ulteriore vincolo all'aumento del numero delle classi, introducendo, l'autorizzazione del Direttore scolastico regionale per la formazione di nuove classi (lettera c)); prevedendo interventi di riconversione professionale (lettera d)), ma facendo slittare il termine di quest'ultima operazione di ulteriori due anni rispetto a quanto già previsto, ma non realizzato, dalla procedente legge finanziaria.
Per ciò che concerne le economie di spesa contemplate nel comma 2, evidenzia che non sono state mantenute le promesse di risparmio fatte nella legge finanziaria per il 2007. I tagli del personale per quest'anno, nonostante la finanziaria 2007 ne prevedesse 43.000 per il 2007, più altri 4.000 per il 2008, sono stati 15.000. Questo non ha permesso di raggiungere economie


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di spesa pari a 448 milioni per il 2007, così come prevedeva la finanziaria dello scorso anno. Ricorda che la finanziaria 2007 prevede una clausura di salvaguardia se l'obiettivo non viene raggiunto. Visto che il fallimento, dal punto di vista del Governo, è stato completo, pare che la clausola di salvaguardia non valga più per il 2007, ma solo a partire dal 2008. Gli obiettivi di economie di spesa sono stati dunque modificati a partire da quello per il 2008. In termini di organici, i lavoratori della scuola non tagliati nel 2007, dovranno esserlo nei prossimo 3 anni, con la media dl 11.000 all'anno: si sono resi conto al Governo di non essere riusciti a tagliare per non avere scelto gli strumenti adeguati; quest'anno invece ci vogliono provare in modo ancora diverso rispetto allo scorso anno. Evidenzia peraltro che non sono stati forniti i dati di calcolo che dimostrino che le misure previste oltre a conseguire l'obiettivo di razionalizzazione già previsto dalla finanziaria 2007, determinino effettivamente le ulteriori riduzioni di personale docente, introdotte dalle misure aggiuntive, quali licei sperimentali, formazione classi di diverso indirizzo: come al solito, un atto di fede, in quanto mancano i dati per poter controllare la credibilità di quanto illustrato nella relazione tecnica; scetticismo manifestato anche dal servizio bilancio del Senato.
Ricorda inoltre che il comma 5 prevede un incremento delle assunzioni di personale ATA, ma l'aumento di 10.000 unità per il triennio 2007-2009 non sana la piaga del precariato, in quanto sono oltre 70.000 i posti vacanti. Inoltre, rileva come sia stata trascurata l'edilizia scolastica e i finanziamenti per le scuole paritarie.
Per quanto riguarda lo sport esprime un giudizio fortemente negativo rispetto all'articolo 125 commi 1 e 2, in quanto questa norma apparentemente innocua nasconde un disegno ben preciso con il quale si sottrae alla competenza del CONI tutta la parte relativa allo sport non agonistico e amatoriale per affidarla alla politica attraverso enti locali ed enti di promozione attiva. Sottolinea che l'articolo 125 del disegno di legge finanziaria 2008 finanzia questo progetto prima ancora che esso sia approvato istituendo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un «Fondo per lo sport di cittadinanza» al quale viene assegnata la somma di 20 milioni di euro l'anno 2008, di 35 miliardi di euro per il 2009 e di 40 miliardi ei euro per il 2010. Questo principio mina gravemente il principio dell'autonomia dello sport. Segnala che non vi è contrarietà rispetto all'intenzione del Governo di destinare fondi alla promozione sportiva, rilevando peraltro che essi devono essere gestiti direttamente dal mondo dello sport e quindi del CONI e non dal Ministero per la politiche giovanili e le attività sportive o dalla Presidenza del Consiglio.
In conclusione, ribadisce il voto contrario di Alleanza nazionale sul provvedimento in questione per le materie di competenza della Commissione, preannunciando la presentazione di emendamenti semplificativi per migliorarla.

