Commissioni Riunite II e X - Resoconto di marted́ 11 dicembre 2007


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SEDE REFERENTE

Martedì 11 dicembre 2007. - Presidenza del presidente della II Commissione Pino PISICCHIO. - Interviene il sottosegretario di Stato alla Giustizia Luigi Scotti.

La seduta comincia alle 16.

Riforma delle professioni.
C. 867 Siliquini, C. 1216 Mantini, C. 1319 Vietti, C. 1442 Laurini, C. 2160 Governo e C. 2331 Naccarato.
(Seguito esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 7 novembre scorso.

Maria Grazia SILIQUINI (AN), dichiara di avere preso visione da pochi istanti della nuova versione - l'ennesima - del testo dei relatori Mantini e Chicchi. Ritiene che non sia possibile procedere in modo serio in questa discussione poiché le proposte della maggioranza variano continuamente. Ripercorre l'iter dei provvedimenti all'esame: si è partiti dal disegno di legge Mastella (che, nella versione consegnata al Parlamento era già stato variato rispetto a versioni diffuse precedentemente dal Governo); successivamente in Commissione si è proceduto ad un ciclo di audizioni che hanno chiarito gli innumerevoli problemi esistenti in relazione al testo governativo. Quindi i due relatori, in un momento inoltre piuttosto particolare poiché contemporaneamente il Governo era stato sfiduciato al Senato, hanno consegnato un nuovo testo, che ha ricevuto in breve termine una vera e propria bocciatura dal Governo (nella persona del sottosegretario Scotti). Attualmente, quindi, non è chiaro se si discuta sul testo Mastella, ovvero su quello dei relatori, che hanno inoltre testè presentato una nuova versione. Ritiene che la maggioranza si debba coordinare e convergere su un unico testo da portare in discussione; inoltre, sarebbe opportuno che finalmente il dibattito si svolgesse in seno alle Commissioni, poiché a dire il vero il dibattito in questa sede non si è mai svolto. Solo successivamente crede sia opportuno passare all'adozione del testo base e alla fase emendativa, anche se, a leggere i giornali, gli emendamenti avrebbero dovuto essere già presentati un mese fa!

Pino PISICCHIO (IdV), presidente, ritiene opportuno effettuare qualche puntualizzazione


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sui punti sollevati dall'intervento della collega Siliquini; anzitutto, occorre ribadire che, anche di fronte ad un testo del Governo, il Parlamento è autonomo nelle sue decisioni e nelle sue prerogative: è chiaro quindi che il testo sul quale le Commissioni debbono dibattere è quello proposto dai relatori, testo che tenta di mettere insieme e trovare una sintesi della varie proposte di legge, del testo del Governo, delle osservazioni esposte nel corso delle audizioni. Che poi tale testo si discosti, anche notevolmente, dal testo presentato dal Governo, è del tutto naturale e ritiene che possa anche essere un punto di merito del Parlamento, che per una volta ha dimostrato pienamente la sua autonomia. Sul documento distribuito dai relatori, occorre specificare che non si tratta di un nuovo testo, ma di una nota esplicativa delle parti per così dire più «sensibili» del testo sulle quali si rendono disponibili a suggerimenti ed integrazioni. Infine, sottolinea che le comunicazioni e le dichiarazioni rilasciate ai giornali non sono certo impegnative rispetto al percorso che le Commissioni decidono di intraprendere nella loro assoluta autonomia. Ritiene che oggi sia possibile cominciare a stabilire una data per la presentazione degli emendamenti, che sono in definitiva lo strumento più idoneo per entrare nel merito delle proposte legislative.

Giancarlo LAURINI (FI), concorda con la ricostruzione effettuata dalla collega Siliquini. Esprime peraltro apprezzamento per lo sforzo profuso dai relatori per cercare di portare a sintesi le varie sollecitazioni emerse durante il corso dell'esame delle proposte di legge; ma è innegabile che questo sforzo - che si è concretizzato nel testo proposto alle Commissioni - ha trovato posizioni critiche all'interno del Governo. Di tali critiche non si può, nel corso dei lavori, non tenere conto, e da qui la legittimità della richiesta ai relatori di chiarire qual è la situazione, quali sono le posizioni, su quale testo si discute. Quando questa definizione sarà effettuata sarebbe poi opportuno, a suo parere, aprire un dibattito all'interno delle Commissioni; dopo questa riflessione approfondita, infine, si può immaginare di fissare un termine per la presentazione degli emendamenti.

