XIV Commissione - Resoconto di marted́ 19 febbraio 2008


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COMITATO DEI NOVE

Martedì 19 febbraio 2008.

Legge comunitaria 2007.
C. 3062-A Governo, approvato dal Senato.

Il Comitato si è riunito dalle 10.20 alle 10.35.

SEDE CONSULTIVA

Martedì 19 febbraio 2008. - Presidenza del presidente Franca BIMBI.

La seduta comincia alle 10.35.

Ratifica Protocolli relativi alla Convenzione internazionale di cooperazione per la sicurezza della navigazione aerea (EUROCONTROL), e norme di adeguamento dell'ordinamento interno.
C. 3300 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.

Gabriele FRIGATO (PD-U), relatore, ricorda che il disegno di legge è finalizzato all'esecuzione di due Protocolli relativi alla Convenzione internazionale di cooperazione per la sicurezza della navigazione aerea (Eurocontrol), firmata a Bruxelles il 13 dicembre 1960.
Ricorda che Eurocontrol è l'organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea civile e militare, avente lo scopo di controllare i voli internazionali nello spazio aereo al di sopra degli Stati membri.
Inoltre, l'8 ottobre 2002, gli Stati membri dell'UE e la Comunità europea hanno firmato un Protocollo per l'accesso della Comunità europea (il secondo Protocollo di cui il provvedimento in esame propone la ratifica) al Protocollo che coordina la Convenzione Eurocontrol con le modifiche intervenute


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dopo il 1960 (il primo Protocollo in esame). Nelle more dell'entrata in vigore che seguirà la ratifica di tutte le Parti (mancano ancora le ratifiche dell'Italia, della Germania e della Turchia), alcune disposizioni sono applicate in via transitoria.
Il primo dei due Protocolli in esame, firmato nel 1997, coordina la Convenzione a seguito delle varie modifiche intervenute, sostituendone il testo e fornendone quindi la versione in vigore. Alcune disposizioni della Convenzione modificata, non ancora in vigore, vengono applicate provvisoriamente secondo uno schema conosciuto con il nome di «prima applicazione della Convenzione modificata», per permettere all'Agenzia (che è l'organo incaricato di svolgere i compiti dell'Organizzazione) di accelerare i miglioramenti relativi alla sicurezza e all'efficienza della gestione del traffico aereo e ai costi dell'Organizzazione.
Per far fronte al numero sempre crescente di Stati membri, la Convenzione modificata istituisce un nuovo sistema di assunzione delle decisioni: l'Assemblea generale sostituirà la Commissione Eurocontrol e il Consiglio prenderà il posto del Consiglio provvisorio ma, soprattutto, vengono ampliati i casi in cui le decisioni vengono prese a maggioranza, riservando il voto all'unanimità a pochissimi casi.
Nuovi compiti sono stati poi aggiunti a quelli già svolti da Eurocontrol dalla Convenzione modificata.
Sul piano istituzionale, la Convenzione così rivista conferma la precedente istituzione dell'Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea (Eurocontrol), con sede a Bruxelles, che agisce in cooperazione con le autorità nazionali civili e militari e con le organizzazioni degli utenti).
Il secondo Protocollo ha ad oggetto l'adesione della Comunità europea alla Convenzione Eurocontrol.
Si tratta di un accordo interamente nuovo in quanto all'epoca della stipula della Convenzione di Bruxelles, nel 1960, non era prevista alcuna forma di adesione diversa da quella dei singoli Stati. Invece, nel Protocollo approvato nel 1997 - che coordina la Convenzione a seguito delle modifiche intervenute - sono state introdotte disposizioni relative alla ratifica da parte di organizzazioni regionali di integrazione economica. È sulla base di tali disposizioni che è stato predisposto questo secondo Protocollo.
Tuttavia esso non si limita a disciplinare la semplice adesione dell'UE. La relazione illustrativa del provvedimento indica nella valorizzazione delle sinergie fra Eurocontrol e Unione europea la finalità più generale di queste nuove norme.
L'opportunità di tali meccanismi di raccordo e semplificazione è anche ricollegabile alle finalità convergenti fra la Convenzione e l'iniziativa dell'Unione europea cosiddetto «Cielo Unico Europeo».
Si tratta di un insieme di misure volte a soddisfare i fabbisogni futuri in termini di capacità e di sicurezza aerea. Le misure interessano sia il settore civile sia quello militare e riguardano la regolamentazione, l'economia, la sicurezza, l'ambiente, la tecnologia e le istituzioni. Lo scopo dell'iniziativa è porre fine a un'organizzazione della gestione del traffico aereo rimasta immutata dagli anni Sessanta e ampiamente responsabile dell'attuale congestione del traffico aereo. Gli obiettivi sono tutti convergenti verso un uso ottimale dello spazio aereo europeo, con ripercussioni positive sui ritardi e sulla crescita del trasporto aereo, assumendo come principio guida quello della ristrutturazione dello spazio aereo in base agli obiettivi di snellimento del traffico rispetto alle frontiere nazionali.
La normativa di riferimento è contenuta nel Regolamento (CE) n. 549/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2004, che stabilisce i principi generali per l'istituzione del cielo unico europeo.
Ricorda inoltre che, in alcune aree coperte dalla Convenzione, l'Unione europea è venuta assumendo (rispetto al 1960) una competenza primaria rispetto agli stati nazionali. Infatti, nell'aderire alla nuova Convenzione