Gabriella CARLUCCI (FI), intervenendo in merito alle norme della manovra finanziaria che riguardano il cinema, esprime il proprio apprezzamento per tali norme, ricordando che le stesse prevedono per le imprese che investono «nel cinema» due tipi di agevolazioni fiscali, tax credit e tax shelter, che sono largamente utilizzate anche dall'ordinamento statunitense. Ricorda, in particolare, che il tax shelter riguarda gli utili investiti «nel cinema» e riguarda anche gli utili investiti nel cinema da imprese che non operano direttamente nel settore cinematografico. Tale agevolazione fiscale incentiva quindi tali ultime imprese, in particolare le imprese telefoniche a investire risorse che al momento saranno sottratte alle casse dello Stato in quanto non soggette a tassazione ma che creeranno occupazione e lavoro e quindi rientreranno sotto forma di maggiori introiti nelle casse dello Stato. Ritiene inoltre che gli incentivi sopra descritti andrebbero estesi anche alle imprese che operano in altri campi dello spettacolo quali ad esempio le compagnie di danza e di teatro, che hanno a disposizione pochissime risorse sia in quanto il FUS (Fondo Unico


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per lo Spettacolo) destina pochissime risorse a tali soggetti, sia in quanto la riforma del titolo V della Costituzione, delegando alle regioni gran parte delle funzioni in materia di spettacolo, ha di fatto comportato un ridimensionamento ulteriore delle possibilità di svolgimento delle forme di spettacolo in questione.
Anticipa quindi, in conclusione, la presentazione di un emendamento volto ad estendere a tali forme di spettacolo gli incentivi previsti dal disegno di legge finanziaria a favore del cinema.

Titti DE SIMONE (RC-SE) esprime un giudizio complessivamente positivo sulla manovra di finanza pubblica, sottolineando innanzitutto che appare condivisibile in generale l'impostazione seguita dalla manovra stessa per quel che riguarda le politiche in materia di beni culturali. Sottolinea inoltre che gli emendamenti approvati dal Senato hanno notevolmente migliorato il testo dei provvedimenti, rilevando peraltro che su alcune specifiche questioni sarà necessario proporre ulteriori interventi emendativi. In proposito, sottolinea innanzitutto che occorre verificare l'effettivo impatto delle norme riguardanti i contributi all'editoria sulla situazione di alcune realtà editoriali che stanno attraversando una crisi gravissima. Per quel che riguarda il tema della scuola, ritiene che si sarebbero potuti effettuare interventi più incisivi, segnalando al riguardo che alcune norme contenute nella manovra e riguardanti più in particolare la razionalizzazione del numero delle classi e il rapporto tra docenti ed alunni necessiterebbero di un maggior approfondimento e ricordando che tali ultime norme costituiscono il seguito di iniziative già discusse nel corso dell'iter della ultima legge finanziaria. Segnala, inoltre, che presenta ancora alcune problematicità il tema degli insegnanti di sostegno, ricordando a tal proposito che alcuni emendamenti sulla materia erano stati presentati al Senato dal proprio gruppo di appartenenza e che tali emendamenti erano stati ritirati al fine della loro presentazione alla Camera.
Esprime inoltre apprezzamento per il fatto che per quanto riguarda il reclutamento dei docenti si sia scelto un modo di procedere che privilegia la trattazione della materia in un provvedimento autonomo rispetto alla legge finanziaria, lasciando a quest'ultima il compito di delineare solo gli aspetti salienti della materia. Per quel che riguarda infine la materia dell'università e della ricerca, sottolinea che pur registrandosi degli elementi di controtendenza fondamentali in materia, in riferimento all'assegnazione delle risorse ed al reclutamento dei ricercatori, non deve essere sottaciuto il fatto che non vi è ancora un'assegnazione di risorse in quantità sufficiente per la promozione della ricerca da parte dell'università e degli enti di ricerca, ricordando che tale attività di promozione è fondamentale al fine di creare occupazione e sviluppo economico.

Il sottosegretario Elena MONTECCHI rileva che esiste un problema importante per quel che riguarda l'allocazione delle risorse pubbliche relativamente alle politiche in materia di beni culturali pur rilevando che la manovra di finanza pubblica prevede risorse importanti per quel che riguarda il FUS e le fondazioni lirico-sinfoniche. Rivendica, peraltro, al proprio Ministero il merito di avere attuato una politica in materia di beni culturali che tende ad aumentare gli spazi di fruizione di beni culturali da parte dei cittadini e a programmare in maniera più razionale la spesa, ricordando che da questo tipo di politica sono scaturiti vantaggi notevoli per le grandi città. Segnala, inoltre, che la politica del Governo in materia di beni culturali è stata improntata al rispetto del parametro, riconosciuta a livello internazionale, del rispetto del patrimonio paesaggistico e che la stessa ha svolto interventi importanti, attraverso accordi con vari Stati, per il recupero delle opere d'arte italiane trafugate all'estero. Ricorda inoltre l'impegno del Governo per l'utilizzo efficace dei residui di spesa, che sono stati canalizzati verso iniziative importanti e ricorda altresì che nel decreto-legge collegato fiscale alla manovra di finanza pubblica sono contenute norme fondamentali