Pierluigi MANTINI (PD-U), relatore per la II Commissione, ringrazia i colleghi per gli approfonditi interventi; si dispiace al contrario che la nota distribuita sia stata male interpretata: non di nuovo testo si tratta, ma di una sorta di appunto di lavoro pensato con la finalità di snellire e semplificare il dibattito, indicando su quali parti del testo i relatori erano pronti ad accogliere eventuali modifiche ed integrazioni ed anche ad «autoemendarsi». Sul punto dell'organizzazione dei lavori, ritiene perseguibile l'idea di svolgere una vera e propria «sessione» dedicata all'esame, purché essa non abbia l'effetto di allungare ulteriormente i tempi dell'iter. Ricorda ai colleghi che la riflessione su questo tema dura da ormai dodici anni, e che il testo predisposto dai relatori tiene conto delle osservazioni e delle proposte di tutti: ora occorre entrare nel merito e rispondere alla domanda politica che sorge nel Paese.

Giuseppe CHICCHI (PD-U), relatore per la X Commissione, concorda completamente con la ricostruzione degli avvenimenti fornita dal presidente Pisicchio; il testo proposto dai relatori si pone come una nuova sintesi emersa a seguito del dibattito, delle audizioni, delle varie posizioni manifestate. Il lavoro effettuato raccoglie infatti quel dissenso di cui si è parlato rispetto al disegno di legge del governo ed ha avuto come obiettivo quello di assegnare il ruolo di protagonisti della riforma proprio agli ordini professionali. Ritiene quindi a questo punto opportuno fissare una data per la presentazione degli emendamenti e proseguire nella definizione del testo.

Manlio CONTENTO (AN), ritiene che a volte utilizzare il buon senso possa essere utile: quindi da una parte occorre riconoscere lo sforzo ed il lavoro effettuato dai


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relatori, ma dall'altra è innegabile che sia l'impianto di base della riforma ad essere cambiato. Su questo nuovo testo una vera discussione non c'è stata e riterrebbe quindi utile pensare all'opportunità di fissare qualche seduta, non troppo breve ed immersa in mille altri impegni, per consentire lo svolgimento di un ampio dibattito sul testo proposto dai relatori. Ritiene che consentire tale dibattito non sarebbe inutile anche dal punto di vista dell'economia dei lavori, poiché porterebbe probabilmente ad una naturale limitazione nella presentazione delle proposte emendative.

Luigi SCOTTI, sottosegretario di stato alla giustizia, ringrazia i relatori e gli altri colleghi per gli interventi effettuati. Si trova quindi nella condizione di dovere ribadire alcune osservazioni già sviluppate in precedenza: a proposito dell'eccesso di delega del disegno di legge originario, il Governo si era già dichiarato disponibile a trasformare i principi di delega in norme di carattere generale sulle quali eventualmente intervenire nel dettaglio con decreti delegati. Ribadisce tale disponibilità. Su uno dei punti centrali dell'impianto del testo del governo, quello della riduzione del numero degli ordini professionali, ritiene che la risposta data dal testo dei relatori non sia sufficiente. Poi, ritiene non definita sufficientemente la differenza tra ordini ed associazioni, mentre questo criterio deve essere definito adeguatamente per proseguire nel lavoro. Nel testo del governo si era scelta una soluzione che consentiva da un lato il permanere degli ordini e dall'altro la creazione di associazioni di professioni, sulla base di requisiti ben definiti. Questa soluzione non è risultata gradita, ma ritiene che nel testo proposto la differenziazione di base tra ordini ed associazioni non sia sufficiente ed è dirimente trovare un'intesa su questioni così rilevanti.

Pierluigi MANTINI (Ulivo), relatore per la II Commissione, ritiene opportuno rispondere alla questione posta dal governo: ai relatori sembra chiara la distinzione fra ordini ed associazioni sul piano giuridico, logico e politico. La soluzione trovata può non essere condivisa ma è chiara; la pregiudiziale che veniva posta era quella delle cosiddette attività riservate, ma è piuttosto chiaro che non sempre dove c'è un ordine ci sono attività riservate (esempio evidente, l'ordine dei commercialisti); ci sono infatti, innumerevoli zone grigie. La vera distinzione quindi deve prendere in considerazione le attività riservate e quelle non riservate: su tutte le attività non riservate è ammissibile l'esistenza di associazioni. Il regime, infatti, deve essere di concorrenza e nello stesso tempo prevedere una chiara distinzione fra ordini e associazioni, ovvero una corretta denominazione professionale.

Pino PISICCHIO, presidente, ritiene opportuno, dopo l'intervento del Governo e quello del relatore Mantini, prevedere appena possibile una seduta dedicata all'approfondimento del dibattito che si sta manifestando necessario. Se i colleghi concordano propone di trovare modo di svolgere una seduta per la discussione sui temi sollevati dall'intervento del governo, ed anche su altri temi di carattere generale che si palesassero successivamente, prima di votare il testo base ed indicare una data per la fissazione del termine di presentazione degli emendamenti (data che ritiene potrebbe essere il 15 gennaio).

La seduta termina alle 17.