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(attraverso la ratifica del primo dei Protocolli a cui si riferisce il presente disegno di legge) gli stati membri dell'Unione europea hanno dichiarato che la loro firma non pregiudica la competenza esclusiva della Comunità in alcune aree coperte dalla Convenzione terzo paragrafo delle premesse).
Non viene previsto - dal Protocollo in commento - alcun meccanismo di adeguamento automatico delle regolamentazioni Eurocontrol alle normative europee (così non potrebbe essere in quanto, come si è visto, non tutti i Paesi membri di Eurocontrol fanno parte dell'UE), né - viceversa - di adeguamento automatico della normativa comunitaria alla regolazione Eurocontrol. Tuttavia, questo secondo effetto è auspicabile e l'adesione dell'Unione europea dovrebbe accelerare il processo di introduzione delle regolamentazioni Eurocontrol nelle norme comunitarie.
In virtù di tale secondo Protocollo, la Comunità europea attraverso la Commissione assumerà, su tutte le materie di propria competenza esclusiva, la rappresentanza dei singoli Stati nazionali agendo in loro vece, residuando in capo agli Stati membri la rappresentanza nazionale e la piena capacità decisionale nelle materie che non rientrano nella competenza esclusiva della Comunità europea.
Norme specifiche sono previste relativamente alle modalità di rappresentanza e di esercizio dei diritti di voto da parte della Comunità europea nelle materie di propria competenza esclusiva.
Rappresentanti della Comunità hanno invece diritto di partecipare ai lavori di tutti gli organi di Eurocontrol in seno ai quali anche uno solo dei paesi membri della UE è parte contraente, a condizione che la materia oggetto dell'attività di tale organo rientri fra le materie di competenza comunitaria.
L'articolo 4 specifica che la Comunità europea non partecipa alle spese di Eurocontrol (che continueranno ad essere suddivise fra gli Stati membri).
Il disegno di legge in esame consta di quattro articoli. Il primo ed il secondo recano - rispettivamente - l'autorizzazione alla ratifica e l'ordine di esecuzione.
L'articolo 3 novella la legge n. 575 del 1995 con la quale il nostro Paese ha ratificato la Convenzione del 1960. In particolare, la novella consiste nella sostituzione dell'articolo 4 della legge n. 575 con il quale si disciplinano le esenzioni obbligatorie applicabili alle tariffe di rotta.
Secondo la nuova disciplina le esenzioni obbligatorie applicabili saranno quelle stabilite dall'Unione europea e non più quelle «stabilite dai competenti organi di Eurocontrol».
Infatti Eurocontrol non ha disciplinato le esenzioni obbligatorie. Tale disciplina è stata invece introdotta a livello comunitario con il Regolamento (CE) n. 1794/2006 della Commissione, del 6 dicembre 2006, che istituisce un sistema di tariffazione comune per i servizi di navigazione aerea.
Nel sottolineare che il provvedimento non evidenzia profili di incompatibilità con l'ordinamento comunitario, ma al contrario è volto ad raccordare la normativa nazionale e comunitaria di settore con nuove disposizioni operanti a livello internazionale, formula una proposta di parere favorevole.

Mauro PILI (FI) dichiara voto di astensione sulla proposta di parere del relatore.

Gianluca PINI (LNP) dichiara voto di astensione sulla proposta di parere del relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Ratifica Accordo di cooperazione relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile (GNSS) tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra.
C. 3302 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione inizia l'esame del provvedimento in oggetto.