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per quel che riguarda i servizi aggiuntivi nei musei e la celebrazione del centocinquantenario dell'Unità di Italia, sottolineando in particolare che tale ultima iniziativa, nonostante le critiche che provengono da vari ambienti, costituisce un'attività fondamentale per il nostro Paese.
Rileva, inoltre, per quel che riguarda la materia del settore cinematografico, come evidenziata dalla collega Carlucci, che le norme in materia costituiscono un passo fondamentale, perché consentono di dare attuazione al progetto di incentivare concretamente «la filiera del cinema», sottolineando peraltro che al Senato si sta svolgendo un dibattito importante per quel che riguarda la riforma complessiva della normativa in materia di cinema e che tale riforma e le norme introdotte dalla manovra di finanza pubblica in materia sono fondamentali al fine di risollevare le sorti del cinema italiano. Sottolinea, peraltro, che il problema del cinema italiano è un problema che riguarda i progetti e le idee che vengono proposti dagli autori. Per quel che riguarda le sale cinematografiche, evidenzia che un emendamento presentato dal senatore Bordonè stato sicuramente apprezzabile, ma che esiste comunque necessità di porre mano alla materia in modo più consistente, sia al fine di rispettare i vincoli europei, sia al fine di migliorare l'investimento per quel che riguarda l'innovazione tecnologica. Pur comprendendo e condividendo il senso della proposta dell'onorevole De Simone, ricorda che l'articolo 26 del disegno di legge Bersani, inserito al Senato, prevede che le associazioni culturali che si occupano delle forme di spettacolo diverse dal cinema e che non ricevono agevolazioni fiscali in quanto non sono soggetti di impresa, saranno trasformate in imprese dello spettacolo e potranno quindi godere delle agevolazioni in questione. Per quel che riguarda la riforma delle norme in materia di spettacolo più in generale, auspica che la Commissione possa cominciare - pur riconoscendo la necessità che vi sia un sereno confronto tra Stato e regioni sul tema - nel mese di gennaio la sua discussione. Ricorda, peraltro, che il Governo ha fatto dei passi in avanti fondamentali per quanto riguarda l'assegnazione trasparente ed efficiente dei fondi in materia di spettacolo e che tale impostazione dovrà essere seguita anche allorquando si esaminerà la riforma delle norme in materia di spettacolo.
Ricorda, quindi, per quel che riguarda le fondazioni lirico-sinfoniche, che è necessario un intervento molto deciso al fine di ripianare i dissesti finanziari che riguardano le casse di tali enti, ricordando che al fine della promozione della cultura in Italia è fondamentale proteggere il sistema delle fondazioni lirico-sinfoniche. Ricorda come esempio emblematico di tale situazione il Teatro San Carlo, per il quale sono stati previsti interventi significativi e auspica che in tale direzione ci si muova anche per quel che riguarda gli altri teatri. Ritiene peraltro fondamentale che la Commissione si muova avendo sempre come riferimento un quadro generale di insieme, senza guardare a singoli interessi di parte.

Pietro FOLENA, presidente, ricorda che l'attività della Commissione non è mai stata improntata al perseguimento di criteri campanilistici; ricorda inoltre che nell'ultimo Ufficio di presidenza si è stabilito di svolgere un'audizione infornale di soggetti interessati al fine di sbloccare la situazione critica in cui versano molte fondazioni lirico-sinfoniche, situazione che rischia di bloccare di fatto l'attività dei teatri italiani.

Il viceministro Mariangela BASTICO ritiene che la norma relativa al blocco della clausola di salvaguardia, per quel che riguarda le politiche della scuola, costituisce uno strumento fondamentale al fine di evitare che le politiche in materia scolastica possano perdere il loro carattere di efficacia, ricordando in particolare che la norma in questione consente soprattutto di assumere tutti i docenti in esubero, seppur spalmando tale assunzione nell'arco dei prossimi quattro anni. Per quel che riguarda la sperimentazione delle nuove forme di organizzazione scolastica che coinvolgeranno gli enti locali a tutti i livelli, ricorda che tali


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forme di sperimentazione saranno attuate attraverso il coinvolgimento diretto e fattivo degli enti locali interessati e attraverso una modalità che preveda che i risparmi di spesa derivanti dall'attuazione della sperimentazione in questione siano destinati agli enti locali che hanno attuato la sperimentazione stessa.
Ricorda, sul tema della disabilità, che le norme della manovra di finanza pubblica costituiscono una novità fondamentale per quel che riguarda il progetto di costituire un corpo di docenti di sostegno stabile, che possa quindi occuparsi con dedizione ed impegno totale ai studenti disabili. Ritiene, infine, importanti le norme in materia di reclutamento dei docenti scolastici, pur sottolineando l'importanza del fatto che non tutte le fasi di tale reclutamento sono disciplinate dalla manovra di finanza pubblica e sono invece rinviate a un provvedimento autonomo in materia.

Il sottosegretario Luciano MODICA ritiene che non è stata sottolineata a sufficienza l'importanza della norma che prevede che le imprese che investono nella ricerca e in particolare negli enti di ricerca beneficeranno di un credito di imposta notevole. Segnala, inoltre, come elemento positivo l'istituzione di un fondo che si affianca al fondo ordinario per l'università, che sarà fondamentale per coprire gli oneri derivanti dall'adeguamento automatico degli stipendi dei dipendenti delle università, oneri che incidono in modo gravosissimo sui bilanci delle università. Segnala, in conclusione, che la norma che riguarda l'incentivazione dei progetti promossi dai ricercatori con età inferiore ai 40 anni si colloca nel solco delle iniziative già adottate negli anni precedenti in materia.

Pietro FOLENA, presidente, ricorda che su alcuni aspetti richiamati dai colleghi durante la discussione, relativi ai finanziamenti allo sport, ha già ottenuto la disponibilità del sottosegretario Lolli ad essere presente in Commissione la settimana prossima, ricordando altresì che nel pomeriggio di oggi saranno svolte audizioni informali con enti sportivi interessati alla materia. Ricorda, inoltre, che per quel che riguarda l'emittenza locale, materia sulla quale preannuncia la presentazione di uno specifico emendamento, vi sarà anche in questo caso l'intervento del sottosegretario Levi in Commissione, sempre la prossima settimana.

Manuela GHIZZONI (PD-U), relatore, intervenendo in sede di replica, ringrazia i colleghi per gli interventi svolti, che hanno fornito contributi fondamentali per la discussione. Annuncia, inoltre, che nel seguito della discussione sarà possibile svolgere opportuni approfondimenti anche attraverso l'approvazione di appositi emendamenti: si riferisce, in particolare, ai temi evidenziati con riguardo alla pratica sportiva, soprattutto dilettantistica, all'organico funzionale dei docenti di sostegno, nonché dei contributi all'editoria. Ritiene che, analogamente, dovrà essere approfondita la mancanza di misure in favore dell'AFAM. Rileva, peraltro, che l'impostazione di manovra di finanza pubblica sia caratterizzata da elementi positivi per quanto riguarda le politiche di competenza della Commissione cultura.
Ritiene, inoltre, che la manovra di finanza pubblica, in coerenza con la finanziaria per il 2007 e con il DPEF dello scorso luglio, da una parte contribuisce notevolmente a tenere i conti in ordine e a rispettare i parametri europei, dall'altra promuove anche lo sviluppo economico, ricordando che sono da considerare interventi decisivi, per quel che riguarda le «politiche di risanamento del bilancio», quelli relativi all'introduzione dello spending review in generale e quelli di riprogrammazione e riassegnazione dei residui contabili degli anni precedenti, in particolare per il Ministero per i beni e le attività culturali.
Rileva che il giudizio positivo sulla manovra di finanza pubblica deriva dalla sua cifra, individuabile nell'introduzione di nuovi strumenti di programmazione e di criteri di premialità per l'assegnazione delle risorse: si riferisce, ad esempio, al meccanismo introdotto per sostenere l'industria cinematografica e ai criteri per