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Emilia Grazia DE BIASI (PD-U), relatore, ricorda preliminarmente che il provvedimento in esame, come analoghi provvedimenti concernenti accordi sul sistema di navigazione satellitare Galileo, riguarda esclusivamente il settore civile. Tale sistema di navigazione non riguarda infatti attività di carattere militare ed assicura agli Stati europei una propria autonomia rispetto ai sistemi statunitensi e russi che tra l'altro svolgono funzioni miste, militari e civili. Il programma Galileo prevede inoltre una collaborazione mista di pubblico e privato e riveste un rilievo strategico sotto molti profili.
In particolare, il provvedimento in esame dispone l'autorizzazione alla ratifica di un accordo relativo ad un sistema globale di navigazione satellitare civile stipulato a Helsinki il 9 settembre 2006 tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra.
Quanto ai contenuti dell'accordo che interessano maggiormente la competenza della XIV Commissione, ricorda che l'articolo 1 dichiara gli scopi del provvedimento, identificati nella facilitazione e nel miglioramento della cooperazione fra le due Parti in riferimento ai contributi che esse forniscono al sistema di navigazione satellitare civile GNSS - programma Galileo.
L'articolo 3 elenca i principi che le Parti applicheranno, tra i quali la partnership nel programma Galileo, la reciprocità nell'offerta di opportunità per realizzare attività di cooperazione per scopi civili della CE, dei suoi Stati membri o della Corea, nonché lo scambio di informazioni attinenti alle attività di cooperazione e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
L'ambito della cooperazione nel settore della navigazione satellitare e della generazione di segnali orari è precisato nell'articolo 4. Si tratta della ricerca scientifica, della produzione industriale, della formazione, dello sviluppo dei servizi e del mercato, del commercio, degli aspetti legati allo spettro radio, nonché della normalizzazione, certificazione e regolamentazione del sistema e del recupero dei costi. Il comma 3 dell'articolo 4 chiarisce che l'applicazione dell'Accordo non pregiudica la struttura istituzionale comunitaria concernente il programma Galileo, né la normativa comunitaria sulla non proliferazione, il controllo delle esportazioni di beni a duplice uso e dei trasferimenti di tecnologia, incluse le relative misure nazionali.
L'articolo 8, comma 3, prevede una efficace tutela dei diritti di proprietà intellettuale correlati allo sviluppo del sistema Galileo.
In base all'articolo 10, in relazione ai servizi GNSS, le Parti favoriscono un approccio coordinato all'interno degli organismi internazionali di normalizzazione e certificazione; esse inoltre collaborano in relazione allo scambio di norme relative ai codici di segnalazione e alle stazioni riceventi terrestri, eventualmente con la partecipazione di esperti coreani agli organismi di standardizzazione europei.
L'articolo 11 incoraggia lo sviluppo di sistemi GNSS globali e regionali - anche con la realizzazione di un sistema di potenziamento terrestre in Corea del Sud - che offrano garanzie ottimali di integrità e continuità con il sistema Galileo.
Dopo l'articolo 13, dedicato alla cooperazione delle Parti in materia di responsabilità e di recupero dei costi, l'articolo 14 prevede che le autorità che presiedono alla realizzazione delle attività di cooperazione sono da un lato il Governo della Repubblica di Corea, e dall'altro la Commissione europea. Tali autorità costituiranno un Comitato direttivo GNSS, responsabile della gestione dell'Accordo. Il Comitato direttivo si riunisce di norma una volta l'anno, alternativamente nel territorio delle due Parti.
L'articolo 15, in materia di finanziamenti, stabilisce che ciascuna delle Parti sopporta i costi relativi all'esercizio delle proprie attribuzioni in base all'Accordo: è altresì previsto che qualora un Paese non membro della CE voglia entrare a far parte dell'Autorità di vigilanza Galileo, esso dovrà erogare un adeguato contributo.