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ripartire le risorse del fondo istitutivo in favore della ricapitalizzazione delle Fondazioni liriche-sinfoniche che presentano adeguati piani di risanamento. Aggiunge che il principio che viene introdotto è, in sintesi, quello di incrementare le risorse a fronte di piani di programmazione sottoposti ad un'attenta valutazione, il che costituisce un cambiamento di rotta molto marcato rispetto al passato. Segnala, inoltre, che per il sistema universitario è introdotta una norma importante, che si sostanzia in un piano programmatico avente l'obiettivo di elevare la qualità globale del sistema stesso, stabilendo con chiarezza le reciproche responsabilità dello Stato e degli atenei. Concorda, infine, con il collega Barbieri per quanto concerne il giudizio sulla norma che esenta alcune categorie dal pagamento del canone RAI, rilevando peraltro che tale norma, pur essendo indubbiamente una norma di corto respiro, deriva dall'approvazione di un emendamento apposito da parte di tutte le forze politiche del Senato.
Rileva, infine, rispetto alla questione sollevata nella seduta di ieri dal collega Barbieri relativamente al mancato richiamo alle dichiarazioni del commissario europeo Almunia, che appare certamente legittima la posizione di chi sostiene di destinare le entrate alla riduzione del debito pubblico, soprattutto quando è sostenuta da autorità che non hanno responsabilità politica, ma che questa posizione diventa poco credibile se è sostenuta dall'opposizione, che nella passata legislatura ha pesantemente contribuito all'aggravio del debito pubblico del Paese.

Pietro FOLENA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10.45.


UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 10.45 alle 11.

SEDE CONSULTIVA

Giovedì 22 novembre 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 14.40.

Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro, competitività.
C. 3178 Governo.
(Parere alla XI Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato il 21 novembre 2007.

Riccardo VILLARI (PD-U), relatore, ricorda che il provvedimento in esame attua il Protocollo d'intesa in materia di Welfare. Sottolinea che, delle modifiche introdotte a seguito dell'approvazione degli emendamenti da parte della Commissione lavoro, due riguardano più in particolare le competenze della Commissione cultura. In particolare, segnala che una di tali modifiche è stata introdotta nella lettera b) del comma 3 dell'articolo 9, e che essa consiste nell'inserimento, tra i criteri di delega da rispettare nella predisposizione dei decreti legislativi in materia di mercato del lavoro, della necessità di tenere conto, nell'ambito della strategia di Lisbona, dei benchmarks europei in materia di occupazione, formazione ed istruzione, così come stabiliti nei documenti della Commissione europea e del Consiglio europeo.
Rileva, inoltre, che la seconda modifica introdotta riguarda l'inserimento di un apposito articolo, l'articolo 13-ter, che prevede la stipula di specifici rapporti di lavoro per lo svolgimento di prestazioni specifiche nei settori del turismo e dello spettacolo, rinviando peraltro ai contratti collettivi per quel che riguarda la disciplina in concreto di tali specifici rapporti di lavoro.

Pietro FOLENA, presidente, riterrebbe opportuno che il relatore chiarisse se le


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disposizioni introdotte dall'articolo 13-ter configurano l'introduzione nell'ordinamento di una forma di lavoro « a chiamata» nel settore dello spettacolo.

Riccardo VILLARI (PD-U), relatore, ritiene che si tratti, per quel che riguarda l'articolo 13-ter, effettivamente di una norma che prevede tra le sue possibili applicazioni anche l'eventualità che si possa dare attuazione a forme di lavoro «a chiamata» nel settore dello spettacolo. Propone quindi l'espressione di un parere favorevole sul provvedimento in questione.

Emerenzio BARBIERI (UDC), esprimendo il proprio giudizio negativo sul provvedimento in questione, segnala innanzitutto che l'eliminazione dello «scalone» prevista dal provvedimento in esame costituisce uno strumento di attuazione delle politiche previdenziali del Governo di scarsissima efficacia, in quanto da una parte la stessa non consente alle nuove generazioni di avere dei benefici concreti per quel che riguarda la possibilità di avere in futuro pensioni adeguate, dall'altra essa avrà effetti benefici solo per una cerchia molto ristretta di soggetti che sarebbero stati penalizzati dall'entrata in vigore dello «scalone» e che non avrebbero quindi potuto accedere immediatamente al trattamento pensionistico di anzianità.
Giudica invece positivamente l'articolo 13-ter, in quanto lo stesso prevede la possibilità di applicare modelli flessibili di collaborazione in un settore come quello dello spettacolo, che richiede modelli di tal fatta. Sottolinea, peraltro, che un punto debole di tale disposizione è da identificare con il fatto che si rinvia di fatto ai contratti collettivi la disciplina in concreto dei modelli flessibili in questione, vanificando di fatto la possibilità per le piccole aziende di usufruire delle forme di lavoro «a chiamata» o comunque flessibili e incentivando conseguentemente la diffusione di forme di «lavoro nero». Preannuncia pertanto, anche a nome dei deputati del suo gruppo, il voto contrario sulla proposta di parere del relatore.