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Ricorda altresì che dopo il Consiglio europeo di Nizza del dicembre 2000, è stato approvato dal Consiglio il programma europeo di navigazione satellitare Galileo con la risoluzione del 5 aprile 2001.
Le fasi di spiegamento e operativa sono oggetto di una concessione di circa venti anni e l'Autorità di vigilanza europea sarà l'autorità concedente.
Il 17 ottobre 2003 è stata istituita (regolamento 876/2002/CE) l'impresa comune Galileo per assicurare l'unicità di gestione e di controllo finanziario del progetto di ricerca, sviluppo e dimostrazione del programma Galileo, assimilata ad un organismo internazionale.
Il 4 luglio 2005 l'impresa comune ha approvato la creazione di un consorzio congiunto chiamato «Euro-GNSS», con sede a Tolosa e composto da otto membri.
I negoziati sono iniziati effettivamente nel gennaio 2006, dopo disaccordi interni all'industria e un intervento di mediazione sulla ripartizione delle funzioni e delle responsabilità e sull'ubicazione dei principali impianti terrestri del sistema.
In relazione alla situazione complessa venutasi a creare nel corso dei negoziati, il 16 maggio scorso la Commissione europea, rispondendo alla richiesta del Consiglio dei ministri dei trasporti e del Parlamento europeo, ha adottato una comunicazione dal titolo «Galileo a un bivio: l'attuazione dei programmi europei di navigazione satellitare (GNSS)».
Il Parlamento europeo, da parte sua, nella risoluzione del 24 aprile 2007, aveva ribadito il proprio sostegno al programma Galileo, invitando la Commissione a presentare proposte adeguate, basandosi in parte sugli stessi elementi sottolineati dal Consiglio e chiedendo, in particolare, di rafforzare la governance pubblica garantendo la responsabilità politica e la leadership della Commissione.
Nel corso della riunione del 21 e 22 giugno 2007, il Consiglio europeo ha ribadito il valore di Galileo come progetto chiave dell'Unione europea e ha invitato il Consiglio ad adottare una decisione integrata sull'attuazione del sistema Galileo nell'autunno 2007.
Per adottare una tale decisione integrata, riguardante il finanziamento, la struttura della governance pubblica, la gestione del rischio, i principi per l'aggiudicazione degli appalti nonchè i programmi, il Consiglio ha chiesto alla Commissione di presentare nuove analisi e proposte.
La Commissione, per rispondere a tale esigenza, il 19 settembre 2007 ha adottato una comunicazione dal titolo «avanzamento del programma Galileo: riconfigurazione dei programmi del GNSS europeo» (COM(2007)534).
Il disegno di legge in esame, già approvato dall'altro ramo del Parlamento, consta di tre articoli: i primi due recano, rispettivamente, l'autorizzazione alla ratifica dell'Accordo tra Comunità europea e Corea relativo al sistema Galileo, e il relativo ordine di esecuzione, mentre il terzo dispone l'entrata in vigore della legge per il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Poiché il provvedimento non evidenzia profili di criticità in relazione alla compatibilità con l'ordinamento comunitario, propone di esprimere parere favorevole.

Mauro PILI (FI) dichiara voto di astensione sulla proposta di parere del relatore.

Gianluca PINI (LNP) dichiara voto di astensione sulla proposta di parere del relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.

Comunicazioni del Presidente.

Franca BIMBI, presidente, comunica che nella giornata di ieri si è svolta, a Lubiana, la riunione dei Presidenti delle delegazioni degli organismi specializzati degli Affari europei dei Parlamenti dell'Unione europea (COSAC). Tale riunione, cui ha preso parte insieme al Presidente, dell'omologa Commissione del Senato, ha costituito, come d'abitudine, un importante momento di riflessione nonché di


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preparazione della riunione plenaria che avrà luogo a Bled, in Slovenia. il 7 e 8 maggio 2008.
In particolare, nel corso della riunione di ieri è intervenuto il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, che ha fatto il punto sulla cooperazione fra la Commissione europea e i parlamenti nazionali. È stato altresì svolto un interessante dibattito sul controllo del principio di sussidiarietà concernente una proposta di decisione quadro relativa alla lotta contro il terrorismo.
Ricorda che, in occasione della riunione di Lubiana ha altresì comunicato che anche la Camera, insieme al Senato, ha aderito al cofinanziamento del membro permanente del segretariato COSAC.
Nella riunione di maggio saranno affrontati fra gli altri, temi cruciali quali il futuro dell'Europa e la strategia di Lisbona. Esprime conclusivamente l'auspicio che anche in quell'occasione possa trovare valorizzazione il lavoro svolto nel corso della legislatura dalla XIV Commissione, rispetto a cui esprime un sentito ringraziamento ai componenti della stessa per l'impegno profuso.

La seduta termina alle 10.55.