Wladimiro GUADAGNO detto Vladimir Luxuria (RC-SE) non condivide l'interpretazione proposta dell'articolo 13-ter, rilevando che dalla lettura di tale articolo non si evince chiaramente la scelta per una tipologia di lavoro «a chiamata» per il settore dello spettacolo. Rileva invece che tale articolo può contribuire a dare maggiore protezione e tutela ai soggetti che lavorano nel mondo dello spettacolo e in particolare ai soggetti che lavorano nelle discoteche, sottolineando altresì che, in ogni caso, l'articolo 13-ter, rinviando alla contrattazione collettiva la definizione precisa delle modalità di attuazione delle forme di lavoro flessibili nel settore dello spettacolo, consente di tutelare adeguatamente le esigenze dei lavoratori dello spettacolo contemperandole con quelle dei soggetti che esercitano attività di impresa nel mondo dello spettacolo e delle discoteche in particolare.
Esprime inoltre il proprio gradimento per la norma introdotta all'articolo 12 e più precisamente alla lettera c-bis), la quale prevede la possibilità per i lavoratori affetti da patologie oncologiche di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, verticale o orizzontale, sebbene avrebbe preferito fosse inserito anche un riferimento alla situazione del convivente.
Preannunzia quindi il proprio voto favorevole sulla proposta di parere a condizione che il relatore inserisca due condizioni nella proposta di parere, delle quali una volta a specificare, per quel che riguarda i criteri di delega al Governo in materia di mercato del lavoro, la necessità di richiamare tra i divieti comunitari che dovranno disciplinare il contratto di inserimento anche quelli relativi alla discriminazione di genere; l'altra volta ad evidenziare la necessità di trasformare tutti i rapporti di lavoro precari dei dipendenti pubblici e privati in rapporto di lavoro stabili, con particolare riferimento ai rapporti di lavoro dei soggetti che prestano la loro opera nel mondo dello spettacolo.

Pietro FOLENA, presidente, ricorda, per quel che riguarda la prima proposta di condizione


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della collega Luxuria, concernente un argomento che esula dalle competenze della VII Commissione, che, tutt'al più, potrebbe trovare la giusta collocazione nelle premesse della proposta di parere. Condivide invece la seconda proposta di condizione, auspicando che la stessa venga inserita nella proposta di parere.

Fabio GARAGNANI (FI) considera favorevolmente la norma sui lavoratori affetti da patologie oncologiche contenuta nella lettera c-bis) dell'articolo 12, rilevando peraltro che, in generale, il provvedimento in esame non garantisce a sufficienza le prospettive per le giovani generazioni. In particolare, ritiene che stravolgere la cosiddetta «legge Biagi» non costituisce una circostanza di merito per il Governo, in quanto la legge in questione prevede delle forme di flessibilità dei rapporti di lavoro che sono necessarie per l'economia moderna. Per quel che riguarda, infine, più in particolare, il tema dello «scalone», ricorda che l'impostazione seguita al riguardo dal provvedimento in esame contrasta con i dati sociologici odierni che evidenziano il fatto che il progresso scientifico e medico attuale consente sicuramente di prolungare l'attività lavorativa fino ad un'età molto maggiore rispetto che in passato.

Alba SASSO (SDpSE) sottolinea che il problema delle casse dell'INPS non può essere risolto attraverso una riduzione del numero di persone che va in pensione, ma attraverso l'aumento del numero di persone che lavorano. Preannuncia, infine, esprimendo il proprio giudizio favorevole sulla seconda condizione proposta dalla collega Luxuria, se riformulata nel senso indicato, il voto favorevole sulla proposta di parere presentata, rilevando inoltre che il provvedimento è stato notevolmente migliorato dalle modifiche apportate dalla Commissione lavoro, in particolare per quel che riguarda la compressione delle possibilità previste dalla normativa vigente in materia di attivazione di forme di lavoro precarie.

Paola GOISIS (LNP) preannuncia il proprio voto contrario sulla proposta di parere presentata e su tutto il provvedimento in generale, pur ritenendo apprezzabili le condizioni proposte dalla collega Luxuria. Rileva peraltro che la difficoltà di aumentare il numero di occupati è da ricollegare al fatto che gli imprenditori sono costretti a delocalizzare le loro attività, in quanto le stesse sono oggetto di una normativa fiscale eccessivamente penalizzante. Segnala, inoltre, che i lavori svolti in prevalenza da lavoratori non italiani sono lavori sottopagati e che, proprio in ragione di tale aspetto, i cittadini italiani non sono disponibili a svolgerli. Concorda, inoltre, con le osservazioni svolte dal collega Garagnani relativamente alla mancanza di prospettive per le generazioni future.

Pietro FOLENA, presidente, precisa che l'articolo 13-ter, introdotto dalla Commissione lavoro, non prevede in modo univoco la possibilità del lavoro «a chiamata» nel settore dello spettacolo, ma contempla tale possibilità come una delle forme di lavoro per agevolare i lavoratori dello spettacolo, rinviando alla contrattazione collettiva la definizione delle varie forme che in concreto si applicheranno.

Riccardo VILLARI (PD-U), relatore, riformula quindi la proposta di parere favorevole inserendo una condizione che recepisce le indicazioni della collega Luxuria relativamente alla necessità di stabilizzare i lavoratori precari e recependo in premessa l'altra proposta relativa al divieto di discriminazione sessuale per quel che riguarda la disciplina del contratto di inserimento (vedi allegato).

Americo PORFIDIA (IdV) preannuncia il voto favorevole sulla proposta di parere favorevole con condizione come riformulata dal relatore.

La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole con condizione come riformulata dal relatore.

Sui lavori della Commissione.

Fabio GARAGNANI (FI) intende esprimere il senso della più sincera solidarietà


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al presidente Folena per l'attacco ingiustificato a lui rivolto da un esponente del gruppo PD-Ulivo, nel corso della riunione odierna dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Ritiene, infatti, che il presidente abbia sempre svolto il proprio mandato con assoluto rispetto delle istituzioni e delle prerogative di tutti i gruppi parlamentari.

Paola GOISIS (LNP) si associa alle considerazioni espresse dal collega Garagnani.

Pietro FOLENA, presidente, ringrazia i colleghi Garagnani e Goisis per il loro intervento, che ha apprezzato in modo non formale. Si tratta di un attestato di stima e di solidarietà che ha avuto, d'altra parte, anche da esponenti della maggioranza.
Approfitta dell'occasione per esprimere a nome di tutta la Commissione il sentimento di più vivo cordoglio per la scomparsa del famoso coreografo Maurice Béjarticolo

La seduta termina alle 15.10.

COMITATO RISTRETTO

Giovedì 22 novembre 2007.

Istituzione dell'Ordine professionale dei traduttori e interpreti.
C. 1360 Angela Napoli.

Audizione informale di rappresentanti di: Associazione di interpreti e traduttori (ALTRINIT), Associazione internazionale interpreti di conferenza (AIIC).

L'audizione informale è stata svolta dalle 15.10 alle 15.50.

AUDIZIONI

Giovedì 22 novembre 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA.

La seduta comincia alle 15.50.

Audizione del presidente dell'Autorità garante per le comunicazioni, Corrado Calabrò, in materia di tutela dei minori nella visione di film e di videogiochi.
(Svolgimento, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del regolamento, e conclusione).

Pietro FOLENA, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata, oltre che mediante impianto audiovisivo a circuito chiuso, anche attraverso la trasmissione televisiva sul canale satellitare della Camera dei deputati.
Introduce quindi l'audizione.

Il presidente Corrado CALABRÒ svolge una relazione sui temi oggetto dell'audizione.

Intervengono, per formulare quesiti ed osservazioni, i deputati Emilia Grazia DE BIASI (PD-U), Paola GOISIS (LNP) e Pietro FOLENA, presidente.

Il presidente Corrado CALABRÒ risponde, fornendo ulteriori precisazioni.

Pietro FOLENA, presidente, ringrazia il presidente Calabrò per l'esauriente relazione svolta e dichiara conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 16.55.

N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.

AUDIZIONI INFORMALI

Giovedì 22 novembre 2007.

Nell'ambito dell'esame dei disegni di legge di bilancio e finanziaria per il 2008, C. 3256 e C. 3257.

Audizione informale di rappresentanti del settore della scuola, dell'università e della ricerca, dello sport.

L'audizione informale è stata svolta dalle 17 alle 18.